sabato 9 gennaio 2016

Il rito di umiliazione di Lara Logan



"Dobbiamo fermarci per cambiare le batterie della telecamera. A un tratto il nostro interprete egiziano ci dice: "Presto, dobbiamo andarcene subito". Ha udito qualcuno tra la folla dire, in arabo,"Leviamole i pantaloni". 
Poi, all'improvviso, prima ancora che me ne possa rendere conto, sento delle mani afferrarmi i seni, insinuarsi nelle mie parti intime, agguantarmi da dietro. Voglio dire, non si tratta di una persona che ti tocca e se ne va, ma di una e un'altra e un'altra ancora. 
Sto urlando, penso che se urlo qualcuno li fermerà ma più urlo e più questi si eccitano.

Qualcuno tra la folla grida che sono israeliana, ebrea. Non è vero ma in quel momento questa cosa è come gettare benzina sul fuoco. Quell'assalto selvaggio diventa una sorta di furia omicida scatenata.
Mi aggrappo ancora a Ray, la guardia del corpo, ma non so dove siano finiti gli altri. Non ho rimasto che lui mentre sento strapparmi i vestiti di dosso. Penso che la mia camicetta e il pullover siano stati ormai ridotti a brandelli. Ho la camicetta attorno al collo, mi hanno strappato il reggiseno perché sento l'aria sul petto, sulla pelle nuda. Sento strapparmi i pantaloni e poi la biancheria intima. Ricordo che guardavo i miei vestiti sparire e loro che mi fotografavano con il telefonino.
Ray mi ha raccontato che aveva rimasto in mano un bavero strappato dalla mia giacca.

Sento che Ray è la mia unica speranza di salvezza Lo guardo ma abbiamo un mare di gente fra noi, gente che ci tira da tutte le parti e ci sta picchiando. Non mi rendo nemmeno conto che mi stanno colpendo con aste di bandiera, bastoni e altri oggetti, perché in quel momento penso solo all'aggressione sessuale che sto subendo, alle loro mani che mi stanno stuprando ancora e ancora e ancora...
Mi stuprano con le mani per tutto il tempo, senza fermarsi. Da davanti, da dietro, ovunque.
Mi aggrappo disperatamente a Ray e so che se lo lascio andare morirò ma, in quel momento, Ray, che pure è un soldato delle forze speciali, viene sopraffatto e trascinato via.
Quando perdo Ray, penso che sia giunta la fine. E' come se tutta l'adrenalina stesse lasciando il mio corpo. Capisco, dal suo sguardo, che senza di lui morirò. Stanno tirando il mio corpo in ogni direzione, tentando di squartarmi, tirando i miei muscoli allo spasimo e stanno anche tirandomi i capelli come se cercassero di scotennarmi.
Mentre penso di dover morire non riesco a credere che stiano uccidendomi, che non riesca a difendermi. Come posso arrendermi così, cosa posso fare per me, per i miei figli?
Devo lottare per loro e così penso, "ok, devo restare viva, devo solo arrendermi allo stupro. Del resto cosa possono farmi di più di così? Sono già ovunque dentro di me. Così l'unica cosa che mi rimane è lottare per la mia vita. 
La mia lotta va avanti per venticinque minuti. Una lotta durante la quale so che morirò e di una morte orribile, durante una tortura che non sembra aver fine."

Lara viene trascinata dalla folla fino ad una staccionata dove sostano alcune donne egiziane. Finisce quasi addosso ad una di queste, completamente velata di nero dalla testa ai piedi, della quale ricorda solo gli occhi.

"Questa donna mi mette un braccio attorno, mi porta via e non so descrivere cosa provo in quel momento. Le donne mi circondano, fanno quadrato, allontanano gli uomini gettando loro addosso acqua e gettandone addosso a me, che non riesco a respirare e sto soffocando.

Finalmente quelli del mio team sono riusciti a convincere un gruppo di soldati a venire in mio aiuto. Si fanno largo a manganellate tra la folla e quando li vedo penso che forse ho una chance per uscirne viva. Mi aggrappo al primo soldato che riesco a raggiungere e non voglio più lasciarlo andare. Sto urlando come una pazza, sono sporca, con i capelli strappati, sporca nello sporco.
Il soldato mi prende in collo e ancora deve menare fendenti tra la folla per farsi strada per portarmi via.

Quando fui ricoverata in ospedale, dopo il rientro in America, i miei muscoli erano così terribilmente stirati che era come se si fosse cercato di strapparmi le membra dal corpo. Le giunture, ogni giuntura, era slogata. E poi le ferite intime, le lacerazioni interne. E i segni delle loro mani, delle dita su tutto il mio corpo, i tagli e tutto ciò che potete immaginare, tranne le fratture. Nessun osso si era spezzato.

Quella notte, i suoi assalitori - diverse decine almeno - sparirono nella folla. Nessuno di loro è stato assicurato alla giustizia. Non sapremo mai se il regime decise di colpire un reporter straniero, come fece in altri casi, o se si trattò di un atto di pura e selvaggia criminalità. Un linciaggio con stupro.

"In Egitto la violenza sessuale, e non  avevo idea di quanto fosse diffusa, è considerata da molti uomini un fatto normale. Anzi, se una donna viene stuprata, la colpa è solo sua."


Lara Logan, corrispondente del programma televisivo della CBS "60 Minutes" fu aggredita in piazza Tahrir al Cairo, l'11 febbraio del 2011, durante le manifestazioni di piazza seguite alla caduta di Mubarak, mentre stava realizzando il suo reportage.

UPDATE: L'amica Patrizia Grilli mi segnala quest'articolo de "La Stampa" del 2013 che riporta un'altra testimonianza, questa volta di una donna italiana, vittima del "cerchio" a Piazza Tahrir in occasione di un'altra manifestazione.

36 commenti:

  1. L'azione fatta dalle donne egiziane in quell'episodio è una piccola luce. E non è neanche casuale il getto di acqua, come si fa sugli animali in calore, dà la misura di una cultura femminile che "sa".

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  2. 2011, non 2001... beh invece quello che gli americani fanno ai civili di tutti i paesi che hanno occupato... torture, prigioni e botte... la bestialita' non e' esclusiva dei maschi egiziani...

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    1. Il benaltrismo, soprattutto quello idiota, non è gradito su questo blog.

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    2. Io sono qui e adesso. E mi preoccupo di quello che può succedere a me qui e adesso. Fossi stata donna nel dopoguerra italiano mi avrebbero fatto schifo wasp, negri americani, marocchini, crucchi e chiunque si abbattesse qui a darmi la caccia.
      Non sono al mondo per fare il pezzo di carne da (s)battere, grazie per il solerte interessamento Pierluigi.

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  3. Amichetta01:42

    Ripenso alle denunce della Giulia Innocenzi e dell'amica sua molestate a ripetizione in un qualche Paese arabo, e le prese per il culo che si sono beccate qui quando l'hanno raccontato... :-(

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    1. Anonimo08:21

      Sono stato in Iran tre volte per periodi molto prolungati, l'ultimo dei quali con la mia compagna, e delle puttanate scritte dalla Innocenzi (radical-chic islamofoba con la puzza sotto al naso) non ne ho viste manco una.
      Anzi...la cosa che mi ha infastidito è vedere quanto sono sussiegosi con chi spende valute estere.
      MATTEO

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    2. Matte', hai letto il post o hai guardato solo la figura?

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    3. Mattè, l'Iran di Reheyane Jabbary, incarcerata a 19 anni perchè insidiata da un uomo di 41 che ha ucciso per difesa e impiccata a 24 un anno fa?

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    4. Matte', hai letto il post o hai guardato solo la figura?

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    5. Anonimo12:48

      L'ho letto, ma il mio commento era in risposta non al medesimo ma all'utente Amichetta che citava la cazzara Innocenzi secondo cui in Iran è possibile, nei pressi della moschea più presidiata del pianeta (questo è solo uno dei possibili esempi) che un tale si metta a mostrare i propri genitali alla gente.
      Non bisogna esagerare altrimenti si arriva all'ordine del califfo di infibulare tutte le donne o menate simili.
      MATTEO

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    6. Amichetta17:47

      Anonimo, guarda che ho stima e apprezzo l'Iran quanto te. Faccio pure il tifo per loro da tempo.
      Per questo quando la Innocenzi se ne uscì con quelle storie mi incaxxai anch'io. Però ora, alla luce delle ultime novità, non mi pare più tanto impossibile: in fin dei conti in Iran di donne occidentali ne vedono proprio pochine, e la reazione dei buzzurri locali può tranquillamente essere stata quella.
      Gli sciiti saranno anche "i buoni", ma quando si tratta di donne purtroppo tutto l'Islam è Paese.

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    7. Oddio...stimo e apprezzo?!
      Perché non provate a leggervi la costituzione di questi paesi (per quelli che ce l'hanno).
      Non c'è da stupirsi se ci troviamo in queste condizioni, se si stima e si apprezza l'Iran che pretese puoi avere quando calpestano conquiste ottenute con centinaia di anni di lotte per i diritti...

      Ma che vve lo dico a ffà?

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    8. Anonimo21:07

      Amichetta (mi chiamo Matteo e l'ho pure scritto, non anonimo), l'Iran sta puntando fortemente (troppo a mio giudizio) sul turismo, ergo di occidentali ne vedono assai.
      Il problema della Innocenzi è lo stesso della Fallaci o di Allam o della Magli o di altri rincoglioniti colonialisti: partono dal presupposto che se una donna usa il velo (ergo non sanno nemmeno cosa siano i Tuareg immagino) allora è una schiava.
      Non è ovviamente così, ma nella sua falsità questo presupposto autorizza a sparare una marea di stronzate.
      E non parlo di "buoni" o di "cattivi": non appartengo a nessun ramo della famiglia abramitica (ebraismo, cristianesimo, islam, comunismo, mondialismo...) ergo non ragiono secondo questi criteri.
      Parlo, volendo, del vertice del liberalismo: "ai loro occhi i selvaggi siamo noi".
      L'Iran non c'entra nulla con i subumani razzialmente svantaggiati di Colonia.
      Ed infatti non troverete, nemmeno con il lanternino, nessun persiano fra le bestie negroidi-semite-magrebine.
      MATTEO

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    9. Qui si parla di diritti, non di buoni o cattivi o di culture varie.
      Leggiti: Mai più senza mia figlia. Non ricordo l'autrice e non ho tempo di cercarlo, comunque lo trovi facilmente gugolando.
      I concetto di diritto di uguaglianza o ce l'hai o non ce l'hai, non te lo puoi dare (se non dopo centinaia e centinaia di anni di lotta).
      I "tuoi amici" non ce l'hanno, punto.
      Poi il ragionamento che le culture vanno rispettate è altra cosa, non mischiamo tutto a cazzo.
      Quando due cose hanno temperature molto diverse è meglio tenerle separate.

      Anche l'Iran giustizia le donne per religione, quindi in quanto a subumanità è là ai vertici della subclassifica (che ti piaccia o meno).

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    10. Anonimo11:15

      I "miei amici" nella vita sono altri.
      Ed il giusnaturalismo (giustamente criticato da Hegel e Marx come a-storicizzante) non mi interessa molto.
      Sul fatto poi che le culture vadano separate, chi mai ha detto il contrario?
      Fa piacere che qualcuno inizi a capirlo anche a sinistra.
      MATTEO

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    11. Sinistra io...sei in vena di offese? ;)
      Che è 'sta rrobba del giusnaturalismo?
      Io ragiono a diritti, e vanno conquistati e mantenuti, i doveri non han bisogno di ragionamenti sono impliciti.
      La cultura del diritto è cultura ,e la cultura io credo sia una cosa del genere: http://ceccatosan.blogspot.it/2016/01/lossimoro-distopico.html

      Sinistra io...bella questa.

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    12. Anonimo20:52

      Buona serata.
      Evidentemente non ha ben capito quello che ho scritto, e sicuramente la colpa è mia, ma dato che siamo in casa altrui non mi sembra il caso di proseguire.
      La faccio contento: Islam merda, viva la Fallaci ed i diritti umani anglo-imperialisti.
      MATTEO

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    13. Intanto ti sei subito contraddetto; se ti sei spiegato male allora io ho capito bene...

      C'è un link lì sopra e puoi scrivere quanto vuoi (che è anche quello della mia email nel caso non volessi rendere pubblico) e sennò l'è la midema (è uguale).

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    14. Anonimo09:42

      Non vedo nessuna contraddizione, anche perchè ero ironico, come si evince dal finale.
      Islamofobia e giusnaturalismo mi mettono di buon umore.
      MATTEO.

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  4. Anonimo03:32

    I post di Lameduck sono sempre ottimi, e segnalo (sullo stesso tema) un pezzo molto, molto, molto illuminante da Gates of Vienna
    http://gatesofvienna.net/2016/01/the-larger-motive-behind-the-groping-jihad/
    M74

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  5. Di ritorno da casa mia (ovvero viaggio in treno Siracusa-Milano avendo paura bestiale dell'aereo) ho avuto modo di parlare con dei ragazzi della Sicilia che era una volta (ed io che ho 41 anni mica sono vecchio!) ovvero quella dagli anni 80 in poi.
    Allora, negli anni 80 era ancora un far west con i ragazzi che si riunivano in bande e che andavano nei diversi paesini a fare bagarra.
    Con posti di "blocco" abusivi per rubarti, con scippi ogni secondo e così via (ok, a Catania i furti di auto sono sempre elevatissimi).
    Per le generazioni precedenti era peggio, in molti posti c'era un coprifuoco implicito e la polizia ogni tanto quanto ti beccava in giro ti menava pure (non sempre ovviamente).
    Già negli anni 90 (dopo le stragi) tutto questo non c'è stato più.
    Le generazioni di oggi sono molto più pacifiche ma..
    ma sono disoccupate (lavora solo un ragazzo su 3 con una disoccupazione giovanile pazzesca.. penso più del 60-70%).
    La delinquenza sta salendo.

    Cmq sia, a parte il ritorno via crisi di queste brutte cose una cosa mi preme dire:
    per "civilizzarsi" (la Sicilia era molto più civile del Nord.. ma al resto ci ha pensato Garibaldi, ma chi lo avrebbe mai detto?) servono decenni e decenni.
    Ma significa che loro stanno orchestrando un esperimento sociale (forse) senza precedenti.
    Un annientamento di tantissimi popoli (quelli europei) per creare un mostro senza identità.
    Questo mostro di popolo non ha né radici né principi.. sarà la jungla.

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  6. Anonimo12:27

    Dopo la strana reticenza mostrata dalle autorità e dai media tedeschi nell'ammettere i fatti di Colonia per non sputtanare la narrazione della Merkel, potremmo immaginare che fatti di minore rilievo non vengano riportati con tutta l'accuratezza che meriterebbero...

    - Guten morgen herr poliziotten, sono qui per denunciare un fatto gravissimo. Ieri due uomini mi hanno aggredito e picchiato.
    - Ach! Gravissimo! Volevano violentarla, vero? Mi descriva subito questi due delinquenti così diramo l'identikit a tutte le pattuglie.
    - Erano alti, uno aveva una giubba marrone e l'altro una giacca di jeans imbottita
    -di quelle invernali?
    - Sì, certo.
    - Bene, mi dica altri dettagli. E' importante che mi dia il maggior numero di dettagli
    - Ecco, avevano carnagione olivastra. Uno ha detto una cosa come "Akbar"
    - Aspetti che scrivo: "Erano biondi, con gli occhi azzurri e uno ha detto una cosa come "Autobahn". Grazie per la sua testimonianza e auf wiedershen. Le faremo sapere.

    M74

    RispondiElimina
  7. Anonimo12:53

    L'esperimento sociale di scala incontrollabile messo in atto dalla Markel si regge sull'ipotetico assunto che i nuovi arrivati abbracceranno i valori occidentali, la democrazia, il pluralismo, la tolleranza, il femminismo. Altrimenti, se mancasse questa premessa, che io giudico del tutto illusoria, quello della Merkel sarebbe un vero e proprio atto criminale.
    Il problema è che questa premessa è totalmente infondata.
    Pensateci un attimo: perché gli esponenti di una cultura trionfante dovrebbero, proprio nel momento del loro trionfo, della loro conquista, abbracciare i valori di una cultura che si sottomette a loro, una cultura che proprio per un puntiglioso ossequio ai suoi valori di tolleranza e pluralistmo si è lasciata invadere e conquistare?
    Per capire meglio: immaginatevi gli invasori come la Juventus e gli europei come il Sassuolo.
    Secondo voi la Juventus, quando vince 4-0 contro il Sassuolo si mette improvvisamente ad "abbracciare il modulo di gioco del Sassuolo"? Evidentemente no. Continuerà a usare il suo modulo, per la semplice ragione che è un modulo che vince. Torniamo agli invasori: l'Europa non deve farli vincere e poi aspettarsi che loro si convertano ai valori di una società perdente. L'Europa, semplicemente, non deve proprio farli vincere.
    M74

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  8. Anonimo14:21

    Durante la manifestazione di PEGIDA a Colonia, la trasmissione "Panorama" ha intervistato, tra gli altri, un giovane che si è espresso in toni razzisti. Cosa c'è di strano? Che poi si è scoperto che quello non era un manifestante come gli altri: era un giornalista di RTL che si era infiltrato nel corteo e aveva pensato bene di calarsi nella parte dello xenofobo (per contribuire allo screditamento del movimento di destra)
    Qui la notizia
    http://www.welt.de/politik/deutschland/article135617171/RTL-macht-rechte-Stimmung-bei-Pegida-in-Dresden.html
    Qui le scuse di "Panorama" per l'accaduto:
    http://daserste.ndr.de/panorama/archiv/2014/Kontaktversuch-Luegenpresse-trifft-Pegida-,pegida136.html

    Stefano_bo

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  9. Letto l'update col link a La Stampa. Impressionante la assoluta similitudine tra tutti gli episodi che rivela un vero e proprio metodo, forse addirittura prorpio del cervello rettiliano, strategia da Velociraptor. Non vorrei fare il saputello me qui è proprio questione di quanto la cultura possa influenzare (positivamente) la corteccia cerebrale e dimostra che il multiculturalismo, ben ben che vada, va limitato ai ristoranti etnici. Con riserva.

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    1. ristoranti etnici ?
      no grazie
      http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/tonnellate-di-cibo-tossico-sequestrato-in-ristoranti-cinesi-video/

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  10. sono rimasto sorpreso dalla rapidità della conversione di Angela a favore dell'accoglienza. Non mi stupirei se l'ordine fosse arrivato da Washington e ci fosse una relazione con altre vicende come l'Ucraina, il rapporto con la Russia, lo scandalo VW ecc.

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    1. La Germania ha un gigantesco Surplus commerciale con gli stati uniti.
      Gli USA praticamente stanno tappando tutti i buchi del Export tedesco (Sudeuropa, Brasile, Russia). Merkel o l'industria tedesca praticamente dipendono totalmente dagli USA che funge come buyer of last Ressort per l'Export tedesco.

      La mentalità industriale americana è completamente diversa di quella tedesca.
      Se i tedesci pensano di andare negli USA a fare i furbetti come fecero con i greci ( casi Siemens, Ferrostaal è compania cantante) si sbagliano di grosso.
      Gli USA non è la Grecia. La cosa peggiore che puoi fare negli USA, è cercare di fregarli, qui gli americani sono durissimi è non conoscono nessun pardon.
      Nel UE i crucchi praticamente fanno quel cazzo che vogliono, negli USA non potranno farlo, ma come conosco io i crucchi cerceranno di farlo lo stesso.

      Un industriale italiano si trova molto più a suo agio negli USA che un tedesco. La mentalità americana è molto più vicina a quella italiana cha a quella tedesca.

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  11. sono rimasto sorpreso dalla rapidità della conversione di Angela a favore dell'accoglienza. Non mi stupirei se l'ordine fosse arrivato da Washington e ci fosse una relazione con altre vicende come l'Ucraina, il rapporto con la Russia, lo scandalo VW ecc.

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    Risposte
    1. Amichetta17:51

      Francamente, ha proprio dato l'impressione di essere stata minacciata. A me sembrava spaventata, quando ha dato il via libera.

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    2. IL PROBLEMA FONDAMENTALE È LA HYBRIS TEDESCA DEL EXPORT DELLA MERKEL.
      Il PIL tedesco dipende in gran parte dal Export è l'Export tedesco dipende sempre di più dagli USA. La Germania non si può permettere cazzate con gli USA, altrimenti gli USA buccheranno la loro gigantesca bolla del EXPORT è il loro PIL dopo di chè farà pfffffffffffffffffffffffffff.

      È questo non mette solo in pericolo la Germania, ma tutta l'euro-zona.

      Porca merda è anni che creco di farlo capire ai crucchi, niente da da fare.
      Restano saldamente è orgogliosamente convinti del loro modello EXPORT, tra l'altro da applicare in tutta l'euro-zona.

      Noi siamo campioni mondiali del Export, produciamo i migliori prodotti, abbiamo i migliori ingengnieri, voi non siete capaci di produrre un cazzo, siete solo invidiosi, ci volete distrugger, volete solamente i nostri soldi è cazzate varie, queste le risposte più miti.

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  12. Anonimo20:14

    Una esperienza terrificante di cui "guardacaso" le riviste ( specie quelle "femminili) non hanno mai parlato.

    Ma purtroppo la " vittima" non e' innocente : chi lavora per il sistema massmerdiatico e' un volenteroso agente del sistema e sicuramente questa " donna libera" avrebbe irriso ( se non accusato di razzismo ) chi PRIMA le sconsigliasse di andare in " certi ambienti". In fondo bastava assumere un indigeno come interprete e una "guardia del corpo " no ?
    E oggi dopo questa traumatica esperienza che fa? Magari fa ancora il suo lavoro di prima per le stesse bugie di prima, ( seppur certamente senza le sicumere e le illusioni di prima )
    ws

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    1. La guardia del corpo e l'indigeno appresso li aveva, come si evince dal racconto, ma non sono bastati.

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    2. Se vogliamo che chi è arrivato senza titoli sia rispedito a casa sua e chi ha titoli si uniformi alla nostra Costituzione questo post è un boomerang. Ma la giornalista non si è accorto che le indigene sono scafandrate? E allora che va cercando vestita da fighetta ammeregana? Vero che l'azione subita è incivile, ma anche vero che ci possono bastare le fonti giornalistiche locali. Ammenoche...

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  13. @AP

    Non ci sono prove e nemmeno indizi per dimostrare o solo ipotizzare che nulla le sarebbe accaduto fosse stata vestita diversamente o addirittura "scafandrata".

    Al di là della singola considerazione, personalmente trovo arrogante e inaccettabile da parte di chiunque la giustificazione o l'attenuante basata sull'abbigliamento femminile - giustificazione della molestia, della violenza, dello stupro e di qualsiasi altra azione umiliante.
    C'è da constatare che le osservazioni negative sull'abbigliamento femminile sono le stesse da secoli, anche solo per indicare la degenerazione della società come ha fatto l'illustre Dante in uno dei canti del Paradiso, quando confronta la Firenze contemporanea con quella dell'epoca precedente.


    Si', davvero bisognerebbe cambiare abito (mentale)

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  14. Anonimo08:47

    Il termine "inaccettabile" e' fuori luogo. Se tu vai in un posto dove ci sono leggi diverse, nel quale la politica e' esercitata solo da uomini che parlano una lingua molto diversa dalla tua, che sono mediamente piu' abbronzati e in cui le donne sono quasi tutte scafandrate tu accetti lo status quo. Se non lo accetti non ci vai. Al che, quello che ti accade se non rispetti gli usi locali lo hai implicitamente accettato. Accade solo in Egitto ? Prova tu ad andare a Times Square, magari a capodanno in perfetta tenuta sado-maso e poi vieni qui a raccontare come e' andata. Ovviamente, se ci sono tutti i prerequisiti del caso e non sei proprio una cozza. E per fortuna che e' cosi'. Perche' e' proprio grazie all'accettazione degli usi e costumi altrui che tu sei legittimata a rispedire a casa loro quelli che vengono qui pensando di essere nel deserto del Gobi.

    G.Stallman

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