martedì 29 novembre 2011

Suffragio demenziale


Presidente Berlusconi,prenda la chiave e apra quella porta,restituisca a noi, suoi elettori,la libertà di andare al voto e rivincere,su questo non ci sono dubbi.

Siete sicuri che l'aver concesso il diritto di voto a tutti, cani e porci, a partire dai diciotto anni d'età, senza controllare che le scatole craniche degli elettori fossero tutte fornite di apposito cervello funzionante anche nella parte delle funzioni superiori e non soltanto in quelle rettiliane, sia stato un bene? Secondo me no. Il suffragio universale è una sciagura. E' ciò che permette la dittatura della maggioranza ignorante, la spettacolarizzazione della politica, il trionfo dell'incoscienza e del pressapochismo. E' il viatico per ogni tipo di delinquente, profittatore ed illusionista che volesse farsi una carriera politica per avvantaggiarsene. 
Perché il popolo, come entità collettiva, è idiota, è intrinsecamente popolaccio e lo voterà entusiasta, fregandosene delle conseguenze, anzi, felice di poter giocare con una cosa così preziosa come la democrazia, sporcandola e riducendola a cosa immonda.
Come se non bastasse, il sistema bipolare, che sembrava andar così bene per i paesi anglosassoni, una volta importato alle latitudini italiane ha ridotto la politica a puro tifo da stadio, a guelfoghibellinismo di ritorno, dove non contano le idee e i programmi dei partiti ma vincere, vincere mussolinianamente per vedere la faccia di coloro che perdono e godere. Vincere per poter gridare, sbracare e sentirsi parte di un grande fans club.

Silvio non appoggiate MONTI... NOI VOGLIAMO TE!!!! TU SEI STATO L'UNICO A NON FARCI PAGARE TASSE NONOSTANTE LA CRISI... WWWWWW SILVIOOOOOOOO!!! POPOLO SVEGLIATEVIIII!

Il suffragio universale ed il sistema elettorale su cui è basato non funziona, è un imbroglio di fondo. Perché le elezioni non le vincono la destra o la sinistra come le conosciamo, grazie ai loro militanti o simpatizzanti,  che di solito non cambiano campo tanto facilmente e votano secondo le loro idee ma l'enorme massa di bovini in transumanza della mandria del popolaccio che, secondo come spira il vento, si butta da una parte o dall'altra, diventando determinante nel risultato finale delle elezioni. Tutta gente che, lo ammette perfino se glielo chiedete: "non si interessa di politica". Però vota e determina i destini di tutti. Una cosa insopportabile.

Visto che i bovini sono bovini e non capiscono di politica, bisogna blandirli con cose semplici, facilmente masticabili e digeribili, ad effetto. "Fuori i negri dalle balle", "toglierò l'ICI", "meglio guardare le ragazze che essere gay", "non metteremo le mani nelle tasche degli italiani", "non lasceremo questo paese in mano ai comunisti". Slogan, battute, facezie, bagattelle che non significano nulla, non contengono nulla di propositivo e soprattutto non serviranno per governare perché si basano sul pregiudizio e sulla fallacia e serviranno solo agli eletti per mantenere il loro potere e poter fare i propri interessi. Alla faccia del popolaccio.

Ricordate Iddu che, in zona Cesarini durante l'ultimo confronto elettorale con Prodi, guardò dritto in camera e, con lo stesso sguardo con il quale era solito invitare le sue cortigiane a toccarsi, promise di togliere l'ICI?  Nessuno spiegò, negli anni successivi, nessuno, nemmeno i sindaci che avrebbero dovuto conoscere bene la questione, che l'ICI non doveva essere tolta perché serviva a pagare tanti servizi comunali di primaria importanza. 
Ma si sa che l'italiano è un popolo che pretenderebbe tutto gratis senza pagare nulla. E' un popolo di Pinocchi che trova sempre qualche Gatto o Volpe che gli racconta che gli zecchini crescono sugli alberi. Basta innaffiarli. E' gente che se rischia di infilare ogni giorno un piede - facendosi caviglia, perone e placca tibiale - in un buco nell'asfalto che il suo Comune non ha i soldi per riparare, deve ringraziare il manipolatore con lo sguardo da camera da letto e i bovini che gli hanno creduto, invece di maledire i comunisti.


Il sistema bipolare, che fa si che una volta possa vincere l'uno o l'altro a seconda delle sindromi premestruali dell'elettorato, rende la politica schiava di quest'ultimo, la costringe a blandirlo continuamente con moine e contentini, evitando accuratamente di risolvere i problemi, compresi e soprattutto quelli che richiedono sacrifici, compito che dovrebbe essere quello della politica.
In cambio, il consenso del popolaccio permette ai governanti eletti per caso e per disgrazia, di vantare una presunta "investitura a nome del popolo" che non vale mai per quella legislatura, ma per sempre. Chi è stato eletto una volta dal popolaccio lo è per sempre e avrà sempre diritto di rivendicare questo diritto fasullo.
I partiti diventano anche schiavi degli umori dell'elettorato di bovini e racconteranno loro qualunque balla - come quella della crisi che non esiste - pur di non perdere il loro voto che, a pensarci bene, sarebbe salutare perdere.

ho sempre votato cdx, se voterete le prossime tasse del governo monti allora perderete i voti della mia famiglia(3)...ma penso che saremo in tanti....cordialmente

Dal canto suo, il bovino sviluppa un complesso di onnipotenza che lo fa illudere di poter decidere chi votare e chi mandare a casa con un semplice movimento del pollice, su o giù. Una sensazione inebriante, non c'è che dire.

SIMPATIZZANTI MA NON SPOSATI, VALUTEREMO CHI TRA DX E SX, CHI E' D'ACCORDO CON MONTI, Sù ICI, PENSIONI, IVA, PATRIMONIALE (SOLO X GRANDI CAPITALI) E VALUTEREMO X CHI VOTARE, GLI ALTRI A CASA.

E guai a rimuovere l'inadeguato se è stato eletto dal popolo, ovvero per sempre, a causa della sua manifesta incapacità a governare. Il bovino se ne ha per male, ne fa una questione di principio.

Basta coi dictat del colle, la questione degli immigrati sarà risolta solo da un governo eletto dal POPOLO e non dai Comunisti !!! Giuseppina

Monti non faccia leggi politiche (tipo Cittadinanza) faccia bene e presto ciò per cui è stato chiamato e poi lasci ai cittadini l'unico diritto che hanno: il voto. ivonne

Questo sistema elettorale, incistando il confronto politico nel dualismo combattivo, impedisce anche qualunque superamento degli schemi ideologici tradizionali.  Che senso avrebbe parlare al giorno d'oggi di destra e sinistra? Eppure siamo costretti ancora a farlo, perché il popolaccio è ancora sensibile alla favoletta del "pericolo comunista". A nessuno di questi bovini viene in mente di mettere in funzione un paio di neuroni in più e constatare che gli unici due rimasti a parlare di comunisti sono Totò Riina e B. Guarda caso.

Per colpa del suffragio universale e di una politica asservita al sistema dell' Illudi & Vinci abbiamo subito per diciassette anni l'imposizione di un cialtrone (s)pregiudicato spacciato per grande statista, votato da uno degli elettorati più ignoranti di tutti i tempi. Un bugiardo patentato che ha sempre accusato gli altri di mentire, con il popolaccio che gli gridava bravo qualunque infamia commettesse e che ha lasciato infine un paese sul lastrico, mentre lui, premier a tempo perso, sperperava quel che resta della sua miserabile vita in bagordi e puttane. Un elettorato che credeva a tutto, bastava raccontarglielo.

Con avanzo primario e basso deficit, oggi abbiamo il bilancio migliore d'Europa. Pareggio di bilancio nel 2013 per la prima volta dopo 130 anni. GRAZIE SILVIO !

Un elettorato che però, oltre ad essere bovino è anche pronto a gesti che non ti aspetteresti:

Se torna l'ICI voto Grillo. Punto.

Disclaimer: nessun bovino è stato maltrattato per questo post.
(Le citazioni papiminkia in corsivo sono tratte dal meglio di "Spazio Azzurro", vero e proprio Malleus Papiminkiarum del berlusconismo militante).



Update 2014. Quando la piddinaggine è dura a morire. Cosa si prova a rileggere questo pezzo e  a rendersi conto che i tanto bistrattati papiminkia non avevano poi tutti i torti e che l'elettorato piddino avrebbe, tre anni più tardi, superato ogni decenza bovina? Eh, si prova un certo imbarazzo, devo ammetterlo.

10 commenti:

  1. leim,

    tutte le volte che ti leggo mi piglia male. non che non sia un complimento, eh.

    orfy

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  2. ercole2801:27

    touchè...
    ecco un altro pensiero in comune!
    In effetti non solo mio e tuo, se pensi che anche Benedetto Croce era diffidente verso il suffragio universale...
    Io proporrei che si potesse votare solo dopo aver fatto un esame, atto a certificare la presenza di qualche neurone nella scatola cranica del pretendente (a meno che non ci si voglia basare sulla vecchia equazione censo=cultura).
    Così com'è il suffragio è una trappolona per chi vota avendo un'opinione (dato che siamo sempre sovrastati dal popolo bue).
    C'è speranza secondo te?
    Ercole

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  3. io invece ogni volta che leggo i tuoi post tiro un sospiro di sollievo e mi sento meno sola.
    forse più che controllare gli elettori io controllerei chi si candida: il problema è che la gente, quel popolaccio bovino di cui parli, vota solo dove spera di acchiappare qualcosa in cambio, non votano per altro, ma non toglierei il voto a gente a volte solo ridotta alla demenzialità (il sud ad esempio è pieno di gente così, ma non sono disabili cognitivi, solo che da generazioni sono convinti che votare vuol dire far entrare in polizia un parente, oppure far diventare bidella la figlia tenuta chiusa affinché non perdesse verginità (nel frattempo abusata da zii e simili in casa).
    in calabria si prendono centinaia di voti in cambio di una lavatrice, infatti berlusconi di solito vince proprio a casa della 'ndrangheta...
    quindi controllerei ed eviterei che si candidassero persone che comprano, che schiavizzano, senza avere nessun requisito per fare il politico.
    infatti in italia diventare politici non vuol dire far politica, ma affiliarsi a qualche cosca, n'drina o famiglia: controlliamo questi e poi semmai pensiamo pure agli elettori, ma finché si candideranno questi maiali voteranno solo ghiande.
    ciao, sempre un piacere leggerti, laura

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  4. Anonimo09:07

    Solo un appunto: Prodi vinse le lezioni nonostante la boutade berlusconiana dell'ICI anche se questa gli consenti la famosa rimonta esclusa da tutti i fini commentatori politici nostrani (sarò ingenuo, ma io non ho mai dato troppo peso alla storia dei possibili brogli). Per il resto, come non essere d'accordo?

    Saluti

    Nevermind

    ps: imporre un esame per potere essercitare il diritto di voto non sarebbe una riforma classista, in quanto parecchi figli di papà andrebbero necessariamente dietro una metaforica lavagna.

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  5. non mi stupisce questa tua analisi, né mi stupisce il comportamento di b. che sa ragionare solo in termini aziendal-finanziari: da sempre gli operatori finanziari definiscono i piccoli investitori facilmente manipolabili (che tutti insieme muovono capitali consistenti) "parco buoi". ecco quel che siamo per lui, e son vent'anni che ci tiene nell'ignoranza più grassa con il suo modello subculturale propinato capillarmente via video. però gliel'abbiamo lasciato fare.

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  6. paolo16:21

    a pelle la prima reazione è stata: come non condividere l'ennesimo mirabile sfogo della papera zoppa. Però...però...premesso che ha ragione blindsight e che il voto di scambio è una componente fondamentale e che quindi prima di tutto andrebbe disinnescato quel meccanismo, non sarà che ci crogioliamo nell'alibi della papiminkitudine diffusa per coprire le nostre incapacità di far politica in un contesto dato? Voglio dire: quei militanti "onesti" non saranno anch'essi un po' fessi, visto che negli ultimi vent'anni hanno digerito il peggio, a destra e a sinistra? E il peggio secondo me significa non solo che possono votare cani e porci, ma anche e soprattutto che si è sterilizzata la rappresentanza delle parti evolute e minoritarie della nostra società, quelle che storicamente hanno fatto da motore al progresso civile di questo paese.
    Conflitto d'interessi, legge elettorale..."Ci arriveremo, ci arriveremp". Si, vabbè.

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  7. Le conseguenze dell'informazione asimmetrica tra le parti contraenti sono state evidenziate da Akerlof, nel suo studio intitolato "il mercato dei limoni", che gli ha "fruttato" (è il caso di dire) il premio nobel per l'economia.

    In sostanza dice che se i compratori sono poco informati sul prodotto, non sapendo distinguere tra un limone di buona qualità e uno schifoso, penseranno che "poco pagare, poco valere", quindi tenderanno a scartare sia i prodotti più cari, ma anche i più economici, concentrandosi sulla fascia media.
    I venditori che lo sanno, e che (loro si) sanno distinguere i limoni buoni dai cattivi, venderanno i limoni peggiori a un prezzo più alto.
    Di conseguenza chi vende limoni di buona qualità a buon interessante sarà gradualmente eliminato dal mercato, e rimarranno solo quelli che vendono limoni sempre peggiori a prezzi sempre più alti.

    Viceversa, se i compratori sanno riconoscere la qualità dei limoni meglio (o almeno quanto) i venditori, tenderanno a comprare i limoni più buoni con un miglior rapporto qualità / prezzo, e quindi questa volta ad essere eliminati dal mercato saranno i venditori di limoni scadenti a prezzo alto.
    Adesso io l'ho spiegato così, a cazzo, ma lo studio roba seria, ed è avvalorato da dati statistici che lo confermano.

    Sostituendo i limoni con le leggi, i venditori con i politici, e i compratori con gli elettori, il principio non cambia, e il risultato sarà lo stesso.

    Quindi Lame ha matematicamente ragione.

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  8. claudiacolt06:51

    E' mai possibile che noi italiani dobbiamo essere schiavizzati e "rovinati" da una massa informe, che non voglio chiamare" buoi" perche'si offenderebbero gli animali che invece hanno una loro dignita', il cui cervello va ondeggiando la' dove la portano i "grandi fratelli" e i vari Minzovespafede? Se io mi sento ancora italiana mi chiedo ma questi chi sono?

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  9. Adetrax22:15

    Presidente Berlusconi, prenda la chiave e apra quella porta ...

    No, la chiave no, non aprite quella porta !!!

    Se qualcuno avesse ancora qualche lontanissimo dubbio, provi a cercare sul tubo:

    Berlusconi passerottino

    i filmati sono da vedere tutti ... altro che la cura Ludovico :-)

    Chiaramente il soggetto dai capelli finti rossi è stato trapiantato a Milano, un po' come Craxi.

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  10. un plauso a marcello a per l'interessante riferimento bibliografico

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