giovedì 21 dicembre 2006

Sopravviveremo comunque senza giornali

Ci attendono ben tre giorni senza quotidiani. Non so voi, ma io colgo una certa schizofrenia nell’atteggiamento dei giornalisti in sciopero.
Mi spiego. A leggere i giornali ma soprattutto a vedere i telegiornali, un alieno appena giunto da Alfa Centauri penserebbe di essere atterrato su un pianeta delle meraviglie, dove la massima preoccupazione del terrestre medio è la grave notizia secondo la quale Britney Spears tratta male i suoi cani.

Sono ormai anni che il confine tra lo stile classico del quotidiano e quello del rotocalco da parrucchiere si va facendo sempre più sfumato ed impercettibile.
A leggere ciò che ci propongono quotidianamente gli amici giornalisti-coiffeurs viene da pensare che siamo talmente felici che ci preoccupiamo solo degli “esodi e controesodi” e del caldo in estate, dei regali di Natale, delle settimane bianche e del maltempo in inverno. Cosa mettersi questa primavera, cosa andare a vedere al cinema questa sera, mangiare più frutta e verdura e fare l’anti-influenzale appena si tira fuori il cappotto dalla naftalina, ecco tutto ciò che deve preoccupare la nostra curiosità di lettori, oltre naturalmente a qualche rottweiler mordace di tanto in tanto.
Ci sono in realtà guerre, massacri, la mafia e la camorra che strangolano il Sud, balle colossali spacciate per verità rivelate, cambiamenti climatici clamorosi con alberi che fioriscono in dicembre? No problem, questo incosciente Titanic corre allegro verso l’iceberg, con l’orchestrina dei pennivendoli e pennuti che suona “tutto va ben, madama la marchesa.”

In questa atmosfera gaia e splendidamente superficiale, che senso ha fare improvvisamente cinque giornate di sciopero e i moti carbonari per un rinnovo di contratto?
Allora il mondo non è così rosa come ce lo dipingete. Allora esiste lo sfruttamento, il lavoro malpagato e il rischio della perdita dei diritti.
Badate bene che coloro che adesso incrociano le penne sono gli stessi che in occasione dello sciopero di qualche ora dei ferrotranvieri ci annunciano con l’occhio corrusco che “si prevedono giornate di grave disagio per i cittadini”.
Mi sorge un dubbio, non sarà che se scioperano i giornalisti in realtà non se ne accorge nessuno se non dopo la prima settimana consecutiva?
“Ma lo sai che anche oggi mancano i giornali?”
“Ma va, e come lo incartiamo il pesce adesso?”

Lancio una modesta proposta. Se volete veramente danneggiare gli editori “dali beli braghi bianchi”, ritornate a fare dei giornali seri, a dare le notizie invece delle notiziole, a condurre le inchieste scottanti, a smascherare le porcate dei potenti. Rifiutatevi di fare le “presstitutes”. Se vi fanno leggere le cazzate su Paris fategli una bella pernacchia in diretta e leggete invece quel pezzo sui morti per uranio impoverito a Salto di Quirra.
E’ l’unico modo per evitare che qualcuno pensi che in realtà avete solo voluto allungare il ponte di Natale.

9 commenti:

  1. candido23:15

    La stampa italiana è assistita dai finanziamenti pubblici o prezzolata... che libertà vuoi che abbia?
    Mi conforto che l'occupazione, secondo i dati forniti dall'attuale Governo, è in aumento. La responsabilità maggiore di questa etera babilonese chiamata Informazione consiste nell'essere coesiva all'immagine del mondo disposta dai padroni del vapore.
    Con le dovute riserve: ci sono giornalisti che fanno il loro mestiere con onestà e dedizione. Ho visto il recente servizio riguardante la ricerca condotta dall'ENEA sulla fusione fredda e m'è venuta la pelle d'oca (verrebbe anche a te che sei un'anatra). E sembra che tutto cade nell'indifferenza generale... I loro colleghi useranno intanto la politica da condominio, il varietà, il gossip, e quant'altro per narcortizzare le coscienze.

    RispondiElimina
  2. ho utilizzato il tuo post nel mio blog
    se non ci sono problemi ok
    nel caso contrario mi fai un commento nel post del mio blog in maniera che so come comportarmi eventualmente altrimenti? grazie

    RispondiElimina
  3. li loro" (questo ragionamento(?) avvenne nel 1956 all'epoca scioperarono i giornalai per questioni di percentuali, gli editori tennero duro, iniziarono a portare la loro "merce" nelle cartolerie e In effetti gli editori se ne sbattono , dello sciopero. La loro linea è sempre la stessa: "Noi possiamo resistere un giorno di più... so' cavovinsero)
    Ma pensiamo pure a noi, intanto risparmiamo 5 euri(!) e poi BUONE FESTE!

    RispondiElimina
  4. Straquoto ogni tua parola, lameduck. La mia solidarietà verso questi "giornalisti" è sotto le suole. Fanno bene a non dargli quello che vogliono. Gente che ha venduto la propria bassa dignità, merita di essre pagata quanto vale. Cioè quello che gli danno. Affanculo.
    ciao.

    RispondiElimina
  5. grazie per questo post. hai ragione, non ci avevo pensato, e pensare che stavo quasi per fare un post per loro...in effetti dovrebbero iniziare a ribellarsi e fare seriamente giornalismo, quello che aiuta a far vivere una democrazia.

    RispondiElimina
  6. Più che altro nelle edicole si sente la mancanza dei gadgets che vendono insieme ai giornali.

    RispondiElimina
  7. Buon buon buon Natale carissima paperella!

    serenità e gioia :-)

    RispondiElimina
  8. **
    ***
    *?***
    *****?*
    ***?*****
    ?*******?****?
    ***?**
    *?*******?*
    ******?*****?**
    ?****?*******?******?
    *****?*****
    **?*********?**
    **?***?****?*****?**
    ?*****?******?*****?****?
    ****?********?***
    **?********?*****?**
    *?******?******?******?*
    ?*******?*******?*****?******?
    ******
    ******
    ******

    Buone feste e che il 2007 porti a te e la tua famiglia un mare di gioia di soddisfazioni.
    Un abbraccio particolare alla mamma.
    Baci baci
    Stefania

    RispondiElimina
  9. candido15:04

    BUON NATALE

    RispondiElimina

SI PREGA DI NON LASCIARE COMMENTI ANONIMI MA DI FIRMARSI (anche con un nome di fantasia).


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...