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sabato 7 gennaio 2012

E' arrivata la Befera


Da qualche giorno sono scattati i controlli delle Yellow Flames e dell'Agenzia delle Entrate  - a gamba tesa, in questo caso - del J. Edgar Hoover del fisco, Attilio Befera, nei luoghi dove si suppone si concentrino coloro in grado di fare gli spendaccioni a rutto libero in vacanza: Cortina, Portofino e, ci possiamo scommettere, prossimamente Porto Cervo ed altri POI per billionari. Più che capitali della ricchezza, dell'ostentazione e del lusso sfrenato. Mete preferite per i  Rich Pride vacanzieri annuali, insomma, quelli dove gli sboroni con il portafoglio a fisarmonica non hanno vergogna di girare a facciaculo nudo.

Qualche ingenuo pensava fossero luoghi dove si, spendi 800 euro per la prenotazione di un tavolo in una bettola per miliardari la sera di Capodanno e 200.000 euro per un plaidduccio in zibellino ma poi il gestore e il boutiquaro di lusso ti rilasciano regolare fattura o scontrino. Spese assurde ed esagerate ma, se uno li ha, va bene che li spenda e spanda piuttosto che tenerli in cassaforte come Arpagone. Facciamo girare l'economia, oltre ai cabbasisi di coloro che 800 euro li guadagnano in un mese e con 200.000 ci comprerebbero la casa e, mi creda, signora mia, non è invidia, è solo senso della misura e del pudore.

Ostentazione a parte, non vi sarebbe nulla di male nel commercio di lusso, se regolarmente tassato. Invece, proprio in quel profondo Nord che la Lega considera il regno degli uomini onesti e probi, soprattutto se bottegai*, succede che in un giorno, quello dell'Invasione degli Ultrafinanzieri, gli incassi aumentino del 400%. Deduzione logica: allora di solito non battono gli scontrini, 'sti fetusi. Sono degli evasori di 'sta minchia che fottono noi che le tasse le paghiamo. Più che ricco Nord perseguitato sembra la Calabria di Cetto Laqualunque e quindi tutta l'Italia è paese, alla faccia dei legaioli.



La scoperta della sacca di evasione del comparto turismo di lusso & affini ha provocato ovviamente dolorosissime coliche nei difensori storici delle Innocenti Evasioni e dell'Evadere Il Giusto E' Un Diritto; nelle varie onlus per la ricerca sull'Allergia allo Scontrino, insomma nei ricchi esponenti della casta politica berlusconiana, scattati tutti come un sol pupazzetto a molla. Dalla Santanché, che considera Cortina un "ascensore sociale dove tante famiglie indigenti portano i figli per fargli fare le amicizie giuste" (non ho parole, saranno i famosi Pirla delle Dolomiti, immagino) al solito Aigor Gasparri fino a Massimo Boldi, m'hai detto cotica.
Un bell'ammutolimento generale, come nel film di Albanese, sarebbe stato molto più dignitoso.



* Nessuno si senta offeso dall'utilizzo del termine bottegaio. Napoleone, con quella parola, ci definiva un paese intero: l'Inghilterra.

lunedì 25 maggio 2009

Il Resto del Furbino

Sabato pomeriggio, mentre trovavo ristoro dal sole africano in una gelateria dotata di condizionatore a temperatura da pack antartico, ho dato una scorsa al più venduto giornale locale e mi sono soffermata a leggere un articolo che parlava di un noto stabilimento balneare di Milano Marittima, caduto sotto la lente d'ingrandimento del Fisco per sospetta evasione di 6 milioni di euro.

Fermo restando che tutti sono innocenti fino a prova contraria e fino alla conclusione dell'accertamento, sono rimasta perplessa dal tono dell'articolo, totalmente appecorinato in difesa dei presunti evasori.
Un'arringa in Ghedini mode, stile: "mavalaaaa, ma andiamoooo", come fosse stata scritta direttamente dall'avvocato degli inquisiti. Tutto un "ma quanto sono cattivi gli inquirenti", "gli hanno perfino clonato l'hard disk del computer di casa", "erano bottiglie di vinaccio da supermercato, non di pregiato champagne".

Quando il Fisco si domanda: "Ma questi hanno comperato mille casse di gassosa e non ne hanno più in magazzino, l'avranno venduta, dove sono gli scontrini?", la Gazzetta del Furbetto si straccia le vesti per conto terzi e attacca la tirata contro lo Stato che vuole sono rovinare gli onesti imprenditori, assieme ai giudici rossi, i finanzieri gialli d'invidia e i clienti che sicuramente hanno fatto la spia e non sono figli di Maria. E conclude suggerendo: " Perchè pensar male? E' evidente che 10.000 euro di cocacola se la sono bevuta loro perchè avevano caldo".

Bravo, chi ha scritto il peana in difesa (perchè alla fine l'impressione è quella) dei frodatori di clienti e Fisco, non solo non si sente un po' frodato anche lui visto che, se loro non pagano, a lui come stipendiato tocca comunque, ma probabilmente non si è mai avvicinato al bancone di uno di quegli stabilimenti rivierasco-romagnoli sempre più in stile Billionaire. Quelli che ti fanno pagare tre euro una minerale in bottiglietta da mezzo litro, non ti fanno lo scontrino perchè adesso c'è troppa gente e se provi a farti un cocktail ti ci vuole poi un finanziamento della Comunità Europea.

Davvero, da un anno all'altro scopri che quello che una volta si chiamava "Bagno Marisa" ora si chiama molto più finemente "Mururoa Island", che ha comperato anche gli stabilimenti accanto e che le piscine sono diventate due e mezza (la mezza per i nani e i bambini.)
C'è la palestra con il personal trainer anche personal fucker se càpita (quelli che una volta erano i gloriosi bagnini), l'insalatona in coppetta da macedonia a 10 euro (senza scontrino se non insisti e li minacci con un M16 Viper sotto il mento) e l'euro tondo per la doccia calda; 10 secondi netti e poi fiotto gelido stile carcere turco.
Che non è più il "Bagno Marisa" con le bocce, il jukebox e le cabine con la serratura che non si chiude lo capisci non solo dall'offerta di divertimento da spiaggia ma dall'impressionante assembramento di figa del genere: "la dò ma solo a penemuniti da un certo reddito in su, astenersi cassintegrati perditempo".

Sempre il famigerato Fisco si chiede: "Ma tutti questi soldi come li ha fatti il Bagno Marisa?" E ti parte l'accertamento che si fonda su calcoli molto semplici. Pagare gassosa, vedere scontrino.
Scusate se quando si parla di tasse sembro fissata con l'America e lo Zio Sam ma a me parrebbe quanto meno bizzarro che, per tornare ai giornali che combattono la legalità, il New York Post, per esempio, si lanciasse in una appassionata filippica contro la Guardia di Finanza, l'Agenzia delle Entrate (ben più temibile delle Fiamme Gialle, mi dicono), gli inquirenti, i giudici e in generale chi tenta di far rispettare l'eguaglianza di tutti di fronte ai doveri di cittadino.
Da noi invece è normale. Del resto abbiamo un Piccolo Papi che una volta disse che "evadere humanum est". Un po' si, ma sei milioni di euro a me pare tanto.

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