giovedì 8 febbraio 2007

Marco, che saliva sulla montagna

Marco Pantani era un controsenso. Nato sul mare, con il salino nelle narici e la libertà del gabbiano nel sangue, domava le montagne aguzze sputando fatica e gloria come nessun’altro dai tempi di Coppi.
Campioni così ne nascono solo due o tre in un secolo. Quando la salita diventava solo per gli dei lui gettava via la bandana e non ce n’era più per nessuno.
Era un controsenso vivente, Marco. Ribelle fin da bambino, quasi indomabile, testardo, chiedetelo a mamma Tonina. Eppure capace di sacrifici disumani, come un samurai.

Nel 1995 alla Milano–Torino un assurdo incidente gli spezza una gamba. Lui lotta per tornare in sella ma nel 1997 ha un altro infortunio.
La voglia di vincere di questo romagnolo testa dura è troppo forte però. Libero come il mare e forte come la roccia.
1998: vince Giro e Tour, un mito. I francesi vanno giù di testa per Pantani' . Quando il pirata corre, il ciclismo torna a riempire i bar, i circoli e perfino le signore anziane guardano il Giro in tv, perché c’è Pantani.

Poi nel 1999 la montagna ingrata si vendica di Marco, di colui che ha osato sfidarla e l’ha umiliata e battuta.
A Madonna di Campiglio il sogno si spezza. I controlli erano annunciati, e poi non era un vero e proprio controllo antidoping, ma una campagna per la salute dei ciclisti approvata dagli stessi corridori. Quel maledetto ematocrito fuori di due stronzissimi punti. Lo rifanno poche ore dopo e i valori sono normali. Ma la carriera di Marco è stroncata.
I giornalisti erano già pronti davanti all’albergo fin dalla mattina presto, e sulle gazzette rosa e bianche gli daranno del “traditore”.
Per loro è un dopato, un drogato, uno che imbroglia per vincere, un impostore. Gettano su Pantani, sul più grande, tutto il marcio del ciclismo, hanno finalmente il loro capro espiatorio. Le condanne comminate sui giornali non hanno appello, sono cassazione.
Forse, e lo dicono in tanti, quella volta lo hanno semplicemente fottuto. Andava troppo forte, troppo per i nuovi campioni sui quali investire milioni di dollari.

Marco non regge alla vergogna, alle parole cattive, alle condanne senza processo, forse anche al senso di impotenza di fronte a qualcosa di troppo grosso che era più forte di lui e che gli si era messo contro.
Prova a ricominciare ma non è più lui. Gli offrono la roba: “dai, che poi ti senti meglio”, e paradossalmente ora diventa veramente un drogato, della sostanza più bastarda, la coca. Che prima ti fa sentire un dio, ti fa salire fino sulla cima e poi ti spezza i freni e ti manda giù a rotta di collo verso la depressione più nera.
Diventa paranoico, ha paura di tutti, e tutti lo lasciano solo come un cane. Lo troveranno in una camera d’albergo, morto, con la stanza a soqquadro, a San Valentino.
Gli avvoltoi diranno che Marco Pantani è morto facendosi di crack. Taceranno invece come sepolcri quando usciranno i risultati delle analisi autoptiche: “nessun uso di sostanze dopanti atte a modificare le prestazioni sportive per un lunghissimo lasso di tempo precedente la morte.”

L’anno prima, mi pare, il Giro passò per Faenza. Mi piazzai sul ponte di Corso Europa aspettando che arrivassero i ciclisti. Non riuscii a riconoscere nessuno, alla grande velocità alla quale andavano, a parte Marco e la sua bandana. Adesso, ogni volta che passo di lì penso: qui ci ho visto Pantani, una leggenda.

Cos’è ora il ciclismo senza di lui? C’è stato il grande momento di Lance Armstrong, che Marco aveva battuto a Courchevel. Anche lui è finito sotto accusa per doping, quello vero, ma si è ritirato in tempo e le cose scritte sui giornali sono state dimenticate in fretta, non scolpite sulla pietra come per Pantani.
Anche se si corre ancora, con il pirata è morto anche il ciclismo, e adesso le nonne quando comincia la tappa spengono la tv. Perché non c’è più Marco con le emozioni che ti dava e il cuore è stretto solo da una tristezza infinita.

22 commenti:

  1. Pantani mi aveva riconciliato con il ciclismo, mannaggia!
    Dopo di lui mi son detto che non voglio più avere idoli, nemmeno nello sport. Rimani sempre fregato, in un modo o nell'altro.
    Ciao.

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  2. A dir la verità dopo Coppi, non ho seguito più di tanto il ciclismo, sì qualche emozione per Baldini o Gimondi o per qualche performance dei pistard (Gaiardoni, altri nomi non mi vengono) Non sapevo bene la faccenda del doping, ma da quanto hai scritto mi vengono due paralleli: il primo per il grande Fausto e non era droga ma "sesso", fu stroncato per l'amore; il secondo la questione "lipopil" che stroncò l'ing. Viola (e la Roma) tra l'altro Carnevale e Peruzzi sono stati tra i pochissimi a pagare per doping nel calcio... Insomma mi toccherà vedere la fiction, quando ne faranno la replica...

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  3. non seguo molto il ciclismo, e neanche prima

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  4. Ciao!! Io parlerò di Pantani nel giorno dell'anniversario. Ho notato, comunque, che il film a lui dedicato ha risvegliato l'interesse della gente verso questo grandissimo campione. Pantani era il mio mito, non c'è stato un altro sportivo che abbia attirato la mia attenzione quanto lui. E' stata una perdita grandissima. Un caro saluto.Andryyy

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  5. Stefania10:49

    la sua storia è la dimostrazione di come siamo tutti pronti a portare tra le stelle una persona finchè va tutto bene, ma altrettanto rapidi a buttarla nel fango quando la fortuna gli gira le spalle...quanta ipocrisia e malignità! Marco per me resterà sempre il grande campione che dominava la montagna con la sua mitica bandana gialla.
    Grazie per averlo ricordato
    Un abbraccio

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  6. Pantani, povero Marco stritolato e maciullato nell'anima. Che possa aver trovato finalmente pace.

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  7. arituro12:39

    post fazioso, lacrimevole e anche banale. Non sono 2 punti di ematocrito oltre la norma: sono 2 punti oltre il 50 consentito.la norma è di poco sopra i 40. Quindi l'hanno beccato con circa 10 punti sopra la norma, e se anche alle seconde analisi lo trovarono sotto il 50 non era comunque normale, semplicemente non era troppo drogato. Ora che lui abbia pagato e altri no è corretto, ma farne un martire mi sembra troppo. Inoltre sul fatto della droga successiva (coca ecc.) sembra che poverino lo abbiano costretto a prenderla: che pena! per me era un coglione con delle grandi doti fisiche, ma poco cervello, zero umiltà e altri problemini. E' pieno di corridori che faticano per decine di anni senza vincere una gara, portando borracce o magari tirando gli altri. E questo non vale solo er il ciclismo: il mondo è pieno di gente che tira la carretta senza rompere le balle a nessuno. Quindi è ora di finirla con i miti, i vincitori, i vincenti, le primedonne ecc. Il ciclismo è la fatica che si fa a salire sulle montagne, la soddisfazione di avercela fatta, la pace che trovi allo scollinamento. I campioni vanno e vengono, le montagne sono li da scalare e ognuno puo trovarci la sua piccola impresa. (ho visto 5 minuti della fiction e mi è parsa proprio brutta in tutti i sensi)

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  8. Era il più grande degli ultimi tempi. Peccato. Un saluto.

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  9. @ arituro
    scusa, ma hai detto una cosa imprecisa. L'ematocrito, il cui valore indica la percentuale di particolato nel sangue (e per l'uomo il valore normale è di solito fra il 38 e il 52%) è indice di viscosità del sangue, per cui, più il valore è alto, più si considera pericoloso per la salute. Addirittura, in senso atletico un ematocrito alto sarebbe controproducente, perchè il sangue così denso non fluirebbe bene nei capillari che irrorano i muscoli. Non è indice di doping, nè di tossicodipendenza, ma a quanto pare anche tu sei rimasto vittima della disinformazione.

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  10. arituro14:43

    ora non sono un medico però:
    -l'ematocrito "normale" è poco sopra i 40
    - l'ematocrito alto è alto perchè aumento i globuli rossi che apportano ossigeno quindi il sangue diventa più denso ed è indice di certi tipi di doping
    il fatto che si fermino gli atleti per "sicurezza" oltre i 50 è si perchè il sangue è troppo denso non per il doping ma solo perchè non può essere "scientificamente" provato che sia proprio doping (e non è neanche scientificamente provato che i militari reduci dai balcani muoiano di tummore per le conseguenze dell'uranio impoverito tanto per spiegare il "scientificamente")
    - credo anche (ma non sono sicuro) che un atleta allenato dovrebbe avere un ematocrito più basso della media

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  11. @ arituro
    gli atleti con ematocrito alto vengono fermati per impedire che possano morire di trombosi. In seconda battuta si può sospettare che abbiano fatto uso di EPO, ma è bene tenere presente che l'ematocrito può aumentare in presenza di molti fattori, ad esempio l'altitudine. L'uso di EPO (eritropoietina) è proibito perchè una eccessiva stimolazione delle cellule sanguigne può evolvere in leucemia mieloide oppure, più frequentemente causare trombosi artero-venose per aumentata viscosità sanguigna. L'EPO non è una droga, comunque.

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  12. Il Pirata era il migliore. Non c'è stato mai un altro come lui.
    Forse Ivan Basso, ma ha caratteristiche diverse!

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  13. Cara Lame,
    a me risulta che Pantani facesse EPO.
    E l'EPO non è droga, ma è comunque doping.
    E serve per avere più resistenza.
    Dammi qualche dato in più...


    Pensatoio

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  14. candido16:34

    L'ultima prova per un eroe è di sopravvivere al proprio mito. Che dire del mondo del ciclismo, dei media, delle folle? Ricordo la rabbia straziante di Merxy, quando accusò ai microfoni l'ambiente federale di avere voluto assassinare Marco Pantani... Ma in verità non c'era alcun bisogno che il campione dei campioni alzasse la voce:penso che Pantani abbia reclamato con ogni fibra la parte che sostenne, non percependo l'ambivalenza di quella forza che lo reggeva e lo avrebbe distrutto. Un uomo fragilissimo di fronte ad un sistema più grande di lui, un campione che non ha saputo accettare la sconfitta. La pietà ci è rimasta in tasca.
    Ciao, Pirata

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  15. arituro16:38

    non mi va di continuare su questa falsa riga. mi premeva solo far notare come scrivendo tu che è stato fregato "solo per 2 punti" e che la coca gliel'hanno offerta hai falsato il discorso, ovvero lo hai presentato come vittima. per me vittima non è: ma prima è dopato poi drogato.

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  16. @ spartacus
    la fiction mi è parsa una cosina così, se dovessi darle un voto sarebbe 6--, nonostante l'impegno dell'interprete principale. Senz'altro di ben altra levatura il "Coppi" di Sergio Castellitto di qualche anno fa.

    @ andryyy
    Verrò senz'altro a leggere il tuo articolo. Ricambio il saluto, ciao!

    @ pensatoio

    Ho trovato questo:
    "Il 27 luglio 2004, il Prof. Fortuni, che ha eseguito l’autopsia, rilascia le seguenti interviste virgolettate alla Gazzetta dello sport e al Resto del Carlino ( unici giornali a pubblicare la notizia che il midollo di Marco era sanissimo):
    Dott. Fortuni alla Gazzetta dello Sport
    "Non ci sono segni significativi di sostanze dopanti assunte in precedenza. In altre parole possiamo escludere che Pantani abbia assunto Epo in quantità importanti e per un tempo lungo" ha spiegato il medico legale.
    - Dal giudice mi era stata posta una domanda precisa. Bisognava analizzare se l’uso continuativo e in dosi massicce di eritropoietina poteva essere stata una causa di morte.
    Ci attendevamo di trovare un midollo osseo scassato, ricchissimo di cellule.
    Invece non è stato così. Anzi il contrario, il suo midollo osseo era assolutamente normale vuol dire che tutto questo uso di epo, come si è sostenuto, Pantani non l’ha fatto, altrimenti i danni sarebbero stati evidenti.
    Potrebbe essere che il midollo osseo si fosse normalizzato? Potrebbe essere che Pantani abbia fatto, in passato, un grande uso di epo e negli ultimi tempi abbia smesso?
    No, risponde il medico legale, possiamo paragonare l’epo al fumo, se uno ha fumato molto in passato e poi ha smesso, nel suo corpo restano le tracce. Se uno ha fumato poche sigarette e saltuariamente possono anche non restare tracce.
    Fortuni ci tiene a sottolineare una cosa: QUESTA PERIZIA E’ PER LA VERITA’ DI UN GRANDE ATLETA.
    Lo stesso giorno al Resto del carlino: "Francamente sapendo delle sue vicissitudini giudiziarie, delle squalifiche e delle polemiche che lo hanno travolto, non mi aspettavo di trovare quello che invece ho trovato. E cioè il midollo osseo di un atleta che non aveva fatto un uso massiccio né protratto di sostanze dopanti. Perché se così fosse stato, il midollo osseo ne avrebbe portato tracce inequivocabili, alterazioni evidenti. Ma non è così. Pantani era quello che era non perché pompato dalla scienza medica, ma perché era un campione, su questo non ci piove. Era il migliore, e se questo può restituirgli l’onore che lui stesso credeva di aver perduto, sono contento".

    @ candido
    noi continuiamo a cullarci all'idea dello sport come qualcosa di nobile e pulito. Dove c'è interesse vige anche il principio che bisogna vincere ad ogni costo.
    Coppi diceva: "Tutti prendiamo qualcosa, ma io arrivo mezz'ora prima degli altri".

    @ arituro
    Tu colpevolizzi una persona che si droga? Io non mi sono mai drogata ma forse perchè nessuno me l'ha mai offerta nel momento giusto. In questo senso quelli come me sono stati molto fortunati.
    Sei liberissimo di non provare alcuna pena per Pantani, ma io rivendico il diritto di presentarlo come una vittima, quale è stato, di un sistema che lo ha scaricato quando non serviva più. Morire a 34 anni non è una punizione sufficiente?
    Scusami, ma su Pantani, io mordo.

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  17. Solo due parole sulla fiction su Pantani: era meglio non farla. Una produzione di livello infimo, uno sgarbo alla leggenda ( nel bene e/o nel male, a seconda di come la pensate ) dello scalatore forse più forte di sempre, certamente il ciclista più emozionante che abbia mai visto.

    Di solito evito come la peste le fiction, ma ho fatto due eccezioni: quella su Bartali e questa su Pantani. Se la prima è stata ben girata, la seconda è stata a dir poco scadente: attori di seconda scelta ( a parte l'ottimo Ravello ) e una realizzazione degna di una TV locale.
    La ciliegina sulla torta è stata la fila di automobili dei nostri tempi ( una Renault Megane e altre ) parcheggiate e bellamente immortalate mentre si girava una scena ambientata quando Pantani era ancora bambino. Mah...

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  18. Comunque non penso che Amstrong fosse un dopato. Ha vinto il tour per 5 volte e pur avendo un tumore a i testicoli è stato un grande del ciclismo.

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  19. E' il triste destino di molti campioni: quando sono in vetta tutti che sono lì ad amarli, quando poi tutto termina nessuno più li conosce.
    Un bel ritratto, Lameduck.

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  20. Marco era un ciclista d'altri tempi, non solo perchè correva tutto l'anno, cosa rara nel ciclismo moderno, ma soprattutto perchè era capace di grandi imprese. E' difficile spiegare la bellezza delle sue imprese elencando le sue vittorie e i suoi record, e forse neanche rivedendo un video è possibile comprendere, perchè ad esempio credo che sia riduttivo parlare del Mortirolo del '94 senza la tappa precedente di Merano: siamo stati fortunati ad avere potuto vivere di persona quelle emozioni. Quanti ricordi ma anche quanta tristezza. Io non riesco ad accettare che un mito possa aver fatto una fine così, è triste sapere che una persona che dava delle emozioni così intense, a tal punto che quando scalava le montagne l'unico ostacolo sembrava essere la gente che era sulle strade a tifare per lui, sia morto solo in una stanza d'albergo.

    Grazie per il commento al mio post, ma soprattutto grazie per quest'articolo, davvero bello.

    Ciao.

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  21. Anonimo13:14

    http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/ematocrito.html

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