sabato 24 luglio 2010

Gran Volpino

Certo si può proprio andar fieri di essere la casa automobilistica che ha preteso di vendere la Duna (nella foto, solo per stomaci forti) e che ha tirato fuori, dopo un pranzo a base di funghi allucinogeni, l'orrendo muso della Multipla, non a caso citate tra le più brutte auto mai esistite. Altro che le Trabant e le NSU Prinz dei tempi andati.

Comunque Marchionne può andare quando vuole a fare i suoi Fiorini e gli Scudi da una parte (perchè, già che c'è, non un Fiat Scheo in onore della Lega?) e le Punto, Panda e Seicento dall'altra. Magari in Serbia, Papuasia o Inguscezia.
Però, per coerenza e per dimostrare che ha coraggio da vero imprenditore, perchè non chiama il modello da produrre in Serbia Fiat "Curva"? Ed avrebbe altresì il coraggio di sfornare una Fiat "Figa" da commercializzare in Italia, così da potere avere un giorno un film dal titolo "Gran Figa" con protagonista un'auto e non la solita topona? Del resto se la Ford ha fatto la Escort...
Dai, Marchionne, se hai il coraggio di fare la Fiat Figa senza contributi statali te la facciamo fare a Termini Imerese senza fiatare, saltando pure i turni del riposo, le ferie e siamo pure disposti a dare un calcio in culo alla FIOM.

Rettifica: La Fiat ha sempre disegnato auto meravigliose dal design stupefacente, resistenti a tutte le intemperie, robustissime e senza mai un filo di ruggine. Sergio Marchionne è un grandissimo imprenditore che mette al primo posto gli interessi degli operai italiani.

11 commenti:

  1. ha ha ha!
    ti stai solo esercitando o il DDL è già passato?

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  2. Brando20:55

    Qualcuno dovrebbe ricordare a Marchionne che lo stabilimento di Pomigliano d'Arco è stato costruito dallo Stato; che l'Alfa Romeo è stata ceduta sottocosto alla Fiat, nonostante una molto più vantaggiosa offerta della General Motors, con la motivazione che "doveva restare italiana" (lo disse Prodi, la frase ti ricorda qualcosa? quando si richiamano ai supremi valori nazionali c'è sempre una fregatura sotto). Ma se Bertinotti ha definito Marchionne un esponente della borghesia illuminata italiana mi sa che c'è poco da sperare. Un paese governato da persone serie dovrebbe "costringere" la Fiat a produrre in Italia, e gli strumenti ci sarebbero. E' la Fiat a fornire auto blu e mezzi di servizio allo stato italiano (sono migliaia di mezzi ogni anno se consideriamo anche i mezzi militari), suppongo in condizione di monopolio. Anche noi potremmo fare qualcosa, visto che le Fiat, se non sbaglio, sono vendute soprattutto in Italia. Se chiude le fabbriche potremmo cominciare a non comprare più le sue automobili.
    Ma dubito che gli italiani sarebbero disponibili a questa modesta forma di protesta civile.

    P.S. Io trovo le Trabant bellissime... ti consiglio una rettifica, non si sa mai.

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  3. anche io mi devo esercitare con questa storia del ddl.
    http://vitainpillole.wordpress.com/

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  4. Ho paura che non impareremo mai. La nostra aspirazione ad avere anche noi italiani una pseudo casa regnante, una sfilza di bei giovani abbronzati e venerandi playboy installati nel jet set internazionale, ci fotterà sempre.

    Già l'Avvocato si è spolpato generazioni di operai e di contribuenti (e spiumandosi generazioni di attricette ben mantenute) ricambiandoci con copertine di magazine molto in, glorie sportive e tragedie familiari. Ovvio che ora che anche il cognome s'è dissolto in quel bel mondo internazionale non ci sia più nulla a legare i discendenti degli Agnelli a questo limone provincialotto e già troppo spremuto per mezzo di contributi e fondi neri. Lapo è lanciatissimo a fare storiche figure di merda nel prime time USA, John a traghettare i sogni del nonno nel grande incubo globalizzato, e far ingollare ai metalmeccanici di là metodi e paghe che nemmeno i giapponesi erano riusciti a far passare.

    Da noi restano Silvio e Piersilvio e figli e nipoti, che hanno ancora quel po' di rustica rozzezza per restare ad occupare i giornaletti del cafonesco gossip nostrano, e che non hanno ancor intenzione di mollare l'osso: c'è ancora un bel po' da spolpare, prima di scappare.

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  5. Si chiamerà “Contratto Marchionne”, dovrà essere firmato dai sindacati, Cisl,Uil, Ugl, Fismic e controfirmato per accettazione dai singoli lavoratori che vogliano essere assunti nelle aziende del gruppo Fiat, settore auto. Se non firmi vatti a trovare lavoro da un’altra parte, tanto c’è abbondanza di disoccupati. Se non ci sei tu c’è subito pronto un altro che pur di portare a casa un tozzo di pane accetta tutto. Sarà la Bibbia del dipendente Fiat. Marchionne ha un così alto disprezzo di chi lavora, dell’operaio, che ha la certezza che ormai la dignità della persona, il rispetto di sé, è meno che un optional. In fondo prende esempio da se stesso.

    Il “Contratto”, di cui siamo in grado di anticipare i contenuti è fatto di pochi punti, l’amministratore delegato della Fiat non ha tempo da perdere. Ha dettato qualche idea a pseudo giuristi del lavoro e loro hanno provveduto a dare esecuzione alla volontà di Cesare. L’Articolo 1 è lapidario: Cesare è il mio padrone non avrò altri padroni all’infuori di lui che comanda sulla mia vita ed io obbedisco. Art. 2: si lavora quando Cesare decide, si può prevedere anche dei turni completi, mattino, pomeriggio e sera. In questo caso il salario è a scalare: se prendi dieci al mattino, la sera, visto che sei sfinito e produci molto meno, puoi arrivare a non più di quattro. Alla fine della giornata tutti insieme per il ringraziamento, con genuflessione obbligatoria di fronte all’immagine di Cesare. Art. 3 : il salario non può superare la media dei salari percepiti nelle fabbriche dislocate in tutto il mondo. Chi attualmente porta a casa qualcosa in più deve restituire il maltolto e adeguarsi. Art 4: è previsto un contributo malattia e pensione che deve essere dato dal lavoratore all’azienda per sgravarla dai costi e come compenso perché ti da lavoro. Art.5: Onde evitare che i lavoratori possano scambiarsi opinioni o comunque parlare fra loro è obbligatorio l’uso di un bavaglio, tipo quello previsto dal governo italiano a proposito delle intercettazioni e delle informazioni. Art 6: l’azienda distribuirà ai dipendenti un piccolo breviario dal punto di vista sindacale. E’ eliminata la parola sciopero. E’ fatto obbligo al lavoratore di non turbare l’armonia aziendale con azioni dissennate come lo sciopero e di non usare mai questo termine neppure con i familiari. L’azienda si fa garante del diritto dei lavoratori di non scioperare mai. Chiunque viola questo articolo viene immediatamente licenziato. Prima dell’allontanamento dal posto di lavoro è previsto un 'giro' in tutti i reparti a bordo di un’auto trasformata in gabbia, in modo che tutti vedano quale è la sorte di chi viola il contratto. Art 7. L’iscrizione al sindacato di fabbrica è obbligatoria. A dirigere l’organizzazione sul luogo di lavoro sono i dirigenti aziendali e i capi reparto. Segretario generale Sergio Cesare Marchionne, segretari generali aggiunti, Bonanni, Angeletti, la Polverini dell’Ugl in attesa di un nuovo segretario e uno del Fismic scelto a piacere da Cesare. Presidente onorario il ministro Sacconi .

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  6. Uhuhuh!!!
    Bella l'idea della "Gran Figa"!!!

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  7. ( continua )

    Art.8. Le ferie devono essere godute solo la notte . Per venti giorni l’anno è garantito al lavoratore un solo turno, quello del mattino. Per cui l’istituto delle ferie è salvo. Con la famiglia puoi andare al mare dalle sette della sera fino alla sei del mattino, restando comunque a disposizione nel caso in cui ci sia bisogno. Art.9. Per quanto riguarda la pausa pranzo può essere usufruita tutti i giorni previo pagamento di un ticket. Il lavoratore deve introdurre due monete da due euro per avere assicurato venti minuti di pausa. Il pranzo deve essere acquistato presso la mensa aziendale ed è comprensivo di un primo e un secondo al costo di dieci euro. Pane e bevande escluse. Se il lavoratore lo porta da casa deve pagare un altro ticket di quattro euro per affitto del posto tavolo, comprensivo di sedia. Art.10. Tutti i giorni , per ogni turno di lavoro, è prevista la pausa di tre minuti per recitare la “preghiera” di Cesare per scacciare i cattivi pensieri e inviare le dovute maledizioni alla Fiom e alla Cgil. Il “ contratto Marchionne” contiene la seguente nota a verbale: in caso i lavoratori pongano problemi di informazione si devono rivolgere all’Ufficio Trasparenza mettendo per scritto , non più di dieci righe, la loro richiesta. Se entro dieci giorni non arriva risposta vuol dire che l’Ufficio ha ritenuto la domanda non pertinente. L’Ufficio è diretto dal Primo assistente di Cesare. Collaborano i segretari nazionali di Cisl e Uil. Esclusi Ugl e Fismic che non hanno mai niente da dire.

    Il corsivo di Puck

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  8. questa e' da ricordare negli annali !!!

    un sindacato che prima si appecora al padrone poi si rivolge ai sindacati in contrapposizione.

    siamo alla farsa,all'idozia piu' totale.AIUTOOOO !!!

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  9. ho dimenticato il link

    http://www.asca.it/news-FIAT__BONANNI__GOVERNO_NON_FA_NULLA__EPIFANI_FACCIA_PASSO_AVANTI-937824-ORA-.html

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  10. Della Grande Fiat ricorso senza nostalgia la 124, che per fortuna mi hanno distrutto 14 giorni dopo l'aquisto. Avevi appena fatto in tempo ad accorgermi che era fatta di latta, e che decollava anche con una leggera brezza forza due.

    Grande la Duna, un balzo all'indietro di trent'anni, nata persino più antica della Fiat 1100 e della Simca 1000. Mitico il disegno tecnico fatto da Cuore, che parlava di ruote optional in Lego leggero...

    Della Argenta mi rifiuto di parlare. Conservo ancora il comune senso del pudore.

    Le Alfasud-Fiat le vedevano col pianale inferiore già corroso dalla ruggine, inclusa nel prezzo.

    Infine, come dimenticare l'epoca del Terrore, quando a Linate, prima di salire su un taxi, facevo passare un sacco di gente davanti a me, finchè non riuscivo a schivare la 600 Multipla?

    Per riuscire a fallire in Italia (paese più motorizzato d'Europa) avendo il monopolio del settore, ci vuole tutta la genialità dei Romiti, e dei Cordero di Monteprezzemolo. Per fortuna che è arrivato il manager a giro collo.

    I serbi della gleba costruiranno le Fiat, ma compreranno le VW, come hanno sempre fatto. Le Fiat sono come l'AIDS: se le conosci, le eviti.

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  11. Rossonato23:57

    Obama in visita a Marchionne elogia Fiat-Chrysler: "Sergio gran lavoro".
    Scambio di complimenti, applausi scroscianti, 1.500 dipendenti in festa con magliette che inneggiano a Sergio Marchionne prima e a Barack Obama poi.
    Oh yea, we can... scimiettava wolter nella campagna elettorale. Ancora una volta ci sbattiamo la testa.
    Che facciamo non lo osanniamo più e lo affianchiamo al nanomalefico o lo vogliamo idolatrare ancora questo colored del kenia?

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