lunedì 5 dicembre 2016

Momentum Agnese


Matteo Renzi, a seguito del risultato elettorale che ha sancito la vittoria schiacciante per 60-40 del NO al referendum sulla riforma costituzionale Boschi, si è assunto la piena responsabilità della sconfitta, ha concesso la vittoria al NO ed ha espresso in diretta televisiva in un - come direbbero i cronisti - drammatico comunicato andato in onda poco dopo la mezzanotte, l'intenzione di rassegnare le dimissioni da presidente del consiglio.
Prima di cercare di capire le motivazioni del sonoro ceffone rifilato da un elettorato insolitamente folto, tonico e motivato all'ubiquitario premier e di analizzare le implicazioni del suo gesto di abbandono della pugna, vorrei che, come antipastino di psicologia delle dinamiche coniugali, guardaste la sequenza fotografica pubblicata da Repubblica a documento del fine serata dei Renzi ed osservaste la comunicazione non verbale tra i coniugi.
Agnese ha seguito tutto il discorso in disparte, indossando non già l'amato pizzo vedo e non vedo ma un anonimo maglione a collo alto effetto corazza più adatto ad una pizzata in taverna nel rifugio in montagna che ad una così cruciale occasione istituzionale. Una delle foto la ritrae con un enigmatico sorriso da Gioconda, straniante in quella situazione da dramma personale di colui che è pur sempre il padre dei suoi figli e che, conoscendo la sua ipertrofica ambizione, doveva soffrire come un cane per il dover ammettere di essere stato così vigorosamente trombato da quasi venti milioni di connazionali. 


Altra immagine. Matteo, alla fine del discorso, con la voce ancora rotta dall'emozione ("non siamo robot", si giustifica), dopo averla ringraziata "per la pazienza e per aver così ben rappresentato l'Italia", va verso Agnese per abbracciarla ma lei rimane con le mani intrecciate in posizione di difesa e non ricambia l'abbraccio nemmeno quando Matteino se ne va con lei cingendole le spalle con un braccio. Abituati agli sbaciucchi degli Obama's, Agnese è apparsa realmente un po' troppo freddina. Chissà nel segreto dell'urna cosa avrà votato? Magari non è una di quelle vendette nelle quali sono maestre le donne, ma ne pare un'ottima imitazione.



Veniamo ora al referendum ed al suo risultato, la vittoria del NO al 60%, che Federico Dezzani aveva previsto con precisione svizzera in questo post del 29 novembre. Ad ulteriore riprova che, altro che fake news, l'informazione alternativa non si perde in propaganda ma studia e analizza.
Il primo dato significativo è stato l'affluenza al 65,5%, altissima per un referendum che, per giunta, non prevedeva la necessità del raggiungimento del quorum.
Exit poll e risultati finali hanno questa volta coinciso, con perfino un aumento dei NO in questi ultimi.
La distribuzione geografica del voto vede una forte prevalenza del NO al sud, con punte di oltre il 70% in Sicilia e Sardegna e nella provincia di Caserta.
Per contro, l'Alto Adige si conferma enclave piddina nel profondo Nord (SI al 63,69%) e al centro resiste la Piddinia Sovietica tra Emilia Romagna e Toscana, con l'esclusione delle Province di Parma, Piacenza, Ferrara e Rimini, Massa, Lucca, Livorno e Grosseto dove ha prevalso il NO. 
courtesy La Repubblica

Sarà questa la Sagunto da espugnare alla prossima puntata, anche perché in quelle provincie la forbice tra il SI e il NO non è stata poi così ampia, se si escludono i feudi di Arezzo, Siena (57,18%) e Firenze (57,71%) del sire Renzi e di Madonna Boschi.
Sono regioni, queste che compongono la Piddinia Sovietica, che vivono ancora immerse nel sistema di potere Partito_Cooperative_Partecipate_Banche che controlla la politica e l'economia locali in regime di monopolio di fatto e, oltre alle clientele varie, gode di uno zoccolo durissimo al titanio di elettorato d'appartenenza che voterebbe l'ultima mutazione corrente del Partito e i suoi giaurri anche se il segretario fosse Bafometto in persona. Quel sistema di potere che, costruito nel dopoguerra sulle rovine della guerra civile e all'insegna dell'impunità da condono tombale in assenza di vera pacificazione nazionale, con Tangentopoli fu ancora una volta salvato in cambio del sacrificio di un'intera classe politica - praticamente di tutti gli altri partiti tranne PCI e parte della DC - per poter condurre l'Italia nella trappola mortale della UE e del vincolismo economico dell'euro e lasciarla vivacchiare nei successivi vent'anni nella pantomima del bipartitismo posticcio denominato "Berlusconi contro i Comunisti". 
Non so voi, ma io riascolterei Bettino Craxi in questa intervista del 1997, profetica sul destino dell'Italia e dell'Europa, per farci ancora un po' di male.

Un sistema di potere, questo del P_C_P_B che probabilmente è convinto dell'eternità della sua invulnerabilità. Basterebbe però che, nelle solite stanze dove tutto viene deciso, qualcuno volesse finalmente liberarsi di questa palla al piede, ultimo retaggio del passato e vero percolato tossico della Prima Repubblica e forse partirebbero quelle inchieste da troppi anni rimaste bloccate. Immaginiamo cosa succederebbe se si decidesse di voler vedere chiaro nel business francamente immondo dell'intreccio cooperative - immigrazione.
Altro discorso, le banche. Io non voglio veramente pensare che menti dotate di intelletto possano aver pensato a Siena di poter salvare MPS votando SI. Eppure pare che sia andata così e che tra brigidini e panforti ci si dimentichi che, tirando troppo la corda, questi asset marciti fino all'inverosimile finiranno per dover essere, nella più rosea delle ipotesi nazionalizzati o, in quella da incubo, svenduti, magari da una bella Treuhandanstalt (non uso il tedesco per caso) incaricata di morgenthauizzare questa Piddinia che, si, possiamo dirlo, ha vissuto al di sopra della nostra possibilità di tolleranza e sopportazione.

Se il voto sulla Brexit è stata l'espressione della volontà degli adulti, se non degli anziani, l'analisi del voto referendario di ieri ci consegna un risultato che è stato determinato dal NO dei giovani, con i vecchi a difesa della fortezza piddina. (infografica del Sole24Ore)



A questo punto è doveroso chiedersi quali siano state le motivazioni che hanno spinto gli italiani a bocciare il referendum confermativo sulla riforma della Costituzione voluto dal governo Renzi. Mi piacerebbe che si fosse trattato di un voto per salvare la Costituzione, i valori della democrazia e la volontà di riappropriarsi della sovranità, messa in pericolo dall'inserimento nella ormai defunta riforma, dell'assoggettamento totale ai voleri della UE di ogni atto legislativo nel nostro paese.
Sarebbe bellissimo pensare che questi giovani, e i tanti adulti che si sono espressi con il NO, abbiano avuto modo di informarsi sul merito della riforma in maniera indipendente, seguendo i divulgatori coraggiosi e instancabili, dai costituzionalisti agli economisti, fino ai tanti volonterosi patrioti dell'informazione indipendente, tappandosi le orecchie con la cera come Ulisse per attraversare Scilla e Cariddi senza cadere vittime delle sirene della propaganda mainstream. Un voto informato e pienamente cosciente di un NO detto non solo a Renzi ma all'abominio antidemocratico UE incarnato dal duo horror Merkel - Schauble.

Certo, quel NO si è sicuramente caricato di mille altri significati, della rabbia dei disoccupati, dei sommersi dalla crisi, di coloro che come unica certezza hanno quella della precarietà. Gli italiani hanno potuto per un giorno concentrare la loro frustrazione in una parolina di due lettere e scagliarla come un maglio contro l'oppressione.
E' stato per molti il No! della disperazione e della protesta per tutto ciò che ci tormenta come popolo, dall'imposizione dello straniero a quella di una cultura aliena e nefasta ammantata di falso progressismo, e che per giunta viene preteso come inevitabile. 
Sarebbe bello pensare che sia stato un NO convinto e perfettamente consapevole dei suoi significati concreti, un NO cognitivo, oltre che emotivo, ma il dubbio è che si sia trattato in maggioranza di un pernacchio in faccia al bullo di Rignano, ad un plebiscito contro Matteo, ad un rigurgito antirenzista che significa soprattutto "Matteo, non ti reggiamo più."
Pare che, quasi in lacrime per la cocente sconfitta, Renzi abbia detto ai suoi: "Non credevo di essere tanto odiato". Quel richiamo alla campanella da consegnare al suo successore, alla fine del discorso di concessione della vittoria al NO, è risuonato come nemesi di una spavalderia ormai passata che ai bei tempi non esitava a prendersi gioco del rivale abbattuto. Ora sei tu, Matteo, a dover stare sereno.

Cosa accadrà ora? Ne verrà un altro, forse ancora peggiore e sperando che non sia una. Non c'è altro da fare, anche per quel progettino nostro di contribuire alla sconfitta storica della sinistra traditrice - vero Roberto? - di ritornare presto alle elezioni, ovvero di restituire agli italiani la possibilità di darsi un governo eletto democraticamente, l'ultimo dei quali fu quello Berlusconi abbattuto da una congiura eteroguidata di palazzo nel 2011. 
Chiedere a Mattarella di imporsi con i partiti forse va contro le leggi della fisica, ma è indispensabile che egli ponga un limite di tempo invalicabile per l'approvazione di una legge elettorale perfettamente costituzionale e in grado di esprimere un risultato elettorale certo. Quindi elezioni rapide e, a questo punto, chi vuole correre contro il PD ed il suo merkelismo, magari quel fronte nazionale che auspichiamo, si prepari a togliersi le varie maschere sovrapposte e a mettere in programma uscita da euro e uscita dai trattati europei, nell'ambito di una riconquista della sovranità nazionale. Chi tentennerà dovrà essere servito con la stessa moneta con la quale abbiamo pagato Matteo Renzi all'ultimo giro.
Le elezioni serviranno soprattutto a scoprire, di fronte all'offerta - ed alla sua eventuale premiazione - di una seria alternativa politica e di programma al declino rappresentato dal vincolo europeo e monetario,  se il voto del NO di ieri fu consapevole  oppure un voto di pura e cieca vendetta. Ovvero sapremo allora se gli italiani si sono resi conto di cosa era veramente in ballo con il referendum. Perché, detto trai denti, se poi rivotano PD vuol dire che non ci siamo proprio.
Siamo ottimisti, tuttavia. Stiamo forse cominciando a fare sul serio gli italiani. La giornata di ieri, con Santa Barbara, patrona degli artificieri, che ha disinnescato Er Bomba, come mi hanno fatto notare, rischia di diventare una data storica.

14 commenti:

  1. Il SI' ha perso, Renzi ha vinto (può usare politicamente il suo 40%), il NO è solo un no (non può usare politicamente il suo 60%).
    Si' voleva dire "Così non va bene", NO voleva dire "Così non va bene".
    Nemesi: Renzi ha vinto politicamente, ma ha rovinosamente perso nella vita personale. Lo attende una espiazione minuziosa, incessante, un micromanaging del rinfaccio e una battaglia d'attrito psichico non meno devastante di Verdun. Egli perde, con la Poltronissima, la Bella: e il diritto a tenersela impunemente, perchè al Capo si fa lo sconto. Lo sconto è finito, domani si fa credito. Natale d'inferno a casa Renzi: Hell hath no fury like a woman scorned...

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    1. Anonimo01:53

      suvvia renzi ha perso quantomeno la faccia e la sua boria di "invincibile" e non potra' applicare il suo piano b di andare "in sabbatical " a miami. Dovra'essere lui il macellaio del paese ma da perdente.
      WS

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    2. Vero, ma Renzi di facce ne ha parecchie, molte delle quali di tolla...

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  2. C'è un'altra provincia emiliana dove ha vinto il no, la mia natia Piacenza, con il 54,82% in città e il 57,4% in tutta la provincia, il sì vince in un solo comune, partecipazione al 72%. Ma non a caso è sempre stata la provincia meno "rossa" della regione, salvo nell'ultimo decennio quando ha avuto anche come sindaco il renzianissimo Reggi...

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  3. Non lo so...probabilmente il mio intuito sbaglia, ma mi sembra che lui abbia raggiunto esattamente il suo obiettivo e che l'emozione che ha stentato a trattenere nella notte di domenica era una grande soddisfazione.
    A pensarci bene, non c'è nessun politico, nè del passato, nè ora e neppure tra quelli della sua generazione che possa reggere il confronto nell'ambito di una visione a tutto tondo.
    Berlusconi oltre ad essere ricattabile economicamente è al caffè. Salvini sconta un passato a volte imbarazzante. Di Maio per quanto si applichi deve scontare questa visione da quadri dirigenti stile Khmer rossi, tutta povertà e ascetismo del dirigente politico (naturalmente falsa) che fa tanto sorridere in ambienti di un certo livello.

    Renzi ha lasciato il paese in un casino totale e nel bel mezzo di un guado difficile e più che impegnativo.
    Il fronte del NO UE è troppo eterogeneo e frastagliato tanto che somiglia al fronte socialista spagnolo prima della guerra civile.
    Svolgere elezioni adesso condurrebbe ad una palude cui Salvini e la Meloni ben poco potrebbero fare. Purtroppo pare abbiano abboccato senza tentennamento alcuno.

    La grande speranza è la Le Pen (lo pensavo quattro anni fa e tale resta il mio pensiero).

    Spero vivamente di sbagliarmi.

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  4. Anonimo14:16

    Si è vinta una battaglia importante, ma la guerra sarà ancora lunga e spietata.
    Il Cazzaro ha raccattato un 40% con le sue mimmate targate JP Morgan e questo rappresenta un successo politico, come fa notare Buffagni poco sopra. Successo politico che il Cazzaro userà per far tornare il PD al timone nel 2018 (o forse prima).
    Speriamo in Marine.


    Fartzilla

    P.S.: E comunque Donna Agnese, se ha votato NO, è un'ingrata. Il Cazzaro le ha fornito un posto da insegnante vicino casa, dopo che ha cannato il concorso. Questo da lei non se lo meritava.

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  5. Anonimo19:32

    Lo ammetto: non son capace di forgiare le illuminanti analisi di R. Buffagni, che per altro, in massima parte condivido, tuttavia vorrei aggiungere due piccole riflessioni:
    1) Il famoso 40% andrebbe spacchettato e depurato di vari steroidi anabolizzanti che lo hanno gonfiato. Infatti a mio avviso bisognerebbe sottrarre quel bias del 3% ammesso da ciaone matteone dovuto al quesito fuorviante stampato sulla scheda
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/02/referendum-alla-fine-lo-ammette-anche-renzi-con-la-semplice-lettura-del-quesito-travaso-di-tre-punti-dal-no-al-si/3231403/ . Inoltre non bisogna dimenticare la scandalosa gestione del voto all' estero che è stata manipolata sia in fase di propaganda con i volantini per il Si accoppiati alla scheda, e, probabilmente, anche in seguito con la possibilità di utilizzare le decine di migliaia di schede extra stampate per conto di ogni consolato. Considerando come minimi e/o irrilevanti eventuali "aggiustamenti" in fase di spoglio, magari non stiamo parlando del 40%, ma di un 3 / 7% meno. A questo bisogna sommare,(anzi sottrarre :D ) il voto di chi ha votato Si, ma fa parte di un elettorato che in un' eventuale prossima elezione non voterebbe il Nostro.
    A questo punto dalle mosse di coloro che hanno i dati reali della "composizione" del mitologico 40%, desumeremo, per l' appunto, quanto sia effettivamente vero che matteo da rignano riparte da 40. Secondo me questa cifra sarà vera solo se indirà elezioni anticipate e subito. Altrimenti si tratterà di uno dei soliti bluff ai quali ci ha abituati. L' ultima considerazione è dedicata alla gggente: ho come l'impressione che in Italia la gente aprirà gli occhi quando gli si chiuderà il kiulo per mancanza di cibo. Finché i mille rivoli di caritatevoli prebende e/o "nero" coleranno tra la gggente, ci sarà sempre chi sarà pronto perfino a slappare il selciato, figuriamoci se penserà a ribellarsi:D Il piatto non è ancora (abbastanza) vuoto e loro, le élites, lo sanno e prendono tempo, esattamente quello che non abbiamo più. Un caro saluto, Capitan_Ciaone_Findus

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    1. Renzie in se non ha mai avuto il 40%.
      Possibile che quasi nessuno ha capito che il risultato delle europee era un chiaro segnale contro tutti quelli che volevano uscire da euro e UE.

      E stiamo parlando di due anni fa circa... Pochi giorni fa ad una mia precisa domanda, Fitto (assieme a tutto quel poco che riesce a mettere insieme --- ma tutto è relativo; sicuramente riuscirà a raggruppare di più del FSI, e spero di sbagliarmi -- davanti a una platea di un centinaio di persone ha chiaramente detto che secondo lui, o dei suoi referenti, uscire dall'euro è una proposta demagogica...punto.

      Non illudiamoci, se si dovesse fare un referendum istituzionale, serio, come quello ultimo delle riforme, le cifre sarebbero ribaltate -- e forse anche peggio.

      Quando dico, e lo dico da tanto, troppo tempo, che c'è un serio problema generazionale , lo dico a ragion veduta. E' un serio problema politico e null'altro...ma dato che siamo in democrazia e si vota, va risolto.

      Non possiamo permetterci di aspettare semplicemente che il problema si "estingua" ;).

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  6. Anonimo21:27

    Renzi non ha avuto il 40%.
    Purtroppo, questo è un voto che dipende in larghissima parte da quello che è un problema atavico dell'Italia, che però non puoi sollevare negli ambienti della "controinformazione" senza passare per "neoliberista" (parola che non vuol dire assolutamente nulla, ma famo a capisse).
    Fare aveva un unico punto interessante nel suo altrimenti delirante programma: azzerare i sussidi alle imprese ed AL CONTEMPO abolire l'IRAP.
    Spero si sia capito cosa voglio dire, senza che io, statalista fanatico, passi per liberista ossessionato dagli "sprechi".

    Matteo

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  7. Dai commenti par di capire che Renzi, bene o male, ha vinto.
    Sono queste le insopportabile pippe mentali della controinformazione.

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    1. Controinformazione?! Ma come parli? Una pizza che sei "grillino" (non 5S, proprio grillino antropologico, o rifondazione).

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  8. Non so voi, ma io riascolterei Bettino Craxi in questa intervista del 1997, profetica sul destino dell'Italia e dell'Europa, per farci ancora un po' di male.

    Ed io consiglierei l'ascolto di questo video su Bettino Craxi, personaggio sul quale nel corso degli anni il mio giudizio é cambiato (l'ho dovuto almeno in parte rivalutare. Certamente un gigante della Politica se confrontato coi nanetti di oggi):

    Gianfranco Carpeoro racconta i motivi della fine di Bettino Craxi

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    1. Anonimo17:45

      beh adesso non santifichiamolo . Craxi sostanzialmente fu ben al disotto degli scopi che( forse) si proponeva:i traditori martelli e amato li aveva fatti lui, gli opportunisti (spesso ex sessantottini) li aveva aruolati lui, lo sdoganamento "eurosocialista" dell' infido ex-pci l' aveva avallato lui ect.
      Nella sostanza craxi al contrario del ben piu' cinico andreotti non vide nemmeno arrivare "il treno" che lo avrebbe travolto.

      ws

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