mercoledì 5 agosto 2009

IKEA macht frei

Da qualche anno il mio ritorno dalle ferie in montagna coincide con la fatidica sosta-visita all'IKEA di Casalecchio di Reno.
La tappa intermedia è comoda perchè: 1) interrompi il lungo viaggio che fino a quel momento è durato oltre tre ore; 2) arrivi giusto giusto per l'ora del pranzo e non puoi farti mancare le polpette svedesi (sto scherzando, quest'anno ho preso il riso all'orientale e il cuscus, tié! Ottimi, per la verità); 3) eviti l'innesto sulla A14 delle ore dodici che è sempre da incubo e quando riparti, nel pomeriggio, non c'è più nessuno da innestare.

Ho già parlato delle cose che più mi infastidiscono dell'IKEA: i bambini subito strappati ai genitori all'ingresso e parcheggiati tra le palle, per evitarle di trovarceli tra le nostre nel reparto cucina e tra i tavolini Lack. La vera e propria camera a gas per fumatori installata nella sala da pranzo.
Gli atroci cartelli nel self-service dove si inneggia alla riduzione della forza lavoro. I peluche che ormai hanno riprodotto ogni possibile creatura vivente, comprese le più disgustose, tranne forse la piattola e il pidocchio.
A proposito. Ho visto che quest'anno erano disponibili altri due tipi di zoccola fognaria: oltre a quella grigia che già troneggia vicino alla tastiera del mio PC, perchè è tanto caruccia, ve ne erano altre due: bianca e nera.
Per la bianca, passi. Ricorda il simpatico ratto da laboratorio, ma quello nero? Mein gott, quello è proprio il ratto nero della peste! Non è una crudeltà riproporre a degli europei il simulacro di un vecchio sterminatore continentale? Il mio moto di repulsione è stato qualcosa di atavico. Rattus rattus, assieme a Xenopsylla Cheopis e a Yersinia Pestis, ci hanno quasi azzerati e voi, insulsi svedesi nazisti ci fate su il pupazzetto?
Incredibile, come cercare di vendere la bambola di Adolf in un mall di Tel Aviv.

A parte i peluche e l'ossessione del contenimento dei prezzi, quello che veramente ti stressa dell'IKEA è l'obbligo di farti tutto da solo, dal cercare il famigerato pacco piatto ma enorme e di massimo ingombro nell'immenso deposito, al carico sull'automezzo fino al montaggio finale, di solito condito da colorite bestemmie se il montatore non è un ikeano esperto cintura nera.

Quest'anno, con il fai-da-te si è toccato il fondo, penso.
Siamo alle casse e una gentile ma inflessibile kapò ci viene incontro apostrofandoci: "Voi pagate con bancomat e carta di credito? Venite con me".
Chissà com'è una "faccia da Visa"? Detto ciò Ilse mi mette in mano una pistola leggi-codice-a-barre, tocca due o tre tasti su uno schermo e mi invita a passare gli oggetti riposti nel carrello per una versione emozionante dell' anche tu cassiera per un giorno.
L'operazione è durata il doppio di una sosta tradizionale alle casse ma non importa. Ilse era tutta contenta perchè, se l'esperimento riesce, il prossimo anno riusciranno a licenziare anche tutte le cassiere e forse un giorno l'IKEA sarà completamente deumanizzato. Evvai!

L'unico dubbio che rimane circa questa specie di umiliazione pubblica del consumatore, questa dimostrazione hardcore di quante cianfrusaglie inutili siamo capaci di mettere dentro un carrello in due ore, riguarda la necessaria specchiata onestà di chi si passa i codici a barre da solo, affinchè il meccanismo non si traduca in una caporetto economica per l'azienda.
E' pur sempre vero il detto "l'occasione fa l'uomo ladro". E se questo pelapatate o questa confezione di sali per i piedi passassero in fanteria, come si dice, non venissero battuti?
Ilse la belva ha diversi clienti da addestrare all'autoscontrino. Mica possono assumere dieci kapò dopo aver licenziato venti inservienti. Magari se rubiamo l'utilissimo affettamela manco se ne accorge.
E non è che, per converso, magari ci sbagliamo e battiamo un articolo due volte?
Dopo aver bippato tutti gli acquisti e strusciato la carta di credito due o tre volte, assieme alla misteriosa IKEA Family Card che ti chiedono sempre, quasi fosse un lasciapassare esoterico anche se ordini un bicchiere d'acqua, ti chiedi quale sarà la prossima frontiera del fai-da-te. Magari proprio questa simpatica ghigliottina stile rustico da montare in cortile, con istruzioni incluse per l'autodecapitazione.

Mentre giocavo alla "cassiera per forza" pensavo: "Questi prima o poi entrano nel settore funerario e ti inventano il funerale fai-da-te con slogan tipo:
"Incassati da solo il morto e risparmierai il costo del beccamorto. E' facile e divertente".
"Noi ti diamo la pala e un metro. Vedrai che scavare una fossa 210 x80 può essere un gioco per tutta la famiglia. Con la tua collaborazione, contribuisci a gettare sul lastrico la famiglia del becchino".
"Se non hai una station wagon a passo lungo per trasportare la salma ti noleggiamo il carro funebre a €1.50 all'ora."

Una fantasia birichina e alquanto macabra ma poi ho scoperto, con un paio di colpi di mouse, che non era affatto un'idea nuova ma era già stata pensata da un certo Joe Scanlan che ha realizzato una bara utilizzando pezzi della libreria Billy dell'IKEA, con tanto di istruzioni di montaggio.

Chissà perchè all'uscita ti chiedono con questionari e cartelli vari se sei rimasto soddisfatto del servizio. Quale servizio? Per poco mi mettevano il mocio in mano e, a pulire i cessi!


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16 commenti:

  1. grazie di esistere. da quando ho scoperto il tuo blog non vado a nanna se prima non ho letto il tuo post. sei grande!

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  2. Anonimo09:15

    grazie di esistere anche per me. Del resto se non ci sollevano dalle noiose incombenze del lavoro, licenziandoci, dove troveremmo il tempo per montare BESTÅ?
    paolo
    :)

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  3. giacomo12:37

    Grazie sei bravissima mi piacerebbe tanto conoscerti, vederti almeno in foto. A quando?

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  4. @LAME
    se non c'entra col post bannalo pure l'ho gia inserito nel forum
    Gli appartamenti del Progetto C.A.S.E., in costruzione a L'Aquila - le cosiddette case antisismiche che si vedono sempre in televisione - possono essere costruite in deroga alla vigente normativa sanitaria. Così recita sempre la Legge 77/09. Non sono previste né comprese all'interno di alcun piano urbanistico, sono tutte annunciatamente illegali già per contratto. Tutte uguali, tutte identiche. Non sono previsti servizi sociali (scuole, spazi culturali, sportivi, verde attrezzato, strade, ecc.). Gli arredamenti verranno forniti dalla società IKEA (perchè?) ed ogni appartamento avrà lo stesso mobilio, gli stessi colori, gli stessi cassetti per i calzini, gli stessi armadi. Insomma, un copia e incolla! Il mobilio che ciascun aquilano possiede non potrà essere utilizzato nei nuovi appartamenti, ma sarà destinato allo stoccaggio e conservato a tempo indeterminato presso i magazzini dell’interporto di Avezzano. Chi è il beneficiario dei noleggi dei magazzini? Chi altri deve arricchirsi alle spalle degli aquilani?

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  5. http://www.thehijabshop.com/press/index.php

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  6. :D Sfondi una porta aperta! Conosco, conosco l'IKEA (e chi no?) e sopratutto lo store di Casalecchio, ci ho lavorato per quasi 3 anni. Anzi, ho addirittura contribuito al bild-up, come lo chiamano loro. Perchè è fai-da-te anche l'assemblaggio degli arredi interni, è proprio una filosofia di.. sfruttamento: perchè pagare operai e allestitori quando li hai assunti in casa? Ti costano molto meno del personale esterno specializzato, poi quando il negozio è inaugurato li metti alle casse, ad allestire e montare gli armadi, al lavaggio del self service. E quando li hai esauriti, per consunzione o perchè non sono sopravissuti alle polpettine svedesi o allo sformato di salmone con patate e panna acida, ti inventi anche la cassa fai da te-prova-l'emozione-di-essere-cassiera-per.. quindici minuti (un giorno, lo garantisco, per un essere umano non vaccinato è letale)e li lasci a casa, tanto sono ormai tutti contratti a tempo determinato. E fai lavorare il cliente. Vuoi lo scaffale IVAR, autentico abete di Tunguska? Accattatelo, perdi una settimana a scartavetrarlo, trattarlo e montarlo, vuoi mettere la soddisfazione? Erano così felici, le delegazioni scese apposta dalla Svezia, di constatare come ancora una volta la macchina perfetta di Ingvar Kamprad funzionasse. Lui, il Paperon De Paperoni che ha fondato la sua fortuna vendendo fiammiferi svedesi (e che altro?).. Tutto perfettamente fuso e integrato con i dirigenti italiani, così abili nel far diventare ogni luogo di lavoro un girone infernale. Con i bambini smarriti tra le palle colorate, i ratti di pelouche, gli Annas alla cannella che danno il voltastomaco solo a pensarli.. Non preoccuparti per il mocio, scommetto che prossimamente lo troveremo a fianco delle borse gialle..
    ;)

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  7. giacomo18:42

    voi non ci crederete, ma moltissimi (donne soprattutto) vivono parte delle loro ferie nei magazzini IKEA come fosse il migliore dei divertimenti.

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  8. Comunque l'esperimento della cassiera per una spesa c'è anche alla Coop, pure se paghi in contanti, e non solo all'Ikea.
    Si vede che anche le nostre cooperative hanno capito l'importanza del fai da te che diventa guadagno solo per lor signori

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  9. Grazie Marcello ma, toglimi una curiosità: dopo riesci a dormire bene? ;-)

    @ Paolo
    le ultime bestemmie le ho finite con la famigerata vetrinetta da 49 euro. Come la sfiori con una dito sembra di stare in un 5° Richter.

    @ rossoallosso
    Il vero quesito della Susi da risolvere è: come riuscirà Impregilo a guadagnare anche da queste casette?

    @ vril gesellschaft
    noooo, il velo marchiato IKEA! Non ci posso credere.

    @ animalia
    Grazie del tuo commento, è STUPENDO!

    @ Giacomo
    Vuoi dire che siamo messi male?

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  10. @ Giacomo
    Foto??? Ah, birichino. Per ora manteniamo la suspence. Forse un giorno, chissà.
    ;-)

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  11. @ Silvana Scricci
    No, non dirmi. Allora è vero come dicono che "la Coop sei tu e chi può darti di più".

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  12. giacomo13:09

    @ Giacomo
    Vuoi dire che siamo messi male?

    Non lo so Lame, forse. Dipende dai punti di vista. Potrebbe anche essere interpretato come un segno positivo del benessere.
    Per coloro che sono in vacanza al mare o in montagna (seconde case soprattutto) il discorso si allarga. Passano più tempo al discount alimentare, articoli da regalo, elettronica, ferramente, giardinaggio... che in spiaggia o nei boschi. Insomma la gente ama molto girare tra i banchi e curiosare.

    Che poi il personale purtroppo sia sempre meno presente è vero, ma che vogliamo fare un nuovo luddismo? A tutti fa comodo risparmiare, no? Diciamo che l'automazione, e anche il fai da te, oltre al risparmio per ghi acquista, e all'incremento del profitto aziendale, dovrebbe agevolare la vita sociale. Che so, per esempio ridurre l'orario di lavoro generalizzato, favorire interventi sociali per mezzo di un maggior prelievo fiscale, ecc. Ti pare?

    Quanto alla tua foto non farci aspettare troppo perchè più il tempo passa e più "veniamo male" e diventiamo più esigenti (mettiamola così). Che ne edici se ci dessimo dei tempi? Decidi tu, naturalmente non oltre i sei mesi.

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  13. Hemmmmm, ne avrei anche per la Coop sei tu. Guarda caso, adesso lavoro lì.. Checulocheciò!

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  14. @ giacomo
    confesso che anche a me piace ravanare tra i banchi dei centri commerciali. Ne hanno aperto uno nuovissimo qui a Faenza e i prezzi sono assai attraenti, almeno per il momento, a differenza di altri posti più sciccosi. Meno male che si ha poco tempo per andare a far shopping così ci si salva dalla tentazione.

    @ animalia
    ti va di raccontarci?

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  15. Mahurin14:41

    Grazie di esistere anche da me, Lameduck. E grazie di esistere anche agli intelligenti amici che hanno deciso di seguire il tuo blog, come il divertentissimo Animalia ! Tra l' altro sei la prima donna che conosco non affetta dalla devastante sindrome psichiatrica definita "Ikeite" e che provoca nelle disgraziate che ne vengono colpite l' azzeramento delle funzioni intellettive superiori ! Grazie dunque ed avanti così .

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  16. @ mahurin
    grazie per la stima. Io ci ho arredato casa con l'IKEA ma ho giurato che la faticaccia di montarmi i mobili da sola (premesso che il grosso l'ha fatto il mio compagno) non vale la candela.
    E poi vogliamo dirlo che all'80% è robaccia?
    Ciao!

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