sabato 28 febbraio 2009

Io dato te tua dona

Per uno strano ricorso storico, stiamo di nuovo a discutere sui labiali dello scambio verbale tra un francese e un italiano. Stavolta però niente testata e diamo atto a Sarkozy della padronanza di sé, del savoir faire e della signorilità con la quale ha incassato la volgarità italica, perpetrata da un nostro connazionale meno alto di Materazzi. Che poi in seguito in privato qualche madonnina cinghiala gli sia scappata non è ci dato di sapere.

"Moi je t'ai donné la tua donna". Già che c'era poteva ricordargli l'appropriazione indebita della Gioconda e le infinite ruberie napoleoniche ed aggiungere: "ora siamo pari". Ma quella è tutta roba culturale, al di fuori della sua portata.
Grazie al nostro solito culo ci è andata bene. Poteva essere una testata nucleare, visto l'argomento dell'incontro, e invece è stata la solita testata di minchia.

Labiali a parte, ecco secondo me come è andata, per il gioco delle libere associazioni, nella mente del serial gaffeur.
Avevano appunto parlato tutto il giorno di nucleare. Nucleare - atomica - Rita Hayworth-detta-l'atomica - gnocca - Carla Bruni - Sarkozy si fa la Bruni - la Bruni l'ha data a Sarkozy - ma la Bruni è italiana - c'è qualcosa di italiano che non è mio? - no - quindi Carla Bruni l'ho data io a Sarkozy = io dato te tua dona.

Update: Anche stavolta finirà come per Zidane e Materazzi. Non sapremo mai la verità, a meno che Nicolas non riveli ciò che le sue presidenziali orecchie hanno udito. Se veramente il mezzo Materazzi ha parlato di Sorbona, come mai Sarkozy dice, in risposta alla minchiata e visibilmente imbarazzato: "Non sono sicuro di poter ripetere questo"? Cosa c'è di così sconveniente da non poter essere ripetuto in pubblico, nel rievocare gli studi? Forse il fatto che il serial gaffeur non ha mai studiato alla Sorbona?

Il resto lo lascio a John Belushi al minuto 3:45 del filmato.


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giovedì 26 febbraio 2009

Antistupro Beghelli

L'avete già vista la nuova pubblicità del telesalvalavita, quello che, se lo azioni, arrivano i nostri? Spot alquanto ansiogeno e straordinariamente d'attualità.
Due ragazze si rifugiano in macchina in un parcheggio deserto, di notte, inseguite da quattro malintenzionati, sicuramente stupratori, che le circondano girando attorno all'auto con fare minaccioso. Una scena che ne ricorda moltissimo una tratta da "L'angelo della vendetta" di Abel Ferrara, un classico del genere exploitation rape & revenge. Solo che, nel film, Thana stermina tutti i sette omuncoli. Tutto da sola e con soli sette colpi di una calibro 45.
Nello spot invece, una delle due ragazze inizia ad agitarsi ed invita l'amica a chiamare subito aiuto. "L'ho già fatto", annuncia l'altra senza scomporsi più di tanto. Le è bastato premere i due pulsanti, (contemporaneamente, se no non funziona!), del telesalvalavita.

E' in pratica lo stesso aggeggio dei vecchietti, quelli che sono sulla panchina ed uno si sente male ma il meno rincoglionito dei tre, che aveva il telesalvalavita, ha già allertato la Protezione Civile, il corpo dei marines e Dr. House in persona.
E' un caso che per ampliare il mercato dei potenziali clienti di un dispositivo di telesoccorso si sia pensato di uscire dall'ambito dei soliti anziani per rivolgersi alle donne minacciate sempre più di frequente da extracomunitari infoiati, come ci raccontano i TG ogni sera con la bava alla bocca?
Un caso di instant marketing o campagna pronta già da tempo?

Naturalmente, care sorelle, è necessario portarsi il baracchino del telesoccorso sempre dietro, non scordarsi di tenerlo carico, averlo a portata di mano per non doversi mettere a ravanare nella borsa a sacco e sperare infine di non trovarsi in pieno effetto urban canyon, cioè in un luogo dove il GPS non becca il satellite manco a calci. Per esempio tra i grattacieli, nei caruggi di Genova ma anche in mezzo ad un bosco e con il tempo nuvoloso. Per non parlare della propria abitazione se per caso lo stupratore è persona nota, marito o convivente ed italianissimo.
Dico questo a meno che il congegno non sia realizzato con tecnologia eGPS, che dovrebbe risolvere i noti problemi di georeferenziazione. In tal caso non parlo più. Nel sito però si parla solo di GPS e GPRS e il dubbio dell'effetto canyon rimane.

Spray al peperoncino, telesalvalavita, stelle ninja, tutte cose utilissime, sperando di non essere prima scippate della borsa dove teniamo tutto questo prezioso armamentario. Perchè se continua il terrorismo, più che borse rischiamo di doverci portare dietro delle santebarbare. Dove la calibro 45 non potrà più mancare. A portata di mano nel cinturone.



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mercoledì 25 febbraio 2009

Barboni 1, Giornalisti 0

Ecco, come volevasi dimostrare. Il presunto violentatore pedofilo di Napoli non è un barbone, come si erano affrettati ad espettorare l'altra sera certi cronisti, purtroppo anche quelli che informano sui tg di maggiore ascolto.
La vittima lo ha riconosciuto ed inoltre l'uomo ha precedenti per reati sessuali. Un maniaco, insomma, che oltretutto è il convivente della nonna di un amico del ragazzo. Non è improbabile che avesse adocchiato il ragazzino proprio a casa dell'amico. In questi casi, a sparare vicino a casa delle vittime si centra quasi sempre il colpevole.
Colpevole che, in questo caso, è un operaio comunale addetto alle fognature ma poteva essere chiunque, in quanto a professione.
La prossima volta definiamo sui media questi soggetti più semplicemente PEDOFILI, visto che la pedofilia è trasversale ed alligna in tutte le classi sociali, dal lumpenproletariat all'alta borghesia e quindi non ci si può nemmeno aggrappare alle attenuanti del degrado sociale.

Visto che è mercoledì delle ceneri, non sarebbe male che chi ha il vizio di additare intere categorie, guarda caso poi sempre le stesse, come mostri, se ne cospargesse il capo.

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lunedì 23 febbraio 2009

Rom non è il diminutivo di romeni

Bisognerebbe ricordarsene quando si scrivono le articolesse sui fatti di cronaca più efferati. Altrimenti poi capita che se un sindaco annuncia frettolosamente che il colpevole dello stupro è probabilmente rom, senza alcun indizio preciso ma perchè lui se lo sente, quando si scopre che il colpevole rom non lo era, ma rumeno, non c'è nessuno che si scusa per l'abbaglio.

Per dare un colpo ai rom e un altro ai barboni, stasera ho sentito al TG1, nel corso della notizia dello stupro ai danni di un ragazzino a Napoli, dire che si stava setacciando la zona frequentata dai barboni.
Spero che, se il colpevole risulterà essere non un senzatetto ma un regolare qualunque in cerca di brividi pedofili, qualcuno si scusi con la categoria ingiustamente accusata di un delitto atroce.

Il triangolo nero a corredo di questo post è puramente casuale. Ricordiamo però che esso veniva appuntato addosso a Rom e sinti (che in seguito furono segnati con il triangolo marrone), Elementi asociali (vagabondi) Ritardati mentali, Alcolisti, Donne con "comportamenti asociali" come lesbiche e prostitute, anarchici. Nella Germania nazista, ovviamente. Che avevate pensato?

La colonna sonora è affidata a due grandissimi artisti di etnia rom: Django Reinhardt e Roby Lakatos.



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A mezzanotte va la ronda del quartiere

Fateci caso, questo è un governo ad effetto. Per loro non conta risolvere i problemi ma semplicemente affermare di volerlo fare e, se ancora si sta pensando al come e al dove intervenire, non importa, è come se lo avessimo già fatto. Tanto nessun pennivenduto andrà mai a controbattere le affermazioni ripiene di certezze da Sibillla Cumana dei portavoce del governo.

Ad esempio, si manda in TV in uno dei telegiornali di famiglia un ministro a caso, mettiamo la Carfagna, con il look da vergine di ritorno e l'occhio da urlo di Munch, a dire che con il decreto antistupri le donne sono più sicure. Non "saranno", visto non è nemmeno entrato in vigore e non abbiamo ancora i dati di follow-up, per cui sarebbe doveroso anche un "forse", ma proprio "sono". Volere è potere. Triumph des Willens, il trionfo della volontà.
Riassumendo: un modo di trattare i problemi gravi come la sicurezza di tutti noi di una superficialità disarmante, condita da non poca facciatosta e faciloneria.
Nel decreto antistupri si afferma che sarà comminata la pena dell'ergastolo se a seguito dello stupro vi sarà la morte della vittima. Grazie al ... , ma è ovvio, dato che se la vittima muore il reato diventa automaticamente omicidio. Eppure detto così, alla svelta, arrotolando bene la lingua, sembra che venga dato l'ergastolo per punire lo stupro. Tanto la gente è distratta e la sera è pure stanca da giornate lavorative massacranti.

Altra trovata ad effetto, anzi, questa sembra proprio uscita dalla factory della Industrial Light & Magic di George Lucas, è un vero effetto speciale: le ronde.
Gruppi di cittadini volontari che si prestano a pattugliare le città per difenderne i restanti cittadini non volontari e non rondisti. Non ho capito se per noi ragazze rimane l'idea del soldato 'nnammurato personale da portare come chaperon oppure ci dobbiamo cuccare i City Angels con il basco sulle ventitrè anche noi.

Cittadini volontari. Uhm, ok, ma reclutati e selezionati da chi? Dal gufetto con gli occhiali? O da qualche vecchio gladiatore?
Volontari non armati. Va bene ma, se i delinquenti poi girano armati di katana, questi che fanno, si fanno affettare come dei culatelli?
Siamo sicuri che tra i volontari non si arruoleranno anche persone che individuano nell'appartenenza alla ronda solo l'occasione propizia per menare le mani e andare a caccia di immigrati? Ovvero qualche Charles Bronson della Baggina che vorrà rifare il Giustiziere della Notte, o qualche novella Angelo della Vendetta?

Partiamo da un semplice presupposto. I pedofili cercano di trovare lavoro nelle scuole e nei centri sportivi frequentati dai bambini; i necrofili non si impiegano certo al mercato del pesce ma negli obitori. Se ti piace avere potere sugli altri ed all'occorrenza vessarli, è probabile tu faccia di tutto per fare la guardia carceraria.
Per evitare abusi quindi, non sarebbe meglio sottoporre questi aspiranti rondisti ad un esame attitudinale, per escludere chi non sarebbe in grado di controllarsi in determinate situazioni e chi è un violento per natura?

Lo ribadisco. A me tutta questa storia delle ronde pare una minchiata e oltretutto un modo per rompere i fagioli alle forze dell'ordine che hanno studiato, hanno frequentato corsi, conoscono le regole di ingaggio e hanno l'esperienza necessaria per fronteggiare il crimine. Offellee fa el to' mesté, dicono in Padania. Andrà a finire che gli agenti dovranno intervenire per limitare i danni provocati da rondisti un po' troppo focosi.
Non sarebbe stato più saggio e più semplice potenziare le forze dell'ordine professioniste ed assumere poliziotti e carabinieri in più?
Ma no, avete ragione, non sarebbe stata una mossa ad effetto. Meglio la minchiata delle ronde. Un gioco (pericoloso) di squadra che rischia di diventare di squadraccia. E, Dio ne liberi, di squadroni. Della morte.

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domenica 22 febbraio 2009

Dario era gay

Oh si, ha parlato bene Dario. Bellino, lui. Ha detto che bisogna fare opposizione intransigente al governo, che il nano è un pericolo, che non rispetta la Costituzione. Lui, Dario, ha giurato sulla Costituzione, oggi, accanto al padre partigiano. Chapeau.
Ma allora, mi scusi, dobbiamo intendere che l'opposizione intransigente non la si faceva fino ad oggi per colpa di Walter?

Si, si, ha parlato proprio bene Dario. Interessante quell'accenno alla legge sul sondino coatto, definita liberticida. Bisognerà vedere se tanto laicismo, da parte di un ex DC e margheritino, si scioglierà come neve al sole, passata la festa, oppure si tornerà ai tempi della DC quando, tutto sommato, erano meno bigotti dei centrodestri di oggi e di alcuni finti centrosinistri, totalmente proni ai voleri di Benedetto16°.

"Sono segretario e qui comando io", ha detto, abbaiando leggermente. Giusto. Ci vuole fermezza e decisione.
Altro buon segno: non ho sentito nemmeno un maanche nel suo discorso. Che il PD stia rinsavendo?

Dario era gay, Dario parla con il cuore in mano, Dario dice sono un altro uomo. Il problema che ora sta con lei.

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sabato 21 febbraio 2009

Essere Martha Argerich



Una delle cose che sentivo più di frequente raccomandarmi dai miei insegnanti di pianoforte, ai tempi del Conservatorio, era di "non suonare come una signorina di buona famiglia!", di solito seguito da qualche colorita imprecazione.
Già, avete presente, quel suonare tutto con i freni tirati (soprattutto quelli inibitori), con i polsi belli alzati e le dita a granchio, percuotendo i tasti con frustrato risentimento da vergini inviolate o sfiorandoli senza convinzione e con paura, quasi potessero mordere ed amputarti le falangi. Date ad una di queste sedicenti pianiste un pezzo memorabile e assisterete ad uno degli atti più ignobili di profanazione che si possano immaginare.
Avevano ragione i miei insegnanti, anche se allora potevano sembrare dei maschilisti. Non c'è di peggio di una donna che suona come una signorina dell'Ottocento. E' un po' come il suonar da segaioli dei maschi. Altrettanto insopportabile e contrario allo spirito della musica, che è meravigliosamente sensuale e libidico.
Per fortuna e grazie ai miei insegnanti, sono riuscita a diventare una pianista immune dal difetto soprannominato e, se non avessi abbandonato gli studi dopo aver vissuto il pianoforte come un'imposizione, quale è stata, forse sarei diventata anche brava.

Con la saggezza che ti arriva assieme all'età, oggi penso addirittura che avrei dovuto continuare a studiare. Forse parlare di rimpianto è esagerato, però non mi dispiace, oggi, saper suonare anche se in pratica non lo faccio quasi mai.

Per il Concerto n° 3 in re minore di Sergej Rachmaninoff ho sviluppato da tempo una discreta ossessione. Lo rispolvero in ascolto soprattutto quando sono giù, perché mi funge da catarsi.
Come tanti, me ne sono appassionata non ai tempi degli studi (improponibile anche solo pensare ad un pezzo eversivo come il Rach3 suonato nell'ambiente ingessato del Conservatorio di allora), ma una decina di anni fa, in occasione dell'uscita del film "Shine", ispirato alla biografia del pianista David Helfgott. Una storia di dittatura patriarcale, sofferenza psichica e rinascita nella quale mi identificai molto.

E' noto. Il Rach3 è un concerto monumentale avvolto da una notevole aurea di leggenda: il brano più difficile del mondo da suonare, un'impresa per qualunque pianista, un mostro che potrebbe divorarti già durante la famosa cadenza del primo tempo.



Un titano dalle ottave gigantesche, create dalle manone dell'autore, con i mignoli lunghi come le altre dita. Lo stesso Rachmaninoff, ascoltandolo durante la sua pur impeccabile esecuzione (e vorrei vedere), sembra avere qualche difficoltà.

In realtà il concerto è si tecnicamente difficile, ma non come si crede. Io personalmente, anche se ci ho messo su le mani solo per provare qualche passaggio e non sarei mai in grado di suonarlo per intero, trovo ben più insormontabili le Variazioni Goldberg di Bach suonate come le suona Glenn Gould.
La notazione bachiana è semplice, non vi sono virtuosismi, arpeggi o ottave megagalattiche ma, cacchio, provate a far uscire dal pianoforte le stesse sonorità di quel pazzo che suona ingobbito e con il culo rasoterra. Impossibile. Bach nelle sue mani diventa un'equazione di quarto grado, matematica pura e fisica dell'indeterminazione. Di fronte a lui si può solo gettare la spugna e ritirarsi per manifesta inferiorià.

Tornando al Rach3, vado spesso alla ricerca delle migliori interpretazioni di un pezzo che conosco ormai a memoria nota per nota.
E' proprio cercando su YouTube che ho trovato l'interpretazione più memorabile e appassionata di questo concerto, quella di Martha Argerich assieme ai Berliner ed al maestro Riccardo Chailly.
Ebbene si, un concerto con i controcapperi, un pezzo sicuramente "non per signorine", suonato al meglio proprio da una donna. Ascoltatela e capirete cosa volevano dire i miei insegnanti. Forse bastava che mi raccomandassero di suonare come Martha Argerich.

Ebbi la fortuna di ascoltare Martha dal vivo in concerto negli anni settanta, a Genova, ma non mi resi conto allora della genialità di questa pianista. E' proprio vero che da giovani si è capaci di non rendersi conto degli angeli che ti sfiorano passandoti accanto.
Bene, oggi, grazie al Rach3 e a tutta una serie di altre interpretazioni che ho scovato, tra le quali i sorprendenti "Yeux d'eau" di Maurice Ravel, "Funerailles" di Franz Liszt e la Ballata n° 1 di Chopin, posso dire che per Martha ho una vera e propria venerazione. Una donna straordinaria, oltre che un genio musicale, come dimostrano le interviste e i documentari su di lei.

Signore, se rinasco, voglio essere Martha Argerich.




giovedì 19 febbraio 2009

Così giovane e già cadavere

Il più grande ed inquietante interrogativo del futuro di Walter Veltroni sarà: "Mi si nota di più adesso che ho dato le dimissioni o quando ero segretario del PD?"

Purchè non riesumino D'Alema e seppelliscano ancora più giù dei fatidici six feet under il fatal Rutelli, che ci mettano chi vogliono a fare il segretario, tanto nessuno è in grado di dare una scossa a questa opposizione ormai dal tanatogramma piatto.
Rimosso il segretario nasogastrico, rimane la stessa poltiglia di apparatchnik improponibili del passato. Bersani? Mah. La Finocchiaro? Ri-mah. Franceschini? Bellino ma troppo morbido. La Melandri? Per l'amor di Dio. Letta? Ovvero l'Inciucio vivente, alias "ridotto in questo stato dallo zio". Quello là della finta legge contro il conflitto di interessi, come si chiama? Troppi capelli.
Sinceramente l'unico personaggio capace di tirare un pochino , a mo' di pelo di figa è Di Pietro, che non a caso fa repubblica a parte, e la personalità più energica ed autorevole in giro mi parrebbe la Emma Bonino.

La sinistra l'è morta perchè si è arresa. La bandiera bianca è il drappo ideale del PD o Partito Demotivato. Walter è stato un medico pietoso che ha reso la piaga purulenta. Una piaga che sta consumando gli italiani, mai come oggi in preda alla fregola per l'Uomo della Provvidenza.
Benito, da rozzo romagnolaccio, l'aveva messa giù sul piano sessuale, "la folla è femmina e le piace essere fottuta", diceva, e non mi sento sinceramente di dire che avesse torto. Anzi. Forse lui non pensava ad una femmina così amante del secondo canale.

Lo vedete? Si è cominciato parlando di Veltroni e del PD e si è finito per tornare a parlare di Berlusconi.
Se chiedete ad un italiano perchè lo vota, vi risponderà "perchè non c'è di meglio". E' una risposta disperante ma è la verità. Gli italiani in realtà amano il nano insopportabile perchè li rappresenta. Ma li sentite come lo difendono anche quando motteggia sui forni crematori?
Io sono preoccupata. Quando quest'uomo morirà, che faranno? Non andranno mica tutti a suicidarsi sulla tomba da muratorino? Oppure resteranno là giorno e notte accucciati come il vecchio cane Argo sul lapidone di marmo gelido?

No, per tornare alla povera e meschinella opposizione, non gli basta un apparatchnik o un vecchio marpione della politica. Ci vorrebbe un Uomo della Provvidenza 2. Uno che avesse un qualche tipo di potere da contrapporre al nano, che riuscisse ad avere più carisma di lui e come lui fosse esperto nel fottere.
Scusate ma, pensa che ti ripensa, a me viene in mente solo Rocco Siffredi.

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mercoledì 18 febbraio 2009

Adios nanino

Per gli italiani che volessero raggiungere un ulteriore livello di sprofondamento nel sottosuolo della vergogna, e ormai credo che stiamo già arrivando al mantello terrestre, ebbene sappiano che l'Argentina ha richiamato il nostro ambasciatore per le dichiarazioni fatte dal presidente del consiglio durante la campagna elettorale in Sardegna.

Quali dichiarazioni? Chi ha ascoltato il TG1 di stasera avrà pensato che i nostri cugini sudamericani siano ammattiti o indipietriti.
Infatti l'apparentemente innocuo Sassoli ha letto la seguente velina da Minculpop:

"L'Argentina ha convocato l'ambasciatore italiano per chiarimenti su presunte frasi del presidente del consiglio sui desaparecidos. Secondo il quotidiano di Buenos Aires "Il Clarin", che cita l'Unita', Berlusconi avrebbe detto:"Erano belle giornate, li facevano scendere dall'aereo" riferendosi ai "voli della morte".
Da Berlusconi, ha spiegato l'ambasciatore italiano, netta presa di distanza dalla dittatura argentina. Fonti del governo aggiungono: il premier voleva sottolineare l'efferratezza del crimine per spiegare la gravita' dell'insulto quando lo paragonano ai dittatori".

No, la realtà è leggermente diversa e questa non è informazione. E', nella migliore delle ipotesi, disinformacija di stampo putiniano. Vomitevole e sicuramente vergognosa.
Come dimostra il video, colui che ci disonoriamo di avere come presdelcons ha avuto il coraggio di fare una battuta pseudocalcistica sui voli della morte che fecero sparire decine di migliaia di oppositori politici in Argentina.
Esattamente questa:

"... come quel dittatore argentino che faceva fuori i suoi oppositori portandoli in aereo con un pallone. Poi aprivano lo sportello, via il pallone, dice:"C'è una bella giornata fuori ,andate fuori un po' a giocare. " Che fa ridere, ma è drammatico...



Va bene che basta non parlare male della Shoah e per i restanti genocidi vi sono il rutto libero e lo sfintere rilassato ma giustamente il Clarin, in questo articolo, parla di "frase infame" e ricorda, guarda un po', che sia Massera (quello che giocava a tennis con il cardinale Laghi), che Berlusconi erano affiliati alla P2. Strane associazioni, incomprensibili per i nostri pennivenduti.

Davvero, non so se sia peggio Berlusconi e la sua coprolalia, chi gli para il culo sul servizio pubblico o chi lo difenderà dicendo che noi comunistelli non capiamo l'ironia del premier. You can kiss my ass.

Por todos los amigos argentinos: este hijos de puta madre chingada no representan el pueblo italiano asì como el general Massera no representaba el pueblo argentino.

Trittico musicale disintossicante:
Adios nonino - Astor Piazzolla
Ginastera danzas argentinas - Martha Argerich
Adios muchachos - Carlos Gardel

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lunedì 16 febbraio 2009

Mentre gli italiani dormono

Il governo pensa agli italiani.
Mentre i telegiornaletti sono impegnati a terrorizzarci ogni sera con stupri talmente tempistici da sembrare telecomandati e mentre ci viene venduto come notizia il ferale annuncio che la donna con le unghie più lunghe del mondo se l'è spezzate in un incidente, esticazzi!, il governo pensa a noi ed al nostro bene.

Tanto per cominciare, nel decreto milleproroghe scompare l'obbligo di dotare le nostre case di impianti energetici basati sulle fonti rinnovabili. Ecologia? Ambiente? Puah, robaccia. Noi siamo quelli del nucleare, di una centrale in ogni condominio. Del "bevete più latte (radioattivo), il radionuclide fa bene", ve lo dice il vostro Nanocurie.

Poi, non paghi e zitti zitti come i ratti che ti mangiano i piedi e manco te ne accorgi da tanto che i loro morsi sono dolci, alla faccia dei Mille (i morti annuali sul lavoro), i ministressi e le ministresse hanno pensato di esentare le piccole imprese, tutte quelle con meno di 15 dipendenti, dall'obbligo di adeguarsi alla legge 626, quella che dovrebbe tutelare i lavoratori dal rischio di infortuni.
Siccome la maggior parte degli incidenti accade nelle piccole imprese e 'o padrone nun vo' penzieri, facciamo questo regaluccio a chi ci vota ogni volta fedelmente per affinità di classe e in culo ai lavoratori, fessi, che ci votano per masochismo di classe.

Capite, mentre noi ci riposiamo, loro stanno lavorando per noi. Tanto, quando ci saranno da varare i provvedimenti demenziali come le ronde padane (muahahaha!), le castrazioni chimiche inefficaci e i plotoni di boys con le stellette per scortare le segnorine, ci penseranno i provvidenziali telegiornaletti a distrarci. Con altri freaks, notarelle di costume e importanti inchieste giornalistiche che insegnano al popolo ignaro come ci si soffia il naso. Per carità, mai entrambe le narici all'unisono, che ci potrebbe scoppiare la testa come al piccolo Samuele, ma una per volta. Parola di TG1. E facendo attenzione a non staccare il sondino obbligatorio.


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Dragging the Queen


(*Mi sembrava giusto tradurre l'appello di ieri anche in inglese*)

An open letter to Mrs. Michelle Obama, and a petition asking for action against Female Genital Mutilations in Africa.


Dear Mrs. Obama,

I have always considered myself lucky for being born in a country that doesn't ask women to pay the high price of ritual genital mutilations. You know what I mean, you were lucky too, being born in the USA.
Unfortunately 100 million more women in the world must live with the horror of intimate violation and lifetime consequences in both their minds and bodies caused by Female Genital Mutilations.

There are many movements taking action every day against this problem but the road to complete eradication of this inhumane practice is still long. When a tradition is deeply involved into a culture it is difficult to ask people to quit it. Action is then required by influent people who might be more convincing than us ordinary people.

One of the images that I will keep in my memory of your husband, the President, on his inauguration days, is that of hundreds of Africans cheering in their cities in Africa for the first Afroamerican president.
Barack Obama is a most charming and influent man and you are too. So I thought that was an historical opportunity for an Afroamerican President and first lady to talk to African men about the problem with their women and Genital Mutilations.
You have two little daughters, who could well have been already excised if they lived in those regions performing FGM.
I am sure, from woman to woman, that the simple idea of that sounds unbearable to you.

I believe you, Mrs. Obama, can do much for our African sisters, and it's more than you can imagine.
Just take action and ask your husband too to speak to African men about ending the practice of FGM.

I believe, it.
Yes, you can, stop FGM.

Sincerely,

Lameduck

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domenica 15 febbraio 2009

Contro le mutilazioni genitali femminili, un appello a Michelle Obama

A volte la chiamano ancora impropriamente circoncisione ma la Escissione/Mutilazione Genitale Femminile non ha nulla a che fare con la tradizione comune alle religioni ebraica ed islamica di privare ritualmente l'uomo del suo prepuzio a pochi giorni dalla nascita.

La Escissione/Mutilazione Genitale Femminile è una tradizione di origine faraonica comune ai paesi dell'Africa subsahariana ed è una delle più orrende pratiche di mutilazione rituale.
Non è un'usanza religiosa islamica, come falsamente creduto, ma un atroce rito di passaggio, subìto da almeno 100-140 milioni di donne nel mondo.

La E/MGF (nel link il rapporto dell'UNICEF in italiano) viene compiuta sulle donne ancora bambine, a volte di pochissimi mesi, e consiste nel tagliare ed asportare parzialmente o totalmente il clitoride. Senza alcuna anestesia, con una lametta, con una manovra compiuta dalle donne anziane della tribù.
Nella infibulazione faraonica, la più estrema, la donna, oltre che amputata del clitoride e degli organi della intera vulva, viene cucita nel vero senso della parola, lasciando solo un minuscolo foro per la fuoriuscita dell'urina e del sangue mestruale.

In altre realtà culturali le donne hanno subìto in tutte le epoche diversi tipi di dolorosi riti di passaggio, come l'allungamento del collo mediante collari o la deformazione cinese dei piedi, il Loto d'Oro, ma nulla è paragonabile all'E/MGF.
Chi la subisce, oltre all'atroce dolore del momento, un dolore inimmaginabile, secondo la descrizione di chi l'ha provato, alle infezioni croniche ed alla sofferenza fisica che le attanaglierà il ventre per sempre, è condannata a vivere la sessualità come il peggiore degli stupri. Senza alcun piacere, senza alcuna libertà e solo nel dolore, come pochissime donne in occidente hanno la sfortuna di provare, a causa di eventi traumatici o patologici.
Se per noi donne occidentali il primo rapporto sessuale può essere doloroso, ma non necessariamente, per una donna infibulata è sempre come essere sventrata e quel dolore si ripeterà ogni volta che il marito ne avrà voglia. Dopo il parto, spesso la donna viene nuovamente ricucita.

Ecco perchè noi dovremmo ringraziare la Sorte o Dio, per chi ci crede, ogni giorno e più volte al giorno di non essere nate nei paesi che praticano la E/MGF. Purtroppo nel mondo la popolazione femminile può essere suddivisa in Escisse e Non Escisse. La discriminante è solo ed unicamente la regione geografica dove si è nate e la popolazione di appartenenza. Al di fuori di esse si è salve ma non se, con l'emigrazione, la tradizione ha seguito i nostri genitori.
In Europa si calcola vivano 500.000 donne escisse provenienti dai paesi in cui è praticata la E/MGF. Per questo motivo si stanno moltiplicando gli appelli alle autorità europee affinchè vigilino sull'importazione della pratica nelle comunità di migranti, vietandola con forza e perseguendo chi la pratica illegalmente.
Di recente si sono svolti convegni di sensibilizzazione delle comunità africane praticanti, con l'invito, nel tentativo di limitare il danno, a passare gradualmente almeno a forme puramente simboliche di infibulazione. Intanto, l'Eritrea ha proibito per legge l'infibulazione nel 2007 ma la strada da percorrere per eradicare completamente il fenomeno nel mondo è ancora lunga.

Che milioni di uomini africani godano dello sventrare le proprie donne, invece di farci l'amore con pieno e reciproco godimento è difficile da capire. Difficile anche, in questi casi, pensare di farci gli affari propri rispettando le tradizioni culturali altrui. Quando è in gioco la salute, fisica e mentale, di milioni di individui è necessario interferire, anche con forza.
Evidentemente, il percorso evolutivo dell'Uomo non prevede l'immediato riconoscimento della sessualità liberamente vissuta della donna e del suo diritto al piacere. La cosa si perde nella notte dei tempi, ma le cinture di castità erano un modo altrettanto barbaro per ottenere la fedeltà e la sottomissione della donna nel nostro Medioevo. Nel più recente Ottocento, alcuni fanatici bigotti farneticavano di "circoncisione" e mutilazione più o meno simile a quella faraonica per chi indulgeva nella masturbazione.

E' auspicabile che le E/MGF vengano presto abolite per sempre e forse recentemente è accaduto un fatto storico che potrebbe essere decisivo.

Una delle scene che mi hanno maggiormente impressionata in occasione dell'elezione di Barack Obama, primo presidente americano afroamericano, è stata l'esultanza delle popolazioni africane, le manifestazioni di giubilo all'idea di quanta strada fosse stata compiuta dalla loro gente dai tempi della schiavitù fino agli attuali onori del trono imperiale.
Barack non è solo il primo presidente nero, è anche un uomo di straordinario carisma ed ha una moglie altrettanto affascinante ed influente.

Così mi è venuto in mente che Michelle potrebbe fare molto per le sorelle africane, forse più di chiunque altra donna del mondo.
Lei che ha avuto la fortuna di nascere dalla parte di mondo dove vivono le Non Escisse, che ha due bimbe che, se fossero nate a qualche migliaio di chilometri da Chicago, sarebbero già state vittime di una pratica inumana, potrebbe fare concretamente qualcosa.

Cara Michelle, noi intendiamo tirarti per la giacchetta in questo caso e suggerirti di fare un bel discorsetto a Barack, affinchè lui parli agli africani del problema delle loro donne e tiri fuori tutto il suo carisma e capacità di convincimento per far loro abbandonare la pratica della E/MGF.
Anche facendo la voce grossa, se è il caso. Sarebbe una delle poche volte in cui l'imperialismo può impegnarsi in una nobile causa e momentaneamente riscattarsi.


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mercoledì 11 febbraio 2009

Undici febbraio data funesta? Concordo

In questi giorni di acceso dibattito attorno alle questioni riguardanti Vita, Morte e Autodeterminazione, è ricorso l'ottantesimo anniversario della firma del primo trattato tra Italia e Santa Sede, i cosiddetti Patti Lateranensi dell'11 febbraio 1929.
Gli unici statisti italiani che finora nella storia si sono lanciati in un'Operazione Concordato, nel tentativo di limitare i danni dell'ingerenza religiosa nei fatti privati dello Stato ma in realtà firmando un'unconditional surrender all'ingerenza dei preti nei nostri letti ed allo scassamento aggravato e continuato dei nostri laici cabbasisi, furono Bettino Mussolini e Benito Craxi, rispettivamente nel 1929, appunto, e nel 1984.

Se a Mussolini dobbiamo l'introduzione della lezione di religione (solo cattolica, che diamine!) a scuola e l'esenzione dai dazi per la Città del Vaticano, alla revisione craxiana dobbiamo il lascito del famigerato 8xmille, la tangente pagata al Vaticano sui 740 e gli Unici da tutti i contribuenti italiani. Compresi quelli che, credendo di devolvere l'obolo allo Stato e quindi ad un'istituzione laica, non sanno che alla Chiesa Cattolica il loro 8xmille arriva lo stesso per vie traverse, un po' come le recenti soccia card, lesinate ai poveri vecchietti ma elargite con munificenza a preti, frati e monache.

Mi sento di prevedere tranquillamente che, dopo Benito e Bettino, anche Berluschino vorrà passare alla storia come colui che firmò il Concordato v3.0. magari tra vent'anni per il centenario dei Patti, chissà, tanto lui è eterno. O no?
E' per questo che sta studiando tanto e si esercita quotidianamente nella parte del devoto padre di famiglia tanto timorato di Dio, nonostante pregressi concubinaggi, adulteri, concorsi in aborto oltre termine, adesioni alla Massoneria ed altre bazzecole che ai comuni mortali un tempo avrebbero comportato, come minimo, l'accensione del rogo con mappate di diavolina. Oggi, per fortuna, solo la cacciata dai sacramenti e dalle chiese.
E' per diventare lo statista più sottomesso della Storia nei confronti del clero che, tanto per cominciare, ci condannerà alla vita eterna con sondino nasogastrico?

Mi sono chiesta in questi giorni perchè, nonostante il Concordato, che dovrebbe in teoria stabilire la separazione netta tra Chiesa e Stato, in Italia non muove foglia che Papa non voglia.
Mentre dagli schermi televisivi di un'unica teleMaria colavano lacrime di sangue sulla vicenda di Eluana, mi domandavo se nel nostro paese vi fossero veramente tanti bigotti e baciapile come l'informazione vorrebbe far credere.
Io vivo in una regione notoriamente "ad magnaprit" (di mangiapreti) anche se in una città tradizionalmente "bianca", ma non mi pare di vedere tutto questo fervore religioso in giro.
I preti scarseggiano e i sacrestani non galleggiano. Il grande seminario cittadino è stato riconvertito in miniappartamenti in affitto. I parroci svivacchiano azzuffandosi per accaparrare le offerte raccolte durante matrimoni e funerali; se li chiami per una benedizione ad una salma ti rispondono che non possono e poi tanto la tipa è già morta e non le serve. Alcune parrocchie di campagna vengono smantellate per mancanza di materia prima sacerdotale e via discorrendo.
Sulle grandi questioni morali vige il detto: la Chiesa dice A ma i cattolici fanno B. Nel senso che ci si risposa e si usa la pillola, ad esempio. Trend comune a tutt'Italia, mi dicono.
E allora? Perchè far passare l'Italia per una dependance del Vaticano popolata di vaticotalebani al cui confronto monsignor Lefebvre è un'ateo miscredente?

Un'altra domanda che mi faccio: ma cosa pensano di quest'ingerenza cattolica fin dentro le mutande i cittadini italiani diversamente credenti? Mi riferisco ad ebrei, islamici, buddisti, scintoisti, induisti e affini.
Come mai non sento rivendicare da essi il diritto di questi individui a non dover necessariamente condividere la morale cattolica?
Non sarà perchè, come ci ricordano i documentaristi di Religulous, tutte e tre le religioni monoteiste tendono al bigottismo ed al fondamentalismo e ciò è conforme con la necessità, tutta materialista, di tenere la gente, per dirla volgarmente, "cagata" e buona buona?

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martedì 10 febbraio 2009

Far morire di fame e di sete

"Non possono in nessun caso essere negate idratazione e alimentazione a chi non sia in grado di provvedere a sè stesso". (Bozza del Decreto sulla fine vita, governo Berlusconi, febbraio 2009)

Questa foto è l'orrore del mondo, è l'orrore della fame, della sete, della pena capitale comminata senza rimorsi a milioni di esseri umani affinchè noi possiamo continuare in pace a soffrire di ipercolesterolemia endemica.
E' anche l'emblema dell'atroce ipocrisia di quanti in questi giorni hanno parlato fino allo sfinimento e a vanvera di morte per fame e sete, della relativa crudeltà e si sono erti a spietati giudici di un padre. Qualcuno, mi pare il loro Dio, disse proprio "non giudicate e non sarete giudicati". Bah, roba vecchia di duemila anni, me ne rendo conto.

Sottosegretaria Roccella, una volta che lei e gli altri avrete sollevato la bocca dal fiero pasto del cadavere di Eluana, vorreste cortesemente concentrare le vostre energie salvifiche e la vostra libido subliminata nella trascendenza sull'immagine di questi due infelici e miserrimi esseri umani, una ignota madre africana ed il suo bambino e fare qualcosa di concreto, non per loro perchè sono morti, ma per coloro che potrebbero ancora essere salvati. Con ciò dando finalmente un senso alle farneticazioni su fame e sete ed un valore al vostro cristianesimo oltranzista. Altrimenti saranno state solo parole vuote e, sulla fame, mi hanno insegnato che non si scherza e non la si nomina invano. Sarà che sono cresciuta al suono di "non sprecare il cibo, pensa ai bambini del Biafra".

C'è bisogno che qualcuno vi ricordi che milioni di queste madri e figli muoiono ogni giorno proprio per fame e sete, quelle vere, nell'assoluta indifferenza dei Gasparri, dei Cicchitto, dei Rutelli, dei monsignori, del Papa, dei miliardari che per mettere assieme l'ennesimo fantastiliardo scendono in politica piagnucolando che lo fanno per il nostro bene e che, per non perdere qualche miliardo di pubblicità, se ne fottono di Eluana, dell'eutanasia e di tutte quelle bazzecole perchè, siamo seri, stasera c'è il Grande Bordello.


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lunedì 9 febbraio 2009

Eluana

Chi ha visto questo film, "Mare dentro" di Alejandro Amenabar, sa cosa significa questa scena e perchè l'ho scelta per salutare Eluana, che ora finalmente è libera di volare. Alla fine, come era prevedibile, solo la Morte ha avuto pietà di lei.

La cosa più stupida che si potrà fare ora, e i nostri politici stupidi lo sono sufficientemente, sarà legiferare su una cosa così delicata come il diritto a disporre di sé liberamente e in piena coscienza nei riguardi della propria morte, con un decreto-ukase frettoloso, rabbioso e vendicativo, oltrechè ossequioso all'inverosimile nei confronti del Vaticano temporaneamente sconfitto.

Se quella imbelle opposizione che ci ritroviamo non glielo impedirà, i cattofascisti faranno una legge che sarà un puro atto repressivo contro la ribellione dei sottomessi. Scaricheranno tutta la loro paura della morte, perchè ne hanno una paura fottuta, su chi ha osato considerarla meglio di una non-vita.
Crocifiggeranno un padre e una madre che hanno saputo andare oltre l'egoismo del "la voglio lì così com'è, purchè non vada via", preferendo per la figlia la fine della lunga agonia. Li crocifiggeranno, non essendo assolutamente capaci di comprendere un atto d'amore come il loro.
Saranno delle vipere, vedrete.


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domenica 8 febbraio 2009

Opposizione Vegetativa Permanente

Che cazzo sta facendo Veltroni? Sta spolverando amorevolmente tutti i maanche della sua collezione, riposti con cura e con il centrino all'uncinetto sotto, sugli scaffali?
Sta cercando di conciliare l'orrida Binetti e il suo cilicio teodem con il concetto di Opposizione, cosa più difficile del risolvere un'equazione di quarto grado, e per questo gli ci vuole tempo?

Questo nanogovernicchio ne fa una al giorno: contro i poveri e derelitti, contro i principi ippocratici dei medici, contro la laicità, contro la fottuta libertà individuale di poter crepare in pace senza la suora che ti sfrucuglia il catetere su per il sederino dicendoti che se anche hai la ragade anale è per il tuo bene e devi gioire nel Signore.

Tutte le sere Valter, la Finocchiara e gli altri ectoplasmi della sinistra ci fanno sapere che sono tanto dispiaciuti di ciò che accade all'Italia ma poi non fanno un cazzo. Altro che fermi come semafori, questi sono cadaveri e niente affatto eccellenti.

Compito di un'opposizione viva e scalciante, in qualunque paese civile, in questi casi in cui si attenta alla Costituzione, non al regolamento del condominio, è di mobilitare le forze della società civile che si oppongono allo scempio, in senso assolutamente trasversale, a destra come a sinistra.
Il suo dovere è di stringersi attorno all'unica figura istituzionale non ancora affetta da nanismo di ritorno, il Presidente della Repubblica e aiutarlo concretamente. E' di andare a spiegare agli italiani e anche a quegli sciagurati, si, proprio sciagurati, che hanno votato Berlusconi, a che razza di personaggio hanno affidato la loro sorte, per vedere se per caso si sono pentiti della scelta.

L'opposizione di Veltroni invece non sente, non vede, non prova nemmeno dolore se la pungi con un ago da materassaio. Le hanno strappato elettori e consensi senza anestesia e non ha battuto ciglio. E' un'opposizione in Stato Vegetativo Permanente.
Se, in questo paese, per avere un'opposizione vera, che non faccia sconti e non sia connivente e reggisacco con il governo, è necessario che quest'opposizione simulacro, contenitore vuoto e senza vita muoia, ebbene, staccatele pure la spina.
Speriamo un giorno di poter ridere di questo. Sapete, dunque, c'era un'opposizione in coma...


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venerdì 6 febbraio 2009

Lo stupro di Eluana


Cosa ci tocca sentire. Berlusconi in veste di neuroscienziato pazzo, che disquisisce su morte cerebrale, stati vegetativi permanenti da 17 anni che potrebbero variare, forse in base a fattori meteorologici, chissà, o a congiunzioni astrali favorevoli, di cellule "celebrali" vive che mandano segnali elettrici.
Insomma un neurodelirio sulla pelle della povera Eluana. Siamo rimasti noi con gli occhi sbarrati, altro che Crisafulli.
Non c'è niente da ridere, però, con uno che, per aver studiato neurologia per 15 lunghi minuti, non solo si permette di fare disinformazione scientifica d'alto livello confondendo morte cerebrale con stati di coma e Stato Vegetativo Permanente, ma arriva a dire che Eluana è una persona viva che potrebbe, per ipotesi, generare un figlio. Lo dice nel filmato, ascoltatelo al minuto 1:06.

Ecco, ovviamente questa frase non è stata riportata dal TG1, ci mancherebbe, mai che scappi un'occasione per fare disinformazione. E' una frase idiota, oscena e disumana.
Eluana non è più, non ha nè consapevolezza nè volontà, quindi non sarebbe in grado di avere alcuna relazione affettiva. Figuriamoci concepire un figlio.
Immagino che qualche prete si sia eccitato all'idea di una donna puro contenitore senza coscienza e volontà ridotta a macchina per fare figli. Io l'ho trovata una fantasia pornografica, da vergognarsi di averla solo pensata. Una violenza peggiore di quelle di cui parlava papà Beppino.
Oggi questo governo immondo ci ha gentilmente offerto lo stupro con gravidanza indesiderata di Eluana Englaro.


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giovedì 5 febbraio 2009

Vietato morire

Vietato morire, perchè i cattolici hanno a cuore la sopravvivenza ad ogni costo (non la chiamo vita) dei pazienti in stato vegetativo permanente, un po' meno quella degli abitanti dei paesi poveri da bombardare, gente che può crepare tranquillamente senza tanti problemi di coscienza. A Gaza, di recente, una sola cannonata capitava che si portasse via in un colpo tre Eluane, per giunta sane e vegete, ma non distraiamoci con questi dettagli, torniamo alla difesa della vita.
L'importante è che Berlusconi aggiunga un ulteriore tassello al suo delirio di onnipotenza e diventi anche giudice finalmente, arbitro in terra del bene e del male. Con potere di vita forzata su tutti i cittadini dello stivale. Dopo questo si dedicherà anima e corpo alle cose serie, cioè convincere Posh a far restare Beckham al Milan.

Non solo vietato morire, vietato curarsi se sei clandestino e magari hai importato una malattia infettiva che, non riconosciuta e curata in tempo perchè non osi curarti al pronto soccorso, dilagherà e contagerà anche il caporonda padano e poi la sua famiglia. E' così che potrebbe tornare la peste a Milano e si creeranno nuovi posti di lavoro nella generosa Lombardia. Si raccolgono già i curriculum degli aspiranti monatti. Che fa pure rima con Moratti.

Ancora, registro dei clochard, che detto così sembra l'inventario di una boutique, ma non è altro che la schedatura dei barboni (dei barbùn). Oh, e magari anche un bel triangolo nero da asociali che si porta su tutto. Per triangoli di altro colore non mettiamo limite alla provvidenza.

Io, fossi in un imprenditore, mi butterei da subito sul settore crematori.

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mercoledì 4 febbraio 2009

Il bel paese del te possino stupra'

"Vorrei, cara onorevole, che una sera rientrando a casa, fosse stuprata e pestata a sangue da un branco di romeni, vorrei che le lasciassero segni indelebili nel corpo e nella mente, vorrei che ciò accadesse ai suoi figli se ne ha, vorrei che i suoi cari magari anziani fossero aggrediti in casa e malmenati con bastoni e seviziati con coltelli da un branco di extracomunitari feroci». (dalle email inviate a Rita Bernardini)

‘E' punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione di libertà'. (Costituzione della repubblica italiana, articolo 13 comma 4)

Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, si è recata nei giorni scorsi nel carcere dove sono rinchiusi i quattro rumeni responsabili dello stupro di Guidonia. Il motivo della visita era verificare se fossero vere le voci sui pestaggi subiti dagli imputati in sede di interrogatorio e in carcere. Le sevizie di qualunque tipo sui reclusi sono proibite dalla nostra Costituzione.
"Quello che abbiamo potuto constatare è che risultano confermate le segnalazioni di maltrattamenti che ci hanno portato ad effettuare la visita ispettiva. Su uno di loro, che zoppicava vistosamente, erano visibili i segni di percosse su un occhio, sulle gambe e sull’anca destra. Altri due avevano gli occhi pesti, ma affermavano, uno di essere caduto e l’altro di essersi picchiato da solo per la disperazione. Da quanto abbiamo potuto ascoltare, il pestaggio sarebbe avvenuto, a più riprese, nelle celle di sicurezza della caserma dei Carabinieri di Guidonia. (…) Proprio nei casi di reati del tipo in questione, riteniamo che la forza e la credibilità delle istituzioni risieda nel rispetto più rigoroso della legalità e del rispetto dei diritti umani delle persone accusate. Su questi fatti i deputati radicali presenteranno oggi stesso un’interrogazione urgente ai Ministri della Difesa e della Giustizia". (Comunicato di Radicali Italiani, 30 gennaio 2009)
E' giusto che dei parlamentari controllino che le leggi vengano rispettate, soprattutto da parte di chi è preposto a difendere l'ordine pubblico e la legalità.
Al di là della rabbia o della vera e propria furia di vendetta che provocano certi reati, e del "li ammazzerei con le mie mani" che viene in mente, a caldo, anche al gandhiano più convinto, chi è investito di potere non ha mai il diritto di trascendere. Sia quando si tratti di manifestanti inermi che dormono in una scuola, sia quando ci si trova di fronte quattro bastardi di stupratori che magari non sono nemmeno pentiti di ciò che hanno fatto.

Possiamo discutere fino a domani sulla lentezza del processo penale e sulla difficoltà di giungere in tempi rapidi alla piena giustizia per le vittime, con la lucidità di Massimo Fini, oppure si può sfruttare come al solito la situazione per continuare la propria crociata personalistica contro i giudici, come ha fatto Berlusconi che ha parlato di "scarcerazione degli stupratori" quando si trattava soltanto dei domiciliari concessi ai loro fiancheggiatori.
La legge viene applicata, almeno quella dei paesi civili, non quella della giungla che sembrerebbe la più gradita dai nostri connazionali brava gente. Infatti coloro che hanno materialmente commesso lo stupro rimangono in carcere. Quelli rumeni, perchè l'italiano dello stupro di Capodanno invece è agli arresti domiciliari, va beh.

Orbene, ciò premesso, dopo la visita della Bernardini al carcere di Guidonia nella sua veste di parlamentare, è successo il finimondo. La sua mail si è riempita di ogni tipo di improperi e minacce, fino all'augurio di subire la stessa sorte della ragazza di Guidonia, come nell'esempio che ho riportato all'inizio.
Un sedicente comico, in un programma di RAI1, ha criticato la scelta della Bernardini facendo delle battute all'olio di ricino, con la conduttrice che gli diceva pure bravo e il pubblico che applaudiva.

Non sono mancate, megafonate da esponenti del PDL, le reazioni piccate di settori delle forze dell'ordine che in questi casi danno sempre l'impressione di mal sopportare i controlli della politica e di voler fare repubblica a parte. Non accettano lezioni da D'Elia perchè pregiudicato, non si possono criticare le forze dell'ordine che fanno il loro dovere (che non comprende però pestare le persone) ecc. Non vogliono rispondere nemmeno ai dettami Costituzionali? Mi pare eccessivo. E' giusto indagare se i quattro sono stati pestati dai compagni di carcere o dalle guardie, in quanto tra le due cose c'è una notevole differenza.

Anche questo episodio comuqnue, ossìa il vilipendio a mezzo web di un parlamentare, forse vilipeso più facilmente in quanto donna, e il tentativo di delegittimazione dell'azione di controllo dei rappresentanti del popolo sulle istituzioni, è un altro esempio dell'attuale progressivo imbarbarimento della nostra società.

Cloro ha riproposto oggi un campionario delle sconcezze che uscirono dalla bocca degli italiani che telefonarono in diretta a Radio Radicale nel lontano 1991 durante un memorabile filo diretto a base di rutti e bestemmie liberi.
Allora se ne parlò molto in termini sociologici, dimenticando che quando si è protetti dall'anonimato telefonico e si ha il permesso di "sfogarsi", chiunque di noi può prodursi in una sequenza molto stereotipata e prevedibile di luoghi comuni sessuali, scatologici e blasfemi.
Potremmo definire quell'esperimento un festival del tourettismo, innescato da un gioco di ruolo tra nordisti e sudisti. Un caso di pandemia di disinibizione frontale.
Oggi non so come andrebbe la ripetizione dell'esperimento. Sicuramente sarebbero tutti più cattivi, vendicativi e violenti.

Siamo un paese sempre più cattolico e sempre meno cristiano. Macchè porgere l'altra guancia, qui assistiamo ad un fenomenale revival dell'occhio per occhio. Possibilmente da strappare all'avversario a mani nude.


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martedì 3 febbraio 2009

Italians Barbarians

Ranxerox, © Tamburini, Liberatore, Pazienza

Questo si che è un governo con i maroni. Anche se fa un po' impressione sentir invocare la cattiveria nei confronti degli immigrati, come se non se ne respirasse già abbastanza in giro, e con il puzzo di benzina che si sente, da un ministro non dalla faccia feroce ma da gufetto con gli occhiali rossi. Uno che ti aspetti di trovare giusto in un pub a soffiare in un sassofono. "E' ora di cambiare musica", ha detto. Appunto.
L'ex collega agli interni Pisanu ha parlato di discorsi da Osteria Padana ("l'immigrato lo ammazzo con la katana...") ma gufetto respinge le critiche al mittente: "Polemiche che mi entrano da un orecchio e mi escono dall'altro", ha detto. Molto rapidamente e senza incontrare ostacoli, dicono i maligni.

Magari se un giorno o l'altro qualche ministro, di qualunque osteria o bettola politica, invocasse si la cattiveria, la determinazione e la volontà di applicare le leggi, magari anche la galera a vita ma per coloro che, al riparo del loro potere mafioso, organizzano il traffico di esseri umani, non per i disgraziati che ne sono vittime. Volendo semplificare, sembra sempre che ce la si voglia prendere con i deboli per non voler o, più probabilmente, poter contrastare i forti. Can che abbaia non morde. E questi abbaiano solo.

Da che mondo è mondo un'imbarcazione è sempre salpata da un porto, non si materializza come il vascello fantasma a dieci miglia dalla costa. Mi rifiuto di credere che, grazie ad un aiutino dei satelliti, non si riescano ad identificare le basi dalle quali partono i flussi migratori clandestini, che non si facciano mai megaprocessi a carico di mandanti ed esecutori.
Perchè nessuno pensa di interrompere questi viaggi andando a premere sui paesi che fiancheggiano i trafficanti? Premere seriamente, non facendo i pagliacci con il fez in testa e lo scambio di gagliardetti, ma imponendo sanzioni e boicottaggi economici a livello europeo per i paesi colpevoli.
E' persino probabile che i trafficanti internazionali di carne umana paghino i disgraziati un tanto al chilo alle loro famiglie affinchè li imbarchino sui gommoni per farli partire alla ventura, non il contrario, come ci ricordano sempre i telegiornali.
Carichi organizzati scientificamente e destinati a destabilizzare le democrazie, ad innervosire il bottegaio padano che già ha il complesso del terrone dalla nascita e a spingere tutto il cucuzzaro elettorale a destra. Non una destra normale ma la più becera, fascista e ottusa. Quella che non sa far altro che spargere paura come un diserbante che, invece di eradicare le male piante dell'intolleranza e del razzismo, distrugge quelle buone della democrazia e del vivere civile.

Gli italians non sono razzisti. Ma quando mai. Solo un po' magliari. Simpatici italiani, cantava una volta Casadei. Italiani che quando zompano e malauguratamente si riproducono possono produrre esseri che, intervistati sul perchè hanno dato fuoco ad un ragazzo rispondono "Ragazzo? Nooo, marocchino!"

Intermezzo - Per questi atti di criminalità gratuita che nascono dalla noia, dalla cattiveria e dal tenere il cervello spento e i muscoli a riposo, non ci vorrebbe il carcere ma soltanto il lavoro e quello duro, quello che spacca la schiena. Riasfaltare l'A14, per esempio. Scavare qualche traforo in montagna, mettere giù binari dell'alta velocità, riaprire qualche miniera in Sardegna. A gratis, ovviamente, a titolo di risarcimento della comunità del male commesso. Il lavoro nobilita l'uomo e soprattutto gli fa passare la noia.

Mentre noi non dormiamo la notte per la paura della violenza, degli stupri e dell'Uomo Nero, non quello arrapante della Casa Bianca ma quello che ci invade con i gommoni volanti, l'Eurispes ci informa che in Italia, in quattro anni, i megaricchi saranno raddoppiati. Le famiglie con asset finanziari superiori al milione di euro, quindi tutto sommato ancora degli straccioni rispetto a Berlusconi, cresceranno del +98%.
Sempre secondo Eurispes scopriamo che, nonostante il crollo delle banche e le nubi minacciose all'orizzonte economico, in tutto il mondo il settore del lusso non conosce crisi.
In parole povere, si vendono più Ferrari Testarossa che Panda a metano. Per ogni Maria Rossi che rinuncia all'abito nuovo, ci sono dieci Madame Beckham che svuotano le boutique a colpi di Visa.

Non viene il sospetto che la paura così amorevolemente coltivata nei signori Rossi serva a tenere impegnata gente che potrebbe reclamare una fetta della torta e chiedersi perchè proprio i loro e solo i loro salari devono scendere?
Suvvia, siamo comprensivi. Se ci distraiamo dai rumeni stupratori, dagli zingari che rubano i bambini, dai négher che sono troppi e dagli islamici che vogliono eurabizzarci, i ricchi non raddoppiano in pace.




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domenica 1 febbraio 2009

Uomini gnè gnè

"Guarda che gli anni '70 sono finiti, forse dovresti aggiornare la tua dialettica. Per quale motivo un uomo non dovrebbe sputarti in faccia appena apri bocca, resta un mistero." Asdrubale

Certi post raccolgono talmente tanti commenti e di un tale interesse che meritano un post-risposta dedicato, con tanto di menzione d'onore dei commentatori più meritevoli e sagaci.
Ovviamente, se si scrive di varianti di valico e vento forte a Caianello, di solito non si crea un'appassionante discussione tra proisti e contristi.
Se parli di stupro invece, hai voglia, sono argomenti che tirano più di un carro di buoi e che tirano fuori anche il peggio, o il meglio, degli interlocutori. E' così anche nella conversazione da vita reale.

E' stato istruttivo leggermi tutti i pensieri scaturiti da molti commentatori uomini che si sono risentiti per essersi sentiti accostati al concetto terrificante di impotenza. L'impotenza di cui parlavo, en passant, non era limitata a quella impotenza ma al non potersi muovere, al non poter reagire, al senso di impotenza, appunto. Poi sono io che penso con il pene come Moravia.

Parlando di reazione alla paura di impotenza non mi riferivo alla totalità del genere maschile , in quanto la maggioranza degli uomini riesce a controllarla, ma soltanto alla categoria degli stupratori. Tant'è, è scattato lo stesso il corporativismo come un salvavita difettoso. Tu generalizzi, mi hanno detto, e non è giusto, non si può criminalizzare il genere maschile. Gnè gnè.
Ma quando mai? Ho solo detto che a volte si ha l'impressione che gli uomini facciano fatica a calarsi nelle mutande delle donne stuprate, per i ragionamenti che fanno sull'argomento e per la quantità industriale di asini che cadono quando se ne discute. In effetti, la reazione piccata di alcuni al post me lo ha dimostrato.

Prendiamo ad esempio chi sostiene che forse "l'unico modo per far capire ad un uomo l'orrore dello stupro è avere la moglie o la sorella o la figlia violentate."
Oplà, un po' talebano come ragionamento, non trovate? C'è una gran parte di mondo che obbliga le donne stuprate a suicidarsi dopo aver subito violenza per mondare l'onore della famiglia, cioè degli uomini di casa e di solito lo chiamiamo terzo mondo, per mettere in chiaro che non abbiamo niente a che spartire con certe tradizioni barbare, noi no, noi.

Per far capire ad un uomo l'orrore dello stupro basta che l'uomo immagini di essere stuprato. Suvvia, non è difficile. Nelle carceri, sulle navi, in qualche spogliatoio di caserma, avendo l'accortezza, in quest'ultimo caso, di chiamarlo atto di nonnismo. A parte le condizioni di isolamento monosessuale, succede regolarmente a molti ragazzi gay, ai trans, a chi appare un maschio sottomesso, debole e di facile sopraffazione. Lo stupro di guerra colpisce anche gli uomini conquistati, non solo le donne.

Molti commentatori, parlando di stupro, si dedicano con accanimento allo spaccare il capello in quattro. Fanno furore, innanzitutto, le spiegazioni socio-etologiche del fenomeno.
Solo una infima minoranza dà la colpa degli stupri a fattori genetici; qualche lombrosiano che ritiene lo stupro un fenomeno limitato alla categoria dei delinquenti congeniti dai tratti facciali porcini. Magari fosse solo così.
La maggior parte del risentimento gnè gnè è fermamente comportamentista. Poca Natura e molta Cultura. Anzi, è solo un problema culturale. Una conclusione po' forte, visto che un altro amico puntualizza che anche il germano reale stupra la femmina e lì, nei laghetti, di cultura e televisione culi-tette-culi ce n'è poca.

Tra gli spaccatori di capello ci sono i santommasi, quelli che per credere allo stupro, anche quello di gruppo, hanno bisogno del referto autoptico con sfondamento della vagina, altrimenti suppongono che lei ci stava.
Perchè spesso lo stupro non è facile da dimostrare, bisogna vedere, valutare, soppesare, ci vuole il riscontro oggettivo. Bisogna andar cauti perchè ci sono i padri ingiustamente accusati di pedofilia. Ah, ecco. Meno male che il 99 % dei padri, nonni e amici di famiglia pedofili rimangono impuniti, se no sai che pena.
Stupefacente il commentatore che si chiede "perchè molte vittime preferiscono cedere senza lottare e uscirne illese piuttosto che rischiare un pugno in faccia".
Qualcuno si chiede addirittura se le donne, lamentandosi degli stupri non rischino di diventare un po' come gli ebrei: vittime di un complesso di persecuzione. Un lefebvriano in incognito?

Va forte anche la deresponsabilizzazione generalizzata di genere. Se stupriamo (non noi che commentiamo, ma noi uomini che si sentiamo tutti tirati in ballo) è perchè ci sono le donne disposte a vendersi (il commento originale era più esplicito, parlava di succhiare cazzi e mostrare le tette in televisione). Insomma, non siamo noi che siamo clienti, siete voi che siete puttane.
Ovviamente, arriva puntuale lo statistico che ci rassicura: solo uno su mille stupra e comunque è colpa di sua madre che non lo ha educato.
Tra i deresponsabilisti ci sono coloro che danno la colpa degli stupri agli ambienti degradati, alla promiscuità, alla povertà e all'alterazione psichica momentanea dovuta all'alcool e alle droghe. Colpa del cartello di Medellin, insomma. Chissà che roba tagliata male girava all'epoca del Ratto delle Sabine.

C'è chi controbatte che anche le donne sono violente, cattive e stronze. Gnè gnè. E chi l'ha mai negato? Ci sono le suore malvage.
Se vi fossero eserciti formati da donne li vedremmo stuprare non già gli uomini, per problemi tecnici (esistono i dildo, comunque) ma le altre donne. Assolutamente fantastica come fantasia. Peccato sia alquanto improbabile. Chissà cosa ne penserebbe Martin Van Creveld, un guru gnè gnè del maschilismo neocon, spesso tra i commentatori del TG1 e di cui vi invito a leggere questa stupenda intervista. Uno che dice, tra l'altro:
«Clausewitz riteneva la guerra un'arte razionale e dunque non c'è spazio per le donne, che sono emotive ed intuitive».
«Una singola donna che aspetta a casa il marito, o che bada ai suoi figli è più importante in guerra di mille segretarie in uniforme. Le donne sono molto importanti nelle guerre, ma non combatteranno mai come gli uomini».
Magari aggiungiamo che il ruolo delle donne in guerra è quello di sollazzare, volenti o nolenti, soprattutto nolenti, i soldati.

Tornando ai miei gentili commentatori, la più bella che ho letto è questa: se ve la prendete per gli stupri, in fondo in fondo è perchè siete lesbiche.
L'uomo pensa: "Come fanno a non adorarmi?" E' la sindrome del Dio che non riesce a concepire l'ateismo.
Le lesbiche ovviamente sono donne malate che odiano gli uomini. Si, magari sono rimaste traumatizzate da piccole ma perchè odiare gli uomini? Ogni tanto infatti vi sono volontari che si dedicano allo stupro rieducativo delle lesbiche.
Vai a spiegare loro che, come non è vero che tutti i gay odiano le femmine, non tutte le lesbiche cenano con uno stufatino di uomo e un buon Chianti. E vai anche a spiegare che l'omosessualità non è il risultato di un evento traumatico ma una possibilità come un'altra di orientamento sessuale. E che infine criticare gli uomini non significa essere lesbica.

Resiste infine qualche commovente nostalgico freudiano che attribuisce il risentimento femminile nei riguardi dello stupro all'invidia del pene, seppellita da un secolo ormai senza nessuno che le porti più un fiorellino sulla tomba.
Menzione d'onore, e Gnè Gné d'Oro, infine, ad Asdrubale e al suo commento che mi onoro di citare all'inizio.

P.S. Io lo so perchè succedono queste cose. Perchè si scatena il paternalismo di tutti questi ragazzi gnè gnè, infastiditi dal fatto che una signora parli di cose che la riguardano e che conosce, come la psicologia. Non è nemmeno perchè in Italia non si perdona la competenza, soprattutto femminile, a meno che tu non sia racchia ed abbia 97 anni. In quel caso ti ascoltano ma solo per poco, meno di dieci minuti, come per l'esposizione ai raggi gamma. Bisogna far presto perchè dopo un pò che ci ragioni cominciano a perdere i capelli e a diventare come Jason Robarts in "The Day After".

La colpa è della mancanza di disambiguamento del look. Se hanno il dubbio di interloquire con una virago camionista tatuata, con una troppo somigliante a mamma o a Rosy Bindi oppure, peggio, con un uomo in incognito, si innervosiscono.
Un consiglio alle amiche bloggers. Volete commentatori che vi supplichino di far loro annusare le vostre mutande e che addirittura fingano di essere interessati ai vostri ragionamenti, arrivando a dirvi "dio, ma quanto sei intelligente!"? Fatevi un avatar da strafiga come l'esempio qui sopra. Dite che siete proprio così, anche appena sveglie.

Insomma, fate come Filippo Facci.


© gnègnè, Pensatoio


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