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lunedì 28 maggio 2012

L'Italia con il Grillo e con il Marchese (per tacer del Bersani)


Mentre i banchieri del Diavolo proseguono indisturbati nell'applicazione pratica della loro agenda di spoliazione di tutto lo spoliabile di un paese, come gli alieni dei film che scendono sulla Terra solo per trasformarci in cibo e compost,  la politica italiana che fa? 
Ci sono state elezioni amministrative che hanno visto il prevedibile successo del Movimento Grand Hotel e l'aumento dell'astensionismo, oltre al non trascurabile crollo del partito di B. e della Lega, mazzolati ben bene dai loro elettori delusi e smaronati. 

Prima di parlare del Grillo e del suo partito marketing, togliamoci subito qualsiasi eventuale dubbio riguardo alla nocività dell'astensionismo, ovverosia del fenomeno rappresentato dal gran numero di persone che non va più a votare.
Io starei tranquilla. L'astensionismo, nel paese di chi vota senza averne un'idea, di chi vota alla c.d.c. il tizio impomatato che la sera prima ha estorto loro una carezza intima e rubato il primo vero orgasmo della loro vita sussurrandogli all'orecchio "ti toglierò l'ICI", è una benedizione del cielo. Il suffragio universale non è un dogma, è un'opportunità. Una volta ero convinta che votare fosse un dovere assoluto ma mi sto ricredendo. Se a votare vanno solo quelli che sono convinti di ciò che fanno, nel bene o nel male, e sono un minimo informati su che cos'è la politica, è meglio. Io concederei il diritto di voto solo dopo che l'elettore ha superato un esame scritto e orale, figuriamoci.
La seconda ragione per la quale chi si astiene ne ha ormai tutto il diritto è perché votare questi partiti è obiettivamente null'altro che un atto di massima perversione dove affluiscono la coprofilia, il sadomasochismo e la necrofilia. Non si può pretendere che tutti siano capaci di agire le perversioni più estreme.

Grillo, dunque. Io non mi preoccuperei nemmeno di lui. E' appena stato eletto il sindaco Pizzarotti a Parma che sono comparse le prime crepe nel movimento, e il terremoto non c'entra.
Tutti si preoccupano di Casaleggio, questo capellone fuori tempo massimo, questo guru che ha creato il fenomeno Grillo prima sul web e poi l'ha lanciato nell'agone della politica. (Bello, agone, vero?) "Dietro il Movimento Cinque Stelle c'è Casaleggio!", strillano indignati i fautori della vera politica "de sinistra", come se Forza Italia non fosse stata fondata dai creativi di Pubblitalia e con essa ed il suo frontman B. questi non abbiano perfino pensato di poter riformare la Costituzione, facendo passare B. per un padre della patria.
E' evidente che Grillo è solo un guastatore e che, messo di fronte alla brutalità del governare, non reggerà la botta. Non capisco neppure quelli che si agitano tanto per farcene notare la volgarità, la violenza verbale e  magari, per qualcuno, l'antipatia. 
Di solito sono coloro che considerano invece uno statista il Bersani, il personaggio uscito dal teatro dell'assurdo, quello che dice  "Ci sono dei comuni dove non vinciamo, che è diverso dal dire che perdiamo". Una frase da tatuarsi subito su una chiappa - possibilmente la sinistra - per mostrarla in spiaggia quest'estate. Quello che, prima di decidere le alleanze, deve avere la certezza di vincere le elezioni, poi farà le sue scelte. Sul serio, se stavolta il PD non torna al governo, lui e D'Alema potrebbero fare un gesto sconsiderato.
Grillo non dovrebbe far paura ai piddini se essi sono così fortunati da avere dei geni della lampada come D'Alema, Veltroni e Bersani. O la Finocchario, quella che si fa beccare da "Chi" mentre usa gli uomini della scorta come sospingitori di carrelli dell'IKEA e poi si lamenta se su Facebook la sputtanano.
Tornando a Grillo, ho da sempre il dubbio che non si scriva da solo i post del blog, ma lasciamo perdere. 
Poi sicuramente i ragazzi del Movimento sono tutti appassionati, onesti e credono veramente in ciò che fanno. Beata gioventù. Chiuso l'argomento.

Schiacciato il grillo, come non citare la riapparizione mariana del bagonghi accompagnato dal suo pastorello? Dopo averla menata come al solito con il fatto che nel 2008 ha vinto le elezioni (capite perché pagherei gli elettori perché il giorno del voto se ne stessero buoni a casa?) ci ha fatto sapere che i sondaggi che ha in mano lo piazzano al 23%. 
E insiste. Forse il 23% ce l'ha nelle elezioni per l'amministratore di condominio delle Olgettine. Prigioniero di un sogno, cantava Gigi Finizio. Tutta quella pantomima di conferenza stampa comunque serviva per mandare il messaggio, il pizzino filmato: lui vuol diventare presidente della Repubblica. Vuole terminare la carriera trombandosi una squinzia, una qualsiasi, magari minorenne, proprio sulla poltrona di Napolitano. Se fosse l'ultimo atto della sua esistenza,  varrebbe la pena di accontentarlo. 
Io fossi in lui non mi farei troppe illusioni, però. Il prossimo Proconsole dell'Oligarchia Finanziaria sarà un banchiere,  o al limite  il carrierista fulminante, il Pilato Mario Monti, premiato per meriti sul campo.

L'Italia però è fortunata. Se il cavaliere facesse cilecca, il PD riuscisse per l'ennesima volta a farsi scappare la cadrega più alta non riuscendo nemmeno a portare B. al Quirinale e Grillo si sgonfiasse come una bambola dalla bocca tonda, c'è sempre il nuovo, il Luca Cordero.
All'Italia sta per arrivare il Marchese. Con il sospetto che il Montezemolo il figliol prodigio - uno che riuscirebbe a vantare più conflitti d'interesse dell'innominabile -  sia l'ennesimo che vuole salvarsi le aziende prima di affondare. Grazie, abbiamo già dato, non siamo interessati.

Ieri, domenica, mi sono guardata su Youtube quasi tutto il Meeting di Rimini sull'MMT organizzato da Paolo Barnard. Al di là delle inevitabili esagerazioni, di alcuni punti non chiari e di personaggi un po' sopra le righe, a cominciare dal tenutario, se fosse vera solo la metà di quello che gli economisti eretici hanno raccontato dell'agenda dei Banchieri, come il fatto che pare abbiano il compito di distruggere scientificamente le economie reali dei paesi del Sud d'Europa, c'è da farsi l'anal bleaching gratis. 
Insomma, la politica sta a cincischiare mentre studia come arraffare gli ultimi scampoli di potere per poter continuare a mantenere il suo esercito di parassiti saprofiti e permettersi tutti quanti le vacanze da 140.000 euro alla facciaccia nostra. L'unica novità per il futuro è la riesumazione della Democrazia Cristiana e il riciclaggio di qualche industriale bollito che crede ancora di poter contare sull'aiutino di Stato.

Già, gli industriali. Stanno ad aspettare che Monti gli faccia ripartire la crescita mentre piazza le cariche della demolizione controllata nelle colonne portanti dell'economia reale. E' qui che la classe imprenditoriale italiana dimostra tutta la sua insipienza che, unita alla sciaguratezza della classe politica ci fa presagire per il futuro solo volatili non zuccherati da mandar giù interi.
Non si sono ancora accorti, i confindustriali, che i banchieri, utilizzando abilmente sui loro orifizi il rabbit dell’art. 18, mentre loro godono all’idea di poter licenziare a manetta gli odiosi operai, mentre sono distratti, insomma, si stanno ciulando le loro aziende. Le avranno tutte quante per un tozzo di pane e senza sparare un colpo.
Quando la Emma e lo Squinzio, stremati, allungheranno la mano sul comodino per cercare il fazzolettino, non sarà rimasto neppure quello.

venerdì 19 agosto 2011

300 euro e passa la paura


Visto che parlare di crisi economica deprime e fa diventare sempre più apocalittici e sempre meno integrati, facciamo come nel Decameron: mentre attorno a noi c'è la pestilenza e i cadaveri si accumulano, dedichiamoci ad un argomento sempre interessante, il sesso. Eros come antidoto a Thanatos. Funziona da millenni.

Mi stavo giusto rileggendo i post (1 -2- 3) che, due anni, fa avevo dedicato alla diatriba sul sesso ludico accesa in rete da alcuni articoli di Paolo Barnard, primo fra tutti l'ormai mitico "Sono andato a puttane". La visione di Barnard, la riassumo in un flash per comodità, invitandovi ugualmente ad approfondire sul link, auspicava un approccio più disinibito delle donne nei confronti del sesso, da viversi appunto come un gioco e non necessariamente come qualcosa di sentimentale. Tutto questo a costo zero, senza scambi di denaro come contropartita, perché secondo lui era proprio il denaro ad aver rovinato i rapporti uomo-donna. La famigerata mercificazione del sesso. Un inno, quello di Barnard, al sesso gratis, al libero scambio di secrezioni secondo il principio del baratto. Io do' una cosa a te e tu dai una cosa a me. Come i mercatini argentini dei tempi della crisi del 2001 dove le signore cuocevano le torte e le scambiavano con  benzina o detersivi.
Secondo i dettami del sesso gratis e a volontà come sui prati di Woodstock - altri tempi ormai morti e sepolti, però - la voglia di scopare per gioco e di per sé, senza impegno e amici come prima avvantaggerebbe perfino i cosiddetti Uomini Beta, quelli che di solito le donne scartano perché troppo impegnate a correre dietro agli odiati (dai Beta) Uomini Alfa, quelli ai quali basta uno schioccar di dita  ed  ai quali daresti non solo la topina ma anche un rene e tre litri di sangue subito. Resta da stabilire se il principio varrebbe anche al contrario, ovverosia se il vantaggio scatterebbe anche per le donne Beta rispetto alle Alfa. Barnard questo non ce l'ha ancora spiegato.

Certo, sarebbe bello il libero amore senza complicazioni e contropartite ma il mercato applicato alle pulsioni non è così facile da scardinare in un mondo dominato interamente dallo scambio in denaro. L'idea del sesso ludico no-cost è terribilmente utopistica se non la proiettiamo in un mondo futuro senza denaro e nemmeno il sentore di qualcosa come il mercato. Un'Arcadia, insomma. Senza contare che nei rapporti intimi c'è sempre il brivido dell'imprevisto sentimentale.

Immaginiamo di volere solo del sesso e nessuna complicazione sentimentale per i nostri buoni motivi.
Se ci dedichiamo al dai e vai in forma gratuita, la componente sentimentale è fuori controllo e c'è sempre il rischio collaterale costante di affezionarsi, innamorarsi, perdere del tutto la testa, prendersi un due di picche o subire un abbandono perché tu vorresti continuare ma lei o lui non ne vogliono più sapere, per non parlare della caduta nella routine e nella noia. 
Se invece c'è di mezzo il denaro, la contropartita, l'incentivo nel rapporto sessuale, allora questo serve proprio ad annullare l'effetto collaterale. Sapendo a priori che quella persona viene con te perché la paghi, sai già che molto probabilmente sta fingendo, che dopo se ne andrà per la sua strada, che non ti ci devi attaccare. Però quello che chiedi lo dà e quindi anche il due di picche è scongiurato.
Per di più, la mercificazione sarà brutta e cattiva ma il sesso a pagamento permette di scopare a  tanta gente che altrimenti potrebbe dedicarsi solo al faidate. 
Il denaro fa scopare i vecchi, i brutti, i matti, i malati, perfino i deformi. In una società repressa e repressiva, dove sembra che ci sia un Valentino per ogni Valentina e che ci si incontri come nei film con una facilità spaventosa, la realtà è spietata. Una volta che tutti i Valentini sono accoppiati con tanti bei marmocchi attorno, che fai, ti metti a sfasciare famiglie? Senza contare che trovare un partner, cambiarlo, sperimentare semplicemente, richiede un enorme dispendio di tempo. Se si vuole solo fare un po' di ginnastica, o ti infili in Badoo dove puoi pescare di tutto e arrivi proprio a grattare il barile, senza contare la componente di rischio oggettivo, oppure ti rivolgi ai professionisti.

E allora, rileggendo l'articolo di Barnard e i miei di risposta e infilando il tutto nel frullatore mentale dove da parecchio tempo si stanno accumulando alcune mie personalissime riflessioni, sono pronta a chiamare Tom Dickson, premere il pulsante, a  pronunciare la parola magica: "Will it blend?" e lanciare la provocazione.
Siamo sicuri che un rapporto sessuale regolato dal denaro sia sempre e soltanto squallido e degradante? Perché, visto che la mercificazione vive e lotta con noi, non rivolgere il sistema a nostro vantaggio? Perché, non potendo evitare di essere violentati dal mercato, non sdraiarci e provare a trarne godimento?

Ed ecco il punto e mi rivolgo alle ragazze in ascolto. Non farebbe bene anche a noi andare a puttani e non trovarci niente di male?
Gli uomini se hanno voglia hanno un'offerta enorme a disposizione e i prezzi sono più che abbordabili, se non si pretende la supermodel con 50  euro da spendere. Poi magari cercano tutte le scuse: l'accudimento, la porta aperta, la donna all'ennesima potenza quando invece vogliono solo sesso ma questo fa parte dell'ipocrisia religiosa. 
Noi donne invece, avendo le medesime esigenze degli uomini, siamo ancora discriminate. O meglio, la prostituzione maschile esiste ed è fiorente, ma è elitaria e costosa, oppure troppo esotica. Pare che i più gettonati tra gli escort made in Italy - ma ci sono pure gli albanesi da 30 euro per strada - non si slaccino nemmeno la patta per meno di 300 euro per una mezz'oretta e arrivino fino a 3000 euro per un weekend e che la facciano cadere un po' dall'alto, del tipo: "La signora dev'essere comunque gradevole".
Forse se aumentassero la domanda e la concorrenza - ecco, maledetta legge di mercato che sei sempre tra i piedi, siamo di nuovo a parlare di economia e a deprimerci - scenderebbero anche i prezzi.
Chissà se è già previsto il "soddisfatte o rimborsate"?

martedì 29 giugno 2010

Carampanismo maschile à deux

Mi hanno rimproverato di aver risposto a Paolo Barnard e non a Massimo Fini.
Tranquilli, nessun favoritismo, ma che dire di fronte a qualcuno che scrive:
"Consiglio uno stage in Afghanistan. Troveranno degli uomini che le faranno rigar dritto, come meritano e come, nel fondo del cuore, desiderano."
Forse abbiamo capito male o voleva provocare, come il bimbetto che al tè delle signore si mette a giocare con la pupù nel vasino ma pare proprio un'invocazione al modo di produzione afghano di oppressione femminile. Che non lo sentano gli americani, che da anni si stanno sbattendo per modernizzare il paese a scopo di mercato e per importare colà anche i wonderbra e i perizomi.

Capito? Era partito con un'interessante analisi del capitalismo che non ha affatto liberato le donne dalla schiavitù del doppio ruolo casa-lavoro, ok, bravo, anche se l'argomento non è affatto nuovo anzi, è più trito di un hamburger, e poi si è perso miseramente, forse distratto dal passaggio sotto i portici delle teenager con il solco che occhieggia dal jeans a mezza chiappa. O Lolita, fuoco dei miei lombi ed obnubilamento dei miei neuroni.
Perchè proprio l'Afghanistan e non, mettiamo, l'altrettanto repressiva Arabia Saudita dove le donne, ad esempio, non guidano l'automobile? Scartando l'ipotesi provocazione perchè sarebbe veramente banalotta, sembra che il Fini pensi: "Mettiamo un bel burqa a queste svergognate in tanga, diamo loro una bella dose di svergate a tarantella," così ci sentiamo veri uomini e non dei mezzi finocchi come i babbi che spupazzano i figlioli, aiutano le mogli in casa e, vivaddio, sono capaci anche di disinnescare ogni tanto il modulo "machoman per forza".

Che idea retriva della virilità hanno questi ragazzi nonni che si sfogano strofinando vigorosamente la penna. Oserei dire che stanno per perdere definitivamente l'opportunità di capire le donne. Poi, scusate, ma se alle strafighe mettiamo il burqa, come fa Barnard ad eccitarsi sotto i portici e a darci delle cretine, che ci piace tanto?

Ora basta, stiamo dando eccessiva importanza ad un caso conclamato di carampanismo maschile à deux.

lunedì 28 giugno 2010

La supponenza del cretino

Signor Paolo Barnard, si lasci servire da me, il cretino sarà lei.
Ancora con la storia delle donne che non gliela danno? No, davvero, non se ne può più. Arrivo ormai a preferire i titoli e relative articolesse del "Giornale", almeno mi fanno ridere e non mi sollecitano quel misto di insofferenza, rabbia e penosissimo disprezzo per chi si permette, non avendo ottenuto il giocattolino, di maledire l'intero genere femminile, ma come si permette.
Orsù, sottoponiamoci per l'ennesima volta al tormento del Barnard in bianco. Vai con la lamentazione numero... ormai abbiamo perso il conto.
"Percorro in bicicletta una via di Bologna sotto un portico, e scorgo una silhouette femminile strepitosa. Come mi avvicino, realizzo ancor di più la bellezza di quelle forme, una vera grazia. Se ne sta in attesa da sola, avrà una trentina d’anni, io le sfilo di fianco e ammiro. Dentro un maschio sessualmente sano, e sano di mente, in quei momenti accadono due penosissime cose: prima cosa, ti dici “ma perché non posso semplicemente premere un bottone e ritrovarmi abbracciato a quella meraviglia ora, subito, baciarla e fare l’amore, Dio mio!”, e te la prendi un po’ con la crudeltà della natura che ci ha fatti così maledettamente innamorati delle donne, del loro odore, di come sanno toccarti, quando poi quell’oggetto/soggetto di desiderio è così difficile da raggiungere pur essendo così frequente da incontrare. Un po’ come fossimo tutti, noi maschi, appassionati di sonate romantiche, e a ogni angolo di strada udissimo le note di un notturno di Chopin, per poi dover accelerare via e perderci subito nell’ignobile fracasso del traffico. Un tormento."
No, Paolo Barnard, non dica "innamorati delle donne" perchè non è vero. Prima di tutto non è innamoramento ma volgare ingrifamento modello muflone muschiato in calore. Però, a differenza della povera bestia che non starebbe certo a controllare le misure della muflona, lei è innamorato solo di certe donne, quelle strafighe, bella forza, ed è questo il tormento che un dio particolarmente sadico le ha giustamente inflitto, facendole incontrare solo strafighe che non se la filano.
Provi ad accontentarsi se vuole veramente chiavare. Don Giovanni insegna che per essere un vero collezionista di passere non bisogna andare troppo per il sottile, farsi condizionare sempre dall'estetica, mioddio che banalità. "Non si picca che sia ricca, che sia brutta che sia bella. Pur che porti la gonnella, voi sapete quel che fa."
Lei non sa cosa si perde ad essere così sofistico di palato. A quali delizie rinuncia ragionando solo con il cervellino tarato sull'ultimo numero di "Max". Ci sono donne che non attendono altro che il seduttore che era stato creato apposta per loro e invece si ritrovano solo degli sfigati che per amare le donne devono avere per le mani come minimo Angelina Jolie. La quale, giustamente, si è scelta un Brad Pitt, mica un Paolo Barnard, with all respect.
Ma proseguiamo con la lamentazione del nostro, che merita.
"La donna sotto al portico aspetta la fine delle mie parole, si gira sui tacchi e muove un passo via da me, muta, neppure uno sguardo. Penso “non ho scritto ’Sono andato a puttane’ per nulla, ci risiamo”. C’era il sole, ora grandina, sto per mandarla a cagare, ma in un moto di civismo che non merita le do una seconda chance: “Era solo un complimento, non fa piacere?” le dico. Muove altri due passi dandomi le spalle, guarda laggiù chissà che cosa di più interessante di un uomo che è cortese al punto di omaggiare la sua bellezza. Tutto questo si realizza nella metà di secondo che ci metto ad esprimere la sintesi appropriata, e quando ancora la ‘ere’ di “non ti fa piacere?” è nell’aria le sibilo “Cretina”, e me ne vado."
Bontà sua che riesce a tenere a freno quella specie di istinto predatorio da serial killer mancato che guata la preda e non ottenendone soddisfazione vuole solo ucciderla e non la prende a rasoiate ma si limita all'insulto, al "cretina". Peccato che poi, tornato a casa, l'istinto omicida si sfoghi attraverso la penna e cretine lo diventiamo tutte, comprese noi che strafighe lo fummo ma tempo fa e che quindi non possiamo più sperare nemmeno in un suo prezioso insulto di genere.

Sa, Barnard, sempre a causa di quel dio leggermente sadico, lei porta il cognome di colui che i cuori li aggiustava invece di frantumarli e che, per ironia della sorte, è passato alla storia come gran chiavatore.
Se non vuole fidanzarsi con il suo sodale Massimo Fini, che io penso sarebbe l'unica soluzione per placare entrambi i bollenti spiriti, dia retta a me, abbassi il tiro e si rassegni a doversi accontentare, anche perchè a mettersi contro le donne c'è da rompersi le corna.
Prenda atto che noi siamo superiori.
Anche noi potremmo riempire giornalate di lamentazioni (e non lo facciamo) su gran tocchi di manzo che, siccome non abbiamo la taglia 42 o abbiamo superato i quaranta, nonostante facciamo loro sentire il nostro profumo e siamo ben disposte a darla loro senza indugi e magari senza complicazioni sentimentali, fanno i preziosi, ci ignorano ancor peggio di quanto abbia fatto la sua ignota bolognese. Diventate per questo dei cretini ai nostri occhi? No, solo individui che non ci meritano, peggio per voi. Potremmo scrivere di questa crudeltà del maschio troppo convinto di poter scegliere per sempre il meglio ma non lo facciamo. Abbiamo altre cose a cui pensare.

Non avrei dovuto nemmeno rispondere al suo ultimo articolesso ma il gusto di darle del cretino in ribattuta, mi creda, è troppo grande.

martedì 30 marzo 2010

Uomini beta e uomini con il raggio traente

"Ragazzi, come si sta bene fra noi, tutti uomini! Ma perché non siamo nati tutti finocchi?" (Dalla trilogia di "Amici Miei ".)

§ Riassunto della puntata precedente §

Massimo Fini, rancoroso verso l'intero universo femminile bimbominkia che, sculando allegramente in minigonna, gli preferisce giustamente Robert Pattinson, mentre è inseguito dalla Vagina Dentata si rifugia in cerca di sollievo autoerotico dietro ad una siepe dove però trova Paolo Barnard che...

Che cos'è, dunque, che fa regredire due insigni giornalisti, normalmente in grado di disquisire di massimi e minimi sistemi con notevole decenza, al livello di ragazzi gnè-gnè, generalizzanti il loro risentimento verso la femmina perchè, suppongo, chella llà non gliel'ha data? E' sempre così, puoi avere 2000 donne ma è solo una che ti marchia a fuoco per la vita come un bovino da carne. Quella che ti ha dato la fatidica carta da gioco che non vogliamo nominare.

Non varrebbe nemmeno la pena di risponder loro, visto che sono i primi a non degnarci di uno straccio di contraddittorio. Con noi che proviamo a controbattere ai loro argomenti non parlano perchè siamo poco intelligenti, non capiamo la loro meccanica quantistica del "darla", la loro sublime "teoria del gioco" sempre relativamente al "darla".
E' il guaio di certi uomini. Un banale gonfiamento di palle da astinenza lo infarciscono di teorizzazioni da mandare in tilt il lato sinistro del cervello, quello della razionalità. Perchè loro sono razionali, noi "tutto istinto". Siamo strutturalmente limitate e geneticamente diverse, un po' come i magistrati di Berlusconi. Ma lo sanno questi, tra parentesi, che la loro è la stessa misoginia del nano malefico solo paludata di un intellettualismo che a lui è estraneo?
Ecco il paradosso sessuo-temporale. Accusano noi di essere cerebrali ma in realtà sono loro che non sono capaci di lasciarsi andare ma sanno già che "con quella sarà una botta e via perchè altrimenti mi impegno ed io non voglio impegnarmi". Si chiama programmazione, ed è il contrario del ludico. Come quando trattengono l'omosessualità fino a quasi scoppiare e alla fine, a tradimento, la scorreggetta misogina di copertura gli scappa.

Ecco, sto rispondendo loro e non voglio farlo, uffa. Meriterebbero solo di essere graffiati dalla french manicure, specialmente quando insultano le mie amiche.
Ma tant'è, siccome questi hanno perfino fondato un gruppo, gli Uomini Beta, una roba che a me ricorda tanto la fantascienza di serie B degli anni 50, quella con i lucertoloni e i blob appiccicosi, mi va di scrivergli qualcosa sulla maglietta con il pennarello.

Il Gran Maestro della massoneria degli Uomini Beta è il nostro Paolo Barnard, il guru dell'insoddisfazione maschile messa nero su bianco nel famoso articolo-manifesto dal poetico titolo "Sono andato a puttane", seguito dal memorabile "Inchiodate al muro della pavidità" e, siccome siamo sceme e ci ostinavamo a non capire, dall'esplicito e definitivo "Dalla". A Barnard ho risposto in diversi post, regolarmente ignorati e vabbé. Siamo blogger, sotto le gonne c'è di più ma non siamo degne.

Dicevo degli uomini beta. Vi prego di soffermarvi, semmai avrete voglia di visitare il loro pianeta, sui commenti dei fratelli.
E' come un ristretto circolo del cucito dove si pratica la reciproca fellatio piangendosi contemporaneamente sulla spalla. Non chiedetemi con quale strana contorsione riescono a farlo ma lo fanno.

Alludevo prima, riferendomi al rash misogino di Fini, al fatto che forse lui sbaglia a puntare le ragazzine, visto che parla di mini e tanga. Forse alzando di qualche grado la mira, rivolgendosi a donne più mature, qualche carta diversa dal due di picche la potrebbe trovare.
Invece, questi intellettuali, si credono tutti in grado di conquistare le Lolite dal culetto in bianco di carrara, vestiti solo del loro meraviglioso cervello. Di questi tempi? Con al governo l'archetipo del vecchio satiro che cucca solo grazie alle sue enormi ricchezze? Togliete il trucco, il tacco e soprattutto il portafogli a Berlusconi e ve lo ritroverete a breve anche lui dietro la siepe che bestemmia contro quelle maledette troie che non gliela vogliono dare.

Per l'ultima volta. Perchè non la diamo necessariamente al primo che ce la chiede? Il motivo è semplice ma di difficile spiegazione. Proverò con una metafora fantascientifica.
Perchè gli uomini, semplificando al massimo, si dividono in due categorie: quelli con il raggio traente e quelli senza.

Ci sono uomini che emettono raggi traenti sessuali dai quali non puoi sfuggire, come quelli della Morte Nera o degli UFO che rapiscono le vacche.
Questi uomini hanno lo sguardo che in confronto la spada laser di Darth Fener è uno di quei portachiavi con la lucetta per trovare la serratura al buio. Quando li vedi non capisci più niente e loro godono perchè ti sanno in loro potere. Ti riprometti che non perderai la testa per uno così, il classico attirapassere, ma poi ti ritrovi con l'intera sintomatologia da innamoramento acuto da codice rosso. Ecco, questi uomini hanno sempre la nostra cosina a disposizione su un piatto d'argento ma siccome amano strafare, si permettono pure di tenerti sulla corda, di non dartelo. Stanno bene attenti a non dire di si a tutte perchè altrimenti avrebbero bisogno della signorina che gli smista gli appuntamenti. "Pronto, è la signorina B.? Le ricordo il suo appuntamento domani alle 13,50".

Non è necessariamente questione di bellezza anche se quella conta, eccome se conta. Non è nemmeno la ricchezza o la simpatia, l'ironia o l'eleganza, l'intelligenza o la genialità. E' il raggio traente.

Dall'altra parte ci sono uomini che non ti attraggono nemmeno se ti ci vai a schiantare sopra.

E' chiaro, adesso?

continua...

Segnalo Galatea su Fini.

lunedì 29 marzo 2010

Secondi Fini

A Massimo Fini la primavera dà fastidio. Lo turba. Lo distrae dai suoi interessantissimi discorsi sull'attualità politica italiana e lo fa svicolare nei meandri della misoginia di bassa lega, quella rancorosa dei vecchi, dove si perde miseramente.

Ha fatto scandalo sul "Fatto quotidiano" un suo pezzo, intitolato "Donne, guaio senza consolazione", al quale hanno risposto in rete, in difesa del genere femminile preso a cornate, sia giornaliste che bloggers.
Non so però se vi siete accorte, sorelle, che il pezzo era vecchio, una cosa pubblicata l'anno scorso con il titolo "Una razza nemica, meglio soli" sul Quotidiano.net, al quale avevo replicato allora con questo post. Infatti, avevo avuto la sensazione di deja-vu, del gatto che era già passato una volta, del bug nella matrice. Ho controllato ed è esattamente lo stesso pezzo, con una sola piccola variante finale.

Un anno fa Fini scriveva: "Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini («si vede tutto e di più» cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro.
Basta. Molto meglio restare soli."

Oggi chiosa: "Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe."

Non è neppure una gran novità. Woody Allen l'aveva già detto in maniera più divertente: "La masturbazione è fare sesso con qualcuno che si ama veramente".
Ora però, io non consiglio a Massimo Fini di andarsi ad appartare dietro la famosa siepe, perchè rischia di trovarci acquattato Paolo Barnard, l'altro grande guru della misoginia a mezzo stampa. Eh già, se Paolo ululì, Massimo ululà.

continua...

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