giovedì 22 novembre 2012

L'unico euro

Una bella immagine suggestiva dell'euro. Manca solo la scritta in elfico.

"L'euro è irreversibile." (Mario Draghi)

Alcune cose che non avete mai notato dell'euro ma che ora non potrete fare a meno di sapere.

Non c'è scritto "La legge punisce i fabbricanti e spacciatori di banconote false". Forse perché questa è già la più falsa delle monete?

In tedesco si legge OIRO, oggettivamente una cacofonia. 

Sulle banconote non sono raffigurati esseri umani, come succedeva con le divise nazionali, che celebravano ognuna i propri geni - per noi erano Michelangelo, Leonardo e Verdi, ad esempio - ma solo opere di architettura. In particolare finestre e ponti che, come dice Claudio Borghi, "sono i luoghi da cui la gente si butta per suicidarsi". E i ponti, aggiungo io, sono i luoghi sotto i quali finisce chi si ritrova rovinato.

L'unico tocco di diversificazione riscontrabile nell'euro è riservato al recto delle monete di piccolo taglio, dagli invadenti centesimi ai presuntuosi uno e due euro, dove ci si può sbizzarrire ognuno con il proprio orgoglio nazionale: opere d'arte, monumenti, anniversari e celebrazioni. Sul fronte della moneta, comunque, l'euro è uguale per tutti, con l'Europa e le stelline.

A parte la fredda razionalità delle forme dell'architettura, sulle banconote compare solo la sigla della BCE in varie lingue, gruppi di lettere che, una dietro l'altra, diventano senza senso apparente. Detto poi che la dicitura EYPO (euro in greco), ogni giorno che passa, diventa sempre di più una presa per il culo, l'euro è una moneta che parla un codice criptato, una lingua aliena, insomma. Un divisa fredda e razionale, tutta parte sinistra del cervello e nessuna emozione, come spiegava questo articolo straordinariamente profetico del 2001 di Bruno Théret su "Le monde diplomatique".
"Contrariamente al dollaro, l'euro non fa riferimento ad alcuna autorità superiore, politica e simbolica, su cui si possa fondare il legame di fiducia che ispira normalmente una società. Con un impianto grafico che mostra portali e finestre aperte sul vuoto, i biglietti rinviano unicamente a uno spazio senza limiti, deterritorializzato e disumanizzato: quello del mercato. E, come ultima garanzia, l'unità monetaria è gestita da un'istituzione tecnocratica che non ha conti da rendere a nessuno: la Banca centrale europea. La scommessa implicita è che, dalla moneta, nascerà necessariamente una comunità politica. Ma la storia conosce soltanto la situazione inversa..."
Non c'è scritto da nessuna parte, cito ancora Borghi, a che cosa serve l'Euro, come invece accade appunto con il dollaro, sul quale vi è scritto: "this note is legal tender for all debts, public and private" (Questa banconota ha corso legale per tutti i debiti pubblici e privati). 
Già, il dollaraccio ci ricorda che il debito è anche privato e il capitalismo, non lo statalismo dei piani quinquennali staliniani, si fonda proprio sul debito, pubblico e privato. E' tutto relativo. Ciò che è debito, dall'altra parte è un credito. La mia spesa è il tuo guadagno. La mia domanda incontra la tua offerta. Economia, capitalismo, il centro e la periferia. Non il credo religioso-salvifico eurocentrico dei sorprofessori che, per stimolare la crescita, le iniettano dosi letali di rigore. Rigore che non c'era.


37 commenti:

  1. Adetrax23:18

    Draghi non ha annunciato che nella nuova serie dell'Euro si cambierà qualcosa (i disegni, la grafica, ecc.) ?

    Insomma ci sarà una specie di "restyling".

    Come diceva un comico: "un Euvo, un Euvo, una moneta inutile ..." :-)

    Dunque, potrebbe essere interessante ragionare sulle raffigurazioni fronte e retro delle banconote dell'Euro.

    Sui fronti appaiono archi di trionfo, volte con archi, finestre di cattedrali gotiche, cancelli e facciate di edifici moderni ma del XX secolo (forse in stile futurista).

    Si nota la raffigurazione dei principali stili architetturali lungo varie epoche, da quella romana a quella moderna.

    Stesso principio per i retri ma molto più consistente in quanto il tema è limitato ai ponti: da un ponte-acquedotto romano per arrivare lungo le varie epoche ad un ponte moderno con campate lunghissime, adatto per unire isole, ecc. alla terraferma.

    Gli archi di trionfo rappresentano le vittorie (del sistema verso i barbari), gli archi di volta sostengono le coperture, le finestre consentono l'illuminazione e la visione oltre i muri, i cancelli sbarrano gli accessi, i ponti uniscono.

    La cosa più interessante però sembra essere l'excursus storico degli stili, come se si volesse suggerire una sorta di continuità fra passato, presente e forse futuro.

    Oltre 2000 anni di duro lavoro per arrivare al punto in cui siamo ... sta forse per arrivare la resa dei conti ?

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  2. Lo cambiano Lameduck. Già dal prossimo anno ci sarà la principessa Europa, quella rapita da Giove sotto forma di toro bianco. E poi stuprata, ovviamente.
    Pensa a quanto di più ci sarà da divertirsi nel trovare significati improbabili sulle nuove banconote. Altro che finestre e ponti!

    Per il resto io uso tutti i giorni il Real, che è una moneta nazionale, nella quale non c’è scritto un bel niente, solo “Banco Central do Brasil”, un veramente microscopico “Deus seja louvado” che se non stai in pieno sole non riesci a leggere - evidente retaggio di vecchie tradizioni - e l’importo in numeri ciclopici.
    Il recto è uguale per tutti i tagli: una faccia di donna che raffigura la Repubblica brasiliana (come la Marianna francese rappresenta la Francia, o la principessa Europa potrebbe rappresentare l’Europa) e sul verso dei disegni di animali. Niente persone. Niente geni. Niente.

    In più, se i vecchi Reais erano palesemente basati sulla grafica del dollaro, la nuova serie è palesamente basata sulla grafica dell’Euro: colori diversi per importi diversi e dimensioni maggiori per banconote dagli importi maggiori.
    Cosa parecchio particolare perché il Brasile sguazza nell’area dollaro.
    Ma ho intravisto la nuova grafica del dollaro: anche lì si guarda chiaramente verso l’Euro.

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  3. Oberon09:11

    Hai dimenticato di menzionare che le monete da 10, 20 e 50 centesimi risultano quasi indistinguibili per chi non ci vede bene. Ma del resto, non è un paese per vecchi (o comunque lo sarà sempre meno).

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  4. Cara amica Lameduck,

    ieri a Servizio pubblico Brunetta ha attaccato duramente l'Euro. Ha spiegato in termini economici (sarà antipatico ma l'economia la conosce) che una moneta senza una vera banca centrale può essere fatale per noi e per gli altri paesi più deboli.

    Mi piacerebbe che i sostenitori dell'euro provassero a ribattere ciò che ieri ha detto Bunetta.

    Ciao Davide

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  5. Adetrax00:00

    @Davide

    Non sostengo l'Euro, comunque ti rispondo.

    "... Brunetta ha attaccato duramente l'Euro ..."

    Insomma, appena un po', non si è certo stracciato le vesti e poi alla fine, quando ha nominato B. (l'innominabile), gli hanno anche staccato casualmente per un po' il microfono; comunque ha solo detto cose note e stranote, intermezzi di Travaglio e storie strappalacrime permettendo.

    Certo che la "diaspora di Fini", il "facendo funzionare il fisco" (Roma ladrona !!!) e "azzerare il debito è una stupidaggine" sono state delle "chicche" imperdibili ... indubbiamente in certi programmi gli psicodrammi si sprecano.

    Circa il debito, Brunetta non può dire che il debito potrà essere sostenuto anche in futuro quando per farlo bisognerebbe eliminare gran parte dell'evasione o ritornare ad almeno il +3% di crescita annua.

    In generale tutti gli ospiti hanno detto qualcosa di condivisibile ma anche delle cose abbastanza subdole quindi l'impressione che rimane è che siano tutti dei "braccobaldi" che la raccontano.

    La cosa veramente triste è il pubblico che pare che capisca più le barzellette che il resto.

    A parte questo, è evidente che tu hai un desiderio, perchè non lo esprimi ovvero perchè non lo descrivi, così magari si avvera ? :-)

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  7. in rai stanno in tutti i modi tirando la volata al cav che è irreversibile come l'euro

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  9. Anonimo18:37

    Qual'è il peggior difetto dell'Euro ???

    La stabilità, ereditata dall'odioso Marco tedesco, che obbliga noi, italici peones della lira, a pagare per intero il debito contratto.
    Com'erano belli i tempi in cui l'inflazione girava a 2 cifre:
    Sulle confezione del latte, alimento a consumo giornaliero, nessuno aveva il coraggio di stampare il prezzo, perché la settimana successiva era sicuramente diverso.
    Le rate della macchina, comprate a 36 mesi, arrivavano tranquillamente al 100%, ed i pensionati si estinguevano per inedia.
    Fummo persino costretti ad inventare la scala mobile...

    Roba da poveracci !!!

    Nostalgia della Repubblica delle Banane ???

    Sagra

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  10. Sagra, da quanto tempo il tuo stipendio non cresce, da quando c'è l'euro? Il mio, sai, addirittura sta andando indietro.

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  11. Per l’ultima volta, poi mi taccio.
    Il problema non è l’euro, che è solo una unità di misura, e che sta bene dove sta. Il problema è politico: è cambiare i vari trattati europei, è cambiare i politici nani intellettuali e paurosi e venduti e dal carisma inferiore a quello di uno scaldabagno, il problema è far adottare all’Europa delle politiche più rivolte al sociale che non ai “soldi” puri e duri e al cinico PIL, il problema è uscire dalle grinfie di finanzieri senza scrupoli e banche regolamentando la finanza – ma di brutto e senza pietà perché la finanza mica l’ha avuta, la pietà.
    Insomma, il papà di tutti i problemi è semplicemente (siii!, sembra facile detto così) eleggere dei politici con i coglioni che facciano i politici e il bene dei loro rappresentati e non i garzoni di chissacchì.
    Pensare di risolvere una situazione incancrenita da 20 anni di cattiva gestione dello Stato e da altri 20 di super-cattivissima gestione dello Stato solo uscendo dall’euro è a dir poco sottovalutare il problema ed essere abbastanza naive da percorrere in pieno il piano B di quella stessa finanza che dovrebbe guadagnare con l’euro moneta unica.
    Cambiare moneta non serve, per intenderci: se sei alto un metro e sessanta, non è diminuendo la grandezza del metro che diventi alto uno e novanta: rimani alto sempre uguale, cambia solo il numero di riferimento.

    Bagnai – dall’alto della sua oscena arroganza – risolve “uscendo” il problema “Euro” perché di mestiere fa l’economista e sa usare solo gli strumenti dell’economista, mentre per risolvere una situazione politica si deve usare i politici e gli strumenti della politica: abbiamo visto i bocconiani al Governo che bravi che sono stati.

    Ultima cosa: l’entrata in vigore dei Trattati di Roma, il primo gennaio 1958, e la conseguente nascita della CEE, è stato l’avvenimento storico più importante del ‘900, il “Secolo Breve”. Più delle guerre mondiali, più dei vari fascismi e nazismi e comunismi, perché ha segnato una pagina fondamentale e atipica nella storia europea: dopo 3000 anni di guerre e violenze per conquistare territorio i vari Stati hanno rinunciato volontariamente ad una parte di sovranità.
    È stato un inizio di qualcosa di nuovo, l’inizio di un sogno - si può dire - e da subito si sapeva che non sarebbe stato facile arrivare alla compiutezza dell’assunto, e che gli incubi non sarebbero mancati.
    Non mi sembra corretto, ne perspicace, dopo soli 50 anni, rinunciare a un’idea tanto innovativa alla prima vera difficoltà: perché questa crisi economica è la prima grande difficoltà che l’Unione europea incontra, e tutti quanti noi piccoli uomini– da veri provinciali senza vedute – vogliamo fare immediatamente le valigie e ritornare subito subito a sguazzare ognuno nel proprio brodo senza combattere per l’idea più grande.

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  12. Salazar, tu confondi l'Europa con l'Eurozona, che sono cose profondamente diverse. Io amo l'Europa ma ritengo che l'Eurozona, per come è stata strutturata in favore dei paesi ricchi del nord, ci stia strangolando. Il problema è che quelle politiche keynesiane che tu auspichi, sono vietate dal MES e dal Fiscal Compact, che i nostri partiti in blocco hanno approvato quest'estate. E se aspetti che gli sgherri di Draghi puniscano la finanza casinò, come la chiama il mio amico Andrea Baranes, campa cavallo.
    Il problema dell'euro non è un'invenzione di Bagnai, lo dicono anche Paul Krugman e Nouriel Roubini, che non mi sembrano due imbecilli.
    Io penso che sull'euro circoli molta mitologia ma, se ci rifacciamo semplicemente alla teoria delle aree valutarie ottimali, risalente ai primi anni sessanta, vediamo che quando paesi diversi per ricchezza e qualità dei fondamentali si uniscono sotto una moneta a cambio fisso, se avviene una crisi globale, il sistema collassa e l'unico modo per salvare capra e cavoli è tagliare salari e servizi.
    Mi stupisce che tu ti stupisca che vogliano governare degli economisti. Sono quarant'anni che si governa in nome di Milton Friedman.

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  13. Anonimo00:07

    per Lameduck

    "...Sagra, da quanto tempo il tuo stipendio non cresce, da quando c'è l'euro? Il mio, sai, addirittura sta andando indietro..."

    Che il mio stipendio diminuisca, non ha alcuna importanza, se la "merce" che posso acquistare è più a buon mercato e di migliore qualità.

    Il mio stipendio potrebbe anche raddoppiare, ma resterei molto più fregato se nel frattempo il costo della vita triplicasse.

    Non lasciarti fregare dalle apparenze.
    Con un'inflazione al 20%, nessuno stipendio aumenterebbe con la stessa velocità.
    E tu saresti sempre più povera.

    L'euro è duro e rigido, ma perlomeno hai l'esatta misura di quello che perdi.
    Se torna la Lira, non solo ci rimetti il doppio, ma non avrai neanche la certezza che non sia il triplo.

    Pensaci, Lameduck:
    Meglio una sberla data in faccia che una serie di mazzate dietro la nuca...

    Sagra

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  14. No, non confondo Lameduck: un’uscita dall’euro dell’Italia (ma non della Grecia) sarebbe seguita da tutti gli Stati del sud e anche di altre parti, con conseguente fine della moneta unica.
    Se finisce la moneta cosa pensi che ne rimarrà dell’Unione europea?

    Gli economisti possono dire quello che vogliono: il loro lavoro è e rimane agire (consigliare, sarebbe meglio) dentro i limiti dati dalla politica e non allargarsi come semidei, come troppe volte vogliono fare.
    Solo che dopo la caduta del muro di Berlino, con conseguente caduta degli ideali sociali – parafrasando Tatanka Iyotanka – gli infingardi uomini bianchi non hanno più saputo dove rimane il centro del mondo e sono caduti dritti dritti nelle braccia di quello psicopatico di Friedman.
    No, Lameduck, l’unica soluzione è il voto giusto. Solo che anche i votanti e i votati sono infingardi. Piccolo problemino.

    [...] paesi diversi per ricchezza e qualità dei fondamentali si uniscono sotto una moneta a cambio fisso [...] il sistema collassa [...]
    Non è vero. Ho già riportato l’esempio del Brasile.

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  15. #Salazar

    qualche post fa ti dissi che a queste condizioni pure un governo socialista sarebbe impedito ad operare, sottoindendendo naturalmente che il problema non è politico,ora per farti comprendere meglio il significato di quella affermazione provo a farti leggere questo che in maniera chiara ed inequivocabile spiega perchè per un cambio di rotta è obbligatorio uscire dall'euro

    http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=17988

    @Sagranomeomen

    ricordo che con la lira l'italia,pur con enormi problemi, era tra i primi paesi industrializzati, all'avanguardia in molti settori,inutile elencarli,con l'euro siamo diventati un paese del terzo mondo,con tutto ciò che ne consegue,ciò significa che i poveracci siamo ora e che sarebbe il momento di liberarsi di certi stereotipi buoni solo alla causa neoliberista



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  16. Ho letto il link, Rosso.
    Ma non è quello che dico io?: rivediamo i trattati in chiave meno neoliberista, permettiamo alla BCE di prestare denaro agli Stati (basta con il perverso giro BCE-banche private-Stati (che è quello che succede ora per superare il trattato a tutto vantaggio di sappiamo bene chi), ma teniamoci l’euro, che in mezzo a tutto questo casino è la Stabilità con la S maiuscola.
    Ma tu pensi che si possa uscire dall’Euro in venti minuti?, mezzora?
    Ci vorranno mesi e mesi, forse anni: e gli italiani saranno tutti lì, con i piedi nell’acqua in mezzo al guado, e nel frattempo metà dell’Italia farebbe in tempo ad annegarci nel guado, in dieci centimetri di acqua.
    Ma non tutto viene per nuocere: si risolverebbe alla base il problema degli immigrati (con stupore della Lega che non saprebbe più che fare) perché saranno gli italiani ad andare in Africa o in Sudamerica a lavorare.
    Coma sai, io mi sono già portato avanti.

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  18. Ti voglio raccontare un paio di cose, Rosso, poi mi taccio, come promesso.
    La prima volta che arrivai in Brasile, nei ristoranti e nei bar, si pagava anticipato: troppo alto il rischio che a fine serata i prezzi delle consumazioni fossero già aumentati.
    Per pagare poi con la carta di credito si impazziva: il tizio che la accettava – la carta – perdeva mezzora a calcolarci sopra gli interessi, eppoi quando arrivava l’estratto conto ti rendevi conto che avevi pagato il doppio del prezzo scritto sul menù.
    Se in banca cambiavi due o trecento dollari ti davano in cambio un simpatico contenitore, delle dimensioni di una valigetta 24 ore, confezionato con carta da pacco marrone e spago,
    Una volta in un bar di Bogotà, in Bolivia, ho pagato più di 16 milioni di pesos la colazione, in tre abbiamo perso dieci minuti a contare una marea di soldi: erano 4 dollari.
    Però si ovviava a tutto questo usando correntemente una valuta forte al posto della moneta locale. Usavano il dollaro.
    Voi in Italia cosa userete una volta usciti dal guado, il dollaro o l’euro?, se esisterà ancora.

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  19. Vedi Salazar, l'economia probabilmente non è una scienza esatta, però la si fa diventare quando, invece di citare le poche leggi dimostrate nei libri di economia classica, si decide di credere alla propaganda liberista.
    Tu paragoni il sudamerica, con tutto il rispetto, a paesi a ben altra struttura industriale e qui è il primo errore. L'aggancio delle monete sudamericane al dollaro è stata un'altra delle belle pensate del liberismo friedmaniano e si è visto come è finita. Però sembra quasi che tu non veda che, con l'euro, è lo stesso problema.
    Non è la prima volta che un sistema monetario fallisce e, ti assicuro, non sarebbe la morte di nessuno, nemmeno arriverebbe quell'iperinflazione che fa rivivere i fantasmi di Weimar. Sono furbi i liberisti, basta andare dai tedeschi a dire Wei... e loro si cagano addosso. Non vi sarebbe alcuna iperinflazione, solo una svalutazione del 20% e il cambio tra euro e nuova lira o fiorino o sesterzio sarebbe di 1:1. Siamo già usciti dallo SME e siamo ancora vivi. Però la propaganda liberista, che è fatta da economisti ma, guarda un po', a loro si crede e agli euroscettici no, chissà perché, terrorizza il popolo che quindi accetterà le ricette avvelenate dei Monti "perché sono per il nostro bene".
    Siamo in stagdeflazione, che è più dannosa dell'inflazione, ma pur di salvare il bambino deforme Euro si preferisce mandare a puttane interi paesi. Se non svaluti la moneta svaluti i salari e non è una favola, è ciò che sta accadendo.
    Io queste cose non me le invento, le prendo dai libri ma mi rendo conto che tutti parlano per sentito dire, per aver sentito una sola campana. O non è così?

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  20. Ah, l'euro non è riformabile con quelle belle cose tipo BCE come prestatore di ultima istanza. Sono i regolamenti che lo vietano, come il Fiscal Compact e il MES ci blindano all'interno del liberismo e vietano qualsiasi deriva keynesiana. O si cambiano i regolamenti, e allora non è più l'euro come lo conosciamo ma un'altra cosa, oppure ci teniamo questa bella catena al collo.
    Poi, se vuoi, mi spiegherai cosa succederà alla Germania ed alla sua offerta quando le verrà meno la domanda proveniente dai paesi PIIGS perché i poveracci non avranno più soldi da spendere.

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  21. Vedi Salazar, l'economia probabilmente non è una scienza esatta, però la si fa diventare quando, invece di citare le poche leggi dimostrate nei libri di economia classica, si decide di credere alla propaganda liberista.
    Tu paragoni il sudamerica, con tutto il rispetto, a paesi a ben altra struttura industriale e qui è il primo errore. L'aggancio delle monete sudamericane al dollaro è stata un'altra delle belle pensate del liberismo friedmaniano e si è visto come è finita. Però sembra quasi che tu non veda che, con l'euro, è lo stesso problema.
    Non è la prima volta che un sistema monetario fallisce e, ti assicuro, non sarebbe la morte di nessuno, nemmeno arriverebbe quell'iperinflazione che fa rivivere i fantasmi di Weimar. Sono furbi i liberisti, basta andare dai tedeschi a dire Wei... e loro si cagano addosso. Non vi sarebbe alcuna iperinflazione, solo una svalutazione del 20% e il cambio tra euro e nuova lira o fiorino o sesterzio sarebbe di 1:1. Siamo già usciti dallo SME e siamo ancora vivi. Però la propaganda liberista, che è fatta da economisti ma, guarda un po', a loro si crede e agli euroscettici no, chissà perché, terrorizza il popolo che quindi accetterà le ricette avvelenate dei Monti "perché sono per il nostro bene".
    Siamo in stagdeflazione, che è più dannosa dell'inflazione, ma pur di salvare il bambino deforme Euro si preferisce mandare a puttane interi paesi. Se non svaluti la moneta svaluti i salari e non è una favola, è ciò che sta accadendo.
    Io queste cose non me le invento, le prendo dai libri ma mi rendo conto che tutti parlano per sentito dire, per aver sentito una sola campana. O non è così?

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  22. Qui è spiegato molto meglio il concetto di svalutazione dei salari.



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  23. 2@Salazar
    mi spieghi chi dovrebbe rivedere i trattati dal momento che chi li ha ratificati sia destra, sinistra, centro e persino soggetti politici futuri non hanno la minima intenzione di stracciarli?è palese che ogni soggetto politico europeo, oltre ai governi, sono sotto ricatto,ricatto che non è solo finanziaro

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  24. Anonimo15:46

    @ rossoallosso

    "...ricordo che con la lira l'italia,pur con enormi problemi, era tra i primi paesi industrializzati, all'avanguardia in molti settori,inutile elencarli,con l'euro siamo diventati un paese del terzo mondo,con tutto ciò che ne consegue,ciò significa che i poveracci siamo ora e che sarebbe il momento di liberarsi di certi stereotipi buoni solo alla causa neoliberista..."

    I tuoi ricordi si riferiscono ad un era lontana, in cui il comunismo becero immobilizzava immense forze produttive, a tutto vantaggio dei paesi "pseudosocialisti", fra cui l'Italia della FIAT, capace di produrre macchine schifose e di venderle pure a caro prezzo, tanto non appena le cose andavano male, ci pensava il Governo..."

    Adesso anche la FIAT è costretta a produrre auto almeno decenti, altrimenti chiude. E gli accordi dell'Unione impediscono certi sconci degli aiuti di stato.
    Insieme alla FIAT, hanno fatto la medesima fine l'Alitalia, le ferrovie, e tanti altri carrozzoni immondi.

    Resistono solo le Poste, l'ENI e l'industria delle armi, perché considerate strategiche.

    Non dimenticare che la nostra energia costa esattamente il doppio che nel resto dell'Europa.

    Ed il nostro capo della Polizia ha uno stipendio di oltre 600.000 euro all'anno...

    Quell'Italia che tu hai evocato non esiste più !!!

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  25. @Sagra

    "Resistono solo le Poste, l'ENI e l'industria delle armi, perché considerate strategiche"

    già,ma straregiche per chi?

    l'istruzione,la ricerca,la viabilità,la giustizia,le comunicazioni,il lavoro,l'economia, non sono strategiche per uno stato che si ritiene tale?
    di che cazzo stai parlando,ah già è colpa dei comunisti,allora qui finisco il tuo livello di discussione non merita la mia attenzione

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  26. Adetrax19:39

    @Davide

    Non dovrei neanche risponderti, fino agli ultimi 2 commenti eri quasi accettabile, poi che è successo ?

    Sei entrato anche tu in campagna elettorale, hai perso il "self-control" ?

    Ti consiglio di cancellare i citati due commenti per non far credere a tutti che sei fuori di testa e pronto a passare in un attimo dalla patonza al meretricio omosessuale (che per Silvio è l'equivalente di una bestemmia eretica).

    Comunque se non l'hai ancora capito, mi riferivo ad uno possibile scenario politico-economico ed è ovvio che il relativo auspicio è e resterà inattuabile per un semplice motivo: quando centinaia di parlamentari e addirittura decine di migliaia di persone dirigenti, ecc. perdono il contatto con la realtà, le parole non servono più, non possono più convincere che il muro nero è azzurro e profuma di violette.

    P.S.
    Il tuo ancora precedente commento sui tentativi di calmieramento dei prezzi nell'impero romano non era male, ma, come puoi intuire, si riferiva ad una situazione leggermente datata e comunque soggetta alle azioni e mistificazioni dei braccobaldi del tempo che inciuciavano con l'imperatore. :-)

    RispondiElimina
  27. Caro amico Adetrax,


    "Davide
    Non dovrei neanche risponderti, fino agli ultimi 2 commenti eri quasi accettabile, poi che è successo ?"

    OK.

    Comunque stavo solo scherzando.

    Ciao Davide

    RispondiElimina
  28. Adetrax20:07

    @tutti

    Sottoscrivo questo commento.

    "Quell'Italia che tu hai evocato non esiste più !!!"

    O meglio: è molto peggiorata.

    In secondo luogo, circa l'uscita dall'Euro, lo ripetiamo per l'ennesima volta: non si possono fare piani senza tenere conto della presenza di decine di società segrete, con parecchie decine di migliaia di adepti solo in Italia, i quali occupano quasi tutti le parti medio-alte del potere politico, economico e giuridico.

    Per questa uscita, forse il Gotha mondiale non si formalizzerebbe più di tanto, anzi magari la considererebbe come una divertente occasione per il recupero di una pecorella "impazzita".

    La parte centrale e tecnocratica europea invece si che potrebbe seriamente opporsi e dato che si tratta dei "cocchi di mamma" il Gotha li accontenterebbe senza se e senza ma nelle loro richieste contenitive e punitive.

    --

    Ci sono una serie di provvedimenti (non necessariamente legati alla moneta) che sono stati attuati negli ultimi 30 anni e che impediscono la facile risoluzione dei vari problemi attuali.

    Tutto si può cambiare ma se non si capisce che i problemi sono creati artificialmente per imporre modifiche strutturali e sociali (a scapito delle masse ovviamente) non si progredisce di molto nelle possibili soluzioni.

    Per esempio, come previsto a suo tempo, anche FIAT si sta sempre più congedando dall'Italia (che, ricordiamolo, è il PAESE del MALE per definizione), quindi il processo di delocalizzazione e globalizzazione delle medie e grandi imprese prosegue imperterrito ed anzi ha accelerato tantissimo anche grazie alla crisi.

    Comunque, per motivi già accennati in precedenza, io sono per la deflazione ma per arrivare a questo occorre, metaforicamente parlando, la "glaciazione", il grande "freeze" dal nord. :-)

    Se vogliamo discutere di soluzioni adeguate occorrono post in tema, aperti a 360 gradi. :-)

    RispondiElimina
  29. Caro amico Salazar

    "a non è quello che dico io?: rivediamo i trattati in chiave meno neoliberista, permettiamo alla BCE di prestare denaro agli Stati (basta con il perverso giro BCE-banche private-Stati (che è quello che succede ora per superare il trattato a tutto vantaggio di sappiamo bene chi), ma teniamoci l’euro, che in mezzo a tutto questo casino è la Stabilità con la S maiuscola."

    Condivido quello che hai detto.

    Però non credo che i tedeschi accetteranno di cambiare i trattati.

    Io ho molti amici in Germania e tutti mi dicono che i tedeschi sono contrari ad ogni cambiamento dei trattati che possa portare vantaggio all'Italia e agli stati del Sud che loro disprezzano.

    I tedeschi hanno accettato l'Euro solo perchè negli anni '90 avevano grossi problemi con la riunificazione.

    Ma adesso l'opinione pubblica tedesca è contraria all'Euro perchè è convinta che la Germania unita non ha più bisogno di nessuno.

    Ciao Davide

    RispondiElimina
  30. Tu paragoni il sudamerica, con tutto il rispetto, a paesi a ben altra struttura industriale e qui è il primo errore.
    No, a noi non succede, noi siamo troppo furbi e chic per questo!!!!
    Attenta Lameduck, probabilmente questo è il “tuo” primo errore. Aspettiamo e vediamo, prima di proclamarci la razza superiore.

    Saprai che la FIAT apre un nuovo stabilimento nello Stato di Pernambuco, 250mila auto l’anno. Ho letto che in Italia i sindacati si lamentavano dei vantaggi fiscali che il Brasile ha concesso. Vero ci sono dei vantaggi, e molti, ma sono calcolati in proporzione agli operai che il nuovo stabilimento impiegherà: più impiego ai residenti meno tasse per la FIAT, meno impiego più tasse.
    Quindi il serpente Marchionne può licenziare in Italia, ma non in Brasile perché pagherebbe più tasse. Qualche genio politico italiano s’è mai pensato di fare questo?
    A proposito di tasse, l’anno scorso c’è stato un condono. Come in Italia?, non proprio: il condono arrivava fino all’importo di 3000 euro, quelli con pendenze superiori si sono visti raddoppiare la multa. Qualche genio politico italiano s’è mai pensato di fare questo?

    L'aggancio delle monete sudamericane al dollaro è stata un'altra delle belle pensate del liberismo friedmaniano e si è visto come è finita.
    Pensi solo all’Argentina. Come detto sette volte, in Brasile è successo il contrario: ha trasformato un Paese soffocato in una potenza mondiale.
    Si. l’economia non è una scienza esatta.

    Io queste cose non me le invento, le prendo dai libri ma mi rendo conto che tutti parlano per sentito dire, per aver sentito una sola campana. O non è così?
    Probabilmente. Io leggo Bagnai da anni, è leggendo lui che ho maturato le mie convinzioni.

    O si cambiano i regolamenti, e allora non è più l'euro come lo conosciamo ma un'altra cosa, oppure ci teniamo questa bella catena al collo.
    Bene. Opto per l’euro 2.0, sicuramente la maniera più indolore per risolvere il problema.
    E comunque (se non si fosse capito) io non apprezzo il neoliberismo e non credo a quello che quei bei tomi dicono. Io trasformerei le banche in istituti nonprofit e le borse valori in raffinati negozi di frutta e verdura.

    PS: Bogotà, Bolivia!!!
    Lo scrivente, esimio geografo, corregge: La Paz, Bolivia.

    RispondiElimina
  31. Caro amico Davide,
    Però non credo che i tedeschi accetteranno di cambiare i trattati.
    Ma non possono permettersi neanche la fine dell’euro.
    E allora che si fa?, è nato prima l’uovo o la gallina?

    In questo caso quei braccobaldi dei politici tedeschi dovranno usare un utensile chiamato “compromesso”.
    Fino ad ora la voce grossa l’hanno usata loro, se qualcun altro comincia ad urlare di più sai che ridere!!

    @Lameduck: ma non puoi fare qualcosa per quel maledetto identificatore di automi? Fotine piccole piccole e 200 lettere storte da ricopiare! Credo che provochi la cecità più della masturbazione

    RispondiElimina
  32. Anonimo21:54

    @ rossoallosso

    "...di che cazzo stai parlando,ah già è colpa dei comunisti,allora qui finisco il tuo livello di discussione non merita la mia attenzione..."

    Non hai capito nulla !!!

    Non ho dato nessuna colpa ai comunisti.
    Ho soltanto detto che nel momento che, o sono caduti come in Russia ed in Europa, oppure hanno cambiato pelle come in Cina, ci hanno creato molti più problemi di prima, quando sembrava ci volessero occupare.
    Semmai avevo nostalgia di quando facevano veramente i comunisti.

    Cerca di tenerla più alta la tua attenzione, perché la vedo molto distratta.

    Se poi l'argomento ti brucia, mi dispiace di aver toccato un nervo scoperto...

    Sagra

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  33. #Salazar
    spiegami perchè sono duro di comprendonio.
    appuurato che il problema non è l'euro in se ma la gestione e che nessuno dei soggetti politici europei,tantomeno in italia, ha intenzione di cambiare tale stato di cose,tu in concreto che suggeriresti?

    RispondiElimina
  34. @ Sagra

    vedi come sei infarcito di puttanate?
    quando mai i comunisti ci volevano occupare,i cinesi ora si che ci hanno occupato usando le stesse armi del capitalismo,solo che lo sanno fare meglio,perciò USA ed europa sono nella cacca,ma non puoi accusare Russia e Cina, loro che non sono gli inventori della globalizzazione(eufemismo con cui si identifica ora l'imperialismo)è questione di mangiare o essere mangiati,i nostri politicanti han preferito farsi mangiare,Russia e Cina no
    Sulle colpe del PCI o dei sindacati non ci piove,sarebbe assurdo negarlo,però la fiat ha continuato a fare auto del cazzo pure dopo aver robotizzato le linee ed aver ridotto dei 3/4 i suoi operai e tuttora marchionne elemonsina dal governo dato che non vende auto,ma sempre perchè fa auto del cazzo ed allora ognuno si prenda le sue colpe,non far sempre pagare colpe altrui ai piu deboli

    RispondiElimina
  35. Anonimo12:52

    per rossoallosso

    "...vedi come sei infarcito di puttanate?..."

    Le puttanate di cui parli sono quelle di povero cristo ideologizzato, privo di riferimenti ideologici cui aggrapparsi.

    I Cinesi sfruttano la manod'opera a costo infimo.
    La Russia sfrutta le ricchezze naturali, godendosi i soldi alla faccia della povera gente.

    Tutti e due provengono dal tuo comunismo.
    Ma con chi te la vuoi prendere ???

    Certi fallimenti vanno presi con filosofia...

    Sagra

    RispondiElimina
  36. Definizioni abbastanza semplicistiche, @Sagra, visto che il comunismo non è mai stato messo realmente in pratica, non per la fiacchezza dei suoi concetti o delle sue idee (che guardacaso godono di nuovo crescente interesse) ma per la debolezza e l’evidente ipocrisia criminale delle persone che avrebbero dovuto applicarli.
    L’URSS era una dittatura, tranquillamente assimilabile alle dittature “destre” dell’Europa occidentale. In Cina poi, la gattopardiana Cina comunista, si è semplicemente rimesso l’imperatore dove stava, solo dipingendolo di rosso.
    Ma sentito parlare di imperatori eletti, della Bolla d'oro del 1356? Datata ma stessa cosa: il capo del PCC è un imperatore eletto.

    @Rosso, cosa ti devo dire? Di andare in montagna e passare alla lotta armata?
    Euro o non euro, trattati o non trattati, ci vuole (a livello europeo) una politica che ritorni dalla parte del cittadino, nel piccolo di ognuno, nel benessere di ognuno, e metta in secondo piano i “grandi scenari economici internazionali” che rappresentano solo ruberie a scapito di quell’ognuno di cui sopra.
    In tal caso ogni digressione su “monete” no o “monete” sì diventa puramente accademia. Altrimenti in tutti i casi (euro sì o euro no) c’è l’Armageddon per i molti e la gloria della ricchezza estorta per i pochi.
    L’unica cosa è votare per il partito e le persone giuste: la democrazia è il peggiore dei sistemi politici se lasciamo perdere tutti gli altri, e fra i difetti strutturali annovera anche i tempi lunghissimi, ma è come uno schiacciasassi e arriva sempre alla meta.
    Addizionali problemissimi è che né partito né persone giuste al momento è dato di vedere, e che ilo voto “giusto” dovrebbe essere esteso a tutta l’Europa.
    Auguri!

    RispondiElimina

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