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venerdì 17 agosto 2012

Cure da Cavallo

Ancora il ditino. Passera e ditino.
Corrado Passera, il genio uscito dai caveau delle banche e donato all'economia italiana, vuole spirtusare tutto lo spirtusabile in Italia alla ricerca di petrolio e gas, come se fossimo l'Iraq e il presidente del consiglio detronizzato dal golpe di novembre non fosse un vecchio intrattenitore da crociera imbolsito che ha fatto fortuna con le televisioni soft porno ma Saddam Hussein.

Il petrolio in Italia. Apparentemente è una roba talmente vecchia che Passera pare appena arrivato con la DeLorean direttamente dal 1960. Viene in mente Mattei ed il suo amminchiarsi per anni sull'idea di rendere l'Italia autonoma dal punto di vista energetico. Autonoma e in grado di gestire la propria ricchezza naturale attraverso un'ente rigorosamente statale come l'ENI. Mattei fu tolto di mezzo proprio a causa della parola "autonomia". Da paesucolo finta potenza mondiale e a sovranità limitata non potevamo permetterci di fare il prezzo e dettare le regole dello sfruttamento dell'oro nero e del gas all'insegna dell'autarchia. Non è cambiato granché da allora, anzi, siamo ancora meno autorevoli ed autonomi che in passato. Sicuramente molto più puttane e disponibili.
Ecco perché, riferendoci alla fregola petrolifera della Passera trivellatrice, dovremmo cantare, con Lucio Battisti: "Ti stai sbagliando chi hai visto non è, non è Mattei".

Non si è mai capito bene, fin da quegli anni sessanta, se in Italia questi benedetti petrolio e metano ci siano veramente o se si tratti di giacimenti di entità coerente con quel nostro 49° posto tra i produttori mondiali. Ci hanno sempre detto che, se metano e petrolio ci sono, si tratta di giacimenti di poco conto, difficili da sfruttare e ad alto costo estrattivo.
Si spirtusa da anni in Basilicata ma non certo in quantità da soddisfare il nostro fabbisogno interno, coprendo la produzione complessiva nazionale solo il 7% del fabbisogno, a fronte dell'importazione del restante 93%.

Quindi, dove sta la genialata di Passera e forse la novità rispetto ai tempi di Mattei? Forse il petrolio e il gas ci sono davvero e oggi qualcuno ha finalmente la tecnologia giusta per papparseli. Ma saremmo noi, l'ENI o ciò che ne resta? O l'idea sta piuttosto nell'offrire concessioni a rutto libero a compagnie straniere per la ricerca del petrolio e del gas intrappolato nelle rocce (il così detto shale gas) attraverso la pratica del fracking? L'idea sarebbe di mettersi anche a spirtusare i nostri mari e trapanarli con una voluttà che nemmeno la ministra Prestigiacomo al suo meglio?
Eh si, perché questi tecnocrati neoliberisti mica pensano come Mattei al bene nazionale, alla potente benzina italiana. Questa è gente che se gli parli di industrie statali sbiancano e se nomini Keynes rovesciano gli occhi all'indietro e vomitano a getto passato di piselli e bestemmie.
In un paese che già chiede alle compagnie petrolifere solo meno del 10% di royalties sulle estrazioni di petrolio e gas e che si è messa in testa di fare come le vecchie contesse che si sono giocate tutto in gigolò e roulette e si riducono a svendere le ville, i tappeti e i quadri del trisavolo, perché qualche commercialista interessato glielo ha consigliato, qualcuno potrebbe aver pensato che, tutto sommato, visto il clima da saldi all'outlet, spirtusare in Italia potrebbe perfino convenire. Soprattutto ora che ci sono le personcine giuste e ammodo al governo, non quel pirata che intratteneva relazioni pericolose e un po' troppo personali con gli oligarchi di Gazprom.

A chi non converrebbe questa corsa all'oro nero made in Italy sarebbe proprio a noi italiani. Anche se trovassimo il petrolio e il metano, li troverebbero le compagnie straniere in possesso delle adeguate tecnologie estrattive (Halliburton, giusto per citare una multinazionale a caso?) e, possiamo scommetterci, se li aggiudicherebbero per un tozzo di pane, tra concessioni quasi gratis e royalties ridicole. Finirebbe come in Argentina, dove gli spagnoli di Repsol sfruttavano i giacimenti nazionali neoprivatizzati a suon di tangenti ai politici corrotti - giacimenti di ben altra entità, per altro - esportavano i profitti in patria e costringevano gli argentini ad importare petrolio dall'estero pur galleggiandovi sopra. Insomma, si può ipotizzare che tutto il vantaggio dell'estrazione di petrolio in Italia andrebbe, in una piccola parte, nelle tasche dei soliti amministratori compiacenti e corrotti, gli alzamanos de noantri e in gran parte in quelle dei colossi stranieri ansiosi di ripulirci pure dell'oro nero. E' pensar male? Ci sono i precedenti. E' l'Argentina che sta arrivando.

Converrebbe ancor meno al nostro ambiente, che si troverebbe, in caso di deregulation e regime di trivella libera ad affrontare tutta una serie di potenziali catastrofi. Incidenti in mare con fuoriuscite di greggio ed inquinamento di coste che sono ad alto impatto turistico con devastazioni irrimediabili e al lungo termine. Aumento di attività sismica sul territorio indotta dalle pratiche di fracking che, come dimostrano sempre più numerose ricerche, sono in grado di movimentare faglie silenti soprattutto a causa della reiniezione in profondità dei fluidi utilizzati per la fratturazione delle rocce. Tenendo conto che il fracking sembra in grado di provocare terremoti in aree classificate non sismiche, come è avvenuto negli Stati Uniti, figuriamoci la pericolosità di praticarlo in un paese ad alta sismicità come il nostro.

Secondo le regole dell'economia dei disastri, prossimamente sui nostri schermi, perché questo è solo il trailer, se queste catastrofi dovessero avvenire, non vi sarebbe nessun risarcimento ai cittadini, perché uno dei principi del sistema è deresponsabilizzare lo Stato, anzi, smantellarlo, anche di fronte alle catastrofi naturali e a maggior ragione a quelle provocate dall'uomo. Perché la corporation nun vo' penziere. Non hanno già parlato, i professoroni, in occasione del terremoto in Emilia, di imporre in futuro un'assicurazione privata contro i danni da terremoto? Come dire: 'ntu culu.
Immaginate la multinazionale che trivella dove c'è la faglia silente; viene il terremoto e, mentre tutti i media e i così detti esperti irridono chi sostiene la pericolosità del fracking mescolando abilmente studi scientifici seri con le scie chimiche e gli alieni di Sara Tommasi, così da far apparire il tutto delle scemenze, la corporation fa sparire le trivelle, lo Stato non paga più per l'assistenza dopo la calamità naturale, tanto avete l'assicurazione privata (che non pagherà mai), e voi vi ritrovate becchi, terremotati e bastonati. Bastonati perché, come insegna l'Aquila, un bell'antipasto di shock terapia somministrataci senza che ce ne accorgessimo, distratti come eravamo dalle baggianate del nano, dove arriva il terremoto arrivano anche militarizzazione e repressione, perché le tante ottime opportunità che si aprono non possono venire disturbate da terremotati molesti. Sono opportunità d'oro per gli appalti, le corruttele, per ripulire centri storici da abitanti vecchi e straccioni e sostituirli con quartieri nuovi e centri commerciali, per delocalizzare le aziende e deportare le persone ed i loro affetti. Distruggere per aver la scusa di ricostruire a vantaggio loro e degli amici. Con uno Stato che, siccome non ci serve anzi è solo d'intralcio ai loro affari, non deve più esistere. Lo Stato sono i cittadini e i cittadini non sono un cazzo.
"Un terremoto non capita tutti i giorni", diceva uno degli avvoltoi della notte del terremoto dell'Aquila. "La crisi è un momento magico da utilizzare fino in fondo", disse Passera qualche tempo fa. Appunto. Non possiamo fidarci.



Il Cavallo del titolo si riferisce a Domingo Cavallo, uno dei terminator neoliberisti esecutori della dottrina dello shock economico in Argentina negli anni '90 che portò il paese al default nel 2001.

sabato 12 maggio 2012

Sono stati gli anarchici

Sacco e Vanzetti, informali
In quest'ultima settimana ne sono accadute di cose interessanti.
I francesi hanno confermato il sospetto che non sia più un'Europa per nani. Hanno cacciato Sarkozy e riportato i socialisti  e le signore con i tacchi alti all'Eliseo con Hollande, uno che, se manterrà le promesse, potrebbe dare filo da torcere alla Führerin Merkel ed opporsi ai suoi piani ammazzaeuro di rigore a tutti i costi. Prima che qualcuno gioisca per l'affermazione della sinistra e si senta incluso, tipo Bersani, specifichiamo che le presidenziali francesi pare siano tradizionalmente l'espressione della lotta tra massoneria democratica e massoneria reazionaria. Questa volta dovrebbe aver vinto la massoneria buona contro il lato oscuro del compasso. Tenendo conto che la massoneria democratica potrebbe essere seriamente più a sinistra del PD, in GOD we trust.

Si è votato anche in Grecia ma a vuoto, perché nessuno, nonostante vari tentativi, è finora riuscito a formare un governo e si dovrà tornare alle urne il mese prossimo. Ad Atene si è affermata la sinistra radicale, quella vera. Quella che è a milioni di chilometri da Bersani e a qualche migliaio da Vendola. Ha avuto un mucchio di voti, per la verità, anche una compagine neonazista con un nome che ricorda pratiche sessuali di umiliazione: "Alba dorata". Pare che la metà dei poliziotti greci l'abbia votata.

Le elezioni amministrative in Italia hanno ridotto il PDL a percentuali preoccupanti (per Bersani) e inferiori a quelle della Lega, bastonata a sua volta dai crudeli nordisti, che non perdonano evidentemente e giustamente le lauree albanesi e i diamanti migliori amici delle badanti.
Che le cose si mettano sempre peggio per B. - e non dimentichiamo il titolo Mediaset che va malissimo in Borsa - lo dimostra anche il grande attivismo di D'Alema, il suo Soccorso Rosso personale. Mai visto così agitato, ormai stabilmente in Defcon 2.
A margine delle disgrazie del nostro ex-ducetto, segnalo il turpe tentativo da parte dei Bocconiani Grigi di addossare la colpa dell'aumento dei suicidi da crisi (aumento che non esiste, per altro) al suo trascorso malgoverno. Per non parlare dell'ingrato Bersani che si è lasciato sfuggire un assolutamente calunnioso "Berlusconi ha provocato l'attuale situazione italiana."
Certo, re Silvio tornato dalla guerra era troppo intento a fare il Gran Capo Piedi Profumati invece di governare; è facile che condurre l'Italia a fare l'inchino troppo vicino agli scogli dell'Europa fosse parte del piano, affinché poi si instaurasse il governo d'emergenza senza fare troppo scarmazzo di blindati e corpi speciali, come si usa oggi, ma non esageriamo, vi prego. Il Papi espiatorio nun se regge. Avrà fatto del nero con le mignotte, sparso oppio ottimistico per nascondere la crisi e sofferto di narcolessia alle riunioni ufficiali ma in confronto a Goldman Sachs & I Suoi Derivati, B. è Santa Maria Goretti. In ogni caso è una Norma Desmond sul Viale del Tramonto, ridotta ad avere per amici solo degli aitanti ex agenti del KGB.

Sempre parlando di elezioni amministrative italiane, come vaticinavano tutti i profeti maggiori e minori, c'è stata un'importante affermazione del Movimento Cinque Stelle, il primo partito italiano ad utilizzare il sistema di classificazione degli alberghi. Un'affermazione smentita in serata, con una nota ufficiale, dal Quirinale.
Nella martoriata Parma, una città in balìa di Osso, Mastrosso e Carcagnosso, il candidato grillino andrà al ballottaggio con il candidato del PD, quindi rischia seriamente di vincere.
La parola a più alta frequenza della settimana, la più martellata dai tamburini della propaganda è stata ovviamente "antipolitica", evocata dal successo del Grillo espiatorio. C'è stato un grande dispiegamento di truppe e mezzi blindati sui media per dimostrare giammai l'eventuale impreparazione amministrativa di assoluti debuttanti della politica - come ha notato saggiamente quel volpone di Tosi - ma la volgarità personale di Beppe Grillo. Ah, ecco. Dopo la mela che sa di fica dell'ex presidente del consiglio siamo divenuti molto sensibili al bon ton di chi ci governa, sapete? Non perdoneremo loro più neppure un perdindirindina, d'ora in poi.
Ecco, se io sento i media dire, a propaganda unificata, che Grillo è volgare e che il nemico è l'antipolitica, indipendentemente dalla simpatia e fiducia che potrei avere o meno per il Movimento Cinque Stelle, so che Grillo un po' di ragione allora deve averla.

Ma, a parte la vittoria socialista in Francia, l'incertezza politica greca, la minaccia di nuove tasse da parte dei Bocconiani Grigi sugli italiani poveri, una grande manifestazione di Occupy Wall Street il primo maggio che ufficialmente non è mai esistita, come le cose che non vede Napolitano, ciò che preoccupa è il ritorno del terrorismo.
Un dirigente di Ansaldo Nucleare è stato gambizzato a Genova da due sicari in moto. La notizia viene riportata dai giornali secondo il solito schema: ignoto il movente ma  è un atto di terrorismo. Nessuna rivendicazione ma sono stati  gli Anarchici. Il giorno dopo ancora nessuna rivendicazione ma sono stati gli Anarchici Informali. Poi arriva finalmente la rivendicazione anarchica - visto che non si faceva avanti nessuno - ma sono state le BR, che hanno ristampato alcuni volantini di successo, ritrovati (fatti ritrovare) casualmente tanto per ricordarci che gli anni settanta potrebbero tornare di gran moda il prossimo autunno.
Infine, nonostante la polizia indaghi ancora sull'attentato e pare ci vogliano settimane per scoprire chi ha ferito il dirigente Ansaldo, sono stati gli anarchici, punto e basta. Non contano i fatti ma l'interpretazione che se ne vuole dare. Chissà perché ma quando sono stati gli anarchici si sente sempre puzza di bruciato. Di roba molto grossa che brucia.

Non so ma, il fatto che ad essere ferito sia stato un dirigente dell'Ansaldo Nucleare (controllata di Ansaldo Energia, del gruppo Finmeccanica), azienda in ottima salute e senza problemi di licenziamento, mi ha fatto subito ritornare in mente ciò che avevo ascoltato in una trasmissione radiofonica  giorni fa su Radio Radicale, e cioè l'intervento dell'economista Giulio Sapelli in Commissione Bilancio, tesoro e programmazione della Camera dei Deputati, registrato il 29 marzo.
Analizzando la situazione italiana, la crisi economica mondiale e le azioni del governo Monti, Sapelli metteva in guardia contro la volontà dello stesso di cedere ciò che rimane del patrimonio pubblico italiano: ENI, Snam e Finmeccanica, appunto.  Quest'ultima sottoposta, secondo Sapelli, ad un vero e proprio attacco concentrico. Proprio l'altra sera guardavo Passera in TV gloriarsi del distacco di Snam da ENI, ovvero della possibile prossima perdita dell'Italia di un pezzo della sua storia.
Sapelli attribuisce ai governi Prodi la paternità di quelle che chiama "privatizzazioni alla Boris Eltsin" che hanno spezzettato e svenduto negli anni recenti le grandi aziende pubbliche fino a privare l'Italia dei suoi asset siderurgici, chimici e strategici. Quelle svendite a gringos e altri stranieri che piacevano tanto all'Argentina di Menem.

Effettivamente ci sono grandi manovre in corso attorno a ciò che resta di Finmeccanica, con i giapponesi di Hitachi interessati ad AnsaldoBreda ed AnsaldoSTS. Viene da chiedersi, per pura curiosità femminile, se i dirigenti di quelle aziende  prospere che, invece di essere valorizzate come patrimonio nazionale vengono  fatte a spezzatino dalla politica che risponde solo ai suoi padroni finanziari, siano sempre d'accordo sulle politiche di cessione.
E, tra un Sacco e un Vanzetti, anche i giornali buttano lì distrattamente tra le righe che dietro a certi attentati potrebbe esserci il business:
"L’altro filone d’indagine è quello che si focalizza sul business. Una strada che porta verso l’Est Europa. Ansaldo Nucleare, infatti, è andata a vendere il know how su manutenzione dei componenti e gestione dei rifiuti radioattivi in Romania, Ucraina, Estonia, Russia. Settore dove esistono dispute non da poco, in particolare per quanto riguarda la gestione di appalti e subappalti locali. Proprio la pistola potrebbe sostenere questa tesi: di Tokarev ne girano a migliaia tra le mafie albanesi e balcaniche. Questa è una delle ipotesi, alle quali stanno lavorando gli inquirenti ed i servizi segreti. Lo si apprende da alcuni commissari, al termine dell’audizione del direttore dell’Aisi (i servizi di intelligence), Giorgio Piccirillo, al Copasir." (fonte: Il Fatto Quotidiano)
Rifiuti radioattivi? Ecomafie, per caso? Uhm, troppo pericoloso andare oltre. Sono d'accordo, sono stati gli anarchici.

domenica 29 aprile 2012

Falsi miti a fettine - Parte Prima


L'utilizzo intensivo della menzogna e dell'inganno, che credevamo esclusivo del bugiardo compulsivo di prima, dello pseudologo fantastico, di quello della fichetta marocchina da 47.000 euro la settimana "nipote del presidente egiziano", per intenderci, non è terminata ma sta ormai dilagando senza più bisogno di nascondersi dietro la cosiddetta bugia pietosa, la scusa magra, la confabulazione attribuibile ai neuroni sofferenti di un vecchio megalomane.

Dopo le plateali bugie pinocchiesche di B. c'è stato un salto di qualità. Non è neppure questione di dire bugie, a pensarci bene. E' utilizzare un linguaggio che deve essere interpretato, è un senso che ne ha un altro nascosto da scoprire, è un discorso esoterico che finge di essere essoterico quando parla al pubblico ma si rivolge sempre e solo ai propri simili in maniera più o meno cifrata ed iniziatica.
Insomma il potere finanziario globale che brandisce la shock economy come un maglio per farsi strada verso gli ultimi fortini di resistenza, credendosi ed autoproclamatosi D**, si esprime attraverso dei profeti e noi non possiamo che diventare esegeti della Sua parola attraverso la loro. In fondo è un bene perché ci costringono a studiare economia, compresa quella macro, finanza, a tornare in questa università per adulti che serve in realtà come scuola di sopravvivenza, ad informarci, insomma. Chissà se si rendono conto di quanto ciò possa essere pericoloso per loro.
Vediamo dunque queste affermazioni, questi falsi miti raccontati dai profeti del Nuovo (Dis)Ordine mondiale e cerchiamo di tradurli nel loro vero significato. Come regola aurea esegetica, ricordate che spesso il significato o il senso dell'affermazione è celato nel suo stesso contrario.

"Abbiamo salvato l'Italia" (Mario9000 Monti in plurale majestatis freudiano). Questo Hannibal Lecter prestato alla politica  ci avrebbe salvato da B., come suggerisce, nella sua pochezza provinciale da Don Peppone, Pierluigi Bersani? 
Ma no, B. è perfettamente contiguo alla filosofia dell'entità economica finanziaria che ha preso il potere in Italia  - grazie, pensate, ad un vecchio comunista. Si è fatto da parte sotto il fuoco di copertura dello spread solo per sua convenienza, ovvero per la salvezza (forse) delle sue aziende flaccide e perché, per lui come per tutti i nostri padroncini delle ferriere, incapaci  di prosperare se non  in regime di statalismo inteso come sovvenzione statale alla loro incapacità, l'idea di qualcuno che riesca finalmente ad annientare l'art.18 e a licenziare con facilità mano d'opera, è l'unica cosa che provoca sempre un certo turgore nelle parti basse, senza bisogno di pensare al culo di Belen.  
Hanno salvato l'Italia, quindi, non si sa bene da che cosa o chi, perché gli speculatori  - che loro chiamano confidenzialmente ed ingannevolmente MERCATO - sono ancora al loro posto. Vivi, vegeti e speculanti. Nessuno li tocca.
Chi ha provocato la crisi del 2008 non ha ancora pagato un centesimo per le sue colpe. 
Come scrive il mio amico trader su Il Grande Bluff
"[...]  l'intero sistema finanziario delle economie avanzate è tecnicamente fallito almeno dal 2007 ed è un sistema strettamente interconnesso. Invece di Nazionalizzarlo, riformarlo, ripulirlo e cercare di ripartire, al prezzo di un lungo e duro periodo di Quaresima, si è deciso di fare di TUTTO per tamponare il sistema finanziario esistente, usando tutti i mezzi a disposizione sia a livello di Banche Centrali che a livello di Stati Nazionali, tamponando una crisi da debito con ancora più debito, attuando uno dei più grandi scaricabarile della storia dal debito privato a quello pubblico..."
Da quando non esiste più differenza tra banche commerciali e banche d'investimento, ed è una tendenza che va ormai globalizzandosi, i soldi che le banche ricevono dai governi e dalle banche centrali perché, poverine, sono in crisi, finiscono più nella speculazione che nel finanziamento ai privati ed alle imprese, ovverosia nell'economia reale.
Le attuali politiche di vivisezione a soggetto non anestetizzato, la tassazione selvaggia (compreso l'attacco senza precedenti al patrimonio immobiliare privato, dei semplici cittadini, che finirà per favorire le banche grazie all'istituto dell'ipoteca), e tutto l'impianto della cosiddetta Riforma del Mercato del Lavoro della dottoressa morte Fornero che lascerà milioni di persone senza pensione perché non avranno versato abbastanza all'INPS e i fondi privati costeranno troppo, non provocheranno alcuna CRESCITA ma solo povertà sempre più diffusa e distrazione di capitali verso destinazione ignota.
(trad. del passo biblico: "Abbiamo salvato le banche". Intanto affondiamo definitivamente l'Italia - thank you mr. B. - così potremo finire di comperarcela per quattro schei".)

"Ce lo chiede l'Europa". Mentre B. negli ultimi tempi si comportava come uno Schettino, ossia lasciava affondare la nave Italic per andare dietro a figa di paranza - e magari il suo ruolo in agenda era proprio quello, chissà - i nostri piazzavano l'altro Mario, il Draghi, alla BCE. Ormai anche i bimbi dell'asilo sanno che l'euro si salva solo se la BCE si comporterà da vera banca centrale e si metterà a stampare moneta e a comperare i debiti dei paesi membri per combattere la speculazione finanziaria, invece di prestare soldi alle banche che se li vanno a giocare il giorno dopo alle macchinette truccate della Borsa e della Roulette finanziaria.
Invece di telefonare a Draghi ed intimargli: "Stampi euro, cazzo!!", i "salvatori dell'Italia", aspettano che la Führerin Angela Merkel si convinca a rinunciare alla supremazia di questo Reich millenario travestito da kellerina dell'Oktoberfest per il bene di qualche pastore greco e delle sue capre e come debito di riconoscenza verso Platone. Intanto anche l'Europa si fotterà. Meglio ancora.
Il bello è che questo è un sistema dove nessuno si salva ma c'è ancora  qualcuno (la Merkel) che pensa di salvarsi.
(trad. "Ce lo chiede un'Europa nata già zoppa e debole, che non vuole fare niente per difendersi dalla speculazione. Non vuole nemmeno provarci. Noi intanto diamo la colpa alle caldane di una vecchia culona.")

"La crisi è un momento magico da utilizzare fino in fondo". (Corrado Passera) Ogni tanto anche loro hanno un momento di sincerità, non riescono a nascondere l'entusiasmo per l'irresistibile cavalcata delle loro truppe verso la vittoria finale e si lasciano andare ad affermazioni che sono più facilmente interpretabili di altre. Seminano indizi, insomma. Ci danno degli aiutini. Che si tratti di questa specie di Billy Boy del sistema bancario che si sta occupando amorevolmente di noi, con un occhio però sempre rivolto alla sua Intesa, oppure di economisti di scena incaricati di scrivere memorandum e linee guida contro la resistenza, nel caso il popolo decidesse di frapporsi tra i loro padroni e la gloria.
(trad. "La crisi è un momento magico da utilizzare fino in fondo per raggiungere i nostri scopi. Nun ce ferma nessuno, evvai!")

La posta in gioco è il tutto per tutto. Stavolta però in questo NeoTestamento non ci saranno Cristi con messaggi di speranza e redenzione o Isacchi salvati in zona Cesarini da un divino ripensamento. E' tornato il bel D** biblico di una volta, quello che se si incazza sono Sodome e Gomorre per tutti. Non ci saranno cristianacci porgiguancia ma solo, se ci lasciamo trascinare da loro, un bel viaggio verso l'annichilimento ed il nulla, il loop mentale nella matematica pura che conduce anche le menti più brillanti al caos della follia.

Essere mangiati. Questo sarà il nostro destino, a meno che i popoli non rispolverino i forconi, le tagliateste di Guillottin e non rendano di nuovo di moda il lavoro a maglia, giusto per ingannare l'attesa del prossimo castaman da decollare e sterminino senza pietà una classe dirigente ormai solo parassitaria grazie al diritto che un altro D**, forse quello vero, dà ai popoli che non ne possono più, attraverso la Sacra Rivoluzione. Mors tua vita mea.
A loro non basta la fame ma hanno bisogno della depressione, della disperazione che toglie la forza di reagire. Purtroppo però hanno la tendenza a strafare e il delirio d'onnipotenza porta sempre disgrazia a chi ne è preda. Il clima indubbiamente è prerivoluzionario, forse ancora più prerivoluzionario della repubblica di Kerensky e degli anni del Trianon di Antoinette. Più prerivoluzionario delle altre volte perché anche l'oppressione non è più di un solo paese ma è globabilizzata. Loro sono l'1% e noi siamo milioni. Diversi paesi stanno cercando di combattere e non rassegnarsi. Forse ci divertiremo.

sabato 31 marzo 2012

MILF (Masters I would Like to F***), ovvero: non si vive di soli diritti


"Viviamo nell’epoca dei diritti, il diritto al posto fisso, al salario garantito, al lavoro sotto casa, a urlare, sfilare e pretendere. I diritti vanno tutelati ma se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo. Non si può pretendere un domani migliore senza essere consapevoli che bisogna saperlo conquistare". (Sergio Marchionne, marzo 2012)
Ok, da domani perfezioneremo il rovescio lungolinea alla Federer.

 "Nessuno vuole dare all'impresa licenza di licenziare, non è questo il problema. Il problema è dare una maggiore facilità alle imprese nell'aggiustamento di manodopera, per numeri piccoli e non per numeri grandi, per ragioni che hanno a che vedere con l'andamento economico dell'impresa".  (Elsa Fornero, marzo 2012)
Emilio Fede è appena stato aggiustato.

"Siamo estremamente dispiaciuti per quello che e' successo, e' chiaro che in una situazione di crisi, di difficolta' economica come quella attuale puo' succedere". (Attilio Befera di Equitalia, commentando il caso dell'artigiano che si è dato fuoco a Bologna nei giorni scorsi.)
Può succedere, certo, e un po' se l'è anche cercata, diciamolo.

"Meglio le tasse che finire come la Grecia". (Mario Monti, marzo 2012)
Andando in Cina gli è venuto in mente il detto: "Se proprio non puoi evitare di essere violentata, almeno cerca di trarne godimento".

Insomma, Masters I would Like to Fuck. Forse però il più fuckable è il ministro Passera (nomen omen) che dice che questa crisi è "un momento magico da utilizzare fino in fondo".


sabato 10 dicembre 2011

Beauty contest


Sapete cos'è il Beauty Contest? No, non è un concorso di bellezza per bèle tusette come questa qui sopra. E' l'ennesima legge truffa ad personam atta a preservare e sviluppare l'enorme conflitto di interessi  di chi sapete voi. Un'assegnazione praticamente gratuita di frequenze TV al mostro bifronte Raiset voluta dal precedente troiaio di governo, quando le stesse potrebbero essere messe all'asta per la cifretta di 2-4 miliardi - qualcuno dice addirittura di più - di euro. Un po' di vaselina per i culi dei pensionati e dei pensionandi quarantini in quarantena ci salterebbe fuori. Magari in confezione famiglia.

E' per questo che si è fatto notare a Mario che forse con le frequenze bisognerebbe proprio farci cassa e non regalarle al nanaccio. La Passerona banchiera che hanno messo alle infrastrutture dice che "ci sta pensando". Uhm, però la Passerona ha anche nominato l'ex ministro e mediasettario Romani, quello di "Colpo Grosso", come suo "inviato" in Afghanistan. Per organizzare un canale televisivo di spogliarelli nel paese del burqa? Non credo. 
Insomma, di colui che potrebbe in teoria far male agli interessi di Miss Telecomando non mi fido. Come non mi fido dei piddini che strepitano ora, dopo aver fatto flanella per anni con il conflitto di interessi di B. ed avergli giurato, a suo tempo, li mortacci loro, di mai toccargli le televisioni
Si è rivisto in questi giorni, indovinate chi? Gentiloni, quello che avrebbe dovuto, se il gatto non gli avesse mangiato il testo della legge, legiferare appunto sul conflitto di interessi di B. durante l'ultimo governo di centrodestrasinistra.

La novità potrebbe - con un bell'ebbe - venire dalla Lega che, sentendo tintinnar di forconi in Padania, sta pensando di appoggiare la richiesta di altri partiti di assegnare le frequenze TV con regolare asta a pagamento.
Ma occorre finalmente un governo che non si prenda paura di Sua Emittenza il Diabolo. Esiste tale governo, in qualche remoto angolo della galassia? 

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