lunedì 29 settembre 2008

Voglio la testa del CEO

Si fa presto a criticare i senatori americani per non aver (ancora?) approvato il piano di salvataggio statale degli istituti finanziari in crisi, proposto dal presidente Bush.
Dimentichiamo troppo spesso che 1) gli americani le tasse le pagano già e salate, visto che mantenere un complesso militare industriale sempre in fregola di guerra costa più di quanto possiamo immaginare; 2) gli americani sono un popolo dall'imprinting rivoluzionario, la cui Costituzione prevede, nero su bianco, il diritto del popolo di rovesciare anche con la violenza un governo se dovesse rivelarsi indegno dei suoi rappresentati; 3) i governanti americani hanno ancora un briciolo di timore del loro popolo (forse perchè quest'ultimo è armato fino ai denti?)

Potremo aggiungere ancora il fatto che a nessuno, ovunque nel mondo, piace vedersi aumentate le tasse, per salvare il culo, oltretutto, a dei filibustieri senza pudore che hanno speculato sulla pelle di loro cittadini.

Ecco, Bush potrebbe fare una bella cosa. Chiedere agli americani un sacrificio per evitare il baratro e le "conseguenze inimmaginabili" di cui parlava Colaninno ieri sera in TV ma contraccambiare con una bella dozzina di cesti natalizi con le teste dei CEO, dei capintesta, dei capoccia, dei manager, dei responsabili, insomma, di questo crack.
Perchè, perdìo, ci sarà pure una responsabilità di qualcuno, di qualche persona fisica in ciò che sta accadendo nel mondo finanziario.

Il liberismo, la deregulation, le idee strampalate di alcuni mentecatti travestiti da economisti che hanno usato politici dementi per imporre le loro idiozie ci hanno condotto a questo. Non basterebbe un esercito di llama per sommergerli abbastanza di sputi.
L'esempio dell'Argentina del 2001 non ha insegnato loro nulla. Pensavano fosse una delle solite crisi da pezzenti sudamericani, impensabile alle nostre latitudini ed hanno proseguito imperterriti con le parole d'ordine "il liberismo non vuole lacci e lacciuoli", "il mercato si autoregolamenta". Un bel paio di balle e ora nel culo ci vanno i gringos.

Fa bene l'americano medio ad incazzarsi con i suoi rappresentanti e a mettere mano alla doppietta del nonno o all'M16 se questi chiederanno loro altri sacrifici senza una giusta contropartita.
Ci vuole una bella Norimberga dei gerarchi della finanza mondiale, con tante belle teste che cadano, a cominciare da quelle di chi prometteva alla vecchietta il 40% in un anno senza rischi e quindi da coloro che hanno lavorato sott'acqua per eliminare qualunque tipo di controllo sulle manovre finanzarie.
Poi, una volta ripulito il pavimento, possiamo ricominciare a parlare di economia. Non di finanza.



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domenica 28 settembre 2008

Ogni maledetta domenica

Si, penso che parlerò di Paul Newman ma non ora, più avanti.

Come ogni domenica, cerco sui vari giornali online spunti per un post riassuntivo della settimana e oggi mi imbatto in questo pezzo, di cui mi compiaccio di offrirvi l'incipit, vestita da Caligola e con l'occhio malvagio alla Malcolm McDowell:
Nitrisce. «Ecco, ci siamo!». Digrigna. «Forza, dai...». Il bianco dell'occhio, l'iride immobile. «Attenti, attenti...». I muscoli tesi, gli zoccoli piantati nel tappetino di gomma. «Bravo, così...». La monta di Varenne è pianificata, rapida e ricca come un Grand Prix. Tre volte la settimana. Traguardo in tre minuti. Cinquecento milioni di spermatozoi. Non sgarra, non trasgredisce, non fa cilecca. Sesso del buon borghese. E quando ha finito, secondo tradizione maschile, si gira dall'altra parte come se niente fosse.
Dite la verità, l'orgasmo dello stallone come pezzo di cronaca vi mancava. Non c'è stato il coraggio di arrivare alla descrizione del cumshot ma non importa, Rocco Varenne è instancabile e ne ha ancora di cartucce da sparare. Abbiate fede.

Non che il resto della prima pagina del Corriere online sia meglio. La pornografia dilaga. Berlusconi e Veltroni litigano e si lanciano battute come George & Mildred, ve li ricordate? Lei stuzzicava il marito per tutta la puntata rinfacciandogli di essere un pisello morto.
Mentre la stella della Palin pare al tramonto e McCain non ha il coraggio di invitarla nemmeno ai tè con le damazze per paura che faccia delle gaffes, l'autarchica Santadeché passa nella squadra di pornopolitichesse di Silvio Schicchi. Con Storace si annoiava, e non si sentiva abbastanza valorizzata. Ora potrà osare l'inosabile.
Buone notizie anche da oltre Tarvisio. Trionfa quella faccia da cazzo di Haider, il fratello nazista di Heidi e anche l'Austria è pronta a rispolverare le camice brune.

Paul, ah si, Newman. Ci arrivo.

Il bello della domenica è che c'è lo sport a distrarti. Peccato solo non potersi dormire in santa pace un Gran Premio di F1 a causa delle urla da cavallo in calore del telecronista di Sky, con quell'insopportabile accento da baùscia. Giuro, dovendo scegliere se buttare lui o quell'altro, quello che "Valentino c'è!!!", dalla torre, sceglierei la torre e non se ne parli più. Coraggio, ancora qualche gran premio farsa poi la tortura va in letargo fino a primavera e buonanotte ai Briatori.
A proposito, che bello il gran premio by night, con i piloti che si tirano dietro i serpentoni falcia-meccanici e vanno a sbattere in curva come degli ubriachi qualsiasi. Mancava solo la coda davanti alle mignotte. Se i boss della F1 riuscissero a far passare la pista attorno alla roulette e al tavolo del poker di qualche Casino sarebbe il massimo. Sembra di stare alle corse dei cavalli in notturna e c'è lo stesso puzzo di scommesse.
Tutto questo mentre si attende con ansia il derby di Milano sperando nella sconfitta del ghinho di Mourinho. Simpatico il ragazzo, ho conosciuto rottweiler più socievoli e dotati di sense of humor di lui.

E' morto Newman. Ma si, ci arrivo.

A proposito di attori che non ci sono più. Che grandissimo, stupendo attore e uomo era Vittorio Mezzogiorno che mi sono rivista questo pomeriggio nella "Piovra 6".

Anche Paul ora non è più, dicevo. Ricordo il suo ultimo film, "Era mio padre" di Sam Mendes, dove era cattivo, cattivissimo, nel ruolo più crudele che si possa immaginare, quello di un padre che preferisce al figlio carnale un estraneo. Un mafioso cattivo da far spavento che faceva piangere un duro come Daniel Craig.
Un grande. Uno dei ruoli più belli della sua carriera.

Visto come va il mondo, con lo schifo che predomina e i vivi che ci tocca sopportare, non siate tristi per Paul. E' andato in un posto migliore di questo.


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sabato 27 settembre 2008

Fascio-à-porter

A parte il soprabito in vero coccodrillo dorato lucidato a specchio di Donatella Versace, valore "sopra" i 100,000 euro (evvai!) presentato al telegiornale, quindi al popolaccio ma destinato solo alle drusiane di lusso, per quanto riguarda noi povere mortali, la moda di questo autunno inverno è decisamente austera e direi in sintonia con il clima da camicia nera.

Se avete fatto come me un giro da Terranova (uno di quei negozi di abbigliamento per giovani dove prima di entrare ti devi impasticcare se no non reggi la musica techno a tutto volume) oppure al più tranquillo Upim, avrete notato subito quali sono i colori di moda quest'anno: nero in tutte le sfumature dalla pece all'antracite, il grigio (dal topo alla tortora, dalla grisaglia al fumo di Londra) e il bianco, giusto per spezzare un attimo il lutto stretto e donarti quel tocco finale da giovane italiana. A proposito, alla Upim ho visto un abito che pare veramente la divisa delle nostre mamme/nonne durante il ventennio. Non credevo ai miei occhi.
Mai viste in giro tante camice nere, maglioncini neri, pantaloni neri e in generale una gran voglia di orbace. Per le più giovani ci sono anche le felpe con tanti teschiettini neri su fondo grigio.
Basterebbe fare un salto a Predappio e comperarsi una maglia nera con il "me ne frego" e sarebbe la morte sua.

Bisognerebbe solo che, per evitare strani pensieri, nei negozi appendessero un cartello: "in relazione ai colori di moda quest'anno, ogni riferimento al governo di centrodestra ed a presunti revanscismi fascisti, è puramente casuale."

In attesa di infilarci anche noi vecchi, prima o poi, il grembiule, vestiamoci quindi tutti da avanguardisti, balilla e piccole italiane. Pariamoci con i colori del lutto e della tristezza. Del resto, non c'è proprio niente da ridere.


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giovedì 25 settembre 2008

Ed ora le punizioni corporali

Del grembiule con il fioccone che Suor Bèla-Stéla Gelmini rivuole nelle "squole" si è già parlato. I soliti maligni ora parlano di presunti interessi economici della ministra nel settore tessile ma forse è solo l'ennesimo pettegolezzo che si aggiunge a quello, a livello di leggenda metropolitana, che la vorrebbe figlia di un prete e mica di un prete così, ma di Padre Eligio, il famoso padre spirituale in slip rossi del Milan di Rivera. Fantasie irreali o fantasiose realtà, chissà?

Ora Stelassa torna all'attacco con il maestro unico. Vi dirò, a me che sono cresciuta con il Maestro Alberto Manzi, al quale debbo imperitura gratitudine per avermi alfabetizzato per via catodica prima ancora che andassi a scuola, la cosa non pare tremenda, anzi mi vengono i goccioloni agli occhi. Ma si, un bel maestro o una maestra, dei Konrad Lorenz sui quali sviluppare il primo vero transfert della nostra vita ed imprintarci con gioia come tante paperette è sano e formativo.

Molto peggio pensare di restringere il tempo pieno o l'idea di ritornare a classi di trenta elementi. Ai nostri tempi, trenta scolari in una classe significava trenta scolari ancora gestibili a parte qualche singolo Franti. Oggi come oggi, con le lenze da galera che ci ritroviamo come figli, si dovrà temere seriamente per l'incolumità fisica degli insegnanti. Non vorrei che Maroni dovesse inviare l'esercito anche nelle classi per questioni di ordine pubblico.

Poco male, la Stellina ha pensato anche al 7 in condotta per sedare i bollenti spiriti. Giusto e, già che si fa, dopo il grembiule, il castigo dietro la lavagna, il cappello da somaro e l'inginocchiamento sui ceci, perchè non tornare alle care vecchie punizioni corporali a base di righello, frustino e cinghia dei pantaloni? Roba che i nostri babbi ancora sentono il bruciore alle chiappe, solo a pensarci.

L'unica cosa che la ministra con il fiocco non toccherà, dice, saranno gli insegnanti di religione e di sostegno.
Ci credo, perchè il suo modello è quello. La vecchia scuola cattolica austera fatta di pedagogia nera, quella dove le suore menavano, oh se menavano...


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martedì 23 settembre 2008

Agnosticismo democratico

Sono passati cinque mesi dalla scomparsa, dopo lunga malattia, della Sinistra. E' proprio vero, in Parlamento non vi sono più partiti di sinistra, nemmeno uno piccolo così ma la cosa incredibile, dite se non è vero, è che quasi non ce ne importa più niente. Sinceramente, voi vi sentite in lutto per la perdita di quella Sinistra? Ne sentite veramente la mancanza?
A volte mi fermo a pensare: che farà Diliberto? E Rizzo? E tutta la miriade di rivoli nei quali la Sinistra ama dividersi da sempre? Staranno facendo qualcosa per rimettere insieme uno straccio di alternativa alla fascio-demagogia di Berlusconi? Oppure no, si tratta di anime morte che vagano senza speranza e che finiranno solo per essere dimenticate?

Per quanto riguarda il partito che dovrebbe (il condizionale è obbligatorio) esistere perchè è rappresentato in parlamento e dovrebbe in teoria fungere da opposizione al governo Berlusconi, il Partito Democratico, mi fa venire in mente Nicole Kidman e i suoi bambini in "The Others".
I piddini si credono vivi e in grado di agire, fare e menare ma in realtà sono morti che non sanno di esserlo, come i "mortacci" di Sergio Citti, per fare un altro esempio. Ombre ed entità metafisiche che non hanno alcun potere di modificare lo stato delle cose. Hai voglia a parlare di CdA RAI, di regole del gioco. Ectoplasma sei, ed ectoplasma rimani. Tu agita pure le tue catene ma i vivi non ti sentono né ti vedono.

A questo punto, con un opposizione che appare e scompare ma non ti lascia nemmeno un lieve profumo di rose, si pone un interessante quesito metafisico: Veltroni esiste?

C'è chi crede sinceramente nell'esistenza di Veltroni e chi invece si dichiara ateo: Veltroni non esiste.
Per conto mio, in mancanza di prove certe, sposo un prudente agnosticismo. Non posso dire né che Veltroni esista, né che non esista. Ogni tanto egli appare, si materializza in ectoplasma e pare addirittura che dica qualcosa ma ho perfino il dubbio che quando pare dica qualcosa di sinistra, si tratti di una maligna ed ingannevole manifestazione diabolica.

(Ringrazio HTTP500 2.0 per l'ispirazione.)


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lunedì 22 settembre 2008

Pilota, ti voglio parlare

In fondo qual'è la colpa dei piloti sciagurati che non accettano il progetto di spartizione dei poveri resti di Alitalia da parte di un manipolo di detentori di plurimi conflitti d'interesse che vogliono soltanto arraffarne qualcuno in più rischiando poco o niente?
Sono dei pazzi perchè osano avere un'opinione propria e diversa da quella che tutti dovremmo avere in questa occasione, secondo il messaggio neanche tanto subliminale che proviene dai media.
Oh cazzo, non vorranno mica far fallire un progetto di Berlusconi, l'infallibile? Come è possibile che qualcuno voglia mettergli i bastoni tra le ali, a Lui?

Dispiace dover ancora una volta parlare del TG1 ma non se ne può proprio fare a meno.
La malattia della quale soffre il nostro paese, l'omologazione verso il pensiero unico, manifesta dei sintomi e i più evidenti, quelli esantematici, le bolle e le pustole, provengono dal mondo dell'informazione-kapò.

Sono settimane che giornalisti capaci, quando si tratta del LORO contratto, di scioperi da sei-sette giorni per volta, non riescono a farsi una ragione di come si possa essere contrari ad un progetto del governo Berlusconi.
Non gliene frega una cippa se il piano è buono o cattivo, e difatti se ne guardano bene dall'illustrarne i contenuti, l'importante è che lo si ingoi senza discutere. Sono talmente abituati ormai a dire si a tutto ciò che viene dall'alto che la possibilità che qualcuno possa dire "no", la facoltà di ribellarsi, li manda in loop. Sono giorni che il tremendo conflitto che li rode si manifesta in video e in voce.

Prima la famosa esultanza dei piloti, che tanto li ha impressionati, definita prima bizzarra e poi addirittura agghiacciante, neanche si trattasse di uno snuff di Miike.
Ieri sera la farsa comica in un atto con la comandantessa e l'assistente di volo biondocrinita intervistate in studio. Accuratamente selezionate, come le veline, dalla parte che critica i colleghi che hanno esultato. Anzi, la pilotina ha detto che quando ha sentito le grida di giubilo ha avuto un trip da Nazareno ed ha esclamato "Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno". Purtroppo non in aramaico, sarebbe stato ancora più bello.
L'altra "volina" ha ribadito che, si, bisogna dire di si al progetto di Berlusconi perchè non c'è alternativa. Grazie, stragrazie, ma che belle e brave pilote, queste si che sanno come si sta al mondo.
Stasera ancora, tipo martello pneumatico, il racconto degli scontri tra le fazioni. I lavoratori cominciano ad essere divisi, che bello, i buoni vinceranno e i cattivi (pilotacci cattivi, comunistacci residui e altra plebaglia) saranno sconfitti. Noi tifiamo CAI, tié!

Chissà perchè, in un flash mi è venuto in mente che i lacchè erano quelli che avevano l'onore di sverginare le ghigliottine salendovi un minuto prima dei loro padroni.
Adesso mi vado a sedere sulla riva del fiume e aspetto il prossimo sciopero dei giornalisti e il bollettino letto da un rappresentante sindacale autorizzato dal comitato di redazione che definirà "inaccettabili" le proposte dell'azienda e che annuncerà il prosieguo dello sciopero, fintanto che non saranno accolte le richieste della parte sindacale.


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domenica 21 settembre 2008

Vestivamo alla zuava

Bollettino sanitario della laicità e dell'antifascismo, attualmente ricoverati in rianimazione ed in prognosi riservata. Per non parlare dell'informazione che ormai attende la visita del medico necroscopo.

Il Papa è andato in Francia ad impicciarsi di laicismi altrui e noi al massimo ci siamo interrogati, con pezzi di giornalismo sublime, sul mistero delle mutande "tagliachiappa" sfoggiate da Carla Bruni nel corso dell'incontro tra Benedetto e Sarko, il cui succo ideologico era: "Come mai ha evitato il perizoma?"
Poco male in fondo. Se Benedetto parlava da Lourdes credendo di trovarsi nel cortile di Castelgandolfo, quei pochi francesi che non avevano le mani sulle orecchie e facevano "blablablabla" ad alta voce, erano più preoccupati dell'ipotesi Edvige, un sistema di controllo di dati sensibili di milioni di cittadini, ben più pericoloso dei proclami di un vecchio porporato che è ossessionato dagli amori impuri. Ci torneremo.

Intanto, nel silenzio generale, in Italia è trascorso l'anniversario della Breccia di Porta Pia, ovvero il ricordo del momento in cui, grazie alla riconquista di Roma all'Italia, la laicità dello Stato divenne valore nazionale.
A chi volesse obiettare che non si trattò di scelta di popolo ricordo il Plebiscito che seguì il 2 ottobre 1870 e che vide uscire dalle urne 40.785 si per Roma capitale del Regno d'Italia e solo 46 no. Come dire, non ci fu partita.

Ora, dobbiamo ringraziare quell'adorabile e irascibile rompicoglioni di Marco Pannella se uno straccetto di notizia sulla ricorrenza è passata di straforo nelle agenzie.
Cosa è successo intanto, a livello di commemorazioni?
Da una parte i radicali ed altre organizzazioni che si riconoscono nel valore della laicità avevano indetto una manifestazione a Roma per ricordare il significato del 20 settembre. Manifestazione andata quasi deserta, per ammissione stessa degli organizzatori. E va bene, gli italiani sono più propensi a ricordare il 20 settembre come la data di nascita di Sophia Loren che come data nazionale e fine dello strapotere dello stato pontificio. I telegiornali infatti hanno fatto gli auguri alla Pizzaiola e non alla vecchia Signora Pia Porta. Sign of the times.

Sul fronte delle celebrazioni ufficiali, il sindaco Alemanno, da vero principe delle pari opportunità, altro che il ministro Carfagna, ha pensato di far indossare alla Capitale il suo peggior pastrano revisionista.
Questa volta non c'erano repubblichini da coccolare e giustificare ma pur sempre combattenti da mettere nello stesso calderone, questa volta conditi in salsa clericale. Così Alemanno ha inviato a commemorare la Breccia il suo vice, Cutrufo, un generale che ha pensato di leggere i nomi dei soldati papalini morti in battaglia nel corso degli scontri e non quelli dei terroristi bersaglieri.

Lo so che il paragone farà arricciare le dita dei piedi a qualcuno ma sarebbe come se il sindaco di New York decidesse di far recitare i nomi degli attentatori degli aerei di fronte alla voragine di Ground Zero, l'11 settembre.
Di questo passo, il 25 aprile sentiremo leggere i nomi degli stupratori marocchini al seguito delle truppe alleate e citare in ordine alfabetico i fucilatori di S. Anna di Stazzema e Marzabotto.

Alemanno e Nanìa, tutte le brecce si portan via.


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sabato 20 settembre 2008

La bocca della verità


Pur essendo tutte e tre perfettamente plausibili, solo una delle affermazioni che seguono è assolutamente falsa. Quale?

Angelino Alfano, il nostro Angelinho Pernambucano guardasigilli, ha detto che nel suo progetto di riforma della giustizia, i PM non saranno mai sottoposti ai voleri dell'esecutivo.

Dopo la legge contro clienti e prostitute, Mara Carfagna ha allo studio un decreto legge per rendere fuorilegge i rapporti sessuali orali su tutto il territorio nazionale, come già è previsto dalle leggi di alcuni stati degli USA.

Il TG1, nell'edizione delle 20,00 di ieri sera, ha definito "agghiaccianti" le manifestazioni di giubilo dei dipendenti Alitalia alla notizia del ritiro della CAI dal tavolo delle trattative.


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venerdì 19 settembre 2008

Una volta per tutte: sono DONNA!

A me pare incredibile e ogni volta me ne stupisco, ma dopo due anni e passa di bloggamenti quotidiani o quasi, c'è ancora chi mi scambia per un uomo.
Eppure, chi passa di qui e legge le note biografiche (che parolone!) sulla destra, può leggere chiaramente "sono NATA". Dovrebbe essere evidente che parlate con una paperA zoppA.
Me ne stupisco e non so farmene una ragione perchè le papere per me sono naturalmente femmine. Esistono i paperi, si, ma me ne rendo conto dopo, ragionando sul fatto che anche le anatre si riproducono per cui devono esserci maschi tra di loro. Per questo non capisco perchè si pensi che Lameduck sia un paperO.

Chissà perchè capita quasi esclusivamente con i lettori maschi. Noi ragazze ci annusiamo e riconosciamo subito il nostro stile sia di pensiero che di scrittura. Invece loro, quando per esempio ti apostrofano in un dibattito su un forum o chat o ti commentano, nonostante abbiano letto le cose che hai scritto, ti danno spesso del "lui". "Caro amico, non capisci un cazzo", oppure "Hai ragione, amico, sei troppo bravo".

Il fenomeno, come tutte le cose ripetitive, mi incuriosisce.
Non sarà perchè nell'immaginario di Internet IL blogger è maschio e se magari è bravo è maschio due volte? Non voglio pensare che si dia per scontato che le donne, se tengono un blog, lo fanno solo per far sapere al mondo quanti glitters riescono a piazzare su una pagina web.
Lo so che i fantastici primi dieci blogger dell'universo sono tutti maschi e per trovare Black Cat bisogna andare in 11a posizione nella superclassifica delle blogstars.
Tra parentesi, non è curioso che poi tra di loro si chiamino "LE blogstar", al femminile, anche se sono tutti maschi e, diciamolo alla Tarantino, si fanno un po' i pompini l'un l'altro?
Saranno pure blogstars ma, l'ho già detto e lo ripeto, senza rancore, chi scrive meglio sui blog con dei contenuti sono le donne. Non c'è niente da fare. Ci sono maschi bravi, per carità, ma le donne sanno scrivere e bene. Bisogna riconoscerlo, cari amici.

Per cui, scusate lo sfogo e l'argomento frivolo da post del sabato sera, ma io sono contenta che quella sera a mio babbo sia partito uno spermatozoo con la X, mi sento molto bene nella pelle di donna, anzi ne sono proprio orgogliosa.
Vorrei suggerire a coloro che ancora, dopo questo post, saranno tentati di prendermi per maschio, di imprimersi bene nella mente, a mo' di esercizio, l'immagine di Dita Von Teese e, quando mi leggeranno in futuro, mi pensino in reggicalze e bustino. Forse la capiranno.

P.S. Per evitare equivoci e false illusioni, non sono IO quella della foto. E' Dita.


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mercoledì 17 settembre 2008

Paolini paperini


Fiumicino, esterno giorno, primi mesi del 2008. E' in corso la trattativa con Air France per trovare un acquirente per la compagnia di bandiera italiana sull'orlo del fallimento. Il governo Prodi privilegia la pista francese perchè l'asta per il salvataggio è andata fino a quel momento deserta ed Air France è l'unico gruppo che abbia presentato una proposta concreta.
Appena si dice "chi vuol comperare Alitalia?" tutti i capitalisti coraggiosi italiani si chinano a raccattare immaginari fazzoletti.

Sui giornali e sui servizietti dei TG la parola d'ordine è "ohibò, si svende ai francesi". Si parla di 2500 esuberi e l'atmosfera è di grande solidarietà con i lavoratori a rischio del posto di lavoro. Bisogna far notare quanto dannoso sia il governo di centrosinistra, così poco patriottico ed antipadano.
Alla fine i sindacati (quanto poco lungimiranti, ahimé) non ci stanno. La trattativa termina con un nulla di fatto e la Francia stacca la Spinettà. Au revoir les enfants.
Dopo poco cade anche il governo Prodi e arriva Berlusconi che inizia subito a favoleggiare di cordate italiane in grado di portare in salvo la pulzella alata.

Fiumicino, esterno giorno, settembre. Il governo ha presentato un piano di salvataggio che non vi descrivo; se volete sapere che razza di pasticcio è, ve lo lascio raccontare da Travaglio nel filmato che segue.



Questa volta i coraggiosi partecipano, eccome, visto che i debiti li paghiamo noi e gli eventuali utili li intascano loro. Si parla di ben 25.000 esuberi ma non importa, la parola d'ordine è "il piano dovrà essere accettato perchè non c'è alternativa". O affogare o affogare.
I lavoratori in sciopero questa volta cominciano a stare sui maroni ai reporter che ci intrattengono quotidianamente dall'aeroporto dove si consuma il dramma della sciura Colombo che non può partire per Sharm.

Che sagome i giornalisti dell'informazione radiotelevisiva. Quando scioperano loro, si resta a TG spenti per tre giorni di fila e guai a chi fiata. Potrebbe aprirsi un buco nero in Piazza San Pietro ed inghiottire il Vaticano lasciando solo una scarpetta rossa da una parte, che loro non farebbero una piega.
Invece se scioperano altri lavoratori, soprattutto quelli dei trasporti, li vedi che corrono ad intervistare le vittime dei "disagi", del "caos" e devi vederli come raccontano, tutti sudati, dei "disordini" provocati dagli scioperanti.
Non riuscirò mai a capire perchè sia così difficile per l'inviato del TG solidarizzare con i compagni di sventura.

Perchè, parliamoci chiaro: non esiste cosa peggiore per chi può far conto solo su quello stipendio mensile, di perdere il lavoro e quindi quella certezza di introito. Non c'è niente di più stressante e disperante per l'equilibrio mentale di un individuo, a parte la morte di un figlio.
E' banale dirlo ma sono cose che voi umani che governate e che vi sbattete le veline non potete nemmeno immaginare, visto che non le proverete mai.
Non stiamo parlando di una questione di aumenti di 100 euro, stiamo parlando di sopravvivenza, e loro aggrottano le sopracciglia pensando alla necessità di tagliare il prelievo da casa del pilota. Cosa vuoi che sia portare un 747 da Roma a New York; secondo il piano del governo, un comandante può benissimo riciclarsi dietro ad uno sportello delle Poste a timbrare raccomandate. Noi comandiamo, voi vi addattate.

Così quando sento Berlusconi che, parlando degli ammortizzatori sociali previsti per i lavoratori Alitalia in esubero, si lamenta che questi (i lavoratori) non devono esagerare nelle pretese perchè non possono (gli ammortizzatori) diventare una forma di privilegio, ecco, penso che costui non dovrebbe permettersi di parlare di cose che non conosce. E, tra parentesi, dovrebbe anche vergognarsi.

Dal canto suo il sindacato, e mi riferisco in specie alla CGIL, peccando come al solito di scarsa lungimiranza e per la smania di nuocere all'unico governo di centrosinistra in circolazione, pagherà cara la non adesione all'offerta di Air France.
Anche se i più agguerriti sono gli autonomi, sono tutti d'accordo a scaricare la responsabilità del fallimento sul maggiore sindacato e a metterlo all'angolo. "Se Alitalia è fallita è colpa dei comunisti".

In quanto all'informazione-kapò televisiva di cui sopra, abbiamo capito finalmente cos'è, o meglio chi è che impedisce ai giornalisti italiani di informare in maniera seria, onesta, obiettiva, insomma professionale, i loro concittadini: Gabriele Paolini.


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martedì 16 settembre 2008

A mangiare il Kitekat nelle roulottes

La colorita espressione è del ministro antiglobal Tremontino, pronunciata testé nel corso di un'intervista al TG1, con riferimento alla drammatica crisi americana dei mutui che spinge le famiglie della classe media a sempre peggiori livelli di povertà.
Secondo lui non è possibile che in Italia succeda altrettanto perchè il sistema pensionistico è solido, le banche hanno gli sportelli (giuro) e, insomma, è il sistema americano che fa cagare.
Speriamo non siano le ultime parole famose.

Certo è stupefacente che, in un governo dove tutti, anche le ministre, hanno vigorose erezioni da Cialis pensando alla signora Thatcher e a Milton Friedman, vi sia qualcuno di non poca importanza che dica che il crollo delle banche d'affari è colpa della globalizzazione, cioè della conseguenza di quella neoplasia capitalistica che è stato il neoliberismo.

La dea Nemesi in questi giorni celebra la sua apoteosi. Dopo anni in cui si è favoleggiato di liberismo, libero mercato e più figa per tutti, lo stato più liberista del mondo è costretto a salvare con soldi pubblici due banche d'affari private per evitare il crollo completo del sistema.
Lo statalismo che salva il libero mercato. Se non vi fossero famiglie sul lastrico ci sarebbe da rotolarsi sul pavimento dal ridere.

Ho una domanda che mi ruzzola da giorni in testa. Se lo stato americano è costretto ad usare i fondi pubblici, le tasse dei contribuenti a stelle e strisce per salvare le bancarotte delle varie Mork & Mindy e Tom & Jerry, cosa è previsto per i manager, i CEO di quelle società che hanno provocato con la loro avidità, incompetenza e disonestà il crack, oltretutto scappando con la cassa sotto forma di liquidazioni da favola? Non se ne parla. Ci vorrebbero pene esemplari. La mannaia la vedrei bene.

Il vero nemico del capitalismo non è il comunismo, visto che lo statalismo sovietico a volte gli serve incredibilmente da antibiotico salvavita, ma la Finanza. Sarà la Finanza a distruggere dall'interno il capitalismo, con i suoi giochetti da roulette truccata, con le speculazioni sulle put options, con i croupier che giocano sporco con l'asso nella manica dell'insider trading, con i miliardi di dollari "bruciati" in pochi minuti di contrattazioni. Dollari che sono costati lavoro, fatica e sacrificio per essere accumulati. Le cose vanno male perchè il mondo è come una famiglia dove chi guadagna va a giocarsi tutto lo stipendio alle slot-machines.
Come si può rilanciare l'economia, cioè il naturale movimento delle merci e dei servizi, che è legato al potere d'acquisto, se abbiamo il vampiro finanziario attaccato al collo?

Non potendo eliminare il denaro, come suggerisce Massimo Fini nel suo splendido libro "Denaro, sterco del demonio", bisognerebbe almeno eliminare la Finanza, che è il casinò dove pochi giocatori d'azzardo vanno i giocarsi i destini di tutti noi.
Bisogna chiudere le Borse e ritornare all'Economia pura, al misurare la ricchezza sulle cose concrete: beni, oro, risorse, merci, non su pezzi di carta, cifre astratte o titoli virtuali, altrimenti il videogame prima o poi sfuggirà veramente di mano e non ci saranno più soldi pubblici per tappare i buchi e coprire le vergogne.
E' l'unica alternativa all'apriscatole.


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lunedì 15 settembre 2008

Il paese di Bertoldo

Ieri ascoltavo l'impareggiabile Capezzolone, nella sua nuova incarnazione di aedo di Forza Italia, dire a Radio Radicale che Berlusconi è il leader perfetto perchè "è McCain, Obama e Palin messi assieme". Perciò se fossimo in America, aggiungo io, se si presentasse lui non ci sarebbe bisogno di quella perdita di tempo delle elezioni.
Ma cos'è questa voglia improvvisa di dittatori, di uomini della provvidenza, di uomini soli al comando? Sembrano tutti incinti, 'sti portavoce del premier. A furia di stare con lui gli si attacca la malattia dello sparare minchiate.

Dal canto suo, il presidente uno e trino ha dichiarato abbastanza improvvidamente da Londra che l'Italia "è un Paese solido e lo dimostra il fatto che la nostra nazionale ha vinto i mondiali (sotto Prodi, n.d.a.) e che lui e' presidente della squadra di calcio che piu' ha vinto nel mondo".

Se pensiamo che il Milan è fermo a punteggio zero nonostante un parco pedatori da fantacalcio e che l'Italia è ferma anch'essa nonostante un parco ministri (soprattutto ministre) da far invidia alla Città Ideale, qualcosa non torna.
Applicando la prima legge della Trinità Capezzoniana, suggerisco a Berlusconi di scendere in campo veramente questa volta, sul tappeto erboso in tacchetti e parastinchi e provare ad essere allo stesso tempo "Ronaldo, Ronaldinho e Kaka-senno".


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sabato 13 settembre 2008

Metastasi

(Nella foto, tratta da Repubblica, la scritta apparsa a Roma nel quartiere Salario-Trieste sul muro dell'abitazione di due vittime delle Fosse Ardeatine. Anche le lapidi commemorative sono state sfregiate.)

Così Fini, ancora una volta, è costretto a dissociarsi dai camerati che sbagliano e, rivolgendosi ai giovani di AG afferma che "anche a destra bisogna essere antifascisti". "A Salò erano in buona fede ma erano dalla parte sbagliata". Per dire che fra di loro c'erano veri e propri criminali ci vorrà ancora del tempo. Apprezziamo intanto lo sforzo perchè il suo discorso è stato encomiabile.

Tuttavia, per usare una metafora calcistica, Fini vince ma non convince. Si riconosce e fa parte a pieno diritto nella coalizione di centrodestra il cui ministro della Difesa e attuale reggente di AN, Ignazio Benito Maria La Russa ha di recente rivolto parole affettuose nei riguardi della Repubblica di Salò in questi termini:
"Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell'esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia".
Opponendosi agli americani? Ricordarlo proprio adesso che siamo al massimo storico del culo e camicia con oltreatlantico? Ma Silvio che dice?

Siccome i camerati che sbagliano non vengono mai soli, ad Alemanno proconsole di Roma è scappato di dire che il fascismo dopo tutto non è stato il male assoluto e "non mi sento di condannarlo" (a parte le leggi razziali, come se le avessero promulgate i venusiani e non i fascisti, anzi Benito in persona?) Il fascismo come male parziale, un malino, un maluccio.

Anche il silenzio a volte assorda e quello di Berlusconi, su questi rigurgiti fascisti, è lacerante.

Quindi cosa pensare? Che dovrebbero decidersi quale destra vogliono essere, una buona volta, e non dare la sgradevole impressione che vi siano ruoli prestabiliti in un grande gioco delle parti, (non diciamo buffonata), dove Fini il Grigio è il buono, il fascista redento e moderno uomo di destra che sparge perle di saggezza e gli altri sono solo ragazzacci impuniti. Non è serio che La Russa e Alemanno dicano ciò che hanno detto e poi plaudano a Fini che li ha sostanzialmente bacchettati.

Non vorrei poi che si dicesse che chi imbratta le lapidi e scrive frasi apologetiche del fascismo , sempre più frequentemente, sono solo quattro imbecilli. Gli imbecilli si sentono più forti e legittimati se un sindaco e un ministro danno il cattivo esempio parlando come in vino veritas. Comodo dire poi che si deplora.
Vi sono stati di recente episodi di violenza, aggressioni, sulle quali Fini è rimasto zitto. Non ci si può ricordare di deplorare solo quando si teme di urtare la suscettibilità della comunità ebraica e si teme che arrivi il manrovescio che fa andare la kippah di traverso.

Fini, se è veramente sincero nel suo antifascismo e non ho motivo per non crederlo, riprenda in mano il manganello, solo per un'ultima volta, e faccia capire ai suoi (oddìo, come chiamarli: compagni no, camerati non mi pare il caso) insomma, dica ai suoi che la smettano una volta per tutte con le nostalgie e lascino al solo Storace il compito di alimentare la fiamma revanscista.
E' questione di stare da una parte o dall'altra. Così capiremmo finalmente da che parte sta Berlusconi.


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venerdì 12 settembre 2008

Attenzione alla puttana santa!

Non si potrà più darla(o) a pagamento per strada. E nemmeno prenderla(o).
Pene (spiritosi!) fino a quindici giorni ('azz!) e ammenda da 200 a 3000 euro sia per la corpivendola che per il fruitore temporaneo di passera a pagamento. Ecco dov'era finita la par condicio, nel dai-e-vai delle meretrici.
Giusto punire chi sfrutta le minorenni anche se le pene non paiono poi così severe. Insomma il decreto Carfagna, il primo compitino in classe della ministra "che non comprende chi vende il proprio corpo", è un po' miserello e incompiuto a parte le pari opportunità offerte a cliente e prostituta di finire in galera.

Tanta severità per l'outdoor ma, chiuse le porte di casa vi si potranno fare i baccanali di Tiberio senza problemi, dato che si parla solo di strada e luoghi pubblici. (In macchina in campagna si corre il rischio di passar per mignotte se una sera ci va di "farlo strano"?)
La ministra si rende conto della contraddizione e che esiste anche l'alto bordo ma a quello ci penserà poi, una cosa alla volta.

L'importante è limitare il troiaio per strada per non far concorrenza sleale alla televisione; non far correre il rischio al padre di famiglia che gli sequestrino l'auto intestata alla moglie e togliere lo sconcio di chi si prostituisce per quei miseri 20 euro. E' uno schifo. Non si può svilire il sesso con tariffe da asiatici. Io fa amole lungo lungo, 5 eulo. Poi gli uomini si abituano male e i regali da milioni non te li fanno più.
La prostituzione è una cosa seria, quella dai 2000 euro in su, al Grand Hotel o nei club privée dove non si chiamano nemmeno puttane ma "escort", come la Ford.
Ecco dov'è il male della prostituzione low cost, rovina la piazza alle fighe placcate d'oro.

N.d.A. Erminio Ottone sulla destra, non è preciso a Tommy Lee, il ganzo supersize della Pamelona?


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giovedì 11 settembre 2008

All'ultimo stadio

Fa bene al cuore, fa sentire vivi, riuscire ad indignarsi ancora fino ad avere la bava alla bocca di fronte a certe affermazioni della nostra classe dirigente, financo calcistica quindi di retrovia ma tant'è.
Proprio nel giorno dell'anniversario del golpe in Cile, 11 settembre 1973, il presidente di ritorno della Federcalcio Tonino Matarrese auspica che vengano costruite celle all'interno degli stadi per rinchiudervi i tifosi facinorosi.

"Durante il golpe di Pinochet del 1973 l'Estadio Nacional di Santiago fu usato come campo di concentramento dove transitarono circa 40.000 prigionieri, tra il settembre ed il novembre di quell'anno. Il campo da gioco e la galleria furono utilizzati per tenere imprigionati gli uomini, mentre le donne furono relegate nella piscina, negli spogliatoi ed in altri edifici. Altri spogliatoi e i corridoi furono luoghi di tortura e di esecuzioni, mentre gli interrogatori venivano fatti nel velodromo". (Wikipedia)
In quello stesso luogo ed in quei giorni, il musicista Victor Jara fu brutalmente torturato ed assassinato. Per questo motivo, dal 2003 lo stadio è intitolato a suo nome.

Capisco che di questi fatti ormai lontani non si parli più mentre si preferisce far notare giustamente come la primavera di Praga sia stata brutalmente soffocata dai carri armati sovietici per ristabilire uno status quo e se ne celebri il 40° anniversario con grande risonanza.
A Santiago, cinque anni dopo, successe esattamente la stessa cosa, l'impero soffocò un tentativo di cambiamento politico ma si sa che il relativismo è peccato e non bisogna indulgervi, altrimenti il gran sacerdote dalle scarpette rosse se ne ha per male.

La memoria delle atrocità cilene e poi di quelle salvadoregne, argentine, sudamericane in genere è desaparecida esattamente come le migliaia di oppositori del regime.
Però è curioso che sia scattata nella mente del grande capo dei pedatori questa clamorosa coincidenza. Forse è il clima fascisteggiante che si respira che fa fare certe gaffes?
Ma qualcun'altro l'avrà notata poi, la gaffe, o soltanto io?


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mercoledì 10 settembre 2008

L'11 settembre, Tommaso e il santo prepuzio

In fondo cosa chiedono mai coloro che non si sono convinti in questi sette anni della bontà e della credibilità della versione ufficiale dei fatti dell'11 settembre e continuano a fare domande su questioni di non poca importanza come, per citarne solo una, "perchè quel giorno tutte le agenzie governative americane hanno dormito e nessuno dei loro funzionari è stato licenziato con ignominia per questa gravissima negligenza?"
Chiedono solo che le loro perplessità vengano fugate con spiegazioni semplici ed oneste, tutto qui. Auspicano un'altra commissione governativa, non quella specie di "Commissione Warren 2 la Vendetta" che ha redatto un corposo quanto inutile Rapporto ufficiale. Lo ha ammesso anche il presidente della stessa Commissione, il quale ha dichiarato che è necessaria un'ulteriore indagine per stabilire tutta la verità su quella tragedia.

Se tutto fosse stato chiaro e lineare quel giorno, se per esempio avessimo assistito ad una battaglia aerea con dei caccia intercettori disperatamente all'inseguimento di almeno due dei quattro aerei dirottati; se non avessimo visto un Presidente degli Stati Uniti perdere minuti preziosi a cazzeggiare in una scuola elementare e rimanere vigliaccamente in volo sull'Air Force One fino a tarda sera invece di precipitarsi a prendere in mano l'emergenza; se non avessimo saputo che i membri del governo cominciarono a prendere i pastiglioni di "Cipro" un mese prima che scoppiasse la crisi dell'antrace; se non avessimo, infine, visto crollare quelle due torri in maniera perfettamente identica e non ci avessero detto che è stato solo a causa della fiammata degli aerei, non ci sarebbe bisogno di alcuna teoria della cospirazione.

I dubbi su Babbo Natale ti vengono quando i genitori continuano a dirti che il vecchio passa per il camino con tanto di sacco dei regali e tu non hai nemmeno il caminetto.
Così i dubbi sull'11 settembre nascono quando ti rendi conto che la spiegazione non regge ma vogliono che tu la creda per forza perchè è così, perchè non si discute.
Ormai possiamo tranquillamente affermarlo, sull'11 settembre non è permesso avere dubbi. E' come mettere in discussione la verginità della Madonna. E' un dogma che ha i suoi solerti difensori, alcuni volontari, altri a pagamento.

Io amo (in senso ironico) i debunkers ed i loro siti pizzaware.
Per loro, chiunque cominci a parlare di 11 settembre con un "ma perchè.." è un complottista. Cioè saltano subito alle conclusioni, il che dimostra il loro pregiudizio. Pubblicano libri che si intitolano "La cospirazione impossibile". Non esistono cospirazioni impossibili ma tant'è, il titolo è un atto di fede.
Non esiste il complottismo, come lo chiamano loro, quella specie di odioso negazionismo della cristallina onestà di Bush e soci, esiste solo la richiesta di chiarezza. Parlare di complottismo e definirlo ripugnante significa non voler dare risposte ma difendere il dogma, farsi sacerdoti dell'unica verità rivelata, quella ufficiale.
C'è più religiosità di quanto si immagini, nell'11 settembre. La propaganda utilizza gli stessi strumenti che servono per la diffusione del dogma religioso, compresa la condanna dell'eresia. Non dispongono ancora dei roghi ma non mettiamo limiti alla provvidenza.
I difensori dell'ortodossia neocon assomigliano a quelli che nel medioevo ti strappavano gli occhi perchè non volevi credere che la terra era piatta e che nel Novecento ti spedivano in qualche campo di rieducazione per farti diventare una vera pedina del sistema.

Il caro vecchio Tommaso era uno che, poveretto, non si accontentava di credere ma voleva una prova. Era uno scienziato, in fondo. La scienza si nutre di dubbi, di messa in discussione di teorie che ieri sembravano intoccabili.
Se ci fate caso non è che viviamo un periodo di grandi progressi scientifici e la scienza viene vissuta come qualcosa di stregonesco, di confondibile con la ciarlataneria, che scatena paure irrazionali. Il motivo di questo clima antiscientifico è che viviamo un momento di involuzione culturale dove i regimi governano brandendo le armi della paura e della superstizione. Basti pensare al grande spauracchio, Osama Bin Laden. A nessuno viene il dubbio che il tizio sia morto, visto che non è più apparso in pubblico dal 2001?



Tutto ciò che necessita, per legittimarsi, di atti di fede (ad esempio il calore del carburante che polverizza due grattacieli di acciaio e cemento armato), per definizione non ha niente di logico o di scientifico, può solo essere accettato acriticamente. Eppure i debunkers a tempo pieno sono convinti che il loro ripetere meccanicamente la storiella sia sufficiente a spiegare tutto e si incazzano se ancora non sei convinto. Allora sei proprio scemo, stronzo di un complottista!
Ti fanno vedere un foro d'uscita perfettamente tondo nel Pentagono e tu devi credere che un Boeing ha trapassato come un missile diversi strati di cemento ultrafortificato, uscendo poi dall'altra parte (praticamente intatto?)

E' come quando ti mostrano una reliquia rinsecchita in un'urna e ti dicono che è il Santo Prepuzio. Non è importante se quel lembo di pelle appartenga veramente a Lui, l'importante è credere che lo sia. E' un atto di fede e come tale non si può mettere in discussione.
Alla faccia di Tommaso.


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martedì 9 settembre 2008

Non ci sono più i russi di una volta, dice

Che cos'è quella sottile inquietudine, quel filo sottile di ansia che mi prende allorchè dalla finestra aperta sento provenire quelle voci che parlano in russo nel cortile di casa mia? Non mi succede lo stesso se sento parlare inglese, arabo o senegalese.

E' un po' l'effetto che, negli anni settanta, faceva la lingua tedesca ai nostri genitori e parenti ancora memori della guerra.
Me lo ricordo benissimo, al mare d'estate. Se il vicino d'ombrellone teutonico alzava un po' la voce con i kinder, gracchiando un "strunzachtfunfkunstengeselshafftscheissevierden!", vedevi il nonno sussultare, aggrottare le sopracciglia e borbottare infine "Boia di tugni'!.." (tedeschi, n.d.t.)

Perchè a me capita la stessa cosa oggi con la coppia di badanti della mia vicina, (li chiameremo Ivan e Svetlana), anzianotti e per altro assolutamente inoffensivi (spero)?
Non sono cosacchi e nemmeno usano far abbeverare i cavalli alla fontanella del giardino, eppure mi sorprendo, vergognandomene, a guardarli con sospetto. Non nascondo che si tratta proprio di sindrome da accerchiamento quando lei mi osserva di rimando con un'espressione da "io ti spiezzo in due" (ho il vago sospetto che la cosa sia reciproca).

Il motivo di questa reazione non sarà perchè sono venuta su in un periodo in cui dire russo significava solo ed unicamente nemico? E per giunta mica un nemico così ma uno che ti avrebbe volentieri distrutto senza dire "ba" con un bel fungo atomico velenoso facendosi una risata molto carasciò.
Non sarà perchè guardando quegli emozionanti film di fantascienza americani anni cinquanta sugli ultracorpi non mi era sfuggita, come a tutti gli altri spettatori, la rozza metafora? I baccelloni non sono baccelloni in realtà, sono i russi, che vogliono invaderci e distruggerci, portandoci via tutto ciò che abbiamo.
Ricordate, tanto per dirne una delle più recenti, l'angosciante canzone sfilacciamaroni di Sting, "Russians", dell'era reaganiana?


Sono passati tanti anni. Da un giorno all'altro i russi sono ufficialmente diventati amici con i quali fare lingua in bocca, non sono mai stati comunisti (ma quando mai) ed è stato permesso loro di invaderci in forma strisciante, sotto forma di corpulente signore di una certa età che a volte si portano dietro i mariti (sicuramente ex Armata Rossa, forse addirittura ex KGB). A queste Stevlane affidiamo con assoluta fiducia addirittura i nostri vecchi ed amati genitori.

Non ci sono più i russi di una volta, dice.

L'ex canaglia del KGB dalla coscienza foderata d'amianto frequenta i salotti buoni e piscia nei cessi dorati nelle ville dei più virulenti anticomunisti. Con una enorme ed ipocrita spugnona si sono cancellati quarant'anni di guerra fredda perchè faceva comodo così.

L'inconscio però è una brutta bestia e l'imprinting un grandissimo figlio di puttana. Non puoi fregarli tanto facilmente. Dopo che hai martellato per anni un concetto nel cervello della gente non puoi pretendere di farlo sparire da un giorno all'altro con una specie di "Se mi voti ti cancello".

Proviamo a fare dello sporco relativismo. Quei signori badanti, la matrioska e l'ex tovarish, hanno una certa età e, facendo una botta di conti anagrafici, quando sono nati la prima cosa che hanno visto erano i baffoni di Stalin. Altro che Konrad Lorenz.
Chissà quante volte hanno sentito parlare a scuola degli imperialisti, degli sfruttatori del proletariato e si sono sentiti raccontare che gli amerikanski e i loro servi europei li avrebbero volentieri distrutti senza dire "ba" con un bel fungo atomico velenoso facendosi una risata very cool.
Quindi, se noi siamo stati allevati a latte e "maledetti russi", loro sono venuti su con l'idea che noi eravamo dei capitalisti di merda. E' un pensiero che dobbiamo accettare, che ci piaccia o no. Ecco perchè dicevo che il guardarsi in cagnesco era reciproco.

Va bene ma, che problema c'è? Non sono più comunisti, dicono. Non c'è più pericolo.
Mah, se parli con loro capita molto spesso che venga fuori una certa nostalghija dei tempi andati. Stavano meglio quando stavano peggio, insomma. Allora un pezzo di pane ammuffito ma sicuro l'avevano, oggi nemmeno quello.
Stai a vedere che l'unico modo per riavere una sinistra in Italia sarà dare il diritto di voto a Svetlana ed Ivan. Molto, molto carasciò.



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lunedì 8 settembre 2008

Nero assoluto

Paura per Gianni Alemanno e per la citta di Roma. In occasione di un azzardato esperimento all'interno di un acceleratore di particelle di sodio per la ricreazione del complesso fenomeno del fascismo, a causa della collisione tra un protone di materia democratica e uno di materia oscura, si è formato un buco nero artificiale che ha cominciato ad inghiottire il sindaco.
Per fortuna gli scienziati sono riusciti a spegnere prontamente la reazione con abbondanti dosi di acqua di Fiuggi.


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domenica 7 settembre 2008

Sarah prendi il fucile

Certo che ci faccio un post, come mi ha suggerito di fare un lettore (anonimo, mannaggia!) a margine dell'ultimo articolo su Sarah Palin segnalandomi la chicca. Purtroppo, controllando su Google se c'era una versione migliore della foto ho scoperto che quella pubblicata da Liberazione del 5 settembre a pagina 8 (cliccare sulla versione pdf) è un clamoroso fake, come dimostra questo articolo americano e la prova di cui sopra.

La pupona ama le sputafuoco, è vero, ma quella nella foto che la ritrae in bikini a stelle e strisce e fucilone (non a tappo ma a full metal jacket) a bordo piscina non è una sua tipica posa, come imprudentemente ha sottotitolato l'articolista del giornale ma solo plausibile. Comunque falsificata a mezzo Photoshop.

Giusto per non creare equivoci, il filmato che segue non è una riunione tra i ministri dell'amministrazione Palin, succeduta a quella del defunto presidente McCain, strozzatosi il giorno della inauguration per colmo di sfiga con una patatina incastratasi tra faringe e velopendulo. Non è nemmeno un DVD sulle prossime elezioni americane allegato a "Liberazione" ma un estratto da "Jackie Brown" di Quentin Tarantino.

P.S. Non c'è da stare tranquilli lo stesso. La gnocca con il fucile è una ben consolidata icona americana e se riescono a sparare a degli inermi ed innocenti orsacchiotti americani immaginate cosa riuscirebbero a fare ad un bambolotto iraniano.




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sabato 6 settembre 2008

Buchi neri bollenti

Lo so, siete arrivati qui attirati dal titolo da film blaxploitation porno e vi siete ritrovati sull'orlo di un buco nero a sentir parlare di fisica delle particelle. A cosa ci si deve abbassare per rendere appetibile la scienza!
Del resto, un blog che si chiama l'orizzonte degli eventi, quando c'è da parlare di black holes, non può che inzupparci il pane alla grande con tanto di scarpetta.

Si fa giusto per parlare della stronzata galattica del momento, riesumata a fine estate dai giornali in astinenza di fatti da non raccontare per animare un poco questo mese di settembre ormai notoriamente menagramo per i destini del mondo.

Lo avrete sentito dire da tutti i TG unificati, il prossimo 10 settembre, un buco nero creato dal solito pool di fisici apprendisti stregoni inghiottirà la Svizzera, l'Europa, il mondo e tutto il cucuzzaro. Per fortuna non subito ma poco a poco, partendo da Ginevra e a scarico di lavandino. Tanto per intenderci, quando i milanesi un sabato, arrivati a Como Brogeda non troveranno più la Svizzera dall'altra parte, sapranno che per loro la fine è vicina.
Per questo motivo due signori dalle chiappe accademiche chiacchierate hanno presentato una denuncia ad un tribunale di Honolulu (!) affinchè il giudice fermasse in tempo lo scellerato esperimento.

Cercando disperatamente di ricomporsi e tornare seri, la notizia vera è invece che al CERN di Ginevra sono in programma questo mese degli esperimenti nel nuovo e più grande e costoso acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (LHC).
Costato un po' di più dell'indennizzo di Berlusconi alla Libia, questo enorme bowling di lusso per particelle infinitesimali, dovrebbe aiutare gli scienziati a far luce su una lunga sequela di dubbi teorici sul funzionamento della materia. Non è una bomba a tempo ma niente altro che un enorme giramento di protoni.

Le grandi questioni affidate allo spaccabarioni sono: esiste il bosone di Higgs? Immagino due umarells su una panchina a Bologna chiedersi se c'era bisogno di andare in Svizzera e spendere tanti baiocchi per trovare dei bosoni.
Poi il quesito della SUSY, ovvero dimostrare l'esistenza delle particelle supersimmetriche. Il rischio di creare materia strana formata dagli strangelets. Una sorta di "o famo strano" quantistico. Per non parlare della materia oscura e dei suoi misteri. Il lato oscuro della forza o la forza dell'oscurità del lato?

Da assoluti profani di una materia così complessa, serissima e con due controcazzi così pensiamo che non ci si dovrebbe scherzare sopra sparando puttanate mediatiche.
Però anche voi benedetti scienziati, se vi mettete pure a rappare sul protone...


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