Ormai lo sapete che l'Untino del Signoraggio mi ispira paragoni con Norman Bates, quello che pareva tanto un ragazzino a modo, un figlio modello ammamma e invece.
Trovo interessante ed anche inquietante il message in a bottle del neo-premier a Luigi di Maio, con quel passaggio repentino dal tutto stampatello al corsivo; un cambio di mood, segnalato dallo scarabocchio (anche qui) che denota una certa instabilità emotiva e il desiderio di apparire a tutti i costi adeguato ad un ruolo che forse non ha ancora del tutto assimilato ed introiettato (le troiette non c'entrano).
Due scritture, due Mattei, una pericolosa dissociazione o tendenza alla bipolarità? Anche se in lui convivono in maniera abbastanza conflittuale ma coatta il democristo e l'apparatchik da regione rossa, non parliamo di doppia personalità, per l'amor di Dio, roba da film. Era emozionato, dai, e ha pasticciato un po' pizzineggiando. Era la sua prima volta in un luogo sconosciuto, il Parlamento e respirava l'aria un po' troppo ossigenata ed euforizzante della democrazia.
Ieri l'Untino è riuscito finalmente a diventare premier e ve lo tenete, a meno che il suo amato partito non trovi il modo di affondarlo poco dopo il varo. Anche il Titanic sembrava inaffondabile e invece.
Vista l'espressione di Letta nipote durante il passaggio di campanella e ieri alla Camera dove ha tentato disperatamente di rubare la scena con una passerella stile "bambole non c'è una lira" assieme al redivivo smacchiatore, fossi in Matteo camminerei con il culetto ben rasente al muro. Dopotutto Letta è nipote si, ma mica è Paperino e Matteo non è Gastone, nonostante le apparenze.
Oltre alla grafologia mi ha colpito l'alto tasso di bugie nel discorso alla Camera, un lunghissimo pistolotto da consiglio comunale che, sospetto, da sindaco di Firenze avrà fatto diventare un Palazzo già Vecchio, decrepito. Accanto a lui c'era una ministra bionda in evidente stato catatonico, che ha mantenuto per tutto il discorso una facies assolutamente amimica. Chissà se era noia o l'estasi renziana? Quella in cui era caduta invece in maniera conclamata una delle sue groupie, lo Speranza, che ha donato il suo voto e forse anche un brandello di animuccia, al suo Matteo, in nome di tutti gli adepti della setta piddina, assolutamente incapaci di accorgersi delle tante bugie e fanfaronate del loro eletto del Primariato.
Ho provato a contarle le millanterie, le contraddizioni (maiuscolo o corsivo?), le confabulazioni, ma il numero mi ha sovrastato. Anche riguardo alla pseudologia fantastica è un berluschino, nonostante il maestro conservi tuttora uno stile inarrivabile.
Infatti l'allievo non arriverà mai al sublime "vi tolgo l'IMU" in serpentese fissandovi dritto negli occhi attraverso la TV. 'Tacci sua. Il ragazzo è solo un buon incantapiddini, della razza dei mentalisti, quelli che ti fanno credere di aver indovinato la carta e ti strappano un ammirato "ma comme fa?"
Se dovrà solo tirare a campare in attesa della cavalleria andrà anche bene. Quello che è certo è che non conta certo più di Letta. Come lui serve come la serva ma all'occorrenza lo getteranno come un kleenex. E nei vendicativi e giustizieri libri di storia non sarà ricordato più del morituro per Maastricht.
Renzi chi, quello con l'accento toscano dei cioccolatini dell'imitazione di Crozza?
