domenica 30 novembre 2008

Malnat. Ovvero: studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione padana

Il vicesindaco di Castel Goffredo, nebbioso paesino di 11 mila anime padane e di razza caucasica, in provincia di Mantova, è rimasto traumatizzato da un recente viaggio negli Stati Uniti d'America e, come un novello Borat, ci istruisce, nel suo apprezzabile italiano, sui deprecabili costumi degli indigeni americani.
«Quando sono tornato a casa dagli Stati Uniti ho baciato la mia terra padana e sempre più capisco che sono nel giusto quando difendo il nostro diritto a non essere invaso da tutti. Per quale motivo dico questo: perché sono stato a Washington, ma io che non amo la multirazzialità lì ci saranno molte persone di colore, ma a livelli secondo me del 60-70% e tutti piuttosto deformati anche.
Non ci sono belle persone. C'è una cultura un po' del mangiar male, non c'è una cultura del cibo e comunque si è visto che la predominanza ormai è di colore. Così a Washington e così a Philadelphia. A New York bisogna vedere dove vai. A Manhattan c'è di tutto, anche belle persone, però se ti sposti a Harlem sono tutti neri».
Poi ha accusato la gente di colore di essere razzista: «Il caso Obama insegna: se c'è un nero candidato, i neri lo votano compatti. Non come i bianchi che si dividono.
Sono i neri i veri razzisti che arriveranno a comandare in Italia». (da La Gazzetta di Mantova)
Prima di mandarlo all'estero sarebbe stato consigliabile un periodo di decompressione almeno in un capoluogo di provincia.

Foto di Robert Mapplethorpe. (Effettivamente, guardando bene, si nota una certa deformità del soggetto.)




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sabato 29 novembre 2008

Ultimo governo cannibale

Questo non è un governo, è un mondo-governo. E' a livello di quei filmacci finto documentaristici senza vergogna degli anni sessanta-settanta che giocavano ambiguamente sul dubbio "è ammazzatina vera o non è vera?" e che poi hanno ispirato il filone cannibalesco dove si impalavano le indigene, si sparava ai porcellini e si scannavano le tartarughe.
In piena orgia mondo, negli ultimi tempi il governo ha emanato alcune cosette interessanti, mai osate prima d'ora.

Mondo Sky - In questo orripilante capolavoro del cinema verità, censurato in più di 80 paesi, vedrete un abbonato di Sky ricevere la notizia dell'aumento del 10% del suo abbonamento a causa dell'incremento dal 10 al 20% dell'imponibile IVA deciso dal governo ai danni della paytv. In una delle scene più impressionanti vedrete l'abbonato autoimpalarsi sul pennone che regge la parabola satellitare. Con la partecipazione straordinaria di Luca Barbareschi nei panni dell'amministratore condominiale che pietosamente gli spara il colpo di grazia.

Sandropophagus - Non crederete ai vostri occhi, rimarrete paralizzati dall'orrore! Un ex dirigente di McDonald's Italia che, nascosto in un Museo fiorentino, costringe i visitatori a cibarsi di immondi reperti archeologici e poi ne fa polpette che dà da mangiare ad ignari turisti americani. Rimarrete disgustati dagli abissi di necrofagia ideati dalla mente perversa del mostro degli Uffizi e del suo creatore, Sandropophagus. Piccolo cameo di Luca Barbareschi, nel ruolo di un turista americano che, fuori di testa, si mette a sparare al Porcellino.

Mondo Bondi - "Viviamo insieme / questa irripetibile esperienza / con passione politica / autentica / con animo casto / e con la sorpresa dell'amicizia. Ci mancheranno / quando verrà il tempo nuovo / e ci rispecchieremo finalmente / l'uno nell'altro... La mia fede / è la tenerezza dei tuoi sguardi. La tua fede / è nelle parole che cerco." (Poesia di Sandro Bondi, dedicata al vice Fabrizio Cicchitto nel giorno del suo compleanno)

Non fatevi suggestionare dall'inizio bucolico-arcadico e dalla musica di Riz Ortolani che scorre sui poetici titoli di testa. Il casto vate di Fivizzano ritorna novello Virgilio a guidarvi negli abissi del vizio e della perversione più estremi. Vedrete lo scatenato censore contro la trombata vera e non ipocritamente simulata, irrompere sui set porno brandendo un paio di commercialisti accuminati e, sul rogo alimentato da una strega (si dice) bruciata veramente, dare alle fiamme la filmografia completa di John Holmes, Vanessa del Rio e "Ultimo Tango a Parigi".
In questo capolavoro maledetto, Luca Barbareschi interpreta il frate domenicano che passa al vate il tubo di napalm nel fiammeggiante finale.

Voi direte: "stai scherzando". No, la mazzata ai clienti Sky, il manager delle polpette ai Beni Culturali e la pornotax sulle scopate autentiche in 35 mm. sono orrori veri. Altro che sangue finto.

Scene tagliate: il testo integrale e senza censura del decreto sulla pornotax:
Art. 31.
IVA servizi televisivi

3. L'addizionale di cui all'articolo 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, si applica a decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, anche al reddito proporzionalmente corrispondente all'ammontare dei ricavi e dei compensi alla quota di ricavi derivanti dalla trasmissione di programmi televisivi del medesimo contenuto. Nel citato comma il terzo periodo è così sostituito: «Ai fini del presente comma, per materiale pornografico si intendono i giornali quotidiani o periodici, con i relativi supporti integrativi, e ogni opera teatrale, letteraria, cinematografica, audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico, in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti, come determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.»


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venerdì 28 novembre 2008

Chieder soldi a mamma morta

Sentite questa perchè, come si dice dalle mie parti "ha i maroni", è troppo grossa. Mi meraviglierei se ci fosse ancora qualche signore su nel cielo stasera, perchè oggi li ho tirati giù tutti, come un Germano Mosconi in grande spolvero.

Ricevo oggi una raccomandata dall'INPS che mi intima, in quanto legittima erede di mia madre, titolare di pensione sociale numero ecc. ecc. di pagare, entro 30 giorni dal ricevimento della presente, la somma di € 690,00.
Il motivo? "A titolo di restituzione di somme non spettanti risalenti all'anno 2002, a causa di ricalcolo maggiorazione sociale per limiti di reddito".

Cioè, a mia madre nel corso del 2002 dettero qualche euro in più di aumento di pensione ma siccome oggi si sono accorti che non le spettavano e lei è scomparsa nel 2007, per cortesia che gli eredi se ne facciano carico.

Ieri si parlava di quella famosa maggiorazione delle pensioni sotto i 500 euro, le "pensioni ad un milione al mese" millantate e stambureggiate su tutte le piazze d'Italia dal nano di plastica qualche anno fa, mi pare proprio nel 2002.
Noi non facemmo domanda perchè i miei genitori non rientravano per poco nel limite di reddito complessivo famigliare ma mi pare di ricordare che a mia madre arrivò comunque, qualche mese dopo e non richiesto, un minimo aumento di pensione sociale.
Non sarà mica quello che rivogliono indietro?

Fatto salvo che mi rivolgerò al sindacato per avere lumi a riguardo della richiesta dell'INPS, mi piacerebbe sapere a quanti sono arrivate lettere di questo tipo. Non dovevano piuttosto restituirci da anni il famoso fiscal drag, a noi dipendenti e pensionati? Che fine ha fatto la lotta all'evasione fiscale, che dovrebbe impedire ad un ente pensionistico di andare a chiedere soldi ai morti o ai loro eredi, senza provare la minima vergogna?

Come dicevo prima, dall'indignazione ho battuto il record mondiale di bestemmia aggravata e continuata.
Per colmo di sventura, mi è toccato inoltre ascoltare il nano per tv dire agli italiani, con la faccia che tiene, che non devono posticipare l'acquisto della nuova macchina "perchè c'è la crisi", ma devono spendere, spendere, spendere senza paura.
Ecco, se mi toccherà pagare veramente l'estorsione ai danni della buonanima della mia mamma, tra trenta giorni, proprio sotto Natale, mi sarò già fottuta la tredicesima, dio berlusconi.

C'è una splendida maledizione ebraica che dice: "Che possano cadervi tutti i denti, tranne uno. Per il mal di denti".
Voglio e posso fare di meglio e la dedico a Lorsignori, cioè a coloro che devono raccattare soldi per salvare le banche, gli sfruttatori, gli speculatori, i furbetti dell'Alitalia, insomma i loro amici; a chi dice "vorrei farvi diventare tutti miliardari come me ma, che sfiga, non avete abbastanza soldi da darmi" e anche e soprattutto a chi li ha votati e ancora oggi dice che "Berlusconi ha aumentato le pensioni.

"Che possiate trasformarvi in enormi buchi di culo, che possiate essere tormentati da emorroidi interne ed esterne, erisipela, ragadi e fistole anali e, una volta sul punto di scoppiare, che possiate essere invasi e sodomizzati da una razza aliena di cazzi giganti".


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mercoledì 26 novembre 2008

Se potessi avere 40 euro al mese

"Non è un intervento caritatevole, i bisognosi esistono e vanno considerati". (Giulio Tremonti)

Ho un dubbio. Ho paura che anche stavolta, con la meravigliosa iniziativa della Social Card, varata dal nostro amato governo, sentiremo un pizzicorino inequivocabile dalle parti del fondoschiena.

In una precedente versione del governo Berlusconi, non ricordo se la 2.0 o la 3.0, tra le promesse elettorali da marinaio vi fu quella di aumentare le pensioni minime a 500 euro mensili.
Fu detto proprio così generalizzando. Molti ci cascarono e credettero che a tutti, automaticamente, sarebbe arrivato a casa l'aumento. Da come aveva detto Berlusconi doveva essere così.
Invece i pensionati scoprirono, una volta informatisi al patronato, che 1) la cosa non era automatica ma bisognava presentare la relativa domanda; 2) non tutti i pensionati al minimo ne avevano diritto ma solo coloro che non superavano i 7.069,27 euro annui di reddito e avevano più di settant'anni. Attenzione, se il pensionato richiedente conviveva con il coniuge, il reddito era da considerarsi cumulativo e non doveva superare gli 11.943,88 euro. Se uno dei due avesse anche avuto diritto all'aumento, cumulando reddito con il coniuge avrebbe potuto superare facilmente il limite del reddito familiare complessivo.
Non solo, ma per presentare domanda di aumento era necessario compilare la dichiarazione ISEE che normalmente ti chiede se possiedi immobili, quanti soldi hai in banca tra conto corrente e titoli, quanto percepisci di reddito da lavoro o da pensione e quanti peli hai nelle orecchie (mi sono contenuta).

E' per queste clausole scritte in piccolo sul contratto con gli italiani che, di 4.000.000 di pensionati con meno di 500 euro al mese, solo 1.800.000 alla fine hanno ottenuto il famoso aumento.
Per ironia della sorte, chi ha veramente aumentato le pensioni e senza considerare il reddito da abitazione e cumulativo ma solo quello individuale è stato il governo Prodi nel 2007, il tanto vituperato dai berlusconidi. E' parimenti stato il governo Prodi a firmare il decreto per l'apertura delle discariche che hanno permesso poi al nano di far bella figura ripulendo il centro di Napoli, ma lasciamo perdere.

Tornando a questa Social Card, come ci spiegano i giornali, essa consisterà in una tessera tipo bancomat o mastercard ma non a credito illimitato come quella della signora Beckham, eh si, ciccia!, ma ricaricata con ben quaranta euro al mese.
Ricordate quando dicevo che i cento euro che alla zia ricca servono solo per la messa in piega a noi dovrebbero bastare un mese? E' la stessa mentalità. Sono poveri? Diamogli una miseria, se no che poveri sono? Tanto loro si accontentano di poco. Una tazza di latte tiepido e una brioscina.

Quaranta euro al mese. Nemmeno il buon gusto di darne 51,65 che, psicologicamente, sarebbero state le vecchie centomila lire.
Si, però avrai anche lo sconto del 5% in alcuni supermercati. La tessera è anonima, non è umiliante, si schermiscono i genialoidi che l'hanno inventata ma immagino che dovrai esibirla alla cassa per ottenere lo sconto. Quindi?
Anche per la Pover Card è necessaria la dichiarazione ISEE che, si badi bene, è il classico strumento di un Fisco che fa le pulci ai poveri invece di farle ai ricchi. Vuoi risparmiare il canone Telecom? Presenta l'ISEE, ovvero il certificato di povertà. Questa volta, invece del certificato o della tessera annonaria ci danno una finta carta di credito, che però alla cassa ti farà sentire quasi come la signora Beckham che fa acquisti in Montenapo.

Come noi da bambini che mettevamo la molletta con la carta da gioco tra i raggi della bicicletta per far finta di avere la moto.

Ah, una preghiera: potrebbero Berlusconi e gli esponenti del suo governo non usare le parole bisognosi e meno fortunati ma chiamarli più correttamente poveri? No, perchè ci dà sui nervi, grazie.


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martedì 25 novembre 2008

L'Isola degli Ambrogini

Un paio di anni fa, proprio d'autunno, vi fu il famoso episodio della cacciata di Vladimir Luxuria dal bagno delle donne parlamentari da parte di un paio di donne cazzute di destra, la compianta (nel senso che non sappiamo che fine abbia fatto la sua sfolgorante carriera politica) Elisabetta Gardini e la ministra ombra di sé stessa (dato che non ne sentiamo mai parlare), la ggiovane Giorgia Meloni.
Nel post di allora scrissi che in quel frangente si era capito chi fosse la vera signora della situazione e che Vladi signora lo nacque, modestamente.

Commentando la sua vittoria nel reality show dell'Isola dei Famosi, penso si sia ancora una volta intuita la sottile differenza che passa tra una figa e una Donna.
Quella che sbandierava con orgoglio il fatto di essere nata per puro caso con una fessura placcata in oro 18 carati rinfacciando all'altra di non essere altrettando naturalmente figadotata, gne gne gne, se ne torna dal fidanzato calciatore con le pive nel sacco. Siamo certi che sopravviverà.
Chissà perchè noi donne dobbiamo sempre farci riconoscere.

Intendiamoci, era scontato che Vladi Luxuria vincesse l'Isola e la cosa non ha il significato totalmente positivo che gli si attribuisce.

Faccio una dotta premessa. I reality show sono la filiazione spettacolare ed edulcorata degli atroci esperimenti praticati dagli psicologi sperimentali, tipo lo Stanford Prison Experiment di Zimbardo. Si mettono delle persone in condizioni estreme di coabitazione coatta e deprivazione per vedere di nascosto l'effetto che fa. Gli si offre l'opportunità di dare delle scariche elettriche (per finta ma loro non lo sanno) a delle comparse, come nell'Esperimento Milgram e ci si meraviglia se girano la manopola dei volt al massimo.
La cosa è studiata nei minimi dettagli anche se poi, durante l'esperimento, la reazione delle cavie è abbastanza spontanea. La fame, la rabbia, la tristezza o la gioia, l'aggressività sono sempre emozioni sinceramente vissute.

L'Isola, la Talpa, la Fattoria, il Grande Fratello, sono tutte varianti dell'esperimento, che è poi lo stesso che si fa con i topi da laboratorio, solo che i topi hanno il permesso di scannarsi a vicenda a morsi.
E' un gioco di ruolo, assolutamente studiato a tavolino dove ogni anno viene premiato un archetipo di personaggio nel quale il pubblico tende ad identificarsi. Generalmente scelto tra i tradizionali perdenti, l'archetipo viene fatto trionfare, così da dare ai suoi simili dall'altra parte dello schermo l'illusione di un riscatto: l'orfana, la mamma nubile, il disoccupato, la coatta, l'ex soubrette che ha avuto tante disgrazie, l'omosessuale, la puttana redenta, il guarito miracoloso. Quest'anno hanno pensato che "il trans" potesse essere una scelta vincente.

E' per questo motivo che mi pare esagerato pensare che la vittoria nel reality show da parte di Vladi Luxuria sia anche una vittoria del movimento GLBTQ. Per non parlare, come ho letto oggi non senza un certo imbarazzo per l' eccesso di ingenuità, di una rivincita della sinistra radicale.
Per considerare questo l'inzio della fine di un secolare pregiudizio nei confronti delle persone GLBTQ dovremmo presupporre che il gioco non è taroccato, il televoto è autentico e gli italiani sono meno stronzamente omofobi di quanto si creda.
Purtroppo non è così. Vladi si è prestato ad un gioco e anche se sicuramente molte persone, guardandolo arrabattarsi sull'Isola, si sono rese conto che le persone GLBTQ non mordono, soffrono e respirano come gli altri e ci si può sinceramente affezionare a loro dimenticando il pregiudizio, la strada da percorrere è ancora lunga.

Non so se siete d'accordo con me ma in Italia non è importante se una persona transgender vince un reality show ma se riesce a vincere un concorso alle Poste per lavorare allo sportello e ad ottenere un impiego al front desk di un'azienda piuttosto che un posto da manicure in un salone da parrucchiere. Noi figamunite naturali facciamo ancora fatica a farci accettare nel mondo del lavoro. Per le persone transgender è addirittura impossibile.

I premi poi lasciano il tempo che trovano. Ad esempio i milanesi non vogliono dare l'Ambrogino d'Oro alla memoria di Enzo Biagi perchè sarebbe "troppo"? Se lo tengano. Anzi, penso sappiano anche dove possono metterselo.


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lunedì 24 novembre 2008

Addaveni' Moana

Per noi che abbiamo vissuto l'era A.B. (avanti Berlusconi) e ricordiamo un mondo dove la politica non era solo avanspettacolo e peep-show di quart'ordine ma qualche volta ci donava una bella commedia, un dramma o addirittura un'eschiliana tragedia, è inevitabile fare confronti tra gli attori di allora e quelli attuali.

Non sto dicendo, come è tipico dei vecchi, che allora fossero tutte rose e garofani: anzi, con quello che ci sono costati i garofani, sentiamo ancora male dalle parti del portafoglio.
Oggi Lui dice che Mani Pulite ha interrotto il flusso del progresso e c'è da capirlo.
Non si può dire che non sia riconoscente verso i suoi antichi mentori. Fu grazie all'intenso profumo del garofano rosso che Silvio consolidò il suo monopolio mediatico. Chissà senza Mani Pulite e Tonino dove sarebbe arrivato. Grande Impresario Unico dell'Universo e pure di quelli paralleli e tangenti?

Non è pura nostalgia del passato. Ho l'impressione che gli attori politici di allora, anche quando erano piuttosto improbabili come candidati mantenessero una freschezza e dignità che oggi appare scomparsa. Mi riferisco soprattutto alle attrici.

Una delle cose che più mi fa rabbia dei berlusconidi che ci hanno colonizzato moltiplicando i loro baccelloni, è l'idea che hanno della donna in politica. Se avete modo di discutere con loro dell'argomento, appena sentirete il suono della monetina che cade nel distributore automatico di banalità, partiranno con il dire che le donne di sinistra sono racchie mentre quelle di destra, le loro, sono "belle e intelligenti".

La destra, soprattutto quella berlusconide, ha un'idea puramente decorativa della donna. O meglio, apprezza le qualità intellettuali ma solo ed esclusivamente se si accompagnano alla gnoccaggine e se si mantengono entro i limiti di una laureetta in lettere o giurisprudenza e a qualche diplomino di belle arti o conservatorio. Una laurea in astronomia o un Nobel per la medicina cominciano ad essere difetti parecchio fastidiosi e infatti, se gratti, è capace che le astronome e le scienziate siano pure di sinistra.
Insomma, una donna ha voglia a dirsi di destra e dormire con la biografia della Thatcher (che pure era racchia come solo un'inglese racchia sa essere) sotto il cuscino ma, se non ha la sesta naturale, all'uomo di destra sorge il dubbio che possa essere di sinistra o astronoma e gli si ammoscia.

Semplicemente le politiche che non considerano il tacco stiletto e l'autoreggente come strumenti essenziali di dialettica, non riescono a rassicurare abbastanza gli uomini di destra della loro eterosessualità.
Gli ultimi spiacevoli accadimenti in terra austriaca hanno dimostrato che il binomio destra-omosessualità è una spina nel fianco di tanti nerboruti ubermenschen frocionazisti tendenti ad eccitarsi più con l'afrore degli spogliatoi di rugby che con lo Chanel N°5 .
Ecco quindi spiegato il dileggio nei confronti della sinistra che candida Luxuria e l'elogio della giarrettiera e delle camicette nere della rivoluzione, addirittura elette ministre senza portafoglio e forse senza mutande.

Il concetto di ministra più decorativa che adatta all'incarico, tipico degli ultimi governi berlusconiani, assomiglia molto a quello della Bond girl cinematografica. Anzi, in questo caso la chiameremo , in omaggio al vate di Fivizzano, Bondi girl.
La Bond Girl, nei film di 007 ha una sola funzione. Rassicurare Bond della sua eterosessualità, scoparci senza preservativo e senza il ricatto dell'anello di fidanzamento e scosciare a comando in un paio di scene.

Le nostre Bondi girl, quando parlano, tendono a perdere molto del loro fascino. Il guaio è che, per paura che non vengano abbastanza belle, a volte si risparmia sull'intelligenza.
Tentano perfino di rubare la scena a 007, sparandole più grosse di lui e riuscendo a venire giù dal pero senza farsi un graffio.
Come quando la camicetta nera Carfagna, tutta eccitata, annuncia dalla Bignardi in TV che i trafficanti di prostitute stanno già lasciando l'Italia, come i topi in fuga dal Titanic, spaventati dal suo decreto antimignotte.
Eppure basta leggere una qualunque rubrica di annunci A.A.A. su serissimi quotidiani e si resta travolti dalle "novità assolute, appena arrivate, dolcissime brasiliane settima naturale, dotatissime, senza fretta e amanti del secondo canale, ambiente riservato". Forse la chiave è proprio l'ambiente riservato.
La prostituta è ormai un rifiuto speciale che inquina e ci vogliono discariche e siti di stockaggio appositi, lontano da occhi indiscreti.
Si manda poi a combatterle una che ha con la prostituzione lo stesso atteggiamento aggressivo-ossessivo-censorio che ha Ratzinger nei confronti dell'omosessualità.

Non lo so. A me queste Bondi girl finto-serie, con il look da "segretaria di giorno, maiala di notte" e l'espressione da "io non faccio certe cose" con l'occhietto sgranato, fanno rimpiangere tanto i tempi di Moana candidata sindaco di Roma per il Partito dell'Amore, 1992. Una strafiga cosmica con un'intelligenza da astronoma. E soprattutto sincera.



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domenica 23 novembre 2008

Una settimana da Berlusconi

Si, è proprio come in quel filmetto con Morgan Freeman. Jim Carrey incontra Dio, un Dio abbronzato ma pur sempre un Dio, che per una settimana gli cede i suoi soprannaturali poteri.
Voglio far finta, per una settimana, di avere i poteri di Berlusconi, che in Italia è come dire Dio. Un Dio minore nel senso dell'altezza ma pur sempre un Dio.

Lunedì lo dedicherò prima di tutto alla cura della mia immagine. Obiettivo: cercare di accaparrarmi tutti i megafoni della propaganda per gridare al mondo quanto sono bello e buono e gli altri brutti e cattivi.
Fatto. Non è stato difficile, era già quasi tutto mio, a parte qualche programma con i conduttori di sinistra. Ho pianto tutto il giorno dicendo che mi prendono per il culo e gli italiani ci sono cascati. Non sopportano che mi si odi.

Martedì - Mi dedico corpo a corpo alle mie spensierate alleanze internazionali.
Come sono simpatico. Sono amico di tutti: dei Russi, degli Americani, con le tedesche ci so fare meglio dei bagnini di Riccione. Gli italiani sono convinti che sia un grande statista internazionale. I miei colleghi stranieri no, devo lavorare ancora molto su questo. Chissà perchè gli stranieri sembrano conoscermi meglio degli italiani. Dev'essere a causa di quello che mangiano.

Mercoledì - Ho lavorato tutto il giorno alla risoluzione del problema dei rifiuti e sono stanchissimo. Alla fine ho trovato che il modo più semplice era pulire il centro e lasciare sporca la periferia, tanto i redattori locali mi manderanno delle immagini di Napoli centro pulita e sembrerà diventato tutto lustro con una sola passata, come negli spot dei detersivi. Il Cillit Bang mi fa una pippa. E poi io arrivo presto, finisco presto e di solito non pulisco l'interland.

Giovedì - Ho provato una nuova formula ma Forza Italia mi si è sciolta in dieci minuti. Eppure non mi sembrava di aver messo troppo acido.

Venerdì - E' qualche giorno che non consulto i sondaggi, non ce la faccio più. L'ultimo è entusiasmante, mi dà amato dal 120% degli italiani. Li ho simpaticamente redarguiti. "Ragazzi, va bene esagerare, ma così è troppo!"

Sabato - Quel Di Pietro mi fa impazzire. Con Veltroni è stato facile, con D'Alema ci si può sempre aggiustare ma con Tonino non c'è niente da fare, mi inquina più delle puttane per strada, anche quello che ho ripulito con tanta fatica mercoledì. Con lui i miei superpoteri scemano. E' la mia criptonite. Piangerò ancora un po'. Gli italiani non sopportano che i giudici mi indaghino.

Domenica - Mi tocca lavorare anche di domenica. Devo scegliere i candidati per le elezioni regionali. Sono indeciso tra Naomi Campbell e Claudia Schiffer. Una è abbronzata, l'altra tedesca, perfette. E poi le ho scelte perchè sono intelligenti.

P.S.
Se vi chiedete perchè ho messo Viggo Mortensen in questo post vi rispondo che è a causa del solito motivo: meglio un bellone che un nano. E poi lo troverei un candidato ideale per un partito democratico serio. Non perchè ha di queste idee:
«Il nazismo in Germania, la dittature dei generali in Brasile e Argentina, gli otto anni di Bush in America, e Berlusconi in Italia: sono tutte facce della stessa medaglia, il potere senza freni, che per sopravvivere divide et impera, sfruttando paura e paranoia del popolo».
Naturalmente l'ho scelto perchè è bello.


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sabato 22 novembre 2008

Meglio l'incubo della realtà

Questa notte è ricomparso uno dei miei greatest hits onirici ricorrenti, il più angoscioso e de paura, quello che ogni volta riesce a svegliarmi con il cuore in gola e a rendermi difficile in seguito il riaddormentamento.

Ogni tanto sogno che dalle finestre, di notte, osservo dei dischi volanti svolazzare con intenti per nulla amichevoli attorno alla mia casa. Questa notte, in aggiunta, il sogno è cominciato con la visione, sempre fuori dalla finestra, di due specie di funghi atomici fatti di una polvere nerissima che piano piano ha oscurato il cielo. Poi sono arrivati i dischi e il sogno è proseguito secondo il solito copione.

Voi direte, sei psicologa, ti fai prendere in giro da uno stupido sogno? Dato che l'incubo si svolge nella mia casa d'infanzia, a Genova, devo presumere che si tratti del riemergere di antiche angoscie di aggressione. Tuttavia, l'ambientazione ricca di archetipi tipicamente anni 60 lo rende, a mio parere, piuttosto interessante anche come indicatore del potere dell'inconscio collettivo.

Ogni sogno è fatto di contenuti inconsci personali (angoscie, fobie, ricordi), di residuati delle elaborazioni cognitive della giornata o giornate precedenti, di una bella mappata di contenuti mitici, simbolici e archetipici provenienti dalla nostra ricchissima Neuropedia e forse di qualche elemento di premonizione.

Oggi, guarda caso, è il 22 novembre, anniversario dell'assassinio di JFK a Dallas. Quando hanno eletto Obama si sono rievocati gli anni sessanta, di JFK appunto, della guerra fredda e della minaccia atomica; l'altra sera ho rivisto Taken, serie piuttosto intrigante sugli UFO e i rapimenti alieni, ma i funghi atomici che c'entrano?

L'effetto spiacevole del sogno è durato tutta la mattina, almeno fino a quando non ho letto della richiesta da parte di un presidente emerito della Corte Costituzionale di un decreto legge del governo che impedisca il distacco del sondino di Eluana. L'incubo di una vita vegetativa imposta per legge. Anzi no, da un ukase del nano.

Poi ho letto il resoconto dell'intervista alla Carfagna fatta dalla Birignaoardi ieri sera, quella del "Dio, Patria e Famiglia", del comunista che lei riuscirebbe a redimere, di lei che ha solo un po' meno esperienza politica di Obama (esticazzi!) e di Boldi che la fa ridere più di Moretti. (non avevamo dubbi).
Questi intellettuali di destra. Affidatela ad un Ruggero Deodato e la signorina riuscirà a rinverdire i fasti horror del miglior Luca Barbareschi di "Cannibal Holocaust".

La realtà ha cominciato ad apparirmi peggiore di qualsiasi incubo e la definitiva conferma l'ho avuta poco prima di cena, quando il maledetto pollice opponibile ha premuto distrattamente il tasto del canale RaisatExtra, quello che fa la raccolta differenziata delle trasmissioni RAI , dove ho visto per la prima volta quest'anno un brandello di una puntata dell'Isola dei Famosi.
Come l'orecchio mozzato che dà origine all'incubo lynchiano di "Velluto Blu", è stato l'inizio di un viaggio nell'orrore che mi ha lasciato incapace di decidere se fosse più insopportabile il tono di voce della Ventura, che riesce a far sembrare i pescivendoli dei crooners alla Frank Sinatra, la sua mano sul fianco stile Carrà oppure il baraccone di personaggi freaks radunati da questa nipote sguaiata di Barnum. Roba da dare le dimissioni da italiana con decorrenza immediata.
E' inquietante pensare a cosa va in onda in televisione mentre tu la usi ignara come schermo per i DVD.

Poi infine, questa sera al TG1, ho visto rievocare Sandro Curzi da un Vittorio Feltri straordinariamente rassomigliante al Dottor Stranamore, con gli stessi occhiali e la postura un po' di traverso alla "Mein Fuhrer! Io cammino!" e il cerchio si è chiuso. Ecco cosa c'entravano i funghi. Guardare il filmato del TG e poi il finale del film di Kubrick, per credere.




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giovedì 20 novembre 2008

47 terrorista che parla

Ma veramente qualcuno riesce ancora a credere all'autenticità del "messaggio-comparso-oggi-su-internet-su-siti-islamici" firmato Al Qaeda che regolarmente contrassegna momenti topici della cronaca geopolitica?

Se ricordate, i primi tempi, subito dopo l'11 settembre, Bin (Laden) e Al (Zawahiri) comparivano in carne ed ossa e il filmato aveva una parvenza di veridicità, a parte qualche clamorosa bufala come quella volta del Bin troppo grasso per essere veramente lui. E' un mistero che l'unica presunta rivendicazione dell'attentato al WTC sia stata affidata ad un filmato così smaccatamente falso, anche se penso che tutto abbia un senso in quella vicenda.

Ora invece, sia Bin che Al non compaiono più pirsonalmente di pirsona ma solo in voce (mmmh) e non ci vengono nemmeno più fatti ascoltare direttamente ma vanno in sottofondo sulla loro immagine fissa.
Riguardo al contenuto del messaggio, dobbiamo fidarci del mezzobusto con carica a molla che ce lo racconta tra un Olindo e una Rosa, tra i fatti e i fattacci della giornata (quelli che gli passa il suo manovratore, ovviamente, non certo le NOTIZIE) e che ci dice che quella voce lì è proprio l'esponente di Al Qaeda che ci vuol fare 'nu mazzo tanto. Sarà.

Gli esponenti di Al Qaeda stanno diventando sempre più fantasmatici. Non è un caso che i giornali che riferiscono dei loro proclami utilizzino ormai il termine apparizioni.
Visto che molti ritengono sia Bin che Al morti da un bel pezzo (Bin addirittura dal dicembre del 2001) è giusto usare un termine da oltretomba. Non dimentichiamo che Aldilà vuol dire anche soprannaturale e metafisico.
In fondo è lo stesso meccanismo dei presunti messaggi inviati a noi dalle divinità o dai loro messaggeri. Insomma, i proclami di Al Qaeda cominciano ad assomigliare ai messaggi delle apparizioni mariane.

Ad analizzarli semanticamente, i messaggi di Fatima non erano altro che proclami propagandistici anticomunisti belli e buoni affidati ad un testimonial di gran lusso. La Madonna che piange per la povera Russia nel 1917 e negli anni seguenti (ma non prima) non può essere un caso.
Il mito del terrificante terzo segreto sul quale non si osava posare gli occhi e che aveva sconvolto il papa che aveva osato aprirlo (come l'Arca dell'Alleanza dai poteri terribili) era soltanto un modo per terrorizzare, soggiogare i fedeli e quindi fare nient'altro che TERRORISMO.
Quando la sua carica propagandistica si esaurì per sopraggiunti limiti storici, il mistero fu svelato e un papa piuttosto egocentrico se lo ritagliò addosso per farsene un mito su misura.

Ad ogni modo, tornando ai proclami di Al Qaeda, se Al e Bin, come Rosencrantz e Guildenstern, sono morti, facciamoli diventare divinità che parlano tuonando dal cielo. L'effetto sarà uguale e forse amplificato. Tanto ci sarà sempre chi crederà alla Madonna che parla, al sole che rotea, ai rapimenti alieni e a quattro sfigati arabi che sono riusciti ad inculare le difese aeree degli Stati Uniti d'America.

Nell'ultimo pizzino consegnato ai media boccaloni per spettatori ancora più boccaloni, Al Zawahiri o chi per lui se la prende con Obama definendolo "servo negro" (oplà!) e minacciando i soliti sfracelli. E' interessante notare che in arabo il termine usato è "servo di casa" mentre nella traduzione ad uso e consumo occidentale viene aggiunto il dispregiativo razziale.
A me pare molto sospetta questa traduzione che si addice più al pensiero di un fottutissimo nazista KKK dell'Illinois che ad un islamico.
Anche questo è parte del gioco, che è una variante impazzita del divide et impera. Seminare indizi ma rendere il quadro generale sempre più torbido. Far capire e non capire ma lasciare nel dubbio. Comunque ed in ogni caso, suggerire chi comanda e terrorizzare. Ho usato il termine pizzino non a caso.


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mercoledì 19 novembre 2008

Voi Beckham, noi bastonati

"Intanto bisogna ricordare che le famiglie hanno già una serie di provvedimenti. Abbiamo abolito l'Ici sulla prima casa e l'80% delle famiglie non pagheranno la rata Ici di dicembre. A breve arriverà la social card, che darà 40 euro al mese ai cittadini più disagiati. Nei prossimi tre mesi entreranno in vigore i bonus sulle bollette di gas e luce per le famiglie numerose e disagiate".
(
Scajola, ministro di Berlusconi, novembre 2008)
Siccome a me piacciono un mondo i contrasti, specialmente quelli che fanno accapponare la pelle e venir voglia di mettere mano al napalm, sentite come suona bene, dopo aver letto dei 40 euro per i poveri, la shitlist delle pretese della megacortigiana di lusso, Madame Beckham. Le richieste sono state inoltrate al nuovo datore di lavoro di suo marito, al presidente-kagemusha del Milan Adriano Galliani, che fa le veci di quello vero con i dané, Silvio Berlusconi.


Sono tempi cupi, la-gen-te-non-arr-ri-va-a-fi-ne-mese, siamo in recessione ma questa coppia di perfetti parassiti, che fa diventare al confronto Paris Hilton un angelo di simpatia, arrivano in quella cloaca di superficialità post-socialista che è la Milano da sniffare, a far impallidire gli abissi del trash. Tutto in spregio alla miseria o semplicemente a chi per guadagnare ciò che lei spende per una ceretta alla passera, deve lavorare un mese, weekend compresi.

Come avevo previsto in un post precedente, la wannabe-sciuretta farà shopping intensivo nel quadrilatero della moda milanese e le vie interessate dovranno essere blindate con venti guardie del corpo per evitare code e imprevisti. Sai che meraviglia per i residenti. "Rivogliamo la banda Cavallero".
Non ho capito bene se tra le richieste vi è anche quella di poter attingere ad una carta di credito illimitata. Spero proprio di aver inteso male.

Il puttanone imbalsamato con le tette gonfiate a 2.8 ha richiesto:


- piscina di 100 mq con zona termale e idromassaggio [consiglierei l'aggiunta di murene, che fa tanto imperatore Tiberio];
- pista di pattinaggio sul ghiaccio per i suoi figli con istruttrice possibilmente Carolina Kostner, a 1000 euro l'ora [perchè non Roger Federer come istruttore di tennis o Michael Schumacher come autista personale? "Schumi, ciccio, prepara la macchina";
- un fitness center con beauty saloon [ed imbalsamatore di fiducia, metodo Signoracci];
- uno staff di parrucchieri disponibili sette giorni su sette [con reperibilità notturna, suppongo];
- elicottero privato disponibile 24 ore su 24 con frigobar all'interno;
- uno chef esperto in macrobiotica affiancato da uno staff di cuochi giapponesi allievi di Jiro Ono, chef da tre stelle Michelin. [ solo per il fatto di venire in Italia e voler mangiare macrobiotico e giapponese andrebbe impalata]. (Notizie tratte da Libero Magazine)

Perchè a questo punto, già che c'era, non aggiungere alle richieste anche Rocco Siffredi come vibratore vivente?


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martedì 18 novembre 2008

All'ombra dell'ultimo sole




Non posso esimermi dal segnalare anch'io questa sera una notizia che, circolata per tutta la giornata in blogosfera, sulla stampa e sulla BBC, non ha trovato eco nel frivolo TG1, troppo impegnato a raccontarci le paturnie menopausiche di Hillary Clinton e le bravate del nano che fa cucù settete alla Merkel (sperando non le abbia messo una mano sul sedere).
Non conta nemmeno che la notizia riguardi un cittadino italiano. Sapete com'è, nell'informazione italiana che si preoccupa, a fronte di 3000 morti per un terremoto in un paese del terzo mondo, di tranquillizzarci per prima cosa che "nessun italiano è rimasto coinvolto", se un nostro connazionale viene invece arrestato in Palestina, il fatto non sussiste.

"Quindici pescatori palestinesi e tre attivisti sono stati arrestati al largo di Gaza dalla Marina israeliana. Stavano pescando a sette miglia dalla costa di Deir Al Balah, all'interno dei limiti dettati dagli accordi di Oslo del 1994. [ Limite che invece, evidentemente, Israele non riconosce.]

I pescatori e gli osservatori sui diritti umani sono stati trasferiti da tre diverse imbarcazioni sulle navi da guerra israeliane. Secondo testimoni di parte palestinese, le tre imbarcazioni sono state viste dirigersi a nord, scortate dagli israeliani.

I tre attivisti sono Andrew Muncie, scozzese, l'americana Darlene Wallach e l'italiano Victor Arrigoni. Le rispettive ambasciate a Tel Aviv sono state contattate e sono a conoscenza della situazione. "
(Mia traduzione dall'originale inglese. Il testo integrale sul blog di Audrey.)
Victor Arrigoni è noto in rete come Guerrilla Radio e soprattutto per le sue testimonianze da Gaza. E' uno che le sue battaglie le conduce sul campo mentre noi stiamo qui al calduccio a discutere di massimi sistemi. Va difeso e occorre che sia fatto tutto il possibile per arrivare alla sua liberazione e a quella dei suoi compagni attivisti e pescatori. Se potete, rilanciate questo appello per la sua immediata liberazione.

Per i tre arrestati stranieri vi sarà con molta probabillità un decreto di espulsione dallo stato di Israele. Lo stesso destino che fu riservato a Norman Finkelstein qualche mese fa. Se qualcuno va a ficcare il naso nella questione privata tra israeliani e palestinesi e osa schierarsi con i pacifisti, ottiene il grande onore di non poter più mettere piede in Israele. Anche se è ebreo come Norman.
Tanto, nel silenzio concordato dei media sulla Palestina, a parte qualche reportage sui catfight tra cristiani che si rotolano nel fango davanti al Santo Sepolcro, giusto per movimentare le giornate, far finta di fare informazione e giustificare lo stipendio dell'inviato, la lezione è che, a noi europei ed americani, di ciò che accade in quel lembo di terra non deve interessare. Non è cosa nostra. Israele nun vo' penzieri.
Nel video si vede come i pescherecci palestinesi al largo di Gaza vengano attaccati a colpi d'arma da fuoco e colpiti da forti getti d'acqua per impedir loro di svolgere la loro attività di pesca, adducendo il fatto che violerebbero il limite di sei miglia prestabilito. Gli attivisti internazionali accompagnano i pescatori per proteggerli ed è proprio durante una di queste azioni che Vittorio, Darlene e Andrew sono stati catturati.

AGGIORNAMENTO del 19/11

Leggo e riprendo da Secondo Protocollo il seguente comunicato:
Secondo Protocollo si è immediatamente attivata per sapere quali siano le attuali condizioni di Vittorio e attraverso il Ministero degli Esteri abbiamo saputo che la notizia che Vittorio sia al momento all'aeroporto Ben Gurion in attesa di essere espulso è del tutto priva di fondamento. Vittorio è attualmente in stato di arresto secondo quanto riferito al MAE dal Consolato generale di Gerusalemme che si è subito attivato.

Il problema, che non va sottovalutato, è che Vittorio aveva già un decreto di espulsione da Israele dal 2005 e potrebbe essere considerato recidivo, il che aggraverebbe notevolmente la sua posizione. C'è da considerare però che, secondo il Diritto internazionale, l'arresto di Vittorio è avvenuto in acque internazionale (a 7 miglia dalla costa di Gaza) per cui è da ritenersi (sempre per il Diritto Internazionale) del tutto illegittimo.

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lunedì 17 novembre 2008

Noi che restiamo qui, appecoronati

Sinceramente stupisce lo stupore stupefatto di Veltroni di fronte al blitz che ha consegnato la Commissione di Vigilanza Rai ad una "persona grata" al presdelcons. Cosa credeva? Che Villari, dopo aver assaggiato il profumo della poltrona, ottenuta per puro miracolo, si dimettesse subbito?
Non crederà mica che in Italia valgano robette sorpassate come l'onore e la disciplina di partito? Se volevano il centralismo democratico non dovevano ammazzare il PCI a sbadilate.
Non crederà mica, il candido Uolter, che l'elezione di questo senatore sia avvenuta per puro caso e non per piacere a Dio Silvio onnipotente al suono di "là ci darem la mano" e "vorrei e non vorrei, mi trema un poco il core."

Il Divo Giulio diceva: "a pensar male si fa peccato ma ci si prende". Cerchiamo di scacciare il terribile sospetto dalla testa ma non c'è niente da fare. Tornano alla mente immondi commerci a base di carne umana. Cosce, tette e culi un tanto al chilo per ingraziarsi qualcuno della parte avversa.
Non è questo il caso, ne siamo certi, per carità. Con Villari è stato qualcosa di puramente spirituale. Un amore a prima vista. Si sono piaciuti.
Però noi siamo malvagi, non ci facciamo sviare dalla solita excusatio non petita del nano che sicuramente vuol dire il contrario di ciò che afferma. Se lui dice che non c'entra nella silurata del candidato ufficiale PD a favore di quello ufficioso scelto da Berlusconi, lui c'entra, eccome.
E' una formula matematica. Se qualcuno o qualcosa a Berlusconi piace, vuol dire che è funzionale ai suoi interessi.

Il masterplan è semplice, anche un bimbetto dell'asilo lo comprenderebbe.
La RAI per Berlusconi è un impiccio. Toglie pubblicità a Mediaset, ha rimasto qua e là delle spiacevoli incrostazioni non berlusconiane che rompono l'armonia del culto della personalità del piccolo dittatore, è un servizio pubblico quindi inutile nella logica del "perchè quella cosa non mi appartiene?" e comunque deve essere assoggettata al governo.

La commissione di vigilanza dovrebbe essere presieduta da una persona scelta dall'opposizione, fosse anche Belzebù in persona. Alla maggioranza di governo non dovrebbe importare una sega chi è o chi non è. Non sono fatti loro, punto e basta.
Invece, siccome la RAI deve rientrare nel piano di rinascita democratica di conquista totale del mezzo propagandistico televisivo ci vuole una persona nostra che non metta i bastoni tra le ruote.
La colpa è del PD che non ha fatto nulla per impedire il monopolio berlusconiano sull'informazione, anzi lo ha amorevolmente allevato a pappe e Plasmon e mo' sono cazzi.

Lasciamo pure che i telespettatori della lupa che formano l'elettorato di destra si scandalizzino di Santoro, della Dandini e del TG3 con le giornaliste Morticie Addams che remano contro il meraviglioso governo delle brunette e delle soubrette e sognino una televisione come nemmeno Benito avrebbe osato sognare. Un grande, immenso TG4 a reti unificate che glorifichi il nano uno e trino.
Se qualcuno gliela consegnerà su un piatto d'argento sarà grazie alla stupidità del centrosinistra.
Vedi, si insulta Gasparri e poi si scopre che almeno una volta ci aveva preso.


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domenica 16 novembre 2008

La sinistra dentata

Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,
compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro,
compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti,
fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!

(Giorgio Gaber, "Io se fossi Dio")

Riassumendo, i fannulloni sono di sinistra e a Brunettino dispiace perchè anche lui è di sinistra. Socialista, per l'esattezza. Un ministro da bere, insomma. Verrebbe da dire un nano ghiacciato, ma non lo dirò.

La Gelmini dice che anche lei è di sinistra. Da quando ha visto Obama non capisce più niente e come darle torto, Barack è uno sventrapapere, mica quel pollo molle di Bush. Lei dice che anche questo governo, ma si, quello degli ex fascisti, dei piduisti e dei razzisti del Diopo', è di sinistra.

Nel caso voleste appartarvi in qualche luogo oscuro con questa sinistra, state molto attenti, signori dell'opposizione in fregola di inciucio. Questa è una sinistra dentata, morde.




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venerdì 14 novembre 2008

Porca Diaz

“Un due tre, viva Pinochet, quattro cinque sei, a morte gli ebrei, sette otto nove, il negretto non commuove”. (Anonimo tutore dell'ordine, Genova 2001)

Quando viaggiavo ogni giorno da studente pendolare mi capitò di dividere lo scompartimento del treno con due signori che, dai discorsi che facevano, si rivelarono come appartenenti alle forze dell'ordine. Chiacchieravano e si scambiavano i resoconti delle ultime avventure. "Eri di servizio ieri, per la partita?" "Si, quante gliene abbiamo date ai rossi. E domenica sarà ancora meglio. Siamo a Livorno, sai quante zecche rosse potremo menare?" "Te ne toglierai la voglia, eh?" "Puoi scommetterci".

Io ascoltavo e mi chiedevo se fosse normale che dei tutori dell'ordine potessero parlare così, riferendosi per giunta solo ad una partita di calcio. Figuriamoci se si fosse trattato di manifestazioni politiche.
Quando tutti noi abbiamo visto Genova ci siamo resi conto che l'andata al governo delle destre aveva amplificato il problema in senso ancor più drammatico.

Proviamo ad inquadrare il paradosso. Nella scuola Diaz, nella notte cilena di Genova, si scatenò un bel gruppetto di mele marce, tutte rigorosamente selezionate e tutte nere uguali, più lucide delle Melinda, che agirono in assoluta libertà fabbricando prove false, assalendo e ferendo cittadini italiani e stranieri inermi come Mark Covell, lasciando abbondanti pozze di sangue alla fine della loro sortita (definito succo di pomodoro dai giornalacci di regime).

I loro superiori, se dobbiamo credere alla sentenza di ieri, non c'erano o dormivano o stavano giocando a carte con Fini in questura, per passare il tempo. Adda passà a nuttata.
Cioè, ripeto, le mele agirono violando una mappata di articoli del codice penale e i loro superiori, ecco il paradosso, ancora a distanza di sette anni non trovano doveroso assumersi la responsabilità di ciò che i loro sottoposti fecero di illegale, pur ammettendo affinità con certi macellai messicani. Vaja con Dios, chingado comunista coño.
A ben guardare non sono stati assolti i vertici della polizia e condannate le mele. Sono stati tutti mandati impuniti. Perchè il fatto non sussiste, oltretutto.

In questo paese mostruoso che è l'Italia, in questo tumore piduista abbarbicato al culo dell'Europa, è possibile, è tollerato che, all'interno delle forze dell'ordine, vi sia un vero e proprio allevamento di mele marce, tutte rigorosamente fasciste con "faccetta nera" come suoneria del cellulare, gente che come vede un manifestante in piazza pensa sia una "zecca comunista" e che è capace non solo di agire contro la legge ma con il beneplacito dei suoi superiori.

Immaginiamo se un fatto come quello della Scuola Diaz fosse accaduto in Francia o in Germania, paesi che ho il viziaccio di considerare veramente democratici e civili.
Dei poliziotti aggrediscono di notte, pestandoli a sangue, dei manifestanti che stanno dormendo gridando "viva Vichy e Le Pen" o invocando Adolf Hitler, i forni crematori e il Reich millenario. Riuscite a credere che i capi delle rispettive polizie ma non solo, i capi dei governi, non avrebbero reagito con orrore e a colpi di dimissioni ad un tale rigurgito di nazifascismo? Ricordo che in Italia non c'è stata una sola dimissione né volontaria né richiesta, per i fatti di Bolzaneto, della Diaz e di Piazza Alimonda.

E' una forzatura allora pensare che in Italia il problema è la polizia politicizzata? E non politicizzata e basta ma in senso fascista?
Si, perchè nelle forze dell'ordine sono rappresentate tutte le voci politiche e ci sono fior di galantuomini. Non saranno proprio tutti proletari da difendere pasolinianamente ma sappiamo per certo che c'è chi si è vergognato per la mattanza della Diaz. Il guaio è che le mele belle, lucide e sane non parlano e se parlano lo fanno con voce troppo flebile.
La polizia italiana non è fascista, sono i fascisti che la inquinano che vorrebbero che lo fosse.
Oggi Pasolini direbbe che sta con i poliziotti, ma non con quelli fascisti. E questa Italia gli ricorderebbe sempre più le 120 giornate della sua Salò.

(Nella foto, Mark Covell, cittadino inglese ferito gravemente durante la mattanza della Diaz, tanto da finire in coma per giorni). 

mercoledì 12 novembre 2008

Medicina, prego...

"Basta con questa tv che mi dileggia solo. Anche lì c'è la mano dell'opposizione. La verità è che la sinistra vuole quattro anni e mezzo di campagna elettorale. Polemizzano solo, soffiano sulla protesta. Lo stanno facendo pure con l'Alitalia. Mi insultano infischiandosene degli interessi del Paese."
Delirio di persecuzione.
"Certo ed è [Lula, ndr] d'accordo con me nel considerare decisivo risolvere immediatamente la crisi missilistica. E' ancora più importante della crisi delle borse. Se si continua a puntare le armi uno contro l'altro, allora si fa un alto indietro alla Guerra Fredda. Una cosa pazzesca. Per questo mi sto impegnando in un'opera di mediazione e Obama è il primo a sapere che nessuno come me può aiutarlo".
Delirio di grandezza.
«In tutto il mondo io trovo grandissima considerazione tra i miei interlocutori, poi torno in Italia, apro la televisione e non c'è uno spettacolo della Rai, anche di intrattenimento, in cui io non sia o preso in giro o oltraggiato. E altre tv fanno la stessa cosa. Per fortuna io continuo a fare il mio dovere e vado avanti pensando di fare il bene del Paese. Le tv "mi dileggiano" e "la presa per il c... sta diventando un'abitudine insopportabile».
Delirio di grandezza e persecuzione.

P.S. Ha ragione, basta prenderlo ogni sera per il cuculo.




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martedì 11 novembre 2008

Offerta in sacrificio per voi

Esiste la non remota possibilità che i preti siano coloro che hanno il più fottuto timore della morte.

Lo constato ogni giorno. Ogni volta che c'è un morto da benedire, delegherebbero volentieri il compito a chiunque altro, perfino al diavolo con il rischio che se ne porti via l'anima, pur di non doversi confrontare con quella che è evidentemente una fobia.
Lo percepisci dal tono della voce, dalla loro reazione di fuga, dal disagio che esprimono nei confronti di chi li pone di fronte alla ineluttabilità della morte.

Un antico precetto della via del samurai dice: "Pensa un poco ogni giorno alla morte e non la temerai più".
I preti, abituati a celebrare funerali, dovrebbero guardare a Sorella Morte come ad un'amica che finalmente conduce i fratelli al cospetto di quel Dio che adorano, eppure rimangono inattaccabili dalla serenità che ti dà la frequentazione quotidiana della morte.
E' vero, quando celebrano la Messa di fronte ai parenti affranti ti parlano di gioia e del caro Filippuccio che ora è in braccio a Gesù ma una volta in sacrestia, tolti i paramenti e la maschera, riemerge la paura nei confronti di quel contenitore freddo ed ingombrante che temono non risorgerà affatto né tra tre giorni né mai ed anzi, andrà incontro ad effetti collaterali molto ma molto spiacevoli. Lazzaro non verrà fuori dal sepolcro.
Sembra quasi che la morte faccia vacillare in loro la Fede, soprattutto in quella miracolosa resurrezione che non si è voluto limitare al Dio come sommo privilegio ma estendere presuntuosamente a tutti i suoi figli. Li mette in crisi, quindi deve essere rimossa.

E' forse la tanatofobia che spinge i preti ad avere un'ossessiva attrazione per la vita, una perversione biofila.
Dico perversione perchè l'oggetto non è la Vita piena, vissuta, sana, lo splendore di Eros, il sesso. Per carità.
E' la vita purchessìa, a qualunque costo, anche quella senza gambe, braccia e sensi di Johnny e di tutti i disgraziati tormentati dalla malattia. La vita di sofferenza di coloro che vivono con il dolore fisico che li divora.
Quella alla quale i preti si aggrappano in special modo, considerandola di valore inestimabile, è la vita in coma, in quanto simula la morte senza che la vita venga dichiarata sconfitta e possiamo illuderci ancora che venga la resurrezione. Lazzaro che si sveglia e mangia la minestrina seduto sul letto.

Ecco perchè amano la vita senza la luce del pensiero e della volontà di quel corpo disconnesso dalla mente nel quale è prigioniera Eluana e con comprendono il dolore di un padre che è costretto a tenere la figlia nel limbo della non-vita. Per una tragica ironia poi, è proprio la scienza materialista ad aiutare i preti a tener in vita il simulacro delle loro angosce.

Dovremmo credere alla sincerità delle loro smorfie e grida isteriche in difesa della Vita e contro quella che chiamano eugenetica, quando nella Germania nazista furono eliminati, ancora in tempo di pace e ben prima che iniziasse la Soluzione Finale, migliaia di bambini malati, deformi, minorati e malati di mente che non volevano di certo morire, senza che qualcosa di più che un alito di sdegno si alzasse dal Vaticano di Piododici? Oltretutto vogliono farlo santo. Il problema dell'inferno è che non ci sarà mai abbastanza posto per gli ipocriti.

Alla fine di questa tragica storia, vedrete se non sarà così, solo la morte avrà avuto pietà della povera Eluana.


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domenica 9 novembre 2008

Tintarella di luna

Veltroni è convinto «che il nuovo vento americano si diffonderà dappertutto e anche in Italia». Con Obama vincitore, Veltroni porterebbe a casa un successo politico e personale. «Dopo la manifestazione, aspettiamo il trionfo di Obama per consolidare il cammino del partito», diceva sotto il palco del Circo Massimo il veltroniano Giorgio Tonini.
Della serie: brillare di luce riflessa sepoffà. Perchè satelliti si nasce, e lui lo nacque, modestamente.



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venerdì 7 novembre 2008

Il guitto e l'eletto

Che c'entra Keanu Reeves, dato che si parla ancora di Obama e del Nano? Al tempo.

Nella gloriosa era dell'avanspettacolo, quando i comici alla Berlusconi si affacciavano sul palco di teatri come l'Ambra Jovinelli, tra un balletto e l'altro di ballerine molto scosciate, partiva in automatico il grido " A (nome del comico), facce ride!"
Siccome lo spirito di questi comici di serie C non faceva ridere nessuno, tantomeno una platea di maschi arrapati vogliosi solo di sbirciare sotto il puntino* delle ragazze, di solito partivano in direzione palcoscenico gli ortaggi, scelti accuratamente dagli spettatori tra le primizie di stagione.
Di quei bei tempi oggi rimane solo qualche esemplare ben conservato di guitto e purtroppo si è persa la tradizione del pomodoro, del sedano e del finocchio da tiro.

Sapete qual'è il lato paradossale della querelle sulla battuta di Berlusconi sull'Obama "bello e abbronzato" (e meno male che non ha detto "dal sapor mediorientale")?
Potrei metterci la mano sul fuoco che lui non voleva essere razzista. Ha appena sborsato milioni per acquistare un fromboliere brasiliano anche lui sull'abbronzato; nel Milan stellare di Sacchi c'erano gli a-a-bbronzatissimi Gullitt e Rijkaard e una bella tintarella ce l'ha anche il fenomenale Seedorf. Insomma, non penso assolutamente che Berlusconi sia razzista nei confronti dei neri. Non ha la spocchia boera di un Feltri o la violenza di un Calderoli. No, è un milanese che ha dimostrato in passato di non aver alcun pregiudizio nei confronti degli stallieri meridionali quindi probabilmente sarà maleducato ma non razzista.

Il guaio è che lui è convinto di essere spiritoso e non sa che la battuta da veranda di Villa Certosa tra un daiquiri ed una schitarrata di Apicella tra veline e vallette, non può essere spacciata anche in conferenza stampa in contesto internazionale da capo di governo.
Il suo problema è l'incontinenza linguale con l'aggravante della barzelletta. Non riesce proprio a tenerla a freno. Quando gli scappa, gli scappa e la fa dove capita. Dio solo sa perchè non gli scappi mai qualcosa di genialmene divertente ma solo freddure da andarsi a sotterrare per l'imbarazzo.
Voleva fare ad Obama una carineria, dice. Si è anche incazzato e ha dato dell'imbecille a chi se l'era presa.
Non lo fa apposta. E' così. Forse una badante ucraina che al momento giusto lo riprendesse: "ma nooonno Silviooo, kosa tu dicie?!" non guasterebbe.

Allora, che c'entra Keanu? Innanzitutto, concorderete con me che è meglio mettere una foto di Keanu Reeves che una del Nano.
Poi è stato il gioco delle associazioni e delle attinenze. Obama è il neoeletto, Keanu è l'eletto Neo. Obama ha vissuto alle Hawaii, Keanu è di origine cino-anglo-hawaiana.
Sono entrambi sanguemisti e se Obama è l'eletto, anche nel senso matrixiano, chissà chi sarà l'Oracolo.
Ma no, semplicemente, l'ho detto ancora, Keanu è la prova vivente di quanto sia idiota il discorso sulla purezza della razza e di quali ottimi risultati si abbiano mescolando i geni. Se è vero che ciò vale per il cervello oltre che per la faccia, ci sono ottime probabilità anche per Obama.

A proposito di facce. Dico molto sinceramente che il PD ha commesso un errore colossale a fare quel manifesto con Gasparri e la scritta "Vergogna". Bastava e avanzava la faccia di Gasparri.



* Il puntino era una specie di perizoma, molto audace per quei tempi, che le ballerine indossavano per coprire le vergogne.

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giovedì 6 novembre 2008

Si sBaracka!

Sono convinta che George W. Bush sia, al di là di tutto, una figura tragica della storia. Un po' come il Fredo della saga del Padrino, il fratello sfigato che si mette addosso la pelliccetta del capro espiatorio e paga per tutti.
Penso che un giorno il 43° presidente degli Stati Uniti sarà chiamato a rispondere di diverse cosette ma forse si giustificherà piagnucolando, dicendo che ha solo eseguito gli ordini.

Questo è un uomo che è riuscito a diventare imperatore nonostante fosse una nullità completa. Un altro esempio di come l'America sia veramente la terra delle opportunità. Certo, in questo caso si trattava di trasmissione del potere per via dinastica, come si addice agli imperatori e si sa che spesso i figli di re non possiedono un decigrammo della grandezza dei padri.

Prima della carriera politica, nonostante avesse avuto la strada spianata da un babbo petroliere, figlio di petrolieri, poi capo della CIA e presidente degli Stati Uniti, come imprenditore era stato una frana. La sua compagnia, la Arbusto Oil, è una delle poche che in Texas sia riuscita a fallire con il petrolio. Per un po', per dargli una mano, si associarono a George anche i Bin Laden, amici di famiglia, ma uno di loro, zio di Osama, finì male, precipitando con l'aereo, come succede in questi casi, causa maltempo in un soleggiato giorno d'estate. La maledizione dei petrolieri. There will be blood.

Buttato sul ring come candidato repubblicano da papi, dopo una carriera da serial killer legalizzato come governatore del Texas (si calcola che il texecutioner abbia condannato a morte almeno 155 persone, rifiutando loro la grazia e prendendone pure in giro in televisione le suppliche) si impose nelle presidenziali del 2000 solo grazie, da una parte, al clima favorevole ai repubblicani creato dallo scandalo Lewinski abilmente costruito ai danni di Clinton dai soliti mestatori neocon e, dall'altra, grazie ai noti pasticci elettronici della Florida.
Grazie alla forchetta troppo piccola tra un partito e l'altro fu possibile dare una spinta a George, supportato da una cricca di guerrafondai che non aspettava altro che un pupo alla Casa Bianca da manovrare a piacimento per farsi una dozzina di guerre in qua e in là. Lo stesso scherzo riuscì nel 2004 e gli anni di presidenza del minus habens sarebbero stati alla fine otto.

George è stato il presidente meno amato dagli americani fino all'11 settembre 2001.
Fu l'unico della storia a dover raggiungere il palco della inauguration in macchina per sfuggire ad un popolo incazzatissimo per aver dovuto accettare un presidente nominato dalla Corte Suprema e non dal proprio sacrosanto voto.

L'11 settembre si rivelò per quello che era: non un imperatore ma al massimo un kagemusha, una controfigura.
Riguardare, per credere, il famoso filmato della scuola elementare della fatal Florida, dove lui rimane lì come un baccalà invece di alzarsi di scatto come un sol Chuck Norris, imbracciare l'M16 e correre in salvo dell'America violata. Più che imputarlo di stupidità o vigliaccheria, penso gli abbiano detto: "Per carità, George, non toccare nulla".
Come aprì bocca, quel giorno, riuscì perfino ad impappinarsi fino a dire che aveva visto in tv il primo aereo schiantarsi sul WTC e a commentare le immagini successive con un incredibile: "Ma che pilota scarso, quello!" Una scuola comica che conosciamo bene noi italiani. Nessuna meraviglia che i due si capissero tanto.

La presidenza di Bush ha coinciso per gli americani con una nuova stagione di guerre combattute all'estero alla "non si sa per che cazzo combattiamo", costate migliaia di giovani morti, più di quattromila.
Guerre che si trovavano già da anni nella scaletta del folle Progetto per il nuovo Secolo Americano degli stramaledetti neocon e che dopo l'11 settembre, che fortuna quel proditorio attacco, hanno potuto esplodere in tutta la loro violenza.

E' stata la presidenza delle menzogne.
La scusa dell'Afghanistan da attaccare come covo di Bin Laden, mentre era dall'Arabia Saudita che provenivano i supposti attentatori dell'11 settembre.
La figura di cacca fatta rimediare al povero Colin Powell all'ONU con la sceneggiata sulle armi di distruzione di massa di Saddam, mai trovate, ma addotte come scusa per l'invasione dell'Iraq nel 2002, compiuta dopo mesi di manifestazioni oceaniche contro la guerra.
E' stata la presidenza dei soldati morti a casa del diavolo e rimpatriati di nascosto, ed al riparo delle telecamere, perchè a qualcuno non venisse in mente di chiederne conto. Ispanici, neri, disoccupati, donne, carne da cannone senza alcun valore.
E ancora, è stata la presidenza dei tanti americani che non si sono convinti della versione dell'11 settembre raccontata dai neocon e dai media a loro appecoronati (mi consenta, Nano, di citarla) e che hanno perfino tirato dalla loro parte i militari, sempre più insofferenti di essere comandati da gente che di guerra vera, di arti mozzati e sangue non capisce un cazzo e che li ha trascinati in un pantano senza fine giocando ai wargames a tavolino.
Per ultimo, la presidenza Bush sarà ricordata per il modo allegro con il quale sono stati progressivamente smantellati i controlli statali sul sistema finanziario, con il risultato di mandare al fallimento banche, banchette e bancone e di impoverire ancor di più l'americano medio.

Nessuna meraviglia che per Obama vi sia stata una valanga di voti e vi sia ora una tale aspettativa di cambiamento. Solo degli opportunisti e falsi amici degli americani possono rimpiangere la presidenza Bush. Chi ama veramente l'America (non gli stronzi che ne occupano le stanze del potere militare-industriale) non può che rallegrarsi del fatto che Bush finalmente sBARACKi.
Non tanto per lui come persona, ma per ciò che i suoi burattinai hanno fatto all'America. Sperando che Obama sia diverso, che faccia dimenticare presto il presidente che faceva piangere i bambini.

Va' George, e che Dio ti perdoni.



Pensando ad un titolo per questo post, al di là dello scontato gioco di parole, mi è tornato in mente questo pezzo di televisione vintage, la sigla finale di "Non Stop" del 1979, ed il modo inconfondibile con il quale Stefania Rotolo pronunciava la frase "si sba-rac-ca!". Un omaggio ed un ricordo.


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mercoledì 5 novembre 2008

L'impero stupisce ancora

(Avvertenze: la prima parte di questo post potrebbe indurre, in alcuni soggetti predisposti, allucinazioni e false percezioni sensoriali di tipo veltroniano. Leggere con moderazione.
Non somministrare la seconda parte a pazienti con pregressa depressione maggiore e a rischio di suicidio. )

Fase maniacale

Dio, che bella immagine, questo mio coetaneo sorridente e dai tratti meravigliosamente misti, nella sua nuova veste di imperatore d'occidente.
Avevamo osato fantasticarlo solo nei film, soprattutto in quelli di fantascienza, perchè fino a ieri pareva una cosa impossibile da vivere nella vita reale. Ieri sera facevo le prove ripetendo tra me "il presidente degli Stati Uniti Barack Obama..." e pensavo "no, non è possibile".
Finchè si tratta di Morgan Freeman che salva il mondo del futuro dall'asteroide va bene ma qui abbiamo a che fare con incrostazioni di razzismo, di ingiustizia, di spocchia da bianchi schiavisti in un paese che solo fino a cinquant'anni fa impediva ai neri di sedersi accanto ai bianchi sugli autobus.

Invece adesso è vero, abbiamo un presidente nero. Dico abbiamo perchè anche noi province dell'impero abbiamo qualche diritto di esultare per questa novità.
Stamattina sono andata a lavorare in bici, come al solito, con la sensazione di pedalare in una giornata storica e con una grande soddisfazione dentro. La stessa soddisfazione che dà una bella scopata. D'accordo, Obama non farà certo i miracoli, passata l'euforia iniziale dovrà affrontare la routine quotidiana e pagare le bollette e pagherò che gli invieranno tutte le lobbies che lo hanno supportato. Può darsi che non riesca a fare la rivoluzione che forse molti suoi elettori si aspettano da lui. Però, il solo fatto che un giovane afroamericano sia il presidente degli Stati Uniti è una cosa enorme, gigantesca, quasi incredibile. E' quasi il monolito di 2001.
E' vero ed è bello. Così bello che viene addosso un'incontrollabile tristezza, pensando a noi, all'Italia che invece viaggia all'indietro sempre più velocemente. Gli americani hanno un presidente nero: bene, noi tra poco avremo autobus per soli bianchi, anzi padani.

Fase depressiva

Obama ha 47 anni. Ma i morti che parlano sono da noi, in questa Italia politica trasformata in un'immensa Catacomba dei Cappuccini, dove i governanti sono cadaveri eccellenti portatori di idee vecchie e putrefatte come il fascismo. Morti viventi che più che altro straparlano.
Nei giorni scorsi ci hanno deliziato i resti mortali di Cossiga, Gelli e Andreotti. Poi è scoppiata la cassa anche al fine bibliofilo e spacciatore di diari falsi Dell'Utri, e fu tutto un disquisir mafiando di inutilità dell'antimafia, di elogi al cadavere di Mussolini, di intimidazioni e teste di cavallo mozzate per l'unico telegiornale che non ha dato il culo a Berlusconi. Strano che a dei vampiri non piaccia il look dark gotico.

Inevitabile che in una giornata come questa, che vede un afroamericano per la prima volta alla Casa Bianca, un atto di grandissimo coraggio per un'America in piena crisi ma capace comunque di reagire alla depressione, risaltasse il putridume nostrano, l'arretratezza di mentalità e di costume, l'ottusità fascista e il razzismo di ritorno.
Un giornalaccio come Libero mette in prima pagina una copertina da "difesa della razza" in puro stile anni trenta: un Obama dai tratti somatici estremizzati e un commento stizzito ed ammuffito di Feltri come contorno.

Ad un'assoluta nullità cadaverica come Gasparri, che è stato pure ministro della Repubblica, non dimentichiamolo, è scappato di dire che "con Obama alla Casa Bianca, Al Qaeda è contenta".
L'apposito nano, da parte sua, dopo aver detto che darà consigli ad Obama come ne ha dati a Bush (sempre modesto nel suo sputare menzogne) sogna di mandare i picchiatori a menare chi si oppone alle "grandi opere". "Le garantiremo anche con l'uso della forza", ha detto. Domani dirà che non l'ha mai detto.
Pensano solo a reprimere e picchiare. Era questo che l'Italia voleva? I fascisti?
Obama ha 47 anni. Berlusconi è un vecchio, con i capelli tinti e finti, i tacchi, le gorge stiracchiate, uno che vorrebbe tormentarci per altri cinquant'anni e condannarci a diventare un popolo di badanti.

Se in America bianchi e neri, giovani e vecchi si abbracciano in nome di Obama, la meglio gioventù che esprime il regime è quella dei manganellatori tricolori, dei manipoli di fascistacci zombie che assaltano la RAI, ovvero la televisione pubblica, come nei golpe sudamericani, per minacciare i giornalisti che ancora fanno il loro mestiere e non gli aiutanti parrucchieri della Maison Silvio, il salone delle dive.
Che senso di sgomento questa Italia. Morta, putrida, che butta liquami da ogni buco. Che puzza da farti star male.

I have a dream, che un giorno questa Italia possa essere seppellita per sempre. Six feet under.




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