venerdì 7 marzo 2008

Non mimose ma opere di bene

Rilancio un appello che mi è stato inviato via email da Megafono Rosso, per quello che loro definiscono un "8 marzo di lotta" e del quale condivido ogni punto.
"Oggi, dopo un secolo di lotte per i diritti e l’emancipazione delle donne, siamo costrette a scendere in piazza per difendere ciò che pensavamo ormai acquisito.
Sabato 8 marzo 2008 scendiamo in piazza e partecipiamo alla manifestazione regionale a Chioggia (Ve) per

La difesa della L. 194 (interruzione volontaria di gravidanza) con l’effettiva garanzia di medici non obiettori in numero sufficiente a garantirne una corretta applicazione in tutti gli ospedali;

La cancellazione immediata della L. 40 (fecondazione assistita);

L’esclusione del Movimento per la vita dai consultori e dai reparti di ginecologia;

Il potenziamento dei servizi pubblici a supporto delle donne, come asili nido, lavanderie e mense sociali di quartiere, centri per anziani e disabili, consultori e ambulatori pubblici diffusi nel territorio, abolendo ogni finanziamento ai servizi privati e del privato sociale;

Il controllo delle donne, delle giovani e delle immigrate sull’erogazione e la gestione di tali servizi;

La sostituzione a scuola dell’ora di religione con un’ora di educazione alla sessualità, alla contraccezione e alla salute.
Sono convinta che il nemico non è l'Uomo ma certi uomini e che il nemico comune è il Sistema, che opprime sia uomini che donne. La privazione dei diritti femminili è un modo per tenere schiavo anche l'uomo.
Ai nostri amici, colleghi, compagni, mariti, amanti, figli che domani ci regaleranno le mimose chiediamo di ricordarsi di noi non solo l'8 marzo ma di aiutarci a difendere quelle che sono conquiste di civiltà non solo nostre ma anche loro. Abbiamo ancora tanti diritti da conquistare, come persone, come coppie, come comunità e abbiamo bisogno di essere uniti.
Noi donne da parte nostra dovremmo anche dedicarci meno al catfight ed essere più solidali tra noi.
Ecco, penso che le mimose dovremmo scambiarcele tra sorelle in segno di pace.

Infine, se ci sarà qualcuno che vorrà toglierci ciò che abbiamo conquistato, allora dovremo essere pronte alla lotta e dovremo essere tostissime.


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7 commenti:

  1. Anonimo21:37

    ...è strano come si discuta e ci si accanisca sul diritto all'esistenza di mucchietto di cellule, mentre il triplo del triplo del triplo di già nati muore... e spesso a causa proprio di chi si accanisce sul questo embrionico diritto alla vita.
    Stona un po', come dire: nasci pure, chiunque tu sia, che tanto ad ucciderti poi ci penso io; io, me misero, che mi addosso pure 'sta croce, pur di redimere queste mamme assassine .

    Cecchina

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  2. bell'articolo, come sempre...passa a trovarmi!

    Big S

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  3. assolutamente d'accordo sull'ultimo punto, troppo spesso mi sembra che la solidarietà tra donne sia in realtà continua competizione che non fa il loro bene.

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  4. Totalmente d'accordo...

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  5. Ciao e buona fine settimana da Maria

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  6. boh a me ormai l'8 marzo sembra la più grand epresa in giro delle donne. Tipo dire va beh oggi è festa domani... poi boh

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  7. @ Cecchina
    I preti sono terrorizzati dalla morte, me ne sto accorgendo ogni giorno di più. Ma questa è un'altra storia...

    @ big s
    lo faccio spesso :-)

    @ liberamente
    competizione? Sei troppo ottimista.

    @ Maria
    grazie, altrettanto a te! Ciao

    @ sparkaos
    odio la par condicio ma trovo scandaloso che non vi sia una festa dell'Uomo ma solo del papà.

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