lunedì 21 dicembre 2015

Obama, un presidente di prestigio


"Siete un illusionista, non un mago! Dovete sporcarvi le mani se volete raggiungere l'impossibile!" (John Cutter, "The Prestige")

E' vero, Barack "Drone Man" Obama ci ha fregati tutti ma era ampiamente previsto. Era scritto nel copione degli sceneggiatori nel Nuovo Secolo Americano Mondialista che, di fronte al primopresidenteafroamericano, ci alzassimo tutti in coro ipnotizzati a cantare con l"Alleluja!" la fine dell'Era Bush, celebrando al contempo la gloria di Brother Malcolm e Brother Martin. Era previsto anche che un giorno avremmo pensato sconsolati: "Credevamo fosse amore invece era il ragazzo immagine del complesso militare-industriale" (© Alberto Bagnai).

Vi do un consiglio spassionato. Se volete capire cosa sta succedendo nel mondo, quindi nel nostro quartiere, lasciate perdere le province dell'impero con le loro miserie e andate direttamente al suo cuore ad ascoltarne il battito. C'è sempre da imparare cose molto interessanti ed istruttive. Per incominciare, che vi è una parte di America molto meno frescona di quanto ce la dipingano. Che vi sono americani il cui amore per la Costituzione e la Libertà e conseguente preoccupazione per l'attacco sovversivo che esse subiscono ormai quotidianamente è commovente e dovrebbe essere per noi di esempio.
Infine si può scoprire che tutto il male di questo orrendo mondo orwelliano viene messo in pratica a cominciare proprio dagli Stati Uniti, là nella Land of the Free, a danno dei suoi cittadini che ci sono fratelli nella sventura e nella disillusione nei confronti di coloro che, in un mondo normale e democratico, dovrebbero rappresentare gli interessi dei propri elettori. 
In questo festival del mal comune, è incredibile come, in America come da noi, ci si dichiari delusi dalla sinistra, dai cosiddetti progressisti, oltre che dai reazionari affiliati alla Bush Family, e si sia giunti alla conclusione che non si debba più ragionare in termini di destra o sinistra - offrendo il sistema al massimo solo un'alternativa fittizia tra il peggio e il meno peggio - ma unirsi per il bene comune e la riappropriazione della propria libertà.
Bisogna recepire il grido di dolore degli americani, che può essere ascoltato solo sui siti dei media indipendenti, perché quelli di regime vogliono che pensiamo che gli stronzi siano loro, i fascistoni senza cervello che pretendono di girare armati fino ai denti masticando hamburgers.

Gli americani ci sono fratelli per la vicenda dei mutui subprime e derivati che ha provocato la peggiore crisi economico-finanziaria dal 1929 - chi credete abbia pagato per primo con i propri soldi (7700 miliardi di dollari) il salvataggio non di banchette provinciali del cavolo ma di colossi come Lehman Bros, grazie al principio del "too big to fail", se non il contribuente americano, per giunta ignaro? - ma non solo. Essi paventano veri e propri incubi distopici prossimi venturi come l'imprigionamento a tempo indeterminato per legge e senza processo ed habeas corpus per "motivi di difesa dal terrorismo", come prevede il NDAA (National Defence Authorization Act) firmato da Obama il 31 dicembre 2011. A proposito di porcate eseguite mentre tutti sono distratti dai rituali festivi, e rinnovata negli anni successivi. Ma andiamo per ordine, che alla Guantanamo in cortile ci arriviamo.

Dicevo di Obama e del fatto che ormai venga percepito da molti americani, in specie i suoi elettori ed affini, come uno dei loro peggiori presidenti e una delusione colossale rispetto alle aspettative legate alla sua elezione. Sentiamo, chi potrebbe mai essere tra i più feroci accusatori di un presidente afroamericano? Che ne dite di uno dei leader storici del Partito delle Black Panthers for Self-Defense, Larry Pinkney? E' una voce che ho scoperto per caso e di cui vi propongo il contributo video contenente alcuni assai interessanti spunti di riflessione, all'insegna della necessità di essere uniti, di qualsiasi colore siamo, in difesa della libertà di tutti.
Il video non è sottotitolato, mi spiace. Non conoscere la lingua imperiale è ormai imperdonabile, quindi datevi da fare. E poi, se volete un ulteriore consiglio, imparatevi anche il russo: tornerà utile.



Larry, che ha provato sulla propria pelle le unghie del COINTELPRO e conosce bene i suoi polli a Washington e Langley, parla di un popolo americano abilmente ipnotizzato dal fenomeno Obama, che in lui ha visto non ciò che era veramente ma ciò che avrebbe voluto che fosse. 
Un popolo che mai avrebbe pensato che un presidente afro, democratico e desinistra potesse rivelarsi in grado di bombardare con i droni civili inermi, da cui cui il nomignolo "Drone Man" applicato al "premio Nobel per la Pace" dai suoi cittadini che forse stanno iniziando ad aprire gli occhi. Bombardamenti silenziati accuratamente dai media (come nello Yemen) mentre l'attenzione dell'opinione pubblica veniva deviata altrove, sul paese canaglia di turno (la Siria) o sui vari ballon d'essai dei migranti, dei profughi e del più fenomenale prodotto di marketing degli ultimi tempi, l'ISIS. Un popolo che "oh no, lui no, un fratello nero non lo farebbe mai" e che ora ormai sta aprendo gli occhi. (Attenti alla possibile nuova illusione Donald Trump, fratelli).
Un popolo abituato al mantra "è tutta colpa di Bush, è la sua eredità", che è l'esatto equivalente del nostro "è stato abberluscone", mentre ormai viene dimostrata nei fatti la perfetta continuità tra l'amministrazione neocon pura del patetico Dubya, pupo riconoscente in eterno a coloro che l'avevano trasportato dalla bottiglia a Gesù e poi dritto alla Casa Bianca e quella spuria di Obama.

Steve Biko disse che "l'arma più potente in mano all'oppressore è la mentalità dell'oppresso". Obama è stato un inganno, il prestigio, l'America tagliata in due parti nelle scatole, l'operazione di ipnosi collettiva che ha assicurato questa continuità. Ma le vecchie pantere nere non ci cascano e denunciano la pericolosità dell'arma Obama e delle iniziative portate a termine durante i suoi mandati.
Per esempio l'Africom, ovvero le mani del complesso militare-industriale sull'Africa in funzione rubamose tutto e occhio ai cinesi. Un bel modo, camuffato da cooperazione militare, per applicare il divide et impera, fomentare guerre fratricide in Africa e tenere soggiogato il continente ricchissimo di materie prime, organizzando al contempo, chissà, quelle belle armi di migrazioni di massa che conosciamo verso altri continenti da sottomettere con la shock therapy.

Ciò che indigna soprattutto Larry Pinkney e gli altri patrioti americani comunque è la firma di Obama apposta al NDAA, (National Defence Authorization Act), una legge che permette lo stanziamento annuale di fondi per la Sicurezza Nazionale e che è ormai l'evoluzione del famigerato Patriot Act, fatto passare a colpi di antrace nell'ottobre del 2001 dall'amministrazione Bush in quello che, se fosse stato il Cile, sarebbe stato chiamato golpe.
Sicurezza nazionale è parola magica che permette a chi governa gli Stati Uniti praticamente di tutto, ora anche l'impensabile. Ad esempio l'applicazione della carcerazione preventiva, senza prove, senza processo e senza difesa, in strutture militari e a tempo indeterminato, di chiunque possa essere ritenuto affiliato al terrorismo. In questo sito si trova molto materiale informativo su questa legge che, in potenza e nel caso di un evento catalizzatore ad hoc, potrebbe voler significare l'instaurazione della legge marziale sul suolo americano.

Joanne Mariner è un'esperta in controterrorismo e legislazione internazionale sui diritti umani ed è autrice di “In the Name of Security: Counterterrorism Laws Worldwide since September 11.”
In questo articolo pubblicato su Justia, dal quale cito un estratto, spiega cos'è l'NDAA e i motivi della controversia relativa a questo pericoloso, per il precedente che stabilisce, provvedimento di legge.
"Fu il Presidente George W. Bush, assieme al vicepresidente Cheney, al segretario alla difesa Rumsfeld ad intraprendere il passo decisivo verso l'applicazione del principio di detenzione senza processo come misura antiterrorismo. L'amministrazione Bush, agendo unilateralmente, come nel caso della detenzione dei "prigionieri" di Guantanamo, non si preoccupò nemmeno delle eventuali sanzioni da parte del Congresso.
L'NDAA invece, passata regolarmente al Congresso, come minimo rafforza l'autorità governativa sulla detenzione preventiva, permettendole di incarcerare indefinitamente sospetti terroristi - inclusi i cittadini americani - arrestati fuori dal territorio degli Stati Uniti. Legalizzando formalmente questa pratica, l'NDAA rende la pratica della extraordinary rendition e la detenzione militare indefinita giuridicamente inattaccabili. Con due rami del governo fortemente a favore della detenzione indeterminata, la Corte Suprema sarebbe ormai riluttante a dichiararla incostituzionale.
In secondo luogo, la legge di fatto pone il presidente in grado di affidarsi sempre di più alla detenzione indefinita ed ai tribunali militari. Nella dichiarazione a seguito della firma apposta alla legge, il presidente Obama ha tenuto a specificare che la sua amministrazione non autorizzerà la detenzione senza processo di cittadini americani. Il che non esclude affatto che un suo successore possa farlo in futuro."

Si può leggere anche come Fuck U

Larry, del resto, lo dice chiaramente. L'ambiguità di Obama è proverbiale. Si è dichiarato contro tutto ciò che in pratica approva.

Come si dice: "il fatto che io sia paranoico non significa che un pericolo non esista". Essendo la legge prevista per chiunque attui un atteggiamento ostile (belligerante) nei confronti dell'autorità, è inevitabile che qualcuno si preoccupi del momento in cui, di fronte a tumulti, rivolte interne, o perfino una rivoluzione, questa legge possa capitare nelle mani sbagliate che decidano di applicarla sul suolo americano sui propri cittadini. Non in quelle immaginarie di Frank Underwood (non a caso un democratico) ma di qualcuno ancora peggiore, privo di scrupoli e perfettamente reale. Basterebbe che fosse come uno a caso dei nostri governanti eurosociopatici.


Ogni numero di magia è composto da 3 parti o atti. La prima parte è chiamata "La Promessa". L'illusionista vi mostra qualcosa di ordinario. Il secondo atto è chiamato "La Svolta". L'illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario. Ma ancora non applaudite. Perché far sparire qualcosa non è sufficiente; bisogna anche farla riapparire. Ora voi state cercando il segreto... ma non lo troverete, perché in realtà non state davvero guardando. Voi non volete saperlo. Voi volete essere ingannati. (John Cutter, "The Prestige")

14 commenti:

  1. Fantastico post! Ho amici in California che mi hanno insegnato ad informarmi sul serio e avendo per fortuna il tempo di farlo, posso umilmente sottoscrivere che quello che dice è l'assoluta verità.
    Ridotti come siamo in europa, la grande speranza viene proprio dal fatto che gli americani, quelli che come lei dice amano davvero la libertà sotto ogni sua forma, diventino sempre di più e sempre più decisi a cambiare questa situazione prima che sia troppo tardi.
    Grazie per il suo prezioso lavoro, auguri,
    Daniele

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  2. Mai, mai, mai creduto in Obama. Bastava ascoltare i discorsi e guardare la mimica corporea per capire che fosse un fake. Ma gli americani, e le americane, dagli di aria ispirata e lacrimoni con le mani in faccia! Sò cocozzeee!Ingenui, infantili, disneyani, autoillusi, sentimentaloni allo sciroppo d'acero!E anche questa della parte colta, attenta e democratica fa parte del copione. Meglio il Donald isolazionista (almeno la grettezza, il cinismo e il tornaconto sono sentimenti veri!)

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  3. Anonimo07:32

    E del marchettone a Star Wars, ne vogliamo parlare?
    Fatto dal "Presidente degli Stati Uniti d'America", non so se rendo!
    Ma la cosa triste è leggere i commenti alla notizia pubblicati su Repubblica: alle flebili critiche di chi ritiene il gesto quanto meno "inopportuno" rispondono schiere di entusiasti supporters che ne elogiano il sense of humor e la sagacia... Non mancano autoflagellanti che dicono: "In Italia abbiamo solo Muccino, loro sì che possono permetterselo!". Ma Silvio no, se avesse fatto lui qualcosa di simile ci avrebbe coperto di ludibrio agli occhi del mondo civilizzato.

    L'impero ha vinto!

    Michele (BG)

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    1. Quando uscì, Star Wars aveva un suo carattere rivoluzionario (che i nostri sinistri scambiarono per fascista, ovviamente, perché vi era un rimando ai cavalieri e alla mitologia, ecc.).
      Ora coloro che erano attaccati simbolicamente dall'allora Star Wars sembrano dirci, con questa faraonica campagna mediatica: "O grulli, anche Star Wars è cosa nostra ormai". Se è così, ha proprio vinto il lato oscuro.

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  4. Anonimo07:44

    C'é un'altra cosa che mi viene in mente.
    Nel 2004 Franco Battiato pubblica il brano "Ermeneutica" (in "Dieci Stratagemmi"), un feroce pezzo contro la politica estera del presidente Bush Figlio. Nel testo si legge: "Eiacula precocemente l'impero / ritorna il circolo dei combattenti / gli stati servi si inchinano a quella scimmia di presidente / s'invade si abbatte si insegue si ammazza il cattivo
    si inventano democrazie"
    Ora, come dice giustamente Barbara la politica estera del "Drone Man" segue fedelmente la traccia di chi lo ha preceduto (si invade, si abbatte, si ammazza ecc..), ma il punto che voglio evidenziare è : oggi Battiato stesso potrebbe dire impunemente "quella scimmia di presidente"? Scimmia, proprio scimmia, eh!
    Io credo di no, e questo mi ha fatto capire quanto efficace sia stata la scelta di un "ragazzo immagine" con le caratteristiche di Obama.

    Michele (BG)

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    1. Giusta considerazione. Non lo potrebbe fare, ovvio. Le scimmie siamo noi e stiamo nella gabbia del politically correct.

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  5. Splendide citazioni da uno splendido film.
    E' proprio vero che intelligenza e sensibilità artistica vanno a braccetto: ci tornerà utile quando il mondo ci crollerà addosso (per ora sta solo cadendo qualche masso, la frana vera è da venire), e sarà nostro compito (anche) quello di riconoscere e ricordare la bellezza, ovunque sapremo (ri)trovarla.

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    1. Fa piacere trovare condiviso ciò che abbiamo amato.

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  6. Ti racconterò il commento che feci con mia moglie (anche lei di padre kenyano) il giorno dell'elezione dell'abbronzato (troppo poco politically correct anche per gli standard di questo blog)

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  7. Anonimo10:10

    "La democrazia in america" gia' ben spiego' due secoli fa cosa era e sarebbe stata "lamerica". Quindi gli americani NON ci sono "fratelli" e tantomeno sono "innocenti" perche' "la merda" che le LORO elites ci rovesciano addosso trae origine dalla LORO subcultura impregnata di grettezza ,avidita', conformismo, ipocrisia eccezionalismo e disprezzo della storia.
    E cara lameduck , se aspetti "la salvezza" da oltreoceano aspetti invano . Evidentemente non hai mai letto J.Kleeves , perche' chiunque abbia letto i libri del tuo conterraneo "suicidiato a balestrate" non cascherebbe piu' nei "vecchi trucchi" .
    ws

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  8. Anonimo20:02

    Barbara come sempre condivido alla virgola ciò che pubblichi.
    Auguriamoci un felice natale e un 2016 fuori dall'eurofollia.
    Ancora auguri a te e ai tuoi cari.
    Viva l'Italia libera e sovrana!

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    1. Si ma, chi sei, gentile sconosciuto/a?

      Auguri

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  9. Anonimo10:07

    Mi chiamo Antonio e mi occupo di finanza d'impresa per le imprese del comparto agricolo.
    Laurea in Economia 48 anni.
    Il tuo blog come quello del prof. Bagnai sono la mia prima lettura quotidiana.
    Sino a tutto il 2011 non avevo la più pallida idea da cosa derivasse il progressivo deterioramento della situazione economica generale (e particolare visto che molti miei amici stavano vivendo delle situazioni di difficoltà). Come molti le mie fonti informative (disonformative in realtà) erano i quotidiani e la tv.
    La lettura de "il tramonto dell'euro" é stato il mio sacro Graal. Da allora, progressivamente, il quadro generale dell'obbiettivo della cosiddetta Élite mi appare sempre più nitido (grazie anche ai tuoi post). Il fatto che non mi firmi e non partecipi attivamente con commenti deriva unicamente dall'impegno lavorativo.
    Continua così, grazie del ricambio degli auguri.
    Un caro saluto

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