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mercoledì 2 aprile 2014

€ur()maniac


"Ogni volta incontro premier sempre più giovani" ha dichiarato David Cameron dando il benvenuto in Albione al bimbominkia del consiglio, e qui riconosciamo il tipico humour inglese di chi  non riusciva probabilmente in quel momento a scacciare dalla mente il famoso concetto dell'avere "meno carisma di uno straccio umido" reso celebre da Nigel Farage e nemmeno l'associazione con le migliori interpretazioni mimico-facciali di Rowan Atkinson.

Giovani. In effetti, un governo così pieno di ggiovani intenti a fare le riforme è quasi un riformatorio. 
Li vedete nei talk trip in televisione. Hanno quegli occhietti fissi e scuri da squalo, soprattutto la Madia ma anche Gozi o la Serracchiani o quella con l'effetto manga sulle ciglia, la Boschi.

Tutti affetti dalla bellezza di Ken e Barbie e con quegli eyes wide shut, occhi senza vita, che esprimono il vuoto mentale di chi è stato addestrato dal progetto PDULTRA, la versione nostrana dell'MKULTRA di quell'altro Cameron, guarda le coincidenze, le sincronicità e i ricorsi. Addestrati ad onorare e servire il dogma dell'Europa e del suo tessoro, l'euro, contro qualunque cosa che si frapponga tra il trionfo del capitalesimo e la democrazia. Veri supersoldatini vogliosi solo di frantumarsi le testoline svuotate con il cucchiaio contro il muro di cazzate che i loro padroni li addestrano a ripetere in pubblico.
Ricordo ancora con orrore il suddetto Gozi l'altra sera da colui che condivide con il defunto Rudolph Hess lo stesso entusiastico attaccamento al capo, il descamisado di Piazzapulita, dichiarare con l'occhietto fisso da Carcharodon Carcharias che "la Troika è terrorizzata dall'avvento di Renzi". 


Era dai tempi di "Salò" di Pasolini che non si vedevano dei giovani sottoposti a tali degradanti pratiche di autoumiliazione, con la differenza che quelli piangevano e si ribellavano, questi sono contenti così. Chissà quali incentivi, oltre al denaro, li hanno convinti ad immolarsi sull'altare del culto della propria disintegrazione. Culto che comprende sacrifici umani, anche se i baby squillo della politica non se ne rendono conto.
Riforme, riforme, riforme, riforme, riforme, gli hanno sparato in testa quando li addestravano. Hanno una gran fretta, avete notato? Presto, presto, le riforme. Alla cazzo ma riforme. Prendi il sacco, dai fuoco a tutto e scappa. Forse perché sanno che il fogno è instabile e collasserà presto come in Inception.


In questi giorni sulle locandine dei cinema compare la faccia di Berlinguer. Credo sia un film dedicatogli dall'insulso Veltroni, uno che è subdolo come i virus latenti: ogni tanto si slatentizza e reinfetta.
Ebbene, questo "Quando c'era Berlinguer", espressione dell'ipocrisia di chi si è nettato il culo con il testamento del leader del PCI, mi fa l'effetto di un porcozio nel bel mezzo della urbi et orbi e dovrebbe indignare anche i cascami e percolati della sinistra, soprattutto i suoi simpatizzanti, se ancora presentano attività elettrica residua. Quando c'era Berlinguer voi giovani da riformatorio neoliberista non sareste stati immaginabili nemmeno negli incubi più tremendi, ora governate per conto capitale. Essere governati da Gozi, Serracchiani, Boschi e il Bischero. Questa è la vera oscenità, la vera pornografia, altro che Nymphomaniac.

giovedì 23 febbraio 2012

La parola di Veltronne

elaborazione di Edoardo Baraldi

Prossimamente Veltroni dichiarerà che il PD non deve lasciare Marchionne al padronato.

(Tutto quello che penso di Uolter l'ho già scritto qui. )

mercoledì 14 dicembre 2011

La manovra quantistica


Non è meraviglioso? Abbiamo il primo governo probabilistico al mondo, metodologicamente guidato dai principi della meccanica quantistica. Sarà l'influenza di Angela, dottoratasi con una tesi sulla chimica quantistica e sempre indecisa, anzi indeterminata, sul da farsi? Secondo il paradosso di Merkel, l'euro è al tempo stesso vivo e morto, come il gatto di Schrödinger. Capisco che sia snervante ma è la fisica modevna che si applica alla politica ed all'economia, bisogna adeguarvisi. Altro che il Newton del "o così o Pomì".
Probabilmente nessuno l'aveva capito ma quando Veltroni affermava che si poteva agire in un modo ma anche nell'altro, non era ambiguo, era quantistico. 

Così, quantisticamente, probabilmente ed indeterminabilmente, la manovra del Prof. Monti è al tempo stesso equa e ingiusta. Soprattutto, questa manovra riuscirà probabilmente a risolvere la crisi che probabilmente c'è veramente e allo stesso tempo non c'è. Che bellezza!

sabato 22 gennaio 2011

L'esproprio velleitario


Oggi ho ascoltato per radio un riassunto della convenscion di Veltroni al Lingotto. Un pianto. Una pena.
Ho sentito Bersani ripetere più volte che il PD, nella politica italiana, è indispensabile. Senza dirci per fare che cosa.
Chiamparino ha benedetto Fassino come candidato ideale a sindaco di Torino. Se lo fa per la rima, ok. Se lo fa perché Fassino vorrebbe essere operaio sotto Marchionne, abbiamo già capito tutto.
Gentiloni (quello che avrebbe dovuto fare la legge sul conflitto di interessi e per non averla fatta ma avercelo fatto credere dovrebbe andare in giro con il burqa) ha ribadito che le primarie non s'hanno da fare. 
Insomma, l'ordinaria amministrazione dei piddini grigi.

Infine, il Uolter, il genio del Modem e la sua proposta per nientepopodimenoche risolvere il problema del debito pubblico:
"Il 10% degli italiani, coloro che sono i più ricchi, diano un contributo straordinario per fare scendere il debito pubblico. Veltroni lancia la proposta a metà discorso. Definendo il debito pubblico "un cancro che divora il paese". Per questo, secondo il leader della minoranza Pd, serve uno sforzo straordinario. Come l'eurotassa di passata memoria: "In quel caso tutti compresero che era necessaria, doverosa e utile".
Ecco perché poi i Tremonti paiono dei geni. Questa proposta fa orrore perché è controproducente, inutile e semplicemente idiota. Aiuterà solo Silvio a sbraitare in TV che i comunisti vogliono portargli via le ville, i soldi e rapare a zero le sue figlie. 
E' una minchiata perché per abbassare il debito pubblico non è necessario questo esproprio velleitario ma bisogna, ad esempio, tagliare la testa alla Casta dei privilegi che succhia risorse pubbliche; fare in modo che le tasse le paghino il giusto tutti, democraticamente e per un vero spirito di uguaglianza tra i cittadini, come succede nel resto del mondo civile e fare in modo che le imprese non nascondano i profitti per paura di pagare più tasse. Come? Incentivando e premiando con sgravi fiscali chi reinveste gli utili, si rinnova e assume personale. Chi cresce deve essere premiato, non tartassato.

Veltroni ha scelto il nome Modem per la sua corrente, ma è un vecchio modem analogico che viaggia ancora a 14.4k, qui ci vuole il WiFi ad alta velocità. No, davvero, non ci siamo. Non ci siamo proprio. Auguri per le prossime elezioni.

sabato 11 dicembre 2010

Quelli che...


Quelli che con un bella manifestazione passa tutto, anche il cancro berlusconiano.


(Sono quelli che hanno consegnato l'Italia a Berlusconi ma che credono di convincere qualcuno a rivotarli con qualche torpedone organizzato, le bandiere, il "Bella Ciao" che francamente ha rotto il cazzo, il re dei trombati Veltroni che invece di nascondersi tre metri sottoterra ancora sta lì a fingere di essere un leader, il segretario Sor Pampurio con D'Alema poco lontano, e le migliaia di partecipanti che ancora si scomodano per questa dirigenza di merda invece di prenderla a roncolate. 
Soprattutto si illudono che Berlusconi, vedendoli nella loro miseria, nella loro innocuità politica, nel loro inguaribile gattopardismo, si spaventi e parta per Antigua.
"Mandiamolo a casa". Ma annatevene voi affanculo.)

sabato 18 settembre 2010

Scappellamento a sinistra

"... Innovazione della sua proposta programmatica, che deve assumere con coraggio l’obiettivo di battere tutti i conservatorismi, compresi quelli, palesi ed occulti, di centrosinistra, ponendo al centro il tema della democrazia decidente, attraverso le necessarie riforme istituzionali ed elettorali: rafforzamento dei poteri del premier e di quelli di controllo del Parlamento, regolazione del conflitto d’interessi, norme contro la concentrazione del potere mediatico e il controllo politico della Rai, differenziazione delle camere, riduzione del numero dei parlamentari, una legge elettorale, come si legge nel documento approvato dall’Assemblea nazionale del Pd del maggio scorso, “di impianto maggioritario fondato sui collegi uninominali”, insieme a norme sulla democrazia di partito e ad una regolazione delle primarie per le cariche monocratiche. Naturalmente con la preoccupazione, in materia di riforme delle grandi regole della democrazia, di definirne gli aspetti più specifici alla luce di una esigenza di ampio coinvolgimento politico tra le forze democratiche interessate a costruire una nuova fase politico-istituzionale del Paese.
(Weltroni Valter, ex sindaco, ex segretario, ex tutto. "Un PD grande e aperto, per cambiare l'Italia.)

Ma l'avete sentito? L'avete letto il Piano di Rinascita del Partito Democratico dal titolo vagamente porno di colui che è riuscito a consegnare Roma nelle mani di Alemanno e l'Italia in quelle di Berlusconi in sole tre mosse e che, non ancora pago, si adopera per far rivincere le elezioni al nano, si dovesse andare presto al voto?
"Rafforzamento dei poteri del premier MAANCHE regolazione del conflitto di interessi." MA VA???
Che Cialtroni abbia ancora il coraggio di parlare di soluzione del conflitto di interessi è il colmo. Ci piglia pure per i fondelli, l'ex ragazzo. Il bello è che non c'è nessuno che vada alle loro feste del Piddì ad irrorarli con un bel cannone sparaneve caricato a materia fecale. A dir loro in faccia che sono una manica di traditori. Più traditori loro a sinistra di cento Fini a destra. Collaborazionisti dei figli di Pétain.

Uno come Veltroni, uno che è stato trombato in tutti i modi, più di una pornostar in una gang bang, in qualunque altro paese starebbe a coltivare bulbi in giardino, a portar fuori i cani e a leggere il giornale al bar. Invece in Italia, lui e gli altri squallidi personaggi che okkupano l'Opposizione, sono sempre in auge. Ti illudi di essertene liberato, di averli esportati in Africa come rifiuti tossici e invece ritornano. Con le democrazie decidenti, l'ampio coinvolgimento e l'impianto maggioritario.
Ritornano, o meglio gli viene permesso di ritornare, fondamentalmente perchè l'elettore del Partito Bestemmia è abituato a votarli perchè crede di non poter fare altrimenti e loro ci marciano. "Non vorrete mica far vincere Berlusconi!", vi spaventano. E di fatto Berlusconi, con loro, vince. Se per sbaglio vincono loro fanno di tutto per farlo ritornare. Ovviamente guardandosi bene, le rare volte che governano, di fare una legge che potrebbe danneggiarlo.
Mentre l'elettore crede di aver contrastato Berlusconi votando Bersani, D'Alema e soci, questi in realtà corrono sempre in suo soccorso e, tanto che ci sono, ci si comprano perfino le banche e le barche. Se l'elettore è un po' sfiduciato gli sventolano davanti Svendola. Il nuovo, il cambiamento. No, davvero, un'opposizione così negli altri paesi se la sognano.
Ora che tutti i sondaggi, perfino quelli addomesticati delle amorevoli badanti lo danno in declino, che i poteri forti scalpitano per eliminarlo dal gioco della politica e perfino gli oroscopi remano contro, arriva in soccorso del nano imbellettato il meglio che ci sia: i corpi speciali, le teste di cuoio, i marines, insomma la cavalleria Veltroniana.

Naturalmente con la preoccupazione di vicesindaco, in materia di riforme di pentolone delle grandi regole della democrazia, di definirne gli aspetti più specifici alla luce di una supercazzola prematurata di ampio coinvolgimento politico con scappellamento a sinistra tra le forze democratiche interessate a costruire e stuzzicare una nuova fase politico-istituzionale in tre ma anche in due del Paese.

Caro Sveltroni, la tua metafora è perfetta. Tu sogni un PD grande e aperto. Per fotterlo meglio.

giovedì 19 febbraio 2009

Così giovane e già cadavere

Il più grande ed inquietante interrogativo del futuro di Walter Veltroni sarà: "Mi si nota di più adesso che ho dato le dimissioni o quando ero segretario del PD?"

Purchè non riesumino D'Alema e seppelliscano ancora più giù dei fatidici six feet under il fatal Rutelli, che ci mettano chi vogliono a fare il segretario, tanto nessuno è in grado di dare una scossa a questa opposizione ormai dal tanatogramma piatto.
Rimosso il segretario nasogastrico, rimane la stessa poltiglia di apparatchnik improponibili del passato. Bersani? Mah. La Finocchiaro? Ri-mah. Franceschini? Bellino ma troppo morbido. La Melandri? Per l'amor di Dio. Letta? Ovvero l'Inciucio vivente, alias "ridotto in questo stato dallo zio". Quello là della finta legge contro il conflitto di interessi, come si chiama? Troppi capelli.
Sinceramente l'unico personaggio capace di tirare un pochino , a mo' di pelo di figa parrebbe Di Pietro, che non a caso fa repubblica a parte, e la personalità più energica ed autorevole in giro è rimasta la Emma Bonino. M'hai detto cotica.

La sinistra l'è morta perchè si è arresa. La bandiera bianca è il drappo ideale del PD o Partito Demotivato. Walter è stato un medico pietoso che ha reso la piaga purulenta. Una piaga che sta consumando gli italiani, mai come oggi in preda alla fregola per l'Uomo della Provvidenza.
Benito, da rozzo romagnolaccio, l'aveva messa giù sul piano sessuale, "la folla è femmina e le piace essere fottuta", diceva, e non mi sento sinceramente di dire che avesse torto. Anzi. Forse lui non pensava ad una femmina così amante del secondo canale.

Lo vedete? Si è cominciato parlando di Veltroni e del PD e si è finito per tornare a parlare di Berlusconi.
Se chiedete ad un italiano perchè lo vota, vi risponderà "perchè non c'è di meglio". E' una risposta disperante ma è la verità. Gli italiani in realtà amano il nano insopportabile perchè li rappresenta. Ma li sentite come lo difendono anche quando motteggia sui forni crematori?
Io sono preoccupata. Quando quest'uomo morirà, che faranno? Non andranno mica tutti a suicidarsi sulla tomba da muratorino? Oppure resteranno là giorno e notte accucciati come il vecchio cane Argo sul lapidone di marmo gelido?

No, per tornare alla povera e meschinella opposizione, non gli basta un apparatchnik o un vecchio marpione della politica. Ci vorrebbe un Uomo della Provvidenza 2. Uno che avesse un qualche tipo di potere da contrapporre al nano, che riuscisse ad avere più carisma di lui e come lui fosse esperto nel fottere.
Scusate ma, pensa che ti ripensa, a me viene in mente solo Rocco Siffredi.

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domenica 28 settembre 2008

Ogni maledetta domenica

Si, penso che parlerò di Paul Newman ma non ora, più avanti.

Come ogni domenica, cerco sui vari giornali online spunti per un post riassuntivo della settimana e oggi mi imbatto in questo pezzo, di cui mi compiaccio di offrirvi l'incipit, vestita da Caligola e con l'occhio malvagio alla Malcolm McDowell:
Nitrisce. «Ecco, ci siamo!». Digrigna. «Forza, dai...». Il bianco dell'occhio, l'iride immobile. «Attenti, attenti...». I muscoli tesi, gli zoccoli piantati nel tappetino di gomma. «Bravo, così...». La monta di Varenne è pianificata, rapida e ricca come un Grand Prix. Tre volte la settimana. Traguardo in tre minuti. Cinquecento milioni di spermatozoi. Non sgarra, non trasgredisce, non fa cilecca. Sesso del buon borghese. E quando ha finito, secondo tradizione maschile, si gira dall'altra parte come se niente fosse.
Dite la verità, l'orgasmo dello stallone come pezzo di cronaca vi mancava. Non c'è stato il coraggio di arrivare alla descrizione del cumshot ma non importa, Rocco Varenne è instancabile e ne ha ancora di cartucce da sparare. Abbiate fede.

Non che il resto della prima pagina del Corriere online sia meglio. La pornografia dilaga. Berlusconi e Veltroni litigano e si lanciano battute come George & Mildred, ve li ricordate? Lei stuzzicava il marito per tutta la puntata rinfacciandogli di essere un pisello morto.
Mentre la stella della Palin pare al tramonto e McCain non ha il coraggio di invitarla nemmeno ai tè con le damazze per paura che faccia delle gaffes, l'autarchica Santadeché passa nella squadra di pornopolitichesse di Silvio Schicchi. Con Storace si annoiava, e non si sentiva abbastanza valorizzata. Ora potrà osare l'inosabile.

Paul, ah si, Newman. Ci arrivo.

Il bello della domenica è che c'è lo sport a distrarti. Peccato solo non potersi dormire in santa pace un Gran Premio di F1 a causa delle urla da cavallo in calore del telecronista di Sky, con quell'insopportabile accento da baùscia. Giuro, dovendo scegliere se buttare lui o quell'altro, quello che "Valentino c'è!!!", dalla torre, sceglierei la torre e non se ne parli più. Coraggio, ancora qualche gran premio farsa poi la tortura va in letargo fino a primavera e buonanotte ai Briatori.
A proposito, che bello il gran premio by night, con i piloti che si tirano dietro i serpentoni falcia-meccanici e vanno a sbattere in curva come degli ubriachi qualsiasi. Mancava solo la coda davanti alle mignotte. Se i boss della F1 riuscissero a far passare la pista attorno alla roulette e al tavolo del poker di qualche Casino sarebbe il massimo. Sembra di stare alle corse dei cavalli in notturna e c'è lo stesso puzzo di scommesse.
Tutto questo mentre si attende con ansia il derby di Milano sperando nella sconfitta del ghinho di Mourinho. Simpatico il ragazzo, ho conosciuto rottweiler più socievoli e dotati di sense of humor di lui.

E' morto Newman. Ma si, ci arrivo.

A proposito di attori che non ci sono più. Che grandissimo, stupendo attore e uomo era Vittorio Mezzogiorno che mi sono rivista questo pomeriggio nella "Piovra 6".

Anche Paul ora non è più, dicevo. Ricordo il suo ultimo film, "Era mio padre" di Sam Mendes, dove era cattivo, cattivissimo, nel ruolo più crudele che si possa immaginare, quello di un padre che preferisce al figlio carnale un estraneo. Un mafioso cattivo da far spavento che faceva piangere un duro come Daniel Craig.
Un grande. Uno dei ruoli più belli della sua carriera.

Visto come va il mondo, con lo schifo che predomina e i vivi che ci tocca sopportare, non siate tristi per Paul. E' andato in un posto migliore di questo.

martedì 23 settembre 2008

Agnosticismo democratico

Sono passati cinque mesi dalla scomparsa, dopo lunga malattia, della Sinistra. E' proprio vero, in Parlamento non vi sono più partiti di sinistra, nemmeno uno piccolo così ma la cosa incredibile, dite se non è vero, è che quasi non ce ne importa più niente. Sinceramente, voi vi sentite in lutto per la perdita di quella Sinistra? Ne sentite veramente la mancanza?
A volte mi fermo a pensare: che farà Diliberto? E Rizzo? E tutta la miriade di rivoli nei quali la Sinistra ama dividersi da sempre? Staranno facendo qualcosa per rimettere insieme uno straccio di alternativa alla fascio-demagogia di Berlusconi? Oppure no, si tratta di anime morte che vagano senza speranza e che finiranno solo per essere dimenticate?

Per quanto riguarda il partito che dovrebbe (il condizionale è obbligatorio) esistere perchè è rappresentato in parlamento e dovrebbe in teoria fungere da opposizione al governo Berlusconi, il Partito Democratico, mi fa venire in mente Nicole Kidman e i suoi bambini in "The Others".
I piddini si credono vivi e in grado di agire, fare e menare ma in realtà sono morti che non sanno di esserlo, come i "mortacci" di Sergio Citti, per fare un altro esempio. Ombre ed entità metafisiche che non hanno alcun potere di modificare lo stato delle cose. Hai voglia a parlare di CdA RAI, di regole del gioco. Ectoplasma sei, ed ectoplasma rimani. Tu agita pure le tue catene ma i vivi non ti sentono né ti vedono.

A questo punto, con un opposizione che appare e scompare ma non ti lascia nemmeno un lieve profumo di rose, si pone un interessante quesito metafisico: Veltroni esiste?

C'è chi crede sinceramente nell'esistenza di Veltroni e chi invece si dichiara ateo: Veltroni non esiste.
Per conto mio, in mancanza di prove certe, sposo un prudente agnosticismo. Non posso dire né che Veltroni esista, né che non esista. Ogni tanto egli appare, si materializza in ectoplasma e pare addirittura che dica qualcosa ma ho perfino il dubbio che quando pare dica qualcosa di sinistra, si tratti di una maligna ed ingannevole manifestazione diabolica.

(Ringrazio HTTP500 2.0 per l'ispirazione.)


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lunedì 11 agosto 2008

A Letta con il nemico

La saga dei Letta assomiglia a quella dei paperi disneyani. Si sviluppa in linea di zio e nipote. Mancano ancora i nipotini PDI PDO e PDA ma ci arriveremo. Già Enrico propone un Pippo (Baudo) come portavoce dell'opposizione e non mi meraviglierei se il PD lanciasse una campagna contro la Pluto-crazia.
Zio e nipote hanno ricoperto la stessa carica istituzionale di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: prima Gianni con Berlusconi, poi Enrico con Prodi e di nuovo Gianni dall'8 maggio 2008. Se Gianni, da ex dirigente Fininvest, è un Berlusconiano convinto, Enrico forse aspira a diventarlo una volta che Walt Veltrony gli avrà dedicato un fumetto tutto suo, cioè se gli affiderà la guida dell'opposizione.

E' di Enrico l'idea ferragostana di abbandonare definitivamente l'antiberlusconismo per poter finalmente vincere (con il PD) le elezioni.
L'antiberlusconismo, ovvero l'idea che Berlusconi sia odiato per sé, per un fenomeno puramente gratuito ed ingiusto (come ben altri anti-ismi della storia) e non perché abbia molto da farsi perdonare in quanto personaggio pubblico, oppure perchè è semplicemente antipatico come tutti gli sbruffoni.

Si sa che Silvio soffre di una sindrome che gli rende ispiegabile il fatto di non essere amato dal 101% della popolazione. In lui la consapevolezza che qualunque essere umano ha di poter stare sui coglioni di qualcun'altro non si è mai manifestata e mai si manifesterà.
E' normale essere antipatici. Ogni volta che scopriamo di stare sulle palle a qualcuno è un sollievo, è un buon segno, è una conquista, significa che siamo vivi ed abbiamo personalità.

Come uno psichiatra che entra nel delirio del paziente invece, Enrico Letta ci invita a darci la mano e formare una lunghissima catena umana per formare quel 101% di adoratori del Dio Silvio ed imparare ad amare il nostro presidente del consiglio senza condizioni. Unconditionally surrender, come il Giappone bombardato dall'Enola Gay.
Amarlo superando i problemi giudiziari ma soprattutto andando oltre il ribrezzo del bulbo pilifero trapiantato, della palpebra botulinizzata e della guancia imbalsamata, del sorriso da Stregatto e soprattutto della personalità da venditore porta a porta pericolosamente tendente alla menzogna. Bisogna ammetterlo, l'antipatia per Berlusconi ha una componente di ribrezzo fisico, ribrezzo che a quanto pare hanno superato tante veline e velone pettorute e quindi, per Letta, ce la potremmo fare anche noi. Stai a vedere che smettere di odiare Berlusconi è come smettere di fumare, più facile di quanto si pensi. Smettere di odiare Berlusconi è facile, se sai come farlo.

Per quei pochi miserabili che ancora perseverassero nel vizio e nell'abbrutimento antiberlusconiano parlando di nani infami, caimani e bellechiome si potrebbe studiare un cerotto da applicare sulla natica. Un lento rilascio di concetti enricolettiani potrebbe condurre alla definitiva e completa disintossicazione.

Resta il mistero del perchè sia così necessario superare l'antiberlusconismo senza chiedere alla controparte, come minimo, di superare l'anticomunismo che, oltretutto, è alquanto demodé. Il giorno che Berlusconi la pianterà con l'anticomunismo ci faremo un pensierino.

mercoledì 16 aprile 2008

Kassandra dixit

"Tutela dell’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari “disobbedienti” e aumento delle pene per i reati di violenza contro le forze dell’ordine."
(Programma del PDL, 2008)

L'altra sera, commentando al TG1 la scomparsa della sinistra estrema dal Parlamento, l'onorevole Calderoli ha più o meno detto che gli dispiaceva (ma va?) ma che era anche preoccupato, visto che la sinistra ora, senza rappresentazione parlamentare, sarebbe "scesa in piazza". Ah, ecco.

Il Presidente emerito Cossiga, in un'intervista al Corriere dal titolo "Sono dolori, può tornare il terrorismo", afferma:
«[Veltroni] Sarà costretto a dare ascolto e raccogliere le preoccupazioni di tutti gli antiberlusconiani, degli operai della Fiom, dei precari, dei giovani no global e dei centri sociali, insomma di tutti coloro che una volta erano rappresentati da Rifondazione comunista, da ieri fuori del Parlamento.
Sarà obbligato a farlo per impedire che si creino le condizioni della rinascita del terrorismo brigatista. E il terrorismo di sinistra tornerebbe ad agire se, per ipotesi, si facessero le larghe intese. Non va dimenticato infatti che il brigatismo si scatenò trent'anni fa, con il sequestro di Aldo Moro, contro il compromesso storico, contro il governo di larghe intese guidato da Andreotti e nel quale io ero ministro dell'Interno, e posso oggi dire di essere stato indicato dai comunisti».
Cossiga è come Nostradamus, va interpretato. Non bisogna commettere l'errore di sottovalutare le sue centurie né di considerarle le sbroccate di una Cassandra che straparla. Nelle sue parole vi sono esagerazioni, sicuramente, una parzialissima ricostruzione dei motivi del sequestro di Moro ma io vi leggo anche una sorta di avvertimento, un consiglio rivolto proprio alla sinistra.

Io credo che il rischio che qualcuno, in questo clima di forte destrosità, colga l'occasione della mancanza di rappresentatività parlamentare di una Sinistra (antagonista, estrema, come cavolo si deve chiamare?) per mettere la Sinistra tout-court fuori legge non debba essere sottovalutata. A parte coloro che vorrebbero proibire il pugno chiuso alla pari del saluto romano, vedrete se, essendo nella Costituzione fatto divieto di ricostituzione del Partito Fascista non vi sarà qualcuno che proporrà di aggiungervi il divieto di ricostituzione del Partito Comunista.

Se effettivamente non si trova il modo di ridare alla Sinistra una rappresentatività parlamentare sarà molto difficile evitare le tentazioni eliminazioniste della destra. Quell'alludere subito al terrorismo e allo scendere in piazza come fatto potenzialmente eversivo non può che preoccuparci tutti e temo più Calderoli di Cossiga, francamente.

Easagerazioni? Paranoie? Inseriamo qui un piccolo flashback.
2001, G8 di Genova, i DS rifiutarono allora di partecipare al corteo del 21 luglio facendo mancare il loro preziosissimo servizio d'ordine. I manifestanti furono di fatto mandati allo sbaraglio, alla mercé di provocatori, infiltrati e schegge impazzite che dettero la giustificazione alle forze dell'ordine per una durissima repressione. Ricordate come, con straordinaria ipocrisia, D'Alema parlasse di "notte cilena" riguardo ai fatti della Diaz? Ho sempre pensato che se in Corso Italia quel pomeriggio vi fosse stato il vecchio servizio d'ordine del PCI (poi DS), i black bloc avrebbero avuto vita dura. I rappresentanti dei partiti tipo Rifondazione e PdCI non riuscirono né a contenere la piazza, né a difenderla dalle violenze della polizia, con i risultati che ben conosciamo.

Come si difende la legittimità della Sinistra e dei suoi simpatizzanti? E' fondamentale che la Sinistra frammentata e divisa su questioni di lana caprina tipo falce si martello no, il mio simbolo lava più rosso del tuo, si faccia corpo istituzionale, fondi un partito nuovo, moderno, che faccia riferimento sia al mondo dei movimenti che a quello che si oppone costruttivamente alla globalizzazione e infine costringa il partito di destrasinistra, il PD, a riconoscerne la piena legittimità di forza di sinistra alternativa ad esso. Come accade in molti paesi europei e nel mondo.

Se ciò non avverrà, da un lato potrebbe esservi una remota possibilità di riaggregazione di alcuni attorno ad ambienti terroristici dormienti (che magari potrebbero essere abilmente e nuovamente infiltrati da coloro che amano alzare il livello dello scontro per il proprio tornaconto); dall'altra chi volesse legittimamente scendere in piazza non per fare casino ma per manifestare civilmente come avviene in ogni parte del mondo (compreso il tanto ricordato Tibet di questi giorni) potrebbe trovarsi completamente in balìa di un'eventuale repressione.

La Sinistra, intesa come partiti alla sinistra del PD, non esiste più ma esiste ancora una base elettorale (compresa la fetta di astenuti) e una classe dirigente, quest'ultima totalmente da rifondare.
E' tempo di smetterla di piangere sul latte versato, perchè non si può dare la colpa a chi ha votato Veltroni invece che Bertinotti se la Sinistra nel suo insieme è implosa. Evidentemente una gran parte di mondo operaio ha votato a destra, non c'è altra spiegazione.
Per riconquistarlo e aiutare il partito democratico a ricollocarsi più a sinistra del centro occorre azzerare tutto e ripartire dal foglio bianco. Sono d'accordo che tutto il male non viene per nuocere, ora il gioco si fa duro e i duri tirino fuori i coglioni. Non si riparte più dalla falce e martello però, caro Diliberto, ma dalla sua evoluzione, da un qualcosa di NUOVO.

Il passato non va cancellato del tutto ma va reinterpretato in funzione del futuro. I fondamentali del socialismo sono sempre validi e lo rimarranno finchè esisteranno lo sfruttamento e l'ingiustizia sociale.
Vi sono nel mondo idee nuove, nuovi progetti sulla salvaguardia delle risorse, progetti di decrescita, sperimentazioni in senso economico. Occorre farsi portavoce di queste istanze e proporre idee nuove. Bisogna formattare e reinstallare, passare a Socialismo 2.0.
Sarà difficile come navigare tra le cartelle di Vista, ma è l'unico modo per sopravvivere.


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venerdì 30 novembre 2007

Jeeg Vartere d'acciaio contro li tassinari

No, nun se po' paralizza' na città pecchè quei zozzoni de li tassinari nun vonno quell'artri cinquecento co li taxi nuovi fiammeggianti già pronti a gira' pe Roma.
A Vartere, guai a te se cedi. Guai a te se te fai convince a rinuncià alla bellezza der mercato e de la concorenza. Noi semo tutti ammericani e volemo er mercato libbero. Sti fregnoni li devi da fermà.
Mandaje un po' de lame rotanti e arabarde spazziali. Vola Vartere lassù, vola tra lampi de bblu, trasformate nun razzo missile co' circuiti de mille varvole, trasformate nun Waltermite dâ tera der foco, in un Gigghe Vartere d'acciaio e sdrùmali!
Aumentà le tariffe der dieciotto per cento? Aho, ma questi so' proprio matti!



sabato 24 novembre 2007

Le lamentazioni di Lameducche

Guarda, a me 'sta storia der blogghe m'ha già spappolato li cojoni. Lameduck m'ha detto: "hai voluto la bicicletta, ora pedala", ner senso che se ho voluto fà a paracula la settimana scorsa e finge d'esse na bloggheressa ora devo mantenè l'impegno coi lettori, dice. Er blogghe è come na missione, o devi tenè sempre aggiornato. Ma che cazzo stà a dì, io ciò da fà: stirà, lavà, coce a cicoria, lavà pe tera, cavà a monnezza sua e quella der bello suo, queste so cose pe chi nun cià 'n cazzo da fà.
Fosse pe me io v'avrebbe dato buca e avrebbe fatto sciopero come li francesi cor tramme, anche perchè pe divve la verità non so che cazzo dì, ma poi siccome che er signor Gabbriele da Pariggi appunto è stato tanto caruccio da ricoddasse de me, beh, me so commossa e nun je vojo fà no sgarbo.

Me sarebbe piaciuto fà na bella analisi loggica dâ settimana politica ma che ve debbo dì? Lameduck cià fatto du palle così co' Berlusconi sta settimana e che me ce devo mette pur'io? Io me li so guardati i tiggì tanto che stiravo ma primo me fanno venì er nervoso e poi nun ciò propio l'ispirazzione.
Stanno ancora a discute de erezzioni, de Vartere che se deve da incontrà co er succiacapre pe fa n'inciucione cor botto, er nano e l'artri dua se so' pijati a sganassoni e se so mannati cordiarmente affanculo. Poi Vartere ha presentato er loggo der Piddì, un coso bianco rosso e verde che è proprio uguale paro paro a n'artro loggo tedesco de nun so checchosa. L'ha scoperto sto blogger qua. Ammazzali sti bloggeristi, aho ma nun je sfugge propio gnente!

Vabbè va, visto che nun so che ddì, come fanno li bloggheristi ggiusti, ve lascio co 'sto firmato de Crozza che ho trovato nun certo tubbo che se scrive crozza e te vengono ggù 'n sacco de firmati che poi copi er codice e l'appiccichi sur blogghe. Nun te costa gnente e fai na bella figura.
Crozza me piace perchè me fa ride 'n sacco e fa a satira de sinistra ma solo sulla sette pecchè sull'altre televisioni ce comanna ancora er nano.

Però so' preoccupata. E' successo n'artro fatto strano.
Ammè er Piddì nun me convince, pe famme mannà giù Vartere co i suoi discorsi da paraculo me ce vò na cucchiaiata de magnesio normalmente.
Beh, dopo d'avè visto sto firmato, e sentito sta voce de velluto, da prete ner confessionale che te dà l'assoruzzione pure pè avè strangolato a nonna, de papà bbello che te dà er bacetto 'n fronte prima de dormì, stà voce sinusoide da majardo... nun so, me stavo quasi per andamme a iscrive ar Partito Dermocratico. Aho me stavo a innammorà de Vartere! 'Tacci sua.
Statece attenti, io vò avvertiti. Guardate co' prudenza.




venerdì 23 novembre 2007

El chupacabrones

Come padre di tutti i misteri e gli x-files del cosmo, Silvio Berlusconi si incarna a volte nella più temibile delle creature fantastiche: il chupacabrones.

Parente stretto del chupacabra, che addenta le proprie vittime: capre, vacche e altri animali, succhiando loro il sangue fino a prosciugarle e lasciandole a pezzi sul terreno, il chupacabrones preferisce gli avversari politici, anche se ultimamente è stato segnalato attaccare anche gli alleati.

«Dalle fogne li ho fatti uscire e nelle fogne li faccio tornare» avrebbe detto, dopo aver sollvato la bocca dal fiero pasto di Fini e colleghi.
Lui ha smentito come sempre. Si sa che il chupacabrones è un mito, una leggenda rurale, una bufala per il popolino credulone e creata ad arte per spaventarlo e soggiogarlo.

Stiano attenti gli ex avversari politici che potrebbero diventare neo amici ed alleati. Il suo morso è dorce e nun se sente. Te fa crede che t'è amico e poi te spolpa.
Poi uno passa e dice: "Ma che è quella pecorella così tenera ridotta così? Aho, e assomija pure a Walter."

domenica 18 novembre 2007

Er miracolo daa frittata communista

Allora gnente, siccome che Lameduck oggi s’è levata dai cojoni cor bello suo de core, io che ho ‘mparato de nascosto come s’appiccia sto Piccì approfitto per sentimme un po’ bloggheressa pur’io e ve racconto 'n fatto strano, ma veramente strano che m’è capitato oggi mentre che sbirciavo er piccì dâ stronza 'ntanto che me riposavo da stirà. Perché me tocca tutto a me, cucinà, lavà, stirà, lei nun fa un cazzo. Vabbé gnente, nun ve ne po’ fregà de meno.

Allora, stammatina mentre che guardavo su Internette li blogghe che lei cià sarvati nel piccì no, me so imbattuta ne na notizia proprio strana. Un tizio che faceva na frittata cià visto du figure che je so’ sembrate proprio cristo e la madonna. Che ha fatto sto fijo de nâ mignotta, st'infamone, ‘nvece de mettesse ‘n ginocchio e pregà pell’anima de li mortacci sua? Ha pijato a frittata, l’ha impacchettata e se l’è venduta sui bbei. Aho’, pare che ha tirato su trecento cocuzze, ‘sto paravento.

Mo’, io ho visto a foto dâ frittata e cristo e la madonna proprio nun ce li vedo, magari proprio sforzandome, due de li re maggici, non lo so.
Poi però guardando mejo, forse pecchè nun so communista così ma communista cosiiì, co ddu pugni chiusi, come diceva quer sant'omo de Mario Brega, bello de mamma, io ce vedo er Sor Marx colla Sora Genni, porelli. Oddìo, è vero che ognuno ce può vede quello che vole pure nella schiuma der cesso, speciarmente cor Vicinnet, però a me me pare strana sta cosa, no? Nun sarà 'n miracolo de Marx dall'aldilà che ce vo' ammonì de nun dà retta a Vartere che vo' rovinà der tutto er communismo?

P.S. Aho’, già che so qui approfitto per risponderve ar poste de ieri, prima che Lameduck me faccia ‘n culo così e me lo cancelli. Allora, lei è na gran cinofila no, peggio de Vartere.
Je piace tanto Tarantino e quei firme dove se sdrumano colle spade da samurai. Però ccià un lato debbole.
Via cor vento se l'è letto da regazzina e er firme l'avrà visto na decina de vorte. Ha pianto pure co Titanic ma solo pecchè è de sinistra e je dispiaceva de li poveracci che mojono nelle stife affogati. Poi piagne regolarmente co Etti' de Spirberg, e pure co quella fregnaccia dell'onde der destino de Fontriir. Se nun fosse che Vartere je sta' sui cojoni sarebbe proprio 'na cinofila peggio de lui.Cciao!

martedì 16 ottobre 2007

Il prete di campagna e il prete di città

Volenti o nolenti è questa l'immagine delle nuova sinistra italiana e il bello è che questi due bei pretoni qualcuno continua ancora a vederli nella luce rossastra del comunismo, manco fossero due bolscevichi all'assalto del Palazzo d'Inverno.
Vedi, ad esempio, l'immediato due di picche arrivato con il FedEx oggi da Arcore. "Nessun dialogo con il PD", dice perentorio Berlusconi, "Prodi se ne deve andare", tié.

Ben vi sta, credevate che bastasse gettare alle ortiche le vecchie bandiere rosse e tanticchia di dignità per farvi accettare nei salotti buoni e per scendere ancora più a patti con il Demonio. Vi siete cosparsi il capo di cenere e loro ci hanno pure pisciato sopra. Tanta fatica, tanto sbattezzo per niente.
Perchè se disfare due partiti e mandare a puttane decenni di storia della sinistra non serve a rendere più governabile il paese la cosa sa di fenomenale presa per il culo.

Franca ieri mi faceva notare che Walter Veltrony è il segretario del partito che non c'è. E' vero. Pensa se, per un qualsiasi motivo dovesse saltare l'accordo tra Margherita e DS e ognuno rimanesse per i cavoli propri, come quei matrimoni che saltano all'ultimo momento, perchè lui è gay e finalmente ha avuto il coraggio di dirlo. Dopo Giovanni senza terra avremmo Walter senza partito.
Ite, partito democratico est.

lunedì 15 ottobre 2007

Io sono io e voi...

E’ finita come doveva finire. Alla “Io sono io e voi non siete un cazzo”.
Peccato, solo il 74% dei voti. Se arrivava almeno all’80% vinceva la raccolta completa dei CD del “Coro delle Voci Bulgare”.
Sapete quale candidato avrei voluto io per il PD, l’unico che mi avrebbe spinto ad andare a votare nonostante l’euro da pagare e quindi mi domando: se Uolter Veltrony ha ottenuto quelle percentuali, George cosa avrebbe fatto, sfracelli da 99,9 periodico?
Ecco perché Uolter, anzi Walter se no i piddisti si incazzano, si è circondato di candidati così avvenenti, dalla Bindi a Marione Adinolfi, fino al Letta cumpare nepote. Voleva rendere più piccante la sfida.
Per assonanza, Stanislao Gawronski si sarà complimentato con lui con un “Ebbene si, maledetto Walter, hai vinto ancora una volta!”

A parte gli scherzi, questo traguardo come leader del Partito Democratico è il degno coronamento di una carriera straordinaria, disciamo.
Sappiamo che da giovane studiava da presidente americano ma, un po’ per il passato comunista (anche se un giorno affermerà che stava nel PCI ma non era comunista) e perché gli Stati Uniti non sono ancora pronti non per un presidente italiano ma per uno buonista, dovette rinunciare.
Pensò allora di prendere i voti per diventare Papa Re ma, per il passato da ateo, anche se un giorno affermerà “credo di credere” e anche, disciamo, a causa della breccia di Porta Pia, dovette desistere.
E’ a causa di queste due delusioni che lo segnano profondamente nello spirito che negli ultimi anni, nonostante le soddisfazioni come sindaco di Roma non gli manchino, pensa di dedicarsi in segreto ad un’antica arte, l’alchimia.

Suggestionato da alcuni film di Mario Bava, dalla visione in videocassetta de “Il segno del comando” e da una gita a S. Leo sulle orme del Conte di Cagliostro, comincia a mescolare in un crogiolo vecchi pezzi di scudo crociato, foglie e bacche di biancofiore, incenso, mirra ed essenza di sagrestia con limatura di falce, manici di martello, chiodi di garofano, briciole di gnocco fritto ammuffite e una bella presa di pepe.
Nonostante l’odore nauseabondo dell’immonda poltiglia e le proteste dei vicini, Walter l’alchimista, in un’assolata domenica di ottobre, riesce finalmente a dare forma ed afflato di vita ad una specie di Golem, un ossimoro vivente di sinistra ma non troppo, ateo ma anche credente, democristiano ma riformista ed anche liberista poco poco ma abbastanza, sempre e comunque un po' di qua e un po' di là.
In omaggio al suo idolo John Fitzgerald Kennedy, il novello Principe di Sansevero chiama la sua creatura Partito Democratico e la presenta al pubblico nella giornata dedicata alla Sindrome di Down. Francamente, che statista!

giovedì 4 ottobre 2007

Il Mastella rapito dagli alieni

Non sono l’unica, a quanto pare, ad essere depressa e sfiduciata dalla politica. La mestizia che vedo e sento in giro non è attribuibile solo all’imminente ricorrenza dei Defunti.
Che Berlusconi berci in continuazione contro i comunisti ormai è rumore di fondo, ci abbiamo fatto l’abitudine, come alla faccia da polizia mortuaria di Schifani, le ovvietà di Bonaiuti, le autoreggenti al silicone e il capello rosso-ANAS della Brambilla. Sono cose che cominciano a fare perfino tenerezza. Il centrodestra, ora opposizione, è riconoscibile, scontato. E’ un classico come il loden, che non potrà mai essere che verde, tirolese e di lana pesante.
La cosa terribile è che rischia di risultare più rassicurante della sua controparte governativa che, continuamente squassata da diatribe, lacerazioni interne e scontri con la componente maggiormente di sinistra (non la definisco sinistra estrema perché mi verrebbe da ridere) e i cosiddetti moderati, trasmette un senso orribile di precarietà.
Già l’essere sul filo del rasoio esistenziale è condizione comune di quasi tutti noi ormai, quindi facciamo fatica a sentirci protetti da tale accozzaglia di condomini litigiosi. Il centrodestra se lo conosci lo eviti facilmente ma come la mettiamo con l’agitazione termica che ti provoca nella bocca dello stomaco e più in basso, nei coglioni, la continua manovra di disturbo portata da gente come, tanto per fare un esempio a caso, Mastella?

Questo disagio viscerale, paragonabile solo al gonfiore e cattivo umore della Marcuzzi prima di assumere Activia, non sembra avere mai fine.
Come combattere ad esempio, stremati come siamo, contro le continue trovate riformiste da supermarket, prendi tre candidati e paghi uno di Uolter “The Kid” Veltroni? Ora vuole intortare Veronica Lario e portarla nel PD. Io penso che se l’unico Berlusconi sulla faccia della terra si chiamasse Veronica saremmo molto fortunati ma l’idea mi sembra obiettivamente la cazzata del millennio e le cazzate stanno arrivando un po’ troppo di frequente negli ultimi tempi, rischiamo di non tenergli dietro e di rimanerne sommersi.
Non è per cattiveria ma, dato uno sguardo ai candidati del PD e rivolto un pensiero al futuro della sinistra, la tristezza ti attanaglia il cuore. Come pensano di riconquistare l’elettorato perduto? Non con le care e vecchie idee e iniziative dalla parte del popolo ma offrendo un posto da dirigente ad una ricchissima casalinga disperata, per giunta moglie del nemico pubblico numero uno. A furia di vedere buon cinema d’autore Veltroni sta sviluppando una pericolosa attrazione verso il genere trash. Si chiama effetto boomerang. La prossima volta Uolter, guai a te se fai una cosa di sinistra.

Come uscire da questa situazione dove cominci a chiederti dove stia veramente il peggio e dovendo scegliere tra i due hai la tentazione forte di tirare giù direttamente la torre?
Secondo me l’unica sarebbe una bella invasione aliena.
E’ il mio peggior incubo, che sogno anche la notte quando sono particolarmente stressata: piccoli e ostili omini grigi che arrivano dal cielo su macchine volanti per fare polpette surgelate, come quelle svedesi dell’IKEA, di noi terrestri. Tanto in fondo non ci meriteremmo altro.
Come sanno gli amici che come me hanno amato X-Files, l’appuntamento con la grande invasione è per il 2012 ma a questo punto, perché aspettare?

Il segnale d’inizio sarebbe la clamorosa sparizione da Ceppaloni di Clemente Mastella. Titoloni in prima pagina sulla misteriosa scomparsa in un raggio laser del leader dell’Udeur, preceduta da inquietanti luci notturne e avvistamenti UFO in tutta la Campania. Il TG2 attribuirebbe il rapimento agli zingari ma sugli UFO non saprebbe dare spiegazioni, visto che i rumeni non paiono avere una tecnologia tanto avanzata.
A seguire, la deportazione di Fini, Storace e La Russa su Marte. Berlusconi tenterebbe di rifugiarsi in qualche paradiso fiscale ma contro gli alieni che leggono il pensiero non c’è partita. Anche lui in un CPT a Cydonia.
La comparsa una sera, al posto di Porta a Porta, del monoscopio, sarebbe il segnale dell’inizio dell’invasione. Non rimarrebbe che chiuderci in cantina e sperare che gli alieni se la prendano solo con i politici.
Nell’infuriare della battaglia e privati dei preziosi mezzi di comunicazione di massa non potremmo venire a conoscenza della distruzione alla Independence Day dei palazzi della politica, dell’utilizzo di Bossi e della Bindi per orribili esperimenti di ibridazione aliena e infine della ritirata alla “si salvi chi può” degli extraterrestri.
Come racconteremo ai nostri nipoti, fu proprio una polpetta di Mastella a causare i primi disturbi in un povero alieno. Poi l’epidemia e la morìa. I politici italiani erano talmente indigesti che riuscirono involontariamente a salvare la Terra. Come i batteri de “La Guerra dei Mondi”.

sabato 1 settembre 2007

Attenzione, crollo miti imminente

Non è un’illusione ottica o una birra di troppo: è proprio rimmel.
Ci sono cose che non si dovrebbero mai vedere o venire a sapere, perché dopo le vita non è più come prima.
Come quando la sera o la mattina di Natale scopriste che Babbo Natale non era il mitico vecchietto proveniente dal Polo, goloso di petti di pollo e sul quale avevate fantasticato fino a quel momento ma molto più modestamente vostro padre.
Oppure quando avete dovuto ammettere che con i cavoli, le cicogne e le api vi avevano preso in giro per oltre un decennio, ridendo probabilmente alle vostre spalle. So che sembra impossibile ma noi da ragazzine si era veramente ingenue e ignoranti in fatto di sesso, mica come ora che ti ritrovi con delle piccole Lorene Berdùn. Chiedetelo a Scamarcio, che si è dovuto difendere dall’aggressione di una decenne.
Ecco, parlando di delusioni della vita, è quella che ho provato quando ho visto questa foto dell’attore che mi aveva tanto allupata nei panni del nuovo Bond quest’inverno.
Un cupo scricchiolìo dal sottosuolo, apertura di crepe nei muri e pavimenti che cominciavano a traballare. Il mito è crollato in una nuvola di cipria.

Dice che è lo stile del nuovo uomo Metrosexual. Metrodeché? Mi dispiace ma una cosa simile Sean non l’avrebbe mai fatta.
Saremo vecchie carampane all’antica ma, come diceva la grande Anna Magnani: “l’omo ha da esse omo”, figuriamoci Bond, che non solo non ha bisogno di chiedere mai ma gira direttamente con il vassoio del self-service e "mica è maschio così, ma maschio ccosììììì!" Un supereroe dell’immaginario femminile distrutto dall’effetto “incurva e separa”, chi l’avrebbe mai detto?
La prossima volta ditelo prima, che ci prepariamo psicologicamente a non farci illusioni e ci abituiamo all’idea che James possa venire di soppiatto a rubarci i trucchi in bagno e a nascondere le microspie nell’astuccio del rossetto. Ci sta bene, perchè invece di farci le pippe mentali sui divi, dovremmo sapere che gli uomini migliori sono quelli che abbiamo vicino. Però che tristezza.

Darei volentieri anche un nocchino sul capo a Matt Damon che ha fatto certe insinuazioni perfino su Giorg. Lui che è un mito, un bonazzo così de sinistra e sovversivo, tanto che l’avevo detto che sarebbe stato il leader ideale del piddì ma loro insistono con il Moscio Vileda Veltroni. Un consiglio per la sopravvivenza a Matt: lasciaci almeno Giorg. Se no, appena ti troviamo, ti strappiamo le braccine.

Ultima annotazione. Ahò, 'a Craig, per tua norma ce n'é uno solo al mondo che può permettersi il rimmel e rimanere un mito: Sua Maestà Prince. Dalla rabbia mi butterei su Scamarcio, guarda un po’!

giovedì 28 giugno 2007

Sòla profonda

Cosa c'entra Linda Lovelace con il PD e Uolter Veltroni? Ci arriverò poi. Sono i misteri delle libere associazioni mentali e da stamattina ho questa cosa che mi ruzzola nella testa.

Dunque ieri è stato il gran giorno, Silver Uolter ha parlato ed ha sciorinato ben bene le sue idee per un grande e nuovo partito democratico nel suo discorso di Torino. Grazie a Repubblica, che ha fatto il lavoro sporco di riassumerne i principali concetti, eccone un sunto più che conciso, circonciso. Con, tra parentesi, il mio commento.

"Riunire l'Italia, farne una grande nazione. Non ci sono due Italie. Basta contrapposizioni: nord-sud, giovani-anziani, lavoratori dipendenti-autonomi." (Il grande amplesso. Il problema sarà convincere i leghisti. Ipnosi? Brainwashing? Detto tra noi: vuoi mettere il "Qui si fa l'Italia o si muore?" Il counter dei "basta" segna 1)

"Le comunità umane possono convivere solo nella libertà. Una libertà che i nostri padri hanno conquistato a caro prezzo" (Quelle frasi che ti fanno dire: ma come ho fatto a non pensarci prima? Bottarella ai babbi partigiani, che ancora sopravvivono in pochi esemplari.)

"Una follia la guerra in Iraq" (Alla fin fine è sempre colpa di Basaglia. Ah, la guerra in Afghanistan ce la lasciamo sfuggire così?)

"Basta con il precariato, i giovani non possono aspettare: serve un nuovo patto generazionale" (Già sentita, non fa ridere. I "basta" sono 2.)

"L'ambientalismo non vuol dire no a tutto. Sì alla Tav" (Che la TAV gli piacesse l'avevamo già intuito. Qui si comincia a dover inghiottire di brutto.)

"Il sindacato deve tutelare anche i giovani, non solo i lavoratori e i pensionati " (Seconda bottarella ai giovani. Ci parla lui con il sindacato o dobbiamo farlo noi?)

"Pagare meno tasse, pagarle tutti. Basta con gli odii di classe" (Ma si, basta odiare Paris Hilton, povera stella. Avete notato? Ha detto odii, come Berlusconi, non lotta di classe. L'affare si fa sempre più grosso. Il "basta" counter segna 3.)

"La sicurezza è un diritto, non è di destra né di sinistra" (Difficile qui non farsi scappare un bel "grazie al cazzo".)

"La democrazia è ascolto, ma alla fine è decisione" (Vedi alla voce TAV.)
"Serve il dialogo fra maggioranza e opposizione" (La serva serve.)

"No al bipolarismo etico, basta con gli integralismi e il laicismo esasperato (Almeno a casa mia, hanno tremato i vetri. Il laicismo esasperato è veramente troppo grosso da mandar giù. Al di là della nostra portata massima. I "basta" salgono a 4.)

"Il Pd deve essere il partito federale e il partito delle donne. Un partito lieve e ambizioso. (Dolce e amaro, attivo e passivo, più che un partito un ossimoro. Con bottarella di prammatica alle donne ma piano, talmente piano che non abbiamo sentito praticamente niente.)

"La politica non è una passeggiata solitaria, è un viaggio collettivo, in allegria. Ma senza la politica ci sono le scorrerie e le corporazioni". (Abbasso la masturbazione, torniamo alle gite scolastiche e all'Osteria Numero 20, con tanto di assalto alla diligenza. Il PD come rinfanciullimento di ritorno.)

"Incrociare di nuovo la nostra storia con i socialisti e con quelli che hanno abbandonato i Ds." (Per la serie: famo l'ammucchiata.)

"Basta con la nostalgia del passato, ci vuole curiosità verso il futuro." (Il counter dei basta si ferma a 5. Oltre alla curiosità ci sarebbe anche qualche progettino? Un piano, un pianetto, oltre a questo florilegio di luoghi comuni?)

So di farmi dei nemici, avendo letto recensioni entusiastiche del discorso del Veltroni. E' necessario dire, dopo aver letto fino qui, che a me questo mucchio di banalità da baci perugina non ha smosso un callo, anzi mi ha lasciata parecchio ingrullita?
Forse gli amici riformisti, per qualche strana mutazione genetica e per gli effetti collaterali della delocalizzazione, avranno sviluppato il clitoride nelle orecchie e saranno capaci di godere al suono di queste frasi memorabili.
So di parlare anche per altri. Noi che quella cosa lì l'abbiamo al solito posto e non siamo neppure iperdotati come Linda "gola profonda" Lovelace nel mandar giù ogni tipo di boccone, siamo delusi.

Però a ripensarci un rinnovamento ieri c'è stato. Non avrei mai pensato nella mia vita di dovermi trovare d'accordo con un titolo di Libero e con Berlusconi. Grazie Walter, anche per questo.

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