lunedì 5 aprile 2010

Non si possono prevedere i terremoti (?)



“In relazione ai gravi e perduranti episodi di eventi sismici il cui inizio risale al 16 gennaio scorso, sotto forma di quotidiano sciame sismico di complessive 200 scosse e oltre, culminato con scossa di quarto grado il 30 marzo scorso, chiedesi urgente e congruo stanziamento di fondi per prime emergenze, nonché dichiarazione stato emergenza ai fini dell’effettuazione dei necessari interventi di ripristino idoneità degli edifici pubblici e privati. Inoltre, si segnalano in particolare gravissimi danni strutturali in due edifici scolastici ospitanti cinquecento alunni“.
(Raccomandata inviata dal sindaco dell'Aquila Fausto Cialente il 1° aprile 2009 a: Presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento della Protezione civile), Governatore della Regione Gianni Chiodi, Assessore regionale alla Protezione Civile Daniela Stati, Prefettura dell’Aquila.)

Il giorno prima, il 31 marzo, si era finalmente tenuta in città la riunione della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile, una riunione di luminari alla quale però non avevano potuto partecipare i geologi dell'Università dell'Aquila, la cui presenza era pur stata auspicata dal rettore della stessa. Si trattava di studiosi che avevano avuto l'opportunità di seguire l'andamento dello sciame sismico sul territorio e che avrebbero potuto confermare, grazie ai loro studi, un'altissima probabilità di evento sismico a venire ancora più importante. Non fu ritenuto necessario od opportuno interrogarli e la conclusione alla quale giunsero gli esperti della Commissione fu la seguente:
"Uno specifico evento sismico non può essere previsto, chi lo fa procura solo ingiustificato allarme".
Per il profano è difficile capire questo concetto. Siccome sono due mesi che la terra trema, non possiamo, ad esempio, chiudere l'Università e le scuole fino a che l'evento non si esaurisce? Fare delle opportune esercitazioni con la popolazione, approntare dei luoghi di evacuazione dove raccogliere le persone abitanti degli edifici più a rischio (classificati ad alto rischio già dal 1999) almeno durante la notte? Montare delle tende in previsione di una sciagurata evenienza? Se non proprio montare le tende almeno farle arrivare nelle vicinanze per averle subito pronte all'occorrenza? In medicina si dice "prevenire per non dover curare poi". In questi casi ci rispondono che "il terremoto non si può prevedere".

Scusate se insisto. L'evento unico, il Big One che arriva dopo vent'anni di silenzio sismico in un determinato territorio è obiettivamente quasi impossibile da prevedere, anche se qualche ricercatore parla di segnali premonitori che consisterebbero, nell'imminenza di un terremoto, nell'aumentare dei livelli di radon.
Però, quando nello stesso territorio l'attività sismica si protrae per settimane ed addirittura mesi, dovrebbe scattare automaticamente uno stato di preallarme che dovrebbe imporre alle autorità preposte, ovvero la Protezione Civile, di prepararsi ad un'eventuale aggravamento del fenomeno.
All'Aquila, come in situazioni precedenti di altri terremoti in altre regioni italiane, gli allarmi delle autorità locali rimasero inascoltati. "I terremoti non si possono prevedere".

Durante lo sciame sismico antecedente al 6 aprile 2009 nella Casa dello Studente i ragazzi erano sempre più preoccupati delle crepe che ogni notte si aprivano sui muri della struttura. Qualcuno decise di tornarsene a casa finchè non fossero cessate le scosse ma furono iniziative singole, nessuno pensò di evacuare la Casa dello Studente a titolo precauzionale. E come avrebbero fatto, le autorità cittadine, che si sarebbero sentite accusare di procurare allarme, quindi di commettere un reato?
Sappiamo come è finita. La Casa dello Studente è crollata lasciando sotto le macerie le vite di sette ragazzi. Nel solo paese di Onna sono morte 40 persone. L'Ospedale dell'Aquila è crollato e si è scoperto che i piloni erano fatti di cemento di sabbia di mare. Altri edifici crollati hanno messo a nudo lo sconcio degli appalti che vengono aggiudicati a chi fa il prezzo più basso ma risparmiando nella qualità dei materiali. Tanto i terremoti sono una calamità imprevedibile.

La notte in cui morirono 308 persone alcune iene ridevano in previsione della ricca torta da spartirsi nel bisinissi della ricostruzione.
Ci sono inchieste in corso che indagano su eventuali responsabilità dei costruttori di edifici crollati nel sisma. Si indaga sui meccanismi che regolano la complessa macchina della Protezione Civile, tendente a favorire spesso e volentieri un complesso intreccio di amici di amici di amici, trincerandosi dietro lo stato di emergenza che permette di bypassare le normali procedure di assegnazione per concorso degli appalti.
C'è un'informativa riservata della Polizia che accusa i vertici della Protezione Civile che parteciparono alla famosa riunione del 30 marzo 2009 di omicidio colposo per non aver attuato le misure preventive adeguate alla protezione della popolazione.

La retorica di quei giorni invece e la sua espressione mediatica appiccicosa e lacrimogena, ci parla di un presidente del consiglio in perenne tournée nei luoghi terremotati, con quell'enorme casco da pompiere che gli formava una curiosa ed alquanto scabrosa protuberanza rossa in testa ; del SuperBertolaso quasi santo, sempre in azione a coordinare e supervisionare, soprattutto, dicono i maligni, la preparazione della torta; la beatificazione quotidiana a mezzo stampa di quella stessa Protezione Civile che si era rifiutata, nei giorni precedenti il terremoto, di prendere sul serio l'allarme degli enti locali.

Dimenticano invece, i media, di parlare della militarizzazione delle tendopoli e dell'occupazione del territorio in occasione della buffonata del G8 spostato all'Aquila dalla Maddalena (tanto pagava il Pantalone statale ed organizzava la Premiata Pasticceria Bertolaso ). Come in tutte le imprese governative, non conta ciò che si è veramente fatto ma ciò che si dice di aver fatto.
"Abbiamo fatto un miracolo", dice il millantatore del consiglio, come al solito sboronando e gonfiando le cifre come palloni.

Cosa è stato fatto allora in un anno, veramente?
La Provincia di Trento e la C.R.I. hanno donato, con iniziativa e fondi propri, quindi Berlusconi non c'entra, le famose casette di legno di Onna. Non ci sono più le tendopoli, è vero, ma molta gente è ancora alloggiata negli alberghi e prima o poi bisognerà collocarle altrove.
Il centro dell'Aquila, quello che più preme ai cittadini del capolouogo abruzzese, in quanto cuore della collettività, è ancora invaso dalle macerie e la gente cerca di rimuoverle, visto che non lo fanno loro, i miracolosi, con le mani nude e ogni domenica con le carriole. Con la Digos che arriva a fermali, è ovvio. L'iniziativa privata non è molto ben vista dai campioni del liberismo, dai paladini della libertà.
Alcune case del "piano casa", consegnate in fretta e furia, già cadono a pezzi ma pazienza. Basta il pensiero e forse non si poteva fare meglio. Il governo ha fatto quello che ha potuto e, probabilmente, ha fatto appena un po' di più di altri governi del passato in occasione di precedenti terremoti. In fondo anche il Friuli è stato ricostruito e senza nemmeno bisogno di Berlusconi. Però la propaganda vuol far credere che c'è stato veramente il miracolo e questo sembra francamente un'esagerazione.

Dov'è la verità? Non resta che ascoltare le voci degli aquilani. Raccontateci. Questo spazio è a disposizione per raccontare esperienze, raccogliere denunce e dare anche buone notizie. Come quella che 308 persone hanno avuto finalmente giustizia, un giorno.

Sulla questione della previsione dei terremoti, allego un documento, segnalatomi su Facebook, pubblicato su "Ingegneria sismica" n° 3/2009 dal titolo: "Prevedere i terremoti: la lezione d'Abruzzo".

10 commenti:

  1. Amadiro00:52

    "Siccome sono due mesi che la terra trema, non possiamo, ad esempio, chiudere l'Università e le scuole fino a che l'evento non si esaurisce? "

    No.

    1) nella maggior parte dei casi la scossa principale PRECEDE lo sciame sismico. Il fatto che ci fossero già state molte scosse faceva presagire che il fenomeno si stesse esaurendo

    2) aspettare che l'evento si esaurisse che significa? giorni? mesi? anni? in Abruzzo ancora oggi si sente una scossa ogni tanto.

    Sulla vergogna delle case di sabbia, invece, pienamente d'accordo. Ci ho lavorato anche io alla costruzione di quell'ospedale, ricordo i ferri arrugginiti delle armature di cemento abbandonate da anni... la ditta che aveva tirato su lo scheletro era fallita, la struttura fu completata molti anni dopo dalla Impregilo. Quando si trapanavano le pareti sembrava di forare il legno, tanto era tenero il cemento.

    RispondiElimina
  2. Il problema al solito è posto dalla prospettiva sbagliata.

    La previsione di un terremoto rimane attualmente una questione sostanzialmente irrisolta (ad esempio, gli sciami sismici possono essere preludi ad un Big One tanto quanto al contrario scaricare sufficiente energia (in piccole dosi continuative) da evitare un Big One).

    Ma il vero problema è che a prescindere dalla possibilità di prevederli o meno, tutta la catena di enti (dalla Protezione Civile ai comuni passando da governo e regioni) preferisce sorvolare sulla prevenzione (in particolare la messa in sicurezza degli edifici, spesso fattibile in maniera molto efficiente con costi molto contenuti).

    I motivi non sono difficili da immaginare (iene e sciacalli li hai già menzionati nel tuo articolo), ma il nodo della questione è proprio questo: non "è vero che i terremoti si possono prvedere?" (domanda per la quale peraltro la risposta è sostanzialmente "no"), ma bensì «perché, a prescindere dal fatto che li si possa prevedere o meno, non si fa nulla per evitare che i danni alle infrastrutture e soprattutto alla popolazione siano mostruosi?»

    RispondiElimina
  3. @oblomov
    posto alcuni link che cercano di fare chiarezza su cio' che e' successo e che dimostrano,se ce ne era bisogno,che questi signori non hanno scusanti, che la malafede della ditta BerluBerto e' ampiamente acclarata.

    http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/1104

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/03/02/un-terremoto-in-garfagnana-ecco-come-limitare.html

    RispondiElimina
  4. Ho trovato una raccolta di informazioni sull'Impregilo.
    Penso sia in argomento, vi lascio il link.

    Chi è IMPREGILO

    RispondiElimina
  5. Noto che gli articoli da te linkati non menzionano che le famose preziose previsioni di Giuliani erano sbagliate sia sul dove sia sul quando. Qui, l'anno scorso, ho già discusso la faccenda.

    È piuttosto deprimente vedere che anche a distanza di un anno la gente (o: certa gente) continui a prendersela con le persone giuste per i motivi sbagliati, sfantasiando sull'unica cosa su cui non ci sarebbe da perdere più di 30 secondi, invece di concentrarsi sui ben più gravi problemi della mancata prevenzione e della malgestita ricostruzione.

    RispondiElimina
  6. Sul terremoto dell' da un amico fotografo il quale è stato diverse volte a l'aquila e dintorni (anche in presenza del Nano) è stata una sua domanda: "perché i primi vigili del fuoco ad intervenire oltre a quelli locali sono state delle squadre di Firenze?! Perché erano già in stato di preallarme da settimane! E se erano in stato di preallarme da settimane, perché (come dici tu) non sono state fatte adeguate opere di prevenzione?"
    Quest ultima credo che sia la più importante e a cui non si riesce a dare risposta.
    Come c'è da chiedersi come mai da dopo la tragica notte di un'anno fa non sono più state segnalate scosse superiori al 4° grado della scala Richter: non perché non ce ne sono state ma perché avrebbero dovuto ampliare la zona rossa. Oggi Bertolaso dice che ci vorranno 7/8 anni per ricostruire l'Aquila, ma perché non si è fatto qualcosa 13 anni fa come anticipa questo articolo http://picasaweb.google.it/lh/photo/DIR79qcBNGq0orkONVQCGA?feat=directlink ?

    RispondiElimina
  7. forse non ho capito io ma a me pare che gli articoli dimostrino come la protezione civile prima dell'avvento di bertoldo,bertoldino e cacamoneta,facesse prevenzione ,monitorando il territorio e pure le condizioni delle abitazioni arrivando fino a sfollare la gente.naturalmente c'e' sempre il rischio di fallimento ma credo che il gioco valga la candela.
    questi,con la "scusa" che i terremoti non si possono prevedere,non si sono minimamente preoccupati,anzi hanno cercato di insabbiare tutti gli avvertimenti che giungevano dai vari sismografi.col senno di poi si potrebbe dire che non vedessero l'ora che capitasse qualche evento tragico per specularci sopra.
    io dico che ci sarebbero gli estremi per omicidio plurimo oltre naturalmente ai vari reati amministrativi.

    RispondiElimina
  8. http://www.draquila-ilfilm.it/

    RispondiElimina
  9. Adetrax23:35

    Come al solito il problema è sempre quello delle strutture triangolari di potere; anche se i componenti sono persone con un minimo di competenza o addirittura capaci, se scelgono di appoggiare la linea che difende arbitrariamente determinati interessi (fra cui c'è quello della massimizzazione dei danni materiali in caso di evento infausto, l'occultamento mediatico dello stato di determinate costruzioni erette da amici degli amici in tempi recenti, ecc.), allora tutto è possibile, nessuna nefandezza è troppo orrenda per non essere fatta.

    Fra l'altro queste persone quando entrano in questi giri, diventano anche abbastanza arroganti e supponenti, tanto che, a livello irrazionale, pensano di poter loro stessi determinare il corso degli eventi; col passare del tempo questa sensazione diventa sempre più pervasiva fino a quando sparisce ogni dubbio e accortezza che sarebbero invece d'obbligo nelle gestioni umane delle cose, ed è allora che accadono i disastri.

    Per quanto riguarda le iniziative popolari, è bello vedere che la gente ha finalmente deciso di fare da sola perchè quella è la strada giusta.

    Lo stato, la regione, i comuni devono limitarsi a stilare piani regolatori, a emanare regole sensate, a erogare contributi, a gestire le infrastrutture di base ed eventualmente a fornire il supporto di tecnici esperti; ogni ulteriore indebita intrusione è potenzialmente dannosa.

    In altri terremoti, non solo in Italia ma anche all'estero, uno degli schemi che funziona di più pare essere il seguente:

    1) prevenzione e informazioni tecniche e pratiche sia prima che dopo l'evento;

    2) subito dopo il terremoto:
    - primi soccorsi;
    - istituzione di un commissariato (non corrotto) per l'emergenza che coordini tutte le operazioni a tempo pieno (non solo nei weekend) e soprattutto emani direttive con basi tecniche;

    3) dopo qualche giorno:
    - costruzione campi tende (ma ci devono essere già le aree predisposte dai comuni a rischio sismico);

    4) dopo qualche settimana:
    - inizio valutazione danni con mappe accurate degli edifici lesionati (e non basta dare qualche colpo di martello qua e la come i rabdomanti);
    - piani per la costruzione di prefabbricati per il periodo intermedio fra 1-4 e 72-96 mesi post terremoto;
    - ripresa delle attività produttive locali più semplici da rimettere in piedi;

    5) dopo qualche mese (2-8 mesi):
    - primi aiuti economici diretti ai privati da parte del governo volti alla ricostruzione e alla riattivazione delle imprese medio-grosse (quelle danneggiate s'intende);
    - riapertura di quasi tutte le attività artigianali e delle piccole e medie aziende;

    NOTA: questo punto è molto importante perchè consente non solo la ripresa economica della zona colpita ma aiuta moltissimo a superare lo shock dell'emergenza, dell'isolamento e della perdita del potere economico;

    - esame e valutazione delle costruzioni in muratura esistenti per decidere se val la pena ristrutturarle oppure no;
    - primi progetti e inizio ristrutturazione vecchi edifici in muratura;
    - inizio costruzione nuovi edifici in muratura;

    6) dare ai cittadini il potere decisionale di far fare i necessari lavori sulle loro proprietà (grazie agli aiuti economici e all'eventuale supporto tecnico naturalmente).

    A questo punto possono fiorire o rifiorire tutta una serie di imprese edili (che però devono essere seguite attentamente affinchè non si infiltrino i soliti malandrini) e il completamento della ricostruzione diventa solo una questione di tempo; tipicamente dopo 10 anni si raggiunge l'85% - 90%, dopo 15-20 anni il 100% (considerando ad es. il recupero pietra su pietra dei palazzi più antichi).

    Purtroppo se si improvvisano riunioni fra una "ripassatina" e l'altra non è che poi si può sperare di avere ben presente il quadro completo della situazione e di prendere di conseguenza decisioni sensate e ponderate.

    RispondiElimina
  10. I geologi locali dicono semplicemente che loro ci hanno preso in pieno: ove prenderci in pieno significa prevedere a 10 anni luogo e intensità.
    La cosa allucinante è che hanno già la nuova previsione (col numero di potenziali morti) e nessuno li ascolta.
    Se vuoi il contatto, scrivimi

    ciao da lorenzo (abruzzo)

    RispondiElimina

SI PREGA DI NON LASCIARE COMMENTI ANONIMI MA DI FIRMARSI (anche con un nome di fantasia).


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...