martedì 8 dicembre 2015

Il finale della guerra alla democrazia (spoiler)

Lo sapete. Non potrebbero farlo senza la stampa. La stampa e soprattutto la televisione rendono possibile la Matrix nella quale stiamo annaspando, quella che qualche pillolina rossa ogni tanto ci fa riconoscere come il peggiore dei bad trip possibili.

Una copertina vale più di mille articoli all'interno. Se il messaggio del "New Yorker", l'organo della Grande Mela fighetta e intellettuale liberal - da noi si direbbe desinistra - è semplicemente "gli americani comperano armi come i cartoni di latte al supermercato", e lo veicolano elegantemente con una grafica retro vagamente anni '60, quello del "Daily News", sempre di New York, è il capolavoro di benaltrismo maanchista dell'anno. Sembra graficaccia da tabloid ma è sottilissima propaganda. Roba di alta classe.

Dopo la strage di San Bernardino (possibile ennesima falsa bandiera fatta sventolare dai soliti sbandieratori per i gonzi che si bevono i TGMatrix), sbattono il mostro islamico dallo sguardo al Quaalude in prima pagina, gli stampigliano sotto un bel TERRORISTA in rosso stampatello ma, quando l'occhio scende ad osservare le fotine segnaletiche di quattro brutti ceffi bianchi e va a posarsi infine su quella isolata del vecchio capitalista maialone, mentre una parte di cervello in parallelo assimila ben bene il contenuto assolutamente pretestuoso della scritta, il lettore alla fine si convince che la colpa della strage ai danni degli americani, fomentata probabilmente nei due patsy intabarrati da una buona dose di odio razziale, è degli americani stessi. 

Cosa vi dicono insomma gli impaginatori del "Daily News"? Non ci crederete mai. Che la colpa del terrorismo è della democrazia. Di una concezione talmente alta della democrazia e della sovranità popolare da fondarsi su queste parole:

[...]"Noi riteniamo che sono per sé stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.

Certamente, prudenza vorrà che i governi di antica data non siano cambiati per ragioni futili e peregrine; e in conseguenza l’esperienza di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a sopportare gli effetti d’un malgoverno finché siano sopportabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l’avvenire." [...[ (Dichiarazione di Indipendenza, 1776)
e da ritenere che, per rispondere a questo diritto-dovere, a questa luce verde di fatto per la rivoluzione, il popolo abbia il diritto di essere armato e che questo diritto venga sancito dal Secondo Emendamento della Costituzione.

« A well regulated Militia, being necessary to the security of a free State, the right of the people to keep and bear Arms, shall not be infringed. »
« Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una milizia regolamentata, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto. »
(Secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America)
Altri tempi, si dirà. Gli Stati Uniti non sono poi certamente diventati un esempio di democrazia compiuta e la violenza - anche privata - non è diminuita nel tempo ma aumentata a dismisura, anche per il fatto che il potere ormai è nelle mani del Grande Serial Killer, il complesso militare-industriale, che modella la società a sua immagine. Qualche maligno potrebbe pensare che il complesso tenga le truppe d'assalto impegnate a casa del diavolo in giro per il mondo e ad esportare quella che chiamano democrazia con  i risultati disastrosi che conosciamo, per impedire che in casa propria si uniscano a quelle milizie e comincino ad appendere ai lampioni i banchieri e i CEO delle corporation. 
Del resto però non è che il comunismo abbia fatto di meglio. Se Washington piange, Mosca e Pechino sicuramente non ridono. L'umanità, nel suo insieme, in quanto a sistemi di governo in grado di preservare la libertà degli individui e il bene collettivo allo stesso tempo è ancora ferma alle scimmie dell'inizio di "2001 Odissea nello Spazio". Tuttavia, tra un tribunale occidentale con avvocati, circostanze attenuanti e tutto e un colpo di scimitarra sul collo, penso sia evidente che sia preferibile il primo. Ovvero la democrazia e quella occidentale, mi dispiace per i terzomondisti a scartamento ridotto.

Quindi se, come vedremo tra poco nel video allegato, è probabile che il mondo sia sull'orlo di un conflitto globale su base etnica e razziale, con l'aggravante dello scontro tra religioni, invocare il disarmo unilaterale è quanto meno da scemi. Altro che troppe armi al supermercato!
Avete ascoltato: "Come finire i propri giorni stando dalla parte della National Rifle Association non avendolo mai detto in passato."

Prima di passare alle cose serie, e ci sarà da farsi venire i brividi, lo preannuncio, menzione d'onore al Fatto Poraccio per la copertina del post vittoria del Front National nelle regionali francesi. Quando il frame chiama, il giornale risponde. Non siamo più tutti francesi, sapete? Perché i francesi hanno votato Marine per paura. Non perché il Front National è l'unico partito che sta dalla parte del popolo mentre la sinistra di Cippalippa Hollande regge il sacco all'élite. No, ha votato per paura e seguendo il suggerimento del Calippo. Ooops, Califfo.



Dimentichiamo i giornali mendaci e guardiamoci un po' di cruda realtà. L'altra sera ho ascoltato per caso un tizio qualunque, un ragazzotto americano con il cappello da baseball all'indietro, fare su Youtube un'analisi perfetta della situazione geopolitica europea come nemmeno il nostro miglior opinionista da salotto. L'analisi era perfetta perché non doveva rispondere ad alcun frame, ad alcun ordine di scuderia. 

Il ragazzotto ha spiegato semplicemente che questa invasione migratoria programmata nel nostro continente mira a distruggere, nelle sue parole, "all the decent nations of Europe" e a creare gli Stati Uniti d'Europa, ovvero un unico stato da sottomettere a controllo poliziesco e che la stessa operazione è in corso in America, attraverso le continue provocazioni tra bianchi e neri che alimentano il clima di tensione razziale, per giungere all'inasprimento dei vari Patriot Act, ovvero alla limitazione della libertà, per giunta di quella delle vittime del terrorismo, non dei terroristi! (Mentre eravate distratti dal coatto Donald Trump e dalle sue sparate da Breaking News, il prossimo presidente americano Jeb Bush, in un tweet, chiedeva proprio il rinnovo della famigerata legge d'emergenza post 911 in scadenza ed imposta a suo tempo dagli oscuri amici di papino a colpi di antrace negli uffici del capo dell'opposizione).

The clash of civilizations, quindi. Peccato che di civiltà se ne veda solo una e l'altra sia la barbarie di un oscuro medioevo ottuso e unilaterale, sicuramente incompatibile con una società opulenta tardo capitalista. Che abbiamo scelto effettivamente la decrescita per tutti?

Accanto ai grandi attentati con il botto, vi è un'industria della provocazione, del microterrorismo per sfinimento, che persegue nient'altro che la lotta alla democrazia come la conosciamo. Essa ha le sue sigle e i suoi marchi, come #RefugeesWelcome e #NoBorders da noi - e tra le sigle io aggiungerei anche #BlackBloc - e in USA hanno #BlackLivesMatters, ma la zuppa è sempre quella. Invece di cercare la pacifica convivenza tra le etnie nel principio della "rule of law", l'industria della provocazione divide et impera, soprattutto stabilendo che una delle due parti, solitamente quella aggredita e in minoranza, debba essere non solo disarmata ma zittita con l'arma dell'accusa di razzismo.
Questo mentre gli altri sono liberi di esprimere, con le parole e con i fatti, senza freni e senza che nessuno li tocchi, tutto il loro odio RAZZIALE verso i bianchi, i kuffar, gli infedeli (cristiani ed ebrei) e gli occidentali in genere. Altro che afrofobia, l'ennesima cazzata da ministri per caso.
Gli orrendi creatori di questo inferno in Terra sanciscono il fallimento totale del multiculturalismo, del mito del melting pot e dell'uguaglianza intesa come omologazione e, al contempo, ci obbligano ad assistere quotidianamente allo stupro della nostra civiltà, della tradizione e, ripeto, della democrazia. In questo progetto, l'Islam si è offerto generosamente come esecutore materiale della demolizione controllata (non uso a caso questo termine) della nostra civiltà. Forse la decrescita è halal.

Se avete un paio d'ore di tempo e capite almeno l'inglese (vi concedo di non padroneggiare l'ebraico), guardate quest'inchiesta in quattro parti, realizzata da una troupe israeliana in giro per l'Europa islamizzata a forza. Si, mi rendo conto. Forse gli israeliani sono troppo coinvolti e potrebbero essere non sufficientemente obiettivi. Il finale, che suggerisce che gli ebrei europei farebbero meglio a trasferirsi tutti in Israele (il sogno del vecchio Bibi), è la negazione sionista del fatto che gli ebrei ormai hanno scelto e da molto tempo e nonostante la Shoah, l'assimilazione, a differenza di questi islamici vogliosi di reconquista a base di feroci saladini da banlieu. 

Sarà insomma una visione di parte, però gli israeliani li conoscono e meglio di noi. Facciamo una giusta partizione salomonica dei pro e dei contro e guardiamo alla nostra realtà. Vi prego, guardate e chiedetevi se è questo il futuro che volete.
Lo sentirete dalle loro stesse parole. Non hanno paura di dirlo apertamente, anche perché nessuno considera razzismo i loro propositi bellicosi. "E' solo questione di tempo", vi dicono e vi ripetono. Appena saranno la MAGGIORANZA, e gli uteri delle loro donne stanno lavorando a ritmo forzato, governerà la sharia, la loro legge, e noi dovremo convertirci o andarcene. Sospetto anche crepare ma non voglio sembrare troppo pessimista. Abbatteranno i nostri monumenti e chissà che fine faranno i musei con le opere d'arte, la musica, il culatello, il porceddu e i nostri adorati cani, che loro considerano impuri. Dite che quelli intervistati sono dei fanatici isolati? Pensate che una maggioranza di fanatici isolati non è nient'altro e sempre che una maggioranza.

Buona visione e buon incubo.







19 commenti:

  1. Anonimo20:36

    Grazie, meno male che ci sei tu!
    Angelo A.

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  2. Anonimo18:47

    gli ebrei europei farebbero meglio a trasferirsi tutti in Israele

    vedi che il "terrorismo" a qualcuno serve? :-)

    E cmq come' che tutte queste "potenziali vittime" dell' islamizzazione dell'europa sono TUTTE E SEMPRE favorevoli all' immigrazione afroilamica , cioe' proprio a questo risultato ?

    Cioe' , a te non sembra di essere davanti al solito " metodo dialettico" problema-reazione-soluzione VOLUTA ? :-)
    ws

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  3. Anonimo15:39

    È stato istruttivo ed assai divertente vedere come tutta la sinistra politicamente corretta ( dai cessi sociali alle damine pd) abbia reagito al risultato elettorale francese.
    Un continuo spolmonamento teso a nascondere la realtà, a dare spiegazioni false e manipolative della verità.
    Meglio gridare al pericolo nero, alla paura, al populismo ( come se tale termine debba necessariamente essere inteso in maniera negativa), alla xenofobia ed al sempre verde “fascismo”.
    Meglio sorvolare su anni di povertà indotta da un sistema affama popoli tentacolare e totalitario, meglio far finta di non vedere che siamo preda di un unione europea nazista se non peggio, in quanto completamente estranea ad ogni basilare principio democratico, meglio ignorare che da almeno quattro anni governi abusivi di non eletti stanno facendo a pezzi ciò che rimane del nostro povero paese, meglio evitare di parlare di un governo razzista ed anti italiano pronto a regalare contributi a fondo perduto, per un milione e mezzo di euro, al fine di favorire l’impresa di aitanti giovanotti diversamente bianchi ed extra u.e.tra i 18 e i 30 anni. A loro tanto cosa importa, i loro figli sono stati già piazzati strategicamente grazie alla loro superiore intelligenza of course…
    No, via alla solita putrida retorica da sinistra al caviale: il movimento della Le Pen è fassista!
    Cosi' un movimento che ha operato un chiaro distacco dalle proprie origini, che raccoglie i voti dei vecchi comunisti, dei poveri, dei disoccupati, che rappresenta l’unica vera speranza di sopravvivenza e di riscatto delle classi povere ed impoverite della Francia ( ma a questo punto dell’Europa tutta), viene presentato come un partito neo nazista, e il fatto che i francesi delle classi popolari lo votino, la conseguenza del terrorismo islamico.
    Nessuna analisi seria sul drammatico periodo economico e sociale che stiamo attraversando, totale incapacità di capire il disagio provocato dall'immigrazione di massa in termini di incidenza sulla perdita di occupazione, reddito, qualita'della vita, in coloro che anziché sfruttarla l’immigrazione la subiscono.
    È la solita vecchia storia: l'elite liberale, le avanguardie culturali (sic!), i circoli di lettura, la sinistra stracciona e salottiera, hanno ragione a prescindere. È il popolo che è ignorante non capisce e vota in modo sbagliato. Ergo, è necessario abolire gli elettori! (monti docet..).
    Quanto all’eutanasia di ciò che rimane della nostra civiltà, non occorre neanche guardare il video da te postato cara Barbara, basta fare un giro per le nostre città ridotte a latrine sull’altare del migrantesimo.
    Non mi va più neanche di distinguere tra causa ed effetto e considerare queste masse di allogeni come delle vittime al par nostro. No, queste colonne di barbuti in sottana che premono per entrare sono esattamente ciò che sembrano: degli invasori.
    Questo “esercito industriale di riserva” arriva qui proprio per svolgere il proprio compito, quello di prendere il nostro posto.
    Non resta che resistere con i nostri mezzi, leggere, informarci, nutrire sempre “l’atrocità del dubbio”, sostenere ogni movimento ( che provenga dalla fu destra o dalla fu sinistra) che si oppone a quest’incubo in cui siamo stati precipitati.
    "Grazie a Dio si può tornare indietro.
    Anzi, si deve tornare indietro.
    Anche se occorre un coraggio che chi va avanti non conosce." (Pier Paolo Pasolini)

    Un caro saluto.
    Costantino

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    1. Anonimo19:20

      http://tnova.fr/rapports/gauche-quelle-majorite-electorale-pour-2012


      è stato ampiamente teorizzato l'abbandono del proletariato bianco da parte del PS nel nome dell'alleanza fra la borghesia pederastica cosmopolita liberale e i "nuovi francesi".
      MATTEO

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    2. Anonimo22:59

      Matteo, quello che ti dice AP è corretto: l'ascesa del fascismo è da attribuirsi ad ambienti "liberali" che lo hanno sostenuto e poi finanziato: da Einaudi, a tutta la scuola "marginalista", a Croce... a Churchill.

      Finché lo Stato non è dovuto (quasi) intervenire in economia, il fascismo ha assolto il ruolo di moderare le richieste salariali in quella fase di economia liberista che non è ancora liberoscambista perché non a sufficienza internazionlizzata, conciliando gli interessi industriali con quelli terrieri, risolvendo quel conflitto che, nella prima fase di industrializzazione delle altre potenze industriali, ha caratterizzato le élite.

      Come ha servito Mussolini "Conflindustria" contro gli interessi dei lavoratori italiani? Semplice, proprio come da tradizione "liberal": con le corporazioni ("liberal" in quanto funzionali all'abolizione dei sindacati), manganellando (senza la necessità dei black bloc), e con "quota 90" (ovvero la "lira sopravvalutata", come l'EURO oggi). Ecc.

      Chi ha scarsa familiarità con i libri non sa che tanto il fascismo quanto il nazismo avevano dietro il rispettivo capitalismo, "liberale" per definizione. Come la UE.

      Non lo si può dire dell'esperienza sovietica, da cui la UE, di "stalinista", ha importato solo il "centralismo" in una struttura geopolitica sovrastatuale.

      Il fascismo è stato storicamente "illiberale", ma non "anti-liberale": se mi sei riuscito a seguire, dovrebbe essere chiaro.

      Quindi l'aggettivo "fascista" può essere utilizzato per le sue caratteristiche paternalistiche ed illiberali.

      La Le Pen ha un programma economico scritto da un marxista: ovvero di "sinistra", quindi "anti-liberale". Non è più definibile "fascista".

      Mantiene (ormai solo parzialmente, a differenza dell'islamofobia di cui sono intrisi commenti ed analisi di questa pagina) i tratti tipici di populismo dei movimenti che storicamente hanno servito la destra (ovvero il capitale).

      Saluti,

      Pofferbach

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    3. Anonimo09:43

      Questa é già una analisi più articolata, contrariamente alla demenza di quello per cui Marx avrebbe detto qualsivoglia cosa del fascismo.
      Detto questo, si conosco queste tesi ma le ritengo abbastanza esagerate, sia verso il fascismo che, soprattutto, verso il nazionalsocialismo.
      Verso il fascismo, se è vero che ha pesantemente "limato" il suo originario carattere repubblicano, socialista ed anticlericale, è pur vero che ha creato lo Stato sociale ed interventista che la Prima Repubblica ha debitamente spolpato (ma avercene...).
      Sul nazionalsocialismo ed il suo modello economico ha scritto tutto Galbraith (padre, non quella macchietta del figlio) che senza dubbio non può essere visto come un simpatizzante.
      Ma la critica comunque verteva alla categoria di "islamofascismo" o simili stronzate fallaciane, che è una bestemmia.
      MATTEO

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  4. ho finito ora di vedere il video e avrei una riflessione da fare.
    Il partito fascista come quello nazista furono eletti dopo regolare voto democratico, cosa che potrebbe succedere per un eventuale partito islamico in Uk fra qualche anno.un'altra analogia è l'ho riscontrata nella 3º parte quando parlando dicono criticano il fallimento del sistema capitalista analogamente all'ideologia fascista. atro punto di contatto il tenere l'ordine, islam visto come salvezza per i giovani e come garanzia per una socuetà più sicura.
    ora sicuramente nei milioni di fascisti/nazisti che votarono i regimi non tutti erano assassini proprio come ora non tutti i mussulmani sono fanatici. quindi abbiamo una parte del mondo islamico (piuttosto cospicua) che non vede la religione come un credo ma come una ideologia infallibile su cui la società debba essere organizzata. una parte oltrettutto violenta antisemita (direi anti qualsiasi cosa non sia islamica) che nasce dal degrado generato della crisi formatosi per colpa di politiche liberiste. ci sono tutte le carte in regola per la nascita di un nuovo fascismo e che la 3a guerra civile europea nasca da questo

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    1. Anonimo19:28

      Premesso che sono in pesante conflitto d'interessi (venendo appunto dalla cosiddetta "area" neofascista) a me sembra che continuare a tacciare di "fascismo" qualunque cosa non ci stia simpatica sia antistorico ed abbastanza fuorviante.
      L'UE è fascista? No, e nemmeno ovviamente stalinista come pretende Bagnai o gente simile.
      L'UE è liberale nella sua accezione più piena, in senso anglosassone (dove non esiste la speciosa differenza fra liberale e liberista che in Italia abbiamo adottato a partire da Croce).
      L'islam, in particolare la corrente hanbalita-salafita-wahabita del sunnitismo è fascista?
      Ma nemmeno per sogno, è anzi l'elogio del cosmopolitismo, dell'internazionalista, dell'antirazzismo, dell'antistatalismo, ecc...

      MATTEO

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    2. "... è anzi l'elogio del cosmopolitismo, dell'internazionalista, dell'antirazzismo, dell'antistatalismo, ecc..."
      Cioè fascista, almeno per Marx-Engels. Nel mio piccolo anche per me. Ma forse non ti è chiaro che cosa è "fascista".

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    3. Anonimo10:24

      Sicuramente non era chiaro per gente come Marx ed Engels, morti entrambi ben prima del fascismo, e che facevano analisi troppo sensate per dire queste sesquipedali cazzate.
      Capisco che è bello in un "dibattito" spararla grossa con gli ipse dixit, ma almeno si abbia la decenza di azzeccarci quantomeno con la cronologia.

      MATTEO

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    4. "... non era chiaro per gente come Marx ed Engels, morti entrambi ben prima del fascismo.."

      ...

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  5. Anonimo13:46

    Premesso che ormai sono abituato a farmi dare del nazi-fascista, e non me ne potrebbe fregare di meno, non sara' che quelli li' avevano intuito come saremmo andati a finire ? Se anche ipotizzassimo un ritorno alla Sovranita' nazionale sulla base del Popolo italiano, come da Costituzione, dovremmo comunque fare appello a criteri assai poco liberali, del tipo: e' cittadino italiano chi e' figlio, nipote etc, di chi era cittadino italiano nel 1948. O ancora prima, dalla proclamazione dell'Unita' d'Italia monarchica; per non risalire ai tempi di Manzoni, Alfieri, Dante etc. Per tutti gli altri revisione della cittadinanza. Compresi i coniugi acquisiti se separati, divorziati o non piu' conviventi. Questa non e' Lammerica. Qui stavamo gia' stretti quando eravamo 40.000.000. Perche', se e' vero che il numero degli stranieri residenti (sempre in aumento), si avvicina ai 7 milioni e' solo questione di tempo. E va notato che se il numero degli stranieri residenti diminuisce e' anche perche' molti acquisiscono la cittadinanza italiana. Fatti salvi tutti i diritti sanciti dai vari trattati internazionali in materia di immigrazione, vanno rifiutati quelli che facilitano l'acquisizione della cittadinanza. Non solo per cio' che concerne l'abbreviazione dell'iter, ma proprio va bloccato l'iter stesso. Il principio, altrimenti ragionevole, che la cittadinanza si possa acquisire per via burocratica e non per razza, ha senso in un regime nel quale questa viene concessa con il contagocce, non in uno nel quale viene concessa a chiunque respiri. Prima o poi si arriva al punto: o ci si rassegna, o si deve ridefinire cosa si intende per cittadinanza; quali siano i privilegi etc. La cittadinanza su base familiare e' razzista ? Ce ne faremo una ragione. E sara' meglio che lo facciamo molto alla svelta.

    G.Stallman

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    1. Certo che se l'agenda segreta era farci diventare intolleranti e razzisti, ci sono pienamente riusciti. D'altronde calpestare artatamente i sentiti profondi, inconsci, istintivi (ma non per questo automaticamente ignobili, in fondo quello che ti salva e che ti permette di riprodurti E' l'istinto), non può altro che suscitare reazione. Certo la droga culturale e mediatica può ottundere ma non fa presa su tutti e non in ogni paese...

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    2. Anonimo17:02

      Hai proprio ragione. Me lo domando spesso anch'io. Evidentemente, quando l'Internazionalismo si incarna esplodono le contraddizioni. Cosi' si capisce che provvedimenti altrimenti senza senso, quando non disumani, rispondono ad una logica che non e' piu' quella della pace. Qui si finge che sia tutto normale, mentre normale non e'.

      G.Stallman

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Accanto a tutto questo la nostra capacità digestiva non necessita certo dell'Alka Seltzer: abbiamo digerito rapidamente il volo Germanwings, la strage di Charlie Ebdo e il corollario del market khosher, la morte di Aylan, senza minimamente fregarcene delle decine di bambini morti dopo e prima, Fukushima che ribolle ancora, la strage di Parigi è già nel colon discendente e nessuno se ne fotte dei 300 feriti, manco una cartolina! La potenza ammaestrante dei media e la nostra risposta pavloviana, ha ragione Barbara, sono a dir poco sconcertanti.

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    1. Anonimo17:11

      Che altro potremmo fare ? Per opporci concretamente dovremmo indire uno stato di mobilitazione permanente, oltre all'impiego di un deterrente militare competitivo. Impossibile. Allo stato non rimane che tentare di ripristinare almeno una parte di quel sano egoismo nazionale che ci consentiva di tenere le innumerevoli disgrazie del mondo fuori dai nostri confini. Il coinvolgimento in dinamiche internazionali alle quali non potremmo mai far fronte ci sta gia' portando a diventare noi stessi Terzo mondo senza alcuna speranza di recuperare quel po' di civilta' che ha richiesto secoli di stratificazioni per realizzarsi. E, semmai sara' possibile, ce ne vorranno altrettanti per tornare ad un livello appena decente.

      G.Stallman

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  7. Testimonianza di un prestito in 96 ore per il vicino a una signora cristiana e molto seria, vorrei informarvi che a seguito di molte pubblicazioni del record di banche come sta cercando di prestito per più di 2 anni ho avuto il mio prestito di 15.000 € tra particolare attraverso questa signora MANECCHI Silvia può aiutare come me, che sono nel bisogno esso è raggiungibile indirizzo e-mail: silvia19manecchi75@gmail.com

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