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venerdì 13 settembre 2013

Non si deve mai andare in Germania, Silvio


immagine di Jon Berkeley

E così Silvio, nel novembre 2011, sarebbe stato accompagnato all'uscita di Palazzo Chigi dai nerboruti buttafuori di Bruxelles perché, udite udite, in alcuni precedenti incontri segreti con la Merkel e Sarkozy, avrebbe minacciato di portare l'Italia fuori dall'euro. Lo ha scritto ieri Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph (qui la traduzione italiana a cura della nostra preziosa Carmen).
L'articolo si riferisce alla ricostruzione della caduta del governo Berlusconi contenuta nel libro "Morire di austerità. Democrazie europee con le spalle al muro" di Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del consiglio della BCE, dimissionato un po' a calci e spintoni dal governo Berlusconi, sempre nel 2011 e su richiesta europea, se vi ricordate, per far si che, dopo la nomina di Mario Draghi, non vi fossero troppi italiani vicino alla cassaforte degli sghei. Rivelazione quindi, quella di Bini, di una trama franco-tedesca per portare al governo in Italia, come in Grecia, famigli decisamente più affidabili e devoti all'Unico Euro rispetto alla variabile impazzita di Arcore. Non vi è dubbio che, col senno di poi, Mario Monti e bello de zio possano essere raccomandabili ad occhi chiusi da Nanny & Butler.
E questo filmato sembra proprio la pistola fumante di ciò che si afferma sia avvenuto nelle segrete stanze dell'Europa.

Ora, se parliamo di sensazioni a caldo, l'ambiguità e il sentore di secondo fine della rivelazione da parte di un giornale britannico, che l'ha rilanciata a mo' di sasso nello stagno, della ricostruzione di Bini Smaghi della cacciata di Berlusconi proprio nel momento in cui sta svolgendosi l'ultima tranche di trattative e compravendite tra i fantini dietro al canape del Palio di Silvio, sono evidenti. 

C'è una dichiarazione in un libro che è uscito nell'aprile di quest'anno. La stampa - non a caso inglese, perché gli inglesi c'entrano sempre nei nostri affari e quasi mai in senso positivo per noi - decide di darle rilievo, facendola diventare notizia in un momento preciso e topico per il destino di due dei protagonisti della storia. Eh si, perché se Silvio è sulla graticola giudiziaria, la Merkel è in piena campagna elettorale. E se Sarkozy ormai fa la tata in casa Bruni, la Francia ha anch'essa i suoi problemi legati alla crisi. Soprattutto con l'avanzata di quel fronte euroscettico e nazionalista che tanto spaventa le Serracchiani nostrane e incarnato da Marianna Le Pen.

Interpretando il racconto di Bini Smaghi dal punto di vista del PUDE: un insider BCE, oltretutto corredato da consorte ultra-PUDE (la Veronica De Romanis autrice del peana pro cancelliera "Il caso Germania. Così la Merkel salva l'Europa", spesso ospite degli stalk-show di regime), rivelando che Silvio voleva portarci fuori dall'euro, ci dice che era il povero euruccio ad essere minacciato dal cattivone brianzolo e che quindi il pronto intervento dell'asse Parigi-Berlino ha salvato il grande progetto. I buoni vincono.
Che Bini Smaghi nel suo libro volesse denunciare il golpe antidemocratico - quale sempre di più ci viene a significare la cacciata di Silvio - non credo. Non avrebbe senso mantenere una tale denuncia a livello esoterico tra le pagine di un libro di nicchia. Oppure il messaggio era: mi avete cacciato ma io vi ero fedele, mentre l'altro tramava contro il tessoro?

Da un altro punto di vista invece, la creazione di questa notizia ad hoc da parte della stampa inglese potrebbe avere alcuni specifici significati. Ad esempio:

1) Evidenziare, a chi li sa riconoscere e li conosce già, i pericoli in senso antidemocratico del progetto eurista funzionale a quello del Grande Reich Esportatore: in Grecia e in Italia, per aver osato mettere in discussione l'euro (in qualunque modalità questo sia avvenuto), nel 2011 due leader democraticamente eletti sono stati esautorati dagli eurocrati di Bruxelles e sostituiti con persone loro. Sono fatti inequivocabili. E' cassazione, e ricordarlo in periodo pre-elettorale e pre crisi di governo può dare la giusta scossa all'elettorato.
Il problema è se questa denuncia del giornale inglese raggiungerà il livello essoterico nei paesi maggiormente interessati, nel nostro caso l'Italia. Insomma vedremo se ne parlerà la televisione e ne scriveranno i giornali in mano al PUDE. Finora ne stiamo parlando solo noi blogger. Vediamo soprattutto se ne parleranno e come i media di Berlusconi che avrebbero la possibilità di ribadire l'ingiustizia della cacciata per mano straniera del più votato dagli italiani.

2) Indicare, tra i politici italiani, l'unico che potrebbe portarci effettivamente fuori dall'euro, se solo ne avesse il coraggio, possedendo l'artiglieria mediatica con la quale caricare il suo elettorato e non avendo più niente da perdere personalmente (tranne le proprie aziende ma, chissà, forse qualcuno potrebbe fargli capire di non volersi accanire contro la sua robba). In questo senso il fatto che sia vera o no la storia di Silvio che prende su, va a Berlino a prendere per gli stracci la Merkel minacciando di portare l'Italia fuori dal vincolo monetario europeo mentre nel frattempo la povera Adelina si sceglie un nuovo amante, è marginale. 
A Silvio stanno forse dicendo: se l'hai già fatto nel 2011 (l'importante è farlo credere), a maggior ragione lo puoi fare ora che tutto per te sembra perduto. E ad Angela, già che ci sono, potrebbero ricordare che, se Silvio ha minacciato di uscire (o lo farà in futuro se coglierà l'attimo fuggente), vuole dire che qualcosa di simile ad un Piano B, ad una via di uscita esiste veramente, come Giulio Tremonti sa benissimo, io credo.Quindi, la partita non è chiusa e i giochi non sono conclusi.


Addendum a freddo.

3) Niente di tutto questo. La suocera è inglese e l'articolo serve a confermare agli inglesi, quanto sia pericoloso appartenere a qualunque club europeo, come aveva ben capito quella diavola della Thatcher. Agli italiani gli inglesi stanno dicendo: siete ridotti ad attaccarvi ad uno come Silvio per salvarvi dall'euro ma lui non lo farà mai perché è troppo invischiato nei vostri sfaceli.

Sicuramente le cose in realtà sono ancora più complicate di queste suggestioni interpretative ma di fatto la partita dell'euro non è affatto conclusa. Anzi, forse comincia solo adesso e Radio Londra ha ricominciato a trasmettere:  tum-tum-tum-tum! Resta da capire per aiutare chi e danneggiare chi altri.

venerdì 4 gennaio 2013

Elezioni precoci


Buon anno a voi, cari lettori, e buon anno al nostro paese che il mese prossimo andrà alle urne per il suo primo episodio di elezione precoce. Elezioni invernali per l'inverno della democrazia.
Febbraietto corto e maledetto, si dice. Quest'anno lo sarà ancora di più, con una campagna elettorale che si preannuncia come un unico coro di eurocrati con qualche stecca di corno e qualche voce dissonante. Così poche che forse le noteranno solo i fortunati dall'orecchio assoluto. La sensazione è che, chiunque vinca, il nostro destino sia comunque segnato. A meno di colpi di scena dell'ultimo minuto e di poco probabili ravvedimenti.

Il fronte degli eurocrati a menu fisso e scarso, il Partito Unico dell'Euro, è rappresentato ovviamente in primis dal Salvatore (dell'euro a spese degli italiani) Mario9000 Monti, che prima non si candida, poi si candida, tanto si sa benissimo che si candida e che la sua agenda sarà la nuova versione delle tavole della Legge. Io sono il signore euro tuo, non avrai altro euro all'infuori di me. Il bello è che anche qui, come nel caso di Mosè, non è farina del suo sacco. Lui riceve ordini dal cespuglio in fiamme,  torna giù da sé stesso e tira mazzate ad un popolo che non ha neppure un vitello d'oro da adorare perché se lo è venduto per poter pagare le tasse per i fondi salva stati che i tedeschi fanno pagare a noi.

Mario9000 piace enormemente al borghesume di cui è archetipo, alla razza padrona, tanto che il suo parco sostenitori alle prossime elezioni, più che un'insieme di forze politiche, sembra il foyer della prima della Scala  pieno di padroni delle ferriere, sciurette cotonate, arricchiti, marchesidelgrillo e piemontesi con l'orologio fermo ai tempi dei Savoia.
Il suo governo, conseguenza del primo golpe iperborghese della storia avallato da un comunista, è stato il perfetto esempio di governo controrivoluzionario senza la rivoluzione. Il governo che ha un'unica voce in agenda - quella vera, non quella per la stampa edulcorata dalla penna del piddino: "Fottere i lavoratori". O meglio, fottere coloro che dipendono da un salario o pensione per vivere e che, se hanno qualche risparmio investito nel mattone, dovranno risputarlo perché il governo gli metterà il dito ben in fondo alla gola.
Se volete la conferma della spocchia, del merdoso senso di superiorità dei ministri sorprofessori del governo Monti abbiate lo stomaco di guardare questi videoblob del Fatto Quotidiano:

Video-blob: un anno di governo Monti (prima parte)Video-blob: un anno di governo Monti (seconda parte).

Un freak show di mediocri fenomeni da baraccone convinti di essere dei geni, capitanati da quel Monti che, un anno fa,  escludeva di essere ancora in politica in futuro. Uno che, in un frammento del video, porta la Grecia ad esempio del successo dell'euro! 
Il meglio però è nella seconda parte, dedicata ai ministri per caso di questo governo tenico. Le ministre chiocce con i figli spalmati su due o tre posti fissi e ben remunerati che esortano i figli degli altri ad accontentarsi della minestrina e della mela cotta. La piagnona choosy, la scimmietta non sento che non si pente della sua riforma ammazzalavoratori, tanto si consolerà con l'orto che giustamente si rifiuta di donarle i suoi frutti. 
E ancora Polillo, il sottosegretario all'economia, che dice agli esodati di non agitarsi troppo. Lui li preferisce mescolati. Gli OGM "che fanno bene" di Clini, il ritorno al nucleare sempre del ministro ironicamente dell'Ambiente. L'altro sottosegretario Martone, il docente prodigio, il bambino con i baffi che dà degli sfigati ai fuoricorso. Gente da dimenticare come un incubo dopo una peperonata a cena.

Questa destra reazionaria in loden e chanel è peggio di quella del Bagonghi, dello Smemorato di Arcore che non si ricorda di aver costretto un Parlamento di suoi servi a giurare che una puttanella marocchina era la nipote di Mubarak perché così lui aveva millantato per telefono ad un pubblico ufficiale. Che non si ricorda di aver promesso di non candidare amici siciliani dalle coppole chiacchierate e poi il giorno dopo crea una lista apposta per Dell'Utri. E' una destra peggiore perché, a differenza dello Smemorato, questi non devono rendere conto a nessuno, non hanno il romanticismo del "mi hanno votato gli italiani" e soprattutto non sono altrettanto ricattabili. Sono rotti a tutte le intemperie, hanno guardato troppo in fondo al baratro ed ora il baratro guarda loro. Sono preda del delirio di chi è convinto che la Storia sia finita e che abbia dichiarato la loro vittoria a tavolino. Vittoria che è lì a portata di mano, basta solo superare un ultimo ostacolo, ovvero eliminare le ultime voci dissenzienti. Silenziarle, ha detto utilizzando una terminologia da killer prezzolato, il presidente del consiglio. 

Se il problema fosse solo il borghesume reazionario le cose sarebbero tutto sommato gestibili. Il problema è che nel foyer ci sono anche i collaborazionisti smaniosi di collaborare. Quelli che non si sono ancora accorti che lo avranno dato via per niente e che rimarranno come l'altra volta a piagnucolare che "ci rubano le elezioni". Vedrete se mi sbaglio, con la manovra a tenaglia che stanno organizzando i restauratori della Grande Balena Bianca, l'unico sistema di potere che l'impero considera affidabile per questa pittoresca provincia mediterranea.
Povero Bersani, esponente di quel sottopotere piddino che per una dirigenza in una partecipata locale si venderebbe altro che l'anima e altro che al Diavolo. Potrà anche vincere le elezioni ma se il centrosinistra è pronto a sottoscrivere con il sangue (nostro) la cura letale di Monti, con appena qualche dettaglio di differenza per salvare le apparenze, perché non gli è concesso fare diversamente, cosa cambierebbe in concreto per noi?

Questa è la guerra dei miliardari contro la piccola e media borghesia, la classe che ha dimostrato che, con i diritti dei lavoratori e un buon welfare, il popolo può raggiungere un certo grado di benessere e salire nella scala sociale. Questo, per i ricchi che hanno una concezione aristocratica della ricchezza, basata sul sangue e sull'affinità di conto corrente, è insopportabile. Amano essere in pochi e vorranno essere ancora meno in futuro. Basterebbe un partito con dei buoni numeri che decidesse di difendere quel ceto medio sotto attacco e si opponesse all'eutanasia di democrazia e diritti che vuole l'oligarchia dei super ricchi ma quel partito non è il PD, che ha deciso di curare i propri interessi, le proprie botteghe chiare ed oscure e i propri investimenti. Esattamente come ha sempre fatto e farà ancora B. Alla faccia dei lavoratori.


mercoledì 12 dicembre 2012

E' tutto solo teatro?



"Sono molto preoccupato, B. la deve smettere, così butta un anno di sacrifici degli italiani". (M. Monti)

L'altro giorno parlavamo di palle ed ecco oggi la sintesi dell'ultimo teatro italiano del mendacio con relativa quadratura del cerchio. I due più fenomenali bugiardi sul mercato, Monti ( che dovrebbe dire che un anno di sacrifici è già stato buttato a causa della sua opera) e B. che, sul Galibier della recessione e della passione (nel senso cristologico) dell'euro, si passano la borraccia come Coppi e Bartali e si tirano la volata. Rivali ma anche no. Perché, tornando alla farsa italiana, questo è il sospetto che cresceva sempre di più nelle ultime ore. Che fosse solo teatro. La ridiscesa in campo, i me ne frego, il B. in versione antieuro. Spettacolo, anzi, avanspettacolo. Ma dici davvero?
Ho cominciato a scrivere questo pezzo oggi pomeriggio e, puntualmente, in serata arriva la notiziona: B. si fa da parte se Monti si candida come leader dei moderati. O forse no, ma le sue fluttuazioni sono ormai note e sono solo un modo per rilanciare.

E' proprio vero che la cronaca deve sedimentare per poter essere interpretata correttamente e divenire in seguito, col tempo, storia. La botta calda non è mai buona consigliera. L'altro giorno abbiamo quasi creduto che B. volesse veramente danneggiare lo sforzo compiuto dal governo tecnico di "salvare l'Italia dal baratro" (la madre di tutte le palle tecniche) risalendo dall'avello dove era stato sepolto vivo un anno fa. Tutti noi siamo caduti nel tranello di andare ad armarci di paletto di frassino per combattere il vampiro risorgente (ed io con questo post)  ma lui, che riesce sempre a mettercelo nel culo anche dal davanti, penso proprio che ci abbia fregati di nuovo. Vi è piaciuto 'o teatro, eh? Cari papiminkia, mi sa che stavolta vi ha proprio venduti, vi ha traditi in cambio di un bel piattone di lenticchie che fanno soldi.

Il sospetto. La riflessione. In fondo lo spread non era cresciuto poi di così tanto il giorno dopo il ritorno. Se pensiamo ai "fate presto" urlati del Sole24Ore l'anno scorso, sarebbe dovuto schizzare a 500 o, per lo meno, a 400. Invece, nonostante la drammatizzazione ibseniana dei giornali reggimoccolo, lo spread non ha superato i 360 punti. Non solo, il titolo Mediaset, dopo mesi di vacche magre è risalito assieme allo spread. Ma guarda un po'. Nemmeno la Borsa ha sofferto più di tanto.
Combine? Partita truccata con il portiere che si lascia fare gol? In fondo quei due, M. e B. lavorano per gli stessi padroni, sono della stessa razza e perseguono gli stessi scopi. Basta promettere al ricattabile un po' di ossigeno per l'azienda e qualche altro bonus magari giudiziario e lui si presta volentieri a fare il numero del Bagonghi antieuro. Come un vecchio pugile alla rentrée è disposto a prendere perfino qualche cazzotto se la borsa è sostanziosa.

Monti, che l'anno scorso sembrava non dovesse mai candidarsi a premier perché l'esautorato dal golpe aveva posto come condizione per togliersi di mezzo l'aut aut della sua incandidabilità, ora ha l'alibi perfetto per non solo ambire a Palazzo Chigi ma al Quirinale. Vanitoso com'è non credo che se lo farebbe dire due volte di andare ad abitare al Colle. Tanto il  Bersani premier eseguirebbe scrupolosamente gli ordini della Troika al posto suo.
Quindi, dopo il finto attacco, la false flag della ridiscesa in campo der puzzone e le dimissioni anticipate della volpe bocconiana, ecco la scusa per invadere l'Afghanistan, ovvero portare a termine le famigerate riforme, ovvero la cinesizzazione, dopo la Grecia, dell'Italia. Tutti d'accordo alla faccia degli italiani. Con la Germania che faceva la preoccupata per il ritorno di B. ed evitava scrupolosamente di farsi i cazzi propri, con ciò ribadendo, en passant, il suo ruolo dominante. Con Martin Schultz che si prendeva la sua rivincita annunciando che avrebbe suggerito B. per il ruolo di Bagonghi in un film che si sta realizzando a Berlino sui circhi. Non ha detto proprio così ma il senso era quello.

E B.? Ha avuto per un attimo l'occhio di bue su di sé e per il suo ego ipertrofico è balsamo ringiovanente. Nel copione della farsa dei prossimi mesi, nella parte a lui assegnata, c'è scritto che dovrà interpretare quello che confonde il pubblico ridicolizzando la sacrosanta critica all'euro, facendola sembrare bieco antieuropeismo ed attirando quindi su di essa la riprovazione generale.

Non c'è a tutt'oggi un partito che voglia far propria una proposta di uscita dall'euro e riappropriazione della sovranità monetaria, invertendo la rotta del liberismo neomercantilista suicida in favore di politiche di rilancio dell'economia reale di stampo neokeynesiano.
Si, la Lega blatera qualcosa riguardo all'euro ma senza cognizione di causa, per puro bastiancontrarismo. E poi comunque  è affetta dall'handicap di vedere solo con un occhio, quello che è fisso sul nord. Per rilanciare un paese bisogna andare oltre i localismi.
Non c'è un partito dell'uscita dall'euro ma potrebbe sempre arrivare - visto anche l'interesse degli inglesi per l'argomento e i moniti provenienti dal mondo dell'economia internazionale -  ed ecco quindi la necessità di svilire, ridicolizzare, mediante il migliore dei guastatori, le sole idee che potrebbero rovinare il gioco e farlo fallire.
Non è un caso che i partiti che fingeranno di scannarsi alle prossime elezioni siano tutti appartenenti, destra, sinistra (con qualche eccezione di partitini extraparlamentari) e centro, al partito unico dell'euro. In questo senso le elezioni saranno una farsa. Perché chiunque vinca, compresa l'ipotesi remota ed improbabile ma non impossibile B., ad essere messa in pratica sarà l'agenda Monti, ovvero l'agenda della Troika, l'unica opzione possibile. Sono questi partiti proeuro per principio a pilotare il Titanic e sono tutti entusiasti di andare a catafottersi contro l'iceberg. Ci vanno perché non vogliono ammettere di aver fatto male i calcoli e perché sono convinti che gli iceberg si autoregolino, che si faranno da parte all'ultimo momento per far passare il loro transatlantico liberista. Con noi rinchiusi nella stiva, purtroppo.

sabato 8 dicembre 2012

Macché Cavaliere Oscuro di ritorno, questo è solo il ghigno del Joker


B., che era solo in standby e non se ne era mai andato, come quei dolci di sale della sinistra credevano, ritorna e pretende di tenere ancora in ostaggio questo paese, imponendo il suo corpaccione bolso e la sua faccia da Mao sfigurato e dettando le condizioni di un vero e proprio ricatto. Quando andrete in banca a pagare l'IMU, nei prossimi giorni, per associazione, pensate a quanto ci costerà ancora questo signore e se non valga la pena davvero di fargli un'offerta perché si levi dai coglioni una volta per tutte. Una roba tipo "ti cancelliamo i processi e tu torni puro come la vergine Maria ma il giorno dopo vendi le televisioni, prendi il ricavato e gli altri tuoi merdosi quattrini, la tua famiglia e kitammuort e te ne vai per sempre dall'Italia". Offerta last minute prendere o lasciare. Altrimenti ci arrabbiamo sul serio. (Detto da quelli che contano veramente, s'intende, non da un pirla qualunque).

Se fosse un leader, come crede e purtroppo troppi italiani ancora credono, e se avesse un pelo a cuore questo paese, dato che Bersani non vede l'ora di interpretare il ruolo di Pétain nella prossima repubblica di Vichy commissariata dalla Troika - roba che rimpiangeremo Monti e la Fornero -  giocherebbe la carta di un'alternativa al "ce lo chiede l'Europa", alla dittatura imposta dalle banche e alla perdita totale della democrazia e della libertà stabilita dal Fiscal Compact dell'euronazismo. Tenterebbe di invertire la rotta verso il disastro annunciato dell'euro.
Ma io credo che non lo farà perché non ne ha la competenza, le palle - perché lo farebbero fuori nel senso letterale del ternine - perché è un incapace e soprattutto perché anche lui è parte del gioco. E' in conflitto d' interessi, e non è una battuta. E' troppo invischiato nei nostri sfaceli, direbbe Gaber. Anche le sue aziende sono too big to fail ed è per questo che è ancora in grado purtroppo di condizionare la nostra vita. Ora sta solo negoziando con la Troika, come ha sempre fatto con tutti i poteri con i quali ha avuto a che fare, per salvarsi. Per l'ennesima volta. Forse sta già pensando di offrirci come merce di scambio.

B. è solo un cialtrone, il più grosso bluff imprenditoriale dopo il big bang, un fallito genetico, uno che, nonostante abbia avuto a disposizione il potere quasi assoluto per diciassette anni, è ancora qui a tentare di evitare di portare i libri in tribunale. E' stato buono fino ad ora e viene da pensare: chissà se Renzi avesse vinto le primarie se non avrebbe contato su quella pezza d'appoggio e non avrebbe fatto tutto questo scarmazzo. Si fa per malignare, ovviamente.
E' una vera maledizione che dobbiamo subire ancora il ricatto di quest'essere. Se solo gli italiani capissero una volta per tutte che a lui è sempre interessato solo il suo culo e nient'altro e lo bastonassero sonoramente alle elezioni, forse i numeri scarsi gli impedirebbero di condizionare la politica già precaria di questo paese. Ora lo può fare perché campa ancora della rendita dei voti che prese nel 2008.
Tenterà di proporsi come salvatore della patria ma, appunto perché sa che non glielo lascerebbero fare, ingannerà un'altra volta gli italiani usandoli come scudi per il suo tornaconto personale. Forse stavolta potrebbe veramente essere costretto a gettare la maschera definitivamente e a mostrare la sua vera faccia e ad imbastire la campagna elettorale sulla sua buonuscita, come un ricattatore da quattro soldi.
Sperando di levarcelo un giorno per sempre di torno. Magari perché avrà pestato i calli giusti una volta di troppo. 

mercoledì 28 novembre 2012

Vogliono tutto


Me ne sto convincendo ogni giorno di più. Il testo fondamentale per interpretare questa orrenda realtà è "Shock Economy" di Naomi Klein
Senza averlo letto non si può capire fino in fondo cosa ci stia succedendo dopo che i più infami tra i traditori ci hanno consegnato mani e piedi legati all'oligarchia mondiale che non si accontenta di vivere la sua porca vita ma vuole spazio vitale, come i nazisti, eliminando quegli odiosi poveri e quegli ancor più insopportabili medioborghesi che, a differenza dei poveri senza speranza, potrebbero, con un governo attento ai bisogni dei suoi cittadini, aspirare al benessere, al miglioramento delle condizioni sociali e non al mero tirare avanti.
"Shock Economy" è un libro dell'orrore, è un libro che toglie il sonno e che rischia di togliere la speranza. Però, mettendo tante tessere una accanto all'altra ci rivela ciò che avevamo sospettato ma non volevamo credere. E' il testo base da cui partire per l'organizzazione di una possibile difesa. Tenendo presente che non possiamo contare sui politici, tutti comperati a peso, sulle religioni, sui poteri che non siano quelli che ci creeremo da soli con le nostre forze. Questo libro ci serve intanto per conoscere il nemico e ciò che ha in serbo per noi. Perchè le sue ricette velenose le ha già applicate in tutto il mondo su tanti sciagurati popoli.

Leggendo Naomi capirete che ci hanno dichiarato guerra già dagli anni settanta. L'unico loro argine era, per ironia della sorte, un altro totalitarismo, il comunismo sovietico. Ora che non hanno più rivali, vogliono tutti i nostri beni - l'esproprio del proletario - e le nostre vite e bisogna forse andare indietro di due secoli e più per trovare una tale volontà di sopraffazione sulle masse, su popoli interi. E' l'ancient regime in salsa globalizzata.
Robespierre, Lenin e tutti i rivoluzionari della storia non hanno mai avuto a che fare con un potere così globalmente infiltrato in ogni ganglio della società, in ogni paese, in ogni aspetto della vita comune degli esseri umani. Milioni di persone le cui vite dipendono dai capricci dei loro casinò dove creano e distruggono denaro credendosi Dio, dal loro maledetto mercato che non si autoregola affatto ma si comporta come il cancro, che tutto distrugge.
Dal Novecento hanno imparato a ragionare sui grandi numeri, sui milioni. Sanno che dovranno eliminare il più possibile dell'umanità prima di ritirarsi nei loro campi di concentramento di lusso, circondati da contractors iperarmati e illudendosi che anche a loro non venga mai un cancheraccio di quelli che non c'è clinica di lusso che tenga. Il grande ghetto dei ricchi con un mondo morente intorno. Distrutto e avvelenato dalle loro multinazionali, dalla disperata ricerca di nuova energia per alimentare il polmone d'acciaio che ormai da quarant'anni tiene artificialmente in vita il capitalismo già morto.

Ascoltateli quando vi raccontano, con le loro vocette da contabili disumani  il loro Mein Kampf. Quando pensano di trattare con esseri inferiori, bambini deficienti da eliminare con il Luminal e per fame, come facevano negli orfanotrofi nazisti. Sono una manica di criminali, ha ragione Paolo Barnard.





Perché quando si arriva a dire che ci sono troppi vecchi e troppi malati e che in futuro non si garantisce per loro, senza spiegare che questa è una politica ben precisa di fascismo eliminatorio, non dobbiamo illuderci. Qualcuno, da qualche parte, sta già preriscaldando i forni crematori.

martedì 27 novembre 2012

Il calcio dell'ILVA



Non è giusto. Mentre la sinistra è intenta a frantumare cabbasisi con il pestello fino a ridurli a bosone sulla fondamentale questione primarie, con iRenzi che si lamenta - non ha coraggio di chiamarli brogli perché sa che comunque sarà l'Al Gore della situazione - i dati della Florida non arrivano, la gioiosa macchina dei conteggi si impalla e si pensa di riesumare alcune salme nei cimiteri delle regioni rosse per farli partecipare al grande evento democratico del ballottaggio (pure!); mentre accade tutto questo, dicevo, ecco l'imprevisto, il cigno nero.
Le dolci note di Edith Piaf e di "Je ne regrette rien" - chi ha visto il film "Inception" capirà il riferimento - accompagnano il calcio nei denti che ci riporta tutti fuori dal sogno e nella realtà del capitalismo feroce dei nostri tempi.

L'ILVA, nello stesso giorno in cui viene raggiunta dall'ennesimo provvedimento della magistratura a carico della proprietà e dirigenza, con accuse di associazione a delinquere, concussione e disastro ambientale, per aver tentato di minimizzare  e nascondere l'impatto ambientale delle sue emissioni, inchiesta iniziata dalla G.d.F. nel 2009, annuncia la chiusura dello stabilimento di Taranto e probabilmente di tutti gli altri in giro per l'Italia. Badge ritirati e, come antipasto, ferie forzate per 5000 operai.
Con il Club dei Padroni che berlusconeggia di accanimento giudiziario e il governo che cincischia ma ha la tentazione anch'esso di prendersela con quei rompicoglioni dei magistrati che non si fanno mai gli affari loro ma quelli dei cittadini.

Una bella sveglia, non credete? Roba da far uscire perfino dalla dormia di un paio di Roipnol.
Ebbene, è tutta la mattina che cerco sulla prima pagina della Repubblica una reazione del PD a questo provvedimento ricattatorio, a questa serrata da capitalismo delle origini. Perché credo tocchi a quella cosa informe comunemente detta sinistra e non al governo di Goldman Sachs difendere gli operai e le loro famiglie che dipendono unicamente dal salario, che se manca loro sono morti, cosa difficile da far capire ai banchieri e alle loro puttane, me ne rendo conto. 

Leggiamolo quindi il giornale. Prima notizia: "Renzi attacca sulle regole". Interessante, saranno quelle della su' moglie o quelle delle primarie? E poi: "Caccia ai voti di Vendola" (che forse, in queste ore avrebbe altro da pensare). Editoriali su "Rosy Bindi al tramonto" e "il vaffa di Rosy" e Concita che vuole farci andare in iperglicemia: "L'Italia siamo noi".
E l'ILVA? Aspetta, sotto c'è ancora la fondamentale notizia che si spartiscono le poltrone dei TG RAI. Eravamo in pensiero.
Finalmente, si parla della tragedia degli operai. "Operai occupano l'ILVA". I soliti comunisti. Il governo convoca i sindacati.  Confindustria: "Accanimento", ça va sans dire. 
Si ma, il PD, la sinistra?
Niente, le uniche reazioni politiche sono della FIOM di Landini e della CGIL di Camusso, come da copione. Poi Clini, il ministro dell'ambiente che, scommetto, preferirebbe una canalizzazione di un molare piuttosto che dover affrontare questa rottura di coglioni giovedì con le parti sociali. Gli altri, i Passera, i liquidatori, gli esecutori fallimentari, zitti. Gli operai sono soli, come tutti noi. Faranno la fine degli esodati. Con Monti che articolerà con voce metallica un'altro principio fondamentale della Shock Economy.
Non siamo mica in Sudamerica dove, se alle presidentesse girano i cosiddetti, ti nazionalizzano le aziende prepotenti, che credete.

Aspetta, è cambiata la home page. Adesso l'ILVA è in pole position. "Operai occupano l'ILVA". Arridaje. E la mamma della Cosa "teme per l'ordine pubblico". Coraggio, mamma, manda a Taranto i bastonatori a rimettere in riga quei cialtroni. Ti eccita già l'odore del napalm?
E il PD? Niente, ci sono solo le facce da cazzo di Bersani e Renzi che discutono di paletti e studiano modi per fregare l'avversario e portare a casa questo baby, la vittoria nelle primarie.
Questo è il giornale di riferimento del regime piddino, per la madonna, significherà pure qualcosa questo disinteresse riguardo ad una questione di massima urgenza che coinvolge i LAVORATORI? Non siete andati a chiedergli nulla? Tutti hanno qualcosa da dire meno la dirigenza del Partito Democratico?

Gradirei che qualche piddino, tra una primaria e l'altra, una di queste domeniche trovasse il tempo di darmi un giudizio su questi imbarazzanti silenzi del prossimo governo di Vichy impegnato solo a fare il casting per il ruolo di Pétain.

P.S. Giusto per non fare favoritismi. Ecco Gramsci che può rivoltarsi nella tomba. Appena catturata, fresca fresca.




martedì 20 novembre 2012

La guerra dei vent'anni


Tra il 1992 e il 2012 c'è un ventennio, un lasso di tempo che è sempre stato funesto per l'Italia. Di questo ventennio si ricorda soprattutto la parte eclatante, caciarona, tutta lustrini e paillettes, che è il berlusconismo, oramai in fase agonica. Ne parleremo più avanti.
Poi c'è una parte nascosta e poco nota ma che i fatti accaduti nell'ultimo anno, grazie ad alcune parole magiche come privatizzazioni, riforme e governo tecnico, che vanno ad illuminare i neuroni giusti nella memoria, mette a posto gli ultimi pezzi del puzzle. E pensare che i pezzi erano lì, in mezzo agli altri, ma un curioso neglect percettivo ce li nascondeva tra altri più grossi e colorati, con vistosi attributi sessuali. Il sesso come massimo distrattore dell'umanità. Noi psicologi lo sospettavamo.

Occorre quindi ritornare all'anno di partenza di questo ventennio, il 1992, per raccontare tutta la storia. 
Nel 1989 era caduto il Muro di Berlino, un elegante eufemismo per sottintendere che il capitalismo aveva fatto il cappottino di legno al comunismo. Di lì a poco i paesi dell'Est si sarebbero avviati verso un radioso futuro di liberismo, in braccio ad oligarchie mafiose, multinazionali straniere rapaci e governi corrotti esattamente come erano corrotti i burocrati e funzionari del partito. La corruzione non è altro che il modo più a buon mercato che i potentati economico-finanziari utilizzano per comperarsi la politica ed i suoi uomini - in fondo la maggior parte di loro si accontenta di figa e denaro - e, come tale, esiste naturalmente in tutto il mondo, anche se sembra che solo noi abbiamo la castacorruzzzionebrutto. In America, per esempio, la chiamano attività di lobby ma la sostanza è la stessa. Yakuza, Triadi, Vory, Osso, Mastrosso e Carcagnosso, sono solo le forme più pittoresche e presto demodé di attività criminali  globalizzate che stanno diventando sempre più impalpabili e virtuali. Dove non c'è più bisogno di piazzare la carica d'esplosivo affettuosa per l'avvertimento d'ordinanza ed eliminare i Tattaglia e i Sollozzo ma basta un computer e un certo numero di addetti alla compravendita di titoli, tossici o no che lo prenderanno come un appassionante videogame. Il panico sparso in Borsa fa più paura ed è più pericoloso del gas nervino. A proposito, anche vent'anni fa tutto cominciò per il nostro paese con un attacco finanziario. Ma andiamo per ordine.

Dopo la caduta del Muro di Berlino, quindi, il capitalismo sente di poter sferrare l'attacco finale, di potersi aggiudicare la Guerra di Classe per ko tecnico dell'avversario. Via allora ogni residuo di keynesismo piagnone e mano libera al mercato psicopatico liberista che, tu credi si autoregoli, ma invece, una volta sguinzagliato, si mangia le risorse senza lasciare neppure le briciole, come un orrendo Pacman in modalità God e FullAmmo.
In Italia nel '92 ci sono i partiti, che mangiano come hanno sempre mangiato. Si mangiava anche durante il fascismo. Ecco però l'ideona. Facciamo notare agli italiani che i partiti rubano, attiriamo la loro attenzione, scateniamoglieli contro, forniamogli le monetine da lanciare. Un bel gioco divertente. Per carità, i giudici ricevono denunce e procedono come da codice penale, fanno le loro inchieste e scoperchiano verminai di corruzione e ladrocinio con grande dedizione ma, sotto sotto, questa è in gran parte un'operazione di copertura. Un bel telefilm giudiziario che appassiona gli italiani più del vecchio Perry Mason e li tiene occupati mentre qualcuno svuota la cassaforte. Perché questa è la storia della rapina dei due secoli.
La partitocrazia viene spazzata via da Mani Pulite e siamo tutti pronti per una svolta, per un paese migliore, per la Seconda Repubblica. Ci vuole un periodo di transizione, però, con qualcuno che, da esperto e saggio, rimetta insieme i cocci e soprattutto i conti in attesa di un nuovo distrattore. Ecco comparire per la prima volta i famosi governi tecnici. Vi ricorda qualcosa, vero? Ma certo.

Nel 1992 avviene un curioso convegno a bordo dello yacht della regina Elisabetta, il Britannia. Il gotha della finanza internazionale, sempre affamato di asset convoca un po' di sudditi italiani e chiede loro cos'hanno intenzione di fare con le privatizzazioni. Perché questo interessa a chi detiene il potere economico: la robba. Dove il liberismo è finora passato, tutti i beni appartenenti allo stato, ovvero alla collettività, sono stati svenduti - dai politici locali comprati a soldi, figa ed illusione di potere - a multinazionali, banche e gruppi finanziari, chiamandole con il nome fascinoso di privatizzazioni. E' il nuovo imperialismo. Niente costose e pericolose invasioni, operazioni Barbarossa o Overlord a furia di eserciti di fantaccini e mezzi da sbarco.
Facciamo un esempio. Un fondo angloamericano vuole papparsi, che ne so, l'ENI? Ci si affida ai propri agenti sul posto e, se la classe politica degli indigeni fa la riottosa, gli si scatena contro i bravi della finanza. Questa fusione non s'ha da fare.
Si crea una crisi economica, si obbliga il paese ad una serie di "riforme", ovvero a smantellare stato sociale e controllo di legge sul mercato.

Nel 1992 lo spauracchio era la svalutazione susseguente all'uscita dallo SME e la paura di non essere più parte dell'Europa. Vi ricorda qualcosa, vero?
Ecco i primi governi tecnici: di Ciampi, Amato, di Prodi il professore. Hai detto professore?
Soros, con le sue armi finanziarie, scatena un attacco senza precedenti contro la lira e Amato, nottetempo, è costretto, poraccio, a prelevare il riscatto dai conti correnti degli italiani. Uno scherzo da 11.500 miliardi. Io non ricordo benissimo ma mi pare che anche allora ci dissero che era per il nostro bene, per rimanere in Europa, al passo con gli altri, per continuare a fare i fichi nei salotti buoni.
E le privatizzazioni? Ci penserà un personaggio che oggi conosciamo meglio, come attuale capo della BCE: Mario Draghi. Il Draghi che con S. Giorgio è la morte sua.
Draghi, per dieci anni circa, fino al 2001, si incarica di svendere alla finanza internazionale quasi tutto il patrimonio dell'industria statale italiana, quella che in altri tempi aveva rappresentato la nostra versione di miracolo economico. Con Mattei che si rivolta nella tomba.
Un liberista, un Giannettaccio, a questo punto direbbe: "Erano carrozzzzzzoni statalkeynesianopopulisti fonte di sprechi, corruzzzione e vecchiume". Beh, a vent'anni di distanza non mi pare che le nostre bollette di gas, luce, telefono e servizi siano drammaticamente dimagrite grazie alla maggica concorrenza del mercato autoregolantesi ma siano andate sempre più crescendo. Siamo fortunati che non siamo costretti a farci piombare, per indigenza, il telefono come gli argentini dei tempi delle privatizzazioni di Menem.

Finita la prima tranche di privatizzazioni, Mario Draghi torna della tana di Goldman Sachs - uno dei beneficiari delle svendite 3x2 - alla faccia del conflitto di interessi, con un incarico di prestigio.
Ottenuto quello che volevano come acconto, i poteri economico finanziari ormai senza freni ci lasciano un'idea mirabolante, l'aggancio a cambio fisso con una nuova moneta, l'Euro, una figata. Un altro grande classico del liberismo. L'anello per soggiogarli e nel buio incatenarli.
I tecnici, che poi con Prodi diventeranno politici, addirittura de sinistra, rappresentati da simboli miti come l'Ulivo, ci condurranno nel trappolone dell'Euro. Perché non se ne può fare a meno, perché svalutare ormai è brutto brutto e da cafoni. Quel che restava della nostra sovranità nazionale, già compromessa da decenni di sottomissione imperiale, cominciava definitivamente a svanire, come i fratelli di Marty McFly nella fotografia.

Tornando ai primi anni novanta. L'Italia è passata attraverso stragi, assassinii di giudici in lotta con la mafia, rivoltoloni politici di vario genere ed è finalmente pronta per un periodo di tregua armata, anche perché questa volta bisogna avere i conti in ordine ed entrare nell'Euro, come abbiamo visto. Si individua un soggetto adatto ad incantare 50 milioni di serpenti, un fenomenale pifferaio magico, molte chiacchiere e un'allergia congenita ai distintivi.
Silvio Berlusconi, l'uomo che si è fatto dal nulla, il Re Minkia che muta le televisioni in oro. Gli italiani, felici di aver ritrovato un Duce a sessantaquattro denti e altrettanto brevilineo, lo votano entusiasti e se ne fanno governare, offrendo in solazzo al sire pure le figlie vergini, per quasi vent'anni.
Poi, nel 2011 qualcosa si rompe e chi si interessa di trame alla John LeCarré comincia a capire che questa volta faranno veramente le scarpe a B., nel frattempo rincoglionitosi dietro a fichette sempre più giovani che lo distraggono dagli affari personali che ha sempre anteposto all'interesse collettivo. Lo scandalo sessuale, suvvìa, non è cosa nostra, è roba anglosassone. (Io ho sempre pensato che si sia definitivamente autofottuto quando fece quella caciara in presenza di Betty). B. inoltre ostenta amicizie pericolose, frequenta gente sulla lista nera imperiale, doppiogiochisti e amiciputin. Non è escluso che abbia voluto avvicinarsi a zone proibite, ad interessi energetici che, per un italiano, è sempre fatale occhieggiare. Qualche intrallazzo di troppo con i russi e il gas, chissà. In ogni caso, come agente ormai è bruciato.

Nel 2011 inizia la fase due, quella iniziata con l'acconto del 1992 e ora giunta alla stagione dei saldi. E' la seconda fase dello shock liberista e, per chi ha avuto possibilità di arricchirsi oltre ogni limite,  l'obiettivo è l'Eurozona.
Viene scatenato un nuovo attacco finanziario ma questa volta l'attacco colpisce interi paesi: dall'Irlanda alla Grecia, dalla Spagna all'Italia. Il nuovo spauracchio è lo spread, ovvero la dimostrazione che l'Euro è stato il passo più lungo della gamba e che la Germania vuole vincere facile. Ogni giorno lo spread diventa più minaccioso, ci terrorizzano con scenari di corralitos, assalti agli sportelli e gogna collettiva degli italiani pigri e mangiaspaghetti sulla piazza di Bruxelles. Berlusconi, abilmente lavorato ai fianchi da sapienti nipotine di Mubarak, cade definitivamente in disgrazia. Prova a resistere ma, dopo l'ennesima offerta che forse non poteva rifiutare, si dimette.
Ora qualcuno comincia già a dire che, quando c'era lui caro lei, e lui stesso prova a rivendersi come l'unico che può difendere l'interesse nazionale. Tenta addirittura qualche incursione antieuro assieme alla Lega, che però è troppo invischiata nelle mollezze del potere per fare veramente sul serio. Sui libri di storia che i nostri nipoti studieranno ci sarà scritto che B. era un imprenditore che fu messo a capo dell'Italia per presidiare il territorio, una specie di proconsole. Poi, invece di governare, a causa della sua ricattabilità ed incapacità congenita di evitare il fallimento come imprenditore, trascurò i suoi doveri e si occupò solo dei suoi interessi, paralizzando il suo paese in una Mirabilandia fatta di superficialità e totalmente incapace di crescere.

Nel fatal novembre, dunque, da un giorno all'altro, ci fanno credere, si forma un governo affidato ad una specie di genio della lampada, un professore della Bocconi (mecojoni), nientepopodimeno che Mario Monti. Governo formato da gente con carriere avviatissime, tutti pezzi da novanta che, da un giorno all'altro, decidono di piantare baracca, università e burattini, senza nemmeno un "lasciami una settimana per pensarci" e vanno a fare i ministri nel Pronto Soccorso Italia, con un malato terminale che tutti danno per spacciato. La presa della Bastiglia Italia senza sparare un colpo, con l'aiuto fondamentale, pensate, di un vecchio comunista. Roba che nemmeno dei fratelli Grimm strafatti di LSD.
Azzerato il nano ed insediatisi al potere, i tecnici che fanno? Cominciano a piazzare le cariche per la demolizione controllata dell'economia italiana. Si preparano nuove privatizzazioni, la definitiva dismissione degli ultimi brandelli di proprietà statali, le ultime perle e catenine di famiglia rimaste dopo la cura Draghi: Finmeccanica, la Snam che diventa Sgnam Sgnam. Senza parlare degli italiani, sottoposti ad una cura da Cavallo (nel senso del famigerato ministro dell'economia ultraliberista argentino) che culminerà nella patrimoniale ai danni dei ceti mediobassi, nella riduzione progressiva del welfare e in un impoverimento generalizzato delle classi meno protette.

Mario Draghi è ormai assiso sul trono della BCE e da lassù sovrintende benedicendo urbi et orbi con la preghiera "O Euro benedetto, irreversibile tra le monete, che tu sia lodato tra le divise."  Ad un anno di distanza dal golpe finanziario con il silenziatore un grafico dice più di mille parole. C'è da stare proprio allegri.

(grazie a Stefano Bassi)
Vent'anni quindi. Vent'anni per disfare quanto di buono era stato fatto da un'Italia affatto fannullona ma creativa ed operosa, ora ridotta all'impotenza. Distruggere l'economia per ingrassare una finanza fatta di puro denaro. Lo diceva perfino la buonanima di Cossiga. Un patrimonio di cinquant'anni di benessere che ora, dicono, "non possiamo più permetterci perché abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi". Un'affermazione che ha meno valore di una pura opinione personale e per giunta interessata.

Ho raccontato un romanzo criminale, una storia con pochi eroi, molti vigliacchi traditori e tante vittime innocenti. Una storia che, a meno di una qualche intuizione per trovarne una via d'uscita, rischia di impantanarci nel suo incantesimo, in un maleficio di povertà e regresso per gli anni a venire. Gli anni peggiori della nostra vita.

giovedì 15 novembre 2012

Gran bollito al sangue


"L'Italia bolliva".

"Una foto è spesso l'effetto finale di qualcosa che magari si è svolto prima". (Ministra Cancellieri)

Io invece, signora mia, penso, molto più alla vecchia maniera, che una foto valga più di cento parole.
Calciare in faccia, colpire sistematicamente alla testa e perfino alla nuca (un colpo che potrebbe risultare disgraziatamente fatale), come colpire chi è già a terra e disarmato o alla schiena non è un effetto finale, è voglia di fare male e usurpazione di potere. In certi casi vuol dire essere proprio carogne. Questo tipo di repressione non è confronto tra opposti schieramenti ma esercizio di qualcosa che, se proviene dal più forte, assomiglia molto alla viltà.

Io non credo, come vomitevolmente fanno capire la CGIL e il PD,  che in questi casi la violenza sia uguale da entrambe le parti, perché ci si dimentica che chi difende lo Stato, quindi i suoi cittadini, quindi noi, non i membri del Bilderberg, dovrebbe porsi su un livello etico nettamente superiore rispetto al teppistello da strada che fomenta i disordini perché è un cretino o perché lo fa su ordinazione da provocatore di mestiere.
Non mi meraviglio del Casini che parla come il Fini del G8 genovese, il che è un fenomeno naturale, ma mi fa schiumare di rabbia l'ipocrisia di questa sinistra vigliacca che dal 2001 abbandona  sistematicamente le piazze dei dimostranti al loro destino ed ha assimilato il virus tartufesco della par condicio che tutto livella e tutto annichila nella logica del +1-1=0. Sinistra che viene giustamente contestata e mai abbastanza perché forse è altrettanto distaccata dalla realtà delle mariantoniette di centrodestra ed i loro bar pieni di gente che beve cappuccini. L'ideale da accompagnare alle famose briosche.

La criminalità di un regime come quello attuale dei sado-monetaristi consiste anche nel coltivare le frustrazioni delle sue forze dell'ordine affinché esse le sfoghino ad hoc sugli oggetti sbagliati al momento giusto, sul primo che passa, che sia un black bloc o un pischello qualsiasi, partecipando come attori in un crudele esperimento di etologia, in un mondo snuff movie a tutto sangue. 
La comprensibile frustrazione degli agenti, pagati poco e male e costretti a lavorare peggio, non viene agita su chi taglia i fondi per le Giustizia e costringe il personale di Polizia e Carabinieri a fare gli straordinari gratis, a pagare la benzina delle volanti e la carta per le stampanti di tasca propria; non viene lanciata contro coloro che, mentre fanno credere di combattere il crimine, sottobanco mestano e si accordano con esso in abominevoli e vergognose trattative. Nemmeno contro chi sta pianificando lo scioglimento dell'Arma dei Carabinieri per obbedire ai diktat di un'Europa che vuole un unico corpo armato che risponderebbe chissà a quale autorità. Quell'esercito unico europeo di cui si sono riempiti la bocca godendo come ricci i volonterosi carnefici del PD l'altra sera al #csxfactor

Che direbbe oggi Pasolini delle manganellate in testa e dei calci in faccia, visto che lo si tira sempre per la giacca in questi casi? Forse direbbe che non è più il sessantotto del posto fisso e della protesta degli studenti borghesi come antidoto al vuoto ed alla noia, opposto alla lotta per il pane quotidiano dei ragazzi meridionali il cui unico sbocco sociale era fare gli sbirri.
Oggi, come ha detto Aldo Busi, gli agenti uno straccio di salario ce l'hanno ma questi ragazzi che protestano - non i pochi facinorosi e le solite comparse nerovestite, ma la maggior parte - non hanno un futuro se non di precariato. E' un fenomeno nuovo. Sono forze sociali volutamente stroncate da piccole, alle quali si inocula solo la depressione del muro nero come futuro, alle quali si offre solo il forse se non addirittura il nulla. Forze che però, a questo punto, non hanno più nulla da perdere e che quindi bisogna rieducare a colpi di manganello prima che se ne accorgano. L'unica risposta del governo dei sado-monetaristi alle richieste di chi non fa parte del club non può che essere la pedagogia nera delle botte alla cieca.

Io, come Beppe Grillo, mi auguro che i soldati blu capiscano che stanno prestandosi ad un gioco sporco che alla fine danneggerà anche loro e che, come in tutti i copioni rivoluzionari, decidano di passare dalla parte degli oppressi, tra i quali ci sono anche loro, ma bisognerà prima che qualcuno ordini loro di sparare sulla folla.
Se la posta in gioco sarà salvare il piano diabolico che hanno ideato per assoggettare popoli interi, vedrete che prima o poi qualche potente lo farà.


Un esempio di come la stampa embedded riporta i fatti riducendoli alla solita par condicio furbesca che però alla fine si capisce da che parte pende. Nella foto in basso a sinistra si vedono i famigerati "scudi di polistirolo usati come testuggine" che, secondo i TG - appena ascoltato su La7 - avrebbero costituito una minaccia e quindi giustificato la repressione. Polistirolo, avete letto bene. 

sabato 10 novembre 2012

Un Euro per ghermirli e nel buio incatenarli

L'opera di Maurizio Cattelan in Piazza Affari a Milano.
Questa crisi di stampo finanziario, iniziata negli Stati Uniti nel 2008 e propagatasi come una pandemia in tutto il mondo ed in particolar modo nell'Europa del Sud, offre lo spunto ideale e l'alibi perfetto al capitalismo sfrenato, ormai liberatosi dallo spettro del comunismo e per questo ansioso di liberarsi dei fottuti residui di keynesismo compassionevole, per inoculare il liberismo hard a tutti i paesi che ancora non lo hanno sperimentato, nonostante la cura si sia dimostrata letale ovunque sia stata applicata. 
Letale per i popoli e le entità economicamente deboli, quelle dipendenti dal salario, s'intende, non certo per coloro che hanno tolto in quel modo ai deboli per arricchirsi ancora di più e che ovviamente difendono il liberismo in quanto ha fatto la loro fortuna.

Prima che qualcuno mi accusi di indivia del bene mobile ed immobile, specifico che qui non si discute il diritto alla proprietà privata ed all'arricchimento personale ed aziendale come frutto del proprio lavoro, cose che ormai si cominciano ad accettare anche a Cuba. Opporsi al  liberismo non è questo. Significa opporsi alla spoliazione sistematica di un popolo ed alla redistribuzione al contrario delle risorse dal 99% al famigerato 1%, a questa forma di neo-aristocrazia oligarchica fondata sul dio denaro. Spoliazione che sta avvenendo in Europa, ma sarebbe meglio dire nell'Eurozona, grazie alle regole finanziarie imposte dalla moneta unica, l'euro.

L'euro è stato uno strumento formidabile di asservimento dei paesi del Sud Europa al progetto liberista.  Non mi riferisco ai fantomatici piani franconazitedeschi di cui parla Barnard, ma a qualcosa di molto più banale: il primordiale istinto del pesce grosso a trovare un modo per papparsi il pesce piccolo. 
Il liberismo ha sempre occultato sotto la parola libertà la grettezza ed avidità di pochi che, in regime di deregulation totale e ripetendo il mantra che "il mercato si autoregola", hanno avuto licenza di arricchirsi in maniera quasi illimitata, fossero essi privati o multinazionali. 
Per la sua piena applicazione in Europa, in un continente fatto di tante realtà economiche diverse, come un quartiere cittadino dove convivono famiglie ricche e famiglie povere, era necessario prima creare un vincolo comune, un anello per domarli, per ghermirli ed incatenarli tutti. Poi i paesi più forti avrebbero facilmente strangolato i deboli per fagocitarli a prezzo di saldo.
Incatenarli tutti però meno i paesi che il liberismo lo avevano già sperimentato, come la Gran Bretagna. Se Albione non è nell'euro ha i suoi motivi. Uno di questi, io credo, si chiama Margaret Thatcher.

L'odioso Monti ha avuto diverse volte occasione di ammettere spudoratamente che le crisi periodiche servono, servono a piegare i paesi ad un disegno che non viene mai svelato pienamente ma che a noi pare nient'altro che di asservimento. Un piano che non prevede la democrazia come la conosciamo e il benessere per tutti. Difatti egli non dice che, dopo la cura, staremo meglio. Ci dice che dobbiamo ingoiare il veleno e basta, con il tono suadente di un Dottor Morte. Ripeto, non è niente di occulto, esoterico ed iniziatico, ma la cara vecchia politica dello squalo. Se sono così svergognati da ammetterlo, di volere tutto e di non aver paura di usare la forza per ottenerlo, in Europa dopo aver saccheggiato il resto del mondo, è perché non c'è più il muro e soprattutto le testate sovietiche a far loro soggezione. Sono in pieno delirio di onnipotenza e lì forse, per fortuna, sta il loro punto debole. 

Perché l'euro è un ottimo strumento di coercizione ma non è perfetto. Nasconde un fatale difetto di fabbricazione. Impoverendo la maggior parte dei paesi della sua area di influenza, alla fine distrugge la domanda necessaria a soddisfare l'offerta dei paesi forti. Per parlare chiaro, se proseguirà la politica deflattiva sui salari, le imprese licenzieranno e chiuderanno e lo Stato strangolerà i suoi cittadini in una sempre più stretta garrota fiscale, noi italiani ma non solo, tutti i paesi del Sud, non avremo più soldi per comperare le merci tedesche. E allora, te la saluto la Signora Merkel e i suoi compitini a casa del menga.

L'euro è un morto che cammina. Lo spread non è altro che il pagamento anticipato ai nostri creditori stranieri dei costi di uscita dall'euro. Uscita che molti vedono inevitabile, perché l'Economia l'aveva previsto, perché anche gli eurofanatici lo sanno ma finché c'è da arraffare fanno finta di niente.
Un modo per evitare, non la catastrofe fantomatica che l'Odioso & i suoi Scherani agitano sempre come spauracchio per obbligarci ad obbedire come scolaretti, ma la vera disfatta civile e democratica del nostro paese, necessita di un atto di coraggio, di un gesto quasi folle ma che potrebbe scatenare una reazione a catena in tutta Europa, spingendo altri paesi in crisi ad una salutare manovra di emulazione.

Ieri, una delle notizie più retweettate è stata quella del rifiuto dell'Europa a sobbarcarsi il costi degli aiuti all'Emilia terremotata. I TG si sono arrampicati sugli specchi dicendo che "ma no, che credete, non è così, vedrete che alla fine pagheranno". Però, per l'economia dei disastri e dello shock conseguente, lasciare una popolazione in balia del disastro economico conseguente al terremoto HA UNA SUA LOGICA. Ricordiamoci del terremoto "che non viene tutti i giorni". Quindi è giusto indignarsi e non farsi troppe illusioni sul sostegno di un Europa che sta diventando ogni giorno di più il teatro di una guerra del tutti contro tutti.
Quindi, perché rimanere in un'Europa così?
Potrebbe bastare questo pretesto per sbattere le porta, se fossimo un paese coi coglioni e non di coglioni.

Se un partito avesse la visione della situazione e volesse riempire il vuoto istituzionale attuale con una proposta concreta di riappropriazione della sovranità nazionale, uscita dall'euro e rinegoziazione di ogni trattato europeo all'insegna della vera parità tra paesi, troverebbe campo libero, non avrebbe rivali. Alle elezioni, presentandosi con un programma completamente opposto a quello sfascista di Monti, opposto ai diktat dell'Eurozona, e favorevole agli interessi veri e collettivi del paese, un partito così, espressione di tutte le forze sofferenti per colpa della crisi, senza barriere tra destra e sinistra, tra lavoratori ed imprenditori, ho paura che farebbe sfracelli, prenderebbe la maggioranza assoluta.

Questo partito per ora non esiste, perché è tutto un partito unico dell'euro, compresi i presunti volti nuovi come Grillo che, sull'argomento, furbescamente non si pronuncia. Non esiste alternativa alla cura Monti,  chiunque diventi premier, tanto meno a sinistra. Il PD addirittura obbliga chi vota alle sue primarie farsa a sottoscrivere il contratto capestro con l'Eurozona; SEL vuole cambiare l'Europa alleandosi con il PD che non la vuole cambiare.
Ecco perché forse sarebbe questo il momento per fondarlo questo partito di legittima difesa, questo tentativo di salvataggio di una nave già condannata ad un affondamento programmato.
Farlo ora, prima che qualche Grande Opportunista non si appropri, da qui alle prossime elezioni, ingannando per l'ennesima volta questo paese, dell'unico argomento vincente per comperarselo e poi distruggerlo.

venerdì 2 novembre 2012

Mario e le palle


Piccole, grandi, rotonde, ovali, leggere come bolle, pesanti come palle di cannone. Lisce e scivolose o morbide e gommose, calde come mammelle rigonfie di latte o fredde come tette siliconate.
Mario è un esperto di palle. Chiedetegli pure.

giovedì 1 novembre 2012

Fist review


Se il canale di manovra è ristretto dalla crisi.


E i governi precedenti hanno usato solo un pugno.


Noi, che tecnici siamo, ne useremo due. Contemporaneamente.

Firmato
Il governo delle pratiche estreme.

venerdì 10 agosto 2012

Il gioco delle parti


C'è un cartone animato che amavo moltissimo da bambina, che ha per protagonisti un cane da pastore e un coyote, Sam e Ralph. La serie ha uno schema fisso e ripetitivo. All'inizio di ogni episodio, al fischio di una sirena da fabbrica, i due entrano in scena con il loro cestino della colazione, si salutano: "Buongiorno, Ralph. Buongiorno Sam",  timbrano il cartellino ed assumono i reciproci ruoli. Il coyote quello del predatore che vuole catturare le pecore al pascolo e le studia tutte per riuscirci e il cane quello del fedele ed integerrimo guardiano e difensore degli ovini. Durante tutto l'episodio Ralph e Sam se le danno di santa ragione - con il coyote ad avere sempre la peggio. A fine giornata, il fischio della sirena fa cessare le ostilità. I due riprendono il loro cestino - il coyote Ralph invariabilmente ammaccato ed incerottato e, salutandosi di nuovo distintamente: "Buonanotte, Ralph. Buonanotte, Sam", escono di scena, per ritrovarsi l'indomani nello stesso posto per una nuova giornata di "lavoro".

Evidentemente la nostra vita è proprio diventata un cartone animato. Questo fatto, ad esempio, del governo di emergenza crisi "che-per-carità-se-non-facciamo-subito-le-riforme-finiamo-come-la-Grecia" chiude per ferie e, di conseguenza, immagino, anche gli speculatori che da mesi ci stanno affondando i canini nella jugulare si asterranno dal compiere azioni ostili per rispettare il riposo ferragostano dei nostri tecnocrati, mi ricorda il gioco delle parti dei due compari che hanno il compito, magari salariato, di combattersi all'ultimo sangue. Ma solo dopo che è suonata la sirena. Non la domenica e i giorni festivi. E magari, nel dopolavoro, sono capaci anche di andare a farsi una partitina a carte al bar da buoni amici.


mercoledì 23 maggio 2012

Rappresaglia

Il signor tagliaspese Bondi
La finanza globale si sta comportando esattamente come il cancro. Un tessuto neoplastico che invade, soffoca e distrugge quello sano, ovverosia l'economia reale. Tutte le azioni dei governi del mondo, che siano guidati dai politicanti acquisiti un tanto al chilo alla causa, che dai maggiordomi inglesi tanto ammodino promossi statisti sul campo, mirano a sabotare e far cadere le ultime roccaforti di resistenza rimaste all'avanzata del Cancro Finanziario. Sono le sue metastasi. 

Noi siamo il paziente che, invece di reagire e curarsi, tentando almeno di farsi estirpare il male chirurgicamente, si deprime e attende solo la cachessia finale e l'exitus. Succhiando, nell'attesa, lecca lecca al plutonio per facilitare il compito alla malattia.
E tutto ciò solo perché siamo vittime della trappola mentale nella quale ci ha costretto il Cancro: l'idea cioè che se crepa lui crepiamo anche noi. Invece, solo se lo estirpiamo avremo qualche speranza di sopravvivere. Uscire dalla trappola, riconoscere ed infrangere l'incantesimo è l'unico modo per salvarsi.

I popoli dei paesi europei rigettano con il voto democratico le politiche di esproprio forzoso dettate dalla speculazione finanziaria internazionale di Goldman Sucks & Co. e loro reagiscono bombardando i paesi ribelli con le loro testate caricate a spread e scatenando contro i cittadini i loro governi fantoccio? 
Una cura si potrebbe tentare, come extrema ratio. Una di quelle idee folli che si escogitano per salvare qualcuno che ci è troppo caro per perderlo. Di quel tipo di follia che a volte illumina la disperazione.
Ci vuole una rappresaglia in piena regola.

1) Chiudere immediatamente per minimo una settimana le borse europee. E' stato fatto dopo l'11 settembre 2001 per Wall Street, si può fare a maggior ragione adesso che l'attacco è concentrico su tutto un continente ed  interi paesi stanno andando a rotoli.

2) In quella settimana ristabilire immediatamente la separazione tra banche d'affari e banche d'investimento. Chi si rifiuta verrà nazionalizzato.

3) Abolizione per legge, con effetto immediato, di stock options, derivati, e ogni tipo di titolo "tossico" e divieto assoluto di emetterne in futuro.

4) Dichiarazione di nullità del debito derivante dalla speculazione sullo spread e i derivati. Oppure, a titolo di risarcimento, per i danni materiali e morali prodotti dalla speculazione, la richiesta a Goldman Sucks e compagni di merende di un prestito di una decina di miliardi di euro, giusto per l'argent de poche, a garanzia dei quali noi offriremo proprio il nostro debito nei loro confronti. Vorrei vederli avere il coraggio di dichiarare quei titoli carta straccia e sostenere che non possono accettarli come contropartita.  

Follia, certo. Ma non peggiore della loro. Rendere illegali le banche d'investimento e chiudere le Borse a data da destinarsi fintanto che il mercato non sarà stato ripulito da tutti i titoli tossici e rimarrà solo l'economia reale e magari l'oro come indice di ricchezza delle nazioni. Sarebbe proprio così terribile? E per chi?
Il debito? In fondo parliamo di denaro virtuale, inesistente, puramente teorico, di gas di scoreggia generata dal culo di maghi criminali in pieno delirio d'onnipotenza. Non si deve aver paura di cancellare ciò che non esiste. E' solo un incantesimo. Il loro delirio è di distruzione, ormai hanno premuto il pulsante, non possono più tornare indietro. Stanno sfidando Dio illudendosi di superarlo a destra per furia distruttiva. Possiamo provare a saltare dall'auto in corsa. Non abbiamo nulla da perdere ma tutto da guadagnare. (Questo lo diceva Marx e non Keynes, vabbé.)

sabato 5 maggio 2012

L'IMU 'rtacci vostri


Mi scuserete se non sarò di gran buonumore, in questi giorni, ma mi hanno fatto il calcolo dell'IMU. Per ora conosco l'importo della prima rata, quella di giugno, con la sola componente statale. La seconda rata di dicembre - non è vero che ci sono tre rate, ma solo due, pare - conterrà anche la componente comunale dell'imposta, il federalismo insomma, quindi sarà molto più salata. Ringrazio la dolcissima signora Carmela Esposito, del CAF, per avermi comunicato l'ammontare dell'esosa gabella con una delicatezza che nemmeno certi medici hanno nell'informare i parenti di una diagnosi infausta. 

Non vi tengo più sulle spine, sono € 550,00 da pagare entro il 16 di giugno. Perché così tanto? Perché la casa vuota dei miei genitori - mica un castello della Loira ma un A4 più garage - che da un anno è in vendita ma vendere non è facile, soprattutto quando c'è crisi e hai a che fare con immobiliaristi che non sarebbero capaci di piazzare neppure la cuccia del cane, mi viene considerata seconda casa, visto che vivo in affitto per i cazzi miei e con chi mi pare da 12 anni. Se riuscirò a vendere, con il ricavato potrò finalmente comperarmi la prima casa e allora fine dell'affitto e fine del problema, forse. In ogni caso, anche se un domani abitassi in una casa mia, nessuna detrazione per figli a carico perché - che sbadata  - non ho pensato di farne a suo tempo. Non sarebbe un regime fascista se non tassasse scapoli, nubili e coppie senza figli.
Intanto però i professori (ma l'IMU è figlia deforme del federalismo e l'ICI l'ha tolta alla cazzo Miciobellobamboccione, non dimenticatelo) mi portano via, a giugno, mezzo stipendio e a dicembre probabilmente l'intera tredicesima. A suo tempo potremo masturbarci con il calcolo finale nell'esproprio.


Ha ragione la Fornero, "è meglio far studiare i figli che pensare a lasciar loro delle case in eredità". Il problema è che i miei, oltre a lasciarmi una casa, mi hanno pure fatto studiare, meschini. Quindi? 
Mettiamola così. Non mi chiamo Fornero né Deaglio. La zia ricca ha ragione, le case di proprietà non sono roba da piccoli borghesi del settore impiegatizio, che è meglio restino al loro posto. Le case bisogna sapersele mantenere, sono cose da ricchi, neh?
Se io fossi un avvocato da 10.000,00 euro al mese - parlo di robetta di provincia, non di Ghedini - cosa sarebbero per me 550 euro? Il 5,5% di una mesata. Potrei permettermi tranquillamente di pagarne altre due o tre all'anno di IMU sulla seconda casa, senza sentire troppo male. Visto che invece sono un'impiegata da 1100 euro netti, l'imposta incide di fatto e parlando solo della prima rata, per il 50% netto su uno stipendio mensile già tassato alla fonte in maniera disumana.
La Costituzione recita che la tassazione deve essere progressiva. In questo caso salta pure la proporzionalità che, secondo altri, sarebbe il modo più giusto di calcolare la tassazione.
Io, per il mio stipendio e se fossi considerata uguale al mio omologo avvocato immaginario, dovrei pagare, se vale anche per me la regola del suo 5%, € 60,50 di IMU.  Oppure lui potrebbe pagare € 5.000,00, la metà del suo mensile. Scegliete voi. 

Un'eccessiva pressione fiscale ingenera recessione. Ormai lo sanno anche i tombini per strada. Conseguenze recessive personali di questa rapina? Sul lungo termine di dicembre, l'esproprio capitalistico per me significa rinuncia al divano nuovo che avevo già preventivato di acquistare. Tanti saluti alle fabbriche del territorio, come quella che ha assorbito il personale in esubero dell'OMSA, che avrebbero potuto guadagnarci un pezzo venduto in più.
Sul medio periodo di giugno, l'ammanco di 550 euro inciderà sul budget vacanziero e quindi di riflesso sul comparto del turismo romagnolo del mare. Meno cene al ristorante, meno spese in genere. Salutame a soreta Crescita.
Nel breve e brevissimo periodo la recessione mi provoca solo una gran depressione, rabbia e senso di ingiustizia. Depressione di quelle reattive, che hanno una causa precisa, identificabile, come quella che ti agguanta quando subisci un lutto. Mentre però per il lutto siamo di fronte all'imponderabile, in questo caso si tratta di decisioni umane, prese con freddezza scientifica ed in perfetta lucidità da gente che non si è neppure posta il banale problema di correlare l'importo di una tassa con il reddito del contribuente per far sì che non saltassero i tappi della progressività, proporzionalità ed equità. Contribuente che, essendo lavoratore dipendente, ha un reddito chiaro e trasparente come l'acqua di fonte.  
Gli è che ragionano con il loro portafoglio. Questo è il problema. E non ho alcuna intenzione di sentirmi in colpa perché ho un lavoro e dopotutto sono proprietaria di una casa e quindi dovrei sentirmi una privilegiata e stare zitta. Preoccupatevi se sono già arrivati alla piccola media borghesia, vuol dire che al di sotto ci sono già le montagne di cadaveri. Il loro scopo, ricordatelo, è di farci un giorno sentire di troppo per l'aria che respiriamo e che rubiamo alle narici dei loro carlini mangiafiletto.

Cià, ho un tale nervoso che potete farmi premere il pulsante che sgancia una bella termonucleare dove volete, che non mi faccio alcuno scrupolo, anzi, mi guarderò il fungone dall'oblò cum gaudium magnum.

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