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giovedì 1 dicembre 2011

Forza nuora


Mi piace quest'idea di fare l'autopsia agli articoli altrui, mi piace assai. Così, rubo l'idea a Paolo Barnard e mi occupo subito di colui che giace sul mio tavolo autoptico, massacrato da orde di facebookiani, twitteroli, bloggers ma soprattutto donne e uomini di buona volontà, indignati per il concetto da lui espresso ieri su "Libero", nell'articolo "Togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli". Uno di quei titoli da perfetta suocera fascista vs. nuora troppo emancipata che si pensava fossero ormai scomparsi da tempo immemorabile nelle nebbie della storia e che invece ogni tanto riemergono dall'ombra in pochissimi e preziosi esemplari. Volantini di Forza Nuova inclusi.
In soldoni, il fatal concetto è quello che, per evitare il sorpasso demografico delle femmine islamiche e straniere in generale, sempre con la pagnotta nel forno e presumibilmente ignoranti come capre, è necessario che le donne italiane non si dedichino più a studi superiori (lui parla di Università, speriamo che almeno possiamo continuare a frequentare le elementari così da imparare a leggere e far di conto). Private delle distrazioni culturali e ripiombate nei secoli bui dell'analfabetismo, le italiane ricominceranno così in automatico a fare figli, a scodellare marmocchi fino a farsi scoppiare i lombi.
La base scientifica di tale bizzarra tesi sarebbe tratta da un fantomatico e non citato studio partorito dall'Harvard Kennedy School of Government. I poveretti si erano limitati a far notare che statisticamente, le donne più colte tendono più facilmente ad essere nubili. Non l'avessero mai fatto. L'intellettuale teo-con ci si è subito catapultato a pesce, fraintendendo a suo vantaggio.
Il poveraccio però, colpito da innumerevoli fendenti di ludibrio elettronico a causa di quest'articolesso, è ora ridotto molto male.

Incominciamo dunque l'autopsia. Alla ricognizione esterna il soggetto appare maschio, di età indefinibile ma presumibilmente da quarantino che ne dimostra cinquanta o da cinquantino schietto portato male. Cattolico praticante, quindi non circonciso. Razza caucasica.
Pratico il taglio a T ed asporto la cassa toracica per l'esame degli organi interni. Niente di particolare da osservare, quindi passerò all'esame dell'encefalo.
Il cervello è ben formato ma presenta numerose recidive di pensiero misogino. Una, molto recente, risale all'anno scorso, quando scrisse: "Genitori che avete una figlia in età da università: se volete nipotini che vi tramandino e che la realizzino, risparmiate sulle tasse universitarie e regalatele un bel vestito». (1.9.2010, Il Foglio) che, più o meno, è identica a quella che ne ha provocato l'exitus.

Un'altra, molto interessante, situata proprio al centro del cervello primitivo, tra la negazione del Darwinismo (che lui definisce: "superstizione pseudoscientifica che ci considera discendenti dalle scimmie") e l'oscurantismo cattolico, si intitola: "Maschio, vuoi sopravvivere? Non cucinare." Dove si auspica che le donne tornino ai fornelli a spignattare piatti a lunga preparazione tipo u tuccu e la pastiera napoletana per evitare che escano a complottare con Umberto Veronesi per instaurare un'hitleriana superiorità biologica femminile. (Giuro!)
E che, ovviamente, gli uomini la smettano con quell'hobby un po' ambiguo della cucina. In culo a Vissani e a tutti i più grandi chef (maschi) del mondo, immagino.
Occhio anche alla ceretta maschile.
"...il damerino liscio, depilato e fotogenico è invitato a lasciare il campo a chi sa cambiare una ruota, a chi è capace di difendere la fidanzata dai malintenzionati, pagarle la cena e consentirle di licenziarsi. Perché una vera donna lavora solo in casa, per il suo vero uomo." (L'elogio del maschio con le palle: alle donne piace fascista." (Libero, aprile 2011)

Sto cercando eventuali tracce di ironia in queste placche misogine ma non riesco a trovarle, per cui il quadro è più grave di quanto pensassi. Temo proprio che il soggetto pensasse ciò che esprimeva per iscritto.
Prelevo dall'articolo incriminato alcuni campioni da inviare in istologia:

"I figli una volta erano braccia per i campi e da grandi bastoni per la vecchiaia".
"Io sono di destra perché sono realista: le ideologie e le utopie non me le bevo." [Però crede nella più clamorosa utopia di tutti i tempi, il Cristianesimo. n.d.r.]
"Mi capita sempre più spesso di trovarmi completamente circondato da stranieri (alla stazione di Brescia, in viale IV Novembre a Reggio Emilia, sui regionali notturni in partenza da Bologna...) e mi sembra di vivere un incubo."
"Il vero fattore fertilizzante è, quindi, la bassa scolarizzazione e se vogliamo riaprire qualche reparto maternità bisognerà risolversi a chiudere qualche facoltà."

Basta, ok, riportatelo in cella frigorifera.


P.S. Io ho condotto l'autopsia, ma la diagnosi impeccabile e fulminea, da Dr. House, l'aveva già fatta Galatea.

domenica 13 novembre 2011

Week-end con il morto


Quando esce dal lato B del Quirinale, il piccolo Papi ha l'espressione terrea di un vampiro svegliato anzitempo dalla scampanellata in pieno giorno del postino con la raccomandata, che gli ha fatto prendere l'odiata luce. 
Si è beccato anche la sua fischiata d'ordinanza e la reazione di pancia del popolaccio alla sua dipartita  - stasera nel videomessaggio ha lamentato il dolore che gli provoca la ferita narcisistica - ma non pensate a cosacce da Cannibal Holocaust tipo fine di Gheddafi; niente di tutto ciò, robetta. Avanspettacolo, rivista, mica tragedia. In linea con il personaggio.
Molto azzeccato il "buffone" e direi d'uopo il "chi non salta B. è", trattandosi di trafficante di pallonari. Un po' meno adatto il "Bella Ciao" che, cinghiatemi pure se volete, ha rotto i coglioni e non si può più senti', soprattutto quando è totalmente fuori contesto, visto che di partigiani in questo frangente se ne sono visti pochi in giro. Invece di andare sui monti, i Monti sono venuti a noi.  Ecco cos'è successo. Altro che "Il PD ha mandato a casa B." detto da Bersani, ve lo giuro. Premio Minchiata d'Oro alla carriera.



Tornando al nostro più grande statista morente, politicamente forse ieri sera ne abbiamo celebrato il funerale. Chissà se avrà la forza di rialzarsi e dovremo ricorrere al paletto di frassino.
Fisicamente appare comunque provato. Non è solo la rabbia che lo rode accelerandone l'invecchiamento a rotta di collo ma quell'assopimento che lo coglie ormai in qualunque momento - sedativi? narcolessia? avvelenamento lento? sofferenza vascolare pre-ictale? - e quell'eloquio impeciato alla ultimi discorsi di Michael Jackson, con le parole biascicate meccanicamente senza forse credere più a ciò che dice. Ascoltare il discorso dei ristoranti pieni, per credere.

Più che un Presidente del Consiglio dimissionario che andava dal Presidente della Repubblica, accompagnato dai bodyguards, ieri sera il nostro Dead Premier Walking sembrava l'utente finale di un nuovo tipo di funerale low cost con i quattro beccamorti regolamentari e il morto bell'e vestito e composto seduto dietro, tutti a bordo di un'auto comune, per risparmiare nel cofano e nel carro. Sapete, c'è la crisi.


venerdì 4 marzo 2011

Il ballo delle debuttane


E brava la Rubacazzi! Dal palco dell'Opera di Vienna, ha dichiarato che quella lì che partecipava al Gran Ballo delle Debuttanti si che era bella gente ed elegante, mica come gli italiani. Grazie, eh?
Ecco dimostrato che non si è mica puttane perché la si dà via per soldi ma per una sorta di forma mentis e perché lo si nasce. Irrimediabilmente.
Perché si dà il caso che sia stato proprio grazie alla coglionaggine degli italiani ricchi, alla loro perversione per le fichette minorenni pur che siano e basta che respirino ed in specie dell'indegno presidente del consiglio incapricciatosi dei suoi labbroni pagati a peso d'oro che la Rubacazzivecchi si sia trovata per miracolo a Vienna trattata in guanti bianchi e come una regina solo per aver pagato pegno con l'ennesimo miliardario in avanzato stato di decomposizione. Ma una bottarella di vomito non le viene mai, a 'sta necrofila? 
Ha perfino il coraggio di dare la colpa ai media del suo immeritato successo, l'immatura stronzetta,  invece di ringraziarli se non altro per i lauti guadagni che ha modo di incassare a mo' di manna dal cielo, per puro miracolo. 

Di che si lamenta? Sembra così contenta di fare il monumento vivente al colonialismo pedofilo, di farsi portare in giro come un trofeo e pagare così tanto solo perché è quella che ha inguaiato Berlusconi.
Vista l'età media dei suoi boyfriend, questi potrebbero schiattare da un momento all'altro, magari durante. Capisco quindi che la gerontofila abbia fretta di bruciare le tappe e capitalizzare il più possibile prima di finire nel dimenticatoio dove finiscono tutte le meteore da quattro soldi, oltretutto precocemente sfiorita, dato che ciucciare roba vecchia non fa bene per niente alla pelle. Però potrebbe risparmiarci l'ingratitudine verso l'Italia che l'ha resa fenomeno e titolare di un sostanzioso conto in banca. 
E non parlate di povera minorenne e parte lesa. Ho l'impressione che questa, per un abito firmato e una comparsata nell'alta società da Cenerentola cafona, pigierebbe il bottone della guerra nucleare.

venerdì 17 luglio 2009

Il MaNonna Tour ovvero dell'invidia del microfono


Una precisazione, qui non si discute delle qualità vocali di Madonna. Se è stata in grado di cantare le canzoni di notevole difficoltà, con picchi da pista nera di "Evita", significa che proprio così cagna non è. Anzi, la trovo meglio di tante cosiddette cantanti ben più considerate vocalmente.
Madonna non sarà Celine Dion né Antonella Ruggiero ma ci ha regalato anche molte belle canzoni da canticchiare mentre affetti le melanzane per la ratatouille.
"Vogue", ad esempio, con tanto di video sciccosissimo, che per me ha segnato un epoca; "Into the groove", "Like a Virgin" e "Hollywood", dove spingeva al massimo il suo proverbiale trasformismo: la mora, la rossa, la bionda, che secondo me nemmeno il ciglione finto con il piercing di Christina Aguilera gli si poteva avvicinare.
Ecco, quello che mi piace(va) da morire di Madonna è che era come una Barbie (altrettanto piccola e stronza) vivente che potevi vestire e svestire, alla quale cambiare le parrucche, i trucchi, le scarpe.
In più, schiacciavi il pulsante dietro la schiena e ti cantava le canzoncine porche e spalancava le gambette.

Ora invece, mein Gott, perchè insiste ormai da diverse stagioni con questo look da rana di Galvani con le coscine tutte tirate dalla corrente, con gli stivaloni a metà tra il Gatto con i suddetti e Raffaella Carrà, il corpo plastinato e soprattutto l'orrenda capigliatura biondoboccoluta da angelo mummificato che più passa il tempo più va verso un pericoloso effetto lavoro di Alfredo Salafia. Nel complesso una versione en travesti di Otzi, l'Uomo di Similaun.
Ma non lo sa che le vecchie (si, diciamolo, tanto a cinquant'anni per il 99% dei maschi si è vecchie), con i capelli lunghi e il boccolo da bambina inglese ottocento sono ridicole? Il capello vecchio perde di elasticità, ricade pesantemente sulle spalle e fa risaltare la gorgia botulinizzata come un evidenziatore Stabilo Boss. Meglio un clamoroso corto full metal jacket che rischiare la vecchia bambola Furga che ha perso il cerchietto di cellophane che gli teneva a posto la chioma.

Essere muscolose va bene ma quando guardi le braccine di Madonna pensi: "Quale sarà la sua dieta? Mezza lucertola con una foglia di insalata a pranzo e cena e la domenica, giusto per far festa, una carota intera?"
Ragazze, vi chiamo così tanto siamo tutte sulli stessa barca, noi babyboomers, tutti questi riferimenti necrofili non vi allarmino. Non avete idea, rappezzandovi e riempiendovi di cerone in un look finto giovane da Lolita fuori tempo massimo quanto assomigliate a delle morte. Peccato che se non è più immobile ma cammina, la morta diventa morta vivente e non è più la stessa cosa.

E che dire dell'ormai alzheimeriano atteggiarsi a sexeversiva lesbochic? I giornali hanno scritto "Madonna nel tour bacia la ballerina". E capirai! Dopo che Asia Argento ha slinguazzato un rottweiler cosa vuoi che sia?
Madonna è ancora convinta, dopo trent'anni, che non si è veramente glamourosissime e divine se non si pratica l'omosessualità a targhe alterne: oggi con una donna, domani con un uomo, oddìo me sto a confonde, oggi che giorno è, che mi tocca? Si decida, senza atteggiarsi a camionista platinata con la sorpresa nelle mutande e 27 motivi per conoscerla. E se è finto e con le pile non importa, l'importante è avercelo.

Insomma, che volete. Sarò cattiva ed impietosa nel proporre il confronto con la ciccia fresca, ma io Madonna preferisco ricordarmela così.






domenica 28 giugno 2009

Obitorio 80 (Decade in decay)

Che brutta fine stanno facendo gli anni 80. Ancora così giovani eppur fatali a chi in quegli anni faceva faville e dettava le mode ed i comportamenti di noi tutti che eravamo già tra i vivi.
E' in atto una morìa di miti di quegli anni e chi non è ancora in rigor mortis non se la passa tanto bene.

Che sia l'effetto tossico della stronzaggine degli yuppies, del rampantismo dei Gordon Gekko ( i padri di tutti gli speculatori finanziari attuali) e della superficialità ed idiozia che allora ci venivano irrorate addosso a tonnellate attraverso i media per rincoglionirci meglio?
Se un decennio è riuscito a compiere tanta devastazione nei personaggi delle ultime cronache mortuarie, avevamo ragione a lamentarcene allora. C'è un motivo per cui non ricordiamo volentieri gli anni ottanta mentre ci viene la lacrimuccia per i sessanta e settanta. Erano anni di merda, che hanno seminato alcune delle peggiori male piante di oggi.
Sarà interessante vedere le fotografie (prima e dopo) dei personaggi citati in questo macabro post, per ribadire che gli anni 80 nuociono gravemente a chi li ha vissuti e a chi sta loro vicino.

Michael Jackson (prima e dopo) è già alla seconda autopsia (come se il tossicologico non fosse stato da fare immediatamente, in casi del genere, benedetto coroner!) e immagino che il lavoro del tanatoprattore, dopo tanto taglia e cuci, sarà destinato a diventare più ostico del previsto. Non lo invidio. Non tanto per la ricucitura del taglio a T, visto che sarà coperto dalla divisa del moonwalker, ma per il naso che, essendo già pericolante da vivo, sarà già andato e dovrà essere sostituito da una protesi in silicone. Gran lavoro anche sulla pelle che, sottoposta a trattamenti sbiancanti e a chirurgia plastica intensiva per anni ed anni, sarà già più agée di quella di Ramses II, una mummia che i suoi anni se li porta alla grande.
Un consiglio, però. Fatecelo vedere da morto altrimenti, con le voci che già circolano e la morte simil-Elvis, rischiamo di ritrovarcelo tra i non morti assieme ad Elvis, appunto, e Moana. Non morti ma vivi e vegeti da qualche parte (universo tangente?) per sfuggire a varie miserie esistenziali.

Anche Farrah Fawcett (prima e dopo) è morta. Ai suoi tempi, quando scopertinava su tutte le riviste ed era la supergnocca da imitare, tutte siamo state pettinate come lei, con la sua inconfondibile scalatura di capelli biondi. Sempre che il parrucchiere capisse cosa intendevate con "scalatura alla Farrah Fawcett". Io, per averla voluta imitare, mi ritrovai con un taglio stile marines, cortissimo, che mi causò cocenti lacrime e da allora un'odio viscerale verso i tagliatori di capelli.
Dispiace ridurre il ruolo di questa icona morta degli anni 80 ad un puro ricordo da coiffeur ma sinceramente, a parte il fatto che fu moglie dell'uomo da sei milioni di dollari e che si mise con Barry Lyndon prima (e dopo ) che costui iniziasse a gonfiarsi come un pallone di whisky, non mi viene in mente altro.

Simon Le Bon (prima e dopo) non è morto anche se è già enfisematoso, ma si è scoperto recentemente essere dedito ad allietare le feste private di un altro ex eroe degli anni 80, il manager rampante delle televisioni Silvio Berlusconi (prima e dopo), oggi ridottosi a fare il presidente del consiglio italiano.

Pur non essendo propriamente un mito anni 80, una mortina non si nega neppure a David Carradine, self-kill Bill, entrato ad honorem nella schiera dei miti del trash a causa della morte per autostrangolamento erotico.

Forse aveva ragione Donnie Darko. Un bel motore d'aereo che ci cascasse in camera da letto potrebbe aprirci uno spiraglio su un universo tangente migliore di questo. Dove gli anni 80 non sono mai esistiti.

lunedì 8 giugno 2009

Crepuscolari papiminkia


Parte prima: Esegesi di un vampirla

In questi giorni mi sto divertendo un mondo a leggere il blog delle Malvestite, dove Betty Moore si lavora ormai quotidianamente con motosega e coltelli di Liston i twilighters bimbominkia ovvero, traduco per gli over 13, i ragazzini, soprattutto le XX ma anche qualche XY, fanatici di Robert Pattinson e della saga di Twilight. Una robetta decadente a base di vampirismo diluito in dosi omeopatiche recentemente portato sullo schermo con risultati devastanti sulla già pericolante psiche adolescenziale.
Pare che la tipa che si è inventata la storia dei vampiri ggiovani soffra, come la Rowling del maghetto, di logorrea narrativa e quindi, non paga di un volume, ne scodella a ripetizione, con i relativi film a seguire.

Per fortuna non ho tempo di leggere e quindi ho potuto concentrare la full immersion nel fenomeno bimbominkiesco nelle due ore del DVD. Tra qualche bottarella di sonno qua e là e una sensazione del tipo "ma che ci faccio io qui?", credo di aver capito qual è la scena chiave del film che spiega perchè sia così amato dalle adolescenti oversize di questo filmato agghiacciante.

Dunque, Robert Pattinson, il tipico inglese pallido e smunto, il bello e dannato di cui di solito si innamorano alla follia i compagni di accademia militare brufolosi e racchi, è Edward, un vampirello che si incapriccia di una squinzia che si chiama Bella (come quella della Bestia). Lei lo vede per la prima volta a scuola ed è astinenza a prima vista. Si perchè, nonostante lei sia della serie "mammaCeccomitocca" ma di quelle che non disdegnerebbero, lui è restio. Non ci crederete ma per questo motivo si ameranno in eterno, scopando forse finalmente quando lei avrà novant'anni e avrà già preso l'estrema unzione.
Poi, figuriamoci, il belledannato non dorme mai. Non dorme???? Diamo atto all'autrice di aver creato il primo vampiro insonne, talmente stanco che non gli rimangono che le energie per saltellare qua e là come Spiderman. Superpoteri si ma riguardo al sesso si va sul platonico. Mah.

Scena chiave dunque del vampirizzare pallido e assorto: i due, Edward e la squinzia, ormai cotti l'uno dell'altra, sono in camera da letto. Lei ha già segnato sul diario "oggi perdita verginità", lui si avvicina, tenta di baciarla ma... si ritrae. Non può farlo. Si, la scusa ufficiale è che se per caso si mordono la lingua e lui sente il profumino del sangue rischia di mangiarsela ma a me la cosa non convince. 'Sto Edward è il vampiro più innocuo della storia del cinema e per questo piace alle ragazzine che fanno tanto le paracule in gruppo ma se si trovassero a tu per tu con un vero uomo se la farebbero sotto. Alle bimbeminkia trucide a parole piacciono i bambolotti tanto bellini ma sprovvisti del dunque, come il fidanzato di Barbie. Bambolotti che cantano, ballano, ti fanno strillare come un maiale al macello ma non ti sbatteranno mai a novanta gradi sul tavolo della cucina acchiappandoti per la collottola.

Il vampiro innocuo è una bestemmia. Qualcuno spieghi all'autrice di Twilight che il vampiro è uno dei più inquietanti simboli sessuali da sempre. Nella trasposizione cinematografica più fedele al romanzo di Bram Stoker, quella di F.F. Coppola, Dracula riesce a sovvertire totalmente la moralità delle due fanciulle, Lucy e Mina, spingendo quest'ultima ad una conclamata ninfomania.
Anche le sue mogli, nel castello in Transilvania, sono delle assatanate che prosciugano letteralmente Jonathan Harker, non soltanto succhiandogli il sangue.

Nonostante il suo aspetto mortifero, addirittura orrendo, come il Nosferatu interpretato da Klaus Kinski nel film omonimo di Werner Herzog, contenente la più lunga sequenza di suzione del collo della storia, ai danni di una Isabelle Adjani salmizzata, il vampiro è simbolo di seduzione assoluta che racchiude in sé l'ossimoro di vita (eros) e morte (thanatos) congiunte assieme nella più trasgressiva ed inquietante delle perversioni: la necrofilia.
Un altro film che trasuda vampirismo e sesso è "Miriam si sveglia a mezzanotte" con un David Bowie eternamente giovane incredibilmente accoppiato ad un'elegantissima e perfida Catherine Deneuve, impegnata questa volta in seduzioni lesbo-chic.
Infine, altro memorabile film vampiresco e ad alto tasso erotico, "Intervista col vampiro ", che rimane impresso per la figura della sconcertante vampira bambina Kirsten Dunst, una nuvola di ricci perversi a soggiogare per sempre il duo Brad Pitt-Tom Cruise.

Pensando a questi esempi classici di rappresentazione del mito del vampiro mi sento di poter definire Twilight, alla faccia di tutti i twilighters bimbominkia e in puro stile fantozziano, "una cagata pazzesca". Perchè un film di vampiri casti e ciellini è un'assurdità. E un vampiro che si tira indietro, come Edward, con la scusa dell'allergia al globulo rosso, non è un vampiro, è un vampirla.

Parte seconda: La rivelazione

"Inutile nasconderlo: siamo scesi. Grazie a Veronica. Si era prefissa di far danno e l'ha fatto. Che tutto le sia restituito con gli interessi".

"Grande Silvio! Sei il migliore! Qui in Toscana sono circondata dai poveri comunisti! Ieri sera ho assistito allo spoglio delle schede e la mia presenza li ha irritati". (da Spazio Azzurro)

Occazzo! Il fanatismo dei papiminkia assomiglia a quello dei twilighters, come dimostrano le testimonianze citate all'inizio. Silvio è come Edward, si adora e basta. Chi non lo adora deve morire tra atroci spasimi. Quando appare si urla e si strepita. Qualcuno dice anche "Oh my God!"

E se papi fosse un vampiro e i papiminkia i suoi twilighters?
Pensateci: a detta di tutti è immortale, predilige giovani vergini, ultimamente va in giro con un look dark e con i tratti somatici che sembrano fissati con il formolo in un ottimo lavoro di tanatoprassi. Non solo, sembra dare il meglio di sé a tarda notte, quando calano le tenebre e volano le vespe, mentre in ore diurne tende ad essere sempre leggermente catatonico. Qualcuno dice che Emilio Fede, da lui vampirizzato, abbia 367 anni e, se la mia teoria è esatta, si spiegherebbe anche il dimagrimento eccessivo e l'occhio spiritato di Mara Carfagna.
Basta dimostrare che papi aborrisce l'aglio e non si espone al sole, ed è fatta. Non resta che chiamare Van Helsing ed il suo paletto di frassino.


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