domenica 13 dicembre 2015

Non suicidatevi, è quello che vogliono


L'esercizio più difficile, di questi tempi, è cogliere il senso profondo degli accadimenti e capire se le scelte di governance politica - quindi economica - siano il frutto di entropia ormai incontrollabile - la crisi che fa saltare tutti gli schemi -  piuttosto che l'effetto di una certa volontà progettuale. Non parliamo di complotti, per carità, perché è talmente tutto alla luce del sole, mioddio, che l'esoterico non è mai stato così essoterico come ora. Tutti i documenti vengono lasciati bene in vista sul tavolo e forse è per questo che nessuno li vede, come la lettera rubata del racconto di Edgar Allan Poe.
Nessun complotto ma una precisa volontà perseguita con un'infinità di mezzi ed innumerevoli attori. Quella di sostituire il mondo attuale, il suo sistema economico e sociale, con qualcos'altro che non sarà affatto all'insegna del progresso dinamico e mutevole come è sempre accaduto finora nella storia, ma in quello antistorico del regresso, di un'implosione nel nulla dell'immutabilità, dell'inevitabilità e della stabilità, che renda la società pietrificata ed i suoi componenti mummificati in uno stato innaturale di permanenza che si fondi sull'unico principio della separazione elitaria tra Noi e Loro. Un tentativo violento e tragico di spostare le lancette dell'orologio della Storia all'indietro e di impedire qualunque rivolta attraverso un'ultima grande controrivoluzione.
In questo contesto, la depressione indotta, instillata e coltivata nella popolazione, fino all'istigazione al suicidio è perfettamente funzionale al progetto.

Direi che uno dei pensieri più ossessionanti, concorderete con me, stia diventando "cosa succederà domani", intendendo più precisamente "cosa potrà accadermi". E' un fenomeno paradossale perché stiamo appunto sprofondando nella depressione, intesa come malattia, come male oscuro, che viene indotta negli esseri umani come unico metodo per annichilirne la capacità di reazione e la depressione porta a preoccuparsi affatto del futuro, non esistendo alcun futuro per il depresso ma spesso solo la morte mediante suicidio inteso come cessazione di una vita ormai intollerabile.
Se persiste preoccupazione per il futuro, è perché un futuro pericoloso e potenzialmente mortale ci viene suggerito continuamente, come forma estrema di terrorismo psicologico fondata su una voluta inseminazione di incertezza. Non ci dicono: "domani ti ammazzeremo" ma suggeriscono " non hai idea di ciò che potrebbe succederti in futuro", il che, pensateci, è molto peggio.  Come il cut del regista del filmato dell'ISIS immediatamente antecedente al taglio della testa del malcapitato di turno. Il vuoto informativo che viene riempito dall'immaginario è quanto di più spaventoso si possa sperimentare.
Oppure, sempre per indurre disperazione e soprattutto impotenza, si proclama ufficialmente l'inevitabile: "Nulla sarà più come prima", "il mondo sta cambiando", "non c'è alternativa". Tutto per creare uno stato di dissonanza cognitiva permanente.

Volete una visione di questo futuro proiettato nel passato che ci attende? Vi avverto, quella che vi propongo è una visione che mi terrorizza solo a scriverne ma che spero, esorcizzandola in questo modo, di ridurre a semplice fantasia pessimistica, a prodotto ectoplasmico di uno stato di shock indotto dall'incertezza del futuro che credo stiate sperimentando anche voi che mi leggete.
Dunque, mettete il mondo in pausa, fisso in un bel fermo immagine in mezzo alle luminarie natalizie e fermatevi un momento a riflettere a partire da questo spunto: avete mai pensato che potremmo essere semplicemente nel bel mezzo della transizione violenta ed in parte caotica, per il ruolo facilitante che il caos ha nei cambiamenti, da un modo di produzione ad un altro? Utilizzo la terminologia marxiana non a caso e non solo perché così sembrerà che io stia dicendo qualcosa di sinistra. L'analisi del capitalismo fatta da Marx diventa fondamentale nel momento in cui siamo chiamati a celebrarne il de profundis. Alla fine, l'ultima crisi periodica fu fatale e se lo portò via, porello.
Peccato però che una provvidenziale autopsia rivelerebbe abbondanti dosi di arsenico.

Non sarà che stanno accelerando la fine del capitalismo - intendendo con capitalismo ciò che i marxisti intendono per capitalismo - perché, quando morì il comunismo (anch'esso con l'aiutino provvidenziale di qualche dottor morte in Afghanistan) qualcuno pensò che anche il capitalismo in fondo aveva portato solo guai, specialmente da quando era riuscito, mescolato con la democrazia liberale e la produzione di massa, a creare benessere e ad allargare la platea, si, dei consumatori ma anche dei pretendenti diritti. Chi aveva combattuto il comunismo scoprì che la partita della lotta di classe non poteva essere chiusa con la sconfitta dell'URSS perché sarebbe rimasto un nemico comune: l'odiosa borghesia rivoluzionaria, rompicoglioni e dalla coscienza infelice che propugnava l'estensione del benessere in senso orizzontale e non solo in quello verticale paternalistico, e vi era riuscita in pieno e con il maggior vigore, nel periodo, breve ma intenso, della visione espansiva dell'economia corrispondente al secondo dopoguerra e agli anni del boom economico, che avevano creato il dominio della classe media.
Classe media che, di fatto, è la classe che si vuole far uscire sconfitta - ed eliminata dissolvendola nella povertà generalizzata - da questo scontro della civiltà contro sé stessa. Il titolo di questo articolo di Joseph Stiglitz è significativo e suggestivo: Why the U.S. Could Soon Be the World's First Former Middle Class Society ("Perché gli Stati Uniti potrebbero diventare presto la prima società post classe media").

A questo punto occorrerebbe, a sinistra, una certa onestà intellettuale di fronte a tanti evidenti indizi di un tentativo di assassinio in corso del capitalismo e da parte di chi, per riconoscere che il momento storico di maggior benessere per la classe operaia siano stati gli anni del periodo storico suddetto, ma non credo che i nemici da sinistra del capitalismo che parlano di lui come fosse ancora vivo, vegeto e scalciante, si siano accorti che stanno parlando di un malato terminale con la bara già preparata dai beccamorti della finanza, né tanto meno che vogliano riconoscergli il merito di aver loro permesso di esistere e di criticarlo. Tuttavia posso preannunciarvi che lo rimpiangeranno a calde lacrime un giorno nemmeno troppo lontano e voglio proprio sperare di potermi godere questo momento di sublime piacere sadico assieme a tutti coloro che condividono con me questa battaglia di conoscenza e libertà.
Bisogna essere proprio intellettuali disonesti intellettualmente per affermare che "non potevamo permetterci il welfare", frutto anche di tante lotte operaie, ma soprattutto bisogna proprio odiare il padre borghese dal basso del proprio infantilismo per accettare di interpretare i meglio volonterosi carnefici del proprio popolo sperando di chiudere definitivamente la partita con sé stessi ed i propri edipi irrisolti. Fateci caso, i più solerti, le più bavose iene in attesa del cadavere della classe media da spolpare sono gli ex Lotta Continua e tutte le frattaglie e rigaglie del Sessantotto. Sono loro che invocano la patrimoniale e sono disposti a concordare con i rivali elettorali solo sulla necessità della tessera annonaria di povertà (o reddito di cittadinanza) e finiscono quindi per togliere ai benestanti per dare ai super-ricchi, illudendosi così di sopravvivere alla futura grande scrematura della società, poveri idioti. Dio, quanto ho goduto a leggere la descrizione della Sindrome di Hood fatta da Il Pedante!

Il più grande errore di Marx è stato quello di suggerire l'irreversibilità del progresso e teorizzare l'inevitabile sfociare del capitalismo sconfitto nel mare placido dell'uguaglianza socialista. Così gli omini rossi marxiani plaudono alla crisi strutturale probabilmente fatale del capitalismo convinti che ciò ci porterà al Mondo Nuovo del sol dell'avvenire. Temo invece che ciò che sostituirà il nostro mondo ed il suo  nuovo modo di produzione, non sarà affatto il radioso socialismo o la dittatura del proletariato ma un neofeudalesimo postindustriale dove una élite ristretta e selezionata su base di sangue governerà su masse sterminate formate da un Unterlumperproletariat (qualcosa di ancora più straccione del Lumpenproletariat perché formato non da poveri per nascita ma da ex benestanti immiseriti) indebolito dall'assenza di qualunque identità: personale, sessuale, sociale e nazionale. Una massa informe che, mescolata con elementi dissonanti esterni ad alta identità ed in competizione per la sopravvivenza, diverrà sempre più violenta e, per la sua tendenza alla proliferazione incontrollata di malcontento, agli occhi dell'élite assomiglierà così tanto ad un cancro che un giorno essa deciderà di estirparlo. "Per salvare il Pianeta", ovviamente.

Un mondo che si vuole far girare all'incontrario è fatto di discorsi che devono essere decodificati ragionando in senso controiniziatico. Quando vi parlano di qualcosa che è fatto "per il vostro bene", in realtà è per sterminarvi meglio. L'importazione di poveri multicolori non è per arricchire loro ma per impoverire voi. Così il mescolare e far convivere forzatamente le etnie e le religioni non è per l'assimilazione pluralistica e multiculturale ma per la dissoluzione nell'omologazione totalitaria della monocultura del più forte. La parola melting pot suggerisce certo il mescolamento ma anche lo scioglimento, la dissoluzione.
E poi, la decrescita, definita felice da qualche frescone, nasconde la retrocessione ad uno stato dove le risorse non sono più garantite per tutti ma riservate a qualcuno in particolare sull'esclusivo principio del privilegio. La doccia fatta in gruppo serve solo probabilmente a permettere all'élite l'ennesima piscina olimpionica con idromassaggio.
La limitazione delle emissioni, concessa generosamente dall'alto nei convegni farsa e salutata con gioia dagli ecologisti inconsapevolmente complici del più grande prossimo genocidio della storia,  è una logica conseguenza dei discorsi sulla "distruzione della domanda interna", fatti dai governanti sicari dell'élite con l'occhio senza vita dello squalo e il sorriso anaffettivo del sociopatico. Meno domanda, uguale meno consumi. Chi consuma poco? I poveri. Ma noi eravamo e siamo ancora ricchi! Si, ma non lo meritavamo.

Saremo poveri, il modo di produzione non sarà più capitalistico ma neofeudale e quindi, oltre agli svantaggi, non avremo più nemmeno i vantaggi del capitalismo. I vecchi non avranno più la pensione ma dovranno contare sull'elemosina del signorotto locale, probabilmente rinchiuso nel suo castello per difendersi dai saraceni.
Ma come, a proposito, gli immigrati non dovevano essere quelli che dobbiamo lasciare entrare perché ci pagheranno le pensioni? No. E' una balla. Servono solo come lievito per far montare l'insicurezza, il caos, la violenza e giustificare quindi la repressione. Perché non penserete mica che il capitalismo, morendo, non si trascinerà dietro, aggrappandovisi con le unghie, anche la democrazia?
Gli stranieri servono per spingerci nelle riserve e sterminarci e, una volta che saranno diventati troppi, come è ampiamente previsto dagli indici di natalità, saranno sterminati anch'essi, con meno sensi di colpa rispetto a noi e con la scusa infallibile del sovrappopolamento. Altro che Islam trionfante! Per chi credete che siano quelle testate nucleari tattiche?
L'unico modo per "salvare la Terra", come piagnucolano gli ecopiagnoni e gli elitari travestiti da pecore, non è fare la doccia in quattro ma  sterminare qualche miliardo di persone per lasciare in vita solo la crema, l'élite. Elite che vuole solo rinchiudersi in un ghetto di lusso, in un eterno Club Méditerranée, assieme ai suoi servitori, in una fissa immobilità botulinizzata.

Scusate se mi si è visto troppo il pessimismo stasera.

P.S. Ringrazio ancora Il Pedante per il post pressoché perfetto che ci ha regalato e Claudio Messora per l'incredibile lavoro che sta facendo intervistando le poche voci critiche e fuori dal coro di questa realtà spaventosa. Ho disseminato nel post le ultime interviste realizzate ad Alberto Bagnai, Bruno Ballardini, Gioele Magaldi e Nino Galloni, che vi invito ad ascoltare con attenzione, avendo l'accortezza, prima, di spegnere la TV dell'informazione che serve, nel senso della serva.

27 commenti:

  1. Amichetta23:44

    "indebolito dall'assenza di qualunque identità: personale, sessuale, sociale e nazionale." Ti sei dimenticata... religiosa.

    Io non posso più né scrivere né parlare, quindi segnalo a voi un'altra grande voce, mio amico, che l'aveva vista lunga fin dal 2003: Roberto Quaglia.
    Ormai non esiste più sulla rivista Delos dove fu originariamente pubblicato, ma il suo lavoro "Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sull'11 settembre 2001" conteneva l'ipotesi di un'angosciante "Operazione Sfoltimento Umanità" molto in sintonia con ciò che scrivi.
    Un abbraccio
    l'Amichetta

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  2. Anonimo00:38

    Se l'élite eliminasse il resto dell'umanità, con quali braccia camperebbe? Non sarebbe più élite.
    Condivido l'idea che si stia andando verso un "feudalesimo 2.0" dove il signore di turno è più che altro un finanz-capitalista che si è comprato una regione della terra con tutte le sue risorse (naturali, ma anche umane)(vedi quello che volevano fare con il Donbass prima che si accorgessero che i citadini tendono a resistere), però una cosa del genere non può durare in eterno, per quanto Essi si impegnino con tutti i mezzi. Potrà anche andare avanti per secoli, magari cominceranno persino a farsi la guerra tra loro (come già stanno facendo con le nazioni), ma non possono farla durare per sempre. Non possono nemmeno attuare il loro piano con un decimo dell'accuratezza che sperano, perché hanno talmente tante variabili incognite da manovrare, che già le Loro difficoltà si vedono.

    Ménego

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    1. Anonimo12:43

      E' evidente che si prevede anche un relativamente limitato gruppo di servitori, producenti con mezzi altamente robotizzati tutto il necessario.
      La vera ricchezza non sono i soldi, ma la proprietà materiale che ha valore a prescindere dal sistema produttivo.

      Rogert Herbert

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    2. Non essendo previsto il consumo di massa, non saranno necessari mezzi di produzione di massa.

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  3. mi aspettavo di peggio.... una delle mie fantasie ricorrenti e' l'insorgere di Club Mediterranee per borghesi impoveriti, dove dopo una settimana di vita spensierata ed orge si proponga il suicidio collettivo. Chi ci dice che non fosse in voga anche nel tardo impero romano...

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  4. Anonimo09:16

    Un po' sopra...

    Io la vedo cosi': l'espansione del Potere ha a che vedere con l'Antropologia. L'espansione del Capitalismo ha a che vedere con la Modernita'. La seconda non puo' comunque essere svincolata dalla prima. La Volonta di Potenza si manifesta fino negli organismi unicellulari; figuriamoci in chi ha acquisito il primo posto nella catena alimentare... Detto questo, non si puo' fingere di non sapere che l'Uomo e' per sua natura un animale sociale con aspirazioni di molto superiori al suo stato fisico.

    Quindi: prima ci si occupa dell'hardware e, solo poi, del software. Ovviamente accettando il HW ineluttabilmente per quello che e'. Cosa che infatti la visione mondialista odierna rifiuta. E perche' la rifiuta ? Perche' e' progressista. Non vede nulla di strano nell'appiccicare un chip sottocutaneo ad ogni individuo sul Pianeta; migliorera' la sua vita imperfetta. E guai ad eccepire... ti verranno a dire che rifiuti l'aspirina; farmaco il quale ognuno di noi potrebbe farsi in due minuti togliendo pezzi di corteccia ad un salice. Invece, il chip non ce lo possiamo fare da soli. Qui sta il nodo del cosiddetto "Transumanesimo". E' una malattia del Capitalismo terminale ? No: e' una malattia del Progressismo tout-court.

    Quanto alla socialita' (ma e' davvero struttura o sovrastruttura?), anche questa non puo' essere totalmente svincolata dall'Antropologia. E' realizzabile una societa' composta da miliardi di persone. No. L'Homo Sapiens ha serie difficolta a relazionarsi con un numero di poco superiore ai cento individui della sua stessa specie. Ecco perche' i paesi di una volta erano cosi' piccoli.

    Allora, poniamo che ci sia qualcuno dotato di mezzi immensi e potentissimi che voglia estendere il suo Potere. Non importa se sia anche un altruista davvero illuminato destinato ad essere incompreso per l'eternita'. E' criminale il suo desiderio di Potere ? Lo e' in se' e per se' perche' cio' non coincide con l'idea che ci siamo fatti circa la Democrazia ? No. Lo e' perche' i mezzi che usera' saranno necessariamente disumani. Sovrumano, disumano, transumano sono comunque tutte categorie che rifiutano l'essere umano per quello che e'. Magari anche per il bene dell'Umanita'... ma l'Umanita' e' qualcosa di piu' di una mera aspirazione ? Per parte mia e' meglio che rimanga un'aspirazione.

    In definitiva, io sono convinto che il problema sia il Progresso. Non che lo rifiuti aprioristicamente, ma noto che nel contesto attuale sta diventando piu' un problema che una risorsa.

    G.Stallman

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  5. Anonimo13:18

    Non hanno fatto i conti con la Provvidenza
    Gibon

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    1. Lo spero. E spero che la Provvidenza faccia giustizia.
      Come disse Fra Cristoforo a Don Rodrigo? "badate bene quel ch'io vi prometto: verrà un giorno....."

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    2. Anonimo19:05

      Una buona fetta di tradizionalisti ormai pensa che si appropinqui l'Apocalisse, dato che rimane l'unica spiegazione logica (nel quadro dell'escatologia Cattolica) per gli avvenimenti dai 1960s in poi.

      Rogert Herbert

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  6. Cara amica Lameduck, però Orban in Ungheria è riuscito a fermare l'invasione di clandestini, a garantire lo stato sociale e a costringere le banche a dare i soldi alle piccole imprese. L'Europa aveva minacciato più volte Orban ma lui è più forte che mai.

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    1. Articolo molto originale e creepy. Peccato non affiori mai l'urgenza di nuovi ideali e una nuova rivoluzione contro questo piano per affossarci. Dico rivoluzione e non rivolta, e intendo una rivoluzione anche culturale. Possibile che da tutte le parole con cui descrive la situazione tu non proponga mai un piano, un idea, un progetto per un futuro diverso dal semplice resistere?

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    2. @Ray E perché dovrei fornirti un piano, visto che già lo propongo nell'auspicare il ritorno ad un economia keynesiana che preveda, come primo strumento, il ristabilimento della repressione finanziaria?
      Oppure puoi proporre tu qualcosa, se hai di meglio. Non sono necessariamente sempre io che devo dare la ricetta.

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  7. A mente fredda non si può razionalmente non condividere il fatto che la riduzione della popolazione sia una strategia ragionevole, pulita (in senso ambientale) e percorribile con mezzi non costosi. Certo va perseguita sul medio periodo, la vita umana è breve, non certo col tutto e subito che sarebbe disumano. La storia economica e militare umana insegna che la sovrappopolazione è frutto di stravolgimenti economici, culturali e coloniali e ha sempre portato alla scarsità. Noi eravamo piccoli, Lameduck ricordi, quando la popolazione mondiale si attestava sui 3.5 miliardi e già il cap. Costeau era in paranoia... La mia domanda è sempre stata quella: perchè si è lasciato degenerare tutto così? Il mainstream è potente in infiniti campi e sarebbe stato in grado di dirigere anche questo, che poi è già un sentire istintivo visto che all'innalzamento degli standard corrisponde sempre un decremento delle nascite e la qualità media della intelligenza sociale condivisa era altissima tra i sessanta e gli ottanta. Si preferiscono masse immense e economicamente e socialmente degenerate... perché? E' per me una delle massime colpe che attribuisco alla Chiesa, senza alcuna possibilità di perdono. Resta il fatto che una politica di decremento graduale della popolazione è una via di uscita per diminuire la pressione sul'ambiente e favorire il rinnovo delle risorse, non se ne scappa. A meno di spettacolari sviluppi di natura tecnica e scientifica e comunque il pianeta è finito, più di tanti non ci stiamo. Per il resto mi vengono in mente solo motivazioni esoteriche... alla Malanga... tipo rettiliani mai sazi di anime umane...

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    1. Caro Django, non mi preoccuperei del pianeta. A tempo debito, dovessimo esagerare, saprà come disfarsi di questa umanità letale.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Anonimo13:16

      Certo, se uno accetta le loro premesse, il genocidio è una necessità ineluttabile.
      La persona razionale dovrebbe chiedersi se esse siano valide però.
      Ma credo che un individuo che, in retrospettiva, rimpiange come missed opportunity una forzata limitazione demografica globale, non si faccia di questi problemi.

      Rogert Herbert

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    4. Brava Barbara, ma sbagli il titolo.
      L'elite non vuole noi suicidi, non avrebbe forme di sostentamento, ci vuole solo depressi e insicuri. Ma qusto da sempre, mica da ieri...

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    5. Cara Barbara la risposta è quella giusta.

      @Django
      Non serve preoccuparsi. Se in qualche modo mr. Elisabeth II e i suoi degni compari vengono messi in condizioni di non nuocere c'è tutta l'energia che serve (servirebbe, servirà,...). Altrimenti vale la risposta di Barbara.

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    6. Non condivido l'opinione di Django, ma mi chiedo se la risposta di Barbara sia motivata dalla convinzione che chi predice sventura su ambiente e popolazione menta (coscientemente o meno), oppure se sia motivata dalla visione politica (idiota?) di chi si è autoeletto difensore del pianeta. Non lo chiedo con intento polemico. Io, come si intuisce, propendo per la seconda, ed essendo coinvolto nel grande ambito delle cosiddette scienze naturali mi sento chiamato in causa.

      Grazie per le sempre interessanti riflessioni.

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    7. Mah... visione politica idiota... semplicemente occhi aperti.Pur abitando al nord, il nord che si vanta di eredità austroungariche, io vedo immondizia, sporco e inquinamento dappertutto. Negare una relazione tra produzione di rifiuti, in senso allargato, e numero dei produttori... oltretutto con l'aumento costante di cose consumate, anche a dispetto della crisi e anche a causa di modi di produzione criminali come tutta la paccottiglia e la paccottiglia mascherata low cost/low life che viene dai xxnesi...

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    8. Beh, la Lombardia è da almeno 50 anni un tragico laboratorio di esperimento di sovrappopolazione da colonizzazione. E di austroungarico ahimè non ha più nulla da tanto, troppo tempo, gli autoctoni polentoni hanno smesso di riprodursi guardandosi attorno.

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  8. @Lameduk
    Scusate se mi si è visto troppo il pessimismo stasera.

    Troppo pssimista?
    Allora deve esserti sfuggita la recente esternazione di uno dei più noti esponenti del lumpenproletariato contemporaneo: mr. Bill Gates: la democrazia oggi é un problema
    Ed infatti ci stanno ponendo rimedio.
    Quindi allegria!

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Dalla confessione di un direttore di agenzia Banca Etruria: Eravamo pressati a vendere le obbligazioni subordinate al punto di andare negli ospedali per piazzarle ai vecchietti ricoverati. Temevamo che disobbedendo, o solo illustrando alle vittime della truffa i rischi connessi con quei titoli avremmo messo a rischio il nostro posto di lavoro".

    Ecco spiegato il motivo per cui si deve introdurre il reddito minimo garantito, in misura tale da permettere in ogni caso e senza condizione alcuna un'esistenza dignitosa.
    Ecco perché i "poteri forti" e i loro strumenti, partiti politici, sindacati, mezzi di "informazione" ne sono terrorizzati, data la valenza dell'RMG nei confronti di malefatte e corruttela che giocano proprio sul ricatto dell'esistenza per propagarsi a macchia d'olio, distruggendo la società civile e i suoi valori, oltre a rendersi praticamente invulnerabili.
    E infine ecco perché chiunque si schieri contro tale provvedimento si pone deliberatamente nella posizione di complice di truffe simili, dello sfruttamento intensivo ormai spinto oltre i limiti della mobbizzazione di massa eseguito dai ceti padronali e dei piani di dominazione globale propri delle élite oligarchiche sovra-nazionali.
    A danno non solo di lavoratori e ceti subalterni, ma come si vede dell'intero consesso della società civile.

    Costoro dicono: ci vuole invece il lavoro, la piena occupazione.
    Senza rendersi conto di dimostrare in tal modo tutta la loro drammatica vispa teresità.
    Dato che nessuno di loro dice mai in che modo si potrebbero realizzare le opportunità di lavoro necessarie, a quale prezzo, e in quanto tempo.
    Ma soprattutto senza dire nel frattempo che siano realizzate le condizioni da loro propugnate, che fine fanno i milioni di emarginati dal mondo del lavoro. Tralasciando minuziosamente, inoltre, di tenere conto che non solo precarizzazione e disoccupazione sono strumenti di abbattimento del costo del lavoro dei quali oggi si abusa all'eccesso, ma sopratutto che NAWRU, Non Accelerating Wages Rate of Unemployment, & NAIRU, Not Accelerating Inflation Rate of Unemployment, non sono più mere questioni di tecnica economica ma elementi sui quali si basa la programmazione economica dei governi operanti in stati la cui costituzione dichiara che il lavoro e l'esistenza dignitosa sono diritti inalienabili.

    Che poi quelli che detestano l'RMG si scaglino contro la cancellazione del welfare, è un elemento che arricchisce il quadro appena descritto.

    Per completare il discorso, sottolineando meglio la valenza di chi assume certe posizioni, riporto un passaggio dell'intervento di Nino Galloni al convegno del Partito Umanista del giugno 2013 "La guerra dell'euro": "Il problema diventa però con quale regime, in quale contesto. Perché che da questo sistema noi fuoriusciremo, è sicuro. Il problema è se ci usciremo da schiavi o da uomini liberi.
    Ne usciremo da schiavi se sarà merito di quelli che stanno adesso, diciamo, alle leve del potere internazionale. Ne usciremo da liberi se lo imporremo noi dal basso controllando i meccanismi.
    Questo tanto per meglio sottolineare la concreta valenza politica e i veri obiettivi di quelli che dileggiano pubblicamente ciò che chiamano se non sbaglio "l'uscita dal bassismo", senza rendersi conto del livello surreale di arroganza e sociopatia che manifestano, i quali a loro volta sono elementi fondamentali della loro piena intercambiabilità coi bocconiani doc alla Monti.

    Che poi costoro siano gli stessi che detestano a morte provvedimenti di civiltà e solidarietà come il Reddito Minimo Garantito non credo sia una coincidenza.

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  12. Anonimo21:51

    Lame, dissento molto. E non prendertela se dico che buona parte del tuo post, gli articoli del Pedante,per non parlare di Fusaro e del fusarismo ,mi paiono della corrente del nuovo confusionismo contaminazionista. Che alla base,gratta gratta, in comune ha soprattutto l'anticomunismo,anche se non becero e raccontato quasi da ex -filo dispiaciuti dalla piega delle cose.Tanto ti dovevo.sSnza offesa,perchè sei sempre una scrittrice interessante e mai banale, ciao

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