giovedì 5 marzo 2009

Capital Holocaust

Cartello inalberato dai manifestanti a Wall Street contro i profittatori di Borsa. Un invito a "saltare", come i protagonisti della crisi del 1929.

E' veramente possibile che interi paesi stiano per "fallire" (addirittura la prospera Austria) mentre il Re Nano insiste nel dire che la crisi non è una cosa seria e si può iniziare tranquillamente a sperperare denaro pubblico per costruire le Piramidi, la Grande Muraglia e il Ponte sullo Stretto?
E' credibile questa crisi globale finanziaria che provocherà un olocausto economico gettandoci tutti sul lastrico (secondo le Cassandre della propaganda mediatica) mentre un minuto dopo, le stesse prefiche ci annunciano la lieta novella che il mercato del lusso è in crescita verticale e ci vengono proposte le ultime novità del Salone dell'Auto con le quattroruote più costose del mondo, sottintendendo che c'è chi si metterà in fila per comperarle?

Tutto ciò è molto strano e non so se si può interpretare come una manifestazione di pura incoscienza. Come quella di coloro che, mentre il Titanic stava già spezzandosi in due, continuavano a ballare e cantare.
Nella mia infinita ingenuità mi immagino che se crollasse un Paese intero perchè vanno a puttane finanza ed economia, anche i ricchi dovrebbero perdere soldi e andare in rovina. Fino a lanciarsi, come nel 1929, dai grattacieli. Patapunfete!
Invece, se il lusso propera, evidentemente c'è chi non è molto preoccupato. Non si ha neppure notizia di un aumento di prenotazioni di voli per le Cayman e gli altri paradisi fiscali per rischio di rivoluzione imminente.
Per chi non ha capitali accumulati e vive del proprio salario invece è diverso. C'è il panico di perdere il lavoro, di impoverirsi, addirittura di non riuscire a sopravvivere. La crisi è sulla bocca di chi appartiene ai ceti medio-bassi. E' come essere tornati alla paura della peste.

Questa crisi è un fenomeno proteiforme, che ha tutte le caratteristiche del classico spauracchio. A volte sembra che ci sia già, altri giorni dicono che non è ancora arrivata ma arriverà.
Cos'ha detto però Berlusconi? Che la crisi non è così drammatica, che i media esagerano. Uno che afferma ciò può essere o matto, o un incosciente oppure qualcuno che la sa lunga.

Premesso che hanno fatto due guerre basandosi su balle clamorose, che l'Undici Settembre potrebbe essere stata la truffa politico-terroristica del secolo, giusto per esagerare e andare sull'hard della provocazione: la crisi è reale o è una trovata per allargare ancora di più la forbice tra plutocrazia e democrazia?
Faccio un esempio pratico: se si sparge la voce che c'è crisi, tutti i giornali ne parlano e il tam tam corre tra la gente comune come un virus:"c'è la crisi", "è colpa della crisi", "eh, la crisi!", non rappresenterebbe questo l'alibi perfetto per le aziende per LICENZIARE? Cosa che si struggono di fare continuamente ma che, se non vi sono motivi gravi per giustificarlo, con l'Articolo 18 e le altre leggi di tutela del lavoro che lo impediscono, gli risulta impossibile? Se c'è la Crisi chi può più accusarli di liberarsi con poco sforzo di manovalanza in surplus? Sei licenziato perchè c'è la crisi. Ma la crisi c'è veramente?
Chi controlla poi veramente i bilanci? Chi controlla che i fondi risparmiati sulla forza lavoro non vengano poi reinvestiti, segno che i soldi ci sono e non mancano come si vorrebbe far credere?

Un'analisi particolarmente dettagliata e illuminata della crisi "peggiore di quella del 1929" l'ha compiuta Michael Parenti in questo articolo, tradotto su Comedonchisciotte, del quale vi propongo alcuni stralci, lasciandovi il link per leggerlo integralmente sul sito.

Dopo aver descritto il contrasto in America tra Plutocrazia e Democrazia, un concetto caro anche a Gore Vidal, Parenti compie un'acuta disamina delle cause dell'attuale congiuntura mondiale partendo da una critica al capitalismo:
"I capitalisti privati non incoraggiano la prosperità più di quanto non propaghino la democrazia. La maggior parte del mondo è capitalista, e la maggior parte del mondo non è né prospera né particolarmente democratica. Basti pensare alla Nigeria capitalista, all’Indonesia capitalista, alla Thailandia capitalista, alla Haiti capitalista, alla Colombia capitalista, al Pakistan capitalista, al Sud Africa capitalista, alla Lettonia capitalista, e vari altri membri del Mondo Libero – o più precisamente il Mondo del Mercato Libero.
Una popolazione ricca, politicamente colta e con alte aspettative riguardo i propri standard di vita e un forte senso dei propri diritti, che spinga per ottenere migliori condizioni sociali, non corrisponde alla nozione plutocratica di manodopera ideale e di gestione flessibile. Gli investitori privati preferiscono un popolazione povera. Più sei povero, più duro lavorerai – per ottenere di meno. Più sei povero, meno sei equipaggiato per difenderti dagli abusi della ricchezza.
Nel mondo industriale del ‘libero mercato’, il numero di miliardari sta crescendo sempre più velocemente mentre il numero delle persone che vivono nella povertà sta aumentando ad un ritmo più veloce della crescita della popolazione mondiale. La povertà si diffonde mentre la ricchezza si accumula."
Venendo all'attualità, ecco come Parenti interpreta le ultime megafrodi finanziarie.
"Nel disastro del 2008-2009 il surplus finanziario crescente ha creato un problema per la classe ricca: non c’erano abbastanza opportunità per investire. Trovandosi con più soldi del previsto, di cui non saper cosa fare, i grandi investitori hanno convogliato immense somme in mercati degli immobili inesistenti e in altre avventure sospette, un miscuglio di hedge funds, derivati, credit default swaps, prestiti rapaci e via dicendo.

Tra le vittime ci sono stati anche altri capitalisti, piccoli investitori e i moltissimi lavoratori che hanno perso miliardi di dollari di risparmi e pensioni. Probabilmente il principale brigante è stato Bernard Madoff. Descritto come “un leader di vecchia data dell’industria del sistema finanziario”, Madoff ha gestito un fondo fraudolento, che ha rastrellato 50 miliardi di dollari da investitori benestanti, ripagandoli “con moneta che non esisteva”, dato che la metteva lui stesso. La plutocrazia divora il suo stesso bambino.

La crisi del 2008-2009 è causata da una cronica tendenza alla sovrapproduzione e all’iper-accumulo finanziario, così come diceva Marx? Oppure è il risultato della personale avarizia di persone come Madoff? In altri termini, il problema è individuale o proprio del sistema? In realtà, le due soluzioni non sono mutualmente esclusive.
Il capitalismo nutre i colpevoli e ricompensa i più scaltri e senza scrupoli tra di loro. I crimini e le crisi non sono risultati irrazionali di un sistema razionale, ma il contrario: sono conseguenze razionali di un sistema irrazionale e amorale. Peggio ancora, i conseguenti salvataggi multimiliardari fatti dai governi vengono convertiti in opportunità per saccheggiare. Non solo lo stato fallisce nel regolamentare il capitalismo, ma diventa esso stesso un rapinatore, prendendo vaste somme dalla macchina federale del denaro, salassando chi paga le tasse."
Gli aiuti statali non risaneranno l'economia fintanto che chi ha provocato il disastro non sarà messo in condizione di non più nuocere:
"... l’operazione di salvataggio del 2008-2009 ha offerto un nutrimento record al tesoro pubblico. Più di 350 miliardi di dollari sono stati distribuiti da un fallimentare Segretario del Tesoro di destra alle maggiori banche e associazioni finanziarie – per non parlare dei più di 4000 miliardi che sono giunti dalla Federal Reserve.Sappiamo che i grandi banchieri hanno usato parte del fondo di salvataggio per comprare piccole banche e sostenere altre banche oltreoceano.
Amministratori delegati e altri dirigenti di alcune tra le principali banche stanno spendendo i soldi della salvezza in favolosi premi aziendali e sontuose vacanze alle terme. Allo stesso tempo, i maggiori beneficiari del piano di salvataggio come Citigroup e Bank of America hanno licenziato migliaia di impiegati, ponendo la domanda: perché, in primo luogo, veniva loro dato tutto quel denaro?

Mentre centinaia di miliardi sono stati distribuiti tra le persone che hanno causato tale catastrofe, il mercato immobiliare ha continuato ad afflosciarsi, il credito è rimasto paralizzato, la disoccupazione è aumentata, e il potere d’acquisto è sprofondato ai minimi storici.

In sintesi, il capitalismo industriale del libero mercato è di per sé un disastro in perenne pericolo di esplosione. La sua essenza è la trasformazione della natura vivente in montagne di comodità e delle comodità in mucchi di capitale morto. Se lasciato al suo destino, il capitalismo appioppa la sua ‘diseconomia’ e la sua tossicità al pubblico e all’ambiente naturale – e infine inizia ad auto-divorarsi.


L’immensa disuguaglianza del potere economico che esiste nella nostra società si traduce in una formidabile disuguaglianza di potere politico, che rende praticamente impossibile imporre delle regole democratiche. Se i paladini dell’America Industriale vogliono conoscere cos’è che realmente minaccia ‘il nostro stile di vita’, è il loro stile di vita, il modo di rubacchiare illimitatamente il loro stesso sistema, distruggendo le reali fondamenta su cui poggiano, la vera comunità di cui si nutrono abbondantemente.
(Traduzione a cura di MAURO SACCOL per www.comedonchisciotte.org )
Torno alla provocazione che ho lanciato all'inizio. E se fosse una crisi pilotata, con una base concreta ma un enorme cappello di propaganda usata come arma terroristica per mantenere la maggioranza della popolazione lontana da ricchezze che si vogliono tenere per sé? Vorresti il benessere ma non posso dartelo perchè c'è la crisi (ed io intanto mi strafogo).

La metafora del Titanic non è così sbagliata. Ricordate? Chiusero i poveri nelle cuccette di terza classe, di sotto, ad annegare come topi, mentre i ricchi lasciavano la nave sulle scialuppe. In numero appena sufficiente per loro.



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20 commenti:

  1. Beh in effetti la "crisi" ha bruciato per la maggior parte carta straccia, la produzione primaria di beni sembra sana e non si capisce perchè non debba esserlo da un mese all' altro, che poi tutti ne approfittano per licenziare in Europa e riassumere in Africa questo è un aspetto negativo della globalizzazione che durante le "crisi" precedenti non esisteva ma al tempo stesso mantiene talmente incatenato tutto il sistema da impedire che crolli come un castello di carte o si scatenino guerre come nel secolo scorso.

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  2. rossoallosso00:41

    il sospetto che fosse pilotata lo si e' avuto fin da subito il problema e' per chi la subisce per questi e' certamente reale, indipendentemente.di sicuro i prossimi mesi non ci prospettano niente di buono.vedremo cosa faranno questi scaltri personaggi ci lasceranno la televisione per manipolarci ,il calcio per tenerci ignoranti e un pezzo di pane per tenerci buoni.

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  3. Gli aiuti statali non risaneranno l'economia fintanto che chi ha provocato il disastro non sarà messo in condizione di non più nuocere

    E' proprio questo il punto sul quale dovrebbe soffermarsi l'attenzione del "malato": rimuovere innanzi tutto le cause della malattia. Ma pare che appena questo pensiero sfiora la mente dell'ultimo lobotomizzato mediatico, arriva subito una qualche notizia che svia la sua attenzione dal problema contingente... che so... il Mullah Omar che partecipa all'Isola dei Famosi.


    E se fosse una crisi pilotata, con una base concreta ma un enorme cappello di propaganda usata come arma terroristica per mantenere la maggioranza della popolazione lontana da ricchezze che si vogliono tenere per sé?

    Ovviamente e' un sospetto plausibile. Esattamente come quello degli aerei finiti non si sa come sulle Torri Gemelle e sul Pentagono.
    Difficile credere che di questa crisi nessuno ne sapesse nulla gia' 5 anni fa, dato che "non si muove foglia che qualche massone non voglia" e che sia scoppiata all'improvviso per colpa di un Madoff-Bin-Lasden qualsiasi e' alquanto improbabile.

    E' piu' probabile che ci sia chi ha saputo cavalcare appropriatamente un fenomeno ciclico e che adesso "ci marci su".

    La metafora del Titanic non è così sbagliata. Ricordate? Chiusero i poveri nelle cuccette di terza classe, di sotto, ad annegare come topi, mentre i ricchi lasciavano la nave sulle scialuppe. In numero appena sufficiente per loro.

    La metafora del Titanic e' azzeccata ma, conoscendo gia' la storia, c'e' solo da sperare che i poveri di terza classe riescano a non farsi chiudere nelle cuccette e che prima che cio' avvenga riescano a buttare a mare la massa di stronzi che sono responsabili del disastro.
    So che cio' non eviterebbe l'affondamento della nave, ma e' per un discorso "estetico": mi fa star bene immaginare che il film finira' stavolta in un modo diverso. Tipo "Sansone e i Filistei".

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  4. Tornare a studiare o studiare (per chi non lo ha fatto) qualche testo di economia e qualche libro di Marx?
    Come si può pensare che una crisi economica è "artatamente" pilotata?
    Possono essere evidenti gli obiettivi della classe che ha prodotto la crisi (peggiorare la situazione dei diritti, ad esempio) ma pensare che questa sia il frutto di scelte pianificate a tavolino mi sembra improponibile.
    L'essenza di questo sistema è una massa di individui che corrono dietro al profitto, qualsiasi sia la forma che questo assume, in modo selvaggio ed indipendente . Ed il profitto finanziario (quello delle aspettative)è più veloce ed implica l'allontanamento dall'economia reale.
    Dopo di che se il sistema delle aspettative è in crisi (subprime e derivati) è perché nella pancia della società si concretizzano le condizioni materiali delle persone. Chi è che non paga il mutuo? Non è forse gente che paga sulla pelle politiche di bassi salari e precariato?
    Forse la crisi non sarà evidente per qualche impiegato statale ma assicuro che c'è.eccome se c'è.
    per chi ha voglia consiglio questa lettura:
    http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/24/modello_dinamico_01.htm

    Ci sono proiezioni economiche molto interessanti.

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  5. allahbendur14:51

    Il capitalismo è una brutta bestia. La teoria dell'impoverimento delle masse a scapito dei sempre più ricchi che accumulano ricchezze in poche mani, in pratica del sottoproletariato crescente, è vecchia come il cucco e come i cucchi che ancora ci credono. E non abbiamo bisogno di ascoltarla da una Parenti o da una sua portavoce che la contrabbanda per una novità. Coloro che hanno tentato di risolvere le contraddizioni del capitalismo con ideologie salvifiche hanno commesso disastri enormi sia umani che economici. Il capitalismo e la conseguente cosiddetta democrazia moderna poggiano sulla proprietà privata dei mezzi di produzione. Che è sempre stata più umana della società che li collettivizza o dei suoi ibridi alla cinese, dove i diritti dei lavoratori non esistono affatto. L'eredità lasciata da questi tentativi di società collettiva che soffiava da Est ce la becchiamo giorno dopo giorno con popoli interi allo sbando e ci vorranno generazioni per un risanamento decente. Meglio lo stato canaglia capitalistico che lo stato despota pieno di buone intenzioni di cui, come saggiamente suol dirsi, le vie dell'infermo sono lastricate. Il capitalismo e la sua pseudo-democrazia sono corrotti, iniqui, e pesano sulle spalle dei meno abbienti, una brutta gatta da pelare. Che tuttavia è sempre meglio di un bel micione che ti fa le fusa e poi ti sbrana. Di tutti i sistemi economico-sociali finora provati è risultato per ora il meno disumano, il meno peggiore. La guerra è sempre stata la sua medicina che resetta la società e ti inietta nuove cariche fiducia alla ricerca del benessere. Fino alla prossima resettata, magari realizzata con una crisi generale montata ad arte (come tu dici) Una vera schifezza. Ma stiamo tranquilli un pezzo di pane da divorare ci sarà sempre e fino a che c'è pane non si fanno rivoluzioni, è storicamente confermato. La Nigeria, Colombia ecc sono capitalisti? Certo, lo sono come lo sono la Francia, la GB ecc. I belli e i brutti, i più svegli e i meno svegli ecc ecc. fanno parte della natura. Il re nano è sempre esistito. il più scaltro e più furbo degli incapaci che vorrebbero sedersi al suo posto è una storia vecchia come la terra. Che ci vogliamo fare? Teniamocelo e speriamo solo che gli incapaci e "onesti" non tornino mai più al potere. Meglio navigare con l'acqua alla gola che sprofondare.

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  6. nobileuccellone15:04

    Dici che la metafora del Titanic non è così sbagliata.

    Sbagliatissima invece. Se avessero aperto la terza classe piena di gente disorganizzata e allo sbaraglio, ne sarebbero morti molti di più.
    Così, invece, riuscirono a salvarne circa 800 (1 su 3). Non sono pochi, se ci pensi bene. Ci pensi se avessere fatto del buonismo che caos? Rifletti prima di scendere nei soli stereotipi della sinistra inetta

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  7. Il solito vetero-femminismo di Klàra con un pizzico di frasi fatte: che banalità!

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  8. Perché il post di 'Hiroito' è stato
    cancellato?
    Anche qui il solito vizio censorio di MC?
    Forse i commenti 'estetici' di Klàra vanno preservati da legittime critiche?
    Il vero femminismo passa per altre vie, non per quelle di solidarietà intransigenti e stizzite...
    Meditate donne, meditate!

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  9. Da l'Unità del 7 marzo 2009: “Berlusconi: «La crisi non è tragica», sono i media che esagerano”
    [...]
    il premier dice: «Non voglio rispondere qui a ipotesi dell'opposizione circa la garanzia per tutti coloro che perdono il posto di lavoro», ha detto il premier con riferimento all'assegno di disoccupazione proposto dal leader del Pd Dario Franceschini. [...]«sarebbe una licenza di licenziare, soprattutto per i piccoli imprenditori e gli artigiani», i cui dipendenti «godrebbero dell'indennità e continuerebbero a lavorare in nero». Sarebbe quindi, ha concluso Berlusconi, «un incentivo a licenziare e un incentivo al nero».

    [...]


    Questa è l'apoteosi delle stronzate di Berlusconi e il suo governo da monarca. Questa è una crisi economica reale , i cittadini vengono licenziati e non saremo più ottimisti, e non faremo più shopping, caro Silvio Berlusconi. Non lo faremo perché non avremo i denari per farlo! E non chiederemo nemmeno più un riscontro delle nostre tasse, si chiama domanda aggregata in linguaggio tecnico.
    Ma facciamo un pochino di storia: secondo alcuni il laissez faire, laissez passer
    è di sinistra, quanto meno secondo Alesina e Giavazzi :“ Il liberismo è di sinistra”, è un libro di poche pagine , lo si legge in due giorni.

    Lameduck: Cos'ha detto però Berlusconi? Che la crisi non è così drammatica, che i media esagerano. Uno che afferma ciò può essere o matto, o un incosciente oppure qualcuno che la sa lunga.

    Secondo me non la sa lunga, l'unica cosa più lunga che potrebbe sapere è quello che sanno tutti: o almeno chi segue la finanza. E cioè che se, e quando, la Borsa si rialzerà vedremo decisamente e finalmente toccheremo con mano questa Crisi economica. Quella reale, quella della gente che vive di stipendio. E la vedremo direttamente nelle palle degli occhi: quando la domanda sarà superiore all'offerta, vedrai che botti! Inflazione a gogò! E quando ci sarà il Toro che scalpita -la ripresa in Borsa- vedrai che gli stipendi saranno uguali, e le banche continueranno a non prestare soldi alle Aziende - a proposito che gli illuminati sarebbero i banchieri e quindi i socialisti, i liberisti per antonomasia gli ebrei ricchi, quelli del nwo- perché diffidenti, come lo sono ora.

    C'è da chiedersi perché la Bce continui ad abbassare i tassi e stampare soldi se poi le Banche se li tengono in saccoccia! La crisi è una realtà, ma se vogliamo fare “gli intellettuali” probabilmente la Crisi non è solo finanziaria ed economica è proprio il Liberismo che ha cannato. E questo è un reale problema: di destra e anche di sinistra.


    In odor di complottismo invece ti dico che è una cosa stranissima che Oscar Giannino non sia più il direttore di Libero Mercato l' inserto che usciva con Libero; un giornale forse nato come “liberista” , ma che oramai è decisamente di destra. Berlusconiana.
    Non amavo leggere Oscar Giannino , ma faceva degli articoli per nulla male. E dato che leggo diversi quotidiani erano pur sempre interessanti.Oscar Giannino era su Libero Mercato una sorta di purista del “liberismo” (con parecchie leccate a Berlusconi e a Tremonti, ma pur sempre uno che ci credeva).
    Perchè ha litigato con Feltri? Si legge: perché l' inserto “Libero Mercato” costava troppo, troppe pagine colorate, la crisi, gli sponsor etc. etc. E così viene integrato a Libero e si risparmia carta e inchiostro.. Beato chi ci crede: secondo me le leccate a Berlusconi e “al sommo” Tremonti (che parla come parlerebbe uno straniero NON di madrelingua italiana , non smetterò mai di dirlo) non bastavano più; ed ora questo centro destra originariamente nato populista- De Mauro: lett: rappresentazione idealizzata del popolo in quanto considerato come depositario di valori etici e sociali- di Berlusconi sembrerebbe più una “monarchia". Altro che socialismo, anche se di destra.

    Per quanto riguarda l'11 settembre certamente ci sono domande alle quali nessuno ha risposto. Ma la crisi finanziaria dell'epoca , è stata una goccia nel mare ha poco a che fare con la crisi economica che viviamo, ma da prima del 2001 se leggevi ovviamente gli andamenti finanziari vedevi che ad es. il fallimento della GM era già paventato al tempo. Comunque il tutto secondo il mio modesto parere di complottista cronica ha a che fare con le guerre , la distruzione e la ricostruzione: vedi alla voce Corporations : quanti soldi abbiamo stanziato ora noi italiani che abbiamo grosse aziende aldilà del provincialismo industriale che ci sbandierano mediaticamente dopo la guerra israelo-palestinese per la ricostruzione? Andate a leggere cosa stiamo stanziando per la ricostruzione.

    Quello che ha seguito dal 2001 dopo le Twin Towers da un angolo prospettico culturale e religioso è stato “illuminante” , culturalmente e politicamente. Per non parlare dell'elezione di questo ultimo Papa Jo.
    L'ingerenza della Chiesa cattolica dove me la metti?

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  10. hirohito-banned18:57

    Il solito vetero-femminismo di Klàra con un pizzico di frasi fatte: che banalità!

    Klàra è bella, intelligente, sensibile, educata, giovane, fantastica, servizievole, colta, anzi dotta, italiana, anzi cosmopolita, sbaviamo tutti per Klàra la SOMARA

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  11. valeria18:59

    sbaviamo tutti per Klàra la SOMARA

    ahahaha bella questa! per favore non bannatela

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  12. No! Mi dissocio!
    E' sbagliato prendersela con Klàrà!
    Lasciamo a Lei il gusto di offendere e di insultare chi non la pensa al suo stesso modo distorto e perennemente 'incazzato'!
    In difesa di klàra e del suo vittimismo-protagonismo molto volgare e 'gridato'.
    Luciano Bubbola
    p.s.- e poi dimmi che non Ti voglio bene... cara Klàra...

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  13. valeria20:12

    Hai ragione Luciano. Scusa Klàra, mi è venuto d'istinto.

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  14. @ Lameduck

    Un bel malato mentale questo Luciano Bubbola che usa diversi nick. Pensa che oggi sul mio blog mi ha inviato 6-7 commenti dello stesso tono. Ovviamente tutti cancellati.

    Non so cosa gli ho fatto, ma di sicuro ha verso di me una strana ossessione.

    Lame, dimmi se ti da' fastidio che resti a commentare nel tuo blog, perche' credo che questo psicotico continuera' a sporcare il tuo blog al solo scopo d'insultarmi.

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  15. @ mario
    l'erosione dei diritti dei lavoratori è in corso da molti anni, non c'entra niente la "crisi". Se opprimi le classi mediobasse fino al punto di impoverirle in maniera non più sostenibile non puoi sperare che subiscano in eterno. Quindi ci vuole un deus ex-machina, un'entità proteiforme che minacci tutti e (fintamente) anche i ricchi.
    La chiamano crisi ma è solo l'evoluzione dell'allargamento della forbice. E' un fenomeno fisiologico che si vuol fare passare per patologico.

    @ nobileuccellone
    certo se tu fossi stato sul Titanic ti saresti salvato di sicuro, non è vero? La legge della sopravvivenza, la legge del più forte. Attento che non arrivi uno più forte di te.

    @ luciano61
    ripeto: è gradito il commento sull'argomento del post, se si insultano soltanto gli interlocutori si viene bannati.
    L'alternativa è la moderazione dei commenti. A voi la scelta.
    Che c'entra MC, di grazia?

    @ nike
    non so come fai ma mi anticipi sempre gli argomenti dei post successivi... ;-)

    @ hirohitobanned
    hirohito o chi cazzo sei, sei il solito che ce l'ha con Klara per motivi tuoi e che viene a far casino anche qui. Se vuoi commentare sull'argomento sei il benvenuto, se no, aria!

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  16. @ Klara
    ci mancherebbe che tu dovessi rinunciare a commentare per colpa di uccellinostriminzito.
    C'è Facciadicuoio che vigila contro i troll... ;-)

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  17. Alla simpatica Klàra,
    grazie per avermi definito 'un bel malato mentale'; però, carissima Klàra, anche Tu con i Tuoi parossismi isterici rischi di essere 'off-topic' in questo blog... ravvediTi.
    Un abbraccio, sperando di calmarTi un po'.
    Tuo con simpatia
    Luciano Bubbola
    p.s.- Ti perdono, perché, molte volte, non Ti rendi conto di quello che scrivi (ogni offesa gratuita non Ti dà la patente di persona intelligente... anzi!)

    RispondiElimina
  18. @ Lameduck: ci mancherebbe che tu dovessi rinunciare a commentare per colpa di uccellinostriminzito.

    Grazie.

    Pare che certa gente soffra di un grave complesso d'inferiorita'.

    A parte l'uccellino hanno pure il cervellino.

    RispondiElimina
  19. Adetrax21:56

    E' veramente possibile che interi paesi stiano per "fallire" ...

    Evidentemente si, basta pensare a cosa è successo in Islanda (e gli è andata anche bene) e prima di lei all'Argentina, all'Albania, ecc.

    ... mentre il Re Nano insiste nel dire che la crisi non è una cosa seria e si può iniziare tranquillamente a sperperare denaro pubblico ...

    Infatti per lui (come per il 90% degli amministratori pubblici) è grave (per gli altri) ma (in Italia) non è seria, tanto ha già iniziato da tempo a fare tagli (crescenti nei prossimi 5 anni) alle strutture pubbliche (scuola, polizia, ecc.) eccetto l'esercito, quello no, probabilmente pensa di potenziarlo assieme alle opere pubbliche che casualmente "potrebbero" essere eseguite da aziende guidate da persone conosciute o comunque molto "amichevoli".

    E' credibile questa crisi globale finanziaria che provocherà un olocausto economico gettandoci tutti sul lastrico ...

    Assolutamente si, aumentare la forbice fra ricchi e poveri significa aumentare esponenzialmente le leve del potere economico su quello politico-statale e poi serve a ristabilire le distanze fra la vera upper class (certamente non quella che appare) e il personale subalterno.

    E' come essere tornati alla paura della peste.

    In effetti poi la peste non fu una cosuccia da niente; la cosa curiosa è che anche allora il governatore e i suoi dirigenti inizialmente sottovalutarono parecchio la gravità del fenomeno (ma erano quasi tutti spagnoleggianti e volavano a 20.000 metri d'altezza, dopotutto non erano li per preoccuparsi o per fare beneficienza); almeno, nella loro sterminata ignoranza e forse malafede, applicavano le pene per gli untori ... invece qui ora fanno quasi il contrario (voglio vedere chi e che cosa processeranno / condanneranno).

    Ah, questi Lanzichenecchi, oggi come allora non ci si può distrarre un attimo, bisogna proprio guardarli a vista.

    La crisi è reale o è una trovata per allargare ancora di più la forbice tra plutocrazia e democrazia ?

    Tutte e due, tuttavia bisogna convenire che una grossa mano l'hanno data quelli (milioni di persone) che si sono comportati come negli investimenti nei titoli argentini, Cirio, Parmalat, ecc. è un vizietto ricorrente.

    Comunque Tremonti l'aveva annunciata da tempo e si era esposto anche in maniera significativa scrivendo qualche libro sul tema (in tema di cetrioli globali deve essere un vero esperto).

    Torno alla provocazione che ho lanciato all'inizio. E se fosse una crisi pilotata, con una base concreta ma un enorme cappello di propaganda usata come arma terroristica per mantenere la maggioranza della popolazione lontana da ricchezze che si vogliono tenere per sé ?

    Certo, centinaia di milioni di persone che da semi-povere diventano semi-benestanti sono un pericolo e i loro averi/risparmi sono qualcosa che non si può lasciare nelle loro mani, così impunemente.

    Comunque, ammesso che ad altissimo livello possa essere in parte così (pilotata), che senso ha limitare il discorso a motivazioni legate alle ricchezze ?

    Dopotutto alla fine della vita si muore lo stesso e quando si superano certe soglie di ricchezza questa diventa più una fonte di problemi che di facilitazioni, quindi includiamo anche il potere puro e brutale da trasmettere ai propri eredi.

    Riguardo all'articolo, non condivido l'eccessiva enfasi sul "mostruoso capitalismo"; il capitalismo non è di per se cattivo o amorale, è invece amorale l'uso che comunemente se ne fa del relativo potere economico e purtroppo, indirettamente, anche politico, che si acquisisce (ma è chiaro che altre forme di società socialiste / comuniste non sono state da meno, anzi).

    Penso quindi che i disastri succedano anche perchè alla base c'è un comportamento amorale reiterato, secondo il quale il fine (quello strettamente personale o al più allargato a una ristretta cerchia di tristi figuri) giustifica i mezzi.

    Se una società fosse composta al 99% da persone responsabili che spingessero nella direzione giusta, anche i più subdoli malfattori non avrebbero spazio sufficiente per operare e in effetti l'articolo cita paesi come Svezia (ancora per poco), Finlandia, Norvegia, ecc. che hanno stranamente acquisito nel loro DNA un rispetto di base minimo per i loro cittadini, ma questo è possibile solo se un paese non è sconvolto da flussi emigratori o immigratori incontrollati e non è sovrappopolato da folle che pensano solo a 3 cose monotone o in cui le parole più ricorrenti nel loro linguaggio (anche mentale) non siano:
    (USA) sex, money, damned, fuck / fucking, shit, stupid monkey, terrorist, ecc.;
    (ITA) sesso, salame, soldi, me ne fotto, uomo di merda, ecc. (e mi fermo qui perchè la lista è lunga e imbarazzante).

    Per me non c'è alcuna differenza morale fra un atto di vandalismo, lo sporcare / inquinare il suolo pubblico, rapinare o violentare qualcuno, drogarsi, ecc. e operare subdole manovre politico-finanziarie di alto livello; se si fanno evolvere socialmente le persone in grado di compiere i primi atti poi non avranno alcuna remora a mettere in atto i secondi anche nel peggiore dei modi.

    Un paese che tollera le prime forme è pronto per tollerare anche le seconde forme di ingiustizia e amoralità sopra citate.

    Non è quindi solo un discorso di ricchi e poveri, anche se in effetti, a ben pensarci, fare sempre guerre è diventato veramente costoso; spesso si fanno un sacco di debiti e quindi dov'è il problema se si usa un altro metodo per recuperarli (ovvero creare povertà prendendo così due piccioni con una fava) ?

    Da una parte si azzerano o si riducono i debiti trasferendoli alle solite masse (che così capiscono di essere beote), dall'altra, aumentando il divario fra ricchezza e masse bisognose, si rafforza a dismisura il proprio potere economico e spesso anche politico che nelle solite società corrotte sono le due facce di un Giano bifronte.

    Indubbiamente qualcuno ha degli obiettivi nella vita oltre al vile denaro.

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  20. La crisi è oggettiva ed è una crisi di bassi salari. Poi della crisi cercheranno di approfittarne le aziende, ma ciò aggraverà la crisi. Vedrete , ci vorrà una guerra per uscirne.
    Dire che l'allargamento della forbice sia fisiologico è assurdo. O meglio bisognerebbe integrarlo (altrimenti resta assurdo) con la tesi che la fisiologia del capitalismo porta all'estinzione del capitalismo stesso
    Cara Lame, seguire il complottismo anarchico è peggio che affidarsi alle favole per bambini.
    Marx fece bene a mandare Bakunin a cagare.

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