venerdì 31 ottobre 2008

E' il 999.999 visitatore. Sarà anche di Forza Italia?


Questo anonimo tizio è da ammirare. Non è da tutti avere il coraggio di travestirsi da perfetta testadica'. Se ti conci così, a meno di non uscire di casa nottetempo e coperto da cappuccio e pastrano come l'Uomo Elefante, vuoi non incrociare almeno un paio di condomini per le scale che ti sghignazzano un bel "buonaseeera..."?
Già una volta avevo segnalato i peggiori costumi per Halloween ma questo credo li batta tutti. Esticazzi!

L'orrendo ed osceno costume lo dedico con tutto il cuore agli autori dei miei tormentoni web preferiti, quelli citati nel titolo: il quadratino lampeggiante che mi annuncia la vincita di non so cosa e il sito che insiste per inviarmi riviste di destra, ubiquitario su ogni pagina di Google.
Lo dedico inoltre, in questa notte delle streghe, ai pinocchi di regime, ai loro volonterosi megafoni e soprattutto ai burattinai che ogni tanto ritornano, felici di tirare per i fili tante testedica'. Ma di questo parleremo estesamente domani.


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mercoledì 29 ottobre 2008

Ragionando a Pinocchio morto

Che brutta immagine e, allo stesso tempo, che meravigliosa sintesi della giornata odierna è questo Pinocchio esanime, morto con quel braccio ironicamente teso, in mezzo ai carabinieri.

Se poco fa avete sentito rompersi i vetri di casa vostra, sappiate che sono stati i nasi cresciuti spropositatamente dei cronisti che hanno raccontato le manifestazioni e gli scontri, tanti Pinocchi che dovevano inculcare in noi l'idea che si fosse trattato di un cavalleresco duello tra una non meglio identificata "destra" (non chiamiamoli fascisti, per carità) ed un'altrettanta generica sinistra (rappresentata, secondo i Pinocchi, solo dai centri sociali). Una singolar tenzone la cui morale, una volta medicate le teste, deve essere: "non si protesta, né da destra né da sinistra".

Come racconta invece, da testimone, Curzio Maltese, oltre ai manifestanti di vario colore, si sono rivisti i cari vecchi provocatori che arrivano con le mazze e le spranghe, agiscono, picchiano, con gli agenti che assistono incomprensibilmente immobili e poi se ne vanno da dove sono venuti.
Forse trattavasi di quei provocatori pronti a tutto da infiltrare nel movimento di cui parlava profeticamente Cossiga nei giorni scorsi?
Con un insight da vero Nostradamus, il paragnosta l'aveva previsto e sono arrivati i provocatori e le botte.

Siccome mi sono rotta i cabbasisi (i coglioni, traduco per i padani insensibili alla bellezza della vulgata sicula) mi sono rotta, dicevo, di leggere che Cossiga è stato frainteso, che l'intervista è una balla della sinistra, una volta per tutte ecco cosa ha detto l'ex presidente della Repubblica. Chi volesse controllare l'autenticità della fonte, clicchi qui per la riproduzione della pagina del QN, giornale notoriamente bolscevico.

Parlando delle minacce di usare la forza pubblica contro i manifestanti, Cossiga dice:
"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni.
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito..."
Gli universitari, invece? (Chiede il giornalista)
"Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».
Adesso, chi viene a dire che è il signor K è stato frainteso, che non sono parole gravi, si becca una virtuale pinocchiata sulle gengive. E guai se dopo si lamenta.

Per fortuna nessun ragazzino morto. Già. Solo un Pinocchio spiaccicato per terra, simbolo casuale ma straordinariamente significativo di quello che l'Italia in questo momento non vuole: la ribellione.
Di Pinocchio ci vanno bene le bugie, siamo governati dai Pinocchi e da stuoli di Gatti e Volpi, ma non accettiamo più la sua indole anarchica, il suo rompere gli schemi. Il suo dire "NO".
Questo Pinocchio gigante non portava il passamontagna e chissà se veramente "serviva per picchiare" come ha titolato (sotto mescalina) la Repubblica, ma se rimaneva a casa sua forse era meglio. Ecco cosa succede ai Pinocchi quando non vogliono andare a scuola e disobbediscono ai babbi. I Pinocchi per bene non scendono in piazza, dicono solo le bugie e per questo fanno carriera fino ai massimi livelli.
Update - Sentite cosa dice Debora Billi del camioncino carico di camerati manganellommuniti, arrivato con si sa come e con quali permessi in zona ultrapedonale.

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martedì 28 ottobre 2008

Uno di noi

La signora della foto non è misericordiosa come Carla Bruni, sempre in ballerine raso terra per non svettare su Sarko. Il taglio d'abito stile impero slancia la figura e il tacco stiletto da dieci (almeno) mortifica senza pietà il cavallo del mini-stro accompagnatore.
L'effetto "l'accettiamo, uno di noi" è assicurato.

Ipotetico lettore - Ma che fai Lameduck, ci sono studenti, professori e genitori in rivolta contro la Gelmini, le scuole in subbuglio, il presdelcons in fibrillazione per i "sondagi" negativi e tu cazzeggi sulla statura di Brunetta, pur deliziandoci con raffinatissime citazioni cinefile?

Lameduck - E' vero ma altrimenti la gente non capisce.


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domenica 26 ottobre 2008

Provvedimenti urgenti atti a rilanciare l'economia reale

A noi storici detrattori del nano è sfuggita questa settimana una notizia che dovrebbe invece farci ricredere sulle qualità di rianimatore d'urgenza dell'economia reale possedute dal nostro (anti)eroe.
La notizia in questione è l'annunciato arrivo al Milan di David Beckham, il Ken superdotato marito della "Barbie Stronza" limited edition a grandezza naturale. Il nerboruto giovanotto che una leggenda metropolitana sostiene essere addirittura un calciatore.

David e Victoria (la Barbie) arrivano nel momento giusto, in questi chiari di luna dove la gente si indebita, riceve l'intimo di sfratto ed affolla i LIDL per fare la spesa, perchè sono i personaggi perfetti per un'era prerivoluzionaria (di quelle dove sibilano le lame delle ghigliottine, per intenderci), capaci di far impallidire gli sprechi di Maria Antonietta e delle sue caprette al Petit Trianon.
Grazie a loro potremmo osservare un enorme rilancio del lavoro a maglia. E' con personaggi del genere in giro a schiaffeggiare la miseria che i popoli mettono mano ai forconi.

Se non avete mai provato a leggere le cronache dei loro shopping, di cosa riescono a comprare Posh e Becks in due ore e di quanti soldi riescono a sperperare nel periodo di tempo dato, vi consiglio senz'altro l'esperienza. C'è addirittura un canale di Sky dedicato alle loro imprese e a quelle di altri parassiti, l'inimmaginabile ed osceno "E!".
Non avete idea della soddisfazione a sentire che quello che voi guadagnate in un mese di duro lavoro, diciamo 1000 euro, Lady Becks li spende per uno shampoo e una spuntatina alla chioma. La manicure no, è a parte. Non oso immaginare il costo della crema alla merdina di usignolo che si spalma regolarmente la sera prima di andare a letto con Ken.
In una delle loro innumerevoli ville (un tratto in comune con il loro prossimo datore di lavoro) hanno fatto costruire la casetta dei giochi per i loro due cuccioli di miliardario. Non una casetta normale, di quelle in legno prefabbricate ma una vera villa in miniatura, costata qualche milione di dollari.

E' in questo contesto di pornografico scialacquamento di risorse, di uso hardcore della carta di credito ed ingoio di denaro a gola profonda che Silvio deve avere avuto la geniale pensata.

Sguinzagliare Posh in Via Montenapo per un paio d'ore al pomeriggio (la mattina no, poverina, deve riposare), potrebbe risollevare le sorti del Made in Italy. Chi se non lei potrebbe ordinare una dozzina di quei plaids in zibellino visti in un negozio di Montenapo e prezzati 100.000 euro l'uno?
Non salveremo i piccoli negozietti, "Le trine di Marcella", la "Casa della Calzatura", le Upim, le Oviesse, i Carrefour, le Ikea ma il triangolo d'oro della Milano da succhiare sarà salvo. Così si potrà fare media e dire che i consumi in Italia ripartono, magari con una bella foto di Posh stracarica di pacchi dono per Natale sbattuta su "Libero" con il titolo: "Ecco la crisi inventata dai comunisti".

Non c'è che dire, è stata proprio una bella pensata. Dal culo di Sacchi al culo di Beckham.


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sabato 25 ottobre 2008

Noi al Circo Massimo, voi massimo al circo

Che bello,
oggi sembrava proprio che in Italia vi fosse un'opposizione,
con perfino un leader.
Un'Italia berlusconiana ma anche no.
Due milioni e mezzo, dicono gli organizzatori.
Solo Veltroni e la sua mamma, secondo la questura e Studio Aperto.
Sicuramente, tanti.
La cosa brutta è che domani tornerà tutto come prima,
un'Italia con un opposizione
ma anche no.

(Walter, rovina anche questo, adesso.)

(La battuta, tratta dai tempi dei mondiali del 2006, si intona bene con la foto pubblicata da Repubblica.)


Update - Sulla diatriba "quanti corpi possono essere penetrati al Circo Massimo" ed altre questioni di capienza e misura tipo "io ce l'ho più grosso" (il corteo), segnalo questo fondamentale contributo di AnelliDiFumo.


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giovedì 23 ottobre 2008

Vesti la giubba (di forza)

"Recitar! Mentre preso dal delirio
non so piu quel che dico
e quel che faccio!"
("Pagliacci", R. Leoncavallo)

Esame a quiz per il superamento dell'esame di Psichiatria Senile. Valido per il nuovo corso di laurea ultrarapida in sei esami e mezza tesi in Psichiatria, per risparmiare e contenere i costi dell'istruzione universitaria. Numero di iscritti, almeno 60.000, se no non conviene.

"Tenuto presente che siamo prossimi al mese di novembre, tipicamente a rischio acting-out per il paziente psichiatrico e che trattasi di soggetti anziani, indicare la causa più probabile della sintomatologia delirante presentata nei seguenti casi clinici".

Caso 1. Il paziente SB vuole la polizia nelle scuole ma anche no.
a) soffre del disturbo di scissione schizo-divisionista di Walter-Veltrony;
b) soffre di amnesia anterograda (è incapace di formare nuovi ricordi), sintomo post-ischemico o degenerativo demenziale;
c) è solo un bugiardo.

Caso 2. Il paziente FC manifesta il desiderio di nuocere agli studenti e vorrebbe sentire il suono delle sirene delle ambulanze la mattina presto.
a) si è confuso, voleva dire "l'odore del napalm", delirio cinematografico;
b) è il solito messaggio in codice;
c) si consiglia il trattamento sanitario obbligatorio.


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mercoledì 22 ottobre 2008

Diaz Reloaded?

Il vecchiaccio mette le mani avanti. Il problema non è la sinistra, né il decreto minchiuto sull'istruzione, il cui intimo scopo è danneggiare la scuola e le università pubbliche a favore di quelle private, i veri somarifici provetti.
Il fatto è che contestare lui e le sue pensate geniali non è permesso. Lui, il ducetto, e soprattutto il suo ego, non lo sopportano.
Così mette le mani avanti in caso qualcun'altro, magari non da sinistra, volesse unirsi alla protesta di docenti, genitori e studenti contro il decreto Gelmini. Come a Genova dove bastonarono con altrettanto zelo zecche comuniste, pacifisti e cattolici.
Perchè il ducetto, adesso come allora, non si contesta e perchè, per la sua forma mentis paleocalcistica, chi non salta comunista è.


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lunedì 20 ottobre 2008

Un'opposizione a pecorella

"L'alleanza con Di Pietro è finita. Non fa giri di parole Walter Veltroni, intervistato a "Che tempo che fa" da Fabio Fazio, attaccando il leader dell'Italia dei Valori. "Con Di Pietro - ha spiegato - avevamo sottoscritto un programma per costituire un unico gruppo; quando si è accorto che aveva un numero sufficiente di parlamentari per costituirne uno da solo, Di Pietro ha stracciato quell'impegno". E ancora: "L'alleanza è finita quando Antonio Di Pietro ha stracciato l'impegno, dopo le elezioni, di costituire un gruppo comune con noi".
No, temo che l'alleanza sia finita quando Veltroni si è accorto che Di Pietro fa opposizione, non quella cosa molliccia della quale lui si ostina a rimanere il leader, nonostante la sonora trombata rimediata alle elezioni. In quell'America che lui ama tanto, chi perde la tornata elettorale al massimo si dedica al documentarismo, non insiste con la politica. Invece da noi Rutelli porta ancora in giro il suo faccino e Uolter si atteggia a capo dell'opposizione.
Che cosa dà fastidio a Veltroni? Che Di Pietro abbia avuto un sacco di voti e che rischi seriamente di racimolarne ancora di più alle prossime consultazioni. Solo quello. Il resto sono pugnette.

Nel PD, la cosa molliccia, quella specie di blob fatto partito, tutti a dire che quella di Di Pietro è opposizione non costruttiva, del muro contro muro, una specie di ostinazione alla Hamas contrapposta all'accondiscendenza alla Abu Mazen di Uolter. Ormai ci stiamo abituando alle opposizioni che non contano e che non ottengono assolutamente nulla e alle quali i governi contro i quali si oppongono fanno tap-tap sulla testa, come al vecchietto di Benny Hill, con la musichetta in sottofondo.

In fondo cosa manca a Berlusconi per diventare "come quello là'"? Di tacitare le ultime rare voci che ne espongono le magagne passate e presenti.
Per esempio Travaglio viene condannato in primo grado (quindi in maniera non definitiva) per un solo articolo delle centinaia che ha scritto e qual'è il risultato, strombazzato da tutte le TV meretrici di regime? Che Travaglio ha scritto solo falsità e che nessuno di lorsignori è mafioso. La famosa proprietà transitiva. Uno innocente, tutti innocenti. Non importa che in precedenti processi il giornalista sia stato assolto perchè aveva scritto semplicemente la verità. Vedrete quanto questa condanna farà giurisprudenza, soprattutto tra i suoi colleghi kapò.

Secondo esempio. Perchè mai Di Pietro non dovrebbe dire ciò che pensa di uno che prima ne ha dette peste e corna per anni perchè da giudice aveva indagato i suoi antichi protettori, i malfattori di Tangentopoli, poi ha fatto di tutto per cooptarlo in un suo precedente governo e di nuovo, al rifiuto di questi, ha tirato fuori le Mercedes. Di Pietro dovrebbe per caso considerare Berlusconi una persona seria? I know my chicken, dicono gli americani, e lo diciamo anche noi: conosco i miei polli.

Uolter invece è convinto che si possa fare l'opposizione a Berlusconi non disturbando Berlusconi.
Come quando dice che rompe con Di Pietro, si, ma a livello locale bisogna cercare le alleanze. Il famoso "ma anche no".
Il peggio di sè l'ha dato però recentemente con il tentativo di scambio Pecorella-Orlando. Una cosa ignobile, da mercato delle vacche o delle pecore. Una cosa da andare subito a tagliarsi la mano che, mannaggia, l'ha votato in un momento di disperazione.

Ho citato le pecore non a caso. L'opposizione che piace a Uolter è un'opposizione a pecorina, anzi a Pecorella.
E' lui che straccia, ma non le alleanze, qualcos'altro che fa rima con Veltroni.


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domenica 19 ottobre 2008

Della Palestina non si parla, quindi la Palestina non esiste

E' per caso scoppiata la pace in Palestina e hanno dimenticato di avvertirci? No, perchè, da quanto tempo non sentiamo più parlare del conflitto arabo-israeliano nei titoli del telegiornale?
Eppure a nessuno risulta che palestinesi ed israeliani si siano seduti attorno ad un tavolo ed abbiano finalmente firmato la tanto agognata pace. A quanto ci risulta non è stato creato alcuno stato palestinese che possa convivere accanto a quello israeliano come richiesto da innumerevoli risoluzioni delle Nazioni Unite. Temo perfino che continuino la violenza e le morti.
E allora? Accanto al muro che separa i due popoli, è stato forse innalzato un muro di omertà che travalica i confini del medioriente e si insinua nelle nostre menti, facendoci solo preoccupare del fatto che scarpette rosse non può andare in Israele se insiste a voler far santo Piododici il pavido (che è pure un andare a cercarsela, se vogliamo essere sinceri?)

Me lo domando, visto che i telegiornali preferiscono informarci sul fatto che lo spazio puzza di McDonalds, motivo in più per non desiderare di andarci, e che le V.I.P. (very important puttans) come la signora Beckham ed altre cortigiane extralusso si spalmano la cacca di usignolo e la pomata contro le emorroidi in faccia per non invecchiare. (Oh Signore, falle campare fino a centododici anni affinchè anche l'ultima ruga sulla terra si sia accomodata sulla loro pelle).

A noi deve interessare quella megera di Madonna che divorzia dal ganzo e le cazzate a raffica di questo governo, come la Lega che vuole togliere l'assistenza sanitaria gratuita ai clandestini (sottinteso: che crepino, così i loro parenti, spaventati dalla nota ospitalità del nord, rimarranno a casa loro). Possiamo berci tutti queste stronzate ma non dobbiamo rompere con la Palestina.
Ho cercato invano notizie recenti provenienti da quel pezzo di terra, anche facendomi largo tra i liquami fognari che rappresentano ormai il giornalismo contemporaneo, tranne poche eccezioni.

Eppure il 10 ottobre scorso i giornali seri, non le gazzette dei puttanieri, hanno riportato la notizia di gravi scontri tra arabi ed ebrei ad Akko (S. Giovanni d'Acri).
Scontri iniziati a causa di un arabo che ha pensato bene di transitare in auto per le strade di un quartiere ebraico il giorno di Yom Kippur, quando cioè non si dovrebbe mai guidare e Dio solo sa perchè il mondo non si ferma e la Terra non smette di girare.
L'arabo è stato bloccato da alcuni coloni inviperiti e sequestrato all'interno di una casa. Nel quartiere arabo si è sparsa la voce che la sua vita era in pericolo e gruppi di giovani altrettanto inviperiti si sono mossi per andare a mettere a ferro e fuoco il quartiere ebraico. Dal canto loro, i soliti gruppi di coloni fascisti ne hanno approfittato per bruciare alcune abitazioni arabe e così via, di faida in faida.
Akko, come spiega Uri Avnery in un articolo pubblicato su Gush Shalom, è oggi una città israeliana ma le sue origini arabe non la farebbero annoverare tra le città ebraiche. E' una città mista, dove le tensioni possono esplodere in qualunque momento. Una città con periferie arabe sovraffollate costruite gomito a gomito con colonie di sionisti ultraortodossi che praticano volentieri il tiro all'arabo quando se ne offre loro l'occasione. Una gabbia troppo stretta dove i topi si scannano tra di loro. La prova, scrive ancora Avnery, di come uno stato unico dove convivano le due etnie sia matematicamente improponibile e che l'unica scelta percorribile sia "due popoli, due stati".

Ho letto anche di altri coloni che vanno a sradicare gli ulivi dei vicini palestinesi. Un atto che racchiude molta più simbologia di quanta se ne possa immaginare e che rappresenta la contraddizione di voler occupare una terra della quale però non si rispettano i frutti. Un atto odioso che fanno bene a non divulgare tra un McSatellite doppio formaggio marcio e un colpo di reni delle ministre-genio, perchè ci farebbero pensare "ma quanto sono stronzi quei coloni".

Eppure la pace è necessaria, come recita l'ultimo annuncio fatto pubblicare da Gush Shalom, che si riferisce alla situazione economica:
All our governments
Have assumed that
As long as the American
Support us,
We can ignore the whole world
And oppress the Palestinians.

But no Empire lasts forever
And the message is written
On the Walls of
Wall Street.

The only way of ensuring
The future of Israel:
To make peace with
The Palestinians,
To be accepted by the
Arab world -
And do it quickly,
While we can.
Tutti i nostri governi hanno dato per scontato che, fino a quando gli americani ci appoggeranno, possiamo ignorare il mondo intero e continuare ad opprimere i palestinesi.

Gli imperi non durano per sempre, però, e il messaggio è scritto sui muri di Wall Street.


L'unico modo di assicurare il futuro di Israele è fare la pace con i palestinesi, farsi accettare dal mondo arabo, e farlo in fretta, fin che siamo in tempo.
(Gush Shalom, 10 ottobre 2008)


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venerdì 17 ottobre 2008

Phone Invaders

Sono arrivati. No, ditemi che sta capitando anche a voi. Adesso non rompono più telefonando solo a casa, preferibilmente la sera mentre stai cenando, ma anche al cellulare!!

La prima volta mi ha chiamato Vodafone, con le solite offerte. Poi un'altra chiamata, sempre Vodafone. Vabbé, è il mio gestore, mi sono detta, vorrà intortarmi con qualche nuovo profilo. Non mi interessa, grazie. Capiranno.
Invece no, quella era l'avanscoperta. Adesso è arrivata la nave madre.
Va avanti da giorni: sento il cellulare che suona, vado per rispondere e la comunicazione si interrompe. Quasi tutte le chiamate provengono da numeri nascosti ma stasera ne ho sgamato uno: Fastweb. Quattro chiamate nel giro di poche ore.

Forse ho capito il meccanismo. Le prime volte nascondono il numero ma intanto tu entri in allarme giallo. Poi svelano il numero e tu non puoi fare a meno di richiamare sulla chiamata persa. Così oltretutto, paghi tu la telefonata. Non è diabolico?
Mi fa piacere, tra l'altro, che Vodafone si sia venduta il mio numero affinchè ne approfittassero anche cani e porci.
Pensare che il mio telefonino era silenzioso come una tomba, suonava solo se strettamente necessario e a volte andavo a sincerarmi che fosse ancora vivo, tanto era silenzioso.

Non bastava che questi tafani, questi ignobili spaccacazzo chiamassero ad ogni ora del giorno sul telefono aziendale: "Sono Pincopalla, vorrei parlare con un titolare". Ieri pomeriggio, ingannata dal fatto che il tipo si era qualificato come Doxa, sapete quanto mi ha tenuto in linea con il suo sondaggio? Quindici minuti. Senza vergogna, senza imbarazzo, incurante del fatto che stava interrompendomi nel lavoro e che io stavo diventando sempre più nervosa e indispettita.
Io tendenzialmente mi vergogno ogni volta che devo telefonare a qualcuno, vado in ansia. Ho sempre paura di disturbare. Percepisco il fatto che un telefono che squilla e ti interrompe in quello che stavi facendo, è sempre una rottura di coglioni.
Loro invece, i callcenteristi, raggiungono l'orgasmo ogni volta che riescono a beccarti. Per me li drogano con roba pesa: coca o ketamina, roba che disinibisce un casino.

Ah si, eh? Con gli invasori della privacy, ora perfino quella del cellulare, non dobbiamo avere più pietà.
La supercazzola non basta, è troppo raffinata. Nemmeno l'invito alla gentile signorina che insiste a voler parlare "con chi si occupa di telefonia mobile" a dedicarsi a qualche dozzina di fellatio con ingoio ogni sera o quello diretto al suo collega maschio a praticare il coito anale passivo senza vaselina.

Qui ci vuole un'arma segreta, dirompente, devastante, peggio di un M16-Viper impostato a raffica.
Chissà se qualcuno riuscirebbe a realizzarmela. Voglio una segreteria telefonica intelligente che, quando chiama la pubblicità aggressiva la riconosca automaticamente e risponda con un preregistrato con la voce di Germano Mosconi, sciorinando tutto il suo repertorio in faccia alla malcapitata o malcapitato callcenterista.
Affanculo la solidarietà tra lavoratori, affanculo "ma poverini fanno un lavoro di merda".
Chiamate Mosconi 3131. Secondo me funzionerebbe. A mali estremi...


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mercoledì 15 ottobre 2008

Bevete più latte, la muffa fa bene

Questa sera c'è solo l'imbarazzo della scelta per commentare le notizie del giorno. Caricatevi di indignazione perchè ce ne sarà bisogno.

Intanto andrò a letto stasera senza sapere cosa sono le Opa ostili. Non si sono degnati di spiegarmelo.

C'è in Italia un nostro concittadino che ha ricevuto l'equivalente camorristico della fatwa e corre altrettanti rischi di Salman Rushdie, tanto da essere costretto ad emigrare, eppure mi aspetto da un giorno all'altro che qualcuno dalle alte sfere dia anche a lui del "rompicoglioni".
Non si può che ammirare ogni giorno di più il coraggio di Roberto Saviano.

Diceva Manzoni che "il coraggio uno non se lo può dare". E' il caso di Marcello Lippi, invitato nei giorni scorsi da Moni Ovadia a partecipare ad un'iniziativa sulla memoria della Shoah per le scuole. Don Abbondio prima ha detto si, poi ci ha ripensato e se n'è uscito con questa incredibile scusa: che parlare contro il nazifascismo avrebbe rappresentato "prendere una posizione politica". Occazzo! Credevo che il nazismo fosse stato condannato dalla STORIA e che non si dovesse avere paura a condannarlo ad alta voce, anzi a squarciagola, pensando a quei milioni di esseri umani da esso sterminati in nome della purezza razziale.
Paura di tutti quei nazistelli tatuati che si nascondono negli spogliatoi e dei loro dirigenti dal cuore nero, eh? Che tristezza.

A proposito di schieramenti. Da che parte dovrebbe stare l'informazione pubblica? Dalla parte di una grande azienda accusata di taroccare le date di scadenza di prodotti alimentari deperibili? Oppure dalla parte dei cittadini che rischiano, alimentandosi di prodotti avariati, nella migliore delle ipotesi, una tossinfezione alimentare? Se lo chiedete a Gianni Riotta, vi risponderà che dovere del servizio pubblico è difendere i diritti della multinazionale, in questo caso Lactalis (già nota alla giustizia in Francia) e comunque della grande azienda (Galbani) che ha i mezzi per difendersi. Spruzzando su tutto, magari, a mo' di anestetico paralizzante, la presunta rassicurazione dell'Istituto Superiore di Sanità secondo il quale "non si correrebbero rischi dal consumare prodotti scaduti". Mi faccia capire allora: perchè mettere le date di scadenza?
Va bene "la Stampa" che pubblica (a pagamento) il paginone con lo spottone della Galbani che "vuol dire fiducia" e che dice: "i miei formaggi sono perfetti, che mi possino cecà." Ma il TG che si arruola volontario nel collegio difensivo della multinazionale invece di adoperarsi per cercare solo la verità per il bene dei cittadini, fa decisamente schifo. Se il film parla di formaggio perchè voler interpretare a tutti i costi la parte dei vermi?

In questi casi in cui è di scena la salute pubblica, è fondamentale che l'informazione e gli organi di controllo stiano dalla parte del cittadino. Se si schierano con i più economicamente forti è la fine, lo capirebbe anche un sasso.

Se permettete vi racconto un piccolo aneddoto personale. Una dozzina di anni fa, in un elegante albergo di una ridente località balneare romagnola (mica Casalborsetti ma Milano Marittima) mi presi una bella tossinfezione alimentare da salmonella. Responsabile una torta di ricotta troppo grande per essere conservata in frigo e lasciata a cuocersi per un intero pomeriggio al sole di luglio, in sala da pranzo.
Il giorno dopo, un mercoledì, eravamo ricoverati in 52 e in diversi ospedali. Il giovedì, sul "Resto del Carlino", io e altri ricoverati, ancora in preda a lancinanti dolori addominali e agganciati alle flebo, leggiamo il titolone: "TUTTI GUARITI I 52 INTOSSICATI".
I NAS andarono si a controllare le cucine dell'hotel ma non riscontrarono niente di irregolare, nonostante l'infezione fosse dovuta a dolo dei proprietari che, guarda caso, erano gli unici a non aver mangiato la torta sfatta e a non essersi ammalati . Si erano accorti benissimo che la torta era andata a male ma l'avevano servita lo stesso a noi clienti, per non buttarla via.
Non solo i NAS non presero provvedimenti e il giornali scrissero informazioni false e tendenziose ma le nostre cartelle cliniche ospedaliere furono falsificate e le analisi, comprovanti l'infezione da salmonella, fatte sparire. Ricordo benissimo il primario che ci disse, guardandoci fissi negli occhi, il giorno della dimissione: "ricordate, siete stati contagiati da STA-FI-LO-CO-CCO."
Fu solo in seguito e grazie alle indagini dell'Ufficio provinciale di igiene di Ravenna che fummo informati della verità e sottoposti a nuove analisi che confermarono l'infezione da salmonella.

Capite come da quel giorno siano cresciuti il mio disagio nei confronti dei bottegai senza scrupoli, la sfiducia nei confronti degli organi di controllo e il disprezzo verso i giornalisti venduti per paura di danneggiare l'alta stagione alberghiera e quindi capaci di scrivere palle grosse così senza pudore. Anche questa, se non vi dispiace, è Gomorra.


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martedì 14 ottobre 2008

Je t'aime (io non più)



Il mio primo corto per il tubo, ispirato da questo piccolo grande amore capace di distruggere i leggii.

Non fateci caso, molti grandi registi hanno iniziato con il porno soft.


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domenica 12 ottobre 2008

Brucia, grembiule, brucia!

Dunque, vediamo. Nel corso della nostra fulgida civiltà abbiamo bruciato eretici, streghe vere o presunte e si sono date alle fiamme croci con neri di contorno a cura del KKK. Durante le guerre, il nostro momento migliore, quando tiriamo fuori il meglio di noi, si fa "terra bruciata".
Il signore raffigurato qui sopra* diede personalmente l'ordine di bruciare gli africani che si opponevano al grande impero italiano.
Siccome il progresso ci rende sempre più efficienti, oggi i più sboroni di noi occidentali utilizzano un super napalm arricchito di fosforo che riesce a bruciare i corpi ma non gli abiti, che rimangono intatti. Mi sembra giusto, visto che bruciare le stoffe, oggi come oggi, è diventato un reato peggiore che bruciare gli esseri umani.

Se non avete ancora capito il messaggio che proviene dai media, scandalizzati per un grembiulino che brucia in una manifestazione, eccone la traduzione: si possono bruciare iraqeni a Falluja ma non le bandiere degli "stati amici". Che c'entra il grembiule? E' di stoffa, come le bandiere, quindi è uno stato amico.

Il grembiule era vuoto, non conteneva un alunno. Eppure la notizia è stata data con grande risalto al solito TG-mercatone-1 dove sono tanto sensibili per queste cose. Quando non riescono ad oscurare completamente le manifestazioni di protesta le arricchiscono con il fosforo, con particolari fiammeggianti.

In Kenia, e accade adesso, nel 2008, bruciano vive donne vere, di ciccia, accusandole di essere streghe ma a Riotta che je frega? A lui fa strano il grembiule, perchè dentro ci immagina la Gelmini che si contorce tra le fiamme e deve ricacciare la fantasia nell'inconscio.

Finalino

Dei fascisti al seguito della nazionale di calcio piena di calciatori fascisti fanno casino in Bulgaria (perchè la pensano ancora un covo di comunisti) e il rappresentante del Viminale non ci trova niente di strano. "Inneggiavano all'Italia" (in realtà al Duce ma fa niente).
I bulgari non hanno gradito. Avevamo infatti sentito fischiare l'inno italiano ma, dato che i telecronisti bulgari (nel senso di quelli RAI) non avevano detto nulla dei disordini tra forze dell'ordine bulgare (nel senso proprio di bulgare) e camerati, non riuscivamo a spiegarcelo. Che ce l'avessero con noi ancora per la storia della "pista bulgara"?
Invece ci fischiavano in quanto rappresentati sugli spalti da un bel manipolo di facinorosi fascistoni.
Mano male che la cosa ha provocato la riprovazione di Ignazio Benito Maria che ha affermato, sempre al TG1: "Il reato più grave è bruciare la bandiera di uno stato amico".
Non c'azzecca con i disordini di ieri ma giusto per ribadire il concetto.

(Grazie a Don Zauker per l'immagine e a Fernando di Leo per il titolo.)


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sabato 11 ottobre 2008

Haiderjugend

Per pura combinazione, giorni fa, sentendo parlare di elezioni in Austria, mi ero chiesta che fine avesse fatto Jörg Haider, il discusso leader dell'estrema destra e governatore della Carinzia del quale si era molto parlato anni fa al momento della sua comparsa sulla scena politica, nel novero della fioritura delle varie leghe e movimenti xenofobi europei.

Ignorato dalle cronache politiche internazionali negli ultimi anni, vi era riapparso solo in termini scandalistici per alcune foto documentanti bagordi a base di birra, salsicce e sbaciucchiamenti tra uomini, pubblicate impietosamente dai giornali per stuzzicarlo su una sua presunta omosessualità. Solo cameratismo, si era difeso. Magari un po' troppo affettuoso ed alticcio, ma cameratismo.

Oggi abbiamo saputo che Haider è morto in un incidente automobilistico. La sua auto si è schiantata contro un palo di cemento, dopo essere sbandata forse a causa dell'alta velocità. L'Austria perde sulla strada un altro suo mito, dopo Falco.

I nostri borghezi piccoli piccoli si sono subito messi in gramaglie e piangono "il grande leader europeo". Per carità, sono convinta che vivendo negli asettici villaggi della Carinzia dove non c'è un geranio fuori posto, diventeremmo tutti xenofobi.
Purtroppo però, al politico con il colorito perennemente al mordente e il loden d'ordinanza non piacevano solo l'ordine e le salsicce ma anche Adolf Hitler, da lui pubblicamente elogiato per la sua politica socioeconomica. Era, diciamolo, un nazista e lo ricorderemo come tale, con il rispetto che si deve a chi non è più in grado di nuocere.

Notarella sociologica. Nelle ultime elezioni austriache, che avevano visto una fenomenale avanzata proprio della destra xenofoba, il partito di Haider era stato votato soprattutto da quei sedicenni scelleratamente ammessi al voto da ancor più scellerati adulti (sicuramente di sinistra). Ragazzi che hanno ammesso nelle interviste di aver votato l'estrema destra soprattutto perchè affascinati dal carisma mediatico del leader in loden e perchè solo la destra, negli incontri con i giovani, aveva dimostrato di interessarsi ai loro problemi (traduzione: aveva saputo intortarli meglio).
Immagino se accadesse in Italia di far votare le sedicenni. Scamarcio for president.
Il problema, intendiamoci, non è che i giovani votino destra. Il suffragio universale sta diventando una jattura e la gente in generale vota alla cavolo di cane, senza pensare alla propria storia ed agli errori commessi in passato. Credete che i sedicenni austriaci della Haiderjugend sappiano qualcosa della Hitlerjugend?

Non c'è niente da ridere, comunque. Pare che il successore di Haider, Doerfler, sia assai peggio del defunto, in quanto a xenofobia. Non sarà proprio vero che sono sempre i migliori che se ne vanno?


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giovedì 9 ottobre 2008

"Ho soffocato Mara Carfagna"

Facciamo una botta di preventivi.
Se adesso, putacaso, pubblicassi per satira una foto che dimostra che Mara Carfagna è in realtà un maschio, cosa mi potrebbe succedere? Cioè, quanto mi verrebbe a costare?

Ah, un mio amico vuole sapere se, indossando una maglietta con stampato lo slogan del titolo,* potrebbe cavarsela con il patteggiamento.

Chi indovina la dotta citazione vince la raccolta completa dei 150 albi di "Sukia".


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mercoledì 8 ottobre 2008

Rapina a banca armata

«Cos'è rapinare una banca a paragone del fondare una banca?»
Berthold Brecht

Notizie dal prossimo futuro

"Questa mattina alcuni passanti sono stati rapinati da una banca di fronte alla quale stavano incautamente passando. Le persone coinvolte, due pensionati e una casalinga, sono stati aggrediti da bancari mascherati ed armati di fucile a canne mozze ed alleggeriti della pensione appena ritirata e di alcuni risparmi.
Le forze dell'ordine, a fronte di sempre più frequenti atti di rapina compiuti dalle banche ai danni di inermi cittadini, invitano gli stessi a non transitare da soli e in possesso di denaro contante nei pressi degli istituti di credito".

Postfazione

Avete notato che non stanno dando la colpa dell'attuale crisi finanziaria ai comunisti?


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martedì 7 ottobre 2008

lunedì 6 ottobre 2008

Holy Boogie Shoes

Esempi di dissonanze clericali. Il Papa porta vezzose scarpette rosse con il tacco e sfarzosi completini ricamati in oro e ornati d'ermellino ma i suoi portavoce ribadiscono che egli è "uomo semplice e sobrio" e non veste Prada. Ci mancherebbe, oltretevere vogliamo distinguerci da Lucifero.


Il luciferino Cardinal Marcinkus si rivolterà nella tomba sentendo il Papa dire che il denaro non è la cosa più importante del mondo anzi, citando un noto cattivone della fiction, "l'Uomo che Fuma" di X-Files, dire che "il denaro passa, Dio resta". Come diceva qualcuno, il denaro non fa la felicità, però aiuta.
A proposito di dissonanze, il Vaticano ce l'ha ancora lo IOR, l'istituto per le opere religiose (muhahaha!), il gioiello del compianto Marcinkus che tanto danno fece negli anni ottanta? Se ce l'ha, le parole di Benedictus non fanno ridere.

Prosegue la fissazione papale contro i metodi anticoncezionali. Se pure lui ammette che i cattolici non lo ascoltano a riguardo la cosa dovrebbe farlo riflettere, invece se ne meraviglia, non se ne sa dare una spiegazione.
La sera, nel suo lettino, penserà: "Voglio imporre alle donne un figlio ad ogni scopata, io che ufficialmente non scopo, e loro si ribellano. Ma perchè come mai ma perchè?"
Perchè è un'insopportabile, assurda e ottusa violenza al corpo delle donne, ecco perchè. Oltre che una pretesa scellerata in un terzo mondo dove nascere non significa necessariamente sopravvivere. Per certi uomini vale il detto "pur che respirino", per i preti diventa "pur che nascano".

Per chi fosse interessato al perchè delle scarpette vermiglie e per chi mordicchia un tantino di tedesco, c'è questo interessante sito.
Non perdetevi il filmato perchè è troppo bellino e spiega il perchè del titolo (citazione da K.C. & The Sunshine Band).




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venerdì 3 ottobre 2008

Smettere di leggere è facile, se sai come farlo

Quando ero più giovane ho letto, non credo di esagerare, svariate centinaia di libri, forse un migliaio. Una novantina servirono soltanto per la mia tesi di laurea e furono macinati in soli sei mesi.
Ho letto come una matta fin da quando il maestro Manzi mi insegnò a leggere e scrivere. Ho letto Chandler, Spillane e Hammett all'età in cui di solito ci si ferma a Collodi. Ho letto tutta la letteratura per l'infanzia, tutti i mattoni più famosi della letteratura mondiale e oltre. Ho consumato gialli, polizieschi, fumetti, classici a vagonate. Mi sono acculturata su saggi di ogni tipo, dalla scienza alla medicina, alla sociologia alla politica. Ho letto Nietzsche, Marx, Freud. Ho consumato dozzine di testi scolastici di ogni materia.

Dopo la laurea e a causa di una malattia che mi ha reso per sei mesi mezza menomata, una decina di anni fa, ho sofferto di dislessia e disgrafia. In pratica leggevo una pagina ma non capivo un accidente di ciò che leggevo, il mio cervello non decodificava i segni. Lo stesso blocco riguardava lo scrivere: sostituzioni di lettere, errori, la mano che andava per i cazzi suoi, a mo' di scrittura automatica. Era come se mi si fosse danneggiato il disco rigido. Ricordo che passavo i pomeriggi a dormire, per resettare e ricostruire ciò che era stato danneggiato.

Sarà stato il trauma di quella esperienza o semplicemente il fatto che con gli anni si cambia ma ora, se vedo un libro, ho una sorta di rigetto, un senso di nausea. Leggo pochissimo e in rare occasioni.
Mi capita ogni tanto, come stasera, di provare l'istinto di entrare di nuovo in libreria come ai vecchi tempi ma l'odore del libro nuovo, intonso, con quell'odoraccio di inchiostro, mi dà la nausea. Giro tra gli scaffali in cerca di qualche titolo che mi solletichi, che mi faccia tornare la voglia di leggere ma 99 volte su 100 esco senza acquistare nulla e in più sentendomi come Alex dopo la Cura Ludovico.

Io che in passato ho speso una fortuna in libri, adesso ne prendo in mano uno, lo giro, leggo il prezzo e mi pare sempre troppo. Effettivamente, 36 euro per una "Storia della televisione" di Aldo Grasso, un titolo che al limite mi sarebbe anche interessato come testo da consultazione da assaporare a piccole dosi, non sono pochi.
I libri disponibili forse sono anche troppi e non tutti meritevoli di essere letti. Non parliamo dei romanzi. Quanto scrive la gente!
Anche volendo dedicarsi alla narrativa, ma chi ha più il tempo per leggere, stanchezza a parte? La sera, a letto? Mezza pagina e potrebbero operarti a cuore aperto senza anestesia. Per leggere il "Signore degli Anelli" (ci ho provato) mi ci vorrebbe almeno un anno di carcere in isolamento.

Alla fine del mio giro cilecca in libreria, penso sempre che tutto sommato mi trovo meglio a sguazzare in questa specie di ignoranza di ritorno, che la mia vista è già abbastanza compromessa da 37 anni di lettura intensiva e otto ore e passa attuali al giorno di computer e che, in fondo, ho letto tanto in vita mia ma per fortuna sono riuscita a smettere.

***

Comunicazione di servizio con botta di megalomania ed autocelebrazione.
BigS, che data la giovane età potrebbe essermi figlio, mi ha onorato di un'intervista che oggi è pubblicata sul suo blog. Approfittatene per una visita.

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mercoledì 1 ottobre 2008

Coming out e falli da tergo

Qual'è il segreto meglio custodito del mondo? Dopo i gusti sessuali dei capi di stato, senza dubbio i nomi dei calciatori gay italiani e stranieri.
A sentire allenatori, manager e pedatori medesimi, l'omosessualità non esiste nel calcio (muhahaha!) perchè il calcio "non è roba per signorine". Infatti è tutto un "entrare da tergo", "andare sull'uomo", "fare fallo" ecc.

Può sembrare una questione di lana caprina ma perchè dev'esserci una tale omertà sul fatto che una fisiologica percentuale della popolazione sportiva è gay, come lo è la medesima percentuale di camionisti, medici e agricoltori?
Per citare i casi di coming out nel mondo dello sport bastano e avanzano le dita delle mani. Greg Louganis e Matthew Mitcham, tuffatori, Martina Navratilova e Amélie Mauresmo tenniste e, non me ne vengono in mente altri. Calciatori nessuno, a parte Marcus Urban.
Un mucchio di chiacchierati, anche di prima scelta e di altissimo pedigree nascosti da plotoni di veline e modelle da copertura ma nessun coming out clamoroso da che io ricordi, e tenete presente che io mastico il calcio dai tempi di Pizzaballa.
Niente da fare, altro che Codice da Vinci, l'omosessualità nel calcio è un enigma avvolto in un mistero.

Così mi viene da sorridere sentendo parlare di outing (confondendolo come al solito con il coming-out) come si è fatto nei giorni scorsi e come se si trattasse di una rivelazione sconvolgente, se un calciatore si dichiara fascista. Nonsolodicanio, potremmo dire. Un ambiente che si vanta della sua omofobia è perfettamente compatibile con simpatie politiche di estrema destra, quindi dov'è la stranezza? Abbiati è di destra? Come si dice in Toscana: buon pro gli faccia.

Come nel caso dell'uomo che morde il cane, la vera notizia sarebbe se, che ne so, Del Piero, dichiarasse alla Domenica Sportiva posizioni politiche vicine al Partito Marxista Leninista Italiano. Posso sbagliarmi ma uno dei rari giocatori comunisti, se non l'unico, rimane il Paolo Sollier degli anni '70.

Magari, chissà, dopo il pugno chiuso di Sollier e il braccio teso di Di Canio, coraggiosi di dichiarare la loro fede politica, un giorno vedremo un centravanti abbrancare un terzino e renderlo fluidificante con una bella palpata al fallo di prima. Io ci spero.


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