domenica 10 dicembre 2006

La morte del Condor

Un dittatore dei più sanguinari muore a più di novant'anni felicemente impunito di tutti i suoi crimini dei quali mai si pentì e il TG1 che fa? Ce lo mostra debole e malandato di salute, sostenuto amorevolmente dal figlio, per muoverci a pietà.

Ci racconta che per i suoi ammiratori e seguaci, nonostante quelle migliaia di morti senza giustizia sulla coscienza, aveva comunque salvato il Cile dal comunismo.
Che strano, la stessa cosa che pensavano gli americani che organizzarono il golpe dell’11 settembre 1973 contro Salvador Allende, americani che non vengono mai nominati, ovviamente, nel servizio commemorativo. E si capisce, visto che proprio con un’intervista a Kissinger si inaugurò la direzione al TG1 di Er Riotta.

Basta raccontare la Storia a metà e tutto cambia, tutto viene edulcorato e reso più soft. La Storia allo sciacquamorbido.
Dal servizio del TG1 sembra quasi che il Cile fosse un paese a piena sovranità dove un giorno un generale decise di fare un po’ di pulizia e… oops, si fece prendere un po’ la mano.
Ovviamente ci viene lungamente fatto notare quanto accanimento, non terapeutico ma giuridico, vi fu contro il vecchio generale malfermo da parte dei giudici, compreso lo spagnolo Garzon, noto persecutore di grandi capi di stato.
Nemmeno i suoi più stretti collaboratori sanno dire se fu omicidio o suicidio ma sulla morte di Allende ci rassicura Riotta. Fu un momento di depressione, Allende era stanco di vivere.

Infine, ecco le immagini pesate con il bilancino di precisione dei cileni che festeggiano e dall’altra parte quelli che invece piangono la morte di Pinochet, pari e patta.
Una bella bottarella bipartisan e le migliaia di scomparsi, torturati, violentati, assassinati, drogati e gettati dagli aerei in pasto ai pesci, il poeta e cantautore Victor Jara con le mani spezzate deriso e costretto a suonare, i bambini accecati con il ferro da calza sotto gli occhi delle madri, e quelli strappati alle loro famiglie e adottati dai militari, appena nominati di sfuggita all’inizio del servizio vengono azzerati da questo capolavoro di algebra giornalistica: +1-1 è uguale a zero.

Non credo ci sia niente da festeggiare per la morte di Pinochet, ma è in questi momenti che quasi quasi si vorrebbe che esistesse l’Inferno. Quell'inferno che lui destinò ai suoi concittadini, senza alcuna pietà.

Dannato subito.

73 commenti:

  1. Batsceba22:50

    sì, come vorrei che esistesse l'inferno.
    per fortuna non posso vedere il tg1. qualcuno mi ha insegnato che esiste un altro 11 settembre, e lo ricordo sempre.

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  2. candido00:34

    Che schifo la televisione

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  3. Per fortuna non vedo più i tiggì

    A.I.U.T.O.

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  4. Riotta poteva mai andare contro un luminare del liberismo economico come lui..?
    Non ci dobbiamo disgustare più di tanto, anche perchè la lingua biforcuta del direttore del tg1 saprebbe come risponderti: è il mercato, bellezza, la famosa mano invisibile.
    Solo che Riotta dimentica di sottolineare che il Cile del signor Pinochet in questa cazzo di mano invisibile aveva il manganello..
    Oggi il mondo annovera tra le sue file un criminale in meno, infatti si respira molto meglio, la puzza di merda è più discreta.
    Buona giornata, militanteautonomo.
    ps: E pensare che Gianni Riotta lavorava al Manifesto, non ci posso pensare..

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  5. E purtroppo mi sa che ne dovremo ascoltare altre di sparate che tenteranno di far passare Pinochet per una specie di salvatore della patria.
    Un saluto

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  6. Ho visto il servizio al TG1, purtroppo. Non mi pare di ricordare che un breve accenno al ruolo della CIA, o forse nemmeno quello, non lo so, avevo 39 di febbre e non ero lucidissimo :D

    Una delle attività preferite di bloggers e forummari filoamericani è minimizzare le attività illegali degli Stati Uniti nel sudamerica, ridicolizzare chi "vede complotti della CIA ovunque" e così via.

    Per alcuni la CIA non ebbe che un ruolo molto marginale, quasi da osservatore, nel golpe di Pinochet e negli anni successivi.

    Peccato che i documenti, finalmente declassificati, esistano, ma nessuno li vada a leggere...

    http://www.gwu.edu/~nsarchiv/news/20000919/

    https://www.cia.gov/cia/reports/chile/

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  7. Riotta è ridicolo.
    Ben tornata (ti aspettavo)

    Italo Pensatoio

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  8. Anonimo14:22

    Riotta è un ex comunista:non lo vedo come persona venduta agli americani o tenera con i dittatori...

    Coyote giallo

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  9. Anonimo16:04

    Dopo aver ironizzato sul "rasoio di Occam" degli "azzeccagarbugli " di centro-destra, forse anche tu sei arrivata a comprendere che quelle di Deaglio erano fandonie di uno pseudo-giornalista. Per Natale, a Babbo Natale, chiedi allora anche un buon rasoio elettrico, carico di una generosa dose di logica. Potrai finalmente ingentilire il tuo pensiero, oltre che il tuo aspetto.
    Stammi bene.

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  10. Anonimo16:10

    E quanto alla televisione pro-berlusconi, ho idea che la veda solamente tu, affetta da crisi di prolungata astinenza da bersaglio politico (patologia in rapida diffusione presso l'italico sinistrume). Aggiungi quindi, alle richieste per Babbo Natale, anche l'opera omnia di Santoro da Samarcanda ai giorni nostri (e prenditi un mese di riposo per ripassartela bene). Capirai, forse, com'è fatta da sempre la VERA RAI, e magari diventerai perfino più moderata e razioncinante (anche Santoro, per te, sarebbe un maestro di moderatismo e ragionevolezza).
    Guarisci.

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  11. Anonimo16:22

    Credo che l'odio puo fare che la gente dica cose che non pensa davero... ma a volte Dio e piu grande e perdona senza comenti... voi dobresti essere piu atenti a quello che dite su una nazione che malapena si regge nella democrazia... bachelet non va al funerale... sopra il essere una persona che a soferto nella epoca de ditatore e un presidente e dobrebbe comportarse come tale... puo darse che e vero vediamo solo con un occhio.. e vediamo solo da un lado della barricada... quel lato nostro.

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  12. candido16:46

    @Lameduck
    Per piacere, censura senza remore i vermi che scrivono inneggiando ad una bestia come Pinochet, se fossero al potere immagina tu. Se ne vadano a far compagnia a Sergio Romano: leggi cosa scrive al Corsera, è totalmente fuori di testa!

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  13. Pinochet e' morto viva pinocet un dittatore che ha ucciso solo 3000 uomini e' una rarita'.all 'epoca ad altre latitudini ne sterminavano milioni(cambogia.tibet,angola mozambico cina) senza una cavolo di manifestazione x quei poveretti. In Cile c'era il MIR le BR locali allacciate al kgb anche se e' stato sanguinrio ha lasciato volontariamente il potere e le finanze in buono stato

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  14. non so dove andrà pinocchietto, non credo nell'inferno, e manco nel paradiso! Conferma che se dio ci fosse, il tipo sarebbe morto nel 1970!

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  15. @ a tutti gli anonimi
    abbiate la compiacenza di firmarvi, così tanto per conoscerci meglio e per non farvi cancellare. Non mi offendo per gli attacchi personali, ci rido su, e dopo una giornata di lavoro non c'è di meglio. Non capisco però cosa c'entrano Deaglio o Santoro... o forse era solo per prendersela con qualcuno. Capisco, l'elaborazione del lutto.

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  16. Wow !!! Usare Santoro per giustificare Pinochet, queste sono acrobazie da primato !!!

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  17. @ militanteautonomo
    Anche lui ILLUMINATO sulla via di Damasco?

    @ giamo
    ricambio il saluto

    @ justfrank
    grazie per aver posto i link ai documenti "declassified" grazie a quella grande legge che è il FOIA.
    Ne sono usciti di recente anche altri sulla "guerra sucia" argentina e sul ruolo della CIA. Gli americani le sanno queste cose (e molti le combattono, vedi i movimenti contro "La Scuola delle Americhe") da noi invece tutti più realisti del Re.

    @ italo
    grazie, spero di ritornare del tutto operativa presto. Senza ADSL non riesco nemmeno a ricambiare le visite. E in ufficio non ho tempo neanche per respirare...

    @ coyote giallo
    Mah, nella vita si cambia. Essere stati "qualcosa" non qualifica mica per la vita. Anche Giuliano Ferrara è un ex comunista. Anche Bondi, Adornato, Liguori...

    @ aliguncl
    si, penso che ai Campionati Mondiali dei Carnefici forse Pinochet non si piazzerebbe in zona medaglia, ma questo scusa cosa vuol dire? Tremila o trentamila, o tre milioni non sono tutti esseri umani? Mi sembra una contabilità molto discutibile.
    In quanto all'aver lasciato i conti in ordine... le sue vittime sono fatti, il resto sono pugnette.

    @ spartacus
    si, in questi casi si pensa veramente che Dio latiti. Un saluto e un abbraccio anche a Matteo. ;-) E Forza Roma comunque!

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  18. candido19:56

    "Pinochet assunse effettivamente la guida della giunta e nel 1974 si fece eleggere Capo dello Stato e Capitano generale delle Forze Armate.

    Seguirono 16 anni di terrore e repressione, con il sequestro e l'omicidio di migliaia di oppositori, anche in cooperazione con i governi di altri Paesi del "Cono Sur": Brasile, Uruguay, Paraguay e Argentina, tutti retti da regimi militari e impegnati nella cosiddetta "Operazione Condor" contro militanti della sinistra.

    In Cile, stando alle cifre di una Commissione di inchiesta indipendente, il numero di morti accertati e di "desaparecidos" supera i 3mila, le persone torturate sono almeno 28mila.

    Nel 1980 venne approvata con un plebiscito la nuova Costituzione, che prevedeva una nuova consultazione nel 1988 per un'estensione del mandato presidenziale (formalmente una campagna elettorale che prevedeva un singolo candidato) e un ritorno del potere civile due anni più tardi.

    Già dal 1983 l'opposizione aveva cominciato a far sentire di nuovo la sua voce, provocando la violenta reazione del governo; nel referendum del 1988 Pinochet venne tuttavia sconfitto con il 55% di "no" e solo il 42% di "sì".

    Due anni dopo si svolsero le prime elezioni presidenziali libere e Pinochet passò le consegne a Patricio Alwyn, non senza prima farsi nominare comandante in Capo dell'esercito e senatore a vita, carica che gli garantiva l'impunità giuridica.

    Nel 1998, nel corso di una visita in Gran Bretagna effettuata per motivi di salute, venne arrestato su mandato del giudice spagnolo Baltasar Garzon, accusato di gravi violazioni dei diritti umani e posto agli arresti domiciliari.
    Nella sua residenza ricevette la visita dell'ex premier Margaret Thatcher, che suscitò molte polemiche - e molti dubbi sull'effettivo contributo cileno al conflitto delle Falkland, mai del tutto chiarito; successivamente, dopo sedici mesi di battaglie legali, i Lord diedero via libera all'estradizione - alla quale si era dichiarato contrario anche il governo cileno - ma l'allora ministro degli Esteri Jack Straw la bloccò giustificando la decisione con il cattivo stato di salute dell'ex dittatore.

    Tornato in patria, nel 2002 rassegnò le dimissioni da senatore a vita dopo che la Corte Suprema aveva stabilito che una forma di "demenza senile" gli impediva di affrontare qualsiasi processo; due anni dopo però la sentenza venne revocata e da allora Pinochet è stato al centro di varie inchieste: la "Carovana della Morte", l'"Operazione Colombo", il caso "Villa Grimaldi" - tutte inchieste sulla sparizione, omicidio o tortura di oppositori del regime - e il "Caso Riggs", nel quale è accusato di frode ed evasione fiscale.

    La magistratura ha deciso di metterlo agli arresti domiciliari in attesa di processo per l'Operazione Colombo (nel quale viene accusato di sequestro e omicidio) e per il caso Villa Grimaldi, uno dei centri di tortura del regime."
    Ricordo pure che Mussolini scalò il potere sulla spinta di un plebiscito, e che successivamente non mancò mai di riempire le piazze.

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  19. gianfalco20:02

    E che dire della costernazione della Tatcher?
    E vedrai nei prossimi giorni quanti estimatori "obiettivi" emergeranno dal silenzio, pronti a rivalutare una figura orrenda, probabilmente obbligati a saldare debiti inconfessabili.
    Ciao
    gianfalco

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  20. Anonimo21:02

    Sono l'anonimo poco anonimo che si attardava prima su Deaglio.
    Mi trovo d'accordo con tutti voi su Pinochet, anche se è pure profondamente vera l'affermazione di S. Romano, secondo la quale "un dittatore vivo va combatutto, un dittatore morto va studiato nel suo contesto storico". Infierire su un morto non serve alla causa della libertà (a meno che non gli sopravviva qualche pericoloso emulo), mentre può limitare la nostra conoscenza del mondo.

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  21. @ anonimo
    sei quello che mi consiglia un rasoio? Perchè, mi immagini così?

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  22. candido22:27

    Salvatore Romano scrive:
    "L’elezione di Salvador Allende suscitò qualche preoccupazione per la forte presenza di gruppi massimalisti nella sua maggioranza, ma era pur sempre un evento democratico. La situazione cominciò a peggiorare quando fu chiaro che Allende era un uomo probo, stimabile, animato dalle migliori intenzioni, ma troppo debole per controllare i suoi alleati più radicali e per resistere alle loro pressioni. Il golpe fu opera di Pinochet e di una conventicola di militari, sostenuti in una forma o nell’altra dal governo degli Stati Uniti. Ma Allende non sarebbe caduto così rapidamente se il putsch delle forze armate non fosse stato preceduto dalle clamorose proteste dei ceti sociali e delle categorie professionali (i camionisti ad esempio) che erano scesi in piazza per protestare contro una politica economica visibilmente sbagliata e una inflazione galoppante.
    Dopo la conquista del potere Pinochet si comportò come Franco dopo la fine della guerra civile spagnola. Anziché proporsi la riconciliazione nazionale, fece perseguitare, imprigionare, torturare ed eliminare migliaia di dissenzienti. Tutti i governi democratici europei deplorarono gli avvenimenti cileni e alcuni di essi richiamarono in patria gli ambasciatori. Ma molti, fra cui probabilmente la Santa Sede, tirarono un sospiro di sollievo. Comincia da quel momento la lunga stagione dell’ambiguità. Il regime era autoritario e repressivo, ma chiedeva consigli, per la riforma del suo sistema pensionistico, a Milton Friedman, vale a dire all’astro nascente del monetarismo liberale, e lanciava evidenti segnali di progresso economico. Quando scoppiò la guerra delle Falkland, Pinochet, anziché schierarsi con i colleghi argentini, sostenne la Gran Bretagna: un gesto che gli assicurò da quel momento la stima e la riconoscenza di Margaret Thatcher. Ripercorrendo le tappe della sua vicenda londinese, i cronisti ricorderanno che qualche giorno prima del suo arresto il generale aveva preso il tè con la Lady di Ferro. Fra tanti vizi e manifestazioni di spietata durezza, il regime di Pinochet ebbe il merito di organizzare, sia pure con qualche riluttanza, la sua uscita di scena. La costituzione del 1981 confermò il generale per sette anni alla presidenza della Repubblica, ma stabilì che il rinnovo del suo mandato sarebbe stato sottoposto a un referendum popolare. E il popolo, quando poté votare, lo congedò con il 56% di no. Se nel 1998, dieci anni dopo, non fosse andato a Londra per un intervento chirurgico, il corso della storia cilena sarebbe stato forse diverso. Ma il suo ritorno in patria, dopo le disavventure londinesi, e le tortuose peripezie giudiziarie di questi ultimi anni, dimostra che Pinochet continuò a essere sino alla fine, per i democratici del suo Paese, un caso delicato da maneggiare con molta cautela. Chiusa la bara, tutto forse diventerà più semplice. Ma toccherà ai cileni, non a noi, scrivere l’ultimo capitolo di questa storia latino-americana."
    Ecco, tirate voi le somme sulla integrità morale di questo individuo che si firma Romano e vorrei fosse apolide: accetto l'odio di un fascista che si assuma la responsabilità dei fatti, ma Romano mente sapendo di mentire. Peraltro, facendo un pessimo servigio ai suoi padroni.
    1)Tutti sanno che la situazione socio-economica del Cile fu fatta precipitare strategicamente dagli USA (che in America Latina hanno fatto a lungo il bello e cattivo tempo)per aprire la strada al golpe, accuratamente organizzato.
    2)La cosiddetta ambiguità di questo dittatore da spaghetti-western, sadico quanto si vuole ma più ancora mezzano dei suoi mandanti americani, rivela la contiguità tra Fascismo e Liberismo,nonché Clero reazionario (ma non dimentichiamo, per fare dispetto a Romano che non ne parla, la Teologia della Liberazione), alla faccia di tutte le lezioni che Friedman può dispensare; rivela altresì la pesantissima ingerenza di altre potenze nel suo governo.
    3)Il progresso economico che cita Romano è una menzogna:
    "Nel corso della dittatura Pinochet adottò un modello liberista molto spinto, mutuato da Milton Friedman e dalla scuola di Chicago, contando sul pieno appoggio dell'oligarchia e della classe media, ed anche su quello delle multinazionali, cui andò il controllo delle imprese precedentemente nazionalizzate. Grazie alla libera importazione di prodotti, il mercato fu invaso di merci straniere, il che comportò licenziamenti, la perdita del potere d'acquisto e l'accentuarsi delle differenze sociali.

    In una situazione di pieno controllo della situazione, nel luglio del 1977 il generale Pinochet iniziò un processo volto alla trasformazione della dittatura cilena in una "democrazia protetta" sotto la sua guida, "la nuova democrazia", come ebbe a definirla. Nel gennaio del 1978 l'Onu condannava il Cile per violazione dei diritti umani. L'iniziativa spinse Pinochet a indire un referendum in difesa della "dignità" del Cile, per dimostrare al mondo il consenso popolare di cui godeva il suo regime e ottenne il 75% dei voti a favore, in una consultazione senza registri elettorali e senza la minima garanzia di segretezza del voto. Nel 1980 il regime emanava la legge di amnistia, che prevede l'impunità per tutti quelli che avevano commesso reati, gli autori, i complici e quelli che occultarono i crimini dal giorno del golpe sino al 10 marzo del 1978. Nello stesso anno un plebiscito approvava la nuova costituzione, con il 67% dei consensi, in completa assenza di garanzie democratiche sotto uno stato di assedio proclamato alcuni giorni prima della consultazione. Il progetto prevedeva Pinochet a capo della Giunta per altri otto anni al termine dei quali la stessa Giunta avrebbe indicato il futuro candidato unico, confermato da un plebiscito. Se il plebiscito fosse stato negativo, dopo un anno di attesa sarebbero state indette le elezioni del parlamento e del presidente. Il testo definiva come illecito e contrario all'ordinamento della repubblica ogni atto destinato a diffondere la violenza o una concezione di società fondato sulla lotta di classe. Le organizzazioni, i movimenti e i partiti politici, che per fini e attività dei suoi aderenti avessero perseguito tale visione della società, erano per ciò stesso incostituzionali. L'undici marzo 1981 Pinochet giurava fedeltà in qualità di Capo dello stato ed entrava nella Moneda, otto anni dopo averla bombardata."
    Sentito che musica?

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  23. Betty11:01

    ciao,ho scoperto il tuo blog postando un commento su libero...penso che tornerò a trovarti x'mi piace la gente che nn ha paura di chiamare le cose con il suo nome(in questo caso pinochet dittatore e simili).e mi piace anke il fatto che nn hai insultato nessuno,cosa ormai MOLTO rara!Brava,continua così!
    P.S.e poi spero anch'io nell'aldilà...un detto diceva"maledetto sia il cile se pinochet morirà nel suo letto"è il miglior commento a chi sostiene che in fondo nn è stato male come dittatore...

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  24. SIDOLI.ORG12:21

    La notizia della morte di un dittatore sanguinario non dovrebbe mai andare in tv perchè preferiamo dimenticare gli atti scellerati di questo criminale.

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  25. Anonimo18:02

    Mi auguro che riserverai uguale commento alla morte dell'altro dittatore sanguinario detto Castro,che in 40 anni di dittatura ne ha ammazzati, torturati imprigionati e costretti a fuggire migliaia di persone solo perchè dissidenti.

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  26. Firmato anonimo18:15

    Ecco la firma che volevi.
    Ti consigliavo solo quel rasoio di Occam, che tanto hai dimostrato di disprezzare, allorchè ne hanno fatto uso gli "azzeccagarbugli" (me compreso) di centro-destra nelal vicenda Deaglio. Ti consigliavo una bella rasatura dai molti pregiudizi che purtroppo spesso annebbiamo persone molto intelligenti come te. Deaglio, poi, c'entra, perchè ne hai parlato proprio tu! Non nell'ultimo post, d'accordo. Ma ne hai parlato e pensavo di essere ancora in tempo per rispoderti. Ma forse ero fuori tempo massimo, visto che la tua carica polemica sull'argomento sembra per fortuna essersi tramutata in simpatica ironia.
    Saluti (e ràsati).

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  27. @ betty
    ti ringrazio e ti do il benvenuto! E' bello scoprire che LiberoBlog è letto anche da persone normali ;-)
    Non credo nell'insulto, nella discussione civile, anche accesa, si. Ciao e torna a trovarmi!

    @ sidoli.org
    Dimenticare non si può mai, superare forse. Bisogna che se ne parli comunque.

    @ anomimo
    ma sei l'anonimo di prima o un altro? Non hai un nome, per favore?
    A me disturba molto il fatto che quando si parla di A bisogna per forza parlare anche di B. Questo atteggiamento bipartisan serve solo per non affrontare mai le responsabilità della propria parte politica, ed è tipico della destra. C'è stato il nazismo? Si però il comunismo è stato peggio. Hitler? No, Stalin. Pinochet? No, Castro. Scusa ma il giochino stufa a lungo andare. Si chiama "proiezione" e non porta la discussione da nessuna parte.

    @ firmato anonimo
    e ti sembra una firma? Mi prendi per le penne?
    Ma siete un tantino fissati, voi che avete il dono della verità rivelata, con quel rasoio di Occam. Ma non avete niente di più moderno da offrire che un vecchio monaco del medioevo? ;-)
    Su Deaglio, più che fuori tempo massimo mi sembra che siamo nel post sbagliato.
    Non mi raserò perchè si consumerebbe la lama invano. Ciao

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  28. candido20:08

    Il "Rasoio di Occam" non dice che si deve sempre preferire la teoria più semplice, indipendentemente dalla sua capacità di spiegare i risultati,comprese eventuali eccezioni: il principio della falsificabilità richiede che ogni eccezione che possa essere riprodotta a volontà invalidi la teoria più semplice e che la nuova spiegazione più semplice che possa effettivamente incorporare l'eccezione come parte della teoria debba essere preferita alla teoria precedente.
    Ma se ci si limitasse ad un modello formale della Epistemologia nel condurre una inchiesta o una indagine, mi allarmerei. I fatti sono a monte della loro interpretazione.
    E' un fatto che Pinochet fu un dittatore assassino. E' un fatto che Castro, come Lider Maximo, ha ammazzato e perseguitato i suoi. E' un fatto che Castro è andato al potere con una rivoluzione popolare e che la maggior parte di chi lo sostenne allora continua a pensare che egli non ha tradito la rivoluzione. E' un fatto che Pinochet prese il potere CONTRO la politica popolare che si era espressa democraticamente per Allende, e che dopo un colpo di stato egli si alleò con il Capitale del suo paese (media ed alta borghesia) e internazionale (soprattutto americano), peggiorando disastrosamente la condizione dei ceti deboli e lo sviluppo dell'economia. E' un fatto che Fulgencio Batista fu cacciato da una autentica rivoluzione popolare, contro il degrado economico e morale che aveva trasformato Cuba in una Mecca di Cosa Nostra.
    Se consideriamo questi fatti, le considerazioni successive ad una analisi storica prescindono da qualsiasi pregiudizio: si tratta di scegliere da che parte stare, non di avere ragione.
    Personalmente, non sopporto tutto il buonismo di una società che resta marchiata dal cattocomunismo: farei gli straordinari per fucilare i fascisti e i loro padroni.
    Aggiungo un altro documento sulla brillante condotta di Augusto Pinochet
    (lameduck, pluralismo va bene, ma devi proprio farla entrare certa gentaglia?)

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  29. Anonimo20:11

    Gent. Lameduck
    ho preferito lasciare l'aninimo perchè mi sembra più sincero che mettere nomi fittizi dietro i quali si nascondono altri anonimi.Per quanto attiene i sillogismi e i bipartisan hai perfettamente ragione e leggendo la tua non risposta ne ho avuto la conferma.Saluti.

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  30. candido20:16

    "Tra i paesi del terzo mondo dipendenti da uno o pochi prodotti agricoli o minerari, il Cile godrebbe di una situazione privilegiata. Nell'estrazione del rame - che serve per esempio per i doppini telefonici - pesa quanto tutti i paesi dell'OPEC per il petrolio: quasi il 40%. E visto che l'OPEC esiste proprio per controllare il prezzo del greggio, aumentandone o diminuendone la produzione, sarebbe sensato pensare che anche il dominio sulle maggiori riserve di rame al mondo possa essere un vantaggio.
    Tanto importante era, è e sarà il rame per il paese australe, che l'11 luglio del 1971 il Parlamento ne vota all'unanimità la nazionalizzazione. Nessuno, neanche la destra più reazionaria ha il coraggio di opporsi, almeno in pubblico. Ma proprio la volontà di destinare il rame allo sviluppo solidale del paese è, 26 mesi dopo, la causa principale del tradimento, finanziato anche dalle multinazionali del settore, contro il governo democratico di Salvador Allende.

    Tuttavia, neanche Augusto Pinochet, che dopo il golpe approfitta degli introiti del rame nazionalizzato per impostare una politica di crescita - iniqua - ha il coraggio di negare che il rame sia dei cileni. La costituzione che il dittatore impone al paese ne sancisce l'inalienabilità, lasciando però aperta la porta alle concessioni alle multinazionali che rientrano così dalla finestra. Il fondamentalismo neoliberale dei cosiddetti Chicago boys - i giovani economisti di ultra-destra formati nelle università statunitensi - concede agevolazioni senza limiti agli investimenti stranieri. Le leggi volute da Hernán Buchi e José Piñera , proprio i più noti Chicago Boys, trasformano le concessioni minerarie in "concessioni piene"; di fatto un eufemismo per proprietà privata. Arrivano, unico caso al mondo, a rinunciare alle royalties sulla principale ricchezza del paese. Il risultato, 32 anni dopo la nazionalizzazione, è che il rame smette di essere una risorsa per i cileni.

    Il prezzo medio del rame negli anni tra il 1950 ed il 1995 si mantiene costante intorno ai 140 centesimi di dollaro la libra. Ancora nel 1995 il prezzo medio è di 133 centesimi. La media degli ultimi 5 anni del secolo crolla a 69,3 centesimi , il minimo storico.

    Il governo di centro-sinistra, così come gli economisti neoliberali, negano di essere in grado di influenzare produzione e prezzo del metallo rosso. È la leggenda della mano invisibile del mercato alla quale i neoliberali credono come i bambini alla Befana. Ma la realtà - come vedremo - è che i governi cileni sono responsabili del crollo dei prezzi.

    La ragione di questo è infatti la sovrapproduzione. Negli anni '60 e fino a tutto il governo di UP, si sperava in un aumento di produzione da circa 700.000 fino ad un milione di tonnellate metriche (TM) l'anno. L'efficienza delle multinazionali modernizza ed esalta la capacità produttiva. Nel 1990 si arriva a 1,6 milioni. Nel '96, tre milioni e nel 2000 addirittura 4,5.

    Ma estrarre rame non significa venderlo. Nel tempo in cui il Cile triplica la produzione fornendo agevolazioni abnormi e non necessarie all'esportazione, il consumo mondiale di rame aumenta appena del 13%. E il prezzo crolla.

    A 70-80 centesimi il paese perde oltre 3.000 milioni l'anno. Equivale al 4% annuo di PIL; una misura che decide la crisi o il galoppo di un'economia capitalista. Riprivatizzando il rame, dal 1974 al 1999 sono stati catturati investimenti stranieri per 15.000 milioni di dollari. Legislazione troppo favorevole più troppi investimenti uguale sovrapproduzione uguale prezzo che affonda. "È l'economia, stupido", avrebbe detto Bill Clinton. Nel solo quinquennio 1996-2000 le perdite sono di 16.000 milioni.

    Per lo Stato è un tracollo. Ancora nel 1989, incassa dal rame 2.223 milioni, il 26% di tutte le entrate. Nel 2001 entrano appena 344 milioni , solo l'1,8% della fiscalità generale. Mentre la produzione triplica, le entrate crollano dell'80%.

    Ancora nel 1995, per ogni libra di rame, lo stato riceve dalla CODELCO - l'agenzia governativa che sovrintende a quel 30% scarso di produzione che è rimasto al settore pubblico - ben 72 centesimi di dollaro. Nel 2001 appena 9,4 centesimi.

    Sono numeri che portano dritti ad una conclusione. Se nel 2001, si esportano 4,65 milioni di TM ma lo Stato riceve una cifra inferiore a quando produceva 2,41 milioni vuol dire che il Cile, nel solo 2001, regala alle multinazionali 2,2 milioni di TM della sua più preziosa materia prima non rinnovabile.

    Le ricadute sulla società cilena, che in pochi avvertono passeggiando per le avenidas Apoquindo o Providencia, così come in pochi le percepivano nel microcentro di Buenos Aires prima del crollo, sono catastrofiche.

    I bassi prezzi, causati dal dumping delle multinazionali, conducono alla rovina tutte le piccole e medie imprese minerarie. Secondo l'economista Marilú Trautmann, dal 1990 ad oggi, nonostante - o forse proprio "a causa di" - una legislazione del lavoro che risponde a tutti i dettami di flessibilizzazione neoliberale, il rame ha bruciato il 69% della forza lavoro impiegata. Oggi appena il 2% dei cileni lavora nel settore. Il Nord si sta trasformando in un deserto occupazionale oltre che geologico.

    È l'altra faccia dell'involuzione industriale del paese. Oramai il rame cileno non viene più esportato già raffinato, ma concentrato, praticamente grezzo. È un altro passo indietro che umilia le conoscenze tecniche dell'ingegneria mineraria cilena, sviluppate in 180 anni di estrazione industriale. Causa al paese perdite per ulteriori 1.500 milioni di dollari l'anno e 20.000 posti di lavoro.

    Non basta: a pagare le tasse è solo la CODELCO. I privati non ne pagano. E proprio per il non pagare tasse - vedremo come - le multinazionali continuano a trovare conveniente l'estrazione, anche a prezzi sempre più bassi.

    Ma anche gli utili della CODELCO stanno scemando rapidamente. Ancora nel 1989, da sola, copriva il 125% dei costi dello stato sociale residuale dopo 17 anni di dittatura. Un decennio dopo, copre solo il 12,5% di questo: la decima parte. A queste condizioni, uno stato in condizione di orientare la propria economia, limiterebbe drasticamente la produzione. Anche così il Prof. Caputo , calcola che ci vorrebbero dai 3 ai 5 anni per smaltire gli invenduti e far recuperare il prezzo. Ma uno stato neoliberale periferico come quello cileno, non ha nessuno strumento per difendersi. Vincolato da trattati e ortodossie resta solo uno strumento per garantire gli interessi degli investitori esteri.

    Si passa ogni limite. Il senatore democristiano Jorge Lavandero, che lotta da anni perché almeno le miniere privatizzate paghino le tasse, denuncia che le 47 miniere private, nel corso dell'anno 2002, esportando rame per 5.000 milioni di dollari versano allo stato appena 20 milioni di tasse .

    La cosa più grave è che le multinazionali non evadono il pur generoso fisco cileno: approfittano della legislazione vigente tanto in dittatura come con i governi della Concertazione : sgravi, detassazioni, decine di fantasiose agevolazioni che, con il pretesto neoliberale dell'attrarre investimenti, fanno sì che oggi il rame in Cile stia lì, disponibile per chi vuole portarlo via. Gratis.

    La miniera della "Disputada de las Condes", sulla cordigliera, non lontano da Santiago, è stata fino al 2001 di proprietà della famigerata Exxon, che fu tra le prime multinazionali a non provare vergogna a fare affari con il macellaio di Santiago. Da 25 anni consecutivi dichiara perdite di esercizio e non ha mai pagato un solo peso di tasse. In realtà occulta quasi 6.000 milioni di dollari di produzione ed almeno 1.800 milioni di profitto. Come già quello di Pinochet, anche i governi democratici chiudono entrambi gli occhi.

    Nel 2001 la miniera, viene venduta alla Anglo-American, per la bella somma di 1.300 milioni di dollari. Niente male per un'azienda da sempre in - teorico - passivo. In quel caso il governo prova a chiedere 300 milioni di dollari sulla transazione, visto che, anche se le miniere si comprano e si vendono, restano in teoria, proprietà di tutti i cileni. Dopo un paio di riunioni ai massimi livelli, e con la Exxon che minaccia di chiedere lei indennizzi allo stato, i 300 milioni si riducono a 28.

    Solo in Cile le multinazionali del rame possono essere così insaziabili. E il bello è che non sarebbe un grande sforzo pagare le tasse più basse al mondo: appena il 14%. Tra gli altri produttori di rame, Argentina e Perù sono al 25%, la Bolivia al 30%. Stati Uniti, Canada, Brasile e Messico superano il 35%. Non solo il Cile è un paradiso tributario ma il rame è uno dei minerali a più alto rendimento. Anche negli anni di bassi prezzi, come quelli attuali, e pagando le tasse, il profitto si calcola nel 30% netto. In quelli di vacche grasse, può toccare il 50%. Sono dati che sbugiardano la vulgata neoliberale per la quale un regime fiscale decente provocherebbe la fuga dei capitali. Con questi rendimenti, dal Cile non scappa proprio nessuno .

    I governi democratici non possono e non vogliono nulla. Nel 2002, per tappare le falle enormi aperte nello stato sociale, il governo di Ricardo Lagos, piuttosto che far pagare tasse o royalties alle compagnie minerarie, sceglie di aumentare di un punto l'IVA, misura che colpisce in maggior misura i ceti che dello stato sociale hanno più bisogno. È l'ortodossia neoliberale che si fa religione, con tanto di cardinali e sant'uffizio.

    Come abbiamo visto, i Chicago Boys, al contrario della mano invisibile del mercato, esistono davvero. Hanno nomi e cognomi e sono colpevoli. L'eccesso di investimenti è creato dall'eccesso di facilitazioni, causate dalla connivenza con l'FMI e le multinazionali. E le basi del disastro sono proprio la privatizzazione di fatto dei giacimenti e un regime tributario tanto generoso. Eppure, tra privatizzazioni, riduzioni fiscali, e flessibilizzazione del mercato del lavoro, il Cile ha solo realizzato quello che il Fondo prescrive come panacea di tutti i mali.

    Ma il fondamentalismo neoliberale oramai impedisce di cogliere i segnali che il mercato dà. E dà letteralmente i numeri: secondo Buchi l'obbiettivo è triplicare ancora la produzione cilena fino a 13,5 milioni di TM nel 2010. Per lo stato è una politica suicida, che continua a convenire alle sole multinazionali. Queste danno fondo al rame cileno mentre abbassano la produzione delle loro miniere negli Stati Uniti ed in Canada. Quando il prezzo risalirà, potranno venderlo meglio, mentre le miniere cilene saranno esauste. È davvero una lezione di "Teoria della dipendenza" di Theotonio dos Santos , con l'economia e gli interessi degli stati periferici, consegnati nelle mani dei centri economici mondiali.

    Le miniere di Chuquicamata, le più importanti del paese, non avrebbero che un decennio di vita davanti. Il rame oggi, con la privatizzazione, non serve più a finanziare sviluppo, né a creare lavoro e nemmeno più a garantire entrate al fisco. E lo stato è stato reso impotente dal neoliberismo.

    Nonostante la vulgata che ha sempre descritto il Cile - come già l'Argentina - come un successo, il paese si sta avvitando nel modello di "crescita impoverente" teorizzata anche da economisti neoliberali. Secondo questa teoria, il possesso di una materia prima in quantità e qualità preponderante rispetto al resto del mondo, se sommato all'apertura indiscriminata del mercato, produce un abbassamento del prezzo uguale e contrario all'aumento della produzione, e pertanto del benessere generato. Il premio Nobel per l'Economia 1987, Robert Solow, sostiene che l'avere scelto il ruolo di mero produttore primario di rame, compromette lo stesso futuro del Cile a lungo termine, non essendo questo in grado di creare né lavoro né reddito, in una situazione dove l'esposizione alla globalizzazione causa una caduta durevole del prezzo della materia prima. Conclude Solow che "non ci sono scuse per cedere la principale risorsa che appartiene a tutto il popolo cileno". Non c'è bisogno di essere premio Nobel per l'economia per capire che "è razionale vendere quando il prezzo è alto e conservare quando questo è basso". A meno di non essere una multinazionale che, con il rame cileno, sta facendo esattamente il contrario. Perché - ma questo un Chicago boy non lo confesserà mai - gli interessi della multinazionale sono esattamente opposti a quelli dei cittadini cileni."
    (1 aprile 2004)
    fonti:
    http://www.gennarocarotenuto.it
    http://www.giannimina-latinoamerica.it/
    http://italy.peacelink.org/latina/articles/art_4168.html

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  31. gentile anonimo, tutti in blogosfera abbiamo nomi fittizi e ci celiamo dietro dei nicknames, ma comunque sarebbe buona educazione rendersi riconoscibili per poter permettere agli altri di interloquire con noi. Che poi tu ti firmi corvo rosso o corvo nero o vattelapesca, non importa. Non trovi?

    @ candido
    e dai, sii tollerante, sono i gentili ospiti di LiberoBlog. ;-)

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  32. Accidenti che classe, educazione e forbita lingua esibiscono questi anonimi signori, privi però persino di mascolini attributi per proporci una firma con la quale identificarli.
    D'altronde, se uno difende Pinochet, che aspettarsi? Sei troppo buona Lame, per me gli anonimi codardi non hanno diritto ad esprimersi, men che meno quando preferiscono l'insulto alla discussione.

    Saluti, R.

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  33. Anonimo13:01

    Gent.le Lameduck,
    apprezzo che condivide le mie opinioni sugli anonimi.Lei giustamente dice: un nick serve per identificare,ma basta dire l'anonimo delle....e il gioco è fatto.A me non piacciono le ipocrisie come celarsi dietro un nick.Mi scusi, ma preferisco che lei mi tratti da quello che sono:un anonimo come tutti. Il suo blog è apprezzabile,ma troppo settario.Io mi sono permesso di citare altri dittatori per controbilanciare l'altro piatto della bilancia,e dare a TUTTI i dittatori la stessa patente di carnefici, sanguinari e anti-democratici.Saluti.

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  34. Anonimo14:30

    castro assassino? forse e' pure poco....
    senza andare in altre parti del mondo.. e' facile accusare il Generale, ma l'ipocrisia non la sopporto.

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  35. Caro Anonimo,
    la politica del bilancino non mi appartiene, e per questo l'ho criticata nel post, stigmatizzando il servizio del Tg1. Quando ho scritto la mia tesi sul nazismo non mi sono sentita in dovere di scrivere altre 150 pagine sul comunismo per controbilanciare. E poi che cosa, scusi? Ci sono occasioni per parlar male di tutti i dittatori prima o poi. Glielo ripeto, il bilancino è lo strumento che hanno quelli di destra per evitare di fare i confronti con la loro storia, tirano sempre in ballo gli orrori del comunismo per cambiare discorso. E' una tecnica che non condivido perchè ricorda molto quella formula algebrica che ho citato nel post: +1-1=0.

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  36. Andres15:54

    Ciao, sono un giovane (trentenne) che ha mezzo sangue italiano e mezzo sangue cileno... Già, i miei genitori sono scappati dal Cile nei primi anni settanta... Mia mamma, maestra in una scuola italiana di Valparaiso dove conobbe mio padre, anche lui insegnante, mi raccontò spesso, e in questi giorni di nuovo, di come lei si era affezionata al Cile e ai cileni, teste matte ma ricche di umanità... Mi racconta di quando girando nei negozi, lei che pure guadagnava una fortuna per i prezzi locali, non riusciva a trovare niente da dare da mangiare a mio fratello che stava per nascere, di come mio padre ritornava dalle riunioni della scuola affermando di non poterle saltare perchè se no i colleghi ti facevano a pezzi, denunciandoti come sovversivo, traditore o non allineato alle direttive del partito... Cose che per chi non le ha vissute possono sembrare falsità, o qualcosa di montato ad opera d'arte ... Bene, per mia fortuna (o sfortuna, visto che quando sono stato in Cile dai miei parenti nel 2000 non volevo più tornare a casa) i miei decisero di venire in Italia, dove mio padre pur laureato e sposato ad un'italiana ha dovuto attendere ben 4 anni per ottenere la cittadinanza e poter tornare a lavorare nella scuola, misero al mondo 3 figli, li fecero studiare e vissero felici e contenti...Niente di strano in questo raccont, tipico di un rifugiato politico, scappato da una dittatura fascista, se non che tutto questo accadde nel 1971... Già, ben due anni prima che il presidente democraticamente eletto Salvador Allende (si legge Agende, non Agliende, é Cile, non Spagna...)si suicidasse o fosse suicidato dai suoi avversari politici. Per anni non ho creduto una parola di ciò che mi dicevano i miei, figuriamoci se è possibile una falsificazione della Storia di questo tipo, finchè nel 2000 ho avuto l'occasione di parlare con ragazzi, giovani, adulti e anziani di diversa estrazione sociale e luogo di nascita e al racconto di ciò che avevo letto sui libri e sui giornali riguardo alla efferata dittatura commentavano in due modi: E' più preoccupato il resto del mondo per i cileni che i cileni per se stessi e la dittatura, oppure con occhiate che erano di sconforto perchè al resto del mondo veniva raccontata una mezza verità... Badate bene, non bugie, ma mezze verità, che in molti casi sono molto peggio. Mia mamma, mio padre e molte delle persone con cui ho parlato non negano gli assasinii compiuti da Pinochet, ma pongono sempre la domanda: Muore di più una persona che viene ucciso con un colpo di pistola o una persona che muore di fame? Se si fa questo discorso crolla ogni tipo di confronto tra destra e sinistra, tra dittatura e presidenza democratica... Purtroppo in Italia siamo abituati a sentire solo una campana, ci accontentiamo di sapere che è successo qualcosa, senza andare a vedere come e perchè è successo... Vale per il Cile, vale per il Medio Oriente, per la Cina, vale anche e soprattutto per l'Italia... Occhio non alle bugie, troppo facili da smascherare, ma alle mezze verità che ci lasciano contenti... Porgo i miei saluti, e segnalo la mia mail nel caso qualcuno volesse insultarmi direttamente o fosse curioso di conoscere qualcosa in più... perezfam@libero.it

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  37. Anonimo16:02

    Gent.le Lameduck,
    mi dispiace che non ha capito il mio confronto fra due o più dittatori,ma non mi meraviglio perchè lei è comunista fino all'osso e non potrà mai capire un liberale a cui le dittatuire non appartengono.Comunque va bene anche così.Si tenga ben stretti i suoi innumerevoli tiranni che hanno insanguinato il mondo dalla Jugoslavia fino alla Cina ed oltre (compresa Cuba).A me non interessa.

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  38. @ andres
    caro amico, la tua testimonianza è molto interessante, però desiderei da te un chiarimento, perchè ho colto un tocco di ambiguità nel tuo discorso. Ho l'impressione, ma potrei sbagliarmi, che per i desaparecidos e i morti della dittatura di Pinochet vi sia un atteggiamento tipo: "erano in fondo una minoranza di sovversivi", "a noi in fondo non ci ha toccato nessuno", quindi in fondo non è successo niente. Attenzione, questo è lo stesso atteggiamento che nella Germania nazista si ebbe nei confronti della sparizione degli ebrei, delle minoranze perseguitate e degli handicappati gasati. In fondo è la forza del nazismo in tutte le sue forme, toccare tutti meno la borghesia piccola, media e alta, che a richiesta risponderà sempre che ai suoi tempi le cose non andavano così male. Succede anche per coloro che vivevano ai tempi del fascismo. Anche in Germania l'economia era migliorata con Hitler, e anche con Mussolini vi fu un miglioramento delle condizioni della popolazione. Ma, io domando, a quale prezzo Santo Iddio? Se accettiamo il principio che l'avversario politico possa essere distrutto fisicamente per garantirci la pace e la sicurezza economica, dove andiamo a finire?
    Non ho motivo di dubitare del racconto delle difficoltà della tua famiglia sotto Allende, ma la povertà dell'America Latina ha origini ben più antiche e non certo riconducibili all'oppressione comunista. Quindi, abbiamo il coraggio di dire che la repressione fatta dal regime di Pinochet fu disumana e criminale, o no? Io, scusami, ma non riesco a giustificarla in alcun modo.

    @ anonimo
    si sente meglio ora che mi ha dato della comunista? Sono contenta.
    Io non amo i dittatori ma è inutile che glielo ripeta. Se per ogni volta che la parola liberale è stata utilizzata a sproposito mi arrivasse un euro sarei più ricca di Berlusconi.
    A lei non interessa, si figuri a me.

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  39. Anonimo09:56

    Gent Lameduck,
    non riesco ad inquadrare la sua posizione,Lei si spaccia per comunista convinta e questo è un fatto normale ed accetttabilissimo, ma non la seguo più quando dice che è contro le dittature.Ma il comunismo è dittatura: dove è arrivato al potere l'ha fatto con la forza e con la forza lo detiene.Non ha mai vinto e governato con libere elezioni(parlo di comunismo e non di socialismo).Quindi non capisco le sue contraddizioni.Comunismo: si.Dittature no.Lei comunista doc non accetta il liberalismo perchè in uno stato liberale non c'è posto per la falce e il martello,ma c'è posto e ne avanza per la libertà dell'uomo e del suo pensiero.Saluti

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  40. Andrés11:22

    Gentile Lameduck, provo e riprovo a spiegare le mie ragioni, ma sarebbe più facile a voce, almeno per me… forse è meglio un bello schemino, più facile e chiaro:
    - Non scuso nessuna dittatura, di destra o di sinistra, del nord o del sud. Questo voglio sia ben chiaro.
    - Per me, 40000 morti di fame sotto Allende non bilanciano 40000 morti di morte violenta sotto Pinochet, ma fanno 80000 morti che dovevano essere evitati.
    - La dittatura cilena è stata l’evoluzione inevitabile di una situazione insostenibile per proletari, borghesi, militari e politici. E’ stato un colpo di stato bipartisan, come si usa dire oggi.
    - Mi arrabbio e non poco al pensiero che le vicende possano essere raccontate in versione nera o rossa, ad uso e consumo di chi preferisce una parte o l’altra. La verità starà anche nel mezzo, ma è una e una sola. E spesso bisogna andare a cercarla sul posto.
    - Se uno vuole fare un discorso socio-politico-economico la dittatura cilena è stata la salvezza per il Cile, che, per rispondere anche a Candido, non è solamente rame, ma pesca, turismo, foreste, e soprattutto non è terzo mondo…

    Spero di aver chiarito la mia posizione, ma resto comunque a disposizione per ulteriori chiarimenti.
    Non vorrei essere frainteso ed essere preso per fascista. Spesso lo sembro ma solo perché ho il coraggio o l’incoscienza di non fermarmi davanti alla pappa pronta servita dai media, di vedere un cm alla volta più in là della parola, di dire senza problemi quando una cosa può essere sbagliata anche se magari chi l’ha detta sta dalla mia parte …

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  41. candido11:44

    Il revisionismo storico cerca di riabilitare Pinochet con tutti i mezzi. Non si può paragonare a un collega voluto e imposto dal popolo (con tutte le riserve del caso); non si può affermare con Romano che fu uno statista decente (rovinò il suo paese); finalmente Oriundo Andres gioca la carta della nostalgia.
    Ho conosciuto un tedesco nazista, molto nostalgico della Germania ai suoi tempi... Ma è vero che tanta gente comune in Italia e Germania affollava le piazze e viveva come meglio poteva. E allora? Nessun regime della Storia si sarebbe potuto reggeresenza una adeguata alleanza sociale. Se dovessimo prendere per buone le parole di Oriundo, nell'Europa del 39 andava tutto bene e la Guerra e l'Olocausto sarebbero incidenti di percorso. No, il giudizio storico è molto più complesso della nostalgia, ed il giudizio politico è altro ancora.
    Che fascisti e massoni sbraitino pure: i cani abbaiano alla catena, al cielo, ai passanti, al vento e si accucciano ai piedi del padrone che li bastona. Brave bestie.
    Rassicuro Anonimo che non debbo rendergli conto delle mie scelte: ma perchè un Comunista non dovrebbe accettare la Dittatura del Proletariato? Peggio per Anonimuccio se le rivoluzioni non si fanno con i fiori e alla gente come lui gli facciamo mangiare le budella. Ma la smetta di cagare nel confessionile, almeno, e di lodare l'odore del suo incenso: gli ignoranti come lui vantano lo sviluppo dell'Occidente e nemmeno capiscono che il Liberismo propriamente detto vi ha preso minima parte o addirittura è stato assunto ad esempio contrario. Bestia della Madonna, cosa c'entrano le teorie liberiste con la Socialdemocrazia tedesca e scandinava, con la ricostruzione dell'Europa, con le dottrine sociali dei movimenti democratici? Sguattero dei più sorditi lupanari, aduso a mancette e pizzichi sul sedere (però che figo Berlusconi), cosa ha prodotto l'ortodossia liberista? Ho ascoltato progetti da fare accapponare la pelle: neocolonialismo, una specie di altalena su cui i popoli andrebbero a turno, pagando con sacrifici lo sviluppo dei soliti; miseria programmata,precariato, controllo! Bah, il mondo va in malora, e sto cretino ancora a vendere le sue spazzole porta a porta con lo spezzato grigio e bleu.

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  42. candido12:02

    @andres
    Ho riferito fatti precisi sulla economia cilena. Mentre sono stati pubblicati studi dettagliati sulla evoluzione socio economica del Cile, è tutta da dimostrare la tua premessa (che enunci come fondamentale per il tuo giudizio)secondo la quale Allende avrebbe portato il proprio paese alla rovina.
    Dimostralo, visto che sei tanto ben disposto a discuterne.
    In secondo luogo, fare la storia è tirare una coperta troppo corta. Gli interessi delle classi sociali sono intrinsecamente contrastanti, e quando fallisce una soluzione di compromesso si va alle spiccie. Ma, violenza a parte, senza rivoluzione e colpi di stato, senza arresti ed espulsioni egualmente la democrazia è un dibattito tra fazioni opposte: quindi rassegnati, la storia continuerà ad essere rossa, nera e di tutti colori, perchè nelle vicende umane non c'è una verità soltanto.

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  43. Andrés13:44

    Pensavo di essere stato chiaro ma evidentemente non lo sono stato. Nessuna revisione che porti a dire che Pinochet è stato un santo. Nessuna nostalgia del fascismo (ho una lapide sulla piazza del mio paese in cui si dice che mio nonno è stato ucciso dai fascisti). Solamente il punto di vista di chi in Cile è cresciuto (mio padre), di chi in Cile ha vissuto,(mio padre, mia madre, due zii, due cugine più altri parenti più o meno di sangue) e di chi in Cile ci è tornato (mio padre, mio fratello nel 1982/ mio padre e mia madre nel 1997/ io stesso nel 2000). Non so cosa tu abbia conosciuto del Cile, non so se tu ci sia mai andato, ma ciò che ti consiglio, a cuore aperto e non con saccenza, credimi, è di non credere a tutto ciò che viene confezionato da tv e giornali. Teoremi e studi che dimostrino con certezza una certa evoluzione non ci sono e mai ci saranno, i fatti sono questi: le file per cercare i generi di prima necessità si trovavano nel 1970, la nazionalizzazione delle miniere di rame gestite fino ad allora dai tecnici statunitensi con la conseguente chiusura delle miniere perchè nessuno era in grado di farle funzionare... e nel frattempo i governanti socialisti a chiedere al governo statunitense sovvenzioni... i campesinos che sparavano alle brigate che volevano requisire le terre dei padroni oppressori, con ettari e ettari di terreni da coltivare a disposizione (ma si sa, è più facile raccogliere dove altri han seminato) i desaparecidos esistevano già prima del 1973. E allo stesso modo c'era chi scappava attraverso le montagne per evitare persecuzioni, anzi no erano solo correzioni. Visto che i tuoi fatti sono precisi, i miei sono esperienza di prima mano. Abituati a viverle le cose non a guardarle... Gli studi pubblicati hanno sicuramente le loro fonti, precise, chiare, inoppugnabili... Ciò che è successo sotto Allende nessuno te lo racconterà mai,credimi, sarebbe come dire che l'acqua è solida. Ti dirò di più: molti desaparecidos che i miei frequentavano prima di scappare, quando i miei sono tornati in Cile nel 97 erano miracolosamente reaparecidos... Eppure questo nei tuoi studi non lo dicono... Prima di citare certi studi bisogna avere l'esperienza sul campo. Io non parlo di cose che conosco solo perchè le ho lette su un libro, per quanto grande e documentato possa essere chi lo ha scritto, siano argomento scientifico, economico, sociale, politico, sportivo o quello che vuoi. Parlo di ciò che conosco in prima persona, che ho mangiato, digerito, fatto mio... Se ho parlato della situazione cilena è perchè ho avuto la possibilità di toccare con mano...

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  44. candido15:30

    @andres
    Ti leggo con attenzione, sei tu che mostri di non aver letto o compreso me.
    Sono stato per un paio di volte in Nicaragua, non sono stato in Cile... ospite di amici comunisti, figurati! Anche da lì mi sono reso conto che l'osservazione dal vivo completa il quadro, eppure senza nozione d'assieme ci dà una prospettiva parziale. D'altra parte, la gente si adatta e la sua coscienza evolve in modo non lineare; sono arbitrari e convenzionali i nostri metri di giudizio. Usando i tuoi parametri, la Germania nazista di prima della Guerra era una festa e l'ascesa del nazismo ampiamente motivata dalla crisi economica precedente. Io penso che il giudizio sia un po' più complicato.
    Noi non possiamo vivere gli avvenimenti di cui si parla se non che in minima parte: allora rinunciamo a giudicarli? Eppure sappiamo che il soldato al fronte è l'ultimo a poter capire come sta andando la guerra.
    Siamo costretti a raccogliere indizi e testimonianze, con le opportune riserve critiche. Per esempio, ritengo che tu non hai vissuto i fatti che riferisci con tante inesattezze. La gestione delle miniere di rame andò in modo diverso da come la raccontano i tuoi amici, mentre sono sotto gli occhi di tutti i dati dell'economia. Col tuo atteggiamento superficiale metti a rischio le radici del far cultura: "Prima di citare certi studi bisogna avere l'esperienza sul campo. Io non parlo di cose che conosco solo perchè le ho lette su un libro, per quanto grande e documentato possa essere chi lo ha scritto, siano argomento scientifico, economico, sociale, politico, sportivo o quello che vuoi. Parlo di ciò che conosco in prima persona, che ho mangiato, digerito, fatto mio... Se ho parlato della situazione cilena è perchè ho avuto la possibilità di toccare con mano..." Toh guarda, io ho soltanto letto libri ed ascoltato alcune decine di esuli, alcuni dei quali, per farti dispetto, sono tornati a casa. Ma chi prova, a me ed agli altri che ti leggono, che tu dici la verità?
    Importa relativamente come amiamo definirci, perchè le nostre idee si giudicano per gli effetti, non per le intenzioni. Caro indio da esportazione, i giudizi politici non prescindono dalle nostre scelte ed il tuo modo di descrivere la collettivizzazione forzata della terra, la rivolta (o dal tuo punto di vista l'usurpazione) dei contadini la dice lunga sulla tua appartenenza. I contadini hanno fatto, fanno e faranno bene ad occupare le terre, ed altrettanto bene faranno i latifondisti a difenderle con le unghie e con i denti... Pensa amigo, magari noi due ci incontriamo su uno di quei campi, da direzioni opposte.

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  45. Anonimo18:10

    A mio avviso Allende ebbe il torto di andare diritto per la sua strada sempre più a sinistra senza tenere conto del Congresso cileno (in particolare della DC):mise in atto programmi di nazionalizzazione delle principali industrie private,tassa sulle plusvalenze,sospese il pagamento del debito estero e non rispettò il credito dei potentati economici ecc.Cosa molto grave non rispettò che il Cile non poteva riconoscere Cuba poichè aveva aderito alla Organizzazione degli Stati Americani,invece Allende ospitò per molto tempo Castro e si avvicinò sempre più a lui.Tutto ciò spinse gli USA a considerare di salvaguardare giustamente i suoi interessi.La politica economica di Allende determinò una inflazione altissima.Allende sbagliò a preoccuparsi molto della parte politica,eccessivo spostamento a sinistra ignorando le esigenze delle persone i cui stipendi non consentivano una vita minima di sopravvivenza e il popolo scese per le strade seguendo la politica golpista di Pinochet.L.

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  46. Firmato anonimo18:42

    Voglio fare l'elogio del BILANCINO.
    Innanzitutto ritengo che anche voi comunistoni dobbiate riverire questo importante strumento di precisione, perchè è proprio con il bilancino che i vostri fornitori dosano la cannabis destinata poi a finire in fumo nei vostri capienti polmoni. (EHEHE SCHERZO! E' solo per vedere quanti Gigabytes di risposta mi dedicherà Candido, profondendosi in dati sui benefici effetti della predetta sostanza sulla salute umana).
    In secondo luogo, non credo che quelli di destra che fanno bilanciamenti e neutralizzazioni algebriche di dittature (e cadaveri ) vogliano semplicemente "cambiar discorso" e stemperare il cupo ed orrido colore del fascismo. O quantomeno non voglion fare SOLO questo. Vogliono anche evitare che il passato sia SORDIDAMENTE utilizzato dalla sinistra come strumento di selezione politica del presente. Di "eugenetica" politica del presente. Ché in effetti: se certamente lo storico non fa bene il suo lavoro, allorchè rinunci a studiare il fascismo sol perchè vi fu anche il comunismo; l'elettore, invece, non è AFFATTO un giudice equilibrato ed un attento conoscitore della politica italiana, se associa FINI a MUSSOLUNI, ma VELTRONI a... KENNEDY. I politici non studiano storia e non parlano agli storici, ma agli elettori.

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  47. @ anonimo
    perchè dovrebbe per forza inquadrare la mia posizione? Ha un'idea talmente preconcetta delle posizioni politiche che appena qualcuno non rientra nei suoi schemi le crolla il castello di carte. Anch'io per la verità ho un'idea molto diversa del liberalismo, che non è il "facciamo come c... vogliamo e gli altri si arrangino" ma dovrebbe essere la quintessenza della tolleranza. Penso anche che il vero socialismo o comunismo non sia mai stato veramente applicato da nessuna parte. Basta leggere Marx per rendersene conto.
    Trovo tanta gente che si riempie la bocca di liberalismo e poi sputa veleno e finisce per difendere le più reazionarie posizioni di destra. Mah....
    Sul secondo commento, che il popolo cileno scese in piazza contro Allende, le dirò che a me risulta vi fossero scioperi organizzati di determinate categorie (un pò come i tassisti da noi)che non erano precisamente "il popolo". Prima del golpe, nel 1970 vi fu l'assassinio di un generale, René Schneider, che aveva cercato di opporvisi, eseguito con tecniche straordinariamente simili all'agguato di Via Fani. I mandanti del golpe si chiamavano ITT e Kissinger, gli interessi in gioco erano pesanti. No, perchè come dice lei sembra che Pinochet sia stato acclamato con un salvatore.

    @ andres
    Io mi sono sempre interessata alle vicende delle dittature sudamericane, fino dagli anni 70, quando le informazioni erano poche e non c'era Internet. Sono sempre rimasta sconvolta dai racconti delle torture e delle sparizioni. Non riesco a trovare nessuna minima giustificazione ad un regime, di qualunque colore, che vada a prendere degli esseri umani a casa di notte, li porti in una sala di tortura, ne faccia scempio e poi li getti da un aereo in mare aperto.
    Ho l'impressione che se uno soltanto dei tuoi amici o parenti avesse subito questa sorte il tuo giudizio sarebbe molto diverso. O mi sbaglio?

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  48. @ caro firmato cadorna (che forse non è anonimo, ma un altro anonimo?)

    casca male perchè parla con una che, nonostante abbia superato gli anta, non ha mai fatto uso di alcun tipo di stupefacente, mi spiace.
    Sulla sua giustificazione del bilancino, Kennedy, Veltroni e la supercazzola prematurata con scappellamento a destra, come fosse antani, mi scuso ma non ho afferrato il concetto. Sarà la stanchezza dopo una giornata di lavoro.

    RispondiElimina
  49. Anonimo20:41

    Gent.le Lameduck,
    la promessa di Allende di una marcia verso il "socialismo nelle libertà" ,ma attraverso la nazionalizzazione delle banche,la riforma agraria, l'espropriazione del capitale USA peroprietario delle miniere di rame, sommate a quanto ho scritto nel mio precedente post, suona come una sfida agli USA e il capitale straniero da cui la mobilitazione delle forze armate per ripristinare la situazione quo ante.Gli USA fanno precipitare il prezzo del rame e lo sciopero dei camionisti fanno precipitare il paese nel caos.Pinochet viene nominato capo di stato maggiore,Allende dichiara pubblicamente la propria fiducia a Pinochet.Poi le forze armate dichiareranno illegittimo il governo Allende con quel che seguirà.La morte del generale Schneider Chereau Renè non fu imputabile a Pinochet,poichè fu sequestrato e ferito dagli uomini del gen.R.Viaux e morì il 22/10/1970 perchè era contrario a bloccare la ratificazione di Allende.Pinochet è nominato nell'agosto del 1973 e -come ho detto-Allende dichiarò la propria fiducia a Pinochet.Per questi motivi non si ritenne che c'entrasse con l'uccisione di Schneider.Quanto sopra e il precedente post non certo per discolpare nessuno, ma per ricordare i fatti come si svolsero.L. Saluti

    RispondiElimina
  50. @ anonimo
    peccato che i famigliari di Schneider abbiano fatto causa a Kissinger e Nixon come complici nell'assassinio del loro congiunto. Evidentemente anche loro sono dei pericolosi comunisti.
    Certo che fu il generale taldeitali a comandare l'agguato, ma non confondiamo i mandanti con gli esecutori,dai. Se va in qualunque sito governativo americano troverà i documenti "declassified" che raccontano le trame della CIA in Sudamerica. Faccia una ricerca sulla "Scuola delle Americhe". Oppure mi spieghi perchè fu ucciso Monsignor Romero in El Salvador e come mai non è ancora stato santificato nonostante il martirio.
    Tanto per ricordare come andarono i fatti.

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  51. candido00:40

    @Lameduck
    Hai il gusto dell'orrido ;-)

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  52. Anonimo09:54

    Cara Lameduck,
    qualche post indietro (7.23 PM) mi rimproverava perchè inserivo nei commenti altri dittatori e fece dei sillogismi,parlò di bipartisan e di proiezione; chiudendo la sua prosa "...e non porta la discussione da nessuna parte".Nel suo commento (7.27 PM)sia pure inavvertitamente nella risposta a inserito sillogismi, bipartisan e altri argomenti (EL Salvador ad es.)che pochi post sopra mi rimproverava.
    So benissimo che gli USA sono sempre dietro le politiche del sud america, antille ecc.Non l'ho mai negato,anzi l'ho ammesso.Però bisogna anche capire e non colpire a testa bassa tutto quello che è a stelle e strisce.Debbono difendere i loro legittimi interessi,le loro proprietà.Espropriare senza indennizzi proprietà altrui porta a reazioni anche incontrollate,ma comprensibili.Se a lei togliessero la sua casa senza indennizzo alcuno,non credo che la prenderebbe bene e andrebbe tranquillamente a vivere sotto i ponti.Mons Romero interessa un altro stato (come dicevo sopra: bipartisan) e mi sembrò un pò fanatico.Mi restò impressa una sua frase "se mi uccidono RISORGERO' nel popolo" (come Gesù).Citerò a proposito la venuta del Romeo a Roma ed il papa Giovanni Paolo II,a differenza di Paolo VI,lo esortò a non opporsi al governo.Comunque la informo che non è stato fatto santo, ma ha avuto soltanto il titolo di "servo di Dio", per i suoi rapporti non buoni col Vaticano.Spero capirà che non ce l'ho con nessuno, ma amo solo la verità dei fatti così come è stata accertata.La saluto.L.

    RispondiElimina
  53. caro anonimo,
    a lei piace ciurlar nel manico e trovare il sofisma anche dove non è.
    Io ho elencato una serie di dittature di destra che possono essere tranquillamente accoppiate a quella di Pinochet, infatti fanno tutte capo all'Operazione Condor. Non si tratta di confronti.
    Alcune sue affermazioni gridano vendetta, tipo quella su Monsignor Romero, che sarebbe stato un "fanatico". Bene, le ricordo che quel "fanatico" che all'inizio del suo mandato come vescovo era considerato un conservatore spinto, fu scannato come una bestia sull'altare mentre diceva messa, dagli scherani di d'Aubuisson, allievo della "School of the Americas" e difensore degli "interessi americani". Io mi lamentavo proprio del fatto che non fosse ancora stato fatto santo (non finga di non capire), mentre ad esempio un personaggio discutibile come Escrivà de Balaguer è già santo. Da anni il processo di canonizzazione di Romero è fermo inspiegabilmente. Che il Papa lo avesse esortato a non mettersi contro il governo salvadoregno non mi meraviglia.
    Sul fatto che gli americani nel senso del governo, (perchè il popolo americano è tutta un'altra cosa) difendano le loro "proprietà", questo è incredibile. Ma sono o non sono paesi sovrani quelli sudamericani? La sua visione è ipercoloniale.
    Anche a me piace la verità.

    RispondiElimina
  54. Anonimo19:28

    Gent.ma Lameduck,
    per quanto attiene mons.Romero ho detto dei suoi rapporti col Vaticano e che io molto modestamente, a differenza di chi mi legge, rispetto ciò che ha fatto e fa la Chiesa nel suo ambito.Non mi permetto di dare lezioni anche al papa.Sarebbe il colmo, mi considererei una specie di padreeterno.Certamente mi sentirei un cretino,borioso e presuntuoso.Per quanto riguarda le proprietà non ho fatto nessun favoritismo perchè c'erano di mezzo gli USA.Infatti le ho fatto l'esempio della sua casa a cui si è ben guardata di rispondere,perchè non è degli USA,altrimenti....I comunisti purtroppo danno solo risposte che gli convengono e ignorano le altre.Io ho parlato delle proprietà (che vuol dire:diritto di disporre liberamente della propria cosa).E' tipico dei regimi di sinistra prendersele senza indugi o altro,mi ricorda le spese proletarie di infausta memoria (sarebbero furti).Le ricordo anche le proprietà degli italiani in Dalmazia,le loro proprietà( acquistate e avviate attività commerciali),ma furono confiscate senza alcun risarcimento dal democraticissimo tito,lo stesso fece il leader maximo,seguendo tutti l'esempio della madre Russia bolscevica.Non c'è da meravigliarsi,i comunisti vogliono prendere tutto per sè e se lo spartiscono fra di loro.E' storia vecchia.Vorrei fare presente che NON sono di destra, ma liberale che è un'altra cosa.Pensavo che, dai miei scritti, lo avesse capito anche prima di dichiararmi tale.L.

    RispondiElimina
  55. forse sbaglio, ma mi pare che anche Libero abbia scritto una specie di apologia del personaggio...

    ehi, vedo che hai riscosso un discreto successo con questo post ghgh ;-))

    RispondiElimina
  56. Anonimo22:37

    cosa ha fatto LIBERO ??

    RispondiElimina
  57. Anonimo23:55

    se mi uccidono risorgerò nel popolo salvadoregno"
    --------------------------------------------------------------------------------

    Mons. Oscar A. Romero


    Pagina di Mons. Romero, in castigliano,
    su Servicios Koinonia

    mi perdoni se ritorno su di un argomento già discusso, ma poichè lei ha ritenuto che le mie affermazioni "gridano vendetta" allora mi corre l'obbligo di copiare e incollare un frammento che ho trovato poco fa e che riporta testualmente quanto avevo ricordato nel mio precedente post.Giusto per la veridicità dei miei commenti.La prego di non tranciare giudizi affrettati su di me se non conosce bene la materia di cui si sta parlando.Saluti.L.

    RispondiElimina
  58. candido00:33

    @lameduck
    ma dai, non dare spago a quel cretino, non c'è proprio niente da tirar fuori.

    RispondiElimina
  59. piena solidarietà a lameduck

    RispondiElimina
  60. Anonimo13:21

    Non so se un ignorante che si fa chiamare candido (è tutto chiaro nel nick che ha scelto) si riferisse ai miei commenti, ma è talmente cretino e privo di crattere che non ha nemmeno il coraggio di dire chiaramente a chi si rivolge.E' proprio un candido.L.

    RispondiElimina
  61. @ anonimo L.
    lei si scandalizza per la frase (bellissima) di Monsignor Romero, io mi scandalizzo che ci si scandalizzi di quella frase.
    Per fortuna non tutti i liberali la pensano come lei. Se non è di destra è una buona imitazione.

    RispondiElimina
  62. candido15:50

    @Lameduck
    non ti fare ingannare dalle apparenze: è davvero così cretino come sembra

    RispondiElimina
  63. Anonimo23:09

    Prima dice che "alcune sue (rivolto a me)affermazioni gridano vendetta, tipo quella su Monsignor Romero, che sarebbe stato un fanatico.Ora mi dice che "lei si scandalizza per la frase (bellissima) di Monsignor Romero, io mi scandalizzo che ci si scandalizzi di quella frase" .Bellissimo giro di parole per esprimere un concetto contraddittorio.Io non mi sono scandalizzato ho solo detto che l'arcivescovo ha detto una frase che non fa onore ad un uomo di chiesa:cioè la modestia.Per non essere tacciato di falsità ho copiato esattamente le sue contraddittorie frasi.Non credevo che una comunista verace che io, a differenza di altri, ho trattato sempre con rispetto,avesse bisogno di rinforzi per difendere le sue posizioni (mi referisco a quel tipo che è proprio un "candido").Evidentemente non si sente più sicura di farcela da sola.Succede.Saluti a lei e a "candido".Comunque il suo blog è stato molto interessante e seguito,peccato alcune sbavature con leggera caduta di tono.L.

    RispondiElimina
  64. Anonimo00:31

    Gent.le Lameduck
    dimenticavo di rispondere alla seconda parte del suo post: insiste a mettermi a destra, tipico comportamento comuinista o di sinistra o di destra ,altri punti di vista non li conoscete perchè ignorate il secolo dei lumi che ha dato dignità all'uomo e i comunisti cercano di toglierla.L.

    RispondiElimina
  65. Bene, uno è andato. Ma gli altri? Tutti i suoi complici? Tutti quelli che hanno eseguito torture a non finire, ammazzato gente innocente, bambini? Liberi come l'aria, naturalmente! E i bastardi revisionisti falsificatori della storia gongolano e sono all'opera per cambiare le carte in tavola...

    RispondiElimina
  66. candido12:26

    @Lameduck
    no, è più cretino

    RispondiElimina
  67. Anonimo12:40

    @ candid
    cerca di non essere troppo monotono con gli epiteti ingiuriosi,stai rovinando il blog della tua compagna.Trova altri appellativi:stupido,deficiente,imbecille,idiota ecc,poi basta che ti guardi dentro non è difficile trovare quello giusto.L.

    RispondiElimina
  68. candido12:52

    @Lameduck
    Chissà quanti mostri dentro le persone per bene! Tutta la brava gente che affollava le adunate fasciste e poi si dichiarò libertaria, cristiana, tollerante per ricostruire a propria immagine le rovine che aveva lasciato! Il tizio anonimo mi sembra un vecchio mediocre nel corpo e nella mente; mediocre cultura, mediocre coscienza, mediocre vita (è questo che gli fa più male) convissuta col fantasma di essere inutile a sé ed agli altri; mediocre nella capacità di amare e odiare giacché troppe volte abbassa la schiena ai padroni che gli dicono cosa deve fare e può pensare: chissà quanto odia sé stesso e come vorrebbe rivolgere il suo disprezzo invece agli altri! Se per un fallito il fallimento generale è un conforto, sarà felice che la sua società non gli sopravviva.
    Invece mi sembra notevole, ed invito tutti a fare questa riflessione, che ci sia un tale boom di revisionismo. Che si fa?

    RispondiElimina
  69. Anonimo17:03

    @ candid:
    ho letto la tua autobiografia e ritengo che tu non possa stare molto allegro.Hai sintomi preoccupanti, come reiterazione di idee e insalata di parole.Hai problemi alla sfera psichica del raziocinio e dell'affettività.I tuoi concetti sono il prodotto dell'astrazione che consiste nel cogliere attributi comuni da elementi disparati.Hai ottusità affettiva ed ebefrenia.Riposati e fatti perescrivere una robusta cura ricostituente e cerca di distrarti il più possibile, ne hai bisogno.Credimi, conosco quello che scrivo, ti ho dato un consiglio professionale.Seguilo.

    RispondiElimina
  70. Anonimo17:26

    ach... chi ha tirato una scorreggia?

    RispondiElimina
  71. candido17:45

    @lameduck
    Gli lasciamo l'ultima parola? E' patetico,ma fa un po' troppo schifo. Non ha bisogno di anonimato: prova a dirglielo tu che hai pazienza, che le puzze dalla bocca le fa lui soltanto...
    :-D

    RispondiElimina
  72. candido20:40

    mi torna in mente
    "Preghiera delle madri" di Pasolini
    su Rete trovate il file della bella lettura di Gasman

    RispondiElimina
  73. @ anonimo
    il mio terapeuta mi diceva sempre di guardarmi dai pazzi lucidi, che sono i peggiori e che spesso si nascondono tra gli psichiatri. Se vuole un vero consiglio, anche questo professionale, usi meno la parte razionale del cervello e si lasci andare ai flussi che provengono dal cervello emotivo, dall'amigdala in giù. E' la parte che confina più nettamente con il cuore.

    @ candido
    revisionismo? io lo chiamerei più banalmente revanchismo. Ora che c'è stato gran movimento alle dogane credono di potersi dare un incipriata al naso e presentarsi puri come vergini. Dentro hanno rimasto il rancore di averle buscate dalla Storia. Mi dispiace solo che i poveri LUMI siano tirati in ballo a sproposito. Più che lumi siamo solo a delle misere candeline.

    RispondiElimina

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