mercoledì 31 dicembre 2008

Relativismo di fine anno

(Bettie Page 1923-2008)

Ve l''ho detto, non mi va di festeggiare. Non partecipo al gioco insulso del "questo anno è stato orribile, speriamo nel prossimo". Per me quest'anno è stato buono, forse addirittura ottimo e il futuro lo affronto giorno per giorno e con fatalismo. Que sera, sera. Tutto il resto è superstizione.
Mi fa ridere come sempre il fatto che noi aspettiamo la mezzanotte con tanto di countdown (vi ho già detto quanto lo odio?) e stando bene attenti a non stappare la bottiglia prima del tempo, mentre ad Auckland e Sidney sono già nel 2009 da ore, quindi il nostro spumante è un qualcosa di puramente relativo, alla faccia di Marcello Pera.
L'unica cosa positiva del Capodanno è che, tra poche ore, sarà finito.

Chiudo l'anno curandomi il mal di stomaco provocatomi dall'ascolto oggi per radio del ministro Frattini (chissà se le enormità che dice le crede veramente?) e di parlamentari che sembravano parlare più da una succursale della Knesset che dal Parlamento italiano. Ragazzi come siamo bravi noi italiani a stare attenti a non avere mai una nostra opinione.

Non parlano più dei morti palestinesi, il contatore si deve essere bloccato. Siamo fermi ad un generico "più di 360". Peccato che i bombardamenti continuino, come orgogliosamente ci fanno vedere nei filmati su YouTube gli israeliani, con le nuvolette che esplodono sopra le case di Gaza. Ogni nuvoletta, un pezzetto di problema palestinese che se ne va, puf!
Su Informazione Corrotta, intanto, non ci crederete, ma è il solito piagnisteo su come sono antisemiti ed antiisraeliani i media italiani. E pensare che Pagliara si agita tanto per loro ogni sera, instancabile, e che in Parlamento la più moderata nell'amore per "l'unica democrazia del medioriente con licenza d'uccidere" è la Fiamma (nel senso della Nirenstein). Ingrati.

Il Papa, con sprezzo del ridicolo, ha parlato di sobrietà, vestito tutto d'oro zecchino e assiso sul trono anch'esso sbrilluccicante.
Napolitano ha tenuto il discorso di fine anno a reti berlusconiane unificate. Deve aver detto cose memorabili perchè non me ne ricordo nemmeno una.

Domani saremo nel 2009, il mondo farà sempre schifo lo stesso e io avrò ancora il mal di stomaco.
Bisogna dirlo, il Maalox non è più efficace come una volta.

Ad ogni modo, siccome non posso far finta che non sia il 31 dicembre, e visto che me li avete già fatti in tanti, AUGURI a tutti voi, con una bella immagine ed un ricordo di Bettie Page, l'unica donna al mondo che riusciva a far diventare sexy la frangia tagliata con la coppetta. Che Dio la benedica, ovunque lei sia!

Un bacio da Lameduck


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

martedì 30 dicembre 2008

Con il cuore in mano

In questi giorni terribili dove si ammazzano i civili sotto i bombardamenti senza avere il coraggio di interpretare la parte delle carogne, ma prendendo per il culo il mondo con una propaganda schifosamente di parte e oscena perchè fa passare le vittime per carnefici ed i carnefici per vittime, penso che il rito pagano e superstizioso di domani sera, con l'ineffabile imbecille che a mezzanotte scandirà in TV il solito "5-4-3-2-1, BUON ANNO!!" in mezzo a veline e pagliacci stipendiati da noi, mi riuscirà ancora più insopportabile.

Vi prego ditemelo se qualcuno riuscirà a divertirsi lo stesso, sapendo che, con questi precedenti, un domani sarà possibile commettere qualunque abominio e genocidio facendola franca. Basta essere dalla parte giusta e saper essere i migliori nel chiagni e fotti. Perchè noi abbiamo tanto sofferto.
Metterlo in culo al mondo, ecco la nuova suprema perversione, soprattutto quando il mondo, per paura o per stupidità, si mette pure a mugolare di piacere per compiacenza.

Ciò che comincia a disgustarmi sempre più, come sempre quando sento il tanfo inconfondibile dell'ingiustizia, sono il manicheismo ed equilibrismo di coloro che cadono nell'illusione di osservare una guerra guerreggiata da due eserciti equipollenti, per cui "non si deve parteggiare".
Ci sono cascata anch'io, in parte, e non mi tiro indietro nell'autocritica. Anch'io nel primo post che ho dedicato a questa tragedia, l'altro giorno, ho scritto che anche gli arabi andrebbero presi a calci nel culo per le cape toste che tengono. In parte è vero, entrambi i popoli vengono dallo stesso stampo di teste dure.
Però, però, però, più passano i giorni e più sento i tamburi di latta del regime mediatico mondiale sparare cazzate ancor più micidiali del "piombo fuso" che sta annichilendo Gaza, più mi sto rendendo conto che la sproporzione tra il piombo fuso e i Qassam non può passare sotto silenzio.

Ma stiamo scherzando? Si bombarda una zona affollatissima, strapiena di civili e si ha il coraggio di fare servizi lacrimevoli sugli abitanti di Sderot ed Ashkelon, che vivono nell'ansia da anni?
Ma ____ (qui ci andrebbe qualcosa alla Germano Mosconi ma mi astengo), e i palestinesi che vivono da sessant'anni senza speranza (perchè i sionisti non molleranno MAI la terra, datevi pace, illusi uniti di tutto il mondo), cosa dovrebbero dire?

Non si capisce il conflitto mediorientale se non ci mettiamo in testa che i palestinesi sono considerati, dalla controparte israeliana sionista come MERDA, nient'altro. C'è un profondo razzismo, alla base, di quello proprio buono basato sulla differenza di sangue e sulla pseudospeciazione e non si può far finta che non vi sia.
Il razzismo però, trattato nei termovalorizzatori mediatici, misteriosamente scompare, viene riciclato, compostato e diventa pappa buona da farci mangiare fino all'ultima cucchiaiata.

Penso che un giorno i servizietti a grandi fratelli unificati dell'inviato Pagliara, tanto per citare il più famoso dei tamburini filoisraeliani, entreranno di diritto nei manuali di propaganda.
Quanto era simpatico stasera il signore israeliano di origine italiana che, dalle macerie immaginarie di Ashkelon, ci ha informato, nell'intervista al mitico, che i palestinesi di Gaza sono degli ingrati di merda, perchè "gli abbiamo dato tutto: l'acqua (!), la luce (!), il cibo (!!) e loro ci bombardano con i missili".
Facile far passare una minchiata del genere quando nessuno provvede ad informare i lettori ed ascoltatori di una cosa come l'EMBARGO imposto a Gaza, con il blocco di medicinali, acqua, luce e cibo e che ha provveduto ad esasperare gli animi di un popolo fin troppo paziente e votato al martirio.
Poveretto, quel signore forse è convinto veramente che i palestinesi non sappiano domani se pasteggiare a Champagne Veuve Clicquot o Dom Perignon. Come lui la pensano milioni e milioni di obnubilati dalla propaganda sionista.

Quando si dice che bisogna mettersi nei panni degli israeliani che "sono bombardati tutti i giorni dai missili" (minchiata assoluta ma proprio per questo maggiormente creduta) io ribatto che se mi tirassero giù gli ulivi, le case, mi obbligassero ad estenuanti soste ai check point tutti i giorni per andare e tornare dal lavoro, trattata come un animale senz'anima, li odierei, CARO OBAMA. E forse non avrei altra scelta che affidarmi ai quattro marpioni di Hamas e ai residuati corrotti di Fatah.
Se fossi una palestinese di Gaza odierei gli israeliani. Senza alcuna paura di passare da antisemita, senza paura di offendere i fantasmi delle vittime della Shoah. Starei odiando solo i miei oppressori.
No signori, qui c'è l'esercito meglio equipaggiato del mondo (a spese dei servi americani) contro un popolo che, oltre a dei Katiuscia e Qassam che fanno ridere i polli ma per la propaganda sionista sono più micidiali delle atomiche, hanno come arma, più che altro, un odio coltivato con cura e amore in più di sessant'anni di ingiustizia subita.

Provo un’infinita pietà, e non ho alcun timore a schierarmi ancora una volta senza se e senza ma dalla parte del POPOLO PALESTINESE, dalla parte di coloro che stanno soffrendo un martirio che sarebbe insopportabile per qualunque altro popolo della terra. Forse solo i Ceceni sono altrettanto negletti dalla nostra coscienza.
Provo anche un’insopprimibile nausea per come ci stanno raccontando i fatti i media. Ormai i morti, che non vi fanno vedere e che cercano di non conteggiare, vedrete, cominceranno a resuscitare, per non far passare gli israeliani per troppo cattivi. In Palestina è già successo, molto tempo fa.

(360 : 3, ricordo le proporzioni tra vittime palestinesi ed israeliane (secondo la Questura) di questi giorni, per i lettori più distratti ed annebbiati dai fumi di oppio provenienti dallo schermo televisivo.)


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

domenica 28 dicembre 2008

L'inverno del nostro sconcerto

E' arrivata la neve, giusto per complicarci la vita. Perchè la neve è bella solo in montagna in vacanza, quando l'unico pensiero è come far sera. In città è una scocciatura, se non hai cinque anni e un babbo che ti costruisce il pupazzo di neve con la bella carotona al posto del naso.
E' anche un rischio perchè, pur con la trazione integrale, in curva la macchina ti accenna il giro di valzer.
La neve dovrebbe di solito portare allegria ma sarà che, quest'anno e in questi giorni, non c'è proprio niente da ridere, quel manto bianco ti fa solo strano ed un vago senso di inquietudine.

Almeno non ho ascoltato i TG, oggi. Mi sono risparmiata sicuramente un mucchio di propaganda indigesta su Gaza ed il massacro in atto, come quella inscatolata ogni sera, con tanto di botulino, dal Pagliara.
I morti, per la cronaca, sarebbero già 400 (secondo Hamas, quindi sono cifre sovrastimate, insinuano viperescamente i media). Anche per i morti palestinesi vale la Legge della Questura. Come se poi 280 morti fossero una sciocchezza, una statistica.

Definirei, per usare un eufemismo, irritante il modo in cui i giornalisti mainstream e i blogger filoisraeliani stanno presentando il raid. E' tutta colpa di Hamas, povera Israele bersagliata dai missili e i bambini israeliani traumatizzati dagli stessi. Quelli palestinesi che ci muoiono per i missili non contano un cazzo. Insomma, come al solito, se la sono cercata.
Lo so perchè gli facciamo tanta rabbia, noi che stiamo qui a scrivere su Gaza e la Palestina facendoci andare il pandoro di traverso e incupendoci di sconcerto per tanta brutalità. Non si fanno una ragione che ci scandalizziamo ancora per 400 straccioni palestinesi. La pietà è come l'erbaccia, si fa fatica ad estirparla. Sono anni che usano diserbanti mentali per sradicare la pietà dalle nostre menti e cazzo, con certi irriducibili non funzionano.

Tra le vittime solo un paio di bambini, dicevano ieri. Colpiti solo i terroristi di Hamas. Certo l'orario scelto non è stato felice, scusate se vi abbiamo colto proprio mentre eravate al lavoro o a scuola, alle 11,30.

Falsi e bugiardi. Sono stati colpiti dei poveri poliziotti di quartiere e delle reclute e, in un posto affollato come Gaza, dire che sono stati colpiti solo un paio di donne bambini è ridicolo. Almeno altrettanto quanto il dire che con ottanta missili made in Iran si sono colpiti solo un israeliano (che vale mille punti, però) e due bambine palestinesi.

Il Papa, d'oro e d'ermellino vestito, ha implorato che si fermino. Bel gesto, inutile come sempre, come le preghiere, ma intanto la pratica è sbrigata.
Inutile sperare in un tardivo ravvedimento e in un rinculo di pietà. Mi è bastato ascoltare ieri sera l'inquisito Olmert, a fianco della iena 007 Livni e dell'imbroglione Barack (quello che voleva dare la terra ai palestinesi mantenendo il controllo sui rubinetti degli acquedotti, ecco perchè Arafat non firmò l'accordo di pace, altro che testardaggine da arabo), tutti insieme a dire che "i palestinesi non sono il nostro nemico". Meno male. Pensate se lo fossero.
Davvero non c'è speranza.

Sarà per questo che la neve che è caduta oggi, in questo inverno bianco e opprimente, sembra più far parte di un inverno nucleare che di un White Christmas.

***
Un anno fa su questo blog: "Ombre pakistane".

OKNotizie Vota questo post su OKNotizie!

sabato 27 dicembre 2008

150 palestinesi per 1 israeliano

Il titolo è fazioso, lo so. I kilombisti paurosi ci vedranno una metaforica svastica intrecciata con la stella di David. Non me ne frega una sega.
Non si bombarda un luogo affollato come Gaza con i missili veri (mica quelle chiaviche volanti dei Qassam, che hanno solo il vizio di cadere 'ndo cojo cojo) a meno che non ci si voglia porre al di sopra delle leggi internazionali. Noi israeliani siamo noi e voi, i palestinesi e il resto del mondo, non siete un cazzo.

Hamas ha rotto la tregua? Sono settimane che Israele voleva fare questo attacco, se ne struggevano, non è stato un raptus, quindi c'è premeditazione.
Hamas minaccia di ricominciare a sparare i Qassam? Solo per questo fai 150 morti e qualche centinaio di feriti, tirando consapevolmente sui civili?
Cosa pensa, la iena Livni, che i palestinesi per questo si cagheranno sotto e andranno in massa a leccarle il culo, rinunciando al loro diritto alla libertà?

La tragedia dei due popoli è che sono più simili, in quanto a testardaggine, di quanto non ammetteranno mai. Nessuno dei due cederà mai, a maggior ragione chi attende da sessant'anni giustizia.
In quel posto maledetto ci sarà la pace solo quando qualcuno dall'esterno avrà preso a calci in culo entrambe le parti. Per primo quel ragazzino viziato pieno di armi ultramoderne che si diverte a torturare gli animali (i palestinesi) e che le ha tutte vinte, qualsiasi cosa faccia, dalla sua imperiale yiddishe mame.
Ecco, io oggi prenderei a calci in culo volentieri lui, la su' mamma e la iena.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

venerdì 26 dicembre 2008

Le belle statuine

Le pregevoli statuine a grandezza Oscar dei ministri dell'attuale governo che vedete sono state commissionate al noto artigiano presepista Genny Di Virgilio di San Gregorio Armeno, Napoli, dal ministro Carfagna, che ha pensato di regalare a ciascun collega una statuina che lo raffigura. Notare il Brunettino a grandezza naturale in primo piano.

Peccato, avessero avuto una base semisferica ci si sarebbe potuto giocare a Subbuteo.
Mi accontenterò di pensare ad una palla da bowling e ad un tiro alla grande Lebowski.



***
Un anno fa su questo blog: "Che bella la TV al plasmon!"


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

mercoledì 24 dicembre 2008

Piezz 'e core

Non credo che vedremo mai Antonio Di Pietro nei panni di Abramo e Cristiano in quelli di Isacco, comunque la frase mi ha colpito.

Approfitto di questa zingaratina natalizia, che spero non mi sia venuta troppo blasfema, per augurare a tutti coloro che hanno la compiacenza, bontà e pazienza di seguirmi e leggermi, un Felice Natale e soprattutto un bel po' di riposo per riprendersi dalle fatiche prenatalizie.

Penso soprattutto a noi signore all'antica che, la mattina di Natale, ci ostiniamo a preparare i cappelletti, il brodo con l'animale ruspante, gli odori e la crosta di parmigiano; l'antico piatto di famiglia, le tartine al salmone che piacciono tanto a babbo e magari un dolcino genuino da appaiare al pandoro. Un tour de force che ci permetterà di accasciarci finalmente sul divano soltanto a cucina riordinata, verso e non prima delle 14.30.
Per non parlare del lavoro della sera della vigilia: la cena a base di pesce, l'impacchettatura dei regali, gli ultimi ritocchi al presepe e all'albero, e l'inevitabile rassettata alla casa.

Che stanchezza e che stress! Io personalmente penso che avrei fatto meno fatica a scalare il Mortirolo sotto la neve.

Buon Natale, amici. Buon Natale di cuore e un ideale abbraccio personalizzato per ciascuno di voi.

Lameduck

***
Un anno fa su questo blog: "Ho fatto un gran pasticcio"
(con ricetta per un piatto caloricamente eversivo e for Christians and Atheists only, dato che contiene maiale e mescola latte e carne di vitello, il massimo dell'anti-kosher, figuriamoci!)


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

martedì 23 dicembre 2008

Questa musica è una tortura

“Per me è un onore pensare che una nostra canzone possa essere servita ad evitare un altro undici settembre”. (Stevie Benton dei Drowning Pool)

La frase precedente, che aggiudica al suo autore l'ambito premio "Cazzone dell'Anno", è stata pronunciata a commento della notizia che nelle prigioni americane in Iraq, Afghanistan e Guantanamo, oltre a quelle segrete sparse in tutto il mondo, si utilizza la musica come strumento di tortura.
I prigionieri vengono esposti continuativamente, giorno e notte, a musica pop e rock sparata a tutto volume. Tra i cantanti che entrano in questa particolarissima ed oscena, per gli scopi che si prefigge, hit parade vi sono Britney Spears, Eminem gli AC/DC ma anche Bruce Springsteen e i Queen. A parte il cazzone e forse la fascistella Britney, gli artisti coinvolti hanno espresso la loro indignazione per l'uso improprio che è stato fatto delle proprie creazioni ed hanno organizzato anche un comitato contro questo tipo di tortura. Uhm, conoscendo questo nostro ambiguo mondo non posso fare a meno di sospettare che, dietro a tanto nocumento, vi possa essere anche qualche avvocato che ha ravvisato una violazione di copyright e vuole chiedere un risarcimento.

Non è la prima volta che la musica viene utilizzata come strumento di tortura. Per fare solo un esempio, nel 2002, durante l'assedio a Betlemme dei militari israeliani ai palestinesi asserragliati nella Basilica della Natività, tra i metodi usati da Tsahal per snidare i nemici vi era appunto lo sparare musica rock a tutto volume con gli altoparlanti.

Ad una come me che ha sofferto di iperacusia, un disturbo che ti fa percepire i suoni in maniera amplificata e l'alto volume di musica e voci come qualcosa di fastidiosissimo e quasi doloroso fisicamente, il pensiero di essere esposta ad una tortura del genere, giorno e notte, provoca una indicibile angoscia e un senso di profonda indignazione per un uso così bieco di una cosa bella come la musica.
Penso a chi può avere avuto la grande idea. Scommetto che c'è stato uno staff di psicologi che ha fatto un bello studio e scritto una splendida relazione da presentare al Pentagono, con le indicazioni sui tipi di musica da usare. "Noi consigliamo X, Y e Z".
Considerando la bruttezza intrinseca di molta musica attuale non devono aver fatto molta fatica a scegliere le campionature.

E' forse vero che in determinate condizioni anche Mozart sparato a tutto volume e 24h24 potrebbe diventare insopportabile.
Nella famosa piéce teatrale "La morte e la fanciulla" (divenuta anche un film di Polanski), ambientata nel Cile post Pinochet, la protagonista riconosce ad un concerto il suo aguzzino sulle note del quartetto di Schubert, da lui utilizzato durante le torture.
Kubrick ha usato una canzone lieve e gioiosa come "Singin' in the Rain" come sottofondo ad una delle scene più disturbanti di "Arancia Meccanica".
Stiamo parlando però di arte. Nella brutalità della realta, se la musica deve essere tortura sarà la peggiore disponibile.

Pensandoci bene la musica viene usata come tortura non solo a Guantanamo ma nella nostra stessa esistenza quotidiana, come fosse un tratto caratteristico della nostra alienante società. Nei ristoranti non puoi parlare perchè c'è la TV o la radio accesa e il tuo tavolo ti capita sempre sotto agli infami altoparlanti.
Tanti anni fa in Germania notai che la musica nei luoghi pubblici era molto soft, un sottofondo, quella che giustamente viene definita ambient. In Italia invece, caciara a tutto busso. dappertutto.
Dopo esserti rovinata il pasto, entri nei negozi per fare del tranquillo shopping e ti devi di nuovo sorbire la radio a tutto volume.
Personalmente in quelle circostanze mi viene lo scoramento e scapperei dal negozio ma continuo lo shopping con l'adrenalina che mi va a mille e mi rende stressata e di mal umore. A volte mi scappa di chiedere alle commesse: "Ma voi riuscite a non rincoglionirvi, tutto il giorno così?" e loro mi guardano con l'occhio da pesce appena pescato e un sorrisetto da gioconde.
Nelle jeanserie poi, luoghi destinati ai ggiovani, se non ti impasticchi prima di ecstasy, non le reggi.

Non è solo l'alto volume della musica ma anche la sua ripetitività che stressa. Quando andavo in palestra, tanti anni fa, mettevano su abitualmente, come sottofondo, un nastro di James Taylor, un cantautore di allora abbastanza soft, un po' belante ma gradevole, se ascoltato solo una o due volte. Dopo qualche mese di ascolto continuo e in loop, tutti i pomeriggi, del maledetto folksinger, e solo di lui, qualcuno di noi organizzò un blitz con rapimento del nastro e sua successiva brutale liquidazione.

La musica quindi, quando è imposta e diventa rumore, è sempre una violenza. Basta istituzionalizzarla studiando l'esatto volume da applicare e diventa tortura scientifica.
Io personalmente farei qualsiasi nome e cognome se mi obbligassero ad ascoltare tutto il giorno Laura Pausini e Nino D'Angelo. E con Avril Lavigne penso che troverei il coraggio di assalire le guardie e mangiarmi la loro faccia. Senza ascoltarmi dopo le Variazioni Goldberg, ma godendomi un assoluto e quasi doloroso silenzio.

***
Due anni fa su questo blog: "Non siate tristi per Welby"

OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

lunedì 22 dicembre 2008

Geni della mòsica

Dato che siamo sotto Natale e dobbiamo essere tutti più buoni, come direbbe il Dr. Lecter, mi dedicherò a qualche tiro di doppietta sul pianista, nella prima parte di un post bivalve dedicato alla musica.
Di solito non scrivo molto di note, bemolli e si-la-do, nonostante otto anni di Conservatorio in gioventù. Con la musica ho un rapporto molto conflittuale e post-traumatico e sono attualmente in una fase di culto del silenzio come bene supremo, tuttavia un paio di notizie di cronaca mi hanno ispirato questi commenti.
Questa sera si ride e si scherza, domani l'argomento sarà decisamento più serio, visto che si parlerà di musica come tortura.

Ho letto dello scandalo riguardo al commento di Filippo Facci al concerto di Natale affidato al capellone fuori tempo massimo e neo idolo della new age Giovanni Allevi. Una stroncatura come non se ne leggevano da tempo e, in questa epoca di grandi lavori di lingua per tutti, dove una medaglia di genio non si nega a nessuno, mi compiaccio che qualcuno abbia avuto il coraggio di dire ad alta voce "a me 'o presepe nun me piace".
Molti si sono risentiti ed hanno accusato Filippero di aver voluto preparare la cassa a questo assoluto genio della mòsica.

Ho ascoltato diversi pezzi di Allevi per farmi una cultura, visto che non lo conoscevo ancora e, se posso esprimere la mia opinione di ex musicista e pianista, se può contare qualcosa, Facci è stato fin troppo morbido.
Se fossi crudele direi "sotto la criniera, niente" ma non lo sono e mi limiterò a dire che se io, che sono un'assoluta e riconosciuta nullità in fatto di composizione, perchè non basta avere l'orecchio assoluto ed aver studiato al conservatorio per essere compositori, mi metto al pianoforte e butto giù degli accordi e uno straccio di melodia inserendo il pianista automatico, ne viene fuori una cosa molto simile a ciò che scrive abitualmente Allevi.

Non c'è niente da fare, Beethoven da sordo spaccato ed incazzato con il mondo e Mozart agonizzante sotto l'effetto tossico del mercurio sono riusciti a scrivere cose disumane, celestiali, molto vicine all'idea che avremmo di un Dio che vi fosse dedicato solo al mestiere di compositore.
Nel caso del foltocrinito amadeus de noantri, a parte la scopiazzatura innegabile di Michael Nyman, uno dei musicisti più ripetitivi e pallosi che si conoscano (anche se per fighetteria si definisce il suo stile "minimalista" e c'è gente che va in orgasmo multiplo ascoltando le sue colonne sonore piri-piri-piri-piri), c'è appunto lo stile di chi si mette al piano in un pomeriggio piovoso a, dico l'orrenda parola, strimpellare. Accordi messi lì senza un guizzo, un'intuizione, un cambio armonico che ti stupisce perchè non te lo aspettavi e perchè pensavi che la melodia continuasse sul solco tracciato dall'aratro della banalità. Pensiamo alle progressioni armoniche di Tristan und Isolde di Wagner, assoluta anticipazione della rivoluzione dodecafonica del novecento e ci rendiamo conto che per i "geni" attuali si può parlare solo di dodecafonaggine.

Se vogliamo dare un giudizio sull'Allevi pianista, dovrebbe ormai essere noto a tutti che non basta toccare la tastiera con la fronte durante l'esecuzione per essere Glenn Gould e nemmeno il più modesto David Helfgott toccato dalla follia, sorella deforme del genio. Per non parlare dell'abilità di Arturo Benedetti Michelangeli di far diventare sublime una cosa terribile come la marcia funebre (Chopin).

Ahimé, sentire suonare Allevi e pensare ai macchinari dello stabilimento di una linea della Iveco è abbastanza automatico.
Il pianoforte, come tutti gli strumenti, se suonato non a livelli divini può diventare molesto come una fresa meccanica a pieno regime.
Il tocco pesante, il "pestare" è la morte del pianoforte, la sua riduzione a vile strumento a percussione qual'è geneticamente. Pensiamo ad un pezzo come Jeux d'Eau di Maurice Ravel, dove la tastiera di legno ed avorio si scioglie in acqua zampillante e, dopo averne ascoltato l'interpretazione di Martha Argerich, sarà più chiaro cosa intendo con livello divino.

Non è colpa di Allevi se il livello musicale dei nostri tempi fa si che lui sembri un genio. La gente vuole roba facile da far masticare alle orecchie, possibilmente già mezza digerita. Musichine che si ascoltano, come dice Facci, in aeroporto e nello spot della carta igienica.
Fate ascoltare in una sala d'attesa la Sinfonia Concertante di Mozart, una delle composizioni uscite direttamente dall'emisfero destro di Dio e potrete palpare l'inadeguatezza di tale bellezza in un mondo brutto come il nostro. Che parla a fare Dio con chi eleva i Salieri agli onori degli altari?

Al buontempone che osasse accusarmi di invidia dico solo che ho rimasto una cartuccia in canna.



***
Un anno fa su questo blog: "Scusate, ho un dietologo per cena"

OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

domenica 21 dicembre 2008

Con questi burattini non vinceremo mai


E non ho davvero bisogno di aggiungere altro.

***
Tanto per farvi leggere ancora un po'... una nuova rubrica
Un anno fa su questo blog: "Rigatoni!"

OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Trafitta da un Dardos

So che diversi siti mi hanno attribuito il premio Dardos, protagonista dell'ultimo meme in voga tra noi bloggers. Spero di non dimenticare nessuno:

SIFASI
ImperiaParla
La Penna che graffia
Gian Luca Visconti

Ringrazio tutti e, visto che non sarebbe carino tirarsi indietro (anche se i meme sono un po' come le catene di S. Antonio, disciamolo! e scommetto che riesco a trovare su Facebook 10.000 bloggers che li odiano) faccio le mie nominations, ovvero segnalo i blog che "hanno dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali".

Per chi volesse continuare il gioco, il regolamento è questo:
1. accettare e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio
2. linkare i blog che ti hanno premiato
3. premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio.

15????!!! Ecchecca', accontentatevi di questi pochissimi ma ottimi blog che ho conosciuto di recente e che mi va di segnalare. Siccome io amo la libertà, chi è segnalato è libero di continuare il gioco o no. Nessuno si senta obbligato.

NoirPink - MODELLO PANDEMONIUM
Chi®ra di notte
Vipera
Sassi a p-arte
Rita Charbonnier

Tutte donne perchè, se è vero che italians do it better, le donne scrivono (e creano) meglio.

sabato 20 dicembre 2008

Il cenone nudo

Stavo pensando al tradizionale Cenone di Natale, che poi a casa mia è un Pranzone, visto che la sera della vigilia si cena a base di pesce e derivati e il 25 a pranzo si va a cappelletti in brodo di cappone, pasticcio di maccheroni, panettone, torrone e vari ammazzacaffé.

Riflettevo ancora una volta sulla spaventosa quantità di sofisticazioni, adulterazioni, vere e proprie truffe compiute sui cibi, gentilmente offerte da quel mostro sanguinario che è la globalizzazione.
Mi è già capitato di scrivere qualcosa sulla mia xenofobia alimentare, cioè sul fatto che il cibo di provenienza esotica che ormai domina i supermercati francamente mi disgusta perchè lo immagino preparato in condizioni igieniche spaventose e contaminato dalle più indicibili porcherie e sostanze tossiche. Come tutti i razzismi è assurdo perchè anche dalle nostre parti, in quanto a zozzeria, non scherzano. Però, tant'è, alla vongola del Mar Nero preferisco sempre, pur aborrendola, la cozza nostra.

L'altro ieri mi hanno servito un pesciaccio insapore e vagamente gelatinoso spacciato per coda di rospo; un animalaccio che nemmeno sei chili di capperi e peperoncino erano riusciti ad insaporire. Dopo aver sapientemente fatto parlato l'oste, perchè non mi facevo persuasa che si trattasse della gloriosa Rana Pescatrice nostrana, ho saputo che era un non ben identificato pesce del Pacifico, parente dell'odioso Pangasio e nemmeno lontano collaterale della rana.
Che volete, mi dicono pesce del Pacifico e io immagino gli effetti dello Tsunami del 2004 sulla catena alimentare ittica. E' più forte di me. Oppure penso a certi incubi cronenberghiani.

Per reazione, questo Natale sulla mia tavola ci sarà un cappone che proviene da un'azienda agricola sita a meno di una quindicina di chilometri da Faenza, animale che ho personalmente sottoposto ad autopsia e sezionamento e che se avesse potuto parlare mi avrebbe volentieri mandato affanculo in romagnolo.
Per il resto degli ingredienti del pranzo mi raccomanderò l'anima a Dio.

Negli ultimi tempi, le continue notizie su sempre nuove adulterazioni e truffe alimentari ci stanno portando a limitare se non a escludere del tutto un numero impressionante di cibi. Il menu del profitto a tutti i costi, anche a scapito della salute pubblica ci offre una serie infinita di prelibatezze.

Settore lattiero-caseario: formaggi scaduti, ammuffiti e marci riciclati nel grattugiato, sottilette dove potrebbe esserci rimasto mescolato dentro qualche topino e suoi derivati, mozzarelle teutoniche di origine innominabile, latte alla melamina oppure allungato con l'ammoniaca.

Carni ed insaccati: maiali irlandesi alla diossina, pesci pescati ai tempi delle guerre puniche, congelati, scongelati, ricongelati e rivenduti come freschi, la new entry di questi ultimissimi giorni prosciutto, scaduto da anni, putrefatto e riciclato nei discount.

Riusciamo a salvarci con i vegetali? Macchè, abbiamo fatto i conti senza i pesticidi che contaminano i seguenti prodotti: pesche, mele, peperoni dolci, sedano, nocepesca, fragole, ciliegie, lattuga (ricordate le verdure a foglia larga del dopo Chernobyl?), uva di importazione, pere, spinaci, patate.

Non ci si salva nemmeno con i cibi di lusso: caviale contraffatto e spumante camuffato da Champagne, soprattutto nel prezzo. Citiamo infine, per non far torto a nessuno, il famoso vino al metanolo e l'olio contaminato con la colza.

Se andiamo al ristorante è peggio. Quasi quasi si rischia di dover rivalutare McDonald's e le sue patatine immortali.

Come ci si salva? Escludendo il digiuno, per ovvi motivi, non resta che sperare nell'effetto omeopatico del veleno. Chissà, magari, con tutte le tossine che mangiamo tutti i giorni l'Amanita Phalloides ormai ci fa una sega.



OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

venerdì 19 dicembre 2008

Un pensierino per Natale

La rottura di palle del Natale si riassume nel seguente e speculare concetto:

Fai auguri e regali a gente della quale non te ne frega una ceppa e ti aspetti regali e auguri da gente che ti interessa e che non te li farà.





OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

giovedì 18 dicembre 2008

Pappanapoli

"Romeo, Romeo! Perché sei tu Romeo?" (W. Shakespeare)

Il sistema di pappalti pubblici di questo scriteriato paese è di nuovo sotto inchiesta. Sarebbe stata individuata, come scrivono i magistrati:
"una commistione impressionante tra politici di ogni colore e provenienza, organi istituzionali, pubblici funzionari, appartenenti alle forze di polizia". Tutti "convergenti - scrivono i pm - a soddisfare le più diversificate pretese dell'imprenditore, autocompiacendosi e grossolanamente di se stessi e dei risultati conseguiti".

Secondo il solito trito copione di questa ennesima fiera del pappamento, c'è un imprenditore, Romeo, che vuole aggiudicarsi i pappalti e per farlo si intorta le Giuliette politiche, il che può voler dire anche chiedere che, in una giunta di centrosinistra come quella di Napoli, la Giulietta di centrodestra non rompa le palle. E' il trionfo della volontà della casta. Questa volta Montecchi e Capuleti fanno affari insieme e si spartiscono il bottino. Che Giulietta e Romeo trombino pure, se ciò porta guadagni per tutti.

Sono coinvolti, dicevo, politici di entrambi gli schieramenti eppure, con un rovescio lungo linea degno del miglior Federer, il TG1 è riuscito a far si che sembrasse un problema solo del centrosinistra. Questo nonostante si sia parlato ampiamente del famoso sodalizio telefonico di Bocchino, un nome che rimane facilmente impresso nella memoria e il cui portatore ci onoriamo si ascoltare tutte le sere mentre conciona sulle bellezze del governo e le orripilanze dell'opposizione. Non risultando altri Bocchini in Parlamento, per quanto ne so, dev'essere proprio lui, la madre di tutti i Bocchini.

Oltre alla sparizione del Bocchino sotto il tappeto, sfruttando il solito vecchio trucco dell'effetto recenza, al noto Gasparri è stata data l'ultima parola in coda a tutti i servizi sull'argomento e lui, senza nemmeno un perizoma che coprisse le vergogne, ha ridotto lo scandalo ad un problema di etica e moralità della sinistra. Sono loro che hanno un problema di etica. Noi no, noi. Passiamo alla guida su come cucinare il pesce le prossime feste.

Appena un secondo prima, Berlusconi aveva invocato l'utilizzo a fine di indagine delle intercettazioni solo per reati gravissimi. Immagino pensasse ad esempio al sezionamento e successiva bollitura di inermi vecchiette per farne sapone da bucato.
Per robette veniali come corruzione, pappamenti, pappalti e affini invece no, non ce n'è bisogno. In fondo cosa volete che siano?


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

martedì 16 dicembre 2008

Contro la pena di vita

E' brutto dirlo, me ne rendo conto, ma chi non vuole mettersi nei panni di chi soffre, è incapace della generosità più grande e nobile, quella di lasciar gli altri liberi di scegliersi un destino, anche di andarsene all'altro mondo se vogliono e difende un principio assoluto ed ottuso che è quello del puro e disumano abuso di potere, dovrebbe solo provare quella sofferenza che non capisce sulla propria pellaccia.

Lo dico consapevole della cattiveria della cosa, con la rabbia di chi assiste ancora una volta agli ukase da zaretti di coloro che vorrebbero condannarci ad una vita non voluta, ad una vera e propria pena di vita.

Segnalo questo commento di Umberto Veronesi, che dice tutto ciò che c'è da dire sulla questione rispetto della volontà del paziente.

OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

lunedì 15 dicembre 2008

Tu sei Bush e ti tirano le scarpe


"Qualunque cosa fai, ovunque te ne vai, sempre pietre in faccia prenderai". (Antoine, 1967)

I nostri media, dall'abituale posizione a novanta gradi, si chiedono sbigottiti come sia stato possibile che un giornalista, una delle specie più miti ed arrendevoli nei confronti dei potenti, possa aver fatto un gesto tanto clamoroso nei confronti dell'Imperatore del Petrolio in persona, tirandogli addosso non un cavalletto da fotografo ma addirittura le proprie scarpe.
Capisco lo sconcerto. E' come quando il cucciolone fino ad allora mansueto improvvisamente mozzica il bambino che gli ha tirato la coda e torto le orecchie fin da quando è nato. Tutti a gridare di abbattere la bestiaccia irriverente ed ingrata. Cosa gli è preso? Chissà cosa diavolo ci mettono in quelle crocchette per animali.

Pensano sia capitato lo stesso con Muntasser al-Saidi, sciita di 28 anni, giornalista televisivo, in passato vittima degli squadroni della morte fiancheggiatori della coalizione di liberatori dell'Iraq, rapito e torturato.
Per i lecchè della stampa occidentale, Muntasser avrebbe dovuto chiedere lui di leccare le scarpe a Bush in segno di sottomissione. Fantasia feticista che gli insetti di tutto il mondo fanno abitualmente. Invece gli si è rivoltato contro, aggredendolo e insultandolo, ma che strano fenomeno.

Certo è più facile immaginare che Brunetta si alzi domattina di venti centimetri più alto che pensare a Bruno Vespa che lancia una Tod's addosso ad un politico, seppure dell'opposizione.
No, dev'essere l'aria malsana dell'Iraq, l'uranio impoverito, le armi chimico-batteriologiche, la Sindrome del Golfo.
Infatti hanno sottoposto il lanciatore di scarpe a perizia psichiatrica e ad esame tossicologico. Già, uno che si incazza sentendo le minchiate di Bush, sentendolo cazzeggiare su una guerra che ha provocato migliaia e migliaia di morti, può essere solo un pazzo scatenato.
Vogliono dargli sette anni di galera per aver mancato il presidente americano. Sette anni se ci fu premeditazione, solo due se si trattò di raptus.

Bush, dal canto suo, è stato bravo ad intercettare e schivare entrambe le calzature, bisogna ammetterlo. Se avesse avuto una mazza da baseball in mano avrebbe potuto perfino tentare un fuoricampo.
Povero George, irriso da un Giovan Battista Perasso qualunque. Si può proprio dire che la sua presidenza è finita in una scarpata.

Vogliate ora gradire, per tutti gli amanti delle scarpe, anche in senso feticistico, il seguente filmatino (di rara bruttezza stilistica).



OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

domenica 14 dicembre 2008

Tanticchia sòla

sola (sòla) s.f.
RE centromerid. Sinonimi FO pacco gerg. AU bidone gerg. AD truffa CO bidonata gerg. , imbroglio, raggiro, fregatura.

Molto spesso, ripensando ad un film che alla prima visione non ci ha entusiasmato, capita di trovarci comunque qualche lato positivo, almeno un paio di momenti memorabili per i quali varrebbe quasi quasi la pena di rivederlo.
A distanza di una mesata dalla visione di "Quantum of Solace" non sono ancora riuscita a rivalutarlo da quella gigantesca sòla che mi è parso.

L'anno scorso l'avvento di Daniel Craig come nuova incarnazione di Bond era parsa una gran bella trovata. Ironico, sanguigno, strafottente ma anche umano fino al punto di prendersi una colossale scuffia per la strafiga di classe Eva Green senza vergognarsi di esternare i propri sentimenti.
Un Bond che nel finale imbracciava il pistolone e sparava la famosa frase "My name is Bond, James Bond", con la spietatezza di un Ispettore Callaghan, facendo presagire sfracelli nell'inevitabile seguito.

Ora che il seguito l'abbiamo visto, che dobbiamo dire? La trama di "Casino Royale" era avvincente, il film funzionava come ritmo, bilanciando scene d'azione e momenti di pura sceneggiatura basata su dialoghi ben scritti. Il cattivo era intrigante, quasi altrettanto fascinoso del suo rivale, l'esotismo era ben contenuto e funzionale alla storia. C'erano momenti fortemente ironici e, come ho avuto modo di far notare, persino echi tarantiniani.

"Quantum of solace" non è niente di tutto ciò. Bond è in piena elaborazione del lutto per la morte di Vesper e, va bene, siamo comprensivi. Però si poteva far durare la depressione non più di un tempo cinematografico.
Oppure tanto valeva ammettere che le svergate sui gioielli di famiglia subite in "Casino Royale" avevano fatto più danno del previsto.
In questo film Bond è più casto di un Formigoni d'annata. Appena un accenno ad una scopatina con una delle Bond girl più sciape di tutti i tempi, quella rossocrinita. Con la Bond girl principale, una brunetta che assomiglia straordinariamente alla Carfagna, niente, solo un bacetto a fine corsa.
Se il vecchio Bond di Sean Connery è un miracolo non sia morto di AIDS perchè si trombava tutto ciò che respirava ed era di sesso femminile nel raggio di venti chilometri, il Bond di Craig sembra sotto tutela da parte di una fidanzata gelosa.
Decisamente, se l'anno scorso avevamo perso in tante la testa per il fascinoso Craig, quest'anno, guardandolo amminchiarsi nel ricordo della povera Vesper e catafottersi giù dai tetti come Wile Coyote, almeno a me ha lasciato totalmente indifferente. Come quando il dentista ti fa la tronculare per canalizzarti il molare. Niente, orgasmogramma piatto.
Anche la consegna di tenere per quasi due ore il broncio, come se Bond fosse stato colpito da una paralisi del settimo, fa la sua parte. Craig non è solo un bonazzo, è un ottimo attore ma va lasciato libero di usare le espressioni facciali. Altrimenti diventa un baccalà. Affascinante ma baccalà.

La trama di "Quantum of solace" (che razza di titolo è questo?) è un dettaglio. La storia si perde senza mai prendere vita tra troppi inseguimenti di macchine, che ormai hanno stracciato i cabbasisi, lotte corpo a corpo da cartone animato dove al massimo ci si sgualcisce la giacchetta, i salti da un tetto all'altro con sbattimenti contro legno, acciaio, pietra senza che nessuno si torca un capello, mentre per molto meno, nella realtà, si celebrano funerali.
Troppe corse per minuti e minuti senza nemmeno un poco di fiatone, inutili le cartoline dal Palio di Siena e dalle cave di Carrara (forse un omaggio all'espressione marmorea di Bond, tenuta per tutto il film?) e un eccesso di esotismo a tutti i i costi.

Delle Bond girl, una e due, abbiamo detto. Trascurabili. Il cattivo Mathieu Amalric è un succedaneo di cattivo, un cattivello, un cattivuccio da quattro soldi. Peccato perchè l'attore francese è capace di ben altre corde.
M ha rotto le palle con l'essere incazzata con Bond per tutto il film. Lo licenzi e basta. C'è sempre Scaramella, da mettere al suo posto.
Caliamo un velo pietoso sugli attori italiani coinvolti nel pasticciaccio brutto. Giannini finisce nel cassonetto ed è la giusta fine per un personaggio inutile come il suo. Quando ho visto Lucrezia Lante della Rovere ho seriamente temuto che saltasse fuori anche Luca Barbareschi. Per fortuna l'abbiamo scampata.
Non si salvano nemmeno la sigla iniziale e la canzone del film. Fanno obiettivamente cagare.

Se proprio deve continuare l'Era Craig sarà meglio, per il prossimo film, che Bond ritorni quello che era: un cinico ed insopportabile maschilista come Connery. Altrimenti, per provare qualche brivido erotico, noi spettatrici saremmo costrette a continuare a preferire Montalbano.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

La parafarmacia della libertà


Fonti:
Maroni: "Io come Giuliani"
Alemanno: "Siamo pronti ad evacuare"


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

sabato 13 dicembre 2008

Un paese di prestigio

E' vero, il nostro è un paese magico ma proprio nel senso della magia, della prestidigitazione, dell'illusione. La grandezza del prestigio è che mentre tu guardi attento il mago muovere le mani, lui ti inganna e il coniglio salta fuori da dove meno te l'aspetti. Oppure scompare, oplà, sparito. Con il pubblico che si spella le mani ad applaudire.

In questo paese scompaiono le manifestazioni. Basta che il ministro del lavoro dica in TV: "è stata un fallimento, non c'è andato nessuno" e lo sciopero generale, puf! sparito. Le istanze di migliaia di persone scese in piazza in un pomeriggio di pioggia finiscono dentro una cassapanca a doppio fondo. Meraviglia!
Un gran merito ce l'hanno senza dubbio i compari del mago, coloro che gli tengono bordone e fingono di essere imparziali, comprese quelle graziose assistenti che leggono le notizie sbattendo le ciglia e che, grazie alle generose scollature, contribuiscono alla riuscita del prestigio, distraendo chi vorrebbe smascherarlo.

Uno dei prestigi più soprendenti del nostro paese è quello di far scomparire il pudore e la vergogna. Il presdelcons insulta impunemente un avversario politico ed i suoi elettori e simpatizzanti, definendo "un'abiezione morale" votare per Antonio Di Pietro. Ed io che credevo che abiezione volesse significare il vivere nel vizio, nella perversione e nella disonestà. Per esempio vivere in funzione dell'arricchimento, vivere nell'inganno e nell'ipocrisia. Ebbene, siamo talmente distratti dal grande prestigio del fiume Tevere che, puf! la vergogna sparisce sotto i colpi della bacchetta del mago e non si sa se mai riapparirà, un giorno.

In questo paese anche la sacralità della famiglia è un immenso gioco di prestigio, uno dei più facili da realizzare. Non occorre essere David Copperfield o Houdini, basta avere tanti soldi e molta faccia tosta. Se per i comuni mortali a volte la Chiesa parla con preoccupazione di famiglia allargata, in quest'ultimo caso partorito dalla cronaca rosa (in tutti i sensi) parlerei di famiglia allagata, anche in omaggio alle piene di questi giorni.
Prestigio è avere, al matrimonio della figlia del mago, la moglie 1 e la moglie 2, i figli di primo e secondo letto, le fidanzate di copertura, i conviventi, gli ex di lei e di lui, gli amanti, i figli nati in stato di concubinaggio (una volta li avrebbero definiti bastardi, ohibò che orrore!) senza che nemmeno un chierichetto abbia qualcosa da ridire. Una grande tracimazione di acqua benedetta e amen.
Eh si, quelli che con un bel matrimonio passa tutto, anche la gaiezza. Per i gay il matrimonio del resto non è che un falso problema. Basta sposare una donna.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

giovedì 11 dicembre 2008

Autentiche madonne pellegrine false*

Non fanno che ripetercelo, i tamburi di latta delle news. LA CRISI. Verranno tempi cupi, da veri lupi e non di quelli romanisti. Eh, caro lei, la CRISI.
Poi, un momento dopo e senza rendersi conto della schizofrenia della cosa, raccontano dei 20 km di coda in autostrada per andare in montagna, fanno vedere le piste piene di sciatori (lo sci è sempre costato una smadonnata), si preoccupano che non manchino gli spumanti da 20 euro la bottiglia sulla tavola di Natale e poi, ah già, la CRISI, ce ne stavamo dimenticando.
GLI-ITALIANI-NON-ARRIVANO-A-FINE-MESE. "ohm!"

La CRISI c'è ma colpisce solo certe categorie di persone che si fa presto ad elencare: lavoratori precari, pensionati, dipendenti senza occupazione stabile e a rischio licenziamento e disoccupati.
Per gli altri, i ricchi e i loro lecchini e lecché, la crisi non c'è ma bisogna far finta che colpisca anche loro perchè se no la ricchezza che ostentano diventa insopportabilmente oscena.

Il ricco soffre sempre di un terribile senso di colpa per essere tale perchè in fondo sa che la ricchezza, soprattutto quella eccessiva, nasce sempre dall'ingiustizia.
Per questo è tanto aggressivo ed ostile nei confronti dei poveri e di coloro che sarebbero per una redistribuzione più equa delle risorse. Quelli che una volta si chiamavano comunisti, per intenderci. La scomparsa dei poveri dalla faccia della terra sarebbe l'unico modo per far tacere il senso di colpa ma purtroppo i forni crematori costano in termini di bolletta del gas e i poveri sono troppi, ed aumentano ogni giorno di più.

Il ricco si gode ed ostenta la sua ricchezza ma lo fa volentieri soltanto tra i suoi simili, in clausura. Come le peggiori perversioni, la ricchezza si gode nel privé, nei club, nei circoli, in quelle Guantanamo di lusso che sono i villaggi turistici dove ci si abbuffa di aragosta mentre ad un chilometro muoiono di fame.

Purchè il povero stia al di là della recinzione va bene. Se il ricco deve passare tra due ali di folla che la crisi la vive veramente ha paura. Quindi, per lenire l'angoscia, minimizza la ricchezza.
Prendete una delle manifestazioni più merdose della cosiddetta buona società: la Prima della Scala, interessante solo per il fatto che i ricchi e le ricche sono costretti ad annoiarsi per qualche ora ascoltando pallosissima musica classica senza potersi rigirare più di tanto nelle poltrone.

Già l'anno scorso, per colpa dei morti della Thyssenkrupp, le sciurette dovettero aggirarsi quasi di soppiatto nel foyer.
Quest'anno, ancor più sottotono per colpa della CRISI, va di moda il fintoricco, il "sembro una madonna di Pompei ma è tutta roba finta, non sparate".
L'hanno definita provocazione, quella della ricca di professione Marta Marzotto, di presentarsi con una parure di bigiotteria da €1,50 al pezzo "complata dai cinesi".
Veronica sembrava una madonna pellegrina? Ma no, non era un collier da qualche milione di euro come ci si aspetterebbe dalla moglie di Berlusconi ma miseri cristalli di rocca.
Dobbiamo dedurre che, anche i soldi che hanno in banca, loro ed i loro mariti, siano in realtà le banconote del Monopoli?

Che fosse tutta scena lo dimostra il fatto che dopo, in separata sede e lontano dai cassintegrati e dai cobas, sono andati come sempre ad abbuffarsi alla cena di gala. Il solito risotto alla milanese che ormai esce da tutti i buchi, il filettino tartufato e cosine da qualche centinaio di euro a testa.
Ci fosse veramente la crisi avrebbero cenato con una bella zuppa del casale, sofficini, Panatine Rovagnati e un Cucciolone Motta. E magari, proprio per strafare ed in onore di S. Ambrogio, avrebbero finito con un Ferrero Rocher.

* Il titolo è un omaggio ad un noto cartello esposto su una bancarella di Napoli: "Autentiche borse di Vuitton false".


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

mercoledì 10 dicembre 2008

La notte delle montagne spezzate di dietro

Eh no, adesso come risarcimento vogliamo "Querelle de Brest", il capolavoro maledetto di Fassbinder, su Raiuno in prima serata e in versione uncut, con Brad Davis in tutto il suo splendore. Con Fabrizio del Noce versione Alex De Large, legato alla sedia e con i divaricatori alle palpebre, obbligato ad assistere a tutto, compresa la sodomizzazione di Querelle. Così imparano, i bacchettoni della Rai.

Io mi rifiuto da anni di vedere film in TV tranciati con la motosega ma immagino cosa potranno aver capito gli spettatori che lo vedevano per la prima volta del film "Brokeback Mountain" evirato delle scene che fanno capire la vera natura del rapporto tra i due protagonisti.
Io vidi il film l'anno scorso e non mi entusiasmò più di tanto. Più avanti spiego perchè.
Sostituendomi al servizio pubblico, visto che la RAI ha tagliato i fondamentali, ricapitolo la trama per gli ignoranti (in senso buono, che ignorano), aggiungendo la descrizione delle scene tagliate.

Due rudi cowboy si trovano da soli su un monte a badare ad un branco di pecore. Prima fanno i duri e puri e poi, complici la natura e la bellezza dei due, che succede? (scena tagliata: Ennis va al sodo con Jack, e lo fa suo piuttosto sbrigativamente. La scena è doverosamente brutale, visto che non stiamo guardando Candy Candy, ma non si vede assolutamente niente al di sotto del busto.)

Ennis è uno di quelli che, dopo essersi abbuffati, si fanno venire la nausea al momento del conto. E' evidente che l'altro, Jack Twist, quello innamorato, sarà destinato a soffrire tutta la vita. Non a caso noi donne ci identifichiamo in lui dal primo istante.
Finita la stagione del pascolo i due si salutano e adios, non prima che Ennis abbia raccomandato all'amico di non raccontare a nessuno quello che è successo tra le fresche frasche, non si sa mai. Che abbia studiato dai preti?
Tornato all'ovile, è proprio il caso di dirlo, Ennis si sposa una sciacquetta che in tre secondi netti gli scodella due marmocchie petulanti. (Chissà se hanno tagliato anche la scena dove il maritino rigira la mogliettina alla maniera delle pecorine di montagna?)

Dal canto suo a Jack va un tantino meglio. Almeno la sua altrettanto insulsa moglie è ricca, o meglio lo è il suocero.
Un giorno Jack si rifà vivo con Ennis e sono di nuovo dolci baci e languide carezze sotto il portico, con la mogliettina che occhieggia basita dalla finestra. (Questa è una delle scene più belle del film, che mi dicono avere tagliato di netto. Un bacio appassionato e molto realistico tra Heath e Jake.) Tagliando il bacio non si sarà capito il perchè della faccia della moglie, immagino. Sarà diventato un momento surreale alla Buñuel.

Da quel momento i due, con la scusa di andare a pescare, si incontreranno periodicamente sulla montagna galeotta. Per vent'anni.
Tra divorzi, mamme che imbiancano e figli che crescono e nonostante abbia provato a rifarsi una vita con un altro casalingo disperato, il cuore di Jack però è sempre rimasto con Ennis a Brokeback Mountain. Ad ogni incontro, ogni offerta di Jack di sfidare le convenzioni e andare a vivere insieme viene rifiutata dall'altro tutto di un pezzo, che non vuole che il paese mormori ma preferisce vivere nell'ipocrisia del "toccami Cecco, mamma Cecco mi tocca". Anzi, affinchè suocera intenda, racconta di quando, da piccolo, assistette allo scempio di un gay del luogo, ucciso dai veri maschi del luogo con modalità efferate.

Come da manuale hollywoodiano, non può mancare il finale tragico, i rimorsi tardivi, le lacrime da coccodrillo e la camicia dell'amato che diventa la reliquia dell'amore impossibile, pateticamente appesa sulla gruccetta di fil di ferro. Un momentino trash, se vogliamo.

Il film a suo tempo mi ha deluso, come dicevo, perchè è piuttosto lento, noiosetto e scontato, con molto National Geographic e Marlboro Man e con una sceneggiatura dai dialoghi a volte involontariamente ridicoli. E poi soprattutto perchè in fondo fa il gioco di chi vuole colpevolizzare l'omosessualità.
Io avrei avuto più coraggio di Ang Lee, avrei fatto una cosa tipo "Thelma e Louise," con Ennis e Jack che lasciano le rispettive stronzissime mogli con un "hasta la vista baby" e scappano lontano andando a spassarsela allegramente non solo in montagna ma anche al mare, in campagna e in città, trombando beati come ricci. Con un finale dove, passando dalla Spagna, si sposano e invecchiano felici finchè uno non muore nelle braccia dell'altro.

Ora pensate. Hanno preso un film che non premia la gaiezza ma la rende scelta tragica come sempre e dove chi ama muore e se ne sono fatti spavento. Hanno temuto che qualche vero maschio italico potesse deviare dalla retta vita della gnocca e potesse bagnarsi in sogno pensando a Heath e Jake. Hanno chiamato Facciadicuoio e lo hanno fatto divertire con la motosega. Come sempre si considera più accettabile la violenza della censura della forza rivoluzionaria del sesso.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

lunedì 8 dicembre 2008

Affari suoi

Nei giorni scorsi, nell'ambito della Campagna Prenatalizia di Sollevamento del Morale delle truppe, il presdelcons si è recato in visita al Polo tecnologico di Poste Italiane, magnificandone le meraviglie e l'alto tasso di finissima gnocca, ma lasciamo perdere.

Già, le Poste. Non c'è che dire, la consegna della corrispondenza funziona un pò meglio che in passato, i postini girano in motore, hanno tutti quelle bellissime giacche gialloblu (che fanno molto IKEA, forse per far finta di essere svedesi) e sono perfino dotati di un sistema satellitare per dare lo scarico delle consegne delle raccomandate.
Quello che lascia molto a desiderare ancora sono i servizi agli sportelli.
Nella mia città hanno costruito un obbrobrio di palazzo tutto per loro con decine di sportelli ma tra libri, dvd, cd, pentole, penne, quaderni, calendari e giocattoli, il personale è sempre quello ed è meglio tenere una gentile signora in più alla cassa cianfrusaglie a grattarsi piuttosto che alleggerire il traffico dei correntisti e pagatori di bollette. Così ti tocca ancora fare la fila perchè gli sportelli aperti sono sempre solo due, anche il giorno del pagamento delle pensioni e uno serve per gli Eletti che hanno il conto presso le Poste. Loro passano avanti a tutti nella fila dedicata.
Fai la coda anche perchè, se l'azienda comincia ad assomigliare ad una compagnia privata, i suoi impiegati conservano la snervante lentezza da bradipo del dipendente "pubblico".
En passant, l'odiosa gabella che si paga a Poste Italiane per il versamento su bollettino e i pagamenti delle bollette, è aumentato da 1,00 a 1,10 euro.

Berlusconi ha lodato le Poste, dicevo. Per uno specialista di pacchi dev'essere stato come per un topo trovarsi in una forma di Emmenthaler.
L'interesse di Berlusconi per le Poste è lievemente interessato. Per chi non lo sapesse, la sua finanziaria Mediolanum, nel 2004, firmò un accordo con Poste Italiane per l'utilizzo dei 14.000 sportelli già esistenti (e di proprietà pubblica) per la vendita dei propri prodotti. L'accordo saltò nel 2006 e anche se PI disse che si trattava del raggiungimento del normale termine del contratto, forse pesarono le polemiche politiche scaturite dal fatto che il presdelcons utilizzasse strutture statali per i propri affari senza oltretutto passare da una regolare gara d'appalto.
Dopo la rescissione si parlò, da parte di PI, della possibilità di un rinnovo del contratto con la finanziaria di Berlusconi ma non ho trovato notizie in proposito. Se qualcuno ne sapesse qualcosa può contribuire nei commenti.

Magari, quella attuale, è solo nostalgia di Silvio per una bella donna amata e poi lasciata.
Il pacco però, con lui, è sempre in agguato e quindi è meglio stare in campana.
Cosa volete, ho appena saputo che il famoso provvedimento sull'IVA "pronta cassa", ovvero da pagare solo al momento dell'incasso e non in anticipo, è un bel pacco natalizio con tanto di fiocco e riccioletti fatti con le forbici. In teoria si potrebbe fare ma c'è un problema di regolamenti europei e quindi molto probabilmente non si farà.
Si ma, dov'è il problema? E' certo che se parlerete con un berlusconiano se non proprio di ferro, di latta, giurerà che Berlusconi ha rivoluzionato il pagamento dell'IVA, favorendo le aziende. Anche se non è vero.
Nel pacco c'erano si i 500.000 euro ma, cazzi tuoi che l'hai cambiato e quindi ti toccherà solo l'ippopotamo. Anzi, la sua cacca.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

sabato 6 dicembre 2008

Il lavoro rende eterni

"Le chiamano morti bianche, chissà perchè, quando invece sono rosse del sangue di chi guadagna i famosi 1000 euro e poi si sente dire dall'economista di grido che dovrà lavorare, pardon farsi il culo, fino a settant'anni perchè se no a lui, all'economista, gli tocca mantenerlo.Si fanno tanti bei discorsi sulla prevenzione ma quando uno sta lavorando da 12 ore filate, l'attenzione, la concentrazione e, cristodiundio, la stanchezza, ti fottono.Voglio essere retorica, si. Questi sono martiri, onorateli".
Lo scrivevo un anno fa, all'indomani della tragedia dei sette operai morti cremati vivi nell'inferno dell'acciaieria ThyssenKrupp e lo riscriverei oggi. Cosa è cambiato da allora? Nulla. Ci sono stati altri 1003 morti sul lavoro, ci manteniamo nella media annuale. Queste sono cifre che non conoscono crisi.

Oggi alla rievocazione della tragedia di Torino, Fassino ha sgranato gli occhi più della Carfagna perchè nè alla messa nè, figuriamoci, al corteo, erano presenti esponenti del governo e affini.
Perchè meravigliarsi, benedetto ragazzo, a me pare una cosa assolutamente normale. Sono gli operai che votano Berlusconi che si illudono che lui pensi a loro e si preoccupi dei loro problemi. Lui ci ha da fare con le gemelle, che cazzo. Ha da rimpiangere Craxi, disquisire di etica (lui) andare a fare la corsetta a Pescara e portare avanti la sua Battaglia della Grana.

Non c'era nemmeno la Confindustria. O bella, e che ci andavano a fare dopo aver affermato che la richiesta dei PM di inquisire i dirigenti della fabbrica per omicidio volontario a causa dei famigerati estintori scarichi, era "eccessiva"? Giudizio sul quale, per altro, il governo delle destre si è detto pienamente d'accordo? Non si può volere la Emma piena e la Marcegaglia ubriaca.

Sacconi, che dovrebbe occuparsi solo di materie del lavoro e quindi di prevenzione delle morti per infortunio, non c'era ma ha inviato in sostituzione di sé una lettera al comune di Torino contenente tante belle parole. Come si dice, basta il pensiero.
Non troppo tempo fa, chi fu che disse che se ci sono tanti incidenti è perchè gli operai sono sbadati o non rispettano le regole? Berlusconi e Schifani, mi pare.
Smettetela di illudervi. Non siamo noi che siamo operai. Sono loro che sono padroni.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

venerdì 5 dicembre 2008

Un doppio velo pietoso

Stasera solo un aneddoto, assolutamente vero, sui preti e la morte e la dimostrazione che non c'è più veramente religione.

Si contatta il parroco per concordare l'orario di una messa funebre. Il parroco risponde infastidito, come sempre, quando chiamano i beccamorti.
"Mi dispiace, abbiamo già un altro funerale domattina alle undici."
"Ma, mi scusi, noi saremmo in chiesa da voi per le nove".
Segue una estenuante trattativa per strappare il consenso a celebrare il funerale in parrocchia.
Poi viene il bello.
"Però venite direttamente in chiesa, non sto a venire all'obitorio a dare la benedizione".
Il beccamorto non crede alle proprie orecchie.
"Come, come?? Lo dice lei alla famiglia che non intende benedire la salma prima della chiusura?"
"Ah, caro signore, ormai queste sono tradizioni che sono destinate a scomparire. Nelle grandi città nessuno più va a benedire la salma alla partenza".
Il beccamorto insiste, temendo di dover subire le ire dei parenti del morto per la mancata benedizione.
"Ma, mi scusi, io non mi assumo una responsabilità del genere con la famiglia. E poi, andiamo, la benedizione per la defunta ci vuole."
"Ma cosa vuole che le serva, ormai è morta!"


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

mercoledì 3 dicembre 2008

L'Ilaria che si rivolta al ciarlatano

Poverino, lui non sapeva niente, "io ninti sacciu". Ecco, se lo dicesse nella lingua di Pirandello e di Mangano, farebbe ancora più effetto. Figuriamoci se qualcosa che riguarda le televisioni non arriva a Sua Conoscenza.
E pensa che combinazione, mentre Sky è under attack, Mediaset Premium fa megaofferte vantaggiosissme per accaparrarsi clienti, magari quelli che disdiranno Sky. Siamo sicuri che l'Unto non si dedicherà anche alle parabole prossimamente e questo non è che solo l'inizio delle Guerre Satellitari?

L'IVA livellata al 20% per tutti è una direttiva europea? Commovente questo improvviso attaccamento alla bandiera blu stellata, però l'Europa in teoria ci imporrebbe anche di mandare Fedequattro sul satellite, e liberare le frequenze occupate illegalmente per assegnarle a chi le ha regolarmente acquistate, tramite concessione governativa per 12 miliardi delle vecchie lire, ovvero il signor Francesco Di Stefano di Europa 7.
Non è difficile compiere uno sforzo di immaginazione e pensare che se questo adeguamento avesse fatto in tempo a farlo Prodi, loro avrebbero gridato alla "sinistra che, invidiosa di coloro che sono abbonati ad Hot Club, attenta ai diritti degli italiani di vedere la paytv".

Sua Impudenza ha detto che è stata una bastardata mandare "quella là", ovvero Ilaria D'Amico a fare il proclama "contro di lui" domenica scorsa a tifosi unificati. Come osano usare le tette corazzate e i tacchi a spillo a lunga gittata contro di lui?
Già, parla quello che costrinse due anziani, Sandra e Raimondo, a turpi atti di sottomissione feticistica dal vivo ai tempi del famoso "oscuramento" delle reti Mediaset. Ben altra Iva allora, la Zanicchi, arringò le truppe Fininvest come una novella Ivita e Mike perse anche l'ultimo briciolo di pudore, dicendo che si doveva votare per Berlusconi perchè era meglio del Rovagnati.

Sua Sfacciataggine accusa Murdoch di usare il pelo di figa per tirare a sé eventuali scontenti elettori di Berlusconi ma dovrebbe sapere che chi di tetta ferisce, di tetta perisce. Speriamo solo che Veltroni non offra immediatamente alla Ilariona una candidatura per l'Europa.

E' meglio ribadirlo. Sky non è una virginale pulzella da salvare dalle grinfie dei bravacci di Arcore. E' una puttanona che aumenta il canone quando cazzo le pare, IVA o non IVA, senza avvertirti prima e che non dà solo le partite di calcio ma rivende a caro prezzo tutto il più vetusto ciarpame televisivo con in mezzo qualche documentario soporifero, partite di tennis dove la pubblicità è interrotta ogni tanto da due idioti che si tirano una palla e appassionanti tornei di poker. Purtroppo però non c'è altra scelta.

Quando fu introdotta la paytv, essa faceva gola a chi sappiamo e si fece in modo che non vi fossero concorrenti che disturbassero. Murdoch ha solo ereditato una situazione di privilegio e dovrebbe essere così fesso da rinunciarvi?
Murdoch è uno squalo fascista che ha sempre tirato la volata ai guerrafondai del mondo. Però non si può dimenticare che il nano è un concorrente diretto di Murdoch e il fatto di aumentargli l'IVA, con la scusa dell'Europa, è una mossa da furbone del quartierone, non da capo di governo.

La cosa migliore, per dirimere la questione tra i due vecchiacci dell'etere, non so se siete d'accordo, sarebbe un bel catfight nel fango o, in alternativa, in altra materia organica della stessa consistenza.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...