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venerdì 4 maggio 2012

S.B. telefono casino


"Ciao amore", "Ammoooooore, ciao!" "Dimmi amore", ""Ma si amore, si", "Senti, amo'..."

Ecco, la cosa più disturbante delle telefonate delle Orgettine con l'ex Miciobelloebamboccione del Consiglio è questo abuso, questo vilipendio della parola amore. Una parola che, a volte, si ha pudore di pronunciare rivolgendosi proprio alla persona amata perché se questo amore non fosse corrisposto o fosse solo una finzione, si sentirebbe puzzo di  sacrilegio. Infatti io non ho nessun pudore a chiamare "Amoreee" solo la mia cagna, forse perché so che è incapace di mentire, a differenza degli uomini, con i quali sono molto più guardinga. 
Non so gli altri, ma io ritengo amore parola troppo impegnativa, sacra, da non sporcare, come in questo caso, per contrappuntare uno scambio do ut des di puro mercato. 

Una donna che noleggia la passerina e relative pertinenze a caro prezzo che bisogno ha di chiamare "Amore!!" il cliente? E, dal canto suo, perché il cliente deve chiamare "Amore!!" una che è lì solo per denaro e non certo per il suo culo flaccido? E' la ridondanza di smancerie che rende oltremodo ridicola questa compravendita. Quando i brokers piazzano titoli o future o put options o derivati in Borsa, mica si telefonano giustificandosi: "Amo', vendimi tutto!" "Amore, ciao, ho un ordine per comperare..." Vi pare? L'amor che move il Sole e l'altre stelle, mica lo spread.

Non le ho ascoltate tutte, le intercettazioni, ci mancherebbe. Anche una con la curiosità e la deformazione professionale per l'anatomopatologia ha un limite. Ne ho ascoltate tre o quattro a random.
Prima quelle tra l'uomo e le sanguisughe. Le bugiarde che, in privato e tra comari, all'Amore loro dedicano solo appellativi scatologici dopo averlo spremuto come un limone.
Poi quelle tra sanguisughe, le più estreme. L'apoteosi del volar di stracci e borsette. Una violenza da gangsters di Scorsese. Come le telefonate della dolce e tenera minorenne che, sulla faccia della collega, farebbe con le unghione ricostruite ciò che nemmeno i narcos messicani con il machete riuscirebbero a fare.
Amore, eh?

venerdì 11 dicembre 2009

Anatomia patologica

Ah, magari fossimo un paese di merda solo perchè abbiamo condannato Corona a 3 anni e 8 mesi. Di che si lamenta? Un'estorsione è un'estorsione. Non si è fatto immortalare con l'uccello in mano e mentre conta le mazzette? L'hanno incastrato? Forse non doveva provarcisi a ricattare il premier con le foto di sua figlia, che ne dice?
Corona mi sta sul cazzo, che è la morte sua visto il nome, perchè è solo un egocentrico ipertrofico e magliaro che, sarà pure innocente come un neonato appena battezzato, ma va in giro vestito e tatuato da avanzo di galera. A Genova li chiamiamo "tipi da sbarco".

Berlusconi invece dice che ha le palle. Certo. Lui le ha di certo perchè le nostre ce le ha ormai polverizzate a livello di nanoparticelle. Rischiamo seriamente la salute se ne respiriamo le scorie.
Ma si rende conto questo fenomenale scassaminchia, questo vecchiaccio a cui sta crollando la faccia addosso che, se continua così, non se lo vorrà nemmeno il Diavolo all'Inferno e così dovranno riaprire in fretta e furia il Limbo? Limbo2, con i laghetti e le paperette.
Ce l'hanno tutti con lui - poer nano - ma non è forse vero che lui odia chi non lo ama, che è capace di odiare appassionatamente i suoi nemici?
Mi sento di ricambiarlo con tutto il cuore. Gli odi unilaterali sono così tristi, che bello giurarsi odio eterno ed odiarsi anima e corpo. Silvio, ti odio.

martedì 19 agosto 2008

Ma l'amore è cieco

Ma si, che noia, hai voglia di parlare di uomini e donne ideali. Se aspettassimo solo loro ci saremmo già estinti da un pezzo.

P.S. Ho voluto provare a fare un post da blogstar. Un paio di righe con una sentenza bella ovvia e scontata che scatena una sfilza incredibile di commenti.
Però ho voluto strafare e ho pensato di offrirvi anche Kitano e De André. Mi sa che non sarò mai una vera blogstar.


"Che strano. Anche con gli occhi completamente aperti non riesco a vedere nulla." (Takeshi Kitano, "Zatoichi")





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lunedì 20 agosto 2007

Dell'amore e delle bestie

Sono rimasta molto colpita da un post di Tisbe di qualche giorno fa che raccontava in maniera appassionata, cercando comprensione e solidarietà, dell’odissea della sua gattina ammalata e della sua ansia di perderla.

Io cerco di essere Rousseauiana nel considerare l’essere umano fondamentalmente buono ma quando ho letto i commenti che il post ha ricevuto in un noto aggregatore da parte di chi si è sentito in dovere di augurare alla micia di morire e a Tisbe di vedere concretizzarsi le proprie angosce, ho avuto la forte sensazione che Nietszche avesse fottutamente ragione nel considerarci dei gran pezzi di merda.

A quanto pare chi ama il proprio animale di casa, si preoccupa giustamente della sua salute e prova affetto e solidarietà per gli animali in genere dovrebbe vergognarsene e “pensare piuttosto agli esseri umani che soffrono”. Purtroppo quest’idea che chi ama gli animali non ama abbastanza i propri simili è un luogo comune piuttosto radicato ed è per questo che, obtorto collo, ho dato risonanza alla carognata che hanno fatto a Tisbe.

Siccome non c’è scritto da nessuna parte che chi ama un animale non possa amare anche un essere umano e viceversa, penso che coloro che criticano gli “animalisti” (termine per loro dispregiativo), soffrano di invidia d’amore. Se fosse vero il loro assunto essi dovrebbero allora essere prodighi d’amore per i loro simili ma così non è. Infatti si sentono in diritto di ferire i sentimenti di un essere umano che soffre per la salute del proprio gatto. Non amano gli animali perché in realtà non amano nemmeno gli esseri umani e forse nemmeno sé stessi.

Mi dispiace per loro ma le persone che ho conosciuto che avevano maggiormente in uggia le bestie erano tutti egoisti al cubo e totalmente incapaci di empatia e amore per qualunque essere vivente, umano e no. Persone molto infelici, che magari si macerano nella depressione e nella noia, privi di spiritualità e senso di integrazione con la natura, generalmente molto attenti ai beni materiali e ai valori dell’apparenza. Quando vedono qualcuno che riesce a fare ciò che a loro è impossibile, lasciarsi andare all’amore, si mascherano dietro i buoni propositi e la fame nel mondo e vomitano la loro invidia, rivelando nell’invettiva contro gli animalisti la loro miseria d’animo e solitudine.
Ho conosciuto anche persone che hanno avuto il coraggio di mettere del veleno dove sapevano che il gatto avrebbe leccato, lo hanno sentito urlare orribilmente per ore e non hanno fatto manco un plissée. Io ero bambina e ne ho avuto un trauma, posso ancora sentire quelle urla nei miei incubi, quella donna non ha mai avuto coscienza di aver fatto del male. Aveva eliminato un randagio che sporcava la sua biancheria.
Con la stessa leggerezza si sono eliminati milioni di esseri umani, lo so benissimo ma allora combattiamo semplicemente la crudeltà, senza guardare a chi sono le vittime. Non fare del male, non uccidere. Punto.

In tutti i tipi d’amore esistono eccessi e fanatismi, certo, infatti non sto parlando di chi porta il cane a fare i colpi di sole ma di chi ama veramente gli animali portando loro il rispetto al quale hanno diritto.
Rispetto che dobbiamo ad esseri che vengono orribilmente torturati per noi nella ricerca scientifica (chi ha avuto il coraggio di leggere “Imperatrice Nuda”, la sconvolgente inchiesta sulla vivisezione di Ruesch?), che vengono da noi uccisi e mangiati, sottomessi e posti addirittura a rischio della sopravvivenza per specie. A volte semplicemente torturati per gioco e per noia, come quelle ragazzine che si divertivano a prendere a giornalate un povero piccione l’altro giorno, in una strada dove stavo passando. Per quello che subiscono e patiscono giornalmente, le bestie sono sante e martiri e il Paradiso ne è certamente pieno.

Gli animali non sono cose ma meravigliose creature che possono darci tanto, dalla semplice ammirazione per la loro essenza, alla compagnia e a qualcosa che il più delle volte non ha bisogno delle parole.

P.S. Gli animali possono essere uccisi solo per una stupida superstizione, ad esempio perché neri come la splendida Chicca (nella foto), la gatta dolcissima e affettuosa che vive nel mio quartiere e che per fortuna ha trovato tanti amici umani che la coccolano. A questo proposito segnalo l’iniziativa di sensibilizzazione dell’AIDAA a favore dei gatti neri per il 17 novembre prossimo.


Dedicato ai gatti e ai gattofili, "Stray Cat Strut" del gruppo rockabilly anni '80 Stray Cats.

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