lunedì 28 aprile 2014

Contro l'euro, con convinzione e senza rimpianti, e per l'Italia



"I migranti oggi sono l'elemento umano, l'avanguardia di questa globalizzazione e ci offrono uno stile di vita che presto sarà lo stile di vita per moltissimi di noi."

Le elezioni europee, se non sono le politiche, ne sono un'ottima imitazione.  E, per quanto mi riguarda, le europee di quest'anno sono più politiche di quanto si possa immaginare. Forse ancora più politiche delle politiche, se mi perdonate il gioco di parole. Spiego subito il perché e mi scuso se la premessa ad una dichiarazione di voto sarà un po' lunga.

Prima che deflagrasse la crisi ci potevamo permettere il lusso di mandare all'Europarlamento dei pupi variopinti a far finta di governare l'Europa in base a puri ideali e riconoscendoci nelle varie sfumature politiche di questi ideali. Se eravamo di destra o di sinistra si votava in base a queste etichette identitarie. L'Europa non era certamente cosa da tagliarcisi le vene, né da consumarcisi le meningi, era semplicemente carino mandare i vessilli e i tamburini delle nostre contrade al Palio di Bruxelles. La politica era altra faccenda, era una questione interna, l'Europa era una cosa in più, un diversivo.

Dal 2008 in poi tutto è cambiato. Il terremoto dello shock del debito ha fatto crollare l'intera architettura dell'Europa facendoci scoprire che i sontuosi ponti e palazzi con i quali il Grande Architetto aveva voluto ornare le banconote della moneta unica erano più pericolanti delle villette abusive costruite con cemento depotenziato.
Nel 2011 ci siamo accorti improvvisamente che non eravamo più padroni in casa nostra, che quell'Europa dei pupi stava governandoci per conto terzi, spazzando via governi molesti ma pur sempre eletti da noi, immischiandosi nei nostri affari, facendoci i conti in tasca, contandoci i maccheroni in bocca, mettendo in discussione il nostro stile di vita, il nostro benessere acquisito in decenni di duro lavoro e sacrifici, le nostre capacità, i nostri talenti e trattandoci come Untermenschen (il tedesco non è casuale) o bambini deficienti da rieducare alla durezza del vivere.

E' stato in quel periodo che chi voleva informarsi del perché l'Europa stava interessandosi così pesantemente e così insistentemente a noi ha potuto scoprire quale fosse il motivo di tale intrusione ed il perché di quella sensazione sgradevole che giorno dopo giorno provavamo di occupazione da parte di un governo di collaborazionisti del nemico, quasi di invasione aliena.
Chi scrive e tanti altri come me che avevano vissuto fino a quel momento nell'ignoranza economica e giuridica più completa, crogiolandosi nella democrazia data per scontata, hanno potuto aprire gli occhi grazie al lavoro di Alberto Bagnai, Claudio Borghi, Antonio Maria Rinaldi, Luciano Barra Caracciolo  - ed altri ma soprattutto loro  - che hanno fatto della divulgazione dei veri motivi della crisi economica, al di là delle menzogne della propaganda dei media, una vera e propria missione, sia detto senza paura di cadere nella retorica.

Grazie a loro abbiamo scoperto che il mezzo per dominarci in quel modo così umiliante non era altro che l'euro, la moneta unica che, la teoria economica e proprio quella neoliberista insegnava ed insegna, non deve mai essere applicata ad un'area disomogenea come un'unione di paesi sovrani senza aver prima stabilito un governo e regole comuni perché altrimenti si dà la possibilità ad un paese forte, in grado cioè di farsi le regole su misura, di dominare gli altri e, per esempio, eliminare pericolosi concorrenti economici attraverso il vincolo della fissità del cambio. Era già successo in Argentina con il dollaro negli anni 90 e, ancora una volta, la teoria dell'OCA, applicata al contrario, stava diventando un'arma di distruzione economica al servizio del capitalismo assoluto.
Infatti, nelle immagini della Grecia umiliata, offesa e ridotta alla fame, stiamo ormai riconoscendo i segni inconfondibili di quella shock economy descritta da Naomi Klein in quello che sta rivelandosi uno dei testi più importanti di quest'inizio di millennio.
Ciò che, negli ultimi quarant'anni, aveva cancellato diritti acquisiti, allargato a dismisura la forbice tra l'1 e il 99% della popolazione, permesso la pretesa del primato delle élites e distrutto secoli di conquiste sociali fino a minare il concetto stesso di democrazia, dal Sudamerica all'Asia, era infine giunto a conquistarci. L'ultima tappa di un trionfante tour mondiale.

L'Europa dei morituri per Maastricht e degli inni alla gioia (ma che te ridi?) non esisteva, era solo un guscio pieno di retorica pelosa, l'europarlamento era solo la scenografia per una messinscena, quella che permetteva alla Germania - il paese dominante della situazione - di riprovarci per la terza volta in cent'anni a ridurre il resto del continente ad un'ammasso di nazioni immiserite a lei asservite.  E' la coazione al mercantilismo. Non è colpa loro, li hanno disegnati così.
Se l'euro era stato un errore ed era noto da decenni che,  alla prima grave crisi periodica, sarebbe finita così, se lo avevano fatto comunque c'era una sola spiegazione: la cosa era stata voluta.
L'Europa era stata costruita in maniera tale da permettere il dominio di alcuni paesi sugli altri, con la finanza ormai degenerata in neoplasia che avrebbe potuto speculare sui destini di paesi interi decidendo chi doveva crepare e chi no, ed eravamo in guerra economica, uno contro l'altro, senza saperlo. Alla faccia dei Nobel per la Pace. Quegli zuzzurelloni degli americani con i loro mutui subprime avevano fatto saltare tutto e, per lo meno, ora si giocava allo scoperto.

Dopo anni, grazie all'opera di divulgazione dei succitati volonterosi e attraverso comitati, congressi, blog, libri, video, film, programmi televisivi e quant'altro, si è riusciti a far conoscere il problema euro, ad esporlo nudo sul tavolo autoptico. E' stato finalmente fatto in Italia ciò che già si stava facendo, in ambito accademico e non, in tutta Europa, soprattutto nei paesi colpiti più duramente dalla crisi, ma perfino nella Germania che credeva di avvantaggiarsi solamente dalla moneta unica e non è escluso potrebbe paradossalmente essere quella che dovrà uscirne per prima per salvare capra e crauti.
Dal lavoro instancabile di informazione di questi esperti al servizio della conoscenza è nata una parola nuova: euroscetticismo.
In Europa sono sorti partiti che mettono in discussione l'euro e che per comodità di etichettatura chiamiamo antieuro o appunto euroscettici, come l'AfD in Germania.
In Gran Bretagna Nigel Farage con il suo Ukip che addirittura vorrebbe far uscire il Regno Unito dall'Unione Europea (seppure l'UK non sia nell'euro, anche grazie alla Thatcher) è attualmente nei sondaggi il primo partito. Ovviamente la stampa di espressione debenedettina lo chiama "il Grillo di Londra".
In Francia Marine Le Pen mette al primo posto del programma del Front National l'uscita dall'euro e la ridefinizione delle regole europee, accingendosi anch'ella ad ottenere un grande successo elettorale.
Sull'onda delle disgrazie patite dai paesi dell'eurozona, altre nazioni stanno rivedendo in tutta fretta i loro piani di ingresso ed altre persevereranno nell'orgoglio di non esserci mai volute entrare, avendo avuto pienamente ragione.

E in Italia? Spiegare cose che richiedono un minimo di ragionamento a gente tenuta volutamente nell'ignoranza o tutt'al più nutrita con le pappine predigerite della televisione è tecnica sopraffina, non è da tutti. Se poi tra queste tabule rase da alfabetizzare vi sono i politici l'impresa può sembrare senza speranza. Non parliamo poi se i politici sono dei somari, o ragionano in malafede perché sono ignoranti a comando - sono pur sempre dei pupi, ricordate? e fingono di non capire.
Qui sta il merito principale di Alberto, Claudio, Antonio e Luciano nell'aver non solo fatto capire il problema ad un pubblico sempre più vasto, di avere animato e tenuto vivo il dibattito, oltretutto lottando contro un pensiero unico dominante che era espressione di quello che è stato definito il PUDE, il Partito Unico dell'Euro, dotato di una fenomenale macchina di propaganda dotata di tutti gli accessori di mistificazione e menzogna, ma di avere finalmente trovato chi pare aver compreso la gravità del problema e delle conseguenze che colpiranno tutti noi se non vi si porrà rimedio.

Perché, parliamoci chiaro, qui non è in ballo la vittoria del proprio partito al Palio e il portarsi a casa la porchetta arrosto o almeno il pupazzone di peluche di consolazione. Non è il momento di fare distinguo e mettersi a discutere se la porta tagliafuoco dalla quale fuggire deve stare a sinistra perché quella a destra no, non sta bene, come insiste ad incaponirsi da anni il sinistrume economico.
Qui è in ballo la nostra vita. Sono in gioco i nostri interessi, le nostre proprietà, i nostri diritti, Il nostro lavoro, minacciato dai job-acts dei mezzi toscani ricopiati con la carta-carbone dalle leggi Hartz tedesche - perché anche i tedeschi, come l'altra volta, stanno pagando un prezzo alto al Reich, con l'Anschluss interno e la deflazione salariale.
Da noi c'è gente che si ammazza, migliaia di esodati, disoccupati, licenziati, giovani senza futuro e pensionati che stanno vivendo una vita di pura merda. La classe produttiva, dagli imprenditori ai loro operai, è minacciata di estinzione. Il destino della classe media previsto dalla dittatura del debito non è l'incremento del suo benessere ma una drammatica retrocessione nel Lumpenproletariat.
Si sta mettendo in discussione la democrazia, con ciò che ne resta affidato ad una serie di governi non eletti ma nominati da pseudosovrani, che si susseguono con l'unico scopo di portare avanti un'agenda da proconsoli di una provincia, anzi un Land, dell'impero. E' in gioco anche l'identità nazionale, non solo il concetto di patria che non ha mai avuto molta fortuna in Italia perché quando l'Italia è stata fatta non si sono fatti gli italiani. Tra parentesi, questa volta potrebbe essere la volta buona, chissà.

Trovare un partito che si schierasse apertamente contro l'euro e il dispotismo eurocratico anche in Italia non è stato facile.
Chi siano i collaborazionisti è chiaro. E' in primo luogo il Partito Democratico, il famigerato serpentone metamorfico, che considera valide solo le elezioni dei suoi segretari e scherani da parte della propria base. Le chiamano primarie ma sono anche ultimarie, perché sta diventando l'unica forma di consenso popolare che ancora tollerino e chissà ancora per quanto.
Berlusconi, che pure ci ha rimesso le penne da premier a causa delle attenzioni dell'Europa e di quell'agenzia di recupero crediti per conto delle banche tedesche che è la BCE, oltre ad essere politicamente finito non riesce a fare altro che la stampella al PD assieme agli altri partiti frattaglia del PUDE. Non capisce e non vuole capire anche se c'è chi ha tentato in tutti i modi di farglielo capire. Pazienza. Del resto, se non sono in ballo i suoi interessi personali, non è che si possa pretendere più di tanto da lui. Si sapeva.

Dalla parte delle opposizioni, il Movimento Cinque Stelle, caratterizzato da una base anche vogliosa di imparare e bravina, ha però un'altezza che crede di aver già imparato tutto e che alla fine fa come cavolo le pare, infischiandosene della base, quindi farnetica di referendum impossibili e, per bocca del suo manager capellone, si rifiuta di prendere in considerazione l'uscita dall'euro.
Vede, Casaleggio, in questi foschi momenti, la parola d'ordine per salvarsi è "fuori dall'euro", non "Pippo". Chi non la conosce finisce nel tritacarne della storia. Pazienza. Aver mandato i vostri in Parlamento a far schiumare di rabbia il PD è valso il biglietto. Speravamo che avreste capito anche il resto. Non lo volete fare. Grazie di tutto. Per il resto, faremo loro sapere. Chiamiamo noi.

Vorrei spendere un paio di parole in più sulla sinistra, che ho lasciato al suo destino da tempo e che ogni giorno meno rimpiango. Intendo quella specie di sinistra che occupa la sedia a sinistra del PD, ovvero dell'avanguardia della reazione.
L'altra sera ho visto uno spettacolo tristissimo. La Barbara Spinelli, quella che, per far finta che esista una sinistra antagonista all'eurocrazia, manda avanti il greco che non ha niente da perdere e che è venuto a candidarsi qua perché al suo paese, difendendo ancora e comunque l'euro, probabilmente je menerebbero.
L'operazione Tsipras, rappresentata in televisione dalla compagna di colui che propugnava la riscoperta per noi della durezza del vivere è forse il punto più basso, la fossa delle Marianne della sinistra. Mi ricorda quelle infernali graticole elettriche che d'estate servono a friggere gli insetti molesti, attirati dalla loro luce. Infatti ci stanno cascando tutti, soprattutto gli intellettuali, gli ex ragazzi e ragazze immagine della sinistra, gli scrittori, i chitarrosi di partito, i punkamminkia di sessant'anni e quelli tanto ma tanto democratici.
C'è poi SEL, che se possibile, ma per la sinistra ormai nulla è impossibile, è ancora peggio. Ricordate la citazione all'inizio, quella sui migranti e lo stile di vita? Appartiene a Laura Boldrini, quella della ghigliottina. Eccovi il video.

 

La riscrivo così vi si imprime meglio nella memoria: 
"I migranti oggi sono l'elemento umano, l'avanguardia di questa globalizzazione e ci offrono uno stile di vita che presto sarà lo stile di vita per moltissimi di noi."


"Per moltissimi di noi". Non dice che sarà lo stile di vita di tutti noi, ovvero lei compresa, ma di moltissimi di noi, cioè di voi. Capito? Voi farete la fine dei migranti, ovvero sarete dei disperati, e lei vivrà su Elysium.
E' lo stesso tono delle funzionarie messe a governatrici dei paesi conquistati dalle guerre imperiali e non vi meravigli che una messa lì dalla sinistra elogi a quel modo la globalizzazione, ovvero il capitalismo unchained, anzi, il capitalesimo. E' l'internazionalsocialismo la loro nuova mutazione.

Ecco, dichiarando il mio prossimo voto alle europee per la Lega Nord, l'unico partito - assieme a Fratelli d'Italia - che ha avuto l'umiltà di studiare assieme a noi e a capire, grazie soprattutto alla buona volontà di Matteo Salvini, che ha imparato la parola d'ordine, dichiaro altresì che lo farò senza alcun rimpianto del tipo "avrei preferito che ci fosse arrivato un altro partito". E questo è l'unico punto di dissenso che ho trovato nella bella dichiarazione di voto di Alberto Bagnai a favore di Claudio Borghi che sottoscrivo. Se la sinistra ci fosse arrivata a capire la questione euro non sarebbe stata sinistra. Ripeto, loro sono il Partito Internazista. Una Boldrini che dice quelle cose, che esprime una tale coscienza elitaria, ultraclassista ed autorazzista ormai è immaginabile solo a sinistra. Che non sia più solo un problema di PD che ha perso la testa lo dimostrano le miserie di SEL e gli effetti del TroikaHeuroCannabinolo (copyright IstitutoPUDE) delle Spinelli. Pazienza, finiranno nel tritacarne storico con i grilli. Il macinato sarà più saporito.
Aggiungo che se Salvini non ci tradirà e sarà disposto a vincere questa battaglia tutti assieme, facendo prima l'Italia sovrana e permettendole di risollevarsi e poi discutendo pure di autonomie, senza più discorsi su terroni ed altro, potrà contare sul mio sostegno anche in futuro. Ecco perché la mia scelta è assolutamente politica. E ribadisco che se fossi francese o inglese voterei Marine Le Pen o Nigel Farage senza indugi.

Sostengo quindi anch'io la candidatura di Claudio Borghi, se non altro per riconoscenza verso colui che ha contribuito con i suoi storify, video e articoli ad aprirmi gli occhi e, non potendolo votare direttamente, appartenendo ad un altro collegio, voterò molto volentieri Francesca Donato, non perché dddonna ma perché brava, tenace ed altra instancabile animatrice del dibattito sull'euro. Sono felice di poter appoggiare e votare persone che conosco, non ancora personalmente purtroppo ma attraverso il loro lavoro che seguo ormai da anni. 
E' tutto. Così è se vi piace. Astenersi maldipancisti e distinguaroli, usceri da sinistra e cagacazzi dei vari Fronti Popolari di Giudea. Qui si salva l'Italia o si muore.

83 commenti:

  1. Per una vita ci siamo turati il naso e abbiamo votato il peggio, ma in nome di che? Paure, ideologie? Io la penso come te e non avrò alcun rimpianto, ho molto più rimorso ad aver votato Prodi.

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    1. A chi lo dici! Mi taglierei la mano in differita.

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    2. Giuseppe00:27

      Oddio, non parliamo di voto a Prodi, altrimenti mi viene voglia di imitare Muzio Scevola (tagliarmi la mano no, perché appena vedo il sangue svengo)

      Anch'io, ebbene sì, l'ho votato nel 2006. O meglio, avevo votato Rifondazione per "spostare il baricentro del governo più a sinistra", come dicevo allora. E dire che ero già anti-Euro nella seconda metà degli anni Novanta, quando l'Euro non esisteva ancora! Che cos'è successo, poi? Non so rispondere. Sono rimasto sempre anti-Euro (mi ricordo vivaci discussioni con amici e conoscenti, che mi prendevano per matto), ma non sono riuscito a dare a questa questione il giusto peso, anzi...l'ho considerata una faccenda secondaria, talmente secondaria da dare il mio voto al sig. Prodi. Ma sapete, c'era da sconfiggere Berlusconi...

      (Che coglioni che siamo stati!)

      La sveglia, per me, è arrivata nel novembre 2011, quando Monti ha preso il posto di Berlusconi; "è una vergogna," pensavo, "detesto Berlusconi ma è stato votato dagli italiani. Questa non è democrazia".
      Ho espresso questo parere a più persone, diciamo così, di sinistra, che stavano festeggiando la caduta del Cavaliere (perché "Monti almeno è una persona seria, all'estero non rideranno più di noi"), ottenendo sempre la stessa risposta:

      "Ah, quindi sei diventato berlusconiano?"

      "Berlusconiano? Ma se abbiamo fatto le battaglie contro le leggi-vergogna di Berlusconi, perché dovevamo salvaguardare la democrazia, l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge etc., e adesso voi sostenete un governo infame che nessuno ha votato, e imposto da organismi internazionali non eletti da nessuno? E' questa la vostra democrazia?"

      Silenzio; non ho mai ottenuto una risposta sensata a questa domanda. Però, quantomeno, ho imparato a non votare più per appartenenza.

      Alle Europee voterò anch'io Lega e Claudio Borghi. Sono e resto nettamente di sinistra (in questo concordo con Bagnai più che con Lameduck), ma per uscire dalla casa in fiamme prendo la prima porta che si apre, qualunque essa sia. E, per quanto non abbia grande fiducia nella Lega (eufemismo), la convinzione con cui Salvini ha abbracciato la causa NoEuro, e in particolare la divulgazione tramite opuscoli e tour, meritano di essere ricompensate.

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    3. Quanto ci ho sperato che la sinistra dimostrasse un po' di orgoglio nel rivendicare le sue battaglie storiche: una per tutte la lotta di classe! Ma sono solo dei cialtroni arroganti, ignoranti e attaccati a poltrone, nomenklatura ed apparato.
      E in effetti ci stavo pensando pure io oggi.. se la lega la smette con il razzismo e con alcune assurdità potrà contare sul mio voto anche alle politiche.. ha tempo per cambiare.
      Intanto quante litigate per 'ste europee, in famiglia tutti piddini!
      Resistere resistere resistere!

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    4. Giuseppe23:11

      Ma in realtà i partiti "di sinistra" che abbiamo votato in passato stanno pienamente rivendicando la lotta di classe... peccato solo che la stiano facendo dalla parte dei "padroni" (per usare un linguaggio un po' antico), o dell'1% di cui parla Lameduck (con un'espressione più attuale: ma il concetto rimane lo stesso)!

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  2. d'accordissimo! e vada in Europa pure Borghezio che è stato uno dei pochi a farsi malmenare cercando di entrare in un incontro massonico Bilderbergh...

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    1. Borghezio c'è già e si è fatto espellere per le stupidaggini che dice

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  3. STANDING OVATION. BRAVA. GRAZIE.
    "... Fatti non foste a viver come bruti/ ma per seguir virtute e canoscenza.".
    E visto che sono sull’onda delle citazioni, un bellissimo breve passaggio tratto dall’apologia di Alekos Panagulis, autore dell’attentato fallito al dittatore Papadopulos nel 1968, nel processo-farsa intentato contro di lui:
    "Fui sempre, e sono, un combattente che lotta per una Grecia migliore, un domani migliore, una società insomma che creda nell'Uomo. Se io mi trovo qui è perché credo nell'Uomo. E credere nell'Uomo significa credere nella sua libertà. Libertà di pensiero, di parola, di critica, di opposizione: tutto ciò che il golpe fascista di Papadopulos ha eliminato..." (ieri Papadopulos, oggi l’euro, con l’aggravante di omicidi mascherati da suicidi).

    "...io non amo la violenza. La odio. Non mi piace nemmeno l'assassinio politico. Quando esso avviene in un paese dove esiste un libero Parlamento e ai cittadini è data la libertà di esprimersi, di opporsi, di pensare in maniera diversa, io lo condanno con disgusto e con ira. Ma quando un governo si impone con la violenza e con la violenza impedisce ai cittadini di esprimersi, di opporsi, addirittura di pensare, allora ricorrere alla violenza è una necessità. Anzi un imperativo. Gesù Cristo e Gandhi ve lo spiegherebbero meglio di me. Non c'è altra via, e che io non vi sia riuscito non conta. Altri seguiranno. E riusciranno. Preparatevi e tremate...".
    Oggi la violenza si chiama €. Si chiama UE. Si chiama BCE. Si chiama FMI…
    Un violento: “NO!” spero che sia sufficiente. Ho timore che non basti. Quanto ai nostri collaborazionisti, così abili a saltare da un carro all’altro, cambiandosi d’abito con la velocità di Arturo Bracchetti, sapranno sicuramente trovare nuove vie per riciclarsi in quel minestrone che è il potere costituito. E comunque ci penserà la Storia ad asfaltare queste nullità. Il Ministero della Propaganda troverà sicuramente vie più sottili e subdole, rispetto a quelle fino ad oggi usate. Le esternazioni della signora “tojetequeicartelliiiiiiiiiii”, che diversi anni fa avrebbero provocato una ribellione generale, è la prova che il progetto al quale il Dicastero sta lavorando, sta dando i frutti sperati oltre le più rosee aspettative. Il “frame”: -Non ci sono alternative - sta funzionando. Secondo me ci sarebbe bisogno, attraverso il mezzo televisivo che è il miglior medium per questo, di re-incorniciare la percezione della realtà con un violento bombardamento di verità storica sull’abuso subito, unito a dosi da cavallo di speranza nel futuro.
    Il dolore che sento per questo furto di libertà e speranza, spero che mi serva a essere più attento e meno accondiscendente rispetto alle facili promesse dei ben noti pusher (ho già dato).
    Nord ovest: Borghi (+ 1 voto da me).

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  4. Spezzo una lancia in favore della sinistra, quella vera, non quella internazista di Boldrin e Spinelli. Le proposte che fanno i candidati anti-euro presenti nella lega hanno tutti i connotati di proposte di sinistra, paradossalmente anche quelle sostenute da Borghi, che comunque è sicuramente più a destra della Donato (che è presente nelle liste leghiste di Nordest e Isole, quindi se non avete Borghi nell'elenco guardate se c'è lei). Un conto sono le etichette, un altro i contenuti. anche solo la fine del divorzio tra tesoro e banchitalia, cosa sostenuta da TUTTO il fronte antieuro (pure da Fratelli d'Italia), vorrebbe dire uno spostamento a sinistra delle possibilità offerte dalla politica. Viviamo tempi strani, oltre che drammatici. I compagni da salotto scavalcati a sinistra da Alemanno e Borghezio...

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    1. Il problema oggi non è la destra o la sinistra ma se si sta dalla parte dell'1 o del 99%. E' l'unica domanda che dobbiamo farci e che dobbiamo fare ai nostri candidati.

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  5. Salve, è la prima volta che intervengo. Voglio ringraziarla perché questo post rispecchia il mio pensiero e credo quello di molti; provo inoltre una sana invidia per il suo modo di scrivere avvincente e chiaro che avevo già notato altre volte. Mi permetto di segnalarle una svista, e lo faccio solo perché questo post merita di essere perfetto. " La classe produttiva, dagli imprenditori agli loro operai" La ringrazio, e mi scusi per la segnalazione che spero non interpreti come polemica perché non lo è affatto. Amedeo

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    1. Dove ho sbagliato? Imprenditori e operai perché entrambi partecipano al processo produttivo, è errato? Grazie per il commento.

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    2. Forse intende "ai loro operai" e non "agli loro operai". :)

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    3. Salve Barbara, come dice doctor solo un banale errore di forma non di contenuto. Perdona la pignoleria.

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    4. Già, finalmente l'ho visto e mi era proprio sfuggito. Grazie.

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    5. A parte l'inezia, è un post graffiante e lucidissimo. Da far male. Però bisogna ammettere che sarebbe ancora più autolesionistico e irresponsabile coltivare illusioni su questa sinistra, che poi è diventata una destra molto ipocrita. Mio malgrado non posso che essere d'accordo: meglio affrontare l'ignoto che rendersi complici di un tradimento storico di portata sconvolgente.

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  6. Anonimo12:35

    Voterò Francesca Donato, vivo nel Nord-Est.

    La battaglia è fra i mondialisti e i sovranisti. Destra e sinistra non hanno più nessun significato. Queste due aree politiche hanno differenze di facciata che servono solo a raccogliere i voti degli allocchi. Destra e sinistra ormai si sono fuse in una amalgama nauseante e opprimente.

    Lo ripeto qui di nuovo a caratteri cubitali da ex elettore di centro-destra:

    SPERO E CREDO CHE FORZA ITALIA PRENDERA' UNA SCOPPOLA BIBLICA ALLE ELEZIONI EUROPEE. E' QUELLO CHE SI MERITA. IL DESTINO DI QUESTO PARTITO ( ? ) E' SOLO ED UNICAMENTE LA SUA SCOMPARSA.

    Ad Arcore sanno benissimo cosa accadrà. Il fatto che un certo Toti dica che Forza Italia al 20% sarà già un miracolo, ci fa capire che sanno che sono destinati all'estinzione. Un enorme meteorite il 25 maggio si abbatterà contro questi dinosauri inutili, inconcludenti, parassitari, ma soprattutto STUPIDI!

    Dopo l'estinzione di questi idioti, non ci rimarrà altro che concentrarci sul PD, il vero architrave italiano dei mondialisti. Nonostante i media schierati e venduti, il piddinume crollerà sotto l'evidente ottusità dei vari Scalfarotto, Gozi, Mosca, Demicheli e ciarpame vario con al vertice il Conte Mascetti alias Matteo Renzi. Sarà una battaglia lunga e diffcile.


    Zugzwuang

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    1. Questo mi piace degli elettori di cdx, che pure ho svillaneggiato parecchio in passato (ma forse non come faccio ora con i piddini), e cioé che una volta delusi dal loro partito ne traggono le conseguenze. I compagni invece no, sempre fedeli alla linea nonostante tutto.

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    2. Anonimo15:41

      Cara Barbara, un anno fa o poco più, sei milioni e mezzo di elettori di centro-destra hanno mandato A FARE IN CULO il loro partito di riferimento. A mia memoria, sono del 63, credo che si tratti della più grande sconfitta elettorale che la storia repubblicana ricordi in termini quantomeno di voti persi..

      L'elettore di centro-destra è una persona pragmatica e non intrisa di ideologie. Non sogna, anzi non fogna mondi ideali nè utopie come i piddini.

      Trarne le conseguenze è il minimo che si possa fare. Assisto con incredulità e con sgomento ogni giorno nella città in cui vivo ( Verona ), alla chiusura di negozi e alla sparizione di intere zone industriali ormai diventate cimiteri. Mi chiedo come sia possibile che un partito, che ha come riferimento elettorale la piccola e media borghesia, possa impunemente impoverire proprio il suo elettorato senza pagarne le conseguenze. E' impossibile infatti! Constato che dopo la scoppola presa alle politiche, codesto partito non ha capito un emerito cazzo di quello che sta succedendo, oppure se l'ha capito, è incapace di prendere il coraggio a due mani e discostarsi da questa linea politica fallimentare e priva di prospettive. In questo partito regna il CAOS. Soprattutto nella testa del suo leader: fa rieleggere Napolitano, poi lo attacca. Entra in maggioranza di governo e poi se ne esce. Attacca l'euro ( Berlusconi dice che l'euro è una moneta straniera ) ma poi il giorno dopo si dichiarano euristi convinti. Potrei andare avanti a lungo con queste boutade. Questa non è una linea politica. Questa è una sceneggiata da avanspettacolo. Qui siamo oltre la Commedia all'Italiana. Di conseguenza, trarne le conseguenze e non votare più questo partito che ha tradito il suo elettorato è una scelta obbligata di cui vado fiero. Così come sono fiero di essere anti-euro e anti-UE.


      Zugzwuang

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  7. Anonimo14:24

    Stima per Borghi, Bagnai, e tutti coloro che si battono per l'uscita dall'Euro.
    Ritengo però ingeneroso e un pò fuorviante l'atteggiamento nei confronti dei 5 stelle.
    Beppe Grillo non ha mai rifutato di prendere in considerazione l'uscita dall'euro.
    Anzi, intervistato in varie occasioni (su youtube si trovano) ha sempre detto e ribadito che fosse per lui sarebbe per l'uscita dallì'euro tout-court.
    Propone una linea più meditata che passi per un referendum che possa permettere ai cittadini di esprimersi sulla questione, cui si giungerà se non verranno stracciate talune costrizioni firmate ed inserite nella costituzione come il fiscal compact o il pareggio di bilancio o il vincolo del 3% deficit/pil.
    E se non accetteranno l'adozione degli Eurobond.
    Tutte condizioni che l'Europa tecnocatrica con la quasi sicurezza non condividerà, per cui lapalissianamente si giungerà ad un referendum che molti ritengono comunque fattibile.
    Certo è che ad oggi mi sembra, nonostante una certa prudenza sull'uscita dall'euro, assai più credibile il M5S piuttosto che una Lega Nord che finora non ha certo dato una bella immagine di sè, condividendo tra l'altro il governo Berlusconi che il terreno per le riforme capestro poi ratificate l'ha preparato per bene.
    Io votrerò 5 stelle, e personalmente preferirei una linea più dura e netta sull'uscita dell'euro, ma, mi perdoni, fare un fascio in cui ci mette pure il M5S con gli altri pseudopartiti, lo ritengo assai sbagliato.
    Il M5S è sinora l'unica vera novità nel nostro desolante panorama politico da trenta anni a questa parte.
    Ed è schierato con i cittadini, sempre.
    E lo sarà anche nel valutare la questione Euro in Europa, ne sono certo.

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    1. Anonimo15:20

      In sintesi: "Pur riconoscendo i buoni propositi che animano il M5S nel promuovere iniziative per contrastare l'attuale conduzione fallimentare della moneta unica, tutti i 7 punti proposti da Grillo potrebbero essere molto più proficuamente perseguibili e realizzabili immediatamente, con il ritorno alla piena Sovranità monetaria".

      Safonte

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    2. Caro Anonimo (vedo che non hai letto le istruzioni), il problema è che NON ABBIAMO TEMPO. Le aziende che muoiono non si rialzano come Wil Coyote dopo l'esplosione del razzo ACME. Io non discuto la buona volontà dei militanti del M5S, discuto Grillo e Casaleggio che non si decidono. Ah, e per la miliardesima volta: un referendum sull'euro, non si può fare, i trattati internazionali non sono sottoponibili a referendum popolare per la nostra costituzione. Che famo, rovesciamo prima l'Italia come un calzino e poi, se Grillo si convince, usciamo dall'euro? Tanti militanti del M5S conoscono il problema, moltissimi lo hanno capito ma è quella cazzo di dirigenza che non lo capisce e non vuole fare nulla. Io comincerei a farmi delle domande.

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    3. Giuseppe15:36

      Le rispondo prendendo spunto da un mio vecchio amico di Lentini:

      1 - Il referendum non si può fare.

      2 - Se anche il referendum si potesse fare, gli elettori voterebbero in massa a favore dell'euro a causa del terrorismo psicologico che verrebbe sparato ventiquattro ore su ventiquattro su ogni mezzo di informazione.

      3 - Se anche gli elettori decidessero di votare contro l'euro, questa sola possibilità, ben visibile nei sondaggi, darebbe il via a una gigantesca fuga di capitali che porterebbe in breve tempo al fallimento di tutto il sistema bancario e, a ruota, dello Stato italiano.

      Adesso mi tolga una curiosità: ma se Germania e soci si dichiarassero a favore degli eurobond, chiedendo però in cambio la rapida approvazione dall'European Redemption Fund, lei crede che i parlamentari del M5S dovrebbero votare a favore?

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    4. Si, Safonte, esatto. Sette punti per perdere tempo inutilmente.

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    5. Anonimo18:09

      La posizione di fare un referendum che la Costituzione non prevede è una NON POSIZIONE!

      A mio avviso la verità è che il M5S vuole i voti degli anti-euro pur essendo un movimento eurista fino all'osso. Ecco il perché di questa non-posizione sull'euro. Rimanere ambigui aiuta. Saranno in tanti a cadere in questa trappola. Questa è solo tattica in un momento storico in cui bisogna fare scelte strategiche.


      Zugzwuang

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    6. Anonimo18:12

      Un Referendum sul € non è praticabile, solo l'annuncio del Referendum sul € causerebbe un attacco massiccio sul BTP italiano causando un selling climax terribile sul BTP, probabilmente per parecchi giorni se non settimane, il BTP sarebbe probabilmente sotto pesante pressione per mesi.
      E adesso si puo immaginare Cosa provocerebbe un attacco del genere al italiota medio, tipo franza o spagna basta che se magna, giusto causerebbe quintali di diarree. Al giorno del Referendum il risultato sarà del 90% pro €, tutto il lavoro di bagnai, 48 ecc. verebbe distrutto.
      Un uscita del € è possibile solo nel assoluto secreto, creando prima una Task force, con le menti piu lucide del paese (matematici, economisti, politici, giuristi su legge internationale) coinvolgendo tutte le banche Italiane di rilevanza, la banca centrale italiana e il tesoro e con in tasca un piano B, studiato fino ai minimi dettagli. Io includerei anche imprese come ENI, ENEL, FINMECCHANICA, forse in queste imprese dovrebbe intervenire la bancha centrale italiana. ma non credo che un aumento del debito di quelle imprese del 20% causerebbe il loro fallimento. 20% dovrebbe essere la svalutatione media se si uscirebbe dal euro.
      Paolo

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  8. Voterò Borghi dato che vivo al centro ed anche io mi taglierei le mani per aver votato Prodi, ma errare è umano purtroppo. Rispetto al M5S come si fa a difendere Grillo, non è vero non ha mai rifiutato di prendere in considerazione l'uscita dall'euro, perchè se l'avesse fatto non avrebbe riempito il suo blog di post uno in contraddizione con l'altro. Una volta da spazio a Bagnai (l'unica) l'altra Guido Maria Brera, una volta abbaia contro la Merkel, l'altra dice che non vuole uscire dall'euro perchè sono altri i problemi del Paese. L'unica cosa che porta avanti senza un minimo di ripensamento è il referendum, che detta così fa tanto democratico, ma se si riflette fa tanto disorientamento. Il referendum si può anche proporre ma prima devi avere una linea univoca, ma insomma ce li ricordiamo i referendum che sono stati proposti in Italia? Avete visto mai i radicali all'epoca del divorzio andare in tv e proclamere di essere a favore in una trasmissione e di essere contro in un'altra? No chiaramente, Grillo invece fa proprio questo, come si fa ad informare gli italiani usando questo sistema? Da un punto di vista economico c'è stato mai un coordinamento tra i vari meetup sparsi per l'Italia per affrontare l'argomento euro? Quale referendum si vuole fare se prima non si è certi della propria posizione e soprattutto sapendo bene come funzione l'informazione. C'è un battage pubblicitario a favore della UE da far impallidire, avere spazio per far valere le ragioni dei contrari alla moneta unica è complicato come scalare il Monte Bianco e Grillo e il suo amico Casaleggio cosa propongono? il referendum. O ci sono o ci fanno. In più un pò di giorni fa Casaleggio rilascia un intervista al Fatto Quotidiano in cui fra le altre cose afferma:

    La campagna elettorale sarà giocata contro l’euro?
    Noi NON ABBIAMO impostato la campagna elettorale sull’uscita dall’euro. Ma per rimanere dentro l’Europa (e intendiamo l’Europa economica, perché quella politica non c’è, è scomparsa) noi pretendiamo di avere delle garanzie e di poter far sentire la nostra voce come Stato italiano. Noi vogliamo uscire solo se non avremo garanzie e la nostra voce non sarà ascoltata. MA NON DICIAMO: l’EURO E' BAGLIATO. Diciamo: l’applicazione del sistema euro non sempre è gestibile. Il fiscal compact, per esempio. Ormai è chiaro che in Italia il Pil non aumenterà, l’ALTRA VARIABILE SU CUI INTERVENIRE E' IL DEBITO PUBBLICO. A FARLO DIMINUIRE CI HANNO PROVATO TUTTI: ci ha provato Tremonti, Monti, Letta, ci sta provando Renzi, ma ormai è normale che ogni anno noi ci portiamo a casa centinaia di miliardi di debito pubblico in più. Con la speranza che non aumenti lo spread, sennò le cose peggiorano ulteriormente. L’EURO E' UN PROBLEMA, NON IN SE', MA COME VIENE GESTITO.

    Chi se la prende con l’euro dice che la crisi italiana non dipende da corruzione, burocrazia, sprechi, evasione fiscale…
    L’euro e l’Europa non devono essere un alibi. Noi abbiamo oggi 800 miliardi di spesa. Di questi, 100 sono tasse sul debito. Degli altri 700, POSSIAMO TAGLIARNE 200. Io discuterò con l’Europa sulla gestione, ma non per questo sono esonerato dal fare pulizia a casa mia.

    penso che qualsiasi commento sia superfluo. Finisco col dire che anche tanti grillini non sono poi così democratici come si vuol far credere. Leggetevi i commenti al post che ha fatto il Moralista sul suo blog a riguardo della suddetta intervista, da cui ho tratto il brano, poi ditemi se queste sono persone con cui si può ragionare ed anche criticare. Mi dispiace ma sono dei livorosi che appena gli tocchi il guru vanno subito su di giri, da non prendere assolutamnte in considerazione.

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    1. Anonimo17:40

      Questo Branduardi degli imbecilli vorrebbe tagliare 200 miliardi di spesa pubblica??? Ma questo o è pazzo oppure è un imcompetente globale totale!! Voglio vedere dove va il PIL con 200 miliardi di spesa pubblica in meno. Perché, se qualcuno non lo sapesse, anche la spesa pubblica contribuisce a generare PIL. E poi, 200 miliardi di tagli e nessun licenziamento? Vi sembra possibile?

      Da dove viene fuori questa gente? Chi sono? Che cosa hanno in testa?? Come ragionano?


      Zugzwuang

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  9. Mi permetto di aggiungere che ho sentito più di un grillino ( tendenzialmente no euro ma spesso ignoranti e nienTaltro che livorosi) dire che questa di Grillo/Casaleggio sarebbe una strategia per pescare più voti possibili quindi sia degli eurOscettici sia di quelli semi-scettici a cui spaventa una posizione netta. Lo scopo finale sarebbe però ( perché loro sono furrrrrbi) quello di ribaltare il tavolo a Bruxelles una volta entrati con un sacco di voti da far valere.Insomma vorrebbero utilizzare questa posizione ambigua come cavallo di troia per entrare più numerosi possibili. Ora al di là della buona fede di Grillo e Casaleggio a cui ho creduto per poco e non credo più, il problema resta quello che sottolinea la proprietaria di questo blog: NON C'è TEMPO!

    Saluti @amadeuscorsaus ( lo scrivo perché abbiamo avuto qualche scambio su twitter)

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  10. Mettiamo che gli euroscettici "impegnati", delusi dal M5S, seguano il consiglio di questo blog e votino Lega perché è apertamente no-euro. Il massimo risultato che si può raggiungere, lo sappiamo tutti, è che la Lega arrivi al 10% dei voti (e già questo sarebbe un numero eccezionale). A che cosa servirebbero questi voti? A livello nazionale non cambierebbe un bel niente: Pd, Ncd e Pdl riescono ad arginare il 25% del M5S ottenuto tra l'altro alle politiche, immaginiamoci come sarebbe per loro facile ignorare un 10% della Lega a Bruxelles. Ma almeno le cose cambierebbero in Europa, dicono i sostenitori di questa opzione, almeno a Bruxelles gli euroscettici crescerebbero e darebbero manforte al FN, che in Francia può fare il botto. Peccato però che per essere determinante e sfiduciare la Commissione, il Parlamento dovrebbe essere euroscettico con la maggioranza dei due terzi. In altre parole, anche con forti vittorie di Farage, FN e Lega, mai e poi mai avremo un parlamento europeo in grado di contestare la linea dei governi nazionali e della Commissione. Vogliamo dirlo più chiaramente? L'euro non si può far saltare a Bruxelles, può saltare solo se nei singoli Paesi. Conclusione: il voto alla Lega è un voto che non cambia nulla nè a Roma nè a Bruxelles, e quindi secondo me è un voto di pura testimonianza.
    Consideriamo invece l'ipotesi di votare M5S. A livello europeo, una netta affermazione dei grillini significherebbe portare un po' di scompiglio al parlamento, ma nulla di più: la maggioranza dell'assemblea rimane comunque saldamente in mano a popolari e socialisti, sostenitori dell'eurosistema. Le cose però a livello nazionale cambierebbero o almeno potrebbero cambiare. Se il il M5S vincesse nettamente le europee, infatti, il governo Renzi rischierebbe eccome e nuove politiche si avvicinerebbero. E' improbabile che il M5S faccia il 30-35%? Si, ma non è impossibile (mentre è impossibile che lo faccia la Lega). E' improbabile che il M5S faccia politiche no-euro una volta al potere? Forse, vista l'ambiguità che mostra, ma è certamente meno improbabile dell'eventualità che il PD diventi euroscettico. Perché, votando Lega, certamente non si infastidisce il Pd, che ha numeri troppo più elevati. Per questo penso che voterò M5S, nonostante le ambiguita: perché l'Europa si cambia solo sovvertendo il quadro nazionale nei diversi paesi e non a Bruxelles e perché il quadro nazionale in Francia può demolirlo il FN ma in Italia ha i numeri per cambiarlo solo il M5S: Mi spiace, ma il voto a Borghi servirà solo a mandare al parlamento un bravo economista che parlerà al vento.

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    1. Giuseppe23:34

      Considerando che la prima proposta del M5S, il referendum sull'euro, è un'evidente idiozia (vedi sopra più di un commento), e considerando che tutti i candidati hanno dovuto sottoscrivere il programma del movimento, punto per punto, e a quello dovranno attenersi, per quel che mi riguarda le possibilità sono due:
      - Grillo&Co. sono dei pigliainculo che cercano di mantenere il piede in due scarpe (pro e contro euro), sfruttando l'ignoranza dell'elettore medio.
      - Grillo&Co. sono degli ignoranti che non capiscono nulla delle loro stesse proposte.
      In entrambi i casi, preferisco contribuire a mandare al parlamento europeo una persona preparata come Borghi, anche se la sua azione sarà inevitabilmente limitata, che una ventina di oscuri ignoranti e\o pigliainculo.

      (Scusi per il tono duro ma questa follia del referendum mi fa imbestialire - anche e soprattutto perché io, i cinque stelle, li ho votati alle ultime Politiche)

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    2. Anonimo00:10

      La mia opinione sul M5S? Questo movimento politico sta letteralmente prendendo per il culo chi lo vota e gli italiani tutti.

      La questione a mio parere è molto semplice: c'è un problema con la moneta. Il M5S non ci dice cosa ne pensa ufficialmente. Rimane vago, indica come soluzione un referendum impossibile. Imputa alla casta-cricca- corruzione e debito pubblico, le cause della crisi italiana. I soliti luoghi comuni.

      Lo ripeto: questo movimento politico è eurista fini all'osso e quindi non posso votarlo.


      Zugzwuang

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    3. Anonimo09:53

      Quella dell'ambiguità è una strategia? Forse, però qualche perplessità mi sembra legittima.

      Zeit: "Trifft es zu, dass Sie für den Austritt Italiens aus dem Euro sind?" (È vero che sei per l'uscita Italia dall'euro?)

      Grillo: "Nein. Das Problem ist nicht mehr der Euro, das Problem sind die Schulden." (No. Il problema non è l'euro, il problema è il debito).

      Die Zeit, 21 settembre 2013.

      Safonte

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    4. Anonimo09:56

      ...per l'uscita dell'Italia dall'euro...

      Safonte

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    5. Anonimo10:37

      Dovrei votare per uno che dice "no" perché dopo che l'avrò votato dirà "sì"? Ovvero dovrei votare per uno che domani dirà il contrario di quello che dice oggi? Questa è una strategia? Forse. Ma anche no.

      Safonte

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  11. Beh, ragazzi miei, a vedere le vesti stracciate posso vantarmi del fatto che pur ignorante, proletario, operaio e politicamente molto superficiale non ho mai votato né Prodi, né D'Alema, né Bersani, nè Occhetto, non mi ha mai convinto la necessità di mangiare merda pur di contrastare il Berlusca e mi sono sempre sentito a pieno titolo di sinistra. Dopo le prime giravolte ho smesso pure di votare Rifondaroli e seguenti. Sarà perchè nel '77 leggevo il Male? Antieuro senza teoria, mi ci ha fatto presto diventare la semplice realtà! Saluti e diamoci dentro.

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  12. Ci sarebbe anche un'altra possibilità: chi ha in mente di votare Grillo e i suoi sommerga di mail, scriva su facebook, su twetter, dove vuole, paghi una pagina di giornale, contatti i meetup della propria città, insomma si organizzi come meglio, per comunicare che gli italiani che scelgono il M5S vogliono chiaramente una posizione univoca senza tentennamenti e senza indugi relativamente all'euro, altrimenti i voti che sognano rimarrano appunto un sogno. Insomma invece di prendersela con chi critica giustamente e correttamente l'operato di Grillo & Casaleggio, bisognerebbe tempestare nei modi più disparati i siti dei grillini per fargli capire che se continuano solo con casta-cricca-corruzione non vanno da nessuna parte e perdono una marea di voti che invece gli potrebbero far fare veramente il botto. In conclusione obbligateli ad ascoltare la base.

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    1. Sottoscrivo, ma forse ci troviamo di fronte purtroppo al partito del grilloqualunque.

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    2. gia. ma poi bisogna mantenerle le promesse,pensate forse che grillo sia così stupido da non sapere che urlando no-euro raddoppierebbe i voti?
      che ha da mantenere la lega se già sa che in europa non conta un cazzo e ancor meno in italia?dimenticate che renzi ha promesso l'autostrada elettorale alla lega?mi sa che in fatto di ignoranza siamo in buona compagnia

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  13. Anonimo23:57

    "il greco che non ha niente da perdere e che è venuto a candidarsi qua perché al suo paese, difendendo ancora e comunque l'euro, probabilmente je menerebbero."
    il greco al suo paese sta oltre il 30%, e qui NON è candidato (http://www.listatsipras.eu/candidati/l-elenco-completo.html) , la lista ha il suo nome perchè da quest' anno i gruppi parlamentari dell'europarlamento possono scegliere un candidato comune a Presidente della Commissione EUropea, e il candidato dei partiti che afferiscono al GUE (ovvero i partiti di sinistra nell'Europarlamento).
    Se voti PD, voti anche Schulz, in quanto gli eletti del PD, confluiranno nel PSE, il cui candidato a Presidente della Commissione è appunto Schulz, anche se sulla scheda elettorale non leggerai da nessuna parte "lista Schulz". Tsipras NON è candidato a europarlamentare. Non si può distruggere qualcosa che non si conosce minimamente.
    Per fare la rivoluzione, bisogna, STUDIARE, STUDIARE, E ANCORA STUDIARE. Se non sai almeno quanto il padrone, non lo sconfiggerai mai. Lo diceva un certo Antonio Gramsci...
    Quanto alla rivendicazione del voto alla Lega, bisogna davvero essere fuori di lume per scrivere che l'Italia sovrana si può salvare con un tizio che fino a due giorni fa ostiava che andavano liberati subito gli "indipendentisti" veneti che stanno cominciando ad armarsi. Ma davvero fuori. Una persona adulta e in possesso delle proprie facoltà mentali non può degradarsi a credere che siccome da un lato ci sono delle merde, chi sta dall'altro debba essere buono per forza, specie se ha già governato per oltre 10 anni, senza fare NIENTE di quello che oggi propaganda.
    giovanni

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    1. Giovanni, c'è del buon senso in quello che dici. E allora? Stiamo fermi a studiare mentre ci segano la sedia sotto? Personalmente, dopo anni di riflessione, posso affermare per me stesso che non vedo alcuna ragionevole motivazione per ostacolare il desiderio di secessione della Lega. Si può fermare la Storia? Siamo noi quelli che possono affermare che "andava bene in altri tempi e luoghi" ma qui non è democratico? Mi ricorda molto il tuo ragionamento l'abitudine di smorzare che aveva il PCI ogni volta che si poteva pensare alle "logiche conseguenze". Se il tuo scritto fa riflettere, rifletti anche tu su questo.

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    2. Anonimo11:29

      Bisogna dare un chiaro segnale al PUDE europeo e italiano.
      E qui l'unico partito in italia che dice chiaramente, "noi italiani non vogliamo l'euro" e purtroppo la lega.
      votando lega si va a rinforzare la frazione euroscettica nel parlamento europeo e si da un chiaro segnale ai deficienti politici italiani del "piu Europa" dicendo "cambiate strada sonò non vi votiamo più" con una lega sopra il 10% è un traccolo del PD sotto il 20% puoi essere certo che i piddini abbasseranno la voce e incomicerebbe un pò ad adoperare il loro cervello.
      Poi bisogna danneggiare il PUDE europeo il piu possibile, in italia i partiti che fanno parte del PUDE europee sono: PD, FI, Verdi cioè SEL, questi partiti sono un assoluto NO GO.
      Il M5S avrà della gente molto in gamba alla base, ma l'attegiamento di Grillo è troppo confusionale, Casaleggio secondo mè e totalmente inadatto. E poi il M5S sembra che non abbia nessun programma industriale, con solo ambientalismo non si và da nessuna parte.
      Il Probleme dei carri armati e fucili veneti si sistemerà da solo. Non è questo il problema principale italiano, almeno attualmente, adesso il Problema principale è sbarrazarsi al piu presto della gabbia del euro.
      l'alternativa alla lega secondo mè è magdi allam.

      Paolo

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  14. Temo che qualcuno, nonostante le adamantine parole di Lameduck (e le chiare regole, questa è casa sua...) si ostini a non voler capire. Forse dovrebbe rivolgere a se stesso l'esortazione di Gramsci. Qui siamo di fronte a un tradimento storico, ma i piddini continuano a non voler vedere. Nemmeno a me piace molto (sono d'accordo con Bagnai), e anche Lameduck lo dice tra le righe. Tuttavia, se la sinistra tutta sta sostenendo questo folle euronazionalsocialismo che sta letteralmente affamando i popoli, è ora di guardare il faccia i traditori,chiamarli per nome e trarne le tristi ma inevitabili conseguenza. Tutto il resto è vuota ideologia di appartenenza a una sinistra che non esiste più.

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    1. astabada14:15

      Condivido. Le affermazioni che la sinistra non sia questa, ma un'altra (ben altra), e` ormai completamente fuori luogo. Ricorda quei fascisti (compresi gli ebrei) che reagirono alle rappresaglie fasciste (e alle leggi razziali) dicendo che il fascismo non era quello.

      E` chiaro che sia la sinistra in toto ad aver tradito, dal momento che il 90% della classe dirigente di sinistra ha seguito il corso del "serpentone metamorfico PCI-PDS-DS-PD" (C. Preve). E tanto per rompere le palle anche al nostro ospite, voglio sottolineare come la metamorfosi ebbe inizio gia` sotto Sant'Enrico Berlinguer, che volle portare il PCI sotto l'ombrello NATO.

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    2. @ Doctor Manhattan Non sono d'accordo che la sinistra non esista più. Esiste ed è schierata con il nemico.
      Se parli con loro dicono che il nazionalismo è il male e l'internazionalismo, ciò che io chiamo internazionalsocialismo, il bene. Sono ancora in pieno trip sessantottino, disposti a tutto pur di distruggere la borghesia, ovvero l'unica classe rivoluzionaria della storia moderna. E moriranno piuttosto che ammettere di aver sbagliato.

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    3. L'ho scritto sopra: non esiste più perché non è più sinistra, ma una destra molto ipocrita (cioè il peggio). È doloroso ammettere che hai ragione, ma è tempo di guardare l'abisso.

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    4. Io invece sostengo che stanno venendo fuori i difetti genetici della sinistra. Me lo dice l'abisso.

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    5. Io invece sostengo che, che siano sinistra o frati francescani, quando la intellighentia comincia ad essere una classe a sé stante, con introiti e modus vivendi da elites, inevitabilmente finalità e valori si distaccano dalla base "povera". Alcuni anni fa lessi una critica che metteva in guardia dal fatto che in parlamento, qualunque sia lo schieramento, ci vanno avvocati, medici, professionisti... Non è per pauperismo ma, e qui lodo Grillo, la classe politica non DEVE in alcun modo non rappresentare il vivere comune, ovvio con le opportune correzioni.Poscia più che l'idea potè il (non ) digiuno!

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    6. astabada15:40

      Il tema e` estremamente interessante. Io per primo provo rabbia e dolore nell'ammetterlo, ma oggi essere di sinistra non significa quello che significava cinquant'anni fa. Sono dell'opinione che questi di cui parliamo vadano chiamati sinistra, per *tre* ragioni fondamentiali:
      - la continuita` materiale tra la sinistra del PCI e questa sinistra diversa: patrimonio, dirigenti, elettori
      - il fatto che essi chiamino se stessi sinistra
      - il fatto che abbiano svuotato la parola del suo significato

      Io, ormai un trentenne disperato, mi penso ancora come persona di sinistra. Ma questa parola ce l'hanno rubata e non possiamo farci nulla. Se GG dice a Tizio: "Io, GG, sono di sinistra", Tizio pensera` che GG voti PD. Se GG ribatte che il PD "non e` la vera sinistra", Tizio pensera` che tra GG e PD ci sia qualche screzio, ma vengano dalla stessa parte - ergo PD=sinistra.

      E' inutile ribadire che il serpentone metamorfico PCI-PDS-DS-PD abbia tradito gli ideali e la propria storia. Se prima fabbricava trattori, oggi fabbrica auto sportive, ma e` sempre la stessa ditta.

      Se prima navigava nell'Adriatico, oggi naviga nel Tirreno ma e` la stessa barca.

      Inventiamoci una nuova parola, sinistra non va piu` bene.

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  15. Anonimo11:13

    A leggere la sequela di commenti di lettori pentiti per aver in passato sostenuto uno dei "padri"dell'euro,mi provoca una rabbia tale,commista a un senso di autentica soddisfazione nello scoprire che,ancora una volta nella lunga,troppo lunga, storia delle società dominate dal capitale,il tempo è stato galantuomo.Ma,porca di una miseria,dov'eravate quando già negli anni '70,noi poveri visionari,(untorelli, per qualcuno),mettevamo in guardia i lavoratori dal sostenere un partito alfiere di politiche d'austerità antelitteram, e utilissimo strumento nelle mani di quella borghesia che avrebbe poi svenduto il paese?Dov'èravate quando le truppe cammellate del più "grande partito comunista"di allora, "curavano"la nostra voglia di una svolta politica a favore delle classi subalterne,a suon di bastonate(non solo metaforiche),dei loro militanti(o meglio,militonti),invasati e indottrinati da una nomenklatura divenuta nel tempo quella che oggi vediamo e che non deve stupire,perchè quella di allora è stata la prova generale per l'oggi,si,dov'eravate?Ci sono voluti 40 anni per farvi capire quello che noi(e non è vanità questa),avevamo capito sin da subito,e cioè che si sarebbe approdato al lager eurista?Dov'eravate quando noi,in pochi,pochissimi,affermavamo che la logica del "meno peggio"era il peggio del peggio?Già,ma ci consideravate degli "infiltrati" di Berlusconi quando ci si diceva fra di voi che tutto era più accettabile del "caimano"e che quindi chi si asteneva e indicava nel cosiddetto cx,il pericolo maggiore per le classi dominate,era da considerarsi un "catastrofista".Già,cari ex elettori "progressisti",ora che è dispiegata in tutta la sua bruttura la logica del capitale che con l'euro e l'Ue,ha chiuso per anni le porte ad un riscatto per chi vive del proprio lavoro,è bene che ,quando qualcuno,piddino in particolare,viene a proporvi il famoso assioma del "o con me o contro di me",lo si mandi laicamente a farsi benedire. Luciano

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    1. Luciano tu hai ragione ma ognuno nella propria vita fa un suo percorso. Quindi è inutile chiedersi dove eravamo, è andata così, questo è il nostro presente e da qui dobbiamo ripartire. Per quanto mi riguarda ho votato Prodi nel 2006 dopo aver disertato varie elezioni e votai lui sempre per quella maledetta contrapposizione Prodi Berlusconi e scelsi Prodi perchè all'epoca seguivo il blog di Grillo e li venne compilata una serie di richieste sfociate in una specie di libro che poi Grillo donò al mortadellaro. L'unica cosa di cui vado fiera è che nel lontano, se non erro 1991, fui una delle poche persone, mi sembra il 5%, che votò contro il maggioritario. Saluti

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    2. @Luciano
      e dove vuoi che fossero chi votava per la sinistra reazionaria e revisionista e hanno continuato a seguirne il percorso perchè anche se il cuore è di sinistra hanno il cervello di destra e non capisco come possano loro parlare di tradimento visto che ora sono piu a destra del pd stesso

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  16. Anonimo11:42

    Al di là delle rispettive opinioni e idee, credo che un ripassino su quale disastro stiamo vivendo non ci possa che far bene. Questa è la crisi economica più devastante che l'Italia abbia mai subito in tempo di pace dall'anno della sua fondazione ( 1861 ). I dati sono chiari, semplici, limpidi e cristallini! Non tutti sono aggiornati ma rendono perfettamente l'idea sulla situazione catastrofica che stiamo vivendo:


    Ammortizzatori: 80 miliardi erogati dall’Inps dall’inizio della crisi tra cassa integrazione e indennità di disoccupazione; a giugno, richiesta Cig in aumento + 1,7% rispetto a maggio e in calo -4,9% su giugno 2012 (fonte: Inps)

    Benzina: da gennaio a luglio 2013 i consumi di benzina sono calati -6,3%, per cui il gettito fiscale (accise e imposte) e' sceso -2,9%. Considerando i primi sette mesi del 2013, i consumi petroliferi sono complessivamente scesi del 7,3% rispetto allo stesso periodo del 2012 (fonte: Unione Petrolifera)

    Cassa integrazione: nel complesso sono state autorizzate 704 milioni di ore nel periodo gennaio-agosto 2013 (fonte Inps); ad agosto Cig +12,4%. Salgono straordinaria e in deroga

    Chiusura aziende: per la crisi, tra il 2008 e il 2012 hanno chiuso circa 9mila imprese storiche, con più di 50 anni di attività. Si tratta di 1 impresa storica su 4 (fonte: Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza)

    Consumi: nel periodo 2012-13 contrazione record dei consumi di -7,8% (fonte: Federconsumatori). Cio' equivale ad una caduta complessiva della spesa delle famiglie (vedi sotto "Spesa famiglie") di circa 56 miliardi di euro; il biennio 2012-2013 e' stato per i consumi "senza dubbio il peggiore, sono tornati indietro ai livelli del dopoguerra" (fonte: Codacons); crolla spesa per consumi: -7% dal 2008. Cali maggiori per abiti, mobili e alimentari

    Credito alle imprese: secondo la Bce nel luglio 2013 contrazione di -3,7%, superiore a quella registrata a giugno (-3,2%) e maggio (-3,1%). Prestiti bancari fino a 12 mesi, quelli piu' adatti a finanziare il capitale circolante delle imprese: -4,0%. In fumo 60 miliardi di prestiti solo nel 2012

    Debito aggregato di Stato, famiglie, imprese e banche: 400% del Pil, circa 6.000 miliardi

    Debito pubblico: è aumentato a febbraio 2014 di 17,5 miliardi, raggiungendo un nuovo massimo storico a 2.107,2 miliardi (fonte: Bankitalia). Secondo le previsioni il debito pubblico salirà al 130,8% del Pil nel primo trimestre 2014, rispetto al 123,8% del primo trimestre 2012

    Disoccupazione: Il tasso di disoccupazione è balzato al 13%. I disoccupati sfiorano i 3,3 milioni (fonte: Istat). E' il tasso più alto sia dall'inizio delle serie mensili, gennaio 2004. Disoccupazione giovanile: e' record anche il tasso di disoccupazione dei 15-24enni: a gennaio 2014 è pari al 42,4%. Nell'Eurozona per il 2013 le stime confermano una disoccupazione al 12,3%, e per il 2014 al 12,4% (fonte Bce)

    Fallimenti: nel primo semestre 2013 si sono registrate 6.500 nuove procedure fallimentari, in aumento +5,9% rispetto allo scorso anno

    Immobiliare: nel primo trimestre 2013 l'indice dei prezzi delle abitazioni ha registrato una diminuzione dell'1,2% rispetto al trimestre precedente e del 5,7% nei confronti dello stesso periodo del 2012 (fonte: Istat)

    Imprese: in 6 anni sparite in Italia 134 mila imprese (Cgia)

    partite Iva: crollate -400.000 (-6,7%) dal 2008 (fonte Cgia Mestre)

    poveri: per la crisi sono raddoppiati dal 2007 al 2012 a quasi 5 milioni (fonte Istat)



    Zugzwuang

    Continua...







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    1. Anonimo13:36

      Se un giorno in italia dovrebbe tronare la democrazia, mi auguro che al comando del italia torneranno gente con le palle e che a quel boia di monti gli tolgano tutto il capitale, case ecc. e per vivere gli diano solamente il minimo assoluto, cioè un appartamento nei centri sociali e 200 € per vivere, stampandolo come persona non grata in italia.
      come alternativa si puo anche buttare dal 7° piano o spararsi in testa, come hanno fatto tanti disperati italiani per causa delle sue scelte economice suicidali.

      Paolo

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  17. Forse andrà a finire come da sempre dice Evans Pritchard,un giorno LePen avrà numeri tali da spingere l'UMP su posizioni sovraniste,e tutto sarà ridiscusso.Ma nel frattempo,data la posta in gioco,bisogna considerare la possibilità di una battaglia di lunga lena.Per questo le persone che per prime hanno letto la situazione si sono sempre rifiutate di fondare un partito politico,scegliendo di provare ad infiltrare quelli esistenti,per questo Claudio Borghi si candida con una formazione che non ha mai votato.Ancora per questo (oltre che per quanto detto sopra da Giuseppe a 15:36) il referendum è una follia.Non possiamo permetterci di perdere.Dobbiamo continuare a tenere la luce accesa,e tanto meglio potremo farlo con un Borghi al parlamento europeo.
    Pensate alla strada che abbiamo fatto negli ultimi due anni,abbiamo i nostri sui media mainstream quasi tutti i giorni,anche se per ora sono infilati in panini rancidi chiusi dal Fubini di turno.Finché lo trovano,dato che persino Zingales ha sentito il bisogno di infilare il piede nella seconda scarpa,lui che solo un anno fa stava cercando di fermare il trenino.

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  18. Anonimo11:48

    Pil: il Prodotto interno lordo dell'Italia, ovvero la ricchezza complessiva del paese, alla fine del 2012 era di 2.013,263 miliardi di dollari (dati Ocse) o 1.565,916 miliardi di euro (fonte: relazione del governo al Parlamento - 31 marzo 2013). Nel secondo trimestre il Pil Italia è stato confermato in contrazione -0,2% dopo il -0,6% nei primi tre mesi dell'anno. Comparando il secondo trimestre del 2013 con gli stessi mesi dell'anno precedente il calo è -2,0% (fonte: Eurostat). S&P ha abbassato la sua previsione di crescita 2013 per l'Italia, a -1,9% rispetto al -1,4% previsto a marzo 2013 e al +0,5% stimato a dicembre 2011. L'ultima previsione dell'Istat per il 2013 e' -2,1%. Il Fmi ha tagliato le stime del pil Italia 2013 a -1,8%. Anche l'Ocse prevede una contrazione di -1,8%, unico paese in recessione del G7. Nel 2012 il Pil ha subito una contrazione di -2,4%. E un crollo senza precedenti di -8,8% dall'inizio della crisi nel secondo trimestre del 2007 (fonte Eurostat)

    - Potere d'acquisto delle famiglie: -2,4% su base annua, -94 miliardi dall’inizio della crisi, circa 4mila euro in meno per nucleo;

    - Povertà: nel 2012 ha colpito il 6,8% delle famiglie e l'8% degli individui. I poveri in senso assoluto sono raddoppiati dal 2005 e triplicati nelle regioni del Nord (dal 2,5% al 6,4%). E' quanto emerge dal quarto Rapporto sulla Coesione sociale presentato da Inps, Istat e ministero del Lavoro.

    - Precariato: contratti atipici per il 53% dei giovani (dato Ocse)

    Produzione industriale: crollata -17,8% negli ultimi dieci anni. La produzione industriale e' calata -1,1% a luglio 2013 e -4,3% rispetto a luglio 2012 (fonte Istat)

    Reddito famiglie: nel 2013 e' tornato ai livelli di 25 anni fa, oggi 1.032 miliardi di euro, rispetto ai 1.033 del 1988 (fonte: Confcommercio); il reddito annuale della famiglia media italiana è calato di 2.400 euro tra il 2007 e il 2012, quasi il doppio della media della zona euro (fonte: Ocse);

    - Ricchezza: dall'inizio della crisi nel secondo trimestre del 2007 il pil e' crollato -8,8% (fonte: Eurostat), pari a una perdita di oltre 150 miliardi di euro. L'Italia comunque e' il paese piu' ricco in Europa per via del patrimonio immobiliare dei cittadini ma tra quelli a minor reddito e con il piu' alto tasso di poverta': la ricchezza netta pro-capite, pari a 108.700 euro, supera di poco quella dei francesi (104.100 euro) e dei tedeschi (95.500 euro) (Fonte Bce-Bankitalia)

    Che questo disastro sia il frutto della CASTA-CRICCA-CORRUZIONE, lo possono credere solo i fessacchiotti e le persone in malafede. E' successo qualcosa che ha schiantato questo paese.


    Zugzwuang

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    1. Anonimo12:36

      - Il dato della disoccupazione va considerato alla luce di come viene calcolato. Ovvero il dato "reale" potrebbe essere molto più alto. Inoltre, se lavori con un contratto di due mesi (quando va bene) a 700-800 oiro/mese (idem), non sei un disoccupato, sei uno schiavo, anzi un po' peggio, perché con la schiavitù vitto e alloggio erano garantiti.
      - Riferiti al IV trimestre 2013, i contratti di lavoro più o meno precari sono circa l'84% (Il Sole 24 Ore, 13 marzo 2014, p. 10).
      - Qui è inutile citare gli artt. 1, 4, 36 della C.

      Safonte

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    2. Anonimo13:20

      Si hai ragione. Dobbiamo anche aggiungere i 3 milioni di scoraggiati che non risultano nelle liste di disoccupazione. La disoccupazione non sta al 13%, sta minimo minimo al 20%.

      Comunque, al di là dei singoli particolari, questi dati mostrano un paese ormai morente, finito! In 6 anni sparite 134.000 imprese. Un'ecatombe!

      La risposta a questi dati del piddinume-forzista è più europa!


      Zugzwuang

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  19. Siccome questa signora gravita intorno all'area di Tsipras, alla quale pare essersi avvicinato questo tronfio piddino del quale, mi pare, un tempo eri amica ( "....dai nemici mi guardo io...." ), vorrei che tu leggessi le castronerie che riesce a scrivere nei commenti al suo post, già osceno di per sè, che rafforza l'ancor più squallido pistolotto di Malagutti. Magari da te un consiglio lo accetta:
    http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2014/04/e-bagnai-per-profeta-di-vittorio-malagutti-in-tv-%C3%A8-boom-di-guru-contro-leuro-tra-cattedre-dubbie-societ%C3%A0-private-e-appe.html#comments

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    1. Non ho capito chi sia la signora che gravita intorno all'area di Tsipras. ;-)
      In quanto al Tafanus, poraccio, non è tipo da ricevere consigli in quanto è stato illuminato sulla via della Leopolda e con i parabolani come lui ho smesso di interagire da tempo.
      Però su quell'articolo dell'Espresso citato sto preparando qualcosa...

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  20. No Lame, Tafanus adesso è contro Renzi a morte ( anche gli orologi rotti due volte al giorno....ecc ecc, no? ) e sul suo profilo fb ha dichiarato la sua simpatia verso Tsipras. Ma i suoi commenti sotto l'articolo che ti ho linkato sull'inflazione degli anni '70 sarebbero da 'Manuale del piddino doc'.

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  21. Minchia che notizia, con dichiarazione di lotta annessa. Se assieme a Bagnai hai visto negli occhi di Salvini la salvezza allora che sia Lega. Ti faccio i migliori auguri ma per favore non andare sulle rive del Po con in testa lo scolapasta e l'ampolla in mano urlando "Druidi fuori dall'Euro".

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    1. No, stai tranquillo. Il gesto politico di queste elezioni è votare euroscettico con l'unica alternativa possibile al PUDE e non rifiutarsi di votare Lega per principio. Salvini è sempre e resterà sotto osservazione e se ha capito la faccenda dell'euro non è che allo stesso tempo abbia capito tutto. Stamattina in TV si è fatto mettere nell'angolo sulla questione polizia-Aldrovandi mentre poliziotti su Twitter si stavano dissociando dall'atteggiamento dei colleghi.C'è ancora da lavoracce.

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    2. Anonimo19:41

      se non hai capito che Salvini non è quello che ha capito cos'è l'euro e non ha capito cosa deve dire sui poliziotti, Salvini è un fascista che coerentemente difende sbirri assassini ed è contro l'euro non per convinzione, ma perchè gli porta voti, PUNTO. Se la Lega andasse male tra un mese stai pur tranquilla che di Borghi e dell'euro non gliene fregherà più un'emerita mazza (come non glien'è fregato per 20 anni), e ricominceranno a parlare solo di negri da cacciare e di Padania libera. I leghisti sono prima fascisti, poi, a seconda della convenienza, pro o contro l'euro, se non si capisce questo, di che stiamo a disuctere?

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    3. Già, di che si può discutere con uno che manco si firma?

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  22. Tutto molto bello e discorsivo, pure politico. Ma i numeri? Perché bisognerebbe uscire dall'euro? Cosa ci guadagniamo in termini di valore? Non c'è scritto.

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    1. Massy, sono anni che ne scrivo, qui mi sarebbe sembrata una ripetizione. E poi c'è chi lo spiega meglio di me. Clicca sul banner di Borghi sulla colonna a destra, che si può scaricare il libretto di istruzioni con gli amati numeri.

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  23. Anonimo20:39

    ottimo, votare per gente ipocrita che ha rubato come tutti gli altri perchè gridano slogan contro l'euro. Ottimo! L'euro è un problema ma non è il principale. Non si va in paradiso se usciamo dall'euro, ma se cambiamo classe politica ed abbiamo un'onestà tale ed un seguito tale da mettere paura alla troika, solo in quel momento se le cose non cambiano l'exit strategy diventa la strada da seguire. Parecchie cose possono migliorare anche adesso. Contenti voi di votare Salvini (oggi su twitter appoggiava gli applausi dei poliziotti contro aldrovandi, ma si che importa se sono pezzi di merda, l'importante è uscire dall'euro, come si dice, la corruzione è un fattore ininfluente per chi segue Bagnai) e Borghezio!

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    1. Giuseppe21:18

      Ah ah ah!
      Immagino che la troika avrà una paura folle di un movimento capeggiato da un leader che chiede un referendum impossibile (vedi più sopra quello che ho già scritto) e propone di tagliare 200 miliardi di spesa pubblica!
      E poi, paura di che cosa? Forse di essere superati a destra? Nemmeno Monti, nemmeno la Lagarde in persona, chiederebbero mai di tagliare in un colpo solo il 25% della spesa pubblica del nostro Paese... perché le conseguenze sarebbero così catastrofiche da mandare nuovamente in recessione per anni l'intera Unione Europea, e non solo l'Italia.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Vedo che qualcuno continua a non voler capire. LE ELEZIONI EUROPEE NON SONO LE POLITICHE! Qui stiamo parlando di una trappola mortale per tutti noi. La corruzione c'era anche prima dell'euro, e (benché dannosa e riprovevole) non ha mai causato una catastrofe di proporzioni bibliche come questa.
      Lo ripeto tanto per avere la coscienza a posto, ben sapendo che contro il furore ideologico non ci sono argomenti. Nemo ad impossibilia tenetur.
      Sentir parlare di ipocrisia di fronte al massacro perpetrato con cinica consapevolezza dalla "sinistra" è davvero patetico. La durezza del vivere... bah...

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  24. Scusa viviamo in modi diversi oppure? ti cito "...da mettere paura alla troika, solo in quel momento se le cose non cambiano l'exit strategy diventa la strada da seguire" ma quale paura alla troika, dopo tutti questi anni, dopo quello che è successo dal 2011 fino ad oggi ancora siamo qui a dire che dobbiamo mettere paua alla troika, guarda ti linko un articolo su voci dall'estero che riprende un pezzo di Jean Sebastian da Scenarieconomici.it in cui riassumendo dice che chi auspica più solidarietà in realtà ammette di essere un paese colonizzato. http://vocidallestero.blogspot.it/2014/04/sovranita-e-non-solidarieta.html
    La solidarietà si da a chi è più sfortunato di noi, se imploriamo la solidarietà vuo dire che non ci sentiamo pari agli altri Stati, che poi è quello che recita l'art.11 della nostra Costiuzione, possiamo cedere la sovranità a condizione di parità con gli altri Stati, quindi non dobbiamo mettere paura a nessuno dobbiamo ritrovare la nostra dignità e dichiarare che per non far morire il nostro Paese ognuno deve tornare sui propri passi e riappropiarsi del proprio destino senza che altri, non eletti dal popolo italiano, ci mettano bocca. Se partiamo con l'idea di andare a Brusselles e pensare adesso glielo facciamo vedere noi, partiamo già con il piede sbagliato, ritenendoci subordinati rispetto ad altri. Bisogna andarsene e basta, sarà certo dura e irta di difficoltà la strada ma non è possibile andare avanti così. Se avessero voluto la costruzione europea sarebbe stata diversa dall'inizio se l'hanno concepita così è perchè le élite dovevano guadagnarci il più possibile, quindi come fai a pensare che solo con politici onesti e seguiti lo cose possano cambiare, non trovi che è un pò ingenuo? Personalmente non sono contenta di votare Salvini, non mi piace quando fa le uscite contro i dipendenti pubblici o contro la Aldovrandi, lo voto solo perchè è un modo per mandare più euroscettici possibili al parlamento europeo e perchè nelle sue fila c'è Claudio Borghi. La corruzione non è un fattore ininfluente, nessuno dice che è bello essere corrotti, il fatto è che il problema, se questo Paese va a ramengo non è per la corruzione, perchè la corruzione in Italia c'è sempre stata e guarda caso la tragedia che stiamo vivendo parte si dal 2007, ma se vedi i dati economici ti dicono che il declino inizia non solo con l'euro ma anche con lo SME, quindi al di fuori della casta il problema è ben altro. Il M5S poi può benissimo fare la sua battaglia contro la corruzione ma deve essere affiancata dalla battaglia sulla moneta altrimenti è una battaglia che non potrà essere vinta.

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  25. Anonimo22:08

    il nazismo non è diverso se c'è un Fuhrer del Reich o uno della Padania, sempre difesa della violenza assoluta contro i più deboli resta.
    http://www.huffingtonpost.it/2014/04/30/applausi-poliziotti-aldrovandi-salvini_n_5237715.html
    Lameduck cara, sostieni ancora che Salvini "ha capito"?

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    1. Ne ho già discusso più su se hai la bontà di leggere tutto. Chi sono i deboli, oggi?

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    2. Il nazismo oggi è ben rappresentato,pensa tu, dalle sinistre che non vogliono capire, perchè pur di far rimanere l'Italia nell'eurozona per non sentirsi provinciali e pur di far guidare gli italiani da qualcuno che italiano non è - gli italiani poveretti non sanno governarsi- che bel razzismo nei confronti dei propri connazionali, sono disposte a sacrificare, loro si, i più deboli. Detto questo mi chiedo se voi i commenti li leggete oppure, cosa ho scritto sopra? Invece di rispondere sugli altri temi, continuate a parlare della Aldovrandi di cui Barbara ha già chiarito cosa pensa delle uscite di Salvini ed anche io.

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  26. Non ci siamo. Qui stiamo parlando di mandare a Bruxelles, non a Roma, una persona competente per rompere l'unanime coro pro-euro.
    Continuare a parlare della Aldovrandi in questo contesto è assolutamente inutile.
    Probabilmente non voterei la Lega alle politiche, nemmeno se si presentasse Borghi, tuttavia il cinismo ipocrita di questa sinistra mi fa orrore. Non ci sono attenuanti per la macelleria sociale messa in atto con la piena e consapevole complicità di PD, SEL e compagnia. Oggi per la sinistra le "masse popolari" di lontana memoria sono tranquillamente sacrificabili in nome di un folle progetto che ci sta consegnando a un'imperitura povertà e sta ampliando la forbice della disuguaglianza. Ripeto: LE ELEZIONI POLITICHE NON SONO LE EUROPEE.

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  27. Salvini... Lo avete scritto sul serio .

    Jadore.

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  28. Quando capiriete che il fascismo è un mezzo ma non il fine sarete a metà percorso. #italians

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  29. L'unico referendum pro o contro l'Euro che è consentito è quello di votare all'europee il partito no euro (lega,Donati per me in Sardegna).Non sarà sufficiente,ma è l'unica scelta.
    Per fortuna,nonostante i vertici 5 stelle siano Pude (altro che democrazia digitale,non si è mai votato la piattaforma sull'uscita sull'euro che è la piu votata) per l'opinione pubblica Il Mov 5 Stelle vien percepito come euroscetico.A differenze di Bagnai non auspico un Grillo sotto il 20 % come evento da augurarsi.
    i voti complessivi di Lega, Meloni(Fratelli) e Grillo dovrebbero dare un segnale

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  30. L'Euro è lo strumento principale con cui si sta distruggendo la Costituzione antifascista del 48.
    Per questo anch'io voterò Borghi.
    Mi permetto però di dissentire dalle conclusioni della bella dichiarazione espressa.
    Uniti si vince significa anche capire chi il mal di pancia ce l'ha, e a ragione.
    La citazione di Naomi Klein mi riporta al luglio del 2001 quando una eterogenea e impressionante massa PACIFICA (l'enfasi serve a prendere le distanze a quei gruppuscoli che "indisturbati" misero a ferro e fuoco la città di Genova) di persone scese in piazza per avvertire che un altro mondo è possibile ma fu etichettata come no global (grande la scelta comunicativa della Lega che invece di no dice "BASTA" €).
    Ma la Lega allora stava nelle stanze del potere e, con il suo esponente più autorevole dell'epoca il Ministro di Grazia e Giustizia Roberto Castelli, nella caserma di Bolzaneto dove fu attuata la repressione cilena di quelle istanze, che se fossero state ascoltate anche in minima parte oggi renderebbero la situazione italiana sicuramente più sostenibile.
    Non solo!
    Fu la Lega che nel 92 contribuì, in maniera determinante, a dare la spallata al sistema costituzionale su cui si reggeva la "prima" Repubblica.
    Sfogato il mal di pancia, che come si vede è più che giustificato se non altro perché solo conoscendo la storia si può evitare di ripetere gli errori del passato, condivido e diffondo l'invito al voto di Borghi e Donato.

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    1. Anonimo01:53

      la Lega ha un curriculum antieuropeista (quindi si pala di voti REALI dati, non di propaganda per polli) di tutto rispetto:
      http://sollevazione.blogspot.it/2014/05/lega-nord-euro-unione-europea-dedicato.html
      giovanni

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  31. Anonimo16:53

    Ciao
    sono capitata sul tuo sito per caso, è la prima volta.
    Ho letto tutto il tuo lungo post, che concordo pienamente (ho votato anch'io Lega, ormai, alle elezioni, passate, ho votato o Lega o Cetto Laqualunque).
    Una cosa sola, quando infili quei termini tedeschi non potresti anche fare la traduzione per gli ignoranti come me?:-)
    Se no devo andare a cercare sui dizionari.
    A parte questo, ti faccio i miei complimenti, verrò a leggerti più spesso, ora che conosco il tuo sito.
    Laura

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