domenica 28 dicembre 2014

I pidocchi vengono sempre al pettine


Il foglio telematico del cosiddetto Movimento Popolare di Liberazione, che dev'essere senz'altro gemellato con il Fronte del Popolo di Giudea (vedi sotto), ci offre un'accurata e serena analisi del pericolo rappresentato oggi dal non essere di sinistra quanto loro.
Conoscete il gioco democratico, l'entità che nel mondo occidentale globalizzato ha sostituito da tempo la democrazia? Ecco, esiste anche il gioco identitario, che è quello che nel mondo occidentale della sinistra globalizzata ha sostituito la rivoluzione proletaria. Come il gioco democratico nulla ha a che fare con la democrazia, altrettanto il gioco identitario non c'entra niente con l'emancipazione delle classi minacciate dall'ultracapitalismo. Per partecipare al gioco non basta tirarlo fuori e misurarselo, per vedere chi ce l'ha più lungo, ma occorre anche avercelo puro ed incontaminato. Giustamente i padroni non amano che i loro servi lo menino a destra e a manca, ma soprattutto a destra, prima di sollazzarseli su Elysium. Così il gioco identitario consiste non soltanto nel reciproco grooming alla ricerca dei pidocchi piccolo-borghesi per passare il tempo in attesa della proclamazione della vittoria della lotta di classe da parte delle élites, ma nel controllare che il loro prossimo non sia stato contaminato da rapporti impuri con la destra.
I miei piccoli lettori, a questo punto, si staranno domandando a chi giovi questo gioco e se non ce ne possa fregare di meno di esso e di chi lo pratica. Avete ragione. Essendo un gioco riservato ormai a pochi non eletti non dovremmo neppure occuparcene né perderci tempo, se non per avere la scusa di rispolverare uno dei più fenomenali pezzi di satira sull'idiozia di sinistra che si siano visti al cinema.



Tenete presente che il pezzo è del 1979 e i Monty Python sono inglesi, il che dimostra come il problema della sinistra cialtrona sia transnazionale e senza età.
Se me ne occupo però, della sinistra cialtrona, è perché, comunque, ritengo non si debba lasciar passare l'infamia di chi, quando usciremo, avrà la faccia di tolla di dire: "L'avevo sempre detto". Bisognerà essere in grado di riconoscere il pidocchio per evitare nuove spiacevoli reinfestazioni.

Tornando all'articolo pubblicato sul sito del "coordinamento della sinistra contro l'euro" - come se esistesse un Movimento di Rocco Siffredi contro la figa, lo so che fa ridere ma è così, questo sedicente Marxista dell'Illinois N° 2 ci mostra quali sono i pericoli per chi, combattendo la battaglia contro l'euro, non si accorge nella contaminazione possibile in itinere con i pericolosi elementi della reazione. Il che dimostra che il vero nemico dei sollevatori, praticando essi l'insulso gioco identitario invece della critica anticapitalistica, non è l'euro (ma s'era capito) ma la destra e il rischio del sorpasso da destra.
In specifico, il pericolo per costoro è la vittoria della peggiore espressione della destra reazionaria, ovvero "l'inciucio con la destra liberista e xenofoba"
Che coraggio! Non quello con la Troika dei suoi vassalli italiani del PD e di ciò che resta del centrodestra; dei sindacati collusi e infelici, dei mangiatori di gnoccofritto, delle sacre cooperative unite, degli europeisti kalergici propugnatori del ripopolamento e di tutta la feccia risalita dal pozzo del più grande tradimento della storia dopo Giuda Iscariota.

Il bersaglio del loro livore, che condividono con alcuni attivissimi circoli del bruxismo su Twitter, è Alberto Bagnai che, tra i tanti meriti divulgativi, ha, purtroppo per loro, quello di fungere da luminol, da rivelatore della cialtronaggine non solo intellettuale della sinistra. Anche se spegni la luce, eccola lì che risplende e questo loro non possono tollerarlo. 
Ossessionati, dicevo, dal sorpasso da destra, ossessione che smaschera l'insincerità della loro contrapposizione alla moneta unica, non vedendo che è proprio la sinistra la sua più devota groupie,  il loro babau ora è Salvini (pseudonimo di Marine Le Pen) che ha tra i cavalli di battaglia tre vere e proprie piaghe bibliche: "il no euro, il no all'immigrazione e la flat tax." Il no euro, appunto.

Ecco, la flat tax. Un argomento sul quale si può essere o meno d'accordo ma solo dopo aver studiato cos'è e quali ne sono i pro e i contro. La flat tax sulla quale Bagnai e Claudio Borghi hanno dichiaratamente opinioni diverse ma che, nella confabulazione del delirio sollevazionista, diventa il pretesto per "la rottura di un sodalizio disdicevole" tra i due. Non sorprenda il tono da Carolina Invernizio. Da quel punto in poi l'articolo assume toni melodrammatici da feuilleton. 
Eccovene un brano, talmente pregno di significato che vale la citazione integrale:
"Cosa sia la Flat Tax è presto detto: il sogno di tutti i furfanti, la quint'essenza della visione neoliberista in economia. Tu guadagni mille io dieci e la comunità ci prende in tasse la stessa quota del 20%. Addio alla Costituzione! Addio, in una società che vede ampliarsi il solco tra ricchi e poveri, al principio del fisco come leva per redistribuire la ricchezza. Diciamola tutta: addio allo Stato e abdicazione finale della politica al regno dell'economia fondata sul profitto".
Sareste da dannazione immediata solo per quel latrato disperato e falso sulla Costituzione. Che faccia di tolla! Come osate nominarla, infami traditori, voi che avete generato i peggiori stupratori seriali della carta scritta a suo tempo da gente alla quale non sareste degni nemmeno di leccare le scarpe. 
Capite? La quintessenza (senza apostrofo, cheri) del liberismo non è mica l'applicazione della Santa Patrimoniale patrona della Sinistra alla classe media (formata non da capitalisti maialoni alla Groz ma dai vostri genitori, brutti somari), che va ad intaccare il risparmio e la proprietà immobiliare con punte di pressione fiscale insopportabili senza tenere contro del reddito, mandando allegramente in culo la progressività e favorendo si la redistribuzione, ma verso l'alto, della ricchezza. 
Il reddito, questo sconosciuto. Se uno che ha ricevuto a dicembre una busta paga di 1300 euro netti e si ritrova a pagarne 1900 di imposte sugli immobili di proprietà, a quale percentuale di tassazione è soggetto? Guardate nel grafico l'ultima palla a destra che rappresenta l'insieme degli asset della classe media. Se colpiamo la casa di proprietà, la pensione, la liquidità (gli ottanta euro di elemosina del grullo che finiscono nella TARI e nell'IMU) e ne mettiamo anche a rischio lo stipendio con il Jobs Act, vedete bene che quella palla cambierà nome da Middle a LUMPENPROLETARIAT. Ve lo direi in greco ma non ho fatto il classico.
Questo è ciò che sta facendo la sinistra in Italia fin dai tempi del Britannia per conto delle élites e in nome del liberismo e non sopportate che Bagnai e gli altri ve lo ricordino.


La flat tax è il male, cari pidocchi. E va bene, voglio darvi ragione. Ma se io guadagno dieci e il Ricco mille, il venti per cento è sempre il venti per cento. Ovvero a me tolgono due e al Ricco duecento. Ora come ora a me tolgono l'undici su dieci e al Ricco non so, perché probabilmente lui ha un commercialista più bravo del mio e poi io, da fessa, ho tutto intestato a mio nome e il Ricco sicuramente no. 
Forse, se con una minore imposizione fiscale mi rimanessero più soldi in tasca dallo stipendio, potrei anche pagarmi certi servizi che ora, siccome devono essere gratis per tutti, rischiano di diventare a pagamento per tutti. Se mi dite che troverebbero il modo di fotterci lo stesso, siamo d'accordo, ma questo regime fiscale che tanto vi piace perché ammazza l'odiato piccolo-borghese applicando il feticcio della patrimoniale, è una barbarie.

In attesa di riparlare di flat tax con argomenti più sostanziosi e seri, un invito ai sollevazionisti e compari loro: continuate pure a ragliare e rosicare allo stesso tempo, nel mentre cercate la fantomatica "uscita da sinistra" senza dire una parola contro la demolizione controllata da sinistra dell'Italia. Spero che, quando la troverete, al di là della porta si aprirà per voi l'abisso dell'inferno. L'inferno nel quale avete spinto questo paese.

30 commenti:

  1. Anonimo18:22

    mai visto un proletario che deve spendere 1900 euro di tasse sugli immobili. Borghesi straricchi (quindi nè proletari, nè middle class) imbecilli che spendono così tanto perchè tengono le terze e quarte (perchè con 2 case di dimensioni normali non ci si arriva a 2000 euro) case vuote in quanto le vogliono vendere o affittare alla cifra che pretendono loro (ovvero i prezzi pre-crisi, che non torneranno nemmeno tra un secolo) ne conosco a bizzeffe, ma proletari, nessuno. E chi ha immobili così grandi e numerosi da spenderci così tanto di tasse, sta più che bene, e quindi paga sempre troppo poco!

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  2. E pensate che una mente così eccelsa, capace di partorire un ragionamento così acuto, non ha avuto coraggio di firmarsi.

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    1. Anonimo12:05

      hahahahahahahaha

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  3. Anonimo22:30

    Vai Barbara che sei grande!
    E queste belle teste che ce l'hanno con gli odiati borghesi torneranno, prima o poi, nelle fogne da cui sono usciti.
    Mai considerare, magari, che le case sono state comprate con i sudati e stratassati risparmi (ci vorrebbe uno sforzo cerebrale di cui non sono capaci)!
    E così tassiamo chi ha risparmiato e premiamo chi ha scialacquato.
    Tanto, i veri ricchi, come giustamente dici, non hanno proprietà intestate (in Italia).

    franco

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  4. Anonimo02:28

    Scusa Barbara mi sa che hai preso una cantonata delle peggiori con la flat tax(neanche Bagnai è d'accordo con essa)

    http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=0000000955&level1=0

    P.s.II Ricco è già "scappato" alla Flat tax.La paga chi rimane....
    Gionni Stranguria

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  5. Io non dico che la flat tax sia la soluzione ma che bisogna parlarne seriamente. E forse dopo dare un giudizio.

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  6. una finanza maggiormente repressiva no?

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    1. Magari! Ma chi comincia? Obamino?

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    2. Per i marxisti dell'Illinois Grillo. Per la gauche caviar Tsipras. Si resta abbacinati da tanta lucidità pollitica!

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    3. Mi sa Alberto che alla gauche invece del caviar sono rimaste appena le uova di lompo. Quelle del LIDL.
      Approfitto per fare tanti cari auguri di Buon Anno a te e famiglia. E grazie per "L'Italia può farcela".

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  7. la flat tax è una legge troppo equa e ragionevole per essere applicata in Italia, per ora.

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    1. equa e ragionevole?
      Ah ah ah ah ah ah ah ah.

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  8. Anonimo13:29

    Stavolta, Barbara, non sono d'accordo neppure sul fatto che si debba prima "studiare" la flat tax e poi decidere. Essa è semplicemente una tassa iniquissima. Se è vero che al ricco tolgono venti (nell'esempio che tu facevi, e dato per scontato che non abbia il bravo tributarista), a lui ne rimangono pur sempre 800, mentre a me ne rimangono 80. Non cambia il coefficiente (9) di distribuzione dei redditi, ma l'effetto è chiaramente assai più pesante su di me che non sul ricco. E soprattutto contribuiamo allo stesso modo alle spese pubbliche! Se i nostri padri costituenti posero come obbligo di fare un sistema fiscale progressivo è perchè erano ben consci dell'iniquità delle precedenti forme di tassazione proporzionale, vigenti durante il regime liberale.
    Iniquissima come la tassazione indiretta (IVA) che pure ormai rappresenta l'ingresso prevalente nelle finanze statali.
    Lasciamo poi da parte i discorsi sulla tassazione degli immobili: si tratta di due obiettivi diversi. Per quanto anche a me pesi pagare cifre esorbitanti tra IMU, TASI, TARI e compagnia cantando (ma non sono mai arrivato, per fortuna!, a 1900 euro), non posso che constatare che l'esistenza di un immobile in sè produce spese per l'ente locale che debbono essere imputate direttamente all'immobile.
    Saverio

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    1. Egregissimo, al ricco tolgono 200, non venti. I padri ricostituenti saranno stati pure bravi ma sarai d'accordo con me che, attualmente, un regime di tassazione che non tiene conto del reddito effettivo ma applica la stessa aliquota IMU a me che guadagno 1000 e al ricco che guadagna 10000 non funziona. Non ti è chiaro il concetto di proporzione.
      Ti faccio un esempio. Io spendo 1500 euro/anno di IMU per una casa che ho ereditato che mi viene considerata l'orrendo vizio piccolo-borghese della seconda casa. Questa cifra è superiore a quanto io percepisco di netto al mese e rappresenta il 7,5 % del mio reddito annuo. L'anno prossimo, avendo ereditato un'altra casa, perché i miei genitori hanno investito tutto nel mattone e se avrò la sfiga di non riuscire a vendere quell'altra, dovrò pagare 3000 euro. Ovvero il 15% del mio reddito.
      Ipotizziamo invece che il mio reddito annuo sia di 60000 euro. Con una casa mi verrebbe tolto il 2,5% e con due, il 5% del mio reddito. E' questa la progressività allo gnocco fritto di cui parli? Non pensi che, nel paese del sol dell'avvenire, secondo la logica della giustizia redistributiva, io dovrei pagare il 5 % e il ricco il 15%?
      Io penso invece che occorra pagare meno tutti, forse non con la flat tax ma in qualche altro cavolo di modo e comunque tenendo conto del reddito effettivo che, nel caso di un dipendente, si fa presto a conoscere.
      Quella che un immobile produca spese per l'ente locale, lasciatelo dire, è una cazzata. Un immobile non consuma il luogo pubblico ma si consuma e la manutenzione spetta al proprietario. Un immobile andrebbe tassato solo se produce reddito, ovvero se ci percepisci un affitto. Ah, ti faccio notare, en passant, che quando uno acquista un immobile paga già molte tasse, non è che le case te le regala Gesù Bambino.

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    2. Anonimo15:33

      Il trucco c'è:Introducono pure il concetto di NO TAX AREA(vedi il paper dei Fratelli Gilli).Se un ricco quell'anno non lavora NON PAGA,mentre qualsiasi sfigato di lavoratore dipendente la paga tutta.Ti sembra giusto?

      Gionni Stranguria

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    3. Tra l' altro usando lo slogan della semplificazione quelli della flat tax vogliono CANCELLARE TUTTE le detrazioni (figli a carico, interessi su mutuo prima casa ecc.) Va da se che i più ricchi pagheranno meno tasse (i super ricchi continueranno a NON pagarle le tase perché tra pagare il 15% e lo zero o l'1% "lussemburgo style", state pur certi che sceglieranno di continuare a pagare lo zero/1%) e i POVERI NE PAGHERANNO DI PIU' e inoltre, si beccheranno (loro e la clase media) un "bel" taglio dei srrvizi ESSENZIALI. Altro che "i servizi me li paghero' da me". Certo, come no! Da quei noti "benefattori" degli imprenditori privati te li comporerai i servizi....SE C' HAI I SOLDI! Altrimenti: Crepa!

      Insomma.

      La flat tax è una cosa sbagliata e pure odiosa, oggi come oggi. Oltre che palesemente incostituzionale, che che ne dicano Borghi e chiunque altro.

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    4. Aggiungo:
      Il dumping fiscale è l' altra faccia della del dumping salariale. Borghi per motivi ideologici non lo riconoscerà mai. Ma quella è la realtà!

      Aggiungo, inoltre:
      Il libro di Bagnai ben spiega (mai nessuno lo ha così ben spiegato) il perché della crisi odierna che va ben OLTRE l' euro e è da ricercarsi nelle INSOSTENIBILI diseguaglianze prodotte NON SOLO DALL' EURO. Con buona pace di quelli che dicono che Bagnai sia fissato con l' euro e che dicono "Bagnai dice che uscendo dall' euro risolveremmo tutti i problemi".

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    5. Aggiungo:
      La flat tax va PERFETTAMENTE A BRACCETTO con la super-tassazione indiretta e patrimoniale. Ne è quasi l' inevitabile compendio.
      Era proprio il modello ottocentesco di tassazione! E' proprio sicura Barbara Timperi che sia sta gran cosa "moderna", intelligente e progressista?
      Io preferisco la tassazione SUL REDDITO e proporzionale al reddito (E REDISTRIBUTIVA) cioè alle capacità contributive, proprio, tra le altre cose, per evitare i problemini che tu tocchi con mano e soprattutto perché l' idea costituzionale (socialdemocratica), laburista e progressista (scusa la bestemmia: DI SINISTRA) coincide proprio, guarda caso, con questa seconda ipotesi di modello fiscale.

      Se qualcuno pensa di risolvere questa crisi AUMENTANDO le diseguaglianze (inevitabile conseguenza della flat tax) stiamo freschi!

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    6. @bargazzino
      concordo, e comunque il primo passo, la priorità, è uscire da questa moneta maledetta.

      La flat tax tende a spostare l'obiettivo, capisco l'invipirimento di Barbara ma qui il problema è l'euro. Se sulla barca di noi NO EURO salgono anche i pidocchi (ed ortotteri vari) pazienza, gratto un pochetto ma chissenefrega.

      Hanno mire politiche come dice il prof? Ma certamente altrimenti non scriverebbero ste miserie ma ora, con più siamo meglio è.

      Lo scopo primo deve essere li, fullstop! E, attenzione, benché prima o poi se ne esca il timing è importante, uscire a breve è un conto uscire con le ossa rotte è un altro. Con PIL a menoQuindiciPercento nelle regioni meridionali significa disperazione già ora! Pensate che il settentrione (italiano) possa far finta di niente?

      IL QUINDICIPERCENTO... ma vi rendete conto? Altro che il buco della Concordia!

      Visto l'esempio postato da Bagnai? Pensate che a quell'esercente o ai suoi collaboratori possa servire, ora, la flat tax?

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    7. Giuseppe10:39

      Concordo con le critiche di Barbara sull'attuale tassazione della casa, sistema odioso sia perché colpisce di più, proporzionalmente, chi ha un reddito meno elevato rispetto ai "ricchi", sia perché fa parte, come mostrato nel post, della strategia complessiva di distruzione della classe media del nostro Paese, sia perché, come detto in un altro commento più sopra, di fatto fa passare il messaggio che sperperare è buono e giusto mentre risparmiare è un atto da delinquenti. La stessa idea che sta alla base di ogni ipotesi di patrimoniale, peraltro.

      Sulla flat tax, invece, concordo sostanzialmente con i critici. E' una proposta non solo ingiusta dal punto di vista "ideologico" (le tassa sui redditi, queste sì, devono mirare alla redistribuzione: chi guadagna di più deve proporzionalmente contribuire di più alla spesa pubblica, come tra l'altro è scritto nella nostra Costituzione - e le poche migliaia di euro di detrazione prospettate da Borghi non bastano certo a renderla realmente progressiva, se non in modo formale), ma anche macroeconomico: applicare la flat tax al nostro Paese prima dell'uscita dall'Euro ha lo stesso effetto delle politiche proposte dagli anti-austerità-pro-euro e tsiprioti vari, cioè fa esplodere la bilancia commerciale mettendo a rischio la tenuta dei conti pubblici. Come ben spiegato da Bagnai (ma anche da Monti!), l'austerità è l'unica possibile politica economica per i Paesi deboli all'interno di un sistema di cambi fissi: ragione per cui della flat tax ha senso discutere solo e soltanto dopo il ritorno a una valuta nazionale.

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  9. Anonimo22:28

    La reattività verso questi "signori nessuno", come usa dire Bagnai, qui elevati togliattianamente - solo per la scelta dell'epiteto - a "pidocchi", fa dubitare che la tassonomia dei convenuti sia molto diversa.
    Da fuori e da lontano, chi distingue i marxisti dell'Illinois dai flautisti trasversali? Bastano tre o quattromila copie per brillare di più nella nuova dei punti? Forse.
    Bagnai, se davvero fosse richiesto al capezzale dell'euro moribondo o in altre indifferibili scelte della prossima volta, non cercherebbe continuamente simili espedienti di visibilità vittimistica.


    Dopo lunga tencione
    verranno al sangue, e la parte selvaggia
    caccerà l'altra con molta offensione.

    Ciacco

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  10. Possiamo cortesemente lasciare da parte la false flag della flat tax e tornare all'argomento principale, ovvero la cialtronaggine intellettuale della sinistra? In altre parole, lo avete capito che l'articolo dei sollevazionisti verso il basso usa l'argomento ad effetto della flat tax per nascondere la propria disonestà nei confronti della posizione antieuro?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giuseppe16:09

      Barbara, viene spontaneo a tutti (o quasi) parlare di flat tax perché, anche se la si considera sbagliata e intempestiva, è quanto meno una proposta in un mare di niente.

      Sul "Movimento popolare di Liberazione" invece non c'è proprio nulla da dire: si concorda con il tuo post, si fanno due risate amare con i Monty Phyton, e, al massimo, si inizia una riflessione semiseria su quanto sia possibile ritenere ancora valida la teoria dell'evoluzione in un mondo che ha dimenticato Gramsci per sostituirlo con "Marxista dell'Illinois n. 2".

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    2. Anonimo09:21

      Cara Barbara vedo che ti piace vincere facile. Prendersela col tuo bersaglio di oggi è come sparare sulla croce rossa. Sono così profondamente ignoranti da non avere neanche la pallida idea delle cause della crisi e tanto meno del suo protrarsi nel tempo benché il loro economista di riferimento lo abbia spiegato con dovizia di particolari quasi duecento anni fa.
      A proposito di IMU le idee che leggo sembrano un pochino confuse. Benché anche quelle del legislatore lo siano parecchio. Tasse del genere sono il minimo nei confronti del presunto diritto di proprietà su beni per i quali tale diritto è indimostrabile.

      AP

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  11. Anonimo12:19

    Concordiamo, mi pare, sul fatto che la "flat tax" non sia, per usare un eufemismo, una buona idea. Concordiamo sul fatto che la tassazione sugli immobili sia, per come è ora configurata, assai ingiusta in quanto non tiene conto del reddito del proprietario. Non concordiamo sul fatto che gli immobili "producano" spese per i comuni: ma bisognerebbe tener conto del fatto che alcune di queste (basti pensare alla manutenzione delle strade) sono direttamente connesse alla presenza di edifici, pubblici o privati, residenziali o produttivi che siano. Ecco perchè non si può prescidere da una tassazione degli immobili, che va però completamente ripensata per renderla più equa, ovvero almeno più progressiva.
    Sulla cialtronaggine intellettuale di certa sinistra sfondi una porta aperta.
    Chiudo la discussione, ma il tema della tassazione non è però nè slegato dal tema euro, nè irrilevante nelle dinamiche della lotta di classe.
    Saverio

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    Risposte
    1. Non capisco. Se uno in una casa non ci abita, che tipo di costo rappresenta per un comune, visto che non produce rifiuti? Lo sai che è quasi obbligatorio pagare anche assicurazioni nel caso malaugurato che un coppo si stacchi dal tetto e cada in testa al passante? Altri soldi e tasse che se ne vanno.
      La manutenzione delle strade che c'entra? Una strada che passa in mezzo ad un deserto a chi la mettiamo in conto, alle dune?
      Qui sento puzza di valore "sociale" della proprietà immobiliare.

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    2. Anonimo18:37

      La strada, comunale (visto che parliamo di IMU e TASI), deve essere manutentata perchè esistono delle case che, pur se oggi vuote, potrebbero domani, anche per un solo giorno o per poche ore, essere abitate. L'illuminazione pubblica deve essere assicurata, indipendentemente dal numero di persone che risiedono stabilmente in quella via. Lo spazzamento neve (visti gli eventi atmosferici odierni) deve permettere a tutti gli abitanti di non rimanere bloccati a casa...
      Ho fatto, venti e passa anni fa, l'amministratore di un piccolo comune. Era un quotidiano (e sacrosanto, sia chiaro) chiamare dei cittadini: e la buca di quà, e il lampione rotto, ed il segnale divelto, ed i vigili che non si vedono... Non è questione di "valore sociale" della proprietà immobiliare: è banalmente una questione di entrate/uscite per le casse di un comune. Se, in altre parole, in quella via non ci fossero immobili, o se addirittura quella via non esistesse proprio, il comune non avrebbe costi da sostenere, costi che vanno imputati (con tutti i caveat della nostra discussione) alla proprietà
      Saverio

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    3. E va beh, poi vado off mode (tanto è la solita guerra tra poveri). Ok diamo per buono luce, neve, buche etc.

      Dove abito ci sono case abitate in mezzo alla campagna, sono servite da capezzagne piene di buche senza fogne et senza servizi vari IMU/TASI taxate perchè?

      Non sono un agricolo, ma i terreni di quali servizi comunali abbisognerebbero?

      Il fatto è che hanno fatto macelleria dei trasferimenti agli enti locali tutto li. Se vuoi che ti tappino la buca... paga e TASI... l'IMU (ovviamente con quota parte per MES et al.).

      Come dique uno de passaggio.... vi meritate l'euro!

      enjoy

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  12. Anonimo10:49

    È da vedere se il balzello richiesto sia congruo o meno , ma vorrai pagare qualcosa per l'uso di un bene che non è di tua legittima proprietà? (o no)

    A P

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    Risposte
    1. Anonimo10:51

      Era per Maurizio Merlini21:27

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