sabato 6 marzo 2010

Il comunista che piaceva ai banditi

Questo, qualsiasi cosa gli mettano davanti, la firma. Foss'anche la condanna a morte della Repubblica e di conseguenza la sua.
Presidente, lo sapeva già ma glielo confermo per sicurezza. Lei non mi rappresenta.

34 commenti:

  1. Presidente peggiore è difficile da trovare.
    Sono fortemente delusa da Napolitano, e pensare che è stato pure comunista e antifascista.
    Deve essere l'Alzheimer che gli ha fatto dimenticare tutto il passato.
    E' la spiegazione più gentile che riesco a darmi, le altre che ho pensato sono moooooolto peggiori.

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  2. Il vero problema e' che se inizia a cancrenizzarsi l'idea che certi provvedimenti sono giusti, o anche "non ingiusti", e piano piano, giro di vite dopo giro di vite, nel silenzio delle istituzioni preposte al controllo ma soprattutto nel silenzio dei cittadini che, pigri, non se la sentiranno di far sentire la loro voce, vi ritroverete in breve in una dittatura senza aver capito da dove tutto sia iniziato. E dopo sara' troppo tardi per tornare indietro.
    C'e' un bellissimo articolo di Diego Cugia che spiega perfettamente il meccanismo.

    http://www.diegocugia.com/index.php/blog/linganno-e-la-speranza/

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  3. Paolo14:57

    Ma come? non era tutto un trucco di Berlusconi per non perdere le elezioni?
    Ora invece pare che proprio berlusca vuole votare. Che sono cambiati i dati dei sondaggi? Chi ci capisci è bravo.
    Certo che avrebbe stato bello vincere facile, no? Rassegniamoci compagni, perderemo altre regioni.

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  4. quando uno nasce stalinista lo rimane dentro. Sempre. può venire meno il grande baffo ma quel gusto realista di darle al popolo non tramonta mai. dal 56 al 68 fino al 2010. Napolitano: l'uomo che firma.

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  5. Adetrax15:40

    Presidente, lo sapeva già ma glielo confermo per sicurezza. Lei non mi rappresenta.

    E da un bel pezzo anche ... dopotutto a fine anno potrebbe benissimo augurare:

    buon NWO a tutti !

    Gli auspici in tal senso li ha fatti parecchie volte (indirettamente anche in TV) e allora diciamolo una buona volta che questa "fratellanza" è diventata troppo invasiva per non dire insopportabile.

    Sintetizzando, a mio avviso, con questo teatrino, hanno solo voluto dimostrare che possono fare e disfare tutto, anche cambiando le regole a posteriori (ovvero in modalità retroattiva, cosa che viola qualsiasi principio giuridico); come dire ... una richiesta neanche tanto implicita di non rompere i maroni al conducente perchè tanto il risultato è nullo.

    Volendo fare una battuta si potrebbe denominare questo decreto: il "condono per la libertà di scelta".

    Un giochetto del genere in Svezia o in Finlandia non sarebbe durato neanche qualche ora, ma si sa, la il 75% degli elettori sono rompicoglioni e non vanno troppo per il sottile quando si tira troppo la corda, mentre in Italia saranno si e no lo 0.75%; non per niente, "proprio la" stanno provvedendo ad attaccare e a diluire quelle sacche di insopportabili "rompiballe" che non capiscono le meraviglie della corruzione, degli inciuci e delle altre porcate fatte sottobanco.

    Ecco un "autorevole" giudizio sul significato della firma di Napolitano.

    "Con la sua firma il presidente Napolitano ha difeso la Costituzione garantendo a tutti il diritto-dovere del voto di cui articolo 48 della Costituzione, confermando cosi, ancora una volta, un altissimo senso dello Stato e della democrazia".

    (n.d.r. certo che se la prima porcata ha funzionato, perchè non farne altre ? In effetti, secondo l'immondo giudizio comune, se le porcate funzionano, allora chi le fa non è un "porco" ma un furbo "da ammirare").

    E' chiaro che qui si sta instillando un messaggio sub-liminale del tipo:

    Napolitano non ci ha contrastati perchè siamo i difensori della democrazia ... attaccata invece dalle toghe rosse che hanno voluto appigliarsi a dei cavilli burocratici per impedire un diritto-dovere.

    Bene, con l'esito del cosiddetto e futuro "voto" ci sarà la prova del nove sull'effetto che tutto questo ha provocato nei cittadini-votanti.

    L'unto del Signore ha, per l'ennesima volta, dimostrato che lubrificare i soliti meccanismi è il suo mestiere (ed è chiaro che il compito di ogni buon lubrificante è quello di impedire l'usura per attrito, cosa fra l'altro indispensabile per arrivare a 120 anni).

    Argentina + Cile reloaded ...

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  6. L'altro giorno su RAI 3, al posto di Ballarò, hanno dato un interessante documentario sulla dittatura fascista
    Troppe le analogie con l'attualità, troppe...

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  7. ma non è che lui le firma solo..ci sono delle buone probabilità che le suggerisca anche!

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  8. anche a me Giorgio "Hindenburg" Napolitano non mi rappresenta

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  9. il tema del post è Napolitano. Bene. Parliamo di questo anziano signore.
    Non mi risulta che il terremoto che distrusse l'Irpinia nel 1980 sia stato così tremendo a Napoli e nel napoletano. Gli amici campani possono smentirmi. Eppure di soldi per Napoli ne arrivarono in quantità industriale. Un po' finirono anche nelle casse del P.C.I. napoletano. Le inchieste della locale Procura della Repubblica, se non sbaglio portate avanti dai magistrati Cantelmo e Quatrano, sono lì a testimoniarlo.
    Napoli a quel tempo era il feudo della così detta corrente "migliorista" (ribattezzata PIGLIORISTA) del P.C.I. Quella, per intendersi, che favoleggiava di accordi con il P.S.I. saldamente controllato da Craxi e che aveva come capo-bastone locale Di Donato.
    Era "l'opposizione" (di destra) all'interno del partito, in quel periodo guidato ancora da Enrico Berlinguer. Capo di quella corrente era il nostro. In più di un congresso l'attuale presidente (con la lettera minuscola, e non per offendere la carica) si schierò contro Berlinguer proprio sulla questione morale e sulla presunta diversità del P.C.I. Il Fatto Quotidiano ed il relativo sito l'Antefatto nei giorni scorsi hanno ricordato tutto ciò. Compreso il ruolo di Angela Francese, che poi passò al P.S.I., dove era di fatto di casa. Non ho alcuna prova per dire che il presidente sia mai entrato nelle vicende della ricostruzione. Me ne guardo bene. Che ci sia entrata la sua corrente, è fatto notorio. Tant'è che chi ha risposto a quell'articolo del Fatto è stato un altro (p)migliorista: Emanuele Macaluso; dalle colonne del Riformista. Altro elemento di spicco di quella corrente era Gerardo Chiaromonte. E' un caso che la figlia, deputata PD, sia una delle presentatrici del progetto di Legge che prevede la riammissione dell'immunità? Progetto che è stato subito accolto con giubilo dalla destra?
    Una perla dell'attuale Presidente: "Anche se non firmassi (una qualche Legge porcata), cosa cambierebbe? La riapproverebbero e a quel punto dovrei comunque firmarla". Rimando a qualche articolo al riguardo di Marco Travaglio che ha confutato simili affermazioni. Rimando anche all'operato di uno che non ha mai militato nel P.C.I., tutt'altro! Si chiama Oscar Luigi Scalfaro. Chi vuole, tragga ora le sue conclusioni.

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  10. Distinta Chiara,

    "vi ritroverete in breve in una dittatura"

    Premetto che considero grave quello che è successo relativamente alle liste elettorali.

    Però trovo eccessivo evocare le ombre di una dittatura. Credo che la cosa più giusta l'abbia detta il povero Bossi: si tratta di dilettanti allo sbaraglio.

    Per instaurare una dittatura ci vuole astuzia e malizia. Cosa vuoi che facciano dei pasticcioni talmente maldestri da non essere capaci nemmeno di presentare una lista entro il termine fissato dalla legge.

    Quanto a Napolitano credo che abbia sempre agito con imparzialità. Il capo dello stato deve tener conto di tutto il popolo: sia della metà che sta con il centro sinistra, sia della metà che sta con il centro destra.

    Ciao Davide

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  11. Panty21:19

    Trovo nei fatti di questi giorni,una grande occasione favorevole per milioni di Italiani,Visto che il Presidente ha firmato per il bene di tutti.

    PRECARI,DISOCCUPATI,PENSIONATI,POVERI IN CANNA,mandiamo pacchi di cambiali in bianco al Quirinale.
    Per il nostro bene il Presidente non si rifiuterà di firmarle,

    PASSATE PAROLA.

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  12. Adetrax21:21

    @Davide
    Per instaurare una dittatura ci vuole astuzia e malizia.

    Pensi che non ne abbiano da vendere ?

    Cosa vuoi che facciano dei pasticcioni talmente maldestri da non essere capaci nemmeno di presentare una lista entro il termine fissato dalla legge.

    Di tutto, anche simulare un incidente per fare poi un atto di forza.

    Ti dico solo questo, stasera al TG2 (gli altri non li vedo) hanno dato una notiziola subliminale, intitolata: "quando l'eccessivo rispetto delle regole porta a un sopruso" !

    Hanno portato come esempio l'interruzione di un concerto al Pantheon perchè era scattata l'ora di chiusura anticipata alle 18.

    Su questo ci hanno ricamato la conclusione (la morale della favola) che senza un minimo di elasticità possono succedere solo cose brutte e figuracce.

    Ti paiono coincidenze queste ?

    Ti pare tutto normale ?

    A me no.

    Fra l'altro, se davvero fossero così pasticcioni, sarebbe come mettere un casinista davanti al quadro comandi di una centrale nucleare; tu dormiresti sonni tranquilli ?

    Dato che però non si tratta di semplici casinisti, siamo in un altro caso ancora peggiore (te lo lascio immaginare).

    In quanto a Napolitano, un presidente della Repubblica che disconosce il valore simbolico delle obiezioni e della possibilità di non firmare la prima volta una legge o un decreto legge (cosa prevista dalla Costituzione) altamente questionabile, dicendo che tanto non serve a niente, è un presidente fantoccio.

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  13. Paolo21:34

    Credo che PD e comunisti abbino perso un occasione buona per rimarcare l'icapacità del partito di Governo e nel tempo stesso di sostenere la necessità di garantire il voto a tutti, lavorando con la destra per riparare la loro incapacità. In questo modo avrebbe dimostrato che al PD sta a cuore il diritto di TUTTI i cittadini di votare anche per un partito avverso. Questo vuole la democrazia invece di cavalcare le regole democratiche. Volevano vincere facile, troppo fracile. Ma ora pagheranno la loro intransigenza per il solo vantaggio del PD contro la democrazia.
    Napolitano ora lo accusano i stessi suoi compagni di Partito comunisti. Accusano lui e il vecchio PCI stalinista d'essere stato pigliorista. Siamo ai polli di Renzo, proprio così, figura da polli

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  14. Nemmeno a me (mi rappresenta, intendo).

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  15. adalberto21:46

    Ritengo che Napolitano mi stia rappresentando, dato i tempi che corrono, nel modo migliore. E' mia convinzione che le cose non vanno portate all'eccesso, come sta facendo DiPietro parlando di inpeachement. Meno traumi la n/s democrazia prova, più sarà agevole perseguire la fuoriuscita dalla crisi economica, quella sì schiavizzante per quelli che non hanno la sicurezza di un'occupazione. Sarebbe tempo, a parer mio, che si cominciasse a dare delle priorità alle rispettabilissime indignazioni che ci adontano. Quandanche riuscissimo a disarcionare il cavaliere, il presidente e l'apparato tutto in nome di un'etica che non lasciasse spazio a tutte quelle correzioni che un'organizzazione sociale imperfetta come la nostra richiede, ritengo che la crisi che ne sortirebbe ci sarebbe letale. Questo se i nuovi "comandanti" fossero rigorosi come questo convivio richiede. Se invece saranno come quelli disarcionati, siccome ho l'impressione non si possa fare altrimenti, tanto vale continuare a curare questa debole nazione come richiede il suo stato di salute. Una cura da cavallo, a mio parere, le sarebbe letale.

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  16. dieghito21:58

    @davide

    Quello che vuole far credere questa destra al potere è proprio di non essere pericoloso, ma democratica e "affascinante e zuzzurellona" come il suo capo...attenzione a sottovalutare i sintomi di una malattia...si sta instaurando una vera dittatura a mio parere fatta non solo di manganelli (contro gli studenti in piazza...già dimentichiamo?!) ma di strisciante potere mediatico-subliminale...!

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  17. Sono disgustosi.

    Ringrazio anche il pd, il partito nato morto, che come sempre si è supinamente piegato alle volontà di Silvio (come sempre dai tempi di baffino). Adesso son tutti lì a difendere quel rinnegato di Napolitano, invece di dire “Sapete una cosa? Le elezioni fatevele da soli”.

    Per quanto mi riguarda prossimamente devo andare al consolato di Stoccarda per il rinnovo del passaporto, e lo farò senza presentarmi con i documenti necessari. Mi limiterò a dire che essendo una formalità, ripasserò con gli stessi tra qualche mese. Son curioso di vedere se si farà un decreto apposito.

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  18. Grazia23:10

    @mozart2006

    posso dirti per esperienza personale che il terremoto dell'80 fu molto devastante, in Campania (non proprio Napoli citta' che tutto sommato ebbe danni minori)c'e' stato moltissimo da ricostruire. Vero che arrivarono molti soldi...verissimo che furono spartiti tra tutti i magnaccia.

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  19. Caro amico Davide, lo sai chi ha scritto quello che segue, vero?

    Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
    Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
    Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
    Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
    Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.


    Dice il Sig. Martin Niemöller che stare li a minimizzare le cose politiche, a dire di non preoccuparsi che va tutto bene, che si è al sicuro, che non può assolutamente succedere qualcosa di spiacevole (o solo di terribile), è più pericoloso e doppiamente diabolico del farle, le cose.
    Chi le fa – le cose politiche – ha l’alibi di volerle fare per il proprio tornaconto, per giuste o sbagliate che siano, per giusto o sbagliato che sia, chi le subisce in silenzio ha solo l’alibi di volerle subire in silenzio: un alibi che proprio gran cosa non è.

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  20. Amadiro01:05

    Vergognoso, un decreto legge per modificare un provvedimento mentre veniva ancora dibattuto in tribunale: la prossima volta aboliranno il reato di stupro mentre processano un deputato che ha seviziato la sorella.

    Napolitano è uno smidollato indegno di ricoprire quell'incarico, ha disonorato se stesso e la carica che rappresenta.

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  21. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  22. Faccio una ipotesi fantascientifica ma non troppo.

    1- Il PdL perde le elezioni in Lazio
    2- Il Parlamento decide di invalidare le elezioni bocciando il decreto (hanno i numeri per farlo tranquillamente)
    3- Napolitano se ne scappa in Patagonia

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  23. mi sembra di essere stato facile profeta(in effetti non ci voleva grande intuito)
    a tutti i difensori di fasciolitano chiedo solo questo,era neccessario un decreto o si poteva trovare una soluzione condivisa?perche' tutta questa urgenza?
    mando un saluto a salazar e gli chiedo di prepararsi ad accogliere i barconi(ma anche una zattera andrebbe bene) di clandestini italiani a cui e' rimasto un minimo di senso critico e di certo non graditi in un paese dove chi ragiona col proprio cervello viene considerato un pericoloso eversore.
    dire che mi sento preso per il culo e' un'eufemismo
    credo che straccero' la cartella elettorale e' l'unica forma di protesta che ritengo efficace.
    posso farmi io un decreto interpretativo in tal senso?

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  24. Rosso, perché la cartella elettorale?, strappa la cartella delle tasse e allega che formalmente vorresti pagare ma che sostanzialmente ti sei rotto le balle.
    E a proposito di tasse e di paesi civili, ex civili e in via di civilizzazione: lo sai che qui in mezzo alla jungla faccio la dichiarazione dei redditi da solo scaricando un programmino (di una semplicità disarmante) dal sito della Receita Federal, ci impiego una ventina di minuti a farla, poi la invio alla Receita via internet che mi rimanda in 3 (tre) secondi il numero di ricevuta con valore legale.
    In più: prima si votava facendo una croce su una noce di cocco, ma adesso c’è il voto elettronico: niente più schede e matite e noci di cocco.
    Però tutta sta marea di noci di cocco elettorali che avanza è una pena, mi chiedevo se la Repubblica italiana sia interessata all’acquisto.

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  25. Una nota di colore, da ridere e da piangere come il pollo in agrodolce: un paio di colleghi sono venuti in visita domenicale e hanno chiesto spiegazioni sull’ultima porcheria italiana.
    Ho spiegato, con grande imbarazzo, e il primo commento è stato: “Meu deus do céu, os italianos estão jogando a dignidade affanculo*”.

    * (N.d.R.): in italiano nel testo.

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  26. Caro amico Mozart,

    "1- Il PdL perde le elezioni in Lazio
    2- Il Parlamento decide di invalidare le elezioni bocciando il decreto (hanno i numeri per farlo tranquillamente)"

    In questo caso salterebbe anche Formigoni (non credo che abbia problemi a vincere in Lombardia).

    In ogni caso Berlusconi spera che vinca la Bonino. La Polverini essendo una finiana è considerata una nemica da Silvio.

    Ciao Davide

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  27. @ ciorven
    ancora con l'episodio della signora e di Scalfaro? Ma sono cose che scriveva quel giornalaccio del "Borghese" quarant'anni fa. E poi mi spieghi che cazzo c'entra con l'argomento del post? Sei fuori tema.
    Ah, quella contro i troll non è censura ma legittima difesa. Se ti entrano gli scarafaggi in casa e gli dai il Baygon la chiami censura?

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  28. @salazar
    il tuo suggerimento e' da prendere seriamente in considerazione,a questi "signori" toccare il portafogli e' come dare una stilettata al cuore.
    voto o autocertificazione elettronico?roba da fantascienza in italia,prima dovremmo risolvere il conflitto di interessi visto che il nano malefico con tanto di coppola e lupara e' rimasto all'eta'della pietra.lui possiede fabbriche di matite di gomme da cancellare,di schede elettorali e anche di scrutinatori,i dipendenti statali sono, invece,fabbrica di voti per poterli cancellare con un clik.
    lui non ha interessi in internet ,anzi,troppo libera la rete ,percui molto pericolosa, e stanno facendo di tutto per limitarne l'uso.piu facile che si arrivi al voto digitale tramite tv,nel qual caso "lui,il grande fardello"e' sicuro di vincere sempre.
    per le noci di cocco credo le abbiano gia' acquistate visto che ce le stanno facendo ingoiare intere.

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  29. Cara amica Lameduck,

    per mettere un po' di pepe nella dicussione vorrei postare un articolo di Pansa che mi sembra in tema.

    Ciao Davide

    Fini va via e il Pdl va in pezzi
    di Giampaolo Pansa

    È stato saggio il presidente della Repubblica nel firmare il decreto che riporta alla normalità la competizione delle regionali.
    Ha evitato una situazione pericolosa per il paese. Adesso Giorgio Napolitano dovrà osservare con cura le reazioni dell’opposizione. Sono molto irritate, perché pensavano di aver già vinto a tavolino in Lazio e in Lombardia. Antonio Di Pietro si distingue per la follia verbale: chiede la messa sotto accusa del presidente e ci chiama alle armi, però in modo democratico. Mi ricorda un dirigente comunista che, prima del 18 aprile 1948, strillava: «Faremo la rivoluzione, ma nell’ordine e nella legalità!».


    È certo però che l’ultima fase della campagna risulterà molto avvelenata dagli errori marchiani del Pdl e dalla rissa sul decreto interpretativo. Ma a decidere saranno gli elettori, chiamati a votare in assoluta libertà.

    A vantaggio di chi? Nessuno può saperlo. Ci saranno italiani di centro-sinistra che non si asterranno, come avevano deciso di fare, e andranno a votare per protesta contro il decreto. E anche italiani di centro-destra che, per rabbia contro il pasticcio bestiale causato dagli incapaci della propria parte politica, rifiuteranno di recarsi al seggio.Il tutto renderà ancora più incerto l’esito elettorale.

    C’è un solo leader che attenderà con indifferenza il risultato del voto. È Gianfranco Fini. Per lui la strada è già segnata: lasciare il Pdl nella fase successiva alle regionali e fondare un proprio movimento o un mini-partito. Il presidente della Camera non ha alternative. Se il Pdl vince, lui verrà mangiato vivo dal Cavaliere che gli farà pagare il conto di una guerriglia senza tregua. Se il Pdl perde, Fini sarà spinto comunque ad andarsene per non essere travolto dal crollo del partito fondato anche da lui.Questo mi suggerisce l’osservazione distaccata di quel che vediamo in questa tormentata vigilia del voto. Il Cavaliere ha vinto il braccio di ferro per sistemare le crepe apertesi in Lombardia e nel Lazio. Ma l’intero edificio del Pdl sta comunque traballando. Il partito che doveva garantirgli ancora tre anni di governo tranquillo è profondamente mutato rispetto al marzo 2009, data della nascita. Di alcuni cambiamenti ho già scritto più volte sul Riformista: un leader sempre più anziano e debole, l’emergere improvviso delle correnti, l’esplosione di una giungla di clan locali e personali tanto rozzi e bellicosi da far rimpiangere le fazioni della vecchia Democrazia cristiana.Oggi il crack burocratico delle liste in due regioni chiave ha messo in luce un ultimo dato allarmante.

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  30. continua ...

    Il Pdl è peggio che un partito di plastica: è una costruzione quasi inesistente che, per di più, poggia sul vuoto. Mi rammenta un’azienda con un bel marchio, una pubblicità senza risparmio, molti possibili clienti, ma priva di tutto ciò che conta davvero. Ossia un prodotto convincente (il lavoro del governo), una squadra concorde di dirigenti, un complesso di funzionari e impiegati affidabili. Ecco il vuoto che mina la vita del Pdl.Lo scrivo con rammarico, pur non essendo un elettore del centro-destra. Come cittadino di un’Italia già alle prese con troppi guai, mi auguravo che il vincitore delle ultime elezioni politiche fosse in grado di guidare al meglio la baracca nazionale. Qualche ministro, e cito per tutti Giulio Tremonti, si è dimostrato all’altezza del compito. Ma nel complesso il governo ha fatto flop. E temo che di qui al 2013, ammesso che il blocco guidato da Berlusconi riesca ad arrivarci indenne, le cose non potranno migliorare.A questo punto, sarebbe bene per tutti che Fini varcasse il suo Rubicone e lasciasse il Pdl. Ha l’età giusta per farlo, 58 anni contro i 74 di Berlusconi. Possiede un plotone di parlamentari. Ha soldi a sufficienza per vivere fuori casa e non continuare a fare il bamboccione che si attarda a restare in famiglia. Del resto, come ci ha spiegato lui stesso, la famiglia di papà Silvio non gli piace più. La medesima solfa ce la ripetono ogni giorno i media finiani. Con una disinvoltura anche culturale che è piacevole leggere, ma alimenta un equivoco che rischia di diventare ridicolo.Il Secolo d’Italia ci scodella di continuo una rivoluzione intellettuale conturbante. La nuova destra di Fini ha ormai un Pantheon zeppo di antenati che la storia dice attestati su altre sponde. Le ultime scoperte sono Mario Pannunzio, il fondatore del Mondo, ed Ennio Flaiano. Ma il catalogo è ben più ampio e un giorno bisognerà farlo. A dimostrazione che il revisionismo interessato non ha confini.Ma sul giornale diretto da Flavia Perina si legge anche dell’altro. Giovedì 4 marzo mi ha colpito un editoriale di Enzo Raisi, parlamentare del Pdl e, credo, amministratore del quotidiano. È un manifesto schietto del finismo allo stato attuale. Ossia ancora nella fase di chi spera di rifondare il partito del Cavaliere. E per questo fa appello alle «intelligenze silenziose» del Pdl, perché «comincino a farsi sentire e a isolare l’estremismo dei cosiddetti falchi» provenienti da Forza Italia.Questa linea mi sembra volutamente arretrata rispetto a quanto sta per accadere. Penso che, dopo le elezioni, Fini andrà via e il Pdl andrà in pezzi. Tanto che il Cavaliere dovrà per forza rimettere le mani dentro il partito. Per tentare un’altra delle rivoluzioni che, sino a oggi, gli sono riuscite. Avrà la forza di farlo? Gli auguro di sì. Anche Berlusconi dovrebbe aver capito che non si vive di solo leader. E un giorno, forse, dovrà ringraziare Fini per avergli aperto gli occhi.

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  31. @davide
    a pansa risponde claudio messora;
    "Si sente dire che non era ragionevole escludere uno dei principali partiti politici dalla competizione elettorale. Ci si giustifica asserendo che milioni di elettori non potevano essere privati del loro diritto al voto. Sono assurdità senza senso, ignobili mistificazioni concepite da menti intellettualmente disoneste, incapaci di mantenere la schiena dritta di fronte all'eventualità di dispiacere all'oligarchia dei potenti, di scontrarsi con la volontà dei predoni. Una democrazia si regge sul concetto di popolo sovrano e sulla suddivisione dei poteri. Quello politico si costituisce attraverso un corpo di regole, attenendosi alle quali i cittadini possono presentare formalmente l'elenco dei loro rappresentanti perché possano essere proposti a quell'assemblea plenaria che si esprime con il rito elettorale. La pletora di candidati alle prossime elezioni regionali è stata correttamente presentata. Alcuni movimenti sono stati in grado di offrire le loro proposte seguendo l'iter previsto dalla Costituzione italiana e dalle leggi. Altri movimenti hanno fallito. Tutto ciò è il cuore, l'essenza stessa della democrazia. Chi riesce a rispettare i requisiti è dentro, chi non riesce è fuori. Indipendentemente dall'importanza, dal peso sociale dei sostenitori delle liste che sono arrivate fuori tempo massimo, oppure con vizi formali e sostanziali, i cittadini italiani sono comunque in grado di esprimere appieno il loro diritto al voto. Diritto al voto non significa possibilità di votare chi mi pare, ma la facoltà di votare all'interno della rosa dei candidati che risultano regolarmente iscritti alla competizione elettorale. Nessuno quindi avrebbe perso il diritto al voto. Solo, avrebbero dovuto scegliere candidati diversi da quelli che il solito gruppo di accentratori di potere continua ad offire da diversi anni a questa parte. Quanto alla ragionevolezza circa l'esclusione di uno dei più grossi partiti, l'unica cosa di una certa ragionevolezza è che la dimensione del partito che si candida a partecipare ad una competizione elettorale è un parametro ininfluente, che laddove venisse applicato traccia un incolmabile solco tra uno stato democratico e una dittatura dichiarata, che si distingue proprio perché prende in considerazione l'interesse dei pochi rispetto alla volontà dei molti, e che piega la legge al soddisfacimento dei bisogni del più forte, anziché esprimere norme e regolamenti a tutela dell'uguaglianza dei diritti. Cosa sarebbe successo se a restare fuori dalle liste delle regionali fosse stato un partito o un movimento minore, per esempio l'Italia dei Valori? Berlusconi si sarebbe precipitato da Napolitano e avrebbe parimenti convocato un Consiglio dei Ministri d'urgenza a tutela dei cittadini rappresentati da Antonio Di Pietro? E quanti altri movimenti di cittadini non saranno presenti in questa tornata elettorale, proprio perché non sono riusciti a racimolare il numero di firme autenticate necessarie ad iscriversi alla competizione elettorale?"

    RispondiElimina
  32. Una considerazione veloce, trasformata in domanda, per quelli che la democrazia non è in pericolo: pensate che Göring avrebbe perso tempo a deportare i comunisti per toglierli dal popolo quando, con sei televisioni, avrebbe potuto tranquillamente – senza fatica, senza clamore - togliere il popolo dai comunisti?

    RispondiElimina
  33. @salazar
    ci si dimentica spesso del passato,vuoi per ignoranza ma ancor piu' spesso per comodita'.
    eppure la storia ha molto da insegnarci.nel'23 in germania,in preda ad una crisi economica profonda,alle elezioni cui si stavano preparando,tutti gli osservatori davano sicuri vincenti i comunisti,causa questo spauracchio la classe dirigente di allora,industriali in primis, apoggiarono,foraggiandolo economicamente, un politico alle prime armi che della lotta al comunismo,sul razzismo ed il nazionalismo piu' feroce, baso'la sua campagna elettorale.perfino stalin si rifiuto'di appoggiare il partito comunista tedesco di allora.
    tal politico si chiamava adolf hitler

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  34. "sul razzismo ed il nazionalismo piu' feroce, baso'la sua campagna elettorale"
    rossoallosso
    la frase non ti ricorda qualche cosa di nostrano che non appartiene alla storia?

    RispondiElimina

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