Lo scenario geopolitico che avrebbe dovuto restare immutabile per almeno trent'anni, il famoso "Progetto per un nuovo secolo americano", propiziato dal sacrificio di tremila esseri umani polverizzati in dieci secondi, nel giro di pochi mesi e nel corso di un altro dei maledetti anni con il nove, è improvvisamente e drammaticamente cambiato.
L'idea vecchia e polverosa delle guerre guerreggiate, il grande progetto imperiale vecchio stile è scivolato, grazie all'ennesimo evento catalizzatore, nel sogno bagnato del Dottor Stranamore: l'unico governo mondiale totalmente nelle mani di coloro che hanno superato la soglia critica di ricchezza oltre la quale si perde completamente il lume della ragione e non si torna più indietro. Un progetto, questo restyling completo del mondo, questa riprogrammazione dell'Umanità a partire dal codice genetico, che ha occupato per almeno due secoli le notti insonni e tormentate dal mal di denti di generazioni di neoaristocratici odiatori dell'Uomo e sfidanti di Dio e che per comodità descrittiva concentriamo nella visione del "mondo nuovo" di Huxley e di altri profeti e visionari della distopia. Una scacchiera dove le pedine possono muoversi in ogni direzione senza più alcuna regola.
Un progetto totalmente abusivo ed arbitrario mai richiesto da alcuno degli abitanti della Terra e che in effetti a nessuno di loro potrebbe apportare alcun beneficio né morale né materiale, essendo una comodità ad uso esclusivo dell'élite, ma che ora essa ritiene sia giunto il momento di implementare senza porre più alcun indugio perché forse alcuni segni dei tempi impongono un'accelerazione verso lo scontro finale.
La malattia dal nome non da malattia ma da operazione in nero, ovvero il covid-19, può essere considerata l'evento catalizzatore di questo programma definitivo di dominio globale? Un 11 settembre come lo abbiamo fatto in casa ma più in grande? Assai probabilmente si. Anzi, la metafora medica ci aiuta a capire finalmente la natura scientifica (nel senso deteriore del termine) di quella che sembra la conclusione di una sperimentazione molto sofisticata e sul lunghissimo periodo per la ricerca del totalitarismo perfetto da applicare capillarmente in ogni punto del globo. Una chimera composta dal meglio-peggio di ogni totalitarismo passato, composta da un'accurata selezione degli abissi raggiungibili dalla volontà di sopraffazione dell'essere umano sul proprio simile.
Secondo quest'ottica, dovendo i posteri scrivere la storia del Nuovo Ordine Mondiale, indipendentemente che esso si realizzi o meno, il Novecento dovrà essere considerato retrospettivamente come il laboratorio planetario - e ciascun paese e popolo come rispettivamente stabulario e cavia, dove ogni aspetto di questo totalitarismo ideale è stato accuratamente testato, monitorato, sottoposto a verifiche dai suoi scienziati pazzi, disposti ad attendere cent'anni e oltre, come dei costruttori di templi oscuri, prima di poter vedere il risultato della propria opera. Ovvero lo strumento perfetto di dominio da applicare in concreto alla svolta del millennio ed alla prima congiunzione astrale propizia per rendere il sistema politico dominante, il liberismo, come unico modello possibile di società umana. La vera "fine della storia". I risultati di questo esperimento sono stati sorprendenti e il materiale raccolto imponente.
I geni di questa chimera sono stati meticolosamente isolati: le dinamiche concentrazionarie dei lager e dei gulag, quelle carcerarie con le loro tecniche di tortura; la psichiatrizzazione del dissenso; la forsennata regolamentazione del privato delle persone e l'ossessione per il controllo e manipolazione di ogni loro comportamento, sentimento e atteggiamento; l'arruolamento ideologico di medici e scienziati, la loro consacrazione come sacerdoti del culto della Scienza onnisciente e infallibile. Una parodia del sacro in dispregio e sostituzione della religione. Ancora, l'ideologizzazione di ogni aspetto dell'esistenza, le polizie politiche, la privazione della libertà di movimento e di parola, la propaganda, la suggestione, la manipolazione mentale, le dinamiche delatorie tra cavie, lo scatenamento dell'aggressività, il "come si diventa nazisti" e poi le reazioni di panico, di shock, di paura, di sottomissione.
Altri geni sono stati forniti dal sistema dominante stesso: la sopraffazione, lo sfruttamento, l'alienazione, l'ossessione del profitto, il culto della tecnologia senza limiti e del progresso fine a sé stesso, compresi tutti gli artefatti ideologicamente rovesciati del progressismo. Agli ingredienti novecenteschi sono stati poi aggiunti elementi classici particolarmente cari all'élite come il pensiero magico, le pratiche sacrificali tribali e tutto ciò che, come ingrediente segreto ed occulto, potesse potenziare il risultato finale, il totalitarismo chimerico.
Anche le due guerre mondiali e le varie rivoluzioni "proletarie" del secolo scorso sono da considerarsi a posteriori come altrettanti "laboratori"? Applicando la teoria delle opportunità che possono essere colte da sciagure e catastrofi, naturali e non, per applicare una propria agenda di potere, direi proprio che dalla loro lezione sono state tratte preziose informazioni e spunti ai quali ispirarsi, come si è visto. Durante le guerre, ad esempio, si possono compiere genocidi che in tempo di pace solleverebbero riprovazione e orrore. In guerra finisce tutto nel calderone delle perdite umane e alla fine i milioni di morti diventano statistiche, come ebbe a dire Stalin. I dopoguerra espansivi e fintamente democratici sono anch'essi utili per variare un po' il ritmo. Proviamo ad espandere il capitalismo, proviamo a riempire di soldi le tasche dei lavoratori, diamo loro il benessere, permettiamo ai loro figli di studiare. Così, a tempo debito, potremo osservare, come osserveremmo degli insetti con l'occhio dell'entomologo, il loro disperato agitarsi e fuggire in ogni direzione quando toglieremo loro tutto questo. Non perché necessario ma perché sarà nostro capriccio farlo. Perché Lui non gioca a dadi ma noi si. La democrazia diverrà gradualmente democratura e, prima o poi, sfocerà dove batte l'accento; nella dittatura.
Questa pandemia, il covid come evento catalizzatore di un Grande Cambiamento, del Grande Reset, come viene chiamata la demolizione controllata (dev'essere una mania!) del capitalismo come lo abbiamo sempre conosciuto, sta però introducendo in queste ore un concetto totalmente nuovo e mai riscontrato in ogni precedente forma di dittatura sia essa nazista, comunista o ultraliberista: il trattamento sanitario obbligatorio. Questa violazione del corpo da parte dell'autorità, che con la psichiatrizzazione del dissenso comprenderà anche la mente, è un vero e proprio salto di paradigma. In un certo senso, con la cancellazione del principio di precauzione, l'abolizione del metodo scientifico e il vilipendio del giuramento di Ippocrate, per non parlare dello stupro della bioetica, essa rappresenta la fine sommaria della Medicina, già prefigurata nella demolizione controllata (ebbene si, ancora) della sanità pubblica negli ultimi anni.
C'è tuttavia un aspetto così profondamente politico nella vicenda del vaccino covid che i suoi aspetti medici rischiano di finire in secondo piano. Mi riferisco all'elemento simbolico di qualcosa senza il quale non ci potrebbe più essere permesso avere una vita sociale normale. Si parla di divieto di accesso in alcuni luoghi, di viaggiare, di lavorare, perfino di uscire di casa per coloro che non si sottoporranno al vaccino. Vaccino non sufficientemente testato e che mai prima d'ora sarebbe stato somministrato tanto alla leggera ma, a questo punto, se ciò che vale è il gesto, all'interno della siringa potrebbe anche esserci solo acqua. Ecco quindi che il totalitarismo chimerico si arricchisce del suo marchio distintivo, il suo covenant ID, il suo segno di sottomissione, il numero tatuato non più sul polso ma direttamente nel sistema immunitario. Il vaccino come panacea, elisir di lunga vita, passaporto per la sopravvivenza, perfino via di iniziazione per una schiera di sotto-eletti che si compreranno l'indulgenza grazie alla simonia del clero pandemiocratico. La chimera e infine la sua pietra filosofale.
E' evidente che questa accelerazione verso il possibile peggior totalitarismo della storia richiede una posizione di assoluta opposizione da parte di tutte le forse politiche che operano in democrazia fintanto che ne rimarrà un barlume. Se da varie parti politiche si era già prospettata e si comincia a considerare accettabile e normale l'inoculazione di milioni e milioni di dosi del vaccino covid su base obbligatoria, con le sacerdotesse della zootecnia che non si pongono alcun problema etico a riguardo, occorre al contrario opporsi ad ogni cedimento su concessioni minime che porterebbe a richieste ancora più pressanti e via via sempre più impossibili da rifiutare. Non bisogna creare il precedente, aprire il campo all'ennesimo evento catalizzatore. L'inviolabilità assoluta del corpo dev'essere dichiarata valore non negoziabile da parte della politica e gli elettori tutti devono pretenderla ad ogni costo. Chi dei loro rappresentanti non lo farà, non rispettando l'impegno, se ne assumerà la responsabilità e non solo di fronte all'Umanità.






