lunedì 9 febbraio 2026

Il falso bersaglio del complotto contro Francesco ci distrae dal vero pericolo degli immondi chiacchiericci di Epstein

 

L'ultimo murale realizzato a Buenos Aires nel barrio natale di Bergoglio lo mostra in semplice abito talare nero

Il buon papa Francesco è l’eroe che ha lanciato dall’interno del Vaticano un attacco hacker alla mail di Epstein rivelandone al mondo tutte le brutture contenute? Ed è vero che i file di Epstein rivelano un complotto per destituire Bergoglio ad opera di Steve Bannon e dello stesso Epstein e che l’FBI ha confermato la notizia?

Queste voci hanno iniziato a girare insistentemente nei giorni scorsi su account X di lingua spagnola, soprattutto argentini. La teoria del Bergoglio hacker è considerata una pura fake news ed è già stata cestinata perché destituita di fondamento ma quella della cospirazione contro papa Francesco sta cominciando a diffondersi negli ambienti cattolici americani che sembrano prenderla sul serio, sull’onda dell’emotività dello scandalo Epstein. E’ giusto quindi indagare e fare un po’ di chiarezza a riguardo.

Il complotto di cui si parla sarebbe stato ordito anni fa dallo stesso Epstein e da Steve Bannon, stratega trumpiano della prima ora, poi caduto in disgrazia come un Leon Trotsky della rivoluzione MAGA.

Orbene, qui c’è una palese contraddizione. Che ci faceva un reazionarione come Bannon a mafiare contro Bergoglio in combutta con un Epstein che sembra assai più vicino agli ambienti dem per i quali il papa ha da essere dem ed è molto meglio che non sia cattolico? Quegli stessi ambienti che incardinarono l’antipapa in Vaticano grazie ai maneggi del clan Obama Clinton Biden, fautori della “primavera vaticana” che nel 2012 avrebbe dovuto deporre Benedetto XVI, come documentato dalle mail di Wikileaks e come forse involontariamente spifferò in questo articolo successivo all’elezione di Bergoglio un vaticanista americano che parlò alla giornalista Mariangela Pira di “primavera vaticana”.

Di quel complotto che avrebbe attivato la controstrategia di Benedetto XVI di rinunciare invalidamente e porsi in sede impedita abbiamo talmente tanti indizi da poterli considerare prove ma di questo ai danni del suo usurpatore?

L’FBI ha smentito che esista alcuna prova di una cospirazione ai danni di Francesco all’interno dei documenti del caso Epstein rilasciati dal Dipartimento di Giustizia.
A riguardo nelle mail di Epstein si trovano solo alcune conversazioni con Bannon nelle quali quest’ultimo cita “Il papa” come un nemico da abbattere assieme ad altri nel contesto della sua rivoluzione trumpiana, ma senza che Epstein esprima a riguardo altro che commenti ironici e minimizzanti.

Sempre nelle mail viene citato un articolo del 28 giugno 2018 pubblicato sul sito di sinistra “The Daily Beast” a firma Barbie Latza Nadeau intitolato “Steve Bannon, Cardinal Burke, Minister Salvini, and the Plot to Take Down Pope Francis” che però oggi risulta irraggiungibile né si riesce a recuperarlo con Wayback Machine. Tuttavia Grok, l’IA di X, ce lo ha riassunto per sommi capi.

In sostanza l’articolo denuncia l’ostilità dei tre personaggi citati - riconducibili alla destra - nei confronti del buon papa Francesco e della sua politica a favore dei poveri e soprattutto dei migranti, suggerendo che le forze rappresentate da questa sorta di "trinità empia” che minaccia gli ideali di Francesco si stiano coordinando per ostacolarne l’opera meritoria. Tutto qui.
Nessuna fonte ufficiale, né il DOJ né l’FBI hanno alcuna prova di un complotto reale contro Bergoglio.
Da dove nasce quindi questa notizia? Vi offro una rosa di pure ipotesi speculative.

I fedeli di Bergoglio cercano di santificarlo facendolo passare da vittima e attribuendogli falsi miracoli, contando sull’ancora forte devozione popolare nei suoi confronti e sul fatto che il suo successore, dal canto suo, per amore o per forza, non fa che rammentarlo, rimpiangerlo e portarlo continuamente ad esempio? E’ una reazione bergogliana alla richiesta di apertura del processo di beatificazione di Papa Ratzinger auspicata da mons. Gaenswein e da semplici cittadini e fedeli?

Oppure, sempre i bergogliani cercano di insinuare che l’amministrazione Trump sia stata ostile a Francesco (dimenticando che Bannon ormai è fuori gioco da tempo) fino alle estreme conseguenze? Ricordiamo la visita di JD Vance proprio il giorno prima della dipartita di Bergoglio e l’arrivo del papa nordamericano. I bergogliani, e magari altri suoi nemici interni, vogliono insinuare che Leone XIV sia un usurpatore?

C’è un’altra ipotesi ed è la più inquietante. Come ha rivelato oggi Andrea Cionci, vi sono email nel mare magnum di Epstein - pubblicate ora in un sito che le riproduce come in un vero account Gmail - che contengono allusioni e oscenità inimmaginabili riguardo al “papa” che, per il periodo al quale si riferiscono, non poteva che essere Francesco. I fratelli Epstein parlano del suo soggiorno a New York e di come sarebbe carino invitarlo per un “egg cream” (parola gergale riferibile ad una immonda pratica feticistica) a cui segue una considerazione blasfema che coinvolge anche Gesù Cristo. Email da leggere con il supporto di un esorcista, tale è l’immondizia satanica che emanano.

Ora, immaginiamo se queste allusioni, magari solo frutto dell’odio anticristico di questi due figuri nei confronti del cristianesimo, si trasformassero, a furia di rivelazioni postume, vere o fabbricate, in accuse precise nei confronti del papa in oggetto, e che sulla loro veridicità si crei volutamente una perdurante incertezza. Ciò equivarrebbe ad un Vajont di materia organica a sommergere il Vaticano e non è escluso che tale ipotesi sia nella mente diabolica del nemico.

Nella malaugurata ipotesi poi che questa del complotto contro Francesco sia una manovra di despistaggio di ambienti tradizionalisti o interni per non parlare dell'usurpazione di Benedetto XVI e dell'antipapato di Bergoglio, sappiano che sarebbe come lanciare una bomba atomica per difendersi da chi ci minaccia con un mortaretto.
Il problema è che chi verrebbe travolto dal fallout del più grave scandalo della storia della Chiesa sarebbe il papa attuale, con conseguenze inimmaginabili. Un suicidio totale.

Ecco perché anch’io ritengo che l’usurpazione del papato di Benedetto XVI debba assolutamente e al più presto essere rivelata per collocare Benedetto XVI al suo posto di legittimo papa usurpato e Francesco in quello dell’antipapa strumento consapevole o meno di quelle forze dalle cui viscere sono stati evacuati Epstein e la sua cerchia. E' un esorcismo e va praticato con coraggio.

mercoledì 7 gennaio 2026

SI CHIUDE UNA PORTA, SI APRANO I PORTONI ALLA VERITA'

 


Il Giubileo della Misericordia aperto il 24 dicembre 2024 da un Francesco in carrozzella di fronte alla Porta Santa ma risanato e in piedi due giorni dopo per l'apertura della fittizia porta santa di Rebibbia, è stato chiuso ieri 6 gennaio 2026 da papa Leone XIV. 

Come preannunciato, oggi 7 gennaio ha inizio il concistoro straordinario in due giornate al quale sono stati invitati a partecipare tutti i cardinali del mondo. Non sono stati rivelati gli argomenti dei quali si discuterà ma noi auspichiamo che l'occasione sia colta dal Santo Padre per compiere un passo decisivo in favore del disvelamento della verità sulla sede impedita di papa Benedetto XVI e la dichiarazione dell'antipapato di Bergoglio. 
Data la straordinarietà dell'evento, mancare l'occasione sarebbe gravissimo e non farebbe che far risaltare ancora di più la presenza di un problema che, indulgendo nella procrastinazione della sua soluzione, si dichiara di non avere il coraggio di affrontare. Soprattutto sarebbe grave e paradossale se a farlo fosse un papa legittimamente ripristinato sul trono di Pietro ma che a quel punto sceglierebbe la strada di lasciare i fedeli in dubbio circa la sua legittimità, autoconfinandosi in un limbo canonico che non è il luogo ideale per combattere l'ultima battaglia. Lo scontro finale escatologico ormai in atto non ammette più tentennamenti.

Del resto ciò che ci trascina comunque inesorabilmente verso la Verità è il continuo disvelamento in piena luce del nemico, costretto a non potersi più nascondere negli inferi perché la sua sconfitta inequivocabile e definitiva già scritta dovrà avvenire anche se esso cerca disperatamente di disinnescarla e con le sue ali di cera è convinto di poter volare sempre più in alto verso il Sole.

Segno di questa disperata corsa contro il tempo del nemico di Cristo è il ricorrere nelle ultime settimane a continue profanazioni a luoghi sacri della cristianità e particolarmente ai luoghi agostiniani cari all'agostiniano Robert F. Prevost. Siamo davvero ad un continuo fuoco di fila di provocazioni nei confronti del papa regnante Leone XIV, di cui solo il canale Codice Ratzinger, al quale vi rimando come al solito,  offre la cronaca quotidiana con i relativi rifermenti storici e simbolici. 

Tra i tanti episodi raccontati da Andrea Cionci nei suoi ultimi podcast, ho trovato però sconcertanti, perché credo inediti nella storia recente della Chiesa, gli apparenti lapsus che hanno indotto giornalisti televisivi e perfino il card. Muller che stava officiando la messa in suffragio di papa Benedetto XVI, a nominare Francesco come fosse ancora il pontefice in carica. Al TG1 la giornalista, in riferimento alla strage di Crans Montana, ha detto che era giunto un messaggio di cordoglio da "papa Francesco" e il card. Muller - ripreso dalle telecamere di Vatican News - ha officiato una cum "nostro papa Francesco". 

Commentando ieri su X avevo scritto che vista l'enormità dell'errore, nonostante la legge di Agatha Christie, in questo caso già due indizi sarebbero valsi come prova, ma puntualmente è giunto anche il terzo a certificarla, quando si è saputo da un vaticanista che la sala stampa della Santa Sede aveva inviato ai giornalisti accreditati il libretto della celebrazione liturgica dell'Epifania ma non quello del 2026, bensì quello vecchio del 2025 quando era ancora regnante - per così dire - Bergoglio. 

Ora, siamo ai dispettucci donneschi in stile cognata invidiosa o si tratta di una precisa volontà di ignorare platealmente colui che se fosse un antipapa bergogliano scelto da bergogliani non sarebbe certo oggetto di questo tipo di ghosting? Domanda rivolta ai tanti depositari della certezza assoluta dell'illegittimità a priori di Prevost, sbandierata fin dalla sera dell'8 maggio 2025 e concretizzatasi nel successivo attacco senza esclusione di colpi nei confronti non più dei bergogliani ma di Andrea Cionci, di chi scrive e di coloro che si espressero da subito su Leone XIV usando la logica cautela della probabilità di una sua legittima elezione. 

A questo proposito, se la conferma definitiva della sua legittimità potrà darla solo Leone XIV e il fatto che si stia allontanando giorno dopo giorno dagli schemi dell'antipapato di Bergoglio, ripristinando i paragoni con i veri papi che lo precedettero, accresce ogni giorno la probabilità che essa sia effettivamente avvenuta nel maggio 2025, ciò su cui ancora mi arrovello è appunto il mistero dei negatori per principio  ma in maniera evidentemente pregiudiziale della possibilità della legittima elezione di Prevost, tra i quali annoveriamo tanti ex amici e alleati. L'elezione di Prevost sembra aver avuto su di essi un effetto dirompente e inaspettato, decisamente emotivo. L'unica spiegazione che riesco a trovare per ora è in un caso l'evidente interesse privato di chi ha velleità di ridisegnare il papato pro domo sua. Per gli altri o si tratta di un bizzarro fenomeno psicologico ancora da indagare oppure non è da escludere l'ipotesi del gatekeeping, attivo oppure inconsapevole.

Venendo ai possibili scenari che potrebbero delinearsi nel concistoro straordinario ovviamente vorrei che rappresentasse il trionfo di Benedetto XVI, ma data l'esplosiva congiuntura internazionale, non dimenticando che anche la Santa Sede è soggetto geopolitco, non mi stupirei che la riunione non offrisse rivelazioni clamorose ma solo indizi, ulteriori piccoli passi in avanti, come del resto pare essere la strategia rivelatoria di Leone XIV fatta di progressione lenta ma continua. 

Certo in altre circostanze il concistoro sarebbe il luogo ideale per disvelare finalmente queste armi letali finali contro il Male:

1) La sede impedita di Benedetto XVI e come egli salvò la Chiesa ostacolandone l'usurpazione definitiva;

2) L'antipapato di Bergoglio, la cancellazione di ogni suo atto e nomina cardinalizia;

2) Il terzo segreto di Fatima, consacrando finalmente la Russia al cuore immacolato di Maria come da Ella richiesto;

3) L'apertura della scatola bianca contenente gli atti della Commissione Herranz (nel link l'articolo di A. Cionci e qui un altro che tratta della fuga di notizie denominata Vatileaks).

Più realisticamente e tenendo in considerazione la repulsione del clero per la nudità dei fatti rivelati, sempre da ricoprire con opportuni braghettoni, mi attendo una lunga discussione sulla messa in rito antico e la sua riabilitazione, qualche panegirico sulla sinodalità si ma anche no, vediamo; un pacato rifiuto di ogni eccesso bergogliano come l'ordinazione femminile. Il concistoro potrebbe essere utilizzato anche per annunciare la proclamazione di Benedetto XVI dottore della Chiesa e l'inizio della sua causa di beatificazione. Il che potrebbe non dire apparentemente sulla sede impedita ma suggerire la missione purificatrice di papa Ratzinger in attesa di più chiare rivelazioni. Insomma parlare al cardinale perché il parroco intenda.

In ogni caso mi dichiaro ottimista sull'emersione in concistoro di almeno un pezzo di verità, quella che non mette a repentaglio direttamente l'incolumità del pontefice, perché in questo momento il nemico non si ferma di fronte a nessuno, perfino agli innocenti e tantomeno al Papa, soprattutto se legittimo Vicario di Cristo. 
Viste le continue intimidazioni bisogna vegliare su Leone XIV con l'attenzione e la preghiera, perché il suo ruolo lo spingerà comunque verso la Verità.
Il silenzio su tutta la magna quaestio varrebbe come reticenza ma allo stesso tempo conferma dell'esistenza di un non detto che la Storia è destinata comunque a rivelare. 

Come recita un noto detto fiorentino, "siamo alle porte coi sassi", siamo alla necessità dell'azione e non c'è più tempo per i ripensamenti. Le profanazioni intimidatorie non devono spaventarci ma devono essere svelate nel loro significato. Dobbiamo denunciarle e testimoniare la verità che vorrebbero soffocare. Unire i puntini e acquisire consapevolezza. Far sentire la propria voce di fedeli e cittadini con la forza del diritto nelle sedi appropriate e difendere sempre l'integrità dell'unica Chiesa, quella di Roma.

Per quanto riguarda la nostra battaglia sull'emersione della sede impedita di Benedetto XVI, non è il momento di abbandonare la nave, di disertare, di cedere all'ultimo chilometro della maratona, di rifugiarsi nella comodità del "non è un problema mio" oppure di lasciarsi andare alla stanchezza, o peggio al disfattismo e alla demoralizzazione dell'ultimo momento. La storia ricorda solo i combattenti fino all'ultima postazione. Per chi fugge c'è solo l'implacabile giustizia dell'oblio.


sabato 29 novembre 2025

Magna quaestio tra fantasmi, calunnie e veleni: motus in fine velocior?


La cronologia è uno strumento formidabile per raccogliere ed ordinare fatti al fine di comprendere il corso degli eventi di cronaca e della storia. Il legame consequenziale tra eventi non sempre si è in grado di coglierlo immediatamente ma la cronologia redatta successivamente ci aiuta a farlo e i risultati spesso sono sorprendenti in termini di rivelazione del loro significato palese o velato.

Sempre per la serie "chi ha paura della verità?" vi propongo quindi la breve cronologia di alcuni fatti accaduti nel corso dell'ultima settimana che a me paiono inanellare una bella sequenza di coincidenze riguardo alla magna quaestio e dei quali in parte ho già trattato nel mio precedente articolo.

Vediamo. Giovedì 20 novembre Andrea Cionci lancia la petizione a Leone XIV sulla magna quaestio, una perorazione al Santo Padre in persona affinché venga dichiarata la sede impedita di Benedetto XVI e definitivamente chiarito ogni dubbio circa la legittimità della successione petrina; questione che lo riguarda anche personalmente. Petizione che, tra parentesi, attualmente ha raggiunto più di 3700 firme ma dovrebbe raccoglierne a logica 37.000. Se la piattaforma petizioni.it non ci sta boicottando in qualche modo, allora vuol dire che i fedeli cattolici non si smuovono nemmeno con le cannonate dell'esercito dell'Anticristo alle porte ed è un guaio oltre che una triste miseria da registrare. Forza, firmate.

Ma torniamo alla nostra cronologia. Venerdì 21 novembre il canale Hildegarde de Bingen - Ecole Sainte Hildegarde pubblica uno strano video che contiene una bizzarra e accorata esortazione da parte della signora Emmanuelle ad Andrea Cionci affinché smetta di pubblicare quattro podcast al giorno "perché non ce n'è bisogno" e - come ho già riportato nel mio post precedente - lo esortava addirittura a ritirarsi in un eremo in penitenza e preghiera. Insomma, "lascia perdere". Un video spontaneo o opportunamente telefonato? Lo vedremo in seguito.

Domenica 23 novembre viene pubblicato in forma di motu proprio il nuovo Regolamento Generale della Curia Romana che sancisce tra l'altro il diritto dei fedeli alla trasparenza nella comunicazione con le autorità della Chiesa. Anche questo documento era stato pensato nelle ultime settimane di vita di Francesco, il quale ne aveva autorizzato i lavori con un chirografo, ma vede la luce solo oggi dopo essere stato sottoposto alla supervisione e approvazione di papa Leone XIV. Ebbene, una delle novità rivoluzionarie di questo documento è proprio la certificazione del diritto dei fedeli a vedere protocollate le loro perorazioni e l'obbligo per la Curia Romana di fornire loro obbligatoriamente una risposta in merito. Ciò significa che tutte le petizioni sulla magna quaestio già presentate ma ignorate dalle autorità vaticane potranno essere riconsegnate e, a quel punto, il silenzio da parte della Curia non potrà più essere giustificato.

Bene, proseguiamo. Martedì 25 novembre Andrea Cionci lancia una nuova petizione, questa volta diretta a mons. Georg Gaenswein affinché anch'egli aiuti a far luce sulla questione delle questioni, nello specifico fornendo chiarimenti circa le "precisazioni giuridiche" e "correzioni ortografiche" operate sul testo della declaratio di papa Benedetto XVI. Declaratio che attendiamo tuttora di poter leggere nella sua forma autografa, come in effetti fu pronunciata da Sua Santità.  Anche la trasparenza sul documento più importante degli ultimi dodici anni della vita della Chiesa è giusto che pervenga finalmente alla piena conoscenza dei fedeli. Ho l'impressione che bisognerà appellarsi senza sosta al nuovo regolamento curiale come fosse il nostro "primo emendamento".

Due giorni dopo il documento della glasnost curiale, giovedì 27 novembre ritorna alla carica il canale Hildegarde de Bingen con un video intitolato "Il terribile testamento di Benedetto XVI" sul quale occorre soffermarsi. Si tratta della riproposizione di un vecchio video del canale colombiano Radio Rosa Mistica pubblicato in spagnolo nel febbraio del 2023 e poi nuovamente nel 2024 sul canale PRF Mundo. Si tratta del racconto della visione di una suora colombiana che avrebbe ricevuto, durante un'apparizione di papa Benedetto XVI, la rivelazione degli eventi legati alla sua rinuncia, successiva sede impedita e infine morte. Un racconto già smontato a suo tempo perché francamente irricevibile a causa dell'assoluta impossibilità di controllarne la veridicità, costellato di vere e proprie fantasie lisergiche e assurdità, che culmina con un'atroce accusa proprio a mons. Gaenswein, ovvero quella di essere stato il carnefice attivo di papa Benedetto. 

Permettetemi una brevissima digressione. Nonostante il video ripubblicato da m.me Emmanuelle, tratto probabilmente dal canale in italiano non preavalebunt, sia raccontato da voce umana e non artificiale, per quanto riguarda il suo contenuto tutto il resoconto della suora mi ricorda per associazione proprio uno di quegli esercizi di scrittura prodotti dall'IA in forma di video YouTube che presentano una trama plausibile e presentano nomi, cognomi e situazioni ma che crollano grazie a due semplici verifiche. In quel caso la voce narrante suadente ma un po' metallica scivola sempre sulle sdrucciole. Ovvero il Canada diventa "Canàda" e inoltre, una rapida verifica su nomi e circostanze non fornisce alcun riscontro reale. Tutto inventato. Per giunta questi racconti si ripetono sotto altra forma in decine e decine di video similari. Un esempio è quella della "famiglia cannibale" isolata e dedita all'endogamia, che una volta viene smascherata dall'eroico capitano dei carabinieri in Piemonte e quell'altra da un ranger nel Texas.

Ma veniamo al punto: a chi giova questa sequela di scempiaggini sul "fantasma di papa Benedetto" per giunta presentata in quel modo e come verità rivelata?  E a chi nuoce? 

La tecnica più collaudata di informazione manipolata dalla propaganda, sistematicamente messa in pratica dai mezzi di informazione mainstream, consiste nel mescolare poche prove reali e indizi plausibili a tonnellate di menzogne e fantasie smaccatamente improbabili, al fine di soffocare la verità dei fatti che essi supportano. In questo caso ad esempio gli indizi raccolti nell'ipotesi di un probabile tentativo di avvelenamento subito da papa Benedetto XVI nel 2012 a Cuba viene offuscato dal romanzo gotico nel quale il cattivo è il segretario in combutta con il papa abusivo. Un impianto narrativo che innesca quel meccanismo psicologico che si definisce "spostamento".

La signora Emmanuelle però dichiara di avere le prove della veridicità del testamento trasmesso tramite channeling da Benedetto XVI alla suora colombiana e a quel punto cita una lettera pubblicata nel 2020 da Mons. Viganò su "La Verità" (non ho trovato l'articolo originale intitolato "E' venuta l'ora di chiarire il ruolo di padre Georg" ma solo questa traduzione francese) dove già allora egli accusava mons. Gaenswein di essere stato il carceriere "Gestapo" di papa Benedetto.

Che mons. Viganò c'entri qualcosa direttamente con la riemersione del racconto di fantasmi spacciato per profezia, totalmente irrispettoso di Benedetto XVI e gravemente diffamatorio nei confronti di mons. Gaenswein, oppure la signora Emmanuelle ha solo fatto un'ardita associazione con una vecchia intervista del monsignore contenente uno dei suoi soliti "j'accuse" a salve? Mi piacerebbe scoprirlo. 

In ogni caso, non sarà che le petizioni, nonostante le inspiegabili poche firme, vista la sequenza azione-reazione che provocano, diano veramente fastidio a quei soggetti che, dobbiamo dedurre, temono la verità più della prosecuzione della menzogna tanto da affannarsi a tentare di affossarla? 
Seguiremo gli eventi.

Voi intanto firmate le seguenti petizioni.


1) A SUA SANTITA' PAPA LEONE XIV: LA SUPPLICHIAMO DI DICHIARARE LA SEDE IMPEDITA DI BENEDETTO XVI E/O DI FAR APRIRE IL RELATIVO PROCESSO


2) A MONS. GAENSWEIN: CHIARIMENTI CIRCA “PRECISAZIONI GIURIDICHE” E “CORREZIONI ORTOGRAFICHE” OPERATE SUL TESTO DELLA DECLARATIO

sabato 22 novembre 2025

Non avete più scuse. E' in gioco la verità



Andrea Cionci ha lanciato una nuova petizione che rivolge una supplica diretta al pontefice in carica Leone XIV affinché finalmente emerga e venga rivelata la verità definitiva sulla questione delle dimissioni invalide di papa Benedetto XVI e le conseguenze che essa ha avuto in termini di legittima successione petrina. Soluzione che viene auspicato possa provenire dall'apertura di un processo che chiarisca definitivamente la questione delle questioni. 
 
Partiamo da dati oggettivi, inconfutabili e ormai consegnati alla Storia che giustificano pienamente questa perorazione, che io ho subito sottoscritto. 
Si parla di un papa legittimo, Benedetto XVI, che improvvisamente una mattina di febbraio 2013 dichiara di voler rinunciare all'esercizio del ministerium papale non con effetto immediato ma da una certa data, "lasciando per allora libera la Sede" ma senza mai pronunciare la parola fatidica abdicazione
Si parla di un conclave indetto a papa non morto e non abdicatario che elesse quindi un antipapa e della successiva convivenza forzata e di facciata nella Santa Sede di due papi vestiti di bianco, situazione inedita e più perturbante delle gemelle nel corridoio di "Shining"; e infine di un successore, Francesco, che per tutti i dodici anni del suo mandato, per stessa ammissione dei cardinali promotori dei famosi dubia, poi scomparsi nel porto delle nebbie, ha pattinato sul filo dell'eresia, per concludere infine la sua missione svanendo poco a poco come lo spettro di un pontefice più che un vero antipapa in carne ed ossa.
Si parla infine di un nuovo papa, Leone XIV, eletto ufficialmente da 133 cardinali, ovvero molti di più di quanto richiesto dalle norme della costituzione apostolica vigente ma soprattutto senza che fosse stata chiarita la verosimile natura antiapapale del regno di Francesco, eventualità che renderebbe egli stesso altrettanto illegittimo. Un papa quindi in odore di dubbio e nullità nonostante la sua figura autorevole, pastorale e sempre più popolare ed amata dai fedeli. 

Indagati nel 2013 da qualche intellettuale cattolico poi ravvedutosi o colpito da totale amnesia antero-retrograda ma tenuti sempre all'oscuro dell'opinione pubblica nei suoi significati e scopi, questi fatti sono stati presi in carico unicamente dal giornalista Andrea Cionci che da cinque anni ne è l'unico testimone e divulgatore, assieme ad un pugno di collaboratori resistenti, non resilienti. 

Il perché questa inchiesta non si fermi al fatto compiuto del nuovo papato di Leone XIV ma prosegua senza sosta è perché i fatti storici non chiariti non si riesce mai a consegnarli all'oblio ma devono essere continuamente indagati perché la verità si incarica di seminare sempre nuovi indizi che portino al proprio disvelamento. La verità, come Pollicino, sparge le mollichine che ci riconducono a casa, a chi con l'inganno ci aveva traditi e abbandonati e alla sua coscienza sporca.
La verità storica è una continua ricerca che non mira all'adesione della realtà alla propria ipotesi, come malignano coloro che citerò tra breve, ma alla validazione della stessa, oppure alla sua confutazione, perché qualunque inchiesta seria segue il metodo scientifico, che richiede verifiche, validazioni e risultati replicabili. L'inchiesta non si fonda sul pregiudizio ma sulla ricerca della verità, qualunque essa risulti infine. 

Per giunta in questo caso l'anomalia, la dissonanza cognitiva e spirituale dei due papi e l'incertezza su chi fosse quello vero tra i due, hanno provocato la progressiva dissoluzione della Chiesa nel circo paragnostico lasciatoci in eredità da Francesco - eredità alla quale andrebbe rinunciato senza indugi perché formata da debiti spirituali insolvibili - e infinite derive scismatiche, settarie, in certi casi allucinatorie al confine con la new age. Un mondo pittoresco fatto di papi alternativi, pastori influencer e legioni di fedeli alimentati a devozione emotiva ed emotigena senza freni. Oltre naturalmente ad un diffuso anarcotradizionalismo dove chi è il papa legittimo dopo Pio XII lo decidono le conventicole autoelettesi depositarie della vera fede cattolica. 
In generale una pericolosa deriva gnosticheggiante tra eletti pneumatici adatti su ogni terreno e ad ogni stagione e poveri ilici da sbeffeggiare e irridere senza pietà perché non dotati di illuminazione propria e investitura pleromatica. Una Babele cattolica senza freni, disperante e preapocalittica che solo con un'iniezione di pura logica potrà riprendersi dall'overdose di sé.

Bene, scusandomi per la lunga premessa, veniamo in concreto alle reazioni alla petizione a Leone XIV indetta da Andrea Cionci.  
Secondo voi, si può avere paura che finisca un periodo di non più tollerabile confusione ed incertezza sulla legittimità del Papa e le sue conseguenze sull'intero mondo? Si può essere terrorizzati dalla conclusione di una questione dolorosa protrattasi per ben dodici anni e tre papi? Si può averne paura al punto di schierare tutte le armate a difesa dell'enigma avvolto in un mistero che è diventato il Vaticano per silenziarne la potenziale carica rivelatrice in termini escatologici? Si può essere talmente presi dal panico da osteggiare con ogni mezzo chi implora solo chiarezza, in ultimo con una petizione al Santo Padre?

Vorrei rispondere con un no, perché la scoperta della verità dovrebbe provocare sempre gioiosa attesa e consolazione. Mi tocca però constatare con poca sorpresa e molto sconforto che il trauma sta provocando reazioni abnormi, irrazionali, appunto traumatiche. 

Quest'ultima petizione - che invito caldamente a sottoscrivere in nome della verità - ha seminato il panico nell'agorà di chi conosce benissimo la questione. Non tanto nelle alte gerarchie della Chiesa che sicuramente seguono la vicenda ma silenziosamente e senza mai pronunciarsi direttamente a riguardo come hanno sempre fatto, salvo aver preso atto delle precedenti petizioni e soprattutto dell'istanza depositata in Tribunale. Piuttosto il panico proviene dal mondo che per un certo tempo ha seguito e apparentemente supportato questa ricerca di verità che non è solo finalizzata al ristabilimento della legittimità petrina ma implica anche la questione fondamentale della legittimità del potere. Questione che ai neo-avversari evidentemente non sembra interessare assolutamente. Proprio perché riguarda tutti, anche i laici, la questione dovrebbe interessare a prescindere. E invece no. 

Chi è stato invitato a firmare e divulgare la petizione  sta reagendo come coloro che, messi di fronte alla cura per la depressione o per uscire da una dipendenza, reagiscono aggrappandosi disperatamente alla malattia e ora si sgolano nel bla bla bla urlato coprendosi le orecchie nel tentativo di boicottare l'iniziativa.

C'è chi non raccoglie l'invito e tace, come il Grande Prelato, chi come padre Giorgio Maria Faré lo respinge sdegnosamente al mittente adducendo la motivazione che il testo della petizione non sarebbe formalmente corretto e io immagino perché non è accompagnato da quaranta pagine di note bibliografiche, e chi addirittura si preoccupa dell'anima dell'autore della petizione, invitandolo a ritirarsi in convento su un monte praticando digiuni e penitenze, come ha fatto in un video chi si è autoproclamata Santa Inquisitrice della Sacra Profezia. 
Davvero, è stato come chiamare la scientifica sul luogo di un delitto e vedere apparire tutte le impronte digitali, una dopo l'altra. 

Permettetemi una curiosità, cari ex sodali. Come mai questo generale "abbandonate la nave" e invito a Cionci a lasciar perdere la questione è iniziato proprio subito dopo l'elezione di Leone? Perché era un antipapa, come le vostre certezze incrollabili non si sa provenienti da quali fonti sostengono o perché è proprio il vero Papa in grado di mettervi in riga tutti? 

Vi lascio con questo enigma da risolvere. Intanto vi chiedo un favore.  La salvezza dell'anima è un fatto personale nel quale al limite può intervenire solo un padre spirituale. Se la sua ricerca è solo votata alla verità, non affannatevi a scoprire se qualcuno è credente o meno. Nessuno chiede la laurea in medicina a chi indaga sulla malasanità. Nessuno è "pericoloso" e danneggia delle anime così fragili e dalla fede così traballante da farsi traviare da un'inchiesta giornalistica. 
Suvvia, riprendetevi. Non pregate per la nostra conversione, grazie lo stesso, pregate per la Verità affinché trionfi. Nell'interesse di tutti.

Ecco il link alla petizione. Firmatela, ora non avete proprio più scuse. 



sabato 8 novembre 2025

Il molto rumore per nulla su MATER POPULI FIDELIS silenzia la Magna Quaestio

 


La "Nota dottrinale su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all’opera della salvezza MATER POPULI FIDELIS" pubblicata il 4 novembre scorso dal Prefetto per la Dottrina della Fede Victor Manuel Fernandez con l'approvazione ufficiale di papa Leone XIV, ha stabilito che il titolo di corredentrice attribuito a Maria è "sempre inappropriato" per definire il suo ruolo di cooperazione nella Redenzione.

Questa affermazione ha causato vere e proprie levate di scudi nei soliti ambienti cattolici variamente antagonisti in quanto è stata intesa come il rifiuto del riconoscimento di un titolo che alcuni  percepiscono come scontato e dovuto "perché non può essere altrimenti". Anzi, come se un titolo già assegnato alla Vergine Maria le fosse stato strappato da una nota ufficiale della Santa Sede. Si è trattato di una risposta dettata dal pathos e non dal logos che - come volevasi dimostrare - conferma pienamente la motivazione della nota, dichiarata nella presentazione della stessa: 
"Il presente documento, senza voler esaurire la riflessione né essere esaustivo, vuole mantenere il necessario equilibrio che, all’interno dei misteri cristiani, deve stabilirsi tra l’unica mediazione di Cristo e la cooperazione di Maria all’opera della salvezza, e desidera mostrare anche come questa si esprime in diversi titoli mariani." Mater Populi Fidelis, introduzione, paragrafo 3.  
La precisazione terminologica riguardava anche quei fenomeni o apparizioni già approvati dalla Chiesa dove "la Vergine Maria è denominata col titolo di Corredentrice, Redentrice, Sacerdote, Mediatrice, Mediatrice di tutte le grazie, Madre della grazia, Madre spirituale."

Il documento "Mater Populi Fidelis" fa indubbiamente ordine all'interno di questo tema, risultando ineccepibile circa l'autorevolezza delle fonti che ricostruiscono nella prima parte la storia dei vari titoli attribuiti alla Vergine e dei dogmi che la riguardano e non fa che confermare ancora una volta la prudenza della Chiesa nell'utilizzo di quello tra i titoli che si presta più di altri a fraintendimenti e false interpretazioni.  
Oltre a rimandarvi alla sua lettura integrale, vi segnalo un articolo che ne riassume in maniera esaustiva il contenuto dottrinale. 
Vale la pena comunque citare qui il seguente passaggio del documento, che per altro non respinge affatto la tradizione storica legata al titolo di corredentrice né il fatto che sia stato utilizzato anche dai papi:

"Quando un’espressione richiede numerose e continue spiegazioni, per evitare che si allontani dal significato corretto, non serve alla fede del Popolo di Dio e diventa sconveniente. In questo caso, non aiuta ad esaltare Maria come prima e massima collaboratrice dell’opera della Redenzione e della grazia, perché il pericolo di oscurare il ruolo esclusivo di Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo per la nostra salvezza, l’unico capace di offrire al Padre un sacrificio di infinito valore, non costituirebbe un vero onore alla Madre. In effetti, ella come «serva del Signore» ci indica Cristo e ci chiede di fare «qualsiasi cosa Lui vi dica».

Sulla questione del cosiddetto "quinto dogma mariano", padre Gabriel Roschini, uno dei massimi mariologi del XX secolo e stretto collaboratore di papa Pio XII, in questo testo dei primi anni '50 già indicava l'unico motivo fondamentale che ha sempre impedito anche in seguito il riconoscimento ufficiale  da parte della Chiesa del titolo di Corredentrice per la Vergine Maria. 

"Ma che cosa intendiamo dire chiamando la Vergine SS. Corredentrice del genere umano?... Nient'altro che questo: che Essa ha cooperato realmente ed immediatamente con Gesù, Redentore divino, all'opera grandiosa della redenzione degli uomini, soddisfacendo con Lui alla giustizia divina, offesa dal peccato di Adamo, e meritandoci con Lui tutte le grazie della redenzione. Bisogna guardarsi bene però dalle esagerazioni. Così, sarebbe esagerazione considerare la cooperazione di Maria come una cooperazione collaterale, quale è quella che ha luogo, per esempio, negli sforzi di due o più uomini nel sollevare un peso. Gesù è l'unico Redentore: ipse est propitiatio pro peccatis nostris. Maria coopera con Gesù, ma dipendentemente da Lui, ma subordinatamente a Lui. Essa, dunque, è causa secondaria, subordinata, benché vera, reale, efficace, della nostra redenzione".

         P. Gabriel Roschini O.S.M., "Istruzioni mariane", Seconda edizione riveduta e corretta, p. 72.


Il Cristo come unico Redentore non può essere in alcun modo messo in discussione, nemmeno in buona fede e per sensus fidei. Punto.

Quindi, se l'impianto del documento di Fernandez, che utilizza anch'esso il verbo cooperare, non si discosta dalla dottrina della Chiesa, perché viene presentato da alcuni come un documento scandaloso?
Si tratta evidentemente di quelle esagerazioni di cui parlava padre Roschini e che sono sempre esistite all'interno della Chiesa Cattolica soprattutto da parte dei fedeli e anche di alcuni loro pastori ma che in questi ultimi tempi si concretizzano in vari movimenti parascismatici che necessitano di essere ricondotti alla fermezza della logica dottrinale. Se necessario per un orecchio.

Non si può infatti negare il problema rappresentato dalle apparizioni non verificate ma accettate sulla fiducia, dalla proliferazione dei vari mistici le cui visioni e locuzioni vengono anch'esse prese per oro colato, delle profezie che provengono dalle fonti più disparate e bizzarre che finiscono per acquisire come un diritto assoluto all'autoavveramento. Per non parlare dei pastori che sempre più spesso giustificano le loro opere come "volute dalla Madonna" (e non volute da Cristo) e parlano di sé stessi come di "inviati di Maria" (e non di Cristo). Come se appunto Maria potesse agire autonomamente da Cristo per eleggere papi o fondare una nuova Chiesa.
L'eccesso di pathos che accompagna la vita dei fedeli di tali realtà necessita di una dose massiccia di senso di realtà e di adesione alla dottrina, affinché non si perdano nel fanatismo o, Dio non voglia, nel settarismo.
 
Una delle fonti principali citate nella Mater Populi Fidelis a sostegno della prudenza da adottare nell'attribuzione del titolo di corredentrice a Maria è non a caso proprio il campione del logos Joseph Ratzinger il quale, da cardinale, citava le Lettere agli Efesini e ai Colossesi: "Dove il vocabolario utilizzato e il dinamismo teologico degli inni presenta la centralità redentrice unica e la fontalità del Figlio incarnato in modo tale da escludere la possibilità di aggiungere altre mediazioni." Anche in seguito egli definì una "terminologia sbagliata" tale titolo, pur non negando le buone intenzioni di chi proponeva di utilizzarlo.

Quindi tutto a posto e perfetto il documento di Victor "Tucho" Fernandez che, abbiamo scoperto, può dire anche lui cose giuste? Ni, perché oltre a risultare in realtà un testo risalente al 26 marzo del 2025 e quindi redatto ancora in piena era bergogliana -  probabilmente uno di quei documenti che mentre era ricoverato al Gemelli sottoponevano a Francesco l'arcivescovo Peña Parra e il segretario di stato Parolin  - proprio nell'ultima pagina del testo si avverte, punteggiato da alcune potenti stecche di corno, un brusco cambio non solo di registro ma di stile.  Come se il compositore di una sinfonia che attinge alle sonorità classiche, per la scrittura del finale del suo capolavoro venisse improvvisamente sostituito da un seguace della musica atonale. 
Che peccato, Tucho, stavi andando così bene...

Dalle fonti teologiche indiscutibili e sopraffine si passa, dandogli l'ultima parola, a Papa Francesco e alle sue corpose banalità da teologia della globalizzazione.  Ed ecco quindi che Maria diventa la madre in cammino assieme ai poveri, "colei che capisce cosa significa essere un migrante o un esule" (citando opportunisticamente il Mt 2, 13-15 della fuga in Egitto), fino alla celebrazione della pietà mariana "popolare" che riflette, "la tenerezza paterna di Dio"
Un quadro che ricorda, più che una pala d'altare, quello celeberrimo di Giuseppe Pellizza da Volpedo, "Il quarto stato". 




Nonostante il documento presenti l'inequivocabile imprimatur finale leonino, il tributo a Francesco in quel finale ideologico quasi imposto a forza risulta evidentemente ancora da pagare. 

Possiamo notare comunque come la Chiesa si sia mossa con estrema prudenza e saggezza nell'affrontare questioni dottrinali delicatissime. 
Concordo infatti con Andrea Cionci nel sottolineare lo scampato pericolo rappresentato dal non aver introdotto una sorta di inevitabile divinizzazione di Maria. Con l'attuale potere delle forze di ispirazione gnostica in grado di appropriarsene, tra Maria e la Grande Madre avrebbe potuto restare nient'altro che un sottile foglio di carta velina.

La questione fondamentale, presente ma come al solito oscurata da un'eclissi totale soprattutto cognitiva, è comunque un'altra. Perché se è vero che anche un cardinale di nomina antipapale canonicamente inesistente può scrivere cose giuste, salvo continuare a pagare pegno al suo mentore, è altresì vero che l'aver proclamato illecitamente un nuovo dogma mariano da parte di una gerarchia dubbia o addirittura illegittima sarebbe stato uno sfregio inaudito alla Chiesa di Cristo. E ciò per fortuna non è accaduto.

Naturalmente i critici feroci del documento di Fernandez, invece di reclamare trasparenza e la fine di un'intollerabile clima di incertezza, della questione sede impedita di Benedetto XVI e antipapato di Bergoglio  continuano a disinteressarsi ostinatamente, e perfino chi sulle prime ne aveva compresa l'importanza ora rinnega ogni forma di rivendicazione su base canonica della legittimità della successione petrina.
Essendo nella condizione - seppure per strade diverse -  di dare la Chiesa di Cristo ormai per persa, essi sono quindi prigionieri del paradosso di preoccuparsi di note dottrinali emesse da una Chiesa che di fatto non riconoscono più e della quale potrebbero benissimo disinteressarsi.

A questo punto sorge un sospetto, e cioè che dietro alla levata di scudi del solito mondo tradizionalista contro la nota di Fernandez non vi sia solo l'ostilità verso il prefetto del modernista Francesco - per altro sempre considerato da essi papa eretico legittimo piuttosto che antipapa, una vera assurdità - ma ancora una volta l'eterna malcelata ostilità verso Joseph Ratzinger/Benedetto XVI, "l'inventore del doppio papato modernista", sicuramente tra i papi postconciliari il più odiato da questi scismatici borderline, ai quali andrebbe ricordato che finché non sarà indetto e concluso un Concilio Vaticano III e pubblicati i suoi documenti, al Concilio Vaticano II e a tutti i papi legittimi che sono venuti dopo di esso si deve assoluta deferenza e obbedienza. 

In conclusione, essendo la questione della certezza della restaurazione del papato legittimo ancora di fatto sospesa, stiamo parlando di un documento che dottrinalmente non si discosta dall'opinione del mariologo di Pio XII e quindi di nessuna eresia. Il che è un buon indizio di restaurazione, ma il sospetto è che fino a quando non si chiuderà il Giubileo di Francesco rimarremo in questo interregno né carne né pesce, con un Papa forse regolarmente eletto, forse no, o forse impedito anch'egli come Benedetto XVI.

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