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venerdì 1 novembre 2013

Di tasse, cani e stronzi

Anne, una dolcissima cucciola che avrei tanto voluto potermi portare a casa quel giorno
Sapete che siamo governati da personcine assai creative riguardo al modo di far quadrare i conti. Roba che nemmeno le casalinghe con il grembiule e il mestolo in mano. Solo che le buone madri di famiglia fanno la spesa per dar da mangiare ai figli, mentre le personcine pensano che fare la spesa sia sbagliato perché poi i figli mangiano. Più ti allontani dalla percezione della vita quotidiana, più sali nell'Empireo nei megadirettori galattici e più eterea ed inconsistente deve diventare l'esistenza di coloro che stanno sotto. La dieta, la fottuta dieta che ci tortura ogni giorno l'hanno inventata loro. Così ci saremmo gradualmente disabituati al mangiare.

Coloro che stanno più vicini al popolo, quelli che rischiano di incontrarlo per strada andando in bicicletta la mattina al loro ufficio comunale sono invece più accorti e magari a volte gli scappa pure la pensata.
L'anno scorso nella mia città, ad esempio, l'amministrazione ha affidato ad una ditta specializzata nel recupero e trasformazione del legno in cippato per uso combustibile la manutenzione delle golene del fiume Lamone con il seguente patto:  tu mi ripulisci l'alveo e in cambio puoi tenerti tutta la legna che ne ricavi. Un'iniziativa molto apprezzata che, vista la giungla vietnamita che nel frattempo si è riformata, dovrebbe diventare consuetudine annuale. (Ecco, ora ho parlato bene di te, caro Comune, ma non ti allargare, che di cazzate ne hai fatte e ne fai anche tu.)

I comuni quindi possono trovare anche ottime soluzioni per gestire i soldi pubblici. Prendete un'iniziativa lodevole come questa. E' stata pensata da alcuni comuni del sud e l'idea sta prendendo piede in tutta Italia. Se adotti un trovatello dal canile ti scontiamo una certa cifra (che può raggiungere i 700 euro in alcuni comuni) sulla TARES, la nuova tassa sui rifiuti. Il ragionamento è semplice: mantenere un canile comunale con i soldi pubblici costa tot, quindi incentiviamo i privati ad assorbirne i costi con un allettante do ut des. Il caro vecchio baratto viene sempre comodo in tempi di crisi. 
Certo, c'è chi paventa la corsa all'adozione con conseguente abbandono delle povere bestie una volta incassato l'incentivo. Basta però in fondo mantenere i controlli successivi alle adozioni come già accade per chiunque decide di portarsi a casa un cane dal canile.

Il problema è il piano di sopra, il ministero del Tesoro. Se sentono che se adotti un cane il comune ti sconta la TARES potrebbero mettersi in modo reazioni a catena incontrollabili. Perché quelli di sopra se sentono la parola tassa gli applicano immediatamente il moltiplicatore creativo. Vediamo. 
Ti porti a casa un cane. Ok. Potrei aumentare l'IVA sulla crocchetta. Applicare un'aliquota sulla cubatura del pelo raccolto in un anno ed eliminare la detrazione per i cani a pelo corto. Introdurre l'IMU sulla cuccia e considerare quella al piano di sopra seconda cuccia.
Potrei codificare, magari a livello europeo, il livello minimo consentito di decibel dell'abbaio oltre il quale scatta la sovrattassa. Potrei imporre la certificazione del PH delle urine da parte dell'ASL. Controllare l'emissione di biogas anale, chiedendoti di mettere a norma con la certificazione UE lo smaltimento delle cacche. E se sgami, mandarti infine l'Agenzia delle Entrate, le Yellow Flames e farti la triangolazione di controllo incrociato con cartella di Equitalia finale.
Non esiste limite alla tassazione ed alla fantasia repressiva di chi la inventa.

Io scherzo, ma Brunetta e Boccia no.



P.S. Piccola comunicazione di servizio per i lettori abituali crossover. Non mi leggerete più su MenteCritica. Ogni limite ha una pazienza.
(Addendum di mezzanotte). Oltretutto ho scoperto che ha CANCELLATO tutti i miei post e anche i commenti. Per quelli che "eh, ma la discussione va fatta democraticamente, non puoi sottrarti al dialogo". 
Poco male, ora avete un nuovo luogo PUDE cult di riferimento. In attesa della prossima strambata.
Requiescant. Accenderemo un cero. E' pure el dia de los muertos.

giovedì 9 maggio 2013

Pagherete caro, pagherete tutti


Il prossimo mese mi attende il pagamento della prima rata dell'IMU. L'anno scorso consistette nell'amputazione di mezzo stipendio, 550 euro. Quest'anno non so, spero non sia di più.
Per gli incauti che facessero la domanda fatale: "Ma come fai a pagare così tanto; che hai un CASTELLLOO??", che di solito mi provoca una fastidiosa identificazione con Hannibal Lecter, fave e chianti inclusi, in questi due post ho già spiegato il perché mi ritrovo a pagare tanto nonostante abbia  un reddito da normale impiegata da 1100 euro (netti) al mese e stia in affitto.

Immaginate la mia contentezza nel sentire in questi giorni che, invece, coloro che ad esempio guadagnano 5000 euro al mese e vivono in una prima casa, magari lussuosa, avranno probabilmente la sospensione della rata fino a settembre.
Nelle mie condizioni vi sono anche quelle persone che, avendo una casa di proprietà, si sono momentaneamente trasferiti altrove per lavoro, pagano un affitto nel luogo di domicilio e vengono salassati da un'IMU che viene applicata sulla "seconda casa" di loro proprietà al paese.
Per non parlare delle attività commerciali che, in pieno crollo della domanda, dovranno pagare cifre da boom economico, addirittura aumentate e perfino nelle aree terremotate.

Come ha spiegato il nostro eroe Luttwak, nei paesi civili le tasse sugli immobili servono per le spese di gestione dei servizi locali. Si pagano al comune affinché il comune provveda allo smaltimento dei rifiuti, alla manutenzione stradale, ecc. Non servono per fare cassa per la fiscalità generale e nemmeno per tappare i buchi fatti al casinò dei derivati dalle banche di partito.
Quei miei 500 euro ( e 1500 complessivi annui) sarei molto più contenta di tirarli fuori se sapessi che serviranno unicamente a tenere pulito il letto del fiume vicino a casa mia e a mettere a posto le buche per strada fatte dal ghiaccio di quest'inverno.
Invece servono probabilmente a continuare a pagare il pizzo all'Europa, la domina sadica che ci vuole sempre più sottomessi, e ad oliare le macchinette della finanza creativa.

Non ho sentito un singolo politico, a parte di nuovo l'amerikano Luttwak, affrontare il vero problema che rappresenta l'IMU: l'iniquità da assenza di progressività. Qualcosa che, sempre nei famosi paesi civili, farebbe tirare in ballo l'incostituzionalità.  Se la tassazione fosse rapportata al reddito io pagherei forse al massimo 200-250 euro e non starei tanto a menarla. Invece, siccome l'importo della gabella si basa su un coefficiente  unico per tutti e svincolato dal reddito, chi più guadagna meno paga. Non si tiene nemmeno conto delle situazioni particolari e nemmeno del blocco del mercato immobiliare che impedisce di disfarsi, volendolo, di un bene che ormai genera solo costi e nessun ricavo.
L'iniquità della tassa emerge con ancor maggior vigore con l'operazione di puro marketing elettorale del fottuto dominante di Arcore, avallata supinamente dai fottuti sottomessi del PD, della richiesta di abolizione e addirittura rimborso per l'IMU sulla prima casa. Sia che si tratti di una bicocca pericolante o di Villa San Martino. Una parvenza di egualitarismo che nasconde la solita manovra salvaricchi.

Ma non temete. Anche se vi sospenderanno la rata sulla prima casa, perché Silvio è tantobbono e Letta è un ragazzo così ammodino e devoto, sono sicura che l'uccello di fuoco uscito dalla porta vi rientrerà dalla finestra. Magari sotto forma di nuova tassa. Dicono che si chiamerà ICS. Come il pareggio. Il pareggio di bilancio voluto dalla padrona.

domenica 16 dicembre 2012

Un euro e venti


Mi è arrivata la tredicesima. Sono € 986,20. Domani di IMU pagherò € 985,00 a saldo (totale di quest'anno € 1.535,00.) Mi rimangono quindi, da scialacquare per le feste, €1,20.
Avvertenza: come ho già spiegato qui, non vivo nella Reggia di Caserta, ho ereditato la casa dei genitori che mi viene conteggiata come seconda perché, ahimè, essendo il mercato immobiliare bloccato, non si vende. Ma non crediate che a chi possiede una prima casa sia andata meglio. Un amico che vive in una normalissima villetta a schiera mi ha detto di aver pagato in tutto € 1.100,00.
E poi io sono fortunata, ho un tetto e uno stipendio. Penso a come si sentiranno i terremotati ai quali è stato richiesto lo stesso il pagamento dell'IMU nonostante il danno subìto quest'anno. 

Se qualcuno è bravo con i calcoli, mi piacerebbe sapere per curiosità, tenendo conto che su uno stipendio medio mensile di 1000 euro me ne vengono già detratti 400, sempre in media; aggiungendo questa patrimoniale di 1.535 euro, a quale minchia di pressione fiscale sono stata sottoposta quest'anno, in percentuale. Per salvare MPS, per salvare l'euro, per salvare l'anima de li mortacci loro e mantenere i privilegi dei delinquenti pagati a soldi, aragoste e puttane, per rovinarci e svendere il paese agli avvoltoi della globalizzazione.

Tra l'altro questi soldi ci vengono sottratti dalla parte netta dello stipendio, senza tenere conto della proporzionalità dell'imposta sul reddito. Una cosa assolutamente incostituzionale e che nessuno fa notare. Ma forse la cosa è voluta, visto che il liberismo colpisce sempre con fredda determinazione e particolare accanimento la classe medioborghese, quella che bisogna stare attenti che non si arricchisca e anzi, far sì che sprofondi prima o poi nel proletariato facendole pagare anche le tasse che non può pagare, esentando allo stesso tempo la Chiesa e la neoaristocrazia, l'Oligarchia del denaro. Paga solo la borghesia, insomma. Sarà, ma questo copione sembra quello del remake della Bastiglia.

P.S. Non l'ho visto, per fortuna, ma mi dicono che il vecchio padrino ha promesso oggi in TV di togliere l'IMU. Che vi avevo detto? E ci sarà chi gli crede, pure.

sabato 5 maggio 2012

L'IMU 'rtacci vostri


Mi scuserete se non sarò di gran buonumore, in questi giorni, ma mi hanno fatto il calcolo dell'IMU. Per ora conosco l'importo della prima rata, quella di giugno, con la sola componente statale. La seconda rata di dicembre - non è vero che ci sono tre rate, ma solo due, pare - conterrà anche la componente comunale dell'imposta, il federalismo insomma, quindi sarà molto più salata. Ringrazio la dolcissima signora Carmela Esposito, del CAF, per avermi comunicato l'ammontare dell'esosa gabella con una delicatezza che nemmeno certi medici hanno nell'informare i parenti di una diagnosi infausta. 

Non vi tengo più sulle spine, sono € 550,00 da pagare entro il 16 di giugno. Perché così tanto? Perché la casa vuota dei miei genitori - mica un castello della Loira ma un A4 più garage - che da un anno è in vendita ma vendere non è facile, soprattutto quando c'è crisi e hai a che fare con immobiliaristi che non sarebbero capaci di piazzare neppure la cuccia del cane, mi viene considerata seconda casa, visto che vivo in affitto per i cazzi miei e con chi mi pare da 12 anni. Se riuscirò a vendere, con il ricavato potrò finalmente comperarmi la prima casa e allora fine dell'affitto e fine del problema, forse. In ogni caso, anche se un domani abitassi in una casa mia, nessuna detrazione per figli a carico perché - che sbadata  - non ho pensato di farne a suo tempo. Non sarebbe un regime fascista se non tassasse scapoli, nubili e coppie senza figli.
Intanto però i professori (ma l'IMU è figlia deforme del federalismo e l'ICI l'ha tolta alla cazzo Miciobellobamboccione, non dimenticatelo) mi portano via, a giugno, mezzo stipendio e a dicembre probabilmente l'intera tredicesima. A suo tempo potremo masturbarci con il calcolo finale nell'esproprio.


Ha ragione la Fornero, "è meglio far studiare i figli che pensare a lasciar loro delle case in eredità". Il problema è che i miei, oltre a lasciarmi una casa, mi hanno pure fatto studiare, meschini. Quindi? 
Mettiamola così. Non mi chiamo Fornero né Deaglio. La zia ricca ha ragione, le case di proprietà non sono roba da piccoli borghesi del settore impiegatizio, che è meglio restino al loro posto. Le case bisogna sapersele mantenere, sono cose da ricchi, neh?
Se io fossi un avvocato da 10.000,00 euro al mese - parlo di robetta di provincia, non di Ghedini - cosa sarebbero per me 550 euro? Il 5,5% di una mesata. Potrei permettermi tranquillamente di pagarne altre due o tre all'anno di IMU sulla seconda casa, senza sentire troppo male. Visto che invece sono un'impiegata da 1100 euro netti, l'imposta incide di fatto e parlando solo della prima rata, per il 50% netto su uno stipendio mensile già tassato alla fonte in maniera disumana.
La Costituzione recita che la tassazione deve essere progressiva. In questo caso salta pure la proporzionalità che, secondo altri, sarebbe il modo più giusto di calcolare la tassazione.
Io, per il mio stipendio e se fossi considerata uguale al mio omologo avvocato immaginario, dovrei pagare, se vale anche per me la regola del suo 5%, € 60,50 di IMU.  Oppure lui potrebbe pagare € 5.000,00, la metà del suo mensile. Scegliete voi. 

Un'eccessiva pressione fiscale ingenera recessione. Ormai lo sanno anche i tombini per strada. Conseguenze recessive personali di questa rapina? Sul lungo termine di dicembre, l'esproprio capitalistico per me significa rinuncia al divano nuovo che avevo già preventivato di acquistare. Tanti saluti alle fabbriche del territorio, come quella che ha assorbito il personale in esubero dell'OMSA, che avrebbero potuto guadagnarci un pezzo venduto in più.
Sul medio periodo di giugno, l'ammanco di 550 euro inciderà sul budget vacanziero e quindi di riflesso sul comparto del turismo romagnolo del mare. Meno cene al ristorante, meno spese in genere. Salutame a soreta Crescita.
Nel breve e brevissimo periodo la recessione mi provoca solo una gran depressione, rabbia e senso di ingiustizia. Depressione di quelle reattive, che hanno una causa precisa, identificabile, come quella che ti agguanta quando subisci un lutto. Mentre però per il lutto siamo di fronte all'imponderabile, in questo caso si tratta di decisioni umane, prese con freddezza scientifica ed in perfetta lucidità da gente che non si è neppure posta il banale problema di correlare l'importo di una tassa con il reddito del contribuente per far sì che non saltassero i tappi della progressività, proporzionalità ed equità. Contribuente che, essendo lavoratore dipendente, ha un reddito chiaro e trasparente come l'acqua di fonte.  
Gli è che ragionano con il loro portafoglio. Questo è il problema. E non ho alcuna intenzione di sentirmi in colpa perché ho un lavoro e dopotutto sono proprietaria di una casa e quindi dovrei sentirmi una privilegiata e stare zitta. Preoccupatevi se sono già arrivati alla piccola media borghesia, vuol dire che al di sotto ci sono già le montagne di cadaveri. Il loro scopo, ricordatelo, è di farci un giorno sentire di troppo per l'aria che respiriamo e che rubiamo alle narici dei loro carlini mangiafiletto.

Cià, ho un tale nervoso che potete farmi premere il pulsante che sgancia una bella termonucleare dove volete, che non mi faccio alcuno scrupolo, anzi, mi guarderò il fungone dall'oblò cum gaudium magnum.

sabato 31 marzo 2012

MILF (Masters I would Like to F***), ovvero: non si vive di soli diritti


"Viviamo nell’epoca dei diritti, il diritto al posto fisso, al salario garantito, al lavoro sotto casa, a urlare, sfilare e pretendere. I diritti vanno tutelati ma se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo. Non si può pretendere un domani migliore senza essere consapevoli che bisogna saperlo conquistare". (Sergio Marchionne, marzo 2012)
Ok, da domani perfezioneremo il rovescio lungolinea alla Federer.

 "Nessuno vuole dare all'impresa licenza di licenziare, non è questo il problema. Il problema è dare una maggiore facilità alle imprese nell'aggiustamento di manodopera, per numeri piccoli e non per numeri grandi, per ragioni che hanno a che vedere con l'andamento economico dell'impresa".  (Elsa Fornero, marzo 2012)
Emilio Fede è appena stato aggiustato.

"Siamo estremamente dispiaciuti per quello che e' successo, e' chiaro che in una situazione di crisi, di difficolta' economica come quella attuale puo' succedere". (Attilio Befera di Equitalia, commentando il caso dell'artigiano che si è dato fuoco a Bologna nei giorni scorsi.)
Può succedere, certo, e un po' se l'è anche cercata, diciamolo.

"Meglio le tasse che finire come la Grecia". (Mario Monti, marzo 2012)
Andando in Cina gli è venuto in mente il detto: "Se proprio non puoi evitare di essere violentata, almeno cerca di trarne godimento".

Insomma, Masters I would Like to Fuck. Forse però il più fuckable è il ministro Passera (nomen omen) che dice che questa crisi è "un momento magico da utilizzare fino in fondo".


venerdì 2 marzo 2012

Cercarsela e non trovarsela


Ripenso al sondaggio di "Libero": "Lucca Abbà, il 37enne no-tav, fulminato su un traliccio mentre protestava, se l'è meritata?"
Quella frasetta è più esplicativa del pensiero papiminkia di dieci trattati e "Libero", di questo pensiero semplice, elementare, quasi on-off, si avvia a diventare il DSM-IV, il manuale di psicopatologia.
"Se l'è cercata". E' la naturale conclusione del ragionamento che scatta loro ogni volta come il salvavita quando capita qualcosa al loro nemico. Carlo Giuliani, ricordate, se fosse rimasto a casa non gli sarebbe successo nulla. Enzo Baldoni si era meritata la morte perché voleva fare il pirla, il turista fai-da-te in zona di guerra.
Anche nell'ultimo caso recente, il "se l'è cercata" ha come sottosignificato: Luca Abbà non è rimasto fulminato perché è salito sul traliccio ma perché protestava.

Questi sono convinti, per il fatto di non protestare mai e per essere sempre dalla parte della Ragione del più forte, di godere di una speciale protezione non solo contro i 15.000 volt ma contro fulmini, asteroidi e meteoriti, fino a banali accidenti come il raffreddore. Penso perfino che siano convinti che l'anticomunismo sia la più efficace protezione contro il cancro.
Secondo loro, essere dalla parte del potere li protegge, li dota di una specie di scudo stellare anticomunista dove la casualità e la disgrazia improvvisa si infrangono facendo scintille e vaporizzandosi.
Ergo, a loro non capiterebbe mai di rimanere fulminati su un traliccio perché, qualunque cosa accada attorno a loro, rimangono tappati in casa a guardare "Centovetrine" e non protestano per definizione.
Ecco il perché di un sondaggio del genere. E' una specie di rito scaramantico, di danza della pioggia, di "aglie fravaglie, fattura ca nun quaglie". Hanno bisogno di contarsi per rassicurarsi a vicenda che il fulmine colpirà sempre il no-global, il no-tav, comunque un no-qualcosa e non loro, gli yesmen.
Detto questo, vorrei osservare che ben un 34% di lettori di quel sondaggio ha risposto "NO, Abbà non se l'è cercata". Mi sembra incoraggiante. Anche la merda, mangiata tutti i giorni, alla fine viene a noia.

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Comunque, chissà perché, quando penso al TAV, non mi viene altra parola da associarvi che APPALTO.

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Mario9000 è un gran bel computerino. Riesce a scontentare perfino i banchieri; è inflessibile con pensionati e lavoratori e non ammette debolezze da parte di ministre in sindrome presacrificale perché le sue Panzerdivisionen europee non devono incontrare ostacoli al loro trionfo.
"Buongiorno, signori. Io sono un elaboratore MARIO9000. Entrai in funzione al Quirinale di Roma il 16 novembre 2011."
Come tutte le macchine mirabolanti, però, MARIO9000 ha un punto debole. Con il Vaticano, diventa improvvisamente remissivo e poi piano, piano, come se qualcuno gli disinserisse i moduli, impazzisce. Sull'IMU alla Chiesa il logaritmo gli si è impuntato, la logica gli è andata in blue screen. Dopo un po' che sragionava, ha inventato nuovi significati per la parola commerciale; significati fluttuanti, indeterminati, schroedingeriani, cangianti, psichedelici. Rette da quattromila euro all'anno nelle scuole dei preti che svaporavano nel concetto inedito di no profit commerciale.
"La mia mente sta svanendo. Lo sento, ho paura, Josef". "Giro girotondo, io giro intorno al mondo. Le stelle d'argento costan cinquecento. Centocinquanta e la Luna canta, il Sole rimira la Terra che gira, giro giro tondo come il mappamondo.."

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E' morto Lucio Dalla. E' terribile che, per sentire un po' di musica decente come sottofondo nei centri commerciali, debba morire qualcuno.

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E' morto anche Germano Mosconi, essere superiore abbaiante! Speriamo che nessuno lassù sbatta la porta, Dyo Khan.

venerdì 24 febbraio 2012

Siamo stati fRAIntesi


"RAI: NULLA E' DOVUTO PER MERO POSSESSO COMPUTER, TABLET E SMARTPHONE
21/2/2012
La Rai, a seguito di un confronto avvenuto questa mattina con il Ministero dello Sviluppo Economico, precisa che non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone.
La lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali  imprese, società ed enti abbiamo già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più' televisori. Cio' quindi limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto specifica del computer rispetto a quanto previsto in altri Paesi europei per i loro broadcaster (BBC…) che nella richiesta del canone hanno inserito tra gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione radiotelevisiva, oltre alla televisione, il possesso dei computer collegati alla Rete, i tablet e gli smartphone.
Si ribadisce pertanto che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore." (Ufficio Stampa RAI)
Quel pasticciaccio brutto di Viale Mazzini. Ecco qua l'ennesima figura cacina rimediata dalla RAI, con l'aggravante della tentata estorsione - come chiamarla, altrimenti? - ai danni di aziende e professionisti per un ammontare che qualcuno ha stimato sarebbe stato di 980 milioni di euro.

Il dubbio ci era venuto quando, ricevendo nei giorni scorsi la lettera suddetta accompagnata da bollettino da pagare entro la fine di febbraio - l'azienda dove lavoro ne ha ricevute due, una per ogni unità locale, per un ammontare di 800 e rotti euro - avevamo notato che non era l'Agenzia delle Entrate a richiedere il pagamento, come per l'abbonamento normale privato alla televisione, ma direttamente la RAI.
Eravamo andati a controllare che cavolo fosse questo digital signage e ci era sembrato di capire che non volesse dire necessariamente  televisore sintonizzato su un canale della RAI ma anche schermo che riproduce un filmato pubblicitario in loop, magari formato da immagini tipo salvaschermo, come si può trovare in parecchi negozi.

Negli articoli informativi prontamente disponibili sui siti delle associazioni dei consumatori si consigliava - visto che la lettera parlava di computer collegati in rete -  di rivolgere un interpello all'Agenzia delle Entrate su quali fossero effettivamente i dispositivi atti o adattabili alla ricezione e sulla legittimità della richiesta di pagamento da parte della RAI e se la l'Agenzia non avesse risposto entro un determinato termine gli esperti delle associazioni dicevano che ci si sarebbe potuti considerare esentati dal pagamento dell'abbonamento.
Poi è arrivato il comunicato RAI, dopo l'incontro con il governo e forse la cinghiata rimediatane.
Non abbiamo mai chiesto, siamo stati fRAIntesi. In puro stile berlusconiano.
Per chi avesse eventualmente già pagato è prevista una procedura di richiesta di rimborso.

La sensazione comunque è che ci abbiano provato, come si dice. Proviamo ad immaginare se non ci fosse stata la Rete, con la sua capacità di raccogliere le reazioni e mobilitare le risposte in tempo reale a provvedimenti dubbi e alla fine illegittimi come questo. Perché il computer, cara Lei, non è un succedaneo del televisore, uno schermo passivo sul quale passano immagini e basta. Oggigiorno è un arma di difesa.

sabato 7 gennaio 2012

E' arrivata la Befera


Da qualche giorno sono scattati i controlli delle Yellow Flames e dell'Agenzia delle Entrate  - a gamba tesa, in questo caso - del J. Edgar Hoover del fisco, Attilio Befera, nei luoghi dove si suppone si concentrino coloro in grado di fare gli spendaccioni a rutto libero in vacanza: Cortina, Portofino e, ci possiamo scommettere, prossimamente Porto Cervo ed altri POI per billionari. Più che capitali della ricchezza, dell'ostentazione e del lusso sfrenato. Mete preferite per i  Rich Pride vacanzieri annuali, insomma, quelli dove gli sboroni con il portafoglio a fisarmonica non hanno vergogna di girare a facciaculo nudo.

Qualche ingenuo pensava fossero luoghi dove si, spendi 800 euro per la prenotazione di un tavolo in una bettola per miliardari la sera di Capodanno e 200.000 euro per un plaidduccio in zibellino ma poi il gestore e il boutiquaro di lusso ti rilasciano regolare fattura o scontrino. Spese assurde ed esagerate ma, se uno li ha, va bene che li spenda e spanda piuttosto che tenerli in cassaforte come Arpagone. Facciamo girare l'economia, oltre ai cabbasisi di coloro che 800 euro li guadagnano in un mese e con 200.000 ci comprerebbero la casa e, mi creda, signora mia, non è invidia, è solo senso della misura e del pudore.

Ostentazione a parte, non vi sarebbe nulla di male nel commercio di lusso, se regolarmente tassato. Invece, proprio in quel profondo Nord che la Lega considera il regno degli uomini onesti e probi, soprattutto se bottegai*, succede che in un giorno, quello dell'Invasione degli Ultrafinanzieri, gli incassi aumentino del 400%. Deduzione logica: allora di solito non battono gli scontrini, 'sti fetusi. Sono degli evasori di 'sta minchia che fottono noi che le tasse le paghiamo. Più che ricco Nord perseguitato sembra la Calabria di Cetto Laqualunque e quindi tutta l'Italia è paese, alla faccia dei legaioli.



La scoperta della sacca di evasione del comparto turismo di lusso & affini ha provocato ovviamente dolorosissime coliche nei difensori storici delle Innocenti Evasioni e dell'Evadere Il Giusto E' Un Diritto; nelle varie onlus per la ricerca sull'Allergia allo Scontrino, insomma nei ricchi esponenti della casta politica berlusconiana, scattati tutti come un sol pupazzetto a molla. Dalla Santanché, che considera Cortina un "ascensore sociale dove tante famiglie indigenti portano i figli per fargli fare le amicizie giuste" (non ho parole, saranno i famosi Pirla delle Dolomiti, immagino) al solito Aigor Gasparri fino a Massimo Boldi, m'hai detto cotica.
Un bell'ammutolimento generale, come nel film di Albanese, sarebbe stato molto più dignitoso.



* Nessuno si senta offeso dall'utilizzo del termine bottegaio. Napoleone, con quella parola, ci definiva un paese intero: l'Inghilterra.

venerdì 16 dicembre 2011

I figli so' piezz 'e IMU


Siamo sette miliardi - e solo grazie alla politica di contenimento delle nascite applicata da decenni in Cina, altrimenti chissà - e questi reintroducono la tassa sugli scapoli e le nubili e sulle coppie senza figli. 
I banchieri di Dio premiano le coniglie che figliano futuri correntisti disoccupati e tassano senza pietà chi i figli non li ha avuti per scelta, per responsabilità, per sano egoismo o per infertilità.
Fino a 600 euro in meno per chi ha otto figli.  Solo 200 per gli altri a zero figli, indipendentemente dal reddito, magari basso.
L'utero intonso è un lusso come il posto barca a Capri. Sapevatelo.

lunedì 22 agosto 2011

Il boccone del prete


"Non appoggeremo gli emendamenti dei Radicali, la Chiesa è una risorsa per la società. Le opere di carità della Chiesa in questo momento sono importanti soprattutto in una fase di crisi." (Rosy Bindi, agosto  2011)

La Chiesa quindi, per il presidente del PD, per la Rosy biancofiore del mio giardino, è giusto che continui a risparmiare quattro miliardi annui di tasse perché è una risorsa per il paese. Curioso, D'Alema disse la stessa cosa di Mediaset.

So che siete così di natura, amici simpatizzanti ed elettori piddini che ve ne state silenti e non protestate (a parte poche voci dissonanti) qualunque stronzata dica la vostra classe digerenteche mi dite sempre che "non-bisogna-criticare-il-piddì-perché-se-no-vince-ancora-Berlusconi-e-bisogna-stare-uniti-e-chi-sei-tu-per-criticare-sempre-senza-fare-niente", ma non vi viene sinceramente un conatello di vomito, appena appena una rivoltatina di stomaco a sentire un vostro dirigente, e mica uno qualsiasi, dichiarare senza vergogna il suo patto di fedeltà non agli elettori suoi concittadini ma ad uno stato straniero confessionale?
Non vi fa rabbia sentire questa Maria Antonietta che le briosche le vuole tenere da parte solo per i cardinali, nonostante lo I.O.R. fornisca loro già i bomboloni caldi ogni mattina, rivendicare con orgoglio il diritto della Chiesa ad un anacronistico privilegio, ? Sta parlando del Vaticano, con lo I.O.R. e tutto, o della Teologia della Liberazione?

E non vi preoccupa, visto che parliamo di un partito teoricamente di sinistra, la sua visione dei concetti di solidarietà sociale e ridistribuzione delle risorse? La Bindi sembra suggerire che, grazie ai soldi risparmiati oggi dal Vaticano, quando  voi ritornerete a pagare l'ICI e magari altre imposte sugli immobili; quando vi avranno spremuto l'ultima goccia di sangue, vi avranno tolto tutti i diritti sindacali e lo statuto dei lavoratori, licenziato a piacere, mandato in pensione a ottant'anni con 200 euro al mese, quando avranno salvato Mediaset perché è una risorsa per il paese e loro avranno finalmente tutte le banche che desiderano, voi potrete sempre andare a mangiare i maccheroni al pomodoro, il puré e la mela cotta alla mensa della Caritas. E' questo che volete?
Lo so che loro sono il PD e non vi farebbero mai tutte quelle brutte cose. Vi terranno solo fermi mentre lo faranno gli altri.

lunedì 25 maggio 2009

Il Resto del Furbino

Sabato pomeriggio, mentre trovavo ristoro dal sole africano in una gelateria dotata di condizionatore a temperatura da pack antartico, ho dato una scorsa al più venduto giornale locale e mi sono soffermata a leggere un articolo che parlava di un noto stabilimento balneare di Milano Marittima, caduto sotto la lente d'ingrandimento del Fisco per sospetta evasione di 6 milioni di euro.

Fermo restando che tutti sono innocenti fino a prova contraria e fino alla conclusione dell'accertamento, sono rimasta perplessa dal tono dell'articolo, totalmente appecorinato in difesa dei presunti evasori.
Un'arringa in Ghedini mode, stile: "mavalaaaa, ma andiamoooo", come fosse stata scritta direttamente dall'avvocato degli inquisiti. Tutto un "ma quanto sono cattivi gli inquirenti", "gli hanno perfino clonato l'hard disk del computer di casa", "erano bottiglie di vinaccio da supermercato, non di pregiato champagne".

Quando il Fisco si domanda: "Ma questi hanno comperato mille casse di gassosa e non ne hanno più in magazzino, l'avranno venduta, dove sono gli scontrini?", la Gazzetta del Furbetto si straccia le vesti per conto terzi e attacca la tirata contro lo Stato che vuole sono rovinare gli onesti imprenditori, assieme ai giudici rossi, i finanzieri gialli d'invidia e i clienti che sicuramente hanno fatto la spia e non sono figli di Maria. E conclude suggerendo: " Perchè pensar male? E' evidente che 10.000 euro di cocacola se la sono bevuta loro perchè avevano caldo".

Bravo, chi ha scritto il peana in difesa (perchè alla fine l'impressione è quella) dei frodatori di clienti e Fisco, non solo non si sente un po' frodato anche lui visto che, se loro non pagano, a lui come stipendiato tocca comunque, ma probabilmente non si è mai avvicinato al bancone di uno di quegli stabilimenti rivierasco-romagnoli sempre più in stile Billionaire. Quelli che ti fanno pagare tre euro una minerale in bottiglietta da mezzo litro, non ti fanno lo scontrino perchè adesso c'è troppa gente e se provi a farti un cocktail ti ci vuole poi un finanziamento della Comunità Europea.

Davvero, da un anno all'altro scopri che quello che una volta si chiamava "Bagno Marisa" ora si chiama molto più finemente "Mururoa Island", che ha comperato anche gli stabilimenti accanto e che le piscine sono diventate due e mezza (la mezza per i nani e i bambini.)
C'è la palestra con il personal trainer anche personal fucker se càpita (quelli che una volta erano i gloriosi bagnini), l'insalatona in coppetta da macedonia a 10 euro (senza scontrino se non insisti e li minacci con un M16 Viper sotto il mento) e l'euro tondo per la doccia calda; 10 secondi netti e poi fiotto gelido stile carcere turco.
Che non è più il "Bagno Marisa" con le bocce, il jukebox e le cabine con la serratura che non si chiude lo capisci non solo dall'offerta di divertimento da spiaggia ma dall'impressionante assembramento di figa del genere: "la dò ma solo a penemuniti da un certo reddito in su, astenersi cassintegrati perditempo".

Sempre il famigerato Fisco si chiede: "Ma tutti questi soldi come li ha fatti il Bagno Marisa?" E ti parte l'accertamento che si fonda su calcoli molto semplici. Pagare gassosa, vedere scontrino.
Scusate se quando si parla di tasse sembro fissata con l'America e lo Zio Sam ma a me parrebbe quanto meno bizzarro che, per tornare ai giornali che combattono la legalità, il New York Post, per esempio, si lanciasse in una appassionata filippica contro la Guardia di Finanza, l'Agenzia delle Entrate (ben più temibile delle Fiamme Gialle, mi dicono), gli inquirenti, i giudici e in generale chi tenta di far rispettare l'eguaglianza di tutti di fronte ai doveri di cittadino.
Da noi invece è normale. Del resto abbiamo un Piccolo Papi che una volta disse che "evadere humanum est". Un po' si, ma sei milioni di euro a me pare tanto.

venerdì 2 maggio 2008

Un mondo alla rovescia

Fino a qualche tempo fa si sosteneva che il mondo andasse alla rovescia perchè:
"Il più grande rapper del mondo è bianco [Eminem]; il più grande giocatore di golf è nero [Tiger Woods]; la più importante competizione di vela oceanica [America's Cup] è vinta dalla Svizzera; i francesi dicono che gli americani sono arroganti; e i tedeschi sono pacifisti."
Da questa settimana possiamo dire che di questo rovesciamento ne abbiamo avuta la prova definitiva.
Schifani parla di combattere la mafia, Fini ammette l'importanza del 25 aprile, il Papa è meno influente di Kakà, Grillo difende gli evasori, Vittorio Feltri difende Visco e io per la prima volta in vita mia e non l'avrei mai detto, sono d'accordo con Feltri.

Altro che riscaldamento globale, prepariamoci ad avere sempre più spesso il sangue alla testa.

P.S. Volano piume e stracci su Tumblr...

mercoledì 22 agosto 2007

Ombrelloni-oni-oni

Un omone dall'accento spiccatamente lombardo e dall'aspetto vagamente imprenditoriale si esercita nella tecnica della dialettica da spiaggia nello stabilimento balneare di un lussuoso albergo sulla Riviera Romagnola. 250 euro al giorno, pensione completa, ambiente distinto, bevande escluse:

"Ha ragione Bossi a volere lo sciopero fiscale. Lo Stato prima mi deve dare, poi mi deve chiedere."

Che sarebbe un po' come pretendere di cagare prima di aver mangiato.

mercoledì 15 agosto 2007

L'Inghilterra è il paese che amo

Senza la sanguinolenta regia di Mel Gibson ma con la Canalis nei panni della Maddalena ripudiata (che signore il Rossi, le ha praticamente dato della zoccola in mondovisione e l'ha rinnegata come Pietro), va in onda in prima serata "La Passione di Valentino". Crocifisso per noi in remissione delle nostre tasse di bustepaghisti. Immolato sull'altare del Fisco e preso a pietrate come un'adultera. Costretto perfino ad andare al TG a difendersi a reti unificate, come un bottegaio di Voghera qualsiasi.

Oltre ad una Passione è anche una specie di discesa in campo ma questa volta è l'Inghilterra il paese che l'unto del Motore ama.
L'Eccehomo si difende a marmitta tratta e non ha nemmeno bisogno della calza sulla telecamera, ha il ricciolo ribelle che fa tanta simpatia. Non saranno i proclami di Bin Laden dai monti dell'Afghanistan, ma almeno in questo caso la cassetta è vera.
Il succo del discorso dello stigmatizzato è: che si mettano d'accordo Visco e James Bond se vogliono che paghi le tasse, a me chemmefrega.
Che saranno mai 112 milioni di euro poi, se li ho spesi tutti in bombette, impermeabili Burberry's e ci faccio la spesa da Harrod's. Guarda, ho pure le tazzette con il Dodi e la Diana, te le regalano con i punti.
Chi è più inglese di Valentino? Proviamo a fargli declinare qualche verbo irregolare? Ai em e londonir, ai liv in ze senter of ze siti, ze chet is on ze teibol. Boia d'un mond lèder.

Della galanteria riservata alla Canalis ho già detto. Forse dimentica che si chiama Elisabetta, come Sua Maestà. Il suo commercialista non deve averglielo ricordato. A proposito, conosco commercialisti molto più bravi del suo, se vuole gli faccio qualche nome. Magari quando passa dalla Romagna per andare a casa sua. Prende l'A14 a S. Lazzaro, esce a Paperopoli e prima di imboccare la deviazione per Londra gira per Tavullia nel Derbyshire, è facile.

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