lunedì 10 dicembre 2007

Oltre l'arcobaleno, cosa?



E' strano ma, nel giorno della nascita della Cosa Rossa (oddìo, sembra qualcosa di porno) o Sinistra Arcobaleno, a me non è venuto in mente altro che la sciropposa ed iperglicemica canzoncina del Mago di Oz. Non mi pare un buon segno.
L'arcobaleno è qualcosa di mite, di gioioso, che rievoca la quiete dopo la tempesta, i prati verdi con gli uccellini che ricominciano a cinquettare ma qui si muore per 1000 euro al mese, si torna ai bei tempi del lumpenproletariat, alle 16 ore in altoforno, ai padroni che dopo la tragedia mandano il pizzino ai giornali: "era tutto in regola". Si, 'sto cazzo.

Bellino il programmino della Sinistra Arcobalena: la pace, l'ambiente, la lotta al precariato, i diritti delle coppie di fatto, la laicità. Speriamo. Anche nel programmone dell'Unione c'erano tante belle cose che non si sono fatte.
Magari non sarebbe male anche un pochino di cattiveria. Come dire: arcobaleno si, ma se ci fate incazzare diventiamo tuono e saetta.

Come dice il detto popolare? O mangi la minestra o salti la finestra. E' come quando vai al self-service e hanno finito tutto quello che avresti voluto prendere. Se non c'è proprio niente altro in Italia che possa assomigliare alla Sinistra prenderemo questa cosina rosa, pardon rossa, questa fichetta arcobaleno che promette di darci tante soddisfazioni: un 15% dei voti dell'elettorato, dicono. Si accontentano, non pretendono mica di più. Dateci il nostro 15 e noi stiamo lì buoni buoni.

Sempre meglio dei pretacci der piddì, sicuramente. Sempre meglio del maanchismo di Veltroni.
Tutto, piuttosto che Mastella o la Binetti o il segaligno Fassino che solo a vederlo fa venir voglia di farsi fuori una cofana di lasagne fuori pasto; il cicciorutello, la melandra, il franceschino, Mastro Bindi e il nipote di Hannibal Letta. Per non parlare del mortadello che quando muoiono gli operai fa il faccione seeerio e dice che bisogna controllare, bisogna fare, bisogna andare. "Famo, annamo, menamo", diceva un Gassman-cardinale nei "I nuovi mostri".
O guarda, ma chi è che deve smetterla di prendersi paura dei KakkienKruppen e mandare le fiamme gialle, rosse, verdi e blu a rovesciare la fabbrica come un calzino, magari mandando Herr Strunz in galera?

Cara sinistra arcobalena, visto che dai campi e dalle officine non possiamo prendere nè falce nè martello perchè se no la contessa si turba e se sturba, non t'incantare a guardare i bei colori nel cielo e gli uccellini, se ti ricordi ancora cos'è la volontà di lottare guarda ben fisso per terra e fai il tuo dovere. Perchè qui di sotto di cose da cambiare c'è nè un fottìo.

7 commenti:

  1. Fin d'ora mi pare la forza politica un po' più vicina alle mie idee, anche se molte volte non ho condiviso le idee di Rifondazione e i Verdi...

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  2. RinascitaNazionale21:24

    trovo molto ma molto azzeccato il video postato da te cara lameduck.

    La sinistra vera? alla berlinguer? purtroppo non la vedo in giro

    un abbraccio

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  3. Paolodeck21:37

    Cito , tramite Gianni Mura.
    Daniele Giglioli parla di Gianni Brera.

    Sembra passato un secolo dal tempo in cui Gianni Brera poteva pubblicare sui giornali articoli come quelli che leggiamo in questa bella antologia di scritti calcistici recentemente edita dalla BUR (Il gioco più bello del mondo); un’antologia curata non a caso non da un professionista del giornalismo sportivo ma da un
    finissimo critico letterario come Massimo Raffaeli. Più di un secolo, eppure si tratta di pochi anni.
    Ma da allora è cambiato tutto, non solo il calcio ma l’Italia intera. Non che non ci siano più bravi
    scrittori di cose sportive (da Gianni Mura a Pippo Russo a Roberto Beccantini a Darwin Pastorin,
    per fare solo qualche nome).
    Ma non è più possibile quell’epica popolare ma non populista, quella passione condivisa tra chi sa e
    chi non sa, tra salotto e tinello, tra chi scrive splendidamente come Brera e chi ha imparato a
    leggere sulle pagine del Guerin Sportivo più che sui banchi di scuola: amare le stesse cose,
    riconoscersi nelle gesta di gente semplice - i calciatori non ancora robotizzati dai preparatori
    atletici, chi alto e chi basso, chi tracagnotto e chi dinoccolato, chi muscolare e chi abatino come
    Rivera - capace però di cose difficili come vincere una partita, portare a casa un campionato o un
    mondiale risparmiando, badando al sodo, marcando a uomo, giocando a catenaccio e segnando in
    contropiede.
    Poi sono venuti Sacchi e Berlusconi, il gioco a zona e la società dello spettacolo, il doping e le Tv via cavo, gli sponsor e le società quotate in borsa. Non stupisce che i tifosi si rifacciano fuori dal campo, magari con conseguenze tragiche come quelle dei giorni scorsi. In cosa dovrebbero riconoscersi? La violenza è l’esito naturale di ogni progetto collettivo andato a male. Questi articoli di Brera ci parlano da un limbo che è lo stesso delle canzoni di Modugno o di Mina: un grande stile che non fa distinzioni tra alto e basso, una bellezza che include invece di escludere, una promessa di felicità libera dal rancore e dalla paura che accomunano oggi dominanti e dominati.
    Il sogno democratico, in altre parole, di una piccola borghesia decente, partecipe e disincantata,
    appassionata ma non fanatica, capace di egemonizzare coi suoi miti e riti le classi dirigenti e quelle subalterne. Ma quella piccola borghesia non esiste più, e forse non è mai esistita al di fuori delle rovesciate di Riva e delle mille bolle blu di Mina. Ben più concreta e reale è invece la
    lumpenborghesia mafiosa che governa, e che impone a tutte le ore del giorno e della notte il suo
    calcio corrotto, le sue canzoni tediose e i suoi rituali violenti.

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  4. Quoto,
    anche se vedo difficile che "LEADER "alla Vendola possano tuonare quando è necessario.Con gente che usa un linguaggio da cine forum è dura.
    Intanto ieri Faustino il rosso è stato allontanato dagli operai quando ha provato ad avvicinare il padre di una delle vittime. Ed anche in malo modo. Ci sarà un motivo? E non era un gesto emotivo e basta.

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  5. anch io sono scettico, ma un minimo di fiducia e speranza vogliamo darla?poi se vediamo che è la solita pappa gli daremo giu nei prossimi mesi. falce e martello?possibile che dobbiamo essere fedeli ad una falce ed un martello? simbolo glorioso, che ha rappresentato i lavoratori. ecco, ha rappresentato...perchè nel 2007 la gente ha bisogno di un nuovo progetto. chi è comunista entrerà nella federazione della sinistra e degli ecologisti da comunista(democratico spero)per apportare la sua realtà nella sinistra PLURALE. chi inveced non può fare a meno della falce e martello(che diventa piu importante di un programma o delle idee)avrà altri partiti a cui affidare il proprio voto, a cominciare dalla costituente anticapitalista, o ferrando, o le altre 20 micro-formazioni comunistoide di cui ognuna pensa di avere il verbo in tasca e non ha intenzione di FEDERARSI con gli altri comunisti per fare un unica formazione che possa avere un qualche peso elettorale. già, la federazione...il centralismo democratico fa centro(!), e la federazione a sinistra è quasi un tabù, un relitto. invece è qualcosa di importantissimo. e questa sinistra che verrà dovrà puntare su una federazione che si amalgama, sulla doppia tessera partito(tra i quattro e le associazioni) e federazione direttamente, democrazia partecipativa, discussione diretta e voto del programma, dei dirigenti e dei candidati alle elezioni. così si dimostra di essere diversi, altro che plebiscitarismo organizzato(nuova forma di centralismo democratico del partito democratico)che ha portato alla vittoria di Vel-trono.

    http://blog.libero.it/rigitans

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  6. Io sono sufficientemente scettica su questo progetto. Non penso che andrò oltre la Federazione.
    Insieme si può stare se si è simili.
    Cosa abbiamo noi di comune con Mussi?
    La Bolognina?
    Falce e martello intanto sono stati abbandonati perchè a qualcuno da fastidio la parola comunista.
    Se queste sono le premesse...

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  7. Una federazione sarebbe necessaria, ma per creare un'alternativa al Partito Democristiano e fare quelle cose che, lo abbiamo capito ormai, la sinistra morbida non farà mai perchè tenuta per le palle dai preti: pieni diritti civili per omosessuali e coppie di fatto, difesa vera dei diritti dei lavoratori, lotta al precariato e alle nuove povertà, difesa dei lavoratori cinquantenni che, se espulsi dal mercato, non vi rientrano più e tutto ciò che vi viene in mente.

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