martedì 14 luglio 2009

Cinema all'aperto

Certo il cinema estivo, all'aperto, è insopportabilmente scomodo in confronto al mio salotto attrezzato con 32" HDReady, lettore DVD, possibilità di stendere i piedi ed essere avvolti da morbidi cuscini, provvidenziali a conciliare il sonno in caso di pellicola soporifera. Nell'arena estiva non puoi rilassarti. Sfido chiunque a riuscire a dormire anche di fronte all'ennesimo capolavoro di Muccino.

Tra le scomodità conclamate della visione open air di un film citerò, a caso, la qualità di solito pessima della copia, l'audio a singhiozzo e sempre troppo stridulo, le terribili sedie, fornite di cuscinetto ridotto a piadina dall'essere stato schiacciato da troppe chiappe e praticamente inservibile a confortare il fondoschiena da due ore e mezza di proiezione. Per non parlare della presenza costante ed indisponente di insetti di varia provenienza e molestia.
Stranamente però, nonostante i disagi da giungla vietnamita, i ricordi legati alle non moltissime volte che ho assistito a film all'aperto d'estate, mi sono rimasti particolarmente cari, come retaggio di un modo di fruire del cinema ormai quasi desueto. Una nostalgia alla "Nuovo Cinema Paradiso", per intenderci.

Ricordo un cinema parrocchiale di Cesenatico, mezzo all'aperto e mezzo no, dove venivano proiettati i più assurdi film d'avventura e l'avventura, per noi spettatori, era riuscire a tenere per l'intera proiezione le gambe sollevate dal terreno, invaso da scarafaggi di dimensioni epiche. E ancora la curiosità che ispirava l'ascolto dell'audio di un film "proibito" a noi bambini, proveniente da dietro il muro di cinta dell'arena.
Oppure una delle pochissime recenti esperienze con la tradizionale rassegna faentina dell'Arena Borghesi, un "28 giorni dopo" visto per modo di dire, dato che eravamo impegnati a difenderci da un nugolo di zanzare immuni all'Autan, anzi forse addirittura autandipendenti e molto incazzate.
All'aperto d'estate ho visto, a Bagnacavallo, "La vita è bella" di Benigni, a Milano Marittima "Molto rumore per nulla" di Branagh e soprattutto, al Pavaglione di Lugo, "Shine"di Scott Hicks. Tutti film che mi sono rimasti impressi in modo particolare.

Insomma, nonostante le zanzare, l'umidità che si raccoglie in certe arene troppo alberate, le seggioline in ferro per culi formato mini e le pellicole piene di righe, graffi e bruciature, amo il cinema all'aperto e ne sento nostalgia.
Tra l'altro, uno dei motivi per frequentare le arene estive è il ripescaggio di film perduti durante l'inverno o da rivedere nonostante li abbiamo già nel frattempo gustati in DVD.
Ve ne consiglierò qualcuno, cominciando questa sera da "The Reader" e proseguendo domani con "Lasciami entrare".
Giusto una scusa per rifilarvi un paio di velenose recensioni. Vediamo pure se dopo questo trattamento avrete ancora il coraggio di andarli a vedere.

"The Reader" di Stephen Daldry

Trattasi di film KonradLorenziano, che parla del fenomeno dell'imprinting sessuale maschile. Ovvero: quando il maschio scopre la sessualità vera, mica le seghette, generalmente sui quindici anni, si fissa sulla prima paperina che gli si para davanti e non la scorda più. Potete portargliene di tutti i colori, comprese le più proverbiali strafighe, ma lui continuerà ad amare solo Mamma Passera, anche se è una stronza kapò nazista (intuizione letteraria geniale numero 1).
Voi ridete, ma l'imprinting è l'assunto sul quale poggiano quintalate di letteratura biografica del genere "Anche se mi sono trombato Marilyn Monroe non ho mai dimenticato la tata cinquantenne con i baffi e le gambe pelose che me la faceva vedere di nascosto."
Che palle, noi donne non siamo così sentimentali. Il grande amore è sempre l'ultimo che stiamo vivendo.

Invece Ralph Fiennes, con la solita espressione da Buscopan che non gli ha ancora fatto effetto e accompagnato in ogni fotogramma da una musica insopportabile e smielata, che non si cheta un attimo, per tutta la vita corre dietro a Kate Winslet che se lo era trombato all'età della scuola (lei più vecchia) e che lo chiama, in maniera agghiacciante, "ragazzo", come il Peppino barbiere di "Totò, Peppino e i fuorilegge".
Kate è analfabeta e non sa leggere ma se ne vergogna (intuizione letteraria geniale numero 2) e quindi obbliga il giovane stallone a leggere per lei prima del coito. Solo uno scrittore poteva immaginare una tale perversione da librai.

Diciamo pure che l'ideuzza del complesso dell'analfabetismo era già stata sfruttata in maniera ben più interessante da Claude Chabrol ne "Il buio nella mente", con un'Isabelle Huppert che sterminava a fucilate una famiglia di borghesacci stronzi perchè l'amichetta colf al loro servizio si vergognava troppo di non saper leggere. Roba da erigere monumenti ad Alberto Manzi in ogni piazza d'Italia, per aver evitato tante simili tragedie.

L'analfabeta e pure nazista Kate, processata e condannata per crimini orrendi, imparerà a leggere in carcere ascoltando le cassette che gli registrerà imperterrito, per anni, il suo anatroccolo devoto, leggendogli i più terrificanti mattoni, compreso "Guerra e Pace".
Fino ovviamente al solito ed immancabile tragico finale. Del resto l'espressione di Ralph non prometteva nulla di buono fin dall'inizio.

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5 commenti:

  1. Bello, bello e ancora bello. Grazie Lame.
    Mi hai fatto morire dal ridere e mi hai fatto commuovere.

    L'idea dell'imprinting è geniale.

    Cosa vuoi che ti dica, noi ometti siamo fatti così, ci piacciono oggi le stesse donne di quando eravamo giovani. Cioè le ventenni;-)

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  2. @ MrBraun

    Non è esatto. Quando avete vent'anni vi piacciono anche le mature. E' dopo che tornate alle ventenni per non fare brutta figura.
    (E' un po' cattiva, lo so...) ;-)

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  3. ho un caro ricordo del cinema all'aperto fu la prima volta che vidi un film con mio padre(essendo egli sempre lontano per motivi di lavoro).il film era l'uomo chiamato cavallo ma cio'che trattengo di piu' in me fu la senzazione di complicita' che ci accomuno'all'uscita dal cinema.ci piacue talmente quella serata che per un po' cambio' il nostro rapporto non piu' tra padre e figlio ma come fratelli.mi fermo qui mi stanno scendendo i lacrimoni.e' grave?per cio che riguarda le TARDONE hai pienamente ragione,sono il sogno di ogni ragazzino

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  4. indubbiamente una delle migliori recensioni che abbia mai letto!

    (ti dico la verità, ne leggo poche, mi fanno venire l'ernia iatale..)

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  5. Solo per precisare, da uomo certo di altri tempi (detti anche ere geologiche :-D), che a me sono sempre piaciute giovani le donne, altro che tardone, potendo scegliere naturalmente, ma una volta era tutto più difficile e non si andava tanto per il sottile :-D
    Questa predilizione per le tardone è un fatto che conferma l'insicurezza dei maschi più giovani, quelli della nuova generazione, effetto "nave scuola" alcune donne lo chiamano...

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