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lunedì 10 dicembre 2012

Tutte le palle di Natale

Quando farete l'alberello, il nordico albero di Natale perché ve lo chiede l'Europa, al posto del terrunciello presepe, ricordate di adornarlo con le numerose palle che vi offre questa realtà romanzesca italiana. Ve ne suggerisco qualcuna con relativo commento ma voi saprete trovarne sicuramente altre, sì da rendere ancora più splendente il simbolo di questo Natale che quest'anno quasi nessuno ha voglia di festeggiare.

"Monti ha salvato l'Italia."
Questa è la palla più grossa di tutte, visto che Monti ci lascia - e se ne va ma non pulisce il water - con cifre spaventose dal punto di vista della disoccupazione - all'11,1%,- del debito con l'estero (che è il vero problema, non quello pubblico, altra palla), del PIL e di tutti gli indicatori economici. Monti è riuscito perfettamente in un compito solo: quello di farci entrare completamente nel recinto dei PIIGS, usando la picana Fornero, la coccodrilla che prima ti mangia la pensione e poi piange tanto, porella.

"Vi tolgo l'IMU." 
Questa palla potrebbe passarvela, tramite il mezzo televisivo tuttora di sua proprietà, un signore mummificato che è stato recentemente risvegliato dal suo sonno millenario a causa di un persistente profumo di soldi, in perdita, proveniente dalla sua azienda ammiraglia Mediaset. Nel tentativo di balzare di nuovo in sella cercherà di offrirvi, oltre a quella dell'IMU, altre palle multicolori, ma non credetegli. Anzi, se proprio dovete guardare la TV nelle prossime settimane e volete comunque sentire fin dove ha il coraggio di arrivare con le menzogne, mettete tappi di cera alle orecchie dei vostri famigliari e fatevi legare ben stretti all'albero di Natale, come Ulisse nel capitolo delle sirene.

"Chissà dove saremmo ora senza l'euro"
Questa è una delle palle della confezione del perfetto eurominkia, assieme alle carriole di euro in fiamme al largo dei bastioni di Piazza Affari (per colpa dei raggi B.), alla spesapubblicaimproduttiva e allo "staremmo ancora a svalutare la nostra liretta". Palle, palle ed ancora palle, visto che proprio l'euro è la nostra attuale iattura. 

"Abbiamo vissuto finora al di sopra dei nostri mezzi".
Questa è la palla avvelenata che chi ha deciso di papparsi le nostre risorse, i conquistadores neomercantilisti  dell'eurozona, utilizzano con i volonterosi collaborazionisti eurominkia sul territorio di conquista. Si abbina di solito alla gemella "ce lo chiede l'Europa" ed entrambe hanno la funzione degli specchietti e delle collanine.

"Il problema adesso non è B." "Il problema adesso è B." 
Palla bifronte. B. non è il problema ma è uno dei  problemi.
Con la maggioranza dei mezzi televisivi nelle sue mani (grazie sinistra!) ha ancora troppo potere e lo usa per i suoi interessi, non certo per i nostri. Prepariamoci ad un vero bombardamento di palle caricate a menzogne, come mai prima d'ora. Ad un Pinocchio in pieno trip "shock and awe".

"Abbiamo comunque riacquistato autorevolezza". 
Palla presuntuosa. Per gli europei siamo sempre i soliti terroni di merda. Un loden non fa primavera.

"L'agenda del PD non è quella di Monti". (Sentita ieri sera da Vendola).
Questa è la più grossa tra le palle rosse. Di vergogna. Voi lo sapete, infatti, se seguite questo blog, che Bersani si strugge di diventare il Pierluigi Pétain della prossima repubblica di Vichy 2.0, ovvero il commissariamento dell'Italia da parte della Troika che subentrerà a Monti. Il PD ha il Fiscal Compact in tasca e ha tutta l'intenzione di usarlo, anche se è una roba totalmente illegale ed invalida dal punto di vista giuridico perché entra in collisione con tutti i vigenti trattati europei ed equivale alla morte della democrazia. Sappiatelo.

venerdì 2 novembre 2012

Mario e le palle


Piccole, grandi, rotonde, ovali, leggere come bolle, pesanti come palle di cannone. Lisce e scivolose o morbide e gommose, calde come mammelle rigonfie di latte o fredde come tette siliconate.
Mario è un esperto di palle. Chiedetegli pure.

sabato 13 agosto 2011

Non è stata colpa sua


Devo ammettere che ascoltando la  recita del rosario delle misure della manovra lacrime & sangue, lui con un principio di apnea da stress e l'altro, il fiscalista, con il solito tono da anestesia locale - che ti stanno tagliuzzando ma non senti nulla - giuro che più che alla mattanza per il ceto medio-basso, ho pensato: "Finalmente questi governano, fanno qualcosa, hanno smesso di star lì a pettinar bambole gonfiabili".
Magari alla fine è proprio vero che è stato lui a chiedere ai francesi, tedeschi e BCE l'imposizione della manovra, per poter dare la colpa agli altri e dire: "Mi ci hanno costretto loro, io non volevo", come sospetta malignamente Eugenio Scalfari. E' riuscito a farsi imporre di governare ma il prezzo che ha pagato - non di tasca sua ma con i nostri soldi - è di far commissariare l'Italia, quindi sottoporla ad una umiliazione, ed esporre il nostro paese al ricatto delle banche anche per il futuro.
Gli italiani, sbollita la rabbia di queste ore, dovranno capire una volta per tutte che questo essere in fondotinta li ha ridotti in questo stato perché non ha governato, non ha fatto un cazzo per diciassette anni. E perché? Perché aveva altro per la testa: i processi, le puttane, gli affaracci privati con Gazprom e Gheddafi, le sue aziende che perdono in Borsa, i maltolti da restituire e le beghe familiari.

La cosa paradossale è che, su suggerimento o no dei badanti europei, non lo sapremo mai, all'interno di una manovra che va a mungere sempre le solite vacche in puro stile democristiano, è stato costretto a fare qualcosa di doveroso. Si, poteva farlo meglio e c'erano mille altre cose da fare allo stesso tempo, come vedremo, ma almeno qualcosina, poco poco, c'è.
Per esempio l'abolizione di alcune province, anche se si doveva avere il coraggio di eliminarle tutte, visto che era già previsto fin dai tempi della creazione delle regioni.
La tracciabilità dei pagamenti in contanti, che era una norma già approvata dal centrosinistra da lui tolta in seguito. Ora è stato costretto a reintrodurla "per colpa della Merkel" o di Alfredo.
Il giro di vite su scontrini e ricevute. L'aumento dell'età pensionistica delle donne a 65 anni che, con un'aspettativa di vita di sei anni più degli uomini e, se vogliamo la parità, è giusta. Andava estesa anche al settore pubblico, però, non solo nel privato. Lì però bisogna capire Rocky Roberts Bossi, che ha una mogliera baby pensionata da difendere.

Cosa si sarebbe dovuto fare in più? Possiamo sbizzarrirci fino a domani mattina.
Ad esempio il taglio delle spese militari, l'abolizione dei privilegi fiscali della Chiesa, prima di tutto dell'esenzione dell'ICI per tutte le proprietà del clero; lotta vera all'evasione attraverso l'aumento della detraibilità delle spese mediche così da indurre il cittadino a richiedere sempre la fattura al medico e la possibilità di detrarre molte più spese di quanto si possa fare oggi, ovvero quasi tutto come succede all'estero.

La tassa sui redditi oltre 90.000 euro  - equivalente ad uno stipendio di 7.500 euro al mese, che è proprio un bel reddito, anche se stamattina sentivo giornalisti piangere come vitelli sgozzati al pensiero di non saper più come mettere insieme il pranzo con la cena - non risolve di certo il problema della patrimoniale, che anzi è stata introdotta di fatto per i dipendenti che vedranno il proprio TFR parcheggiato per altri due anni prima di poterne usufruire. Si tratta in alcuni casi di parecchie migliaia di euro che verranno a mancare a famiglie che magari avevano programmato, grazie a quella somma, di poter tirare il fiato per un po'.
Si trattiene il TFR forse per aver il tempo di rimettere a posto nei fondi le somme precedentemente sottratte? Non sono riuscita a ritrovare l'articolo, letto giorni fa, e la notizia è quindi tutta da verificare, ma pare che siano già stati fatti in passato dei prelievi dai fondi TFR senza consenso, in periodi di necessità di liquidi e che, a causa delle proteste, lo Stato sia stato poi costretto a rifonderli nottetempo.

Al di là delle 50.000 poltrone (poltroncine, più che altro strapuntini) tagliate a livello delle amministrazioni locali, non vi è nella manovra alcunché a svantaggio della Casta, che continuerà a banchettare con meno di cinque euro nella mensa di lusso del Senato e che non vedrà alcun decurtamento dei propri stipendi. Nessun allineamento dei trattamenti pensionistici al resto della popolazione per i parlamentari, ad esempio, che continueranno a ricevere pensioni prima dell'età anagrafica consentita, dopo appena qualche anno di servizio.
Si, è stato introdotto il divieto di cumulo delle cariche ma sono bazzecole.
Nel settore dello sviluppo, a parte un discorso fumoso su fantomatiche liberalizzazioni e privatizzazioni (e sarebbe interessante sapere quali aziende private avrebbero i soldi per acquistare le municipalizzate), non c'è nulla. Solo tasse, balzelli, scudi da pagare, cambiali e tratte.

Insomma, per concludere. I ricchi ricchi e quelli della Casta non pagano o pagano solo un piccolo pegno simbolico. Pagano i soliti, compresi molti appartenenti all'elettorato berlusconiano. Non i grandi imprenditori di riferimento, i grandi evasori e gli innominabili ma quelli della Terra di Mezzo, coloro che sono ricchi quanto basta per non potersi ancora permettere di comperarsi qualche finanziere che chiuda un occhio. Quelli che, visti dalla Terra dei dipendenti a 1000 euro al mese sono dei privilegiati e, visti dalla Luna dei megaricchi, dei poveri straccioni. Gente che è stata colpita dal furiosissimo sdegno divino* per non essere riuscita a riventare ricca come Berlusconi e che quindi deve pagare.
(* E' ufficiale, Guzzanti senior sniffa la bomboletta di flit.)

A leggere i primi articoli dei suoi giornaletti di famiglia e soprattutto i commenti dei papiminkia, a parte qualche indomito passerottino nei secoli fedele, si capisce che una buona fetta del suo elettorato il bagonghi del consiglio se l'è fottuta per sempre.
Forse ha messo in conto anche il fatto di non potersi più presentare alle elezioni e allora, che muoia Angelino con tutti i filistei. Forse sta pensando veramente di doversene andare, magari su suggerimento imperiale.
Non in galera perché ha più di settant'anni e nemmeno i compagni di merende di Pacciani rimasero in galera dopo quell'età. Ma obbligarlo a prender su baldracche e burattini, le sue metastasi famigliari e mandarlo ad Antigua in esilio, con divieto assoluto di rientro pena lo sparare a vista, non ci starebbe male.

Come si è visto ieri sera, ha continuato a sbugiardare, è più forte di lui. Lo farebbe anche con un M16 puntato.
Il debito pubblico lo hanno creato i governi dal 1978 al 1992 - ma si è guardato bene dal nominare il Cinghialone, perché un po' di riconoscenza per i vecchi amici e mentori gli è rimasta. Poi, dal 1992 ad oggi, siccome ha governato quasi sempre lui, a parte qualche parentesi prodiana e tecnica, delle responsabilità dell'aumento del debito pubblico si perdono le tracce. A seguire il suo ragionamento si sarebbe arrivati dal 1992 al 2011 direttamente, con il teletrasporto.
La presenza di Brunetta e di altri liquami di percolato ex-socialista al governo potrebbe far pensare che l'amico Craxi, in articulo mortis, possa aver affidato la sua creatura, il debito pubblico, al degno successore, facendogli promettere di averne cura e conservarlo amorevolmente. Insomma, non è stata colpa sua.

Poi ha continuato, da bravo Unto, con il cuore che grondava sangue e il solito piagnisteo. 
Non ho tradito le promesse elettorali. Non volevo mettere le mani nelle tasche degli italiani. Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Tremonti ha abusato di me! La lettera della BCE! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Diooo!


lunedì 23 maggio 2011

Fiabe sonore


"A mille ce n'è, nel mio cuore di fiabe da narrar... Venite con me, nel mio mondo fatato, per sognar.
Non serve l'ombrello, il cappottino rosso o la cartella bella, per venir con me. Basta un po' di fantasia e di bontà."

L'altra sera ho visto per caso una puntata di "Ulisse" di Alberto Angela dedicata all'11 settembre. L'argomento specifico, dei tanti possibili legati a quella immane tragedia, era il racconto degli ultimi minuti di vita delle persone, quasi tremila, che si trovarono intrappolate nelle due torri, dal momento dell'impatto fino al crollo delle stesse. 
Ricordate? Ci hanno detto quasi subito che le torri erano state progettate per resistere all'impatto con un grosso aereo di linea. Invece le torri crollarono, tutte e due nella stessa identica maniera e a pochi minuti l'una dall'altra, polverizzandosi quasi completamente e seppellendo migliaia di persone. 
Se avessero resistito, i morti complessivi sarebbero stati un numero decisamente inferiore. Alcuni di coloro che rimasero intrappolati agli ultimi piani avrebbero potuto forse essere salvati dagli elicotteri se si fossero rifugiati sui tetti. Ci sarebbe stato il tempo per evacuare completamente gli edifici. Invece, a molti lavoratori del World Trade Center fu addirittura chiesto di rientrare nei loro uffici. Evidentemente perché non si pensava ad un crollo imminente. Perché le torri non avrebbero dovuto crollare. Erano sopravvissute ad un primo attentato made in Al Qaeda anni prima. 

Come ha spiegato Angela junior questa anomalia, quest'atroce beffa del destino che ha moltiplicato per mille i morti? Quei crolli così identici e piroclastici e del tutto inattesi, non sono la chiave di volta dell'intera faccenda? La loro incongruità non dovrebbe sospingere alla ricerca della verità, andando oltre il rispetto del dogma imposto non dalle leggi fisiche ma dal potere?
Le torri erano state costruite per caso in economia con del cemento impoverito stile ricostruzione post-terremoto italiana da imprese in subappalto in odore di mafia?
Il progettista era uno che aveva studiato al CEPU e si era comprato gli esami di calcolo struttura in cemento armato con una bustarella?

Niente affatto. Dopo aver riproposto tutto il repertorio classico undicisettembrino degli arabi cattivi che hanno fatto tutto da soli, dell'aereo che entra nel Pentagono piegando le alucce da bravo uscendo dall'altra parte, Angela, senza alcun ombra di dubbio, ci ha raccontato ancora una volta la storia, anzi la favola, che il calore degli incendi agli ultimi piani delle torri avrebbe fuso l'acciaio dell'intera struttura portante non di una ma di entrambe le torri e provocato il successivo crollo a pancake di un piano sopra l'altro. Una cosa che non sta né in cielo né in terra e che mai si è verificata in precedenza a parte in occasione di una demolizione controllata. Una cosa impossibile alla quale però si può credere con un puro atto di fede come alle apparizioni della Madonna.

Angela figlio lo ha raccontato proprio con lo stesso tono di voce del narratore delle "Fiabe Sonore" di quando ero piccola ma, dopo aver vissuto per un'ora il racconto straziante e quasi intollerabile di gente che si è gettata dalle finestre verso la morte sicura, che ha avuto appena il tempo di telefonare ai propri cari per un consapevole addio, l'effetto di quella menzogna roboante e talmente grossa che la gente purtroppo la crederà, è stato quanto di più insultante potesse esserci per la memoria di quelle povere anime. Su di me, il contrasto della tragedia di migliaia di persone con la favoletta raccontata agli idioti che stanno davanti alla TV con la peperonata che attira sangue allo stomaco e lo toglie al cervello ha avuto un effetto straniante e terrificante, ancora una volta.  Amplificato dal pensiero che solo pochi avranno colto il bug, il difetto, la schermata blu che,  in quel momento, è passata sulla matrice.

Curiosi tipi gli Angela. Guai a parlar loro di paragnosti e di UFO, sono devoti al CICAP, però credono alle torri in acciaio che si liquefanno al sole di settembre. 
La RAI la chiama divulgazione scientifica. Una scienza che assomiglia sempre di più alla religione.

Un articolo intitolato: "Perchè gli edifici al WTC sono collassati?"
Nanotermite?

martedì 29 dicembre 2009

Ma i debunkers di ferro sognano bufale meccaniche?

Confesso che se dovessi scegliere chi buttar giù da una torre, se un complottista o un debunker, ovvero uno smascheratore di bufale, soprattutto uno di quelli che lo fanno per professione sentendosi in missione per conto di Occam e del suo rasoio, non avrei dubbi. Salverei il complottista perchè i complottisti sono dei creativi, sono più simpatici e, come le cattive ragazze, si divertono di più.

Non sopporto invece chi considera l'Autorità, a prescindere e per definizione, sempre attendibile in tutto ciò che racconta. Che siano le grandi Balle Imperiali sulla guerra al terrorismo o le piccole balle, le ballette del nostro nano di servizio, tipo che lui in tre secondi netti ti risana un bilancio statale e ti ricostruisce una città terremotata con l'imposizione delle mani.
In ogni caso, su larga o piccola scala, bastano due colpetti di propaganda ben assestati sui lobi frontali con il lobotomo televisivo e la certezza che nessun giornalista rompipalle andrà a controllare se i miracoli sono veri e non millantato credito e il gioco è fatto.

Se a qualcuno non tornano i conti o non si fa persuaso di ciò che gli viene ammannito dalla cosiddetta Informazione radiotelevisiva, a ristabilire l'Ordine ci pensa il debunker, il disinfestatore mediatico di bufale, colui che viene considerato dalla massa lobotomizzata alla stregua delle antiche Sibille e degli Oracoli.
Se il bambino si domanda come mai tutti ammirino gli abiti sciccosi dell'Imperatore, quando di luccicante c'è solo il bianco delle sue chiappe, il debunker, rapido ed infallibile come il sommergibile, dice che il bambino sbaglia ad avere dei dubbi. Quella che l'imperatore sia nudo è solo una bufala, un'illusione ottica facilmente spiegabile consultando "Popular Mechanics" e visitando il sito di Attivissimo. Nel vocabolario del debunker con il termine "bufala" si intende qualunque cosa che non venga ufficialmente approvata con il sacro sigillo dell'Autorità. Questo li rende ai miei occhi molto simili ai vecchi e gloriosi "servi del potere" ed altrettanto antipatici.

Ora, dal punto di vista psicologico, siccome la bugia esiste ed è caratteristica di ogni essere umano, siccome anche gli uomini di potere sono esseri umani, di conseguenza anch'essi possono mentire. Per i debunkers invece mentono solo i complottisti e perchè? Per fare un dispetto ai debunkers. Per paradosso, i debunkers non vedono altro che il grande complotto dei complottisti. Se noi complottisti abbiamo un grosso vissuto persecutorio, anche loro non scherzano.

Per spiegare l'incrollabile dabbenaggine (ma sarà vera idiozia?) che rende ciechi, sordi e muti i debunkers e i loro seguaci di fronte alle più colossali evidenze di frode e mendacio, si tira in ballo il Super-Io e la deferenza verso il Potere. Insomma l'essere un po' schiavi dentro e farsela sotto appena il nostro piccolo mondo fatto di casette di lego e certezze incontrovertibili, compresa l'esistenza di Babbo Natale, viene disturbato da un paradosso che apre una porticina verso un altro universo possibile. Anzi, a volte gli universi potrebbero essere infiniti. Meglio quindi serrare la porta e prendersela con il Relativismo che corrompe la gioventù. Meglio che solo uno abbia ragione, possibilmente il Duce.

In questi ultimi giorni siamo inondati da notizie che puzzano lontano un miglio di propaganda. Che sia in atto una campagna d'inverno vera e propria è molto probabile. Forse qualcosa di grosso bolle in pentola e forse c'entra l'Iran e un nuovo capitolo della Guerra al Terrorismo che, ultimamente, era stata un pò messa da parte con l'avvento di Obama e l'uscita di scena (forse) dei neocon. Sparita la Palestina dalle news - e forse anche dal Medio Oriente, chissà - con le guerre in Iraq ed in Afghanistan che languono in un immoto pantano, ci vuole una scossa. Rianimare Osama Bin Laden sarà difficile a meno di non trovare qualche Fran-ken-stin capace di farlo ma Al Qaeda è sempre pronta all'uso, come la polenta istantanea.
Non dimentichiamo che tutti parlano di una crisi ormai passata ma se ciò non fosse vero e si preparassero sconvolgimenti economici con conseguenti tumulti di popolo da sedare, una bella minaccia terroristica islamica da sventolare come spauracchio ormai collaudato sarebbe la scelta più logica da seguire, da parte del potere costituito.
Intanto si può costruire un clima non di odio ma di paura, di incertezza che spingerà il popolo a starsene acquattato in casa perchè le piazze possono essere pericolose.

Abbiamo avuto vari attentati ad un campione di importanti figure di potere ma attenzione, si è trattato di attentatucoli, di bagattelle, di un manipolo di pazzerelli bastErdi, di "personal psaicolabails" che girano il mondo tirando souvenir, placcando anziani in gonnella, nascondendosi provette di esplosivo nelle mutande - "vuoi far saltare l'aereo o sei contento di vedermi?" ed hanno pure babbi banchieri nigeriani, come quelli delle mail spam dove ti scrive il Principe del Burundi in persona.
Quando l'attentatore picchiatello e grande fruitore di "social network" (ci arrivo) si siede al suo posto sull'aereo che dovrà far esplodere chi si trova a fianco? Un regista olandese che, nel momento in cui scatta l'allarme, agisce con un sangue freddo ed una conoscenza delle regole di ingaggio da fare invidia ad un membro di un corpo speciale. E ovviamente, come nella mitologia dell'11 settembre, anche su questo aereo i passeggeri ti disarmano l'attentatore con quattro mosse di kung-fu.

Le notizie relative a questo rifiorire di Terrorismo sono strane e fatte di dettagli incongruenti ma, intanto, il solo nominare aerei ed esplosivo fa crescere il livello di paura generale. Casualmente vengono annunciate nuove restrizioni alle libertà personali; chi andrà in aeroporto sarà scannerizzato come in "Total Recall" ed immagino che chi costruisce gli impianti all'uopo sarà contento delle commesse miliardarie che gli arriveranno.
A Roma, nel nostro piccolo, si eliminano le fermate degli autobus perchè il nano si agita al pensiero che il prossimo souvenir, magari una miniatura del Colosseo, gli arrivi nel coppino da un attentatore giunto a Via del Plebiscito con il "64".
La libertà che più bisogna limitare, però, è quella di espressione non direttamente controllabile dal Potere, e cioè il mondo della controinformazione e del libero scambio di idee ed opinioni su Internet. Qui il Potere diventa schizofrenico. Facebook è un grande strumento in Iran perchè permette di mettere in luce la stronzaggine di Ahmadinejad, però in Italia Facebook è uno strumento eversivo perchè vi si inneggia a Tartaglia e alla Maiolo (la spintonatrice del Papa, non Tiziana).
Sarebbe sufficiente questa scissione ideologica per capire che il Potere non vuole cittadini liberi ma subordinati e che per ottenere lo scopo di creare paura e conseguente sottomissione ogni mezzo è lecito, sapendo di farla franca alla fine.

I complottisti sono paranoici, senz'altro, ma i paranoici veri come Philip K. Dick (nella foto) a volte riescono a vedere oltre e a prevedere la guerra preventiva, l'invasività del controllo del potere sul cittadino, gli scanner negli aeroporti, il potere dei media e della televisione in particolare. In fondo, quando sono profeti, hanno una funzione di pubblica utilità e sono come quel bambino che non ci stava a farsi prendere per il culo dal culo nudo dell'Imperatore.

giovedì 29 ottobre 2009

A pensar male...

Ok, è l'ultima volta che parliamo di Marrazzo ma, a pensar male, se l'appuntamento è in Via Gradoli a casa di un trans facilmente ricattabile e reclutabile nel novero dei soffia a causa della mancanza di permesso di soggiorno, i dubbi sull'esistenza di un bel trappolone organizzato ai danni dell'ormai ex presidente del Lazio, magari with a little help of my 007 friends, diventano quasi certezze.
In attesa di ulteriori sviluppi su altri politici coinvolti e del fantomatico director's cut extended version del famigerato video, godiamoci la versione strappalacrime del buon premier di famiglia che, avvisato dell'immonda pellicola dalla figlia premurosa: "Oh babbo, ho qui sulla scrivania un filmino su Marrazzo e dei trans. Che faccio, lo metto sul mulo o te lo passo?", decide di non denunciare un reato (il ricatto subito da Marrazzo), commettendone uno egli stesso (omessa denuncia) e fa il bel gesto di non pubblicarlo sulla prestigiosa rivista filosofica "Chi". Solidarietà tra clienti spacciata per senso dello Stato.

Sempre per pensar male, la Prestigiacomina che ci rassicura sull'identità del relitto affondato al largo della Calabria, non nave dei veleni ma innocua nave passeggeri affondata fin dal 1917 (e meno male che non era al largo di Terranova se no dicevano che era il Titanic), fa sparire in un tocco di bacchetta magica tutta la questione ecomafie e rende il pentito che aveva denunciato la sparizione ed affondamento di carichi pericolosi, solo un bugiardo. Così domani, se a qualcuno venisse in mente di andare a cercare altri relitti inquinanti basterà ricordare le trecce morbide sparse sull'affannoso petto della ministra turchina che bacchetta il pentito-pinocchio e si risparmierà la fatica. Se quella non era una nave tossica non lo saranno neppure le altre. Saranno navi fenicie, barchini veneziani, la prima canoa degli Abbagnale.
In questi giorni dove altri pentiti stanno raccontando ben altri fatti relativi alla stagione delle stragi capita a fagiolo una bella reputazione da ballisti da estendere a tutti i collaboratori di giustizia.

L'influenza maiala è un altro bell'arnese propagandistico molto carasciò, in questi giorni. Prima terrorizzano con il bollettino del beccamorto: "Oggi altri due morti per l'H1N1." I medici intervistati spergiurano sulle testoline dei figli che, anche senza tampone e prova scientifica dell'identità del virus, non può essere stato che l'H1N1. Tadaà!
Un secondo dopo il servizio televisivo rassicura. (Terror mode off). No, tranquilli, sono morti perchè erano già marci. E' un'influenza blanda, assolutamente non pericolosa, però (terror mode on) bisogna vaccinare tutti i bambini, anzi anche i pesci rossi e il criceto.
Non c'è da avere paura, però i governi hanno già ammassato tonnellate di vaccino inutile, costoso e probabilmente dannoso. Bisognerebbe vaccinarsi tutti però, se parli con amici medici o infermieri loro col cazzo che la fanno, la vaccinazione anti-maiala.
Alla fine chi ci avrà guadagnato sarà stata solo la Gran Troia Big Pharma e se vi saranno conseguenze alla salute per i vaccinati c'è la legge promulgata da Bush che mette il culone della suddetta al riparo da azioni legali. Sul serio, c'è una legge in USA che mette al riparo le aziende farmaceutiche dal rispondere di danni provocati ai pazienti da farmaci o vaccini. Insomma, se vi viene la Guillain-Barré postvaccinica sono cazzi vostri.

Non parliamo poi del fotogramma dell'uomo in turbante e barbone che così tanto assomiglia ad Osama Bin Laden e che, secondo i tenutari di tg dovrebbe essere la prova dell'esistenza in vita del fin troppo morto leader di Al Quaeda. Se tirano fuori queste immagini sfuocate che fanno pensare al solito Padre Pio che occhieggia dietro la finestra, alla Madonna che appare nella frittata o al Bigfoot che passa dietro alla tenda del campeggio è perchè sanno che la gente non approfondirà, non si chiederà: "Un momento, ma chi ci dice che non siano immagini "vecchie" di Osama? E' veramente lui o è solo una rassomiglianza?"
E' come per le navi dei veleni e il senso civico di Berlusconi. Bisogna fidarsi.

lunedì 20 luglio 2009

Stasera la luna

Cosa volete farci, io adoro la questione della Moon Hoax, ovvero l'idea che non siamo mai stati sulla Luna ma sono quarant'anni che ci prendono per il culo, facendocelo credere.

La trovo un'idea molto più interessante ed eversiva del pensare che, per la modica cifra di qualche miliardata di dollari, due astronauti qualunque abbiano calpestato il suolo lunare con i loro piedoni calzati nei Moon Boots.
Che volgarità! Due coglioni che saltellano su una cosa misteriosa e sacra come la Luna.
Un meraviglioso ammasso di pietre e polvere che da lassù ci ha ispirato, e scusate se è poco, il più bel disco dei Pink Floyd e forse di tutti i tempi e perfino il pezzettino di Debussy che io suonavo con tanta passione da ragazzina e non sapevo sarebbe diventato un giorno un acido scioglibudella per le avvampirate twilighters bimbominkia. Per non parlare dell'altro Chiaro di Luna, quello di Ludovico Van, un furtarello con scasso di un divino ai danni dell'altro divino W. Amadeus che ne aveva utilizzato il tema per primo in un passaggio notturno del "Don Giovanni".

Non può davvero essere stato possibile che tanta misticanza sia stata sprecata in una cosa banale come un ragnetto di metallo e stagnola che si posa senza fare neanche un po' di polverone e dal quale vengono giù i due coglioni famosi che avranno sicuramente lasciato lassù, oltre alla bandiera americana che sventola nonostante l'assenza di vento, qualche sacchetto di monnezza e la loro pupù. E cosa avrebbero portato indietro dopo un tale viaggio? Dei sassi. Siamo andati bene che dentro un sassolino non fosse nascosto il Gran Bigatto, quello capace di sterminare l'Umanità.

No, non ci credo. Hanno fatto tutto in studio, senza magari scomodare Stanley Kubrick, ma qualche regista di sitcom. Provate ad aggiungere alle immagini storiche del "grande-passo-per-l'umanità-eccetera" le risate preregistrate, il risultato è sconvolgente.
A parte gli scherzi e prima che i soliti che si ingoiano tutto perchè il cospirazionismo è male si scandalizzino di questa ventata di iconoclastia.
Non vi sono dubbi che alcune delle foto più famose dell'evento siano state ritoccate o costruite di sana pianta. Ce n'è una famosa con la bandiera americana che non proietta alcuna ombra. Lo dice perfino Attivissimo che è stata ritoccata. Poi, per non smentirsi dice che una foto taroccata non significa nulla. Magari è stata solo colpa del dover agire in fretta. Del resto che alla NASA siano degli sbadatoni lo dimostra il fatto che si fossero perduti i nastri della missione Apollo 11. No, dico, proprio quelli della più grande impresa dell'umanità!

Intendiamoci, potrebbe anche essere andata cosi: vanno veramente sulla Luna, scendono e tutto e poi si accorgono di aver lasciato il rullino a casa. Oppure, i duecento gradi della giornata lunare sciolgono la pellicola come neve al sole nonostante le garanzie della Hasselblad.
Che fare? No foto, no party. Se non facciamo vedere le foto non ci crede nessuno. Quindi costruiscono un bel set in un capannone da qualche parte nel Nevada e quando gli astronauti tornano, organizzano una bella sessione fotografica rifacendo tutte le foto che lassù non si sono potute fare. Dimenticando qualche ombra qua e là ma pazienza. Photoshop era ancora di là da venire.

Quelli che sostengono l'ipotesi più hard dicono che gli astronauti non sono nemmeno usciti sul pianerottolo di casa. Quelli della NASA hanno mandato su un razzone di quelli rimasti a Von Braun il nazi per fare scena ma poi tutto il resto l'hanno costruito in studio. Ecco spiegato il Lem non impolverato, la bandiera che sventola, gli astronauti vivi nonostante i 200 gradi e le radiazioni da sballo.
Si ma, dicono gli ingenui, come si fa a mantenere un segreto del genere per anni e da parte di tante persone? Risposta: i testimoni tengono famiglia, sia a Scampìa che a Houston.
E per quale motivo l'avrebbero fatto?, si risentono sempre più piccati i credenti ad ogni costo.
Per questioni politiche e propagandistiche. C'est tres facile.

Nella corsa allo Spazio, fino ad allora i russi erano arrivati primi (non temete, c'è anche chi mette in dubbio la scampagnata di Gagarin). Avevano mandato su una donna, una cagna (una dopo l'altra) e fatto secchi una mezza dozzina di astronauti cotti alla brace appena fuori dall'atmosfera, protetti dal silenzio assoluto del regime. E noi, si sono detti gli americani, chi siamo, i figli della serva?
Quello sventato di JFK si era lasciato sfuggire una data: "entro il 1969 andremo sulla Luna". M'hai detto cotica! Gliel'avevano fatta pagare a Dallas ma ormai il danno era fatto, dovevano mantenere la promessa. Non erano mica le casette antisismiche pronte prima a settembre, anzi ad ottobre e poi per davvero a novembre. L'Impero non può mica mancare un'occasione di primato mondiale.

Così, nonostante dei computer da far ridere i polli, qualche razzo e botto a muro rimasto ai tedeschi e le tute amorevolmente cucite (a mano!!) da simpatiche vecchiette, gli americani non solo vanno nello spazio ma scendono pure sulla Luna. Ecchecca'.

Tempo fa un giornalista ha chiesto a Buzz Aldrin (quello che oggi fa il fico ma per anni si è detto fosse tornato giù dalla Luna decisamente fuori di melone) di giurare sulla Bibbia di essere stato veramente lassù. Come risposta ha avuto un pugno sul naso. Mi pare una reazione molto significativa. Armstrong, dal canto suo, da allora avrà detto si e no due parole.
Vediamo, due uomini fortunati scendono sul satellite più bello dell'universo e per il resto della loro vita languono nella depressione e si chiudono nel mutismo.
Mah, io avrei rotto le palle ogni sera nel bar. "Oh, sapete, quando sono andato sulla Luna mi ricordo che...."
"E basta Buzz, lo sappiamo che sei andato sulla Luna, che palle!"
L'unico che avrebbe dovuto veramente essere triste era Collins, quello che rimase sull'altro pezzo dell'Apollo e si perse il meglio dell'impresa. Invece sono tristi gli altri. Mah, forse è l'effetto lunare. Andare sulla Luna e tornare lunatici.

Quindi voi credete pure nella bella favola dell'uomo che andò sulla Luna e non ci tornò più perchè ci aveva mangiato male e il conto era troppo salato.
Io preferisco tenere aperte tutte le porte. Anche quella che ci abbiano veramente preso per il culo. In fondo non sarebbe stata né la prima né l'ultima volta. E penso che, fino a prova contraria, l'unico che abbia davvero camminato sulla Luna sia stato Michael Jackson.


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giovedì 2 aprile 2009

Le bufale alla somarotropina

Questa sera si cena a base di bufale. Bufale vere, con le corna, produttrici di gustose mozzarelle, che sarebbero bombate mediante l'utilizzo di ormoni e bufale mediatiche, ben più dannose.

Andiamo con ordine perchè c'è un po' di confusione con i termini medici sui giornali. Vestitami da Pieroangela, faccio un po' di chiarezza tra somatropina, somatotropina e una nuova variante mediatica: la somarotropina.

La sigla hGH si riferisce all'ormone della crescita somatotropina, prodotto normalmente dal nostro organismo nella ghiandola pituitaria (ipofisi). L'h significa "human".
L'Ormone Sintetico della Crescita (HGH) è chiamato somatropina ed è in uso dal 1985, quando iniziò a sostituire quello estratto dalle ipofisi di cadaveri (hGH) a causa del rischio di trasmissione del prione ritenuto responsabile della malattia di Creutzfeld-Jacob, la variante umana della encefalite spongiforme bovina, comunemente chiamata "malattia della mucca pazza". L'ormone sintetico viene anche chiamato ormone della crescita ricombinante, o rhGH.

Questo per quanto riguarda la versione umana dell'ormone della crescita, quella che utilizzano palestrati, pelati in vena di qualunque pazzia pur di farsi ricrescere la chioma e, a scopo terapeutico, persone che ne sono deficitarie. Compresi alcuni tipi di nani, quelli chiamati "ipofisari".
Un uso sconsiderato di hGH, magari per dimagrire secondo i dettami di diete alla Mengele da 500 calorie al giorno più una o due pere di hGH alla settimana, (don't try it at home!), può provocare vari disturbi anche gravi come ipoglicemia, sindrome del tunnel carpale, dolori alle articolazioni e , in soggetti predisposti, l'acromegalia, ovvero una crescita anomala delle estremità: fronte, mento, mani e piedi.

Tornando alle nostre bufale campane, in quel caso si tratterebbe della somministrazione di bST, somatropina bovina sintetica, iniettata alle povere bestie per incrementarne la produzione lattea. Si tratta di un prodotto largamente utilizzato negli Stati Uniti, commercializzato con il nome Posilac dalla MONSANTO (oplà, ecco la multinazionale del demonio!). La controversia sull'uso di ormoni per l'allevamento del bestiame riguarda principalmente alcuni paesi europei che nutrono dubbi sulla loro sicurezza riguardo alle ripercussioni sulla catena alimentare.

Mozzarelle, nani, ormoni, bufale. Il nano e le mozzarelle, la bufala del nano protagonista al G20. Veramente commovente questa sera la Susanna Petruni, (dimenticate le Bond-girls, ora vanno le Silvio-girls, ben più letali di quelle di 007) ) al seguito di uno dei più ignorati leader mondiali, che si è inventata un servizio celebrativo delle gesta inesistenti di Berlusconi al G20, sulla base di un unica immagine, quella di Silvio che appare dietro ad Obama, in un quasi Paolini mode.
Come quelli che si fanno fotografare ai matrimoni agguantando la sposa, per rubare la scena, Silvio si è attaccato alle costole di Obama e gli spettatori del TG1, grazie alla CastaSusanna, hanno creduto che i leaders del mondo non abbiano fatto altro in questi giorni che pendere dalle labbra di Mr. Berlusconi e prendere ordini.

Si, è vero, hanno poi mostrato, con un coraggio da Saviano, il filmato dove Elisabetta stizzita si è lamentata del casino che faceva il nano in libera uscita ("Mister Obaaaamaaaa!!!!") ma, alla fine, l'impressione è stata: "Come osa quella stronza di regina riprendere il Nostro Silvio?"
Sono sfumature, dettagli, ma servono per rivoltare la frittata di una figura di merda rimediata di fronte ad una regina e ad un manipolo di presidenti e parare il culo al padrone. Davvero, se Belpietro riuscirà a fare di peggio di così, sarà da medaglia al valore.

Con una tal profusione di bufale, fossi nei NAS andrei a fare una visitina nella redazione del TG1. Temo qualcuno faccia uso di somarotropina.


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