sabato 29 novembre 2025

Magna quaestio tra fantasmi, calunnie e veleni: motus in fine velocior?


La cronologia è uno strumento formidabile per raccogliere ed ordinare fatti al fine di comprendere il corso degli eventi di cronaca e della storia. Il legame consequenziale tra eventi non sempre si è in grado di coglierlo immediatamente ma la cronologia redatta successivamente ci aiuta a farlo e i risultati spesso sono sorprendenti in termini di rivelazione del loro significato palese o velato.

Sempre per la serie "chi ha paura della verità?" vi propongo quindi la breve cronologia di alcuni fatti accaduti nel corso dell'ultima settimana che a me paiono inanellare una bella sequenza di coincidenze riguardo alla magna quaestio e dei quali in parte ho già trattato nel mio precedente articolo.

Vediamo. Giovedì 20 novembre Andrea Cionci lancia la petizione a Leone XIV sulla magna quaestio, una perorazione al Santo Padre in persona affinché venga dichiarata la sede impedita di Benedetto XVI e definitivamente chiarito ogni dubbio circa la legittimità della successione petrina; questione che lo riguarda anche personalmente. Petizione che, tra parentesi, attualmente ha raggiunto più di 3700 firme ma dovrebbe raccoglierne a logica 37.000. Se la piattaforma petizioni.it non ci sta boicottando in qualche modo, allora vuol dire che i fedeli cattolici non si smuovono nemmeno con le cannonate dell'esercito dell'Anticristo alle porte ed è un guaio oltre che una triste miseria da registrare. Forza, firmate.

Ma torniamo alla nostra cronologia. Venerdì 21 novembre il canale Hildegarde de Bingen - Ecole Sainte Hildegarde pubblica uno strano video che contiene una bizzarra e accorata esortazione da parte della signora Emmanuelle ad Andrea Cionci affinché smetta di pubblicare quattro podcast al giorno "perché non ce n'è bisogno" e - come ho già riportato nel mio post precedente - lo esortava addirittura a ritirarsi in un eremo in penitenza e preghiera. Insomma, "lascia perdere". Un video spontaneo o opportunamente telefonato? Lo vedremo in seguito.

Domenica 23 novembre viene pubblicato in forma di motu proprio il nuovo Regolamento Generale della Curia Romana che sancisce tra l'altro il diritto dei fedeli alla trasparenza nella comunicazione con le autorità della Chiesa. Anche questo documento era stato pensato nelle ultime settimane di vita di Francesco, il quale ne aveva autorizzato i lavori con un chirografo, ma vede la luce solo oggi dopo essere stato sottoposto alla supervisione e approvazione di papa Leone XIV. Ebbene, una delle novità rivoluzionarie di questo documento è proprio la certificazione del diritto dei fedeli a vedere protocollate le loro perorazioni e l'obbligo per la Curia Romana di fornire loro obbligatoriamente una risposta in merito. Ciò significa che tutte le petizioni sulla magna quaestio già presentate ma ignorate dalle autorità vaticane potranno essere riconsegnate e, a quel punto, il silenzio da parte della Curia non potrà più essere giustificato.

Bene, proseguiamo. Martedì 25 novembre Andrea Cionci lancia una nuova petizione, questa volta diretta a mons. Georg Gaenswein affinché anch'egli aiuti a far luce sulla questione delle questioni, nello specifico fornendo chiarimenti circa le "precisazioni giuridiche" e "correzioni ortografiche" operate sul testo della declaratio di papa Benedetto XVI. Declaratio che attendiamo tuttora di poter leggere nella sua forma autografa, come in effetti fu pronunciata da Sua Santità.  Anche la trasparenza sul documento più importante degli ultimi dodici anni della vita della Chiesa è giusto che pervenga finalmente alla piena conoscenza dei fedeli. Ho l'impressione che bisognerà appellarsi senza sosta al nuovo regolamento curiale come fosse il nostro "primo emendamento".

Due giorni dopo il documento della glasnost curiale, giovedì 27 novembre ritorna alla carica il canale Hildegarde de Bingen con un video intitolato "Il terribile testamento di Benedetto XVI" sul quale occorre soffermarsi. Si tratta della riproposizione di un vecchio video del canale colombiano Radio Rosa Mistica pubblicato nel febbraio del 2023 e poi nuovamente nel 2024 sul canale PRF Mundo. Si tratta del racconto della visione di una suora colombiana che avrebbe ricevuto, durante un'apparizione di papa Benedetto XVI, la rivelazione degli eventi legati alla sua rinuncia, successiva sede impedita e infine morte. Un racconto già smontato a suo tempo perché francamente irricevibile a causa dell'assoluta impossibilità di controllarne la veridicità, costellato di vere e proprie fantasie lisergiche e assurdità, che culmina con un'atroce accusa proprio a mons. Gaenswein, ovvero quella di essere stato il carnefice attivo di papa Benedetto. 

Permettetemi una brevissima digressione. Tutto il resoconto della suora riportato sul canale di m.me Emmanuelle ricorda uno di quegli esercizi di scrittura prodotti dall'intelligenza artificiale in forma di video YouTube che presentano una trama plausibile e presentano nomi, cognomi e situazioni ma che crollano grazie a due semplici verifiche. La voce narrante suadente ma un po' metallica scivola sempre sulle sdrucciole. Ovvero il Canada diventa "Canàda" e inoltre, una rapida verifica su nomi e circostanze non fornisce alcun riscontro reale. Tutto inventato. Per giunta questi racconti si ripetono sotto altra forma in decine e decine di video similari. Un esempio è quella della "famiglia cannibale" isolata e dedita all'endogamia, che una volta viene smascherata dall'eroico capitano dei carabinieri in Piemonte e quell'altra da un ranger nel Texas.

Ma veniamo al punto: a chi giova questa sequela di scempiaggini sul "fantasma di papa Benedetto"? E a chi nuoce? 

La tecnica più collaudata di informazione manipolata dalla propaganda, sistematicamente messa in pratica dai mezzi di informazione mainstream, consiste nel mescolare poche prove reali e indizi plausibili a tonnellate di menzogne e fantasie smaccatamente improbabili, al fine di soffocare la verità dei fatti che essi supportano. In questo caso ad esempio gli indizi raccolti nell'ipotesi di un probabile tentativo di avvelenamento subito da papa Benedetto XVI nel 2012 a Cuba viene offuscato dal romanzo gotico nel quale il cattivo è il segretario in combutta con il papa abusivo. Un impianto narrativo che innesca quel meccanismo psicologico che si definisce "spostamento".

La signora Emmanuelle però dichiara di avere le prove della veridicità del testamento trasmesso tramite channeling da Benedetto XVI alla suora colombiana e a quel punto cita una lettera pubblicata nel 2020 da Mons. Viganò su "La Verità" (non ho trovato l'articolo originale intitolato "E' venuta l'ora di chiarire il ruolo di padre Georg" ma solo questa traduzione francese) dove già allora egli accusava mons. Gaenswein di essere stato il carceriere "Gestapo" di papa Benedetto.

Che mons. Viganò c'entri qualcosa direttamente con la riemersione del racconto di fantasmi spacciato per profezia, totalmente irrispettoso di Benedetto XVI e gravemente diffamatorio nei confronti di mons. Gaenswein, oppure la signora Emmanuelle ha solo fatto un'ardita associazione con una vecchia intervista del monsignore contenente uno dei suoi soliti j'accuse a salve? Mi piacerebbe scoprirlo. 

In ogni caso, non sarà che le petizioni, nonostante le inspiegabili poche firme, vista la sequenza azione-reazione che provocano, diano veramente fastidio a quei soggetti che, dobbiamo dedurre, temono la verità più della prosecuzione della menzogna tanto da affannarsi a tentare di affossarla? 
Seguiremo gli eventi.

Voi intanto firmate le seguenti petizioni.


1) A SUA SANTITA' PAPA LEONE XIV: LA SUPPLICHIAMO DI DICHIARARE LA SEDE IMPEDITA DI BENEDETTO XVI E/O DI FAR APRIRE IL RELATIVO PROCESSO


2) A MONS. GAENSWEIN: CHIARIMENTI CIRCA “PRECISAZIONI GIURIDICHE” E “CORREZIONI ORTOGRAFICHE” OPERATE SUL TESTO DELLA DECLARATIO

Nessun commento:

Posta un commento

SI PREGA DI NON LASCIARE COMMENTI ANONIMI MA DI FIRMARSI (anche con un nome di fantasia).


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...