martedì 29 maggio 2007

Uffa, anche questa volta è stato il maggiordomo

Fulvia l’aveva detto e anch’io avevo avuto la medesima impressione.
Il cane non aveva abbaiato e tanto meno morsicato gli intrusi, erano stati rubati solo 1.500 euro e non i gioielli presenti in casa, tutto faceva pensare che la vittima probabilmente conoscesse l’assassino.
Eppure, nonostante indizi grazie ai quali anche il commissario Rex avrebbe risolto il caso in un bau, magari per telefono, i giornali fin da subito si erano innamorati della tesi rapina-in-villa-stile-arancia-meccanica. Con l’aggravante questa volta della ferocia dell’accanimento su una povera donna incinta (allora si tratta sicuramente di slavi, mafia albanese o russa, gente che al minimo sgarro ti impala).

Nonostante gli italiani abbiano sul libro di volo pindarico migliaia di ore di Perry Mason, Tenente Colombo, Ispettore Derrick e io conosca persone che potrebbero eseguire un’autopsia e una prova al luminol ad occhi chiusi, tanto bene si sono studiati i casi di CSI, la prima ipotesi è quella che conta e al pregiudizio non si comanda.

Vediamo un interessante florilegio di titoli sul per altro tristissimo caso di Marsciano:
Perugia, donna incinta uccisa durante una rapina in villa (Repubblica, 25 maggio)
Il giorno dopo arriva direttamente Charlton Heston con la cavalleria:
A Marsciano dopo l’omicidio di Barbara Cicioni paura e accuse agli stranieri”. E’ noto che gli italiani non fanno rapine. “Le badanti sanno cosa c’è nelle case e lo dicono ai loro uomini”. Soluzione: assumere solo badanti lesbiche. “Umbria, l’eden infranto”. Adamo ed Eva in fuga. “Difendiamoci con i fucili.” Un AK47 o un M16 sarebbero ancora meglio. (Repubblica, 26 maggio)

La vittima aveva dei brandelli di pelle sotto le unghie, quindi ormai si è prossimi a conoscere il DNA dell’assassino, l’alibi del marito comincia a scricchiolare, non ci sono impronte di estranei, eppure si insiste: “Ufficialmente però l’inchiesta pare ancora indirizzata su un furto sfociato per chissà quale motivo in omicidio”. Repubblica, 27 maggio)
Ancora, la macchina di famiglia viene posta sotto sequestro ma loro, aho’, de coccio: “Per ora la pista che sembra essere maggiormente tenuta è quella della rapina sfociata nell’omicidio della donna. Non vengono tuttavia scartate altre strade.” (Repubblica, 27 maggio).
Il commissario Rex comincia a ringhiare indispettito.

Finalmente si comincia ad avere qualche dubbio: “L’ipotesi che la donna sia stata uccisa da una banda di rapinatori, da lei non conosciuti, appare sempre più lontana”. L’arrampicata libera sugli specchi provoca qualche scivolata della logica. Di solito i rapinatori sono non conosciuti. (Repubblica, 28 maggio)
Poi la certezza: "Omicidio Cicioni, arrestato il marito. Urla della folla: “Sei un bastardo” (Repubblica, 29 maggio)

Quest’uomo ora viene dipinto come un mostro, un sanguinario, che picchiava regolarmente moglie e figli, che era noto per essere un violento. Sarà giudicato dalla legge.
Non si parla più di rapinatori, né di badanti ninfomani e spione, né di impalatori rumeni seguaci del Conte Vlad.
E’ stato il marito. Che noia. Come quando finisce il giallo e scopri che è stato il maggiordomo.
Bau!

LE 7 MERAVIGLIE DELL'imMONDO

E' giunto il momento di svelare l'arcano. Annuntio vobis gaudium magnum la nascita di una nuova impresa targata Lameduck & Mr. Cima, LE 7 MERAVIGLIE DELL'imMONDO.
Un altro blog? Si ma che sarà soprattutto fatto da voi e per voi.

Avete mai notato nella vostra città un edificio la cui bruttezza o inutilità, o decadenza gridano vendetta, uno stato di degrado e inquinamento paesaggistico, una nuova fabbrica o impianto che deturpa la vostra zona, una cattedrale nel deserto, un monumento assurdo, insomma qualcosa che fareste molto volentieri sparire dalla vostra vista?

Siete a conoscenza di situazioni di disagio che hanno coinvolto la collettività e che magari vi hanno visto protagonisti, volete denunciare un fatto di cui la stampa velinara e gossipara non si è occupata?

Se avete modo fotografate e inviateci le immagini. Scrivete una presentazione del caso in oggetto per renderci edotti del problema. Potete anche semplicemente inviare immagini che parlano da sole.
Visitate il nuovo blog, linkatelo, segnalatelo, insomma diventare delatori e collaborate attivamente, inviandoci i vostri post all’indirizzo email:


Questa iniziativa trae ispirazione dal lavoro di denuncia che tanti bloggers ormai fanno d’abitudine, sostituendosi degnamente alla stampa tradizionale che invece è impegnata a contare le sbroccate quotidiane di Britney Spears e Paris Hilton.
Se poi oltre a denunciare e a liberarci dall’oppressione, anche solo catarticamente, riusciamo anche a strappare un sorriso, pur amaro, ai nostri lettori, meglio ancora.


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lunedì 28 maggio 2007

Piccoli padri e grandi tabù

Non conosco in tutti i minimi particolari l’ennesima rissa in seno a Kilombo, non avendo avuto la pazienza e il tempo di leggermi tutti i post, commenti e controcommenti ma avendo avuto solo l’accortezza di schivare i piatti che volavano ogni volta che andavo lì a postare.

A proposito di piatti, ho letto quella cosa delle donne che invece di fare politica dovrebbero badare ai figli. E io che non ne ho, che faccio? Mi dò da fare per farne velocemente uno?
Non se ne abbia a male qualcuno, ma la frase mi ha confermato ciò che da tempo la scienza sospetta. E cioè che esiste anche un “ciclo” maschile con relativa sindrome “pre”. Senza rancore.
Se questo è il pensiero dei maschi di sinistra chissà dove mai ci confinerebbero i camerati. Suppongo anch'essi a figliare per l'italica stirpe. Con in più una bella medaglia alla vacca (pardon, mamma) più prolifica.

Della questione nata dal post controverso di Dacia Valent ha detto bene, secondo me, Tisbe, che ben conosce l’aggregatore e i suoi meccanismi interni. Anch’io lessi il post della discordia e mi ricordo che ne rimasi turbata come di fronte a qualcosa che comunque spingeva alla riflessione. Non necessariamente d’accordo con tutto quanto leggevo ma ciò non ha importanza. Apprezzavo la sincerità. La questione è un’altra, però.

Parliamoci chiaro, se quel post avesse parlato di qualunque altra cosa, di fighe trivellate da fave gigantesche, non sarebbe stato censurato.
E’ il titolo che ha fregato Dacia. Dire che Faurisson è meglio di Pacifici è come bestemmiare in Chiesa durante l’Eucaristia, anzi peggio.
E’ una scossa del 7° grado Richter che scuote le fondamenta di questo mondo attuale, governato dal tabù che impone a tutti, gentili ed ebrei stessi eventualmente dissidenti, di parlare di tutto ciò che attiene ad ebraismo ed Israele solo entro i canoni dell’ortodossia che impone un atteggiamento sempre positivo ed entusiasta.
Un tabù che si regge sulla paura della punizione che verrà per chi lo infrange. La punizione in questo caso è peggio del rogo, è l’accusa di antisemitismo, che i guardiani del totem allargano anche al concetto di antisionismo. Non interessa poi se l’eretico è effettivamente antisemita o no. Importa solo che abbia infranto l’ortodossia.

E’ uno strano mondo, questo. I rapinatori in villa possono essere abitualmente definiti in base all'etnia e i musulmani etichettati come terroristi senza preoccuparsi della fallacia della generalizzazione ma nessun assassino, ladro, stupratore e nemmeno una persona lievemente antipatica verrebbero mai appellati secondo il loro essere eventualmente “ebrei”.
Un mondo dove perfino la stessa parola “ebreo” è diventata difficile da pronunciare perché si ha sempre la sensazione di nominare l’innominabile. Come Dio.

La blogsfera non sfugge ovviamente alle regole del mondo governato dal tabù. Per giunta questo strano mondo ci dice continuamente che non siamo cresciuti abbastanza per riuscire a discernere tra bene e male, tra ciò che è sfogo e ciò che è proponimento, tra pensiero e azione, tra libera dialettica e dogma. E’ necessario che qualcuno ci prenda per mano e ci offra una scelta ragionata tra ciò che possiamo leggere e ciò che non dobbiamo nemmeno sfiorare con lo sguardo.

E’ di sinistra tutto ciò? In un certo senso, se ci riferiamo al paternalismo stalinista ma non all’idea che abbiamo noi di sinistra moderna.
Domando, allora: al di là dei post successivi e delle presunte apologie della violenza, la censura a Dacia non sarà nata semplicemente da un titolo che ha fatto, con rispetto parlando, cagar sotto qualcuno di paura? My two cents.


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Per ora sono in due...

venerdì 25 maggio 2007

Il Conte di Montezemolo

Dopo la discesa in campo ci mancava anche la discesa in pista. Minacciata, promessa o solo sfiorata come idea.
O Luchino, forse anni fa quando avremmo potuto fregiarci della "dottoressa" Edwige Fenech come first-lady se ne sarebbe potuto parlare ma ormai è troppo tardi.

Luca Cordero di Montezemolo di fronte alla platea di Confindustria ha detto anche cose giuste, tipo che bisognerebbe che le tasse le pagassero tutti, che bisognerebbe dare spazio alla meritocrazia ma quando si è trattato di dire cosa fare in concreto, ha parlato solo vagamente di "scelte coraggiose", "riforme" "cambiamenti". E allora? In soldoni?

Forse, posso dare un suggerimento, il costo del lavoro è troppo alto? E' un argomento che titilla sempre le zone erogene degli imprenditori ma ho l'impressione che se anche si tornasse ai tempi di Kunta Kinte loro si lamenterebbero lo stesso. Perchè gli schiavi purtroppo se non mangiano non stanno in piedi e dargli da mangiare costa.

Ha fatto una grande impressione la sferzata ai politici del manager bolognese, peccato che parli uno che ha diretto un'azienda che ha sempre fatto dei contributi statali e dei favori della politica una religione. Che rappresenta la classe imprenditoriale meno amante del rischio in tutto il mondo: quella che, nonostante il più alto tasso di lavoro nero ed evasione fiscale nel paese, non sa nemmeno confrontarsi sul mercato con imprenditori che a casa loro le tasse le pagano fino all'ultimo centesimo senza sognarsi di evaderle.

Peccato che, se anche scendesse in pista per un giro di prova, farebbe come ha fatto Berlusconi. O Prodi. Né più né meno. Nessun sfracello, ma tanti compromessi. Non è il politico in sè che è cattivo, è la politica che lo fa diventare così. Lui non scamperebbe alla maledizione della prima urna. Governare un paese non è governare un'azienda, qualcuno glielo faccia capire. Altrimenti il prossimo che ci troviamo sulla scheda elettorale è Briatore. Qualcuno gli dica che, se anche stiamo andando a fondo, l'Italia non è Luna Rossa. E che non c'è uno Schumacher in grado di guidare la cariola.

Sublime il commento all'exploit del presidente della Confindustria di Berlusconi che, in pieno trip peronista descamisado, ha detto che "conta il popolo, non la Confindustria". Bisogna dirlo, è sempre un grande.

mercoledì 23 maggio 2007

Tony eBlayr

C’è un nuovo “power seller” su eBay, vende paccottiglia causa trasloco e spedisce dall’Inghilterra.
Cosa vende di interessante questo TonyTheFormerPM?
Oltre ad un set completo di boccaloni da birra con coperchio in ghisa e scene di caccia bavarese avuti da una certa Angela, il pezzo forte sono una quindicina di orologi che lui sostiene essergli stati regalati nientepopodimenoche da Silvio Berlusconi. Figuriamoci, Berlusconi che regala orologi! Ma quando mai. Questo dev’essere un mentitore come la Ariosto.

Tra gli altri oggetti che ha messo in vendita questo ebayer ci sono: una matrioska gigante che raffigura il presidente russo Putin, un Padre Pio in cera persa alto 180 cm. con dedica “from Ratzi with love”, diversi cappelli da cowboy, un servizio da tè spaiato, il Partito Laburista inglese e un ombrello.

State attenti, ha diversi feedback negativi. Un tizio gli ha scritto: “Avevo acquistato da lui delle armi di distruzione di massa ma non mi sono mai arrivate”. Anche Colin da Washington si lamenta di essere stato buggerato.
Un certo GeorgieTX invece gli dà sempre il feedback positivo: “Venditore serio, affidabile, è un piacere fare affari con lui”. Si sospetta che i due siano d’accordo e che Tony lo paghi per rilanciare ad un minuto dalla scadenza dell’offerta. Ovviamente, dopo la storia delle armi di distruzione di massa, accetta solo Pay Pal.

P.S. O maiali, non pensate male, Tony sta solo testando un nuovo etilometro.

martedì 22 maggio 2007

Il tesoretto di Napoleone

Romano Prodi ha indicato ieri la destinazione dei fondi dell'extragettito fiscale, per gli amici tesoretto.
Secondo le cinque priorità individuate, quei soldi dovrebbero servire per:
aumentare le pensioni più basse (per milioni di pensionati!) e gli ammortizzatori sociali (disoccupati, cassintegrati, anche qui milioni da accontentare), infrastrutture (che solo dal nome fa pensare ad un pozzo senza fondo), innovazione e ricerca (solo qui non basterebbe il PIL dell'Austria), piano casa (affitti, sfratti e mutui) e politiche di sostegno alla famiglia (sarà mica quell'assegno per i figli fino a 18 anni promesso in campagna elettorale? Ooops, mi è scappato, scusate). Poi la carica dei 101 euro per gli statali e forse rimarrà qualcosa anche per il caffè.

Il commento lo lascio al grande Totò, qui con Enzo Turco in “Miseria e nobiltà” di Eduardo Scarpetta.



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lunedì 21 maggio 2007

E' vivo!

Approfittando di una notte di luna piena, dell'aiuto di Aigor e di qualche megawatt rubato ai Pink Floyd, ho rianimato il mio blog di cinema, Kino Lameduck.
Nuovi filmati al posto di quelli smantellati da YouTube (che li possino!), nuove recensioni e nuove potenzialità.
Se volete, visitatelo. L'entrata è aggratis e le vecchie tessere sono sempre valide.
Blucher!

domenica 20 maggio 2007

Paris, Texas

Fino all’altro giorno la Francia ci era raccontata dai media saputoni come un paese sciovinista, insofferente nei confronti degli stranieri, anche quelli che arrivavano a Parigi in Rolls Royce per andare a fare la spesa da Cartier, ripiegato sulla propria grandeur un po’ demodé, orgogliosamente indipendente in politica internazionale, soprattutto dagli Stati Uniti, nell’intimo antisemita o comunque più filoaraba che filoisraeliana.

Adesso invece, puf!, tutto d’un botto ha scelto come suo presidente il piccolo grande Sarkozy. Miracolo della Madonna di Lourdes o guarigione spontanea? “Insieme tutto diventa possibile”, recita lo slogan del neopresidente e forse è una parola magica.

Si suppone che le elezioni siano state regolari, e che quindi i francesi abbiano veramente preferito in massa il fascino aristocratico del neocon Sarko alle grazie un po’ frigide della neosenza Ségolène, il solito candidato messo lì dalle sinistre di tutto il mondo al solo scopo di perdere meglio le elezioni con le destre. Una specie di John Kerry in gonnella, ma più femminile.
Qui da noi Sarko era dato vincitore da mesi, un po’ come il cantante che dopo settimane di copertine su Sorrisi e Canzoni, guarda tu la combinazione, va a vincere Sanremo. Doveva quindi andare a finire così. Tutto diventa possibile.

Sarko, come viene affettuosamente chiamato dai satiri d’oltralpe, è piccolo di statura, ma dotato di un ego spropositato e si sa che le dimensioni contano.
Si ama alla follia e si capisce come tra Nicholas e Sarkozy non ci sia posto per nessun altro, nemmeno per Cécilia, la moglie ribelle che fa tanto Hollywood.
Già, Hollywood. L’America è la passione di Sarko. Tanto che il suo sito, una cosuccia sobria dove lui è dappertutto con l’espressione di chi si sente un garofano profumato in mezzo ad un campo concimato a merda, si apre con un filmato della sua “inauguration”.
Tappeto rosso, musica roboante, ospiti che arrivano sorridendo e salutando la folla. Vi ricorda niente?
Dopo i Sarko-Oscar non manca neppure il Sarko shop, dove acquistare magliette, felpe e borse con il suo nasone in primo piano, roba da far schiattare di invidia il nostro petit Berlus-con che al confronto ha un sito quasi monacale. Presidente, mi consenta, si adegui.

Sarko fa il simpatico anzi, come si tradurrà piacione in francese?, ma con l’aria di chi vuole farti pagare con gli interessi tutte le umiliazioni che ha dovuto subire da piccolo, anche e soprattutto se tu non c’entri niente. Magari i compagni lo sfottevano veramente ma siamo sicuri che non fosse perché era spocchioso e stronzetto?

Sarkocop ha sui maroni gli immigrati, ma prevalentemente quelli maghrebini e senza carta, se la Francia dovesse essere improvvisamente invasa da orde di texani pieni di dollari probabilmente chiuderebbe un occhio.
Se lo si fa notare, il suo problema con i nordafricani, i nostri media neocon ci ricordano, rimanendo seri, che anche lui è figlio di immigrati. Dimenticando un dettaglio, che suo padre era un “aristocratico di origini ungheresi”. Sarebbe come dire che io che ho davanti una torta Cameo apri-e-inforna e tu che sei seduto comodamente all’Hotel Sacher di Vienna gustando un dolce locale, stiamo mangiando entrambi una torta al cioccolato.

Sarko ha idee chiare in fatto di predestinazione. E’ un lombrosiano di ferro. “Io sono nato eterosessuale, non mi sono mai interrogato sulla scelta della mia sessualità” (beato lui). “Pedofili si nasce” (e lui non lo nacque, fortunatamente). “I giovani suicidi sono geneticamente tarati”. E’ certo. Lui è geneticamente stronzo.

In Francia c’è già chi rimpiange Chirac ma, troppo tardi. Se le elezioni sono state regolari e lo hanno veramente votato, con chi prendersela? Avete voluto la bicicletta? E mo’ fatevi ‘sto Tour de France.
La cosa importante per i media neocon è che ora "in Francia cambierà la politica estera”, tutto il resto che si fotta.
Sarko il filoamericano, Sarko il filoisraeliano, Sarko il filoatlantico. Speriamo per i cugini francesi che pensi ogni tanto anche alla Francia. Del resto non è la prima volta che si fanno governare da uno straniero, piccolo di statura e superdotato di ambizione. Con la differenza che Napoleone era molto più modesto.

giovedì 17 maggio 2007

Uomo e galantuomo

Legge sul conflitto di interessi. Strano ma vero, se ne parla. Timidamente e sottovoce, come delle turpitudini più vergognose, ma se ne parla.
Anche se vi scappa da ridere al pensiero di un governo di sinistra che riesca a togliere potere a Berlusconi, ricomponetevi e abbiate fiducia.

Gentiloni, con l’espressione un po’ così, ha detto che farà una buona legge. Del resto ha la strada spianata.
Fini è pronto a collaborare, se la legge escluderà Berlusconi e se riusciranno a trovargli il Pizzaballa che gli manca per completare la collezione dei calciatori 1968/69.
I cattolici di centrodestra chiederanno il perdono cristiano per Berlusconi e quelli di centrosinistra imporranno il cilicio per tutti ma cosa volete che sia.
Ho sentito il solito Diliberto dire che sarebbe necessaria anche l’ineleggibilità di chi detiene mezzi di telecomunicazione. Come negli Stati Uniti, ultimo baluardo dei comunismo al mondo. I soliti estremisti.
Di Pietro si, minaccia l’astensione ma è solo per rubare la scena a Mastella. A proposito, il guardasigilli è solo un galantuomo. A sinistra ce ne sono tanti, come dice Berlusconi.

Siamo proprio un paese straordinario. Dal Manzanarre al Reno, ormai si sarebbero tutti rotti gli zebedei di sentire uno che il giorno prima piange che gli rovinano le sue aziende e il giorno seguente spende cinquemila fantastiliardi per mettere ancora meglio i piedi nel servizio pubblico radiotelevisivo.
Nel Burkina Faso sarebbe un’attrazione da museo, un esemplare imbalsamato di imprenditore che cercò addirittura di fare il politico.
In Italia continuano a dargli credito, a lasciargli l’ultima parola nei telegiornali, a prenderlo sul serio e, quel che è peggio, a considerarlo uno statista. L’uomo della provvigione.
C’è anche gente che dice che se dà da mangiare ai 20.000 dipendenti di Mediaset ciò basta a farne un grand’uomo e a desiderare di votarlo ed essere dominati da lui, per non dire peggio. Chissà perchè mi viene in mente “Io ai miei cani do Pal”, vi ricordate?
Speriamo piuttosto che alle prossime elezioni non gli venga in mente di seguire le orme di Tania Dervaux, perché secondo i suoi standard non dovrebbero essere meno di 1.000.000. Meglio togliere davvero l’ICI.

Nonostante non abbia proprio nulla da temere (a parte l'eventuale vittoria alle prossime elezioni, dove noi chiederemo il riconteggio dei pompini), è sempre un piacere ascoltarlo gridare che vogliono rovinarlo, che sono comunisti e che le ultime elezioni le hanno taroccate di brutto i soliti “signori della sinistra”. Se un domani faranno un film su di lui ci vorrebbe De Niro. A sinistra sono solo chiacchiere e distintivo. Tranne Mastella.

P.S. Che ci crediate o no, la foto è opera di un americano e si trova nella miniera di fotomontaggi Worth1000.com.

OT. Sono contenta che sia venuto fuori dal cassetto, almeno in rete, con grande clamore il documentario su “Pedofilia e Vaticano” della BBC. Io ne avevo parlato tempo addietro. Povero Ratzi, ohi ohi, che male.

martedì 15 maggio 2007

Munnezzemol

Mentre si discute stancamente di legge sul conflitto di interessi in Parlamento, con la sensazione diffusa che ciò che ne verrà fuori sarà un pateracchio che non lederà minimamente la posizione dominante di Mediaset, ci sarebbe in concomitanza un’occasione storica della quale purtroppo i nostri governanti pallemosce non sapranno trarre vantaggio.

Berluschino, tra un palestramento e l’altro si è comperato la Endemol con i soldi faticosamente raccolti da papi in tanti anni di duro lavoro e allora, dov’è lo scandalo?
Forse nel fatto che è dimostrato ancora una volta che Berlusconi senior mentiva quando accusava la sinistra di averlo rovinato, perché non credo che 2.629 milioni di euro siano venuti fuori dalla rottura dei porcellini di terracotta dei suoi figli e dalle monetine raspate dalle macchinette per il caffè di Segrate.

La Endemol è quella cosuccia che nel 2006 ha fatturato a livello mondiale 1.114,4 milioni di euro, dalla quale ogni giorno partono carichi di munnezza mediatica che vengono mollati in tutte le discariche televisive private e purtroppo pubbliche.
Pacchi rotti, piatti sporchi e avanzi di cucina con qualche capello della Clerici, ex-divi, ex-cantanti, ex-nullità da rottamare e aviotrasportare su isole deserte esotiche, scarti di braccia rubate all’agricoltura, veline sode e opinioniste sfatte, critici fatti e conduttori rintronati. Munnezza accuratamente impacchettata con nastri luccicanti, ma sempre munnezza.
La preoccupazione di questi giorni è che la RAI, la discarica pubblica ufficiale di questo tipo di spazzatura televisiva, debba sottomettersi ancora di più allo strapotere di Piersilvio e Pierfidel.

Ecco allora la mia modesta proposta, che richiederebbe però da parte del governo almeno le palle di Chuck Norris, e un coraggio che deabbondianamente Prodi non può darsi: riformare la RAI sul serio, facendo pulizia ed eliminando la munnezza.
Lasciamo i pacchi e i contropacchi, i cuochi bisunti e le fregnacce assortite a Mediaset. Lasciamogli i grandi fratelli, le menate, i giochini, le isole e i sottoprodotti del Vippume alla Lele Mora, il monnezzaro della cronaca rosa.

Facciamo una RAI dove si (ri)trasmette cultura, la prima della Scala, il teatro, il cinema d’autore (magari senza interruzione), un’informazione fatta da giornalisti e non da parrucchiere di notte e puttane di giorno.
Facciamo si, una RAI pallosa, vecchia, antica, anni 60 e scommettiamo una cena di pesce che funzionerà. In Spagna Zapatero l’ha fatto. Ha fatto tornare la televisione pubblica spagnola un servizio pubblico, con programmi più intelligenti di quelli della tv privata.
Risultato? Un successo.
Tanto, più nella merda di così la RAI non può sprofondare e allora facciamolo questo tentativo.
Si tratta in fondo di applicare la raccolta differenziata anche ai prodotti televisivi. Ciò che si può ancora recuperare di qua e i rifiuti organici di là. Et voilà.

(Finale alternativo)
Il messaggio subliminale contenuto in questo post è: facciamo qualcosa per liberare il Sud dal problema della munnezza. Noi nordisti non riusciamo neanche a renderci conto di cosa significhi dover vivere con un tale disagio sotto casa. Leggete il libro di Alessandro Iacuelli, è per informarvi meglio.

domenica 13 maggio 2007

La tua naturale regolarità

Qualche giorno addietro, nel sempre imperdibile blog del mio fratecugino napoletano, si discusse delle dubbie proprietà lassative di questo prodotto, qui presentato in un'inedita e sorprendente versione polacca.

Mi sfugge che bisogno ci sia di qualcosa “che aiuti” quando basta dedicare qualche minuto di concentrazione quotidiana al contenuto dell'informazione radiotelevisiva appena fruita, come faccio io.
Dovendo fare un blob veloce delle notizie e situazioni più evacuative dell’ultimo fine settimana, ed è veramente una gara dura dover scegliere, ecco a voi l'uccisione del capo talebano (quello che assomigliava a Barry dei Bee Gees) che prima siamo sicuri che è lui e poi nell’edizione successiva un po’ meno, domani scopriremo che era uno che passava di lì per sfiga.
Poi il tormentone omertoso e iperglicemico sulle maestrine dalla penna che vibra, il “come si sente adesso”, il prete che non parla degli abusi (e quando mai) e pensa un po’, se invece fosse tutto vero, come devono sentirsi quei genitori, per non parlare dei bambini.

Non ci siamo fatti mancare nulla neanche di domenica: il solito Mastella, Fini che parla di affossamento dei DICO (a proposito, il naso glielo spaccarono i camerati amici del primo marito di sua moglie), la pollastrina che ribatte con la voce da preanestesia che invece si farà il possibile per farli, “su, da bravo, ora dorma che dobbiamo aprirla in due”. Gli italiani che scendono in piazza per avere più fondamentalismo religioso e meno Stato e i turchi esattamente per il contrario e nessuno, tra gli italiani, che si vergogni.

Marini in versione vecchio scarpone tapum-tapum, Casini che insiste a parlare di famiglia senza coprirsi le vergogne, il milionemmezzo sparato alle 13,00 nei titoli del TG2, ridimensionato ad un più ragionevole decinedimigliaia al TG1 di stasera. Non fatevi ingannare, sembra pluralismo informativo ma il fatto è che non si possono nascondere i dati della Questura in eterno.
La famiglia su, la famiglia giù, la sacra famiglia unita, la parte migliore del paese, Pezzotta, i baciapile con addosso le Duracell, per durare di più degli altri a stracciarci i maroni con le mazze ferrate.

Passando al trash, il nome della figlia der pupone, Chanel (‘a France’, eccheccazz, sembra un canale di Sky, Totti Chanel!)
Per la serie collezione primavera-estate di Vatican Sin City, Bagnasco in una mise che ricordava, per uno strano gioco di luci, più il rosa shocking delle Pink Ladies che la porpora.
Ratzinho do Brasil (a proposito che fine ha fatto Padre Georg?), tutto luccicante di ori e ricami come una Madonna Pellegrina che poteva cogliere l'occasione per parlare dei meninos da rua che muoiono abbandonati per strada sfatti di colla sniffata e massacrati dagli squadroni della morte e invece teme che i giovani brasiliani trombino prima del matrimonio.

Infine le notizie serie: Paris Hilton che ha paura del carcere, (ma come, una come lei rotta a tutte le esperienze!), le polemiche a distanza, il centrodestra che attacca, il ritorno del cavaliere pallido Bondi, il rubizzo Calderoli e Rutelli, la RAI che va in sfacelo nell'indifferenza del governo, e …
Basta, comincia già a fare effetto. Informazione radiotelevisiva, la tua naturale regolarità.

sabato 12 maggio 2007

Bronzo (e argento) alla patria

Quando dico che in questi giorni non capisco più niente, evidentemente dev'essere vero.
Ieri, usciti i risultati delle votazioni per i Migliori Z-Blog, la prima reazione è stata quella di rosicare e di brutto perchè, come succedeva a Scorsese anni fa, un mucchio di nominations e poi nessun Oscar.
Sarà che a me, tra i numeri ordinali e cardinali, attizza da morire il numero 1 e mi ha sempre fatto un pò pena Cagnotto, quindi pensavo di avere, come si dice, toppato.

Poi invece, vedendo che nei blog dei "vincitori" (e anche dei secondi e terzi classificati per ogni categoria che possono fregiarsi ugualmente del bannerino di vincitore), godevano tutti come ricci e si lanciavano in manifestazioni di puro autoerotismo mi sono detta: e chi sono io, la figlia della serva?
Così ho riguardato i miei piazzamenti, ho capito di non aver capito un tubo e oggi esprimo qui la mia gioia, per prima cosa rendendomi conto che un mucchio di gente mi ha votata e io dalla mia torre d'avorio non ho ringraziato abbastanza.

La stupida papera lo fa adesso e si profonde in baci, inchini e abbracci. Sono in serious mode adesso, grazie amici veramente per la stima e la simpatia accordatami.

Ricordo, a chi si fosse messo in ascolto in questo momento, i miei lusinghieri piazzamenti:

2° Classificata come Miglior Z-Blog Femminile (nonostante venga spesso scambiata, per i miei scritti, per un papero maschio, tie')
3° come Miglior Z-Blog Giornalistico (per una che ha sulle palle i giornalisti è la giusta nemesi).

Sono arcicontenta per gli ottimi piazzamenti della nostra squadra:

Pibua (#1 come Miglior Z-Blog Femminile)
Ed (2° tra i maschi)
A.I.U.T.O. (3° tra gli umoristici)
Gidibao (3° blog tecnico)
Pensatoio (3° fonte di spunti)
Dalianera (2° letterario)
Verosudamerica (#1 giornalistico)
Batsceba (3° scrittore e 3° Z-Blogger dell'anno)

Ancora complimenti a tutti: organizzatori, vincitori e partecipanti, va'!

giovedì 10 maggio 2007

Elogio del perder tempo

Quando non si ha voglia di fare o scrivere niente, cosa c’è di meglio dello scrivere sul far niente?

In questi giorni, non so se è la primavera, Venere in Cancro, messer aprile che fa il rubacuor, l’antennone di quaranta metri o vattelapesca ma mi sento poco incline all’azione e assai alla contemplazione, mistica e profana. Insomma, provo mucho gusto nello star lì in loop a pettinar bambole.
In rete questo si traduce nell’uso compulsivo e fine a sé stesso di Google Immagini, YouTube e nella navigazione con pilota automatico, della serie va dove ti porta il click.
Ci sarebbero argomenti da trattare, si, il Family Day è alle porte, ma forse ogni tanto è meglio fanculizzare tutto e basta. Frankly, I don’t give a fucking damn. Più Rhett Butler che Chuck Norris.

E’ così bello fermarsi. Riflettere per il solo gusto di farlo ma senza impegno e amici come prima, come le televendite. Cazzeggiare a vista, sedersi, chiudere gli occhi e godersi il teporino del sole sul viso.

Oggi mi è venuta in mente una scena di “Maccheroni”, bellissimo e sottovalutatissimo film di Ettore Scola del 1958 che vi invito a recuperare in DVD.
Marcello Mastroianni, nei panni di Antonio Jasiello, è un napoletano di altri tempi a confronto con un manager americano di oggi, iperattivo e ultrastressato (Jack Lemmon) in visita di lavoro a Napoli. Piano piano Lemmon impara, in quel suo soggiorno napoletano, a godere ogni singolo momento della vita, anche e soprattutto le pause.
Nella scena che mi sono ricordata oggi, a proposito di far niente, Jack e Marcello passeggiano sul lungomare. Vista una panchina Marcello corre a stravaccarvisi e dice sospirando:”Ah, com’è bello perdere tempo”.

Perdere tempo, lasciare che i minuti passino, senza rimpianto nel vederli scorrere via e senza quella sensazione di stare perdendo qualcosa. Abbasso il tic-tac-tic-tac ossessivo dell'orologio e viva il ritmo mediterraneo che ci concede la sosta per rifiatare. Come nel gioco dell'oca, stare fermi un giro e aspettare. Con calma, ci penseremo domani.

mercoledì 9 maggio 2007

Z-Blog Awards - Ora il gioco si fa duro, e le dure...

Z-Blog Awards, fase finale. Ora le dure cominciano a giocare. Questo blog va in nomination per quattro categorie:

Miglior Z-Blog
Miglior Z-Blog Femminile
Miglior Z-Blog Giornalistico
Z-Blogger dell'Anno

Un ringraziamento molto, molto caloroso a tutti coloro che mi hanno segnalata.
A questo punto seguite il consiglio della Sposa e votatemi, ma se proprio volete fare un lavoro fatto per bene, votate anche per questi altri bloggers, che trovate nelle varie categorie: A.I.U.T.O, Ed, Cloroalclero, Pibua, Barbara, Tisbe, MenteCritica, Andiaurol, Rododentro, Verosudamerica, Gidibao, WebLogin, Capemaster, Pensatoio, Batsceba, Alex321, Dalianera e Alessio.

Potete votare fino a tre blog per ogni categoria e non è ovviamente obbligatorio votare per tutte le categorie. La scheda di votazione da compilare andrà poi restituita all'indirizzo indicato sul blog di Sw4n entro e non oltre le 23:59 di Giovedì 10 Maggio 2007.

martedì 8 maggio 2007

Dio c'è

Volevo scrivere un post serio e documentato su cosa rende uomini e donne così reciprocamente insondabili e attraenti. E volevo parlare della fascinazione, dopo tutto ci ho fatto la tesi.
Non sapete quante volte mi sono sentita dire da amici e conoscenti: “tu che sei psicologa…” Questa frase, se posta come preambolo ad una domanda, sottintende generalmente la richiesta di disvelare i più inspiegabili misteri dell’umanità, tipo “cosa vogliono le donne” “cosa piace agli uomini” e “secondo te, cosa dovrei fare con lui/lei”, che è la peggiore di tutte.

Ecco, io in quei momenti mi sento decisamente sopravvalutata. Alcuni meccanismi della mente mi sono ben noti, altri meno e altri ancora assolutamente oscuri, certuni mi hanno guardato loro come l’abisso di cui parla Nietzsche.
Il fatto che uno psicologo venga percepito dai conoscenti come colui che sa tutto di cose tremendamente serie come l’amore, l'attrazione e il sesso (serie nel senso che la gente ne fa una questione sempre troppo cervellotica) mi spaventa e di solito la butto sull’ironico, tanto che le nostre conversazioni finiscono per assomigliare ai dialoghi su “Like a virgin” de “Le Iene”.
Però indubbiamente, nei miei bastioni di Orione di cose strane, grazie a queste confidenze, ne ho sentite e quindi mi sono fatta qualche idea.

Insomma, volevo scrivere un post psicologico, “sèeerio”, di servizio, che potesse aiutare a capire i misteri del corteggiamento, ma poi ho trovato questo filmato su You Tube e non ho capito più niente.


Di fronte a questi occhi che ti sdrumano e a tutto questo bendiddio le certezze vacillano e viene voglia di mandare tutta la teoria scientifica affan... e rifugiarsi nella fede. Perchè forse ho avuto solo la prova, come scrivevano quegli sconosciuti una volta in autostrada, che “Dio c’è”.

P.S. Per par condicio, a quei maschi immuni e francamente scocciati dall'ossessione craigiana che ha colpito la padrona di questo blog affido, come compito a casa, una riflessione sulle labbra (e affini) di Scarlett Johanson.
Alle signore eventualmente insensibili al fascino arruffapapere di Daniel Craig non so cosa dire, non posso aiutarvi ma vi perdono, basta che non tiriate fuori Scamarcio perchè allora mi incazzo.


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sabato 5 maggio 2007

Teniamo na minchia tanta

Eh si, noi faentini siamo fortunati. Eccolo il traliccione di 40 metri eretto in mezzo alle case di un quartiere di recente costruzione che ospita le antenne di telefonia mobile, soprattutto Vodafone e Tim e quelle della protezione civile e del Comune.

Il “cosone” ha provocato la nascita di un comitato di protesta da parte degli abitanti delle case limitrofe.
Il comitato si è battuto prima per impedirne la realizzazione, poi ne ha chiesto lo spostamento 400 metri più in là, più lontano dalle case verso la campagna ma la proposta ha incontrato l’opposizione degli operatori di telefonia.
Infine, una volta tirato su, perché il Comune aveva già concesso l’autorizzazione, si batte perché siano stabiliti gli effettivi rischi della sua collocazione così vicino al centro cittadino.
Tra parentesi, apprendo che in Faenza esistono già altre 46 antenne e microcelle di telefonia che, facendo due conti, mi sembrano tante, per una città di 55.000 abitanti più o meno. Ma se si obietta ci viene detto che se il cellulare non prende poi sono cazzi nostri.

In questi casi, come sempre, le opinioni si estremizzano. C’è chi è convinto che questi pistoloni emettenti onde elettromagnetiche siano perfettamente innocui, tanto da esortarne l’apparizione un po’ in tutti i condomini, al posto delle vetuste antenne televisive.
Anzi, magari fanno pure bene, a parte lo spiacevole inconveniente di prendere la scossa dandosi la mano e ritrovarsi un mattino con una pettinatura afro stile Blaxploitation.

Gli altri, gli ecocatastrofisti, sono convinti che facciano venire il cancro, che facciano impazzire i neuroni e che insomma siano molto, molto amari. Altro che capelli ricci, questi bigoloni ti renderebbero presto dei candidati all’obitorio.
Io sono un po’ preoccupata perché il grande totem è situato a 2/300 metri da dove lavoro e perché in genere per queste cose sono più per esagerare piuttosto che per minimizzare i rischi. Non si sa mai. A Genova si dice: non ci credo ma dammi un po’ le chiavi.

Mi piacerebbe che gli scienziati potessero chiarire una volta per tutte questi dubbi ma ho l’impressione che non sia per ora possibile. Primo perché occorre tempo per studiare gli effetti dell’esposizione alle onde elettromagnetiche che è troppo recente per offrire una casistica statisticamente sufficiente. Secondo, ci potrebbe essere il sospetto che se anche queste onde facessero male loro direbbero che non è vero. Soprattutto se il congresso al quale hanno appena partecipato era sponsorizzato da un’azienda di telefonia.

A me ha interessato comunque la reazione creativa degli abitanti del quartiere faentino. L’associazione fallica è evidente nel tono degli striscioni che vi propongo e che io trovo molto divertenti. La fantasia umana è impagabile, soprattutto quando si sbizzarrisce con le metafore sessuali.

Il “Ridateci gli zingari”, che io trovo geniale oltre che paraculo, si riferisce al fatto che in quel quartiere sostava un campo nomadi, causa di continuo malumore negli altri abitanti, ma evidentemente percepito ora come male minore rispetto al maxi-vibratore. A proposito, ma chi l'ha pensata, questa? Maschio o femmina? Quale inconfessabile fantasia nasconde?
C’è materiale a iosa per sociologi e psicoanalisti in quegli striscioni.
Per ora rimangono lì, ma uno che accennava a “interessi” dell'amministrazione comunale in conflitto con il problema dell’inquinamento magnetico è stato rimosso nottetempo dai vigili. Chissà come mai? A qualcuno sarà bruciato il sederino?

venerdì 4 maggio 2007

Gli Z-Bloggers lasciano il segno!

Accolgo l'invito di Sw4n e segnalo la sua iniziativa legata alla Z-List, i Z-Blog Awards.
Siccome in teoria bisognerebbe nominare solo blog emergenti, per privilegiare "gli insoliti rospetti" piuttosto che "i soliti noti", l'invito è quello di considerare solo i blog classificati secondo BlogBabel dalla 200-esima posizione in giù.
Potete autonominarvi ma fatelo con un minimo di decenza. A chi paventa il rischio della proliferazione incontrollata delle markette dico di cercare comunque di favorire la visibilità di quei blog che pensiamo meritevoli di sempre maggiori successi e la cosa migliore è votare d'istinto. Fate presto perchè le nominations si chiudono stasera alle 23,59.

P.S. Apprendo in questo momento che su Mario Adinolfi si vota per Il Miglior Blog Politico. C'è anche la vostra Bond-papera! Io ho già votato i miei preferiti.


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mercoledì 2 maggio 2007

Buon bloggeanno

Esattamente il 2 maggio del 2006, dall’uovo abbandonato di una papera zoppa, nasceva questo blog. Potevo, ad un anno di distanza, risparmiarvi la broda autoreferenziale del primo anniversario?

Sapete come sono gli ultraquarantenni senza figli, oltre alla compulsione per i peluches abbiamo la tendenza a crearci dei figli surrogati per compensarne la mancanza (dei figli, non dei peluches).
Il mio blog me lo immagino proprio come un bel bambino di 12 mesi, paffutello, rosa, ciccioso e sufficientemente bello e intelligente perché tutti dicano che è il ritratto di sua madre.
E’ cresciuto molto in questo tempo, ha superato i 60.000 contatti, è oggi 266° nella classifica di Blog Babel, e ogni giorno circa 200 visitatori vengono a leggere i deliri della sua mamma. Temo che tra un po’ comincerà a considerarsi una piccola blogstar e allora saranno dolori, ma io ne sono tanto fiera..

Si è fatto molte conoscenze in giro per la blogosfera e, cosa veramente bella, anche degli amici. Tra le sue frequentazioni abituali ci sono prima di tutto i napoletani, con i quali ha un grosso feeling: il quasi coetaneo e condivisore di immaginario collettivo A.I.U.T.O., ovvero Mister Cima. Quando pensano qualcosa assieme sono fuochi artificiali, vedasi l’exploit su Totò.
Altri punti di riferimento partenopei sono Pensatoio, ‘o filosofo, dalle analisi sapienti e le battute-haiku corrosive e l’enigma avvolto in un mistero dalianera.
Poi ci sono i genovesi/liguri, perché il sangue non è acqua: Gidibao, Pibua, Ed.
Altri bloggers che ama sono un’altra filosofa alla nitroglicerina, Cloroalclero (da quando frequenta la sua agora mi sta diventando ogni giorno più ribelle), l’irriverente e anticlericale Bhikkhu (altra cattiva compagnia), Spartacus Quirinus da Roma, le magnifiche Tisbe e Galatea, gli amici di MenteCritica, Lello in primis.
Ammira segretamente anche altri bloggers come Fulvialeopardi, Dacia e Andiaurol ma loro non se lo cagano proprio. Vabbè, intanto si bea con le vignette di Gianfalco e Mauro Biani e in cuor suo, anche se non lo ammetterebbe mai, soprattutto davanti a me, sogna di fare un giorno il numero di commenti di Beppe Grillo.

Ad ogni modo, per venire al sodo, vi lascio con le parole dei guitti di una volta: “se in questo anno vi è piaciuto questo blog tornate a trovarlo, e se non vi abbiamo accontentato, faremo meglio la prossima volta.”
Grazie a tutti voi amici, di cuore, per questo anno in compagnia. Vi voglio bene e vi amo.

P.S. Oggi darei un bacio in bocca a Daniele Luttazzi per ciò che ha scritto su Fassino. Da papera ridens mi ha fatto godere a lungo.
Poi però se ci fosse da fuggire insieme sceglierei piuttosto Daniel Craig.

martedì 1 maggio 2007

Primo maggio in nero

Caro lavoratore,
si, proprio tu, lavoratore regolare, con la tua bella busta paga, le ferie, i permessi, la malattia, gli straordinari, gli assegni familiari e il grande problema di dove collocare il TFR. Volevo augurarti, da collega lavoratrice, Buon Primo Maggio.
Oddìo, mi definisco lavoratrice nel senso che lavoro quattro ore al giorno ma in realtà non esisto e forse non ho nemmeno il diritto di farti gli auguri.

Mi spiego meglio, sono una lavoratrice in nero.
Ho cominciato quasi per scherzo, “dai, vieni a darci una mano”, “è solo per un breve periodo”. Sono sei mesi che lavoro, nel senso che mi faccio un mazzo tanto e ho perfino imparato un mestiere impegnativo che mi piace.
Però non esisto. Guardo e sistemo le buste paga degli altri. Non si parla di mettermi in regola. Per fortuna il padrone è una persona per bene che mi paga sempre puntualmente le ore ogni mese. Si, vado a ore come le badanti ma guadagno meno di una moldava, nonostante la “laura”, e per giunta faccio un lavoro molto più qualificato.
Se rimango a casa un pomeriggio perché non mi sento bene non guadagno i miei 28 euro giornalieri. Idem se vado in ferie. Ok, tutto quello che guadagno è grasso che cola, ma certo, con 28 euro al giorno, c’è veramente da farsi venire il mal di testa pensando a come investire tutto quel denaro, tolto quello che serve per mangiare e per comperarsi gli abiti firmati e cambiare auto ogni tre mesi, tra una vacanza alle Maldive e l’altra.

Lo so che mi guardi male e mi stai per dire: “ma perché subisci?”, “perché non vai al sindacato?”
“A cchi?” direbbe Totò.
Caro lavoratore in regola con il problema di dove mettere il TFR, ti potrei dare io un suggerimento ma non lo faccio, sono una signora.
Non lo sai che dopo i 45 anni, se perdessi questo lavoro, non ne troverei mai più un altro neanche a piangere in cinese? Leggi gli annunci: “massimo 35 anni”, “non più di 25 anni”, “assumesi giovani laureati max 30 anni”. Se un laureato ha più di 40 anni si spaventano e ti fuggono come se fossero inseguiti da Faccia di Cuoio con la sega elettrica.

Non mi dire che c’è gente che sta peggio, con i CoCoCo, i CoCoPro e tutta la sfilza di contratti precari. Più precaria di me non c’è nessuno. Io non esisto, sono una lavoratrice fantasma, una di quelli “che arrotondano” come direbbe il Cavaliere.
Oggi è la tua festa, ma non so se dopo tutto ho voglia di farti gli auguri. Sono invidiosa, lo ammetto. E sono passati i tempi delle parate sulla Piazza Rossa e delle bandiere, altrettanto rosse, che avrebbero dovuto trionfare.
Oggi, pensando al primo maggio mi è solo venuta in mente una vecchia canzone di Umberto Tozzi che fa “primo maggio, su coraggio (ti amo)”.
Pensa un po’.

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