giovedì 23 ottobre 2014

L'accalappiatreccani

Fabio Puelli, "La cena dei tre cani"
Grazie al sempre più prezioso Zugzwuang che mi ha segnalato un tweet di Claudio Borghi, ho trovato questi video di "Europe's Got Talent", il talent show per intellettuali collaborazionisti, a cura di una celebre enciclopedia, che lascio al vostro commento ed a futura memoria, quando tutto questo sarà finito.

Il casting si svolge su un curioso set & setting allucinogeno come quelli di Timothy Leary, viste le assurdità proferite dagli aspiranti in evidente stato alterato di coscienza e distacco dalla realtà. C'è una pila di volumi accatastati alla bell'e meglio alle spalle del candidato che fa pensare (ipotesi ottimistica) ad un trasloco imminente e (ipotesi pessimistica) ad una pira nazista di libri pronta a prender fuoco. In primo piano c'è una statuetta dell'euro, quasi la deificazione di uno dei loghi più brutti e nefasti dai tempi della mascotte di Italia 90, e l'immancabile cencio orostellato, il Palio delle Contrade Periferiche Morte, steso ad asciugare con le mollette. In sottofondo, un'agghiacciante colonna sonora di Ennio Morricone, che io da piccola avrei definito "musica pericolosa", e che mi pare oltretutto copiata da John Williams.
E poi loro, gli intellettuali, le figurine che parlano dell'Europa e soprattutto dell'Euro per questo progetto editoriale di fantadivulgazione che si intitola "La sfida europea" (o piuttosto sfiga?)
Una carrellata di scemenze e menzogne colossali, scarafaggi che enunciano metafore su calabroni e libelluleun'accozzaglia di luoghi comuni e slogan propagandistici venduti come opinioni illustri di esperti, che Claudio Borghi ha definito giustamente ignobili.
Una sequela di affermazioni assolutamente dogmatiche, come DALL'EURO NON SI ESCE, INDIETRO NON SI TORNA, PIU' EUROPA, L'EURO HA GARANTITO LA STABILITA' DEI PREZZI,  che di fatto si configurano come apologia dei reati contro l'umanità che l'euro ha perpetrato in Grecia (ma loro non credo se ne rendano conto).
Tutti i simpatici pupazzi parlanti di questa pantomima infame non nominano mai la Germania, il suo vantaggio indebito sugli altri paesi, le sue velleità da Quarto Reich, spalleggiata da nazioni del Nord Europa con la vocazione della mosca cocchiera e ben rappresentate dal bamboccio finlandese che oggi bacchetta l'Italia in palese conflitto di interessi, visto che il suo paese è tra quelli che beneficia dalle nostre disgrazie.
Tra parentesi, sapevate che quel Wolfgang Schauble che ora è nel governo della Merkel tra i più feroci fautori dell'austerità per gli altri paesi, ovvero per i concorrenti nel libero mercato, è stato uno degli esecutori materiali della feroce riunificazione tedesca a colpi di terapia dello shock economico? Uno che è stato capace di affamare il suo stesso popolo, quello che viveva nella Germania Est, figuriamoci  se ha scrupoli nei confronti di greci, portoghesi e italiani e potrebbe intenerirsi perché qualche bischero dalla lingua lunga crede di gabbarlo barando sul peso.

Tornando a questi provini per decidere chi un giorno avrà preso la cantonata più epocale della sua carriera, ne segnalo otto: quelli di Fabrizio Galimberti, Fabio PammolliIgnazio ViscoMario Monti Giuseppe De Rita, con menzione speciale e video in risalto per Umberto Eco, Lorenzo Bini Smaghi e l'ineffabile Romano Prodi.  
Ecce Homunculi. Scegliete voi il vincitore, il più europeo, il più zelante adoratore del supermarco.

Ecco Eco, definito da un esilarante refuso nei titoli "semilogo", invece che semiologo. Un logo venuto male?


Il suo è pistolotto d'autore con retorica della cultura tedesca mentre il poro Marcel Proust viene usato come scudo umano. La varietà delle lingue, l'Erasmus che ha una funzione "sessuale" perché favorisce matrimoni misti. Erasmus o Orgasmus, o forse solo povere fantasie di vecchi sulle studentesse straniere? Il nome del bocciolo di rosa. Rosebud.

L'ineffabile, dicevamo. Il solito orrendo piddino emiliano, rappresentante di ciò che si viene delineando come prova di un'invasione aliena, con i baccelloni che hanno posseduto l'intera dirigenza post comunista della regione rossa ibridata con il doncamillismo per conquistare non solo l'Italia ma il pianeta. Gente la cui ignoranza colpevole, incapacità e ottusità ideologica passerà purtroppo alla storia sulla pelle di milioni di persone.
Sentitelo, colui che in un momento di black out mentale abbiamo considerato un leader della sinistra.


"Lo sapevamo che c'erano dei problemi, perché  UN PO' DI ECONOMIA LA SAPEVAMO TUTTI."
Un po', mica tanto, quanto basta per far danni, comunque. "Kohl che diceva: si, faremo i passi successivi per un'unione politica ma occorre tempo perché Roma non fu fatta in un giorno". 
Peccato che l'unificazione shock della Germania sia stata fatta praticamente in fretta e furia proprio da quel Kohl, trasferendo con la carta carbone le leggi della RFT alla RDT, usando come maglio un marco sopravvalutato assieme alla minaccia fasulla di default per smantellare le industrie dell'est e favorire quelle dell'ovest. Non sarò mai abbastanza grata a Vladimiro Giacché per aver scritto con "Anschluss" la storia dell'antefatto del disastro dell'eurozona, indicando nell'élite industriale tedesca e nei suoi spregiudicati volonterosi politicanti, i responsabili di quest'ennesimo disastro continentale. 
Prodi che  fa finta di non vedere il ruolo criminale della Germania nel nazionicidio del sud Europa. Che sull'euro dice INDIETRO NON SI TORNA (ma io non ci giurerei, potrebbe anche riuscire ad avere la faccia di colui che da un giorno all'altro si rimangia tutto e ci porta fuori). E conclude con l'immagine dell'Europa come laboratorio. Si, di vivisezione umana dove le cavie più ambite e a buon mercato vengono dalla Grecia. 

Infine Bini Smaug, il trombato dalla stessa Europa, colui che Berlusconi faticò non poco a svellere dalla poltrona che difendeva disperatamente nella famigerata estate del 2011 perché i tedeschi non lo volevano più alla BCE.
A lui il compito del fuoco d'artificio finale del luogocomunismo, del gioco pirotecnico della liretta, dell'Italietta, dell'Italia che da quando è arrivata la crisi non cresce (chissà perché, eh?), e infine, il botto finale:

L'AUSTERITA' CE LA SIAMO VOLUTA NOI. E, ovviamente, TORNARE ALLA LIRA E' IMPOSSIBILE, E' INUTILE.


La merda è pesante da digerire. Gradite un ripassino storico?

"Questo sentono i fascisti di fronte ai loro avversari e perciò hanno una fede inconcussa nel trionfo della loro parte e non transigono; e possono ormai con pazienza longanime attendere che le opposizioni, come hanno abbandonato il terreno legale della lotta in Parlamento, finiscano col persuadersi della necessità ineluttabile di abbandonare anche quello illegale, per riconoscere che il residuo di vita e di verità dei loro programmi è compreso nel programma fascista, ma in una forma balda, più complessa, più rispondente alla realtà storica e ai bisogni dello spirito umano.

Allora la presente crisi spirituale italiana verrà superata. Allora nel seno stesso dell’Italia fascista e fascistizzata matureranno lentamente e potranno infine venire alla luce nuove idee, nuovi programmi, nuovi partiti politici.

Gli intellettuali italiani aderenti al Fascismo convenuti a Bologna per la prima volta a congresso (29-30 marzo) hanno voluto formulare questi concetti e ne vogliono rendere testimonianza a quanti, in Italia e fuori d’Italia, desiderino rendersi conto della dottrina e dell’azione del P.N.F. »
(Il manifesto degli intellettuali fascisti, 1925)

Bon appétit.



17 commenti:

  1. Giuseppe00:32

    Considerazioni sparse:

    1 - I nazifascisti di ieri predicavano la purezza della razza; quelli di oggi sognano di imporre i matrimoni misti per distruggere ogni forma di identità nazionale. Vorrebbero creare l'Uomo Nuovo, che è, in definitiva, il sogno di ogni regime totalitario.

    2 - La statuetta dell'euro, più che a una "deificazione", mi fa pensare a una forma di feticismo (nel senso antropologico del termine).

    3 - La presenza delle cataste di libri sulla scena vorrebbe richiamare la cultura e la saggezza. Come dire: la nostra posizione su UE ed euro è l'unica accettabile, al di fuori c'è solo l'ignoranza.

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  2. Anonimo09:53

    Ti stimo Barbara,
    Andy

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  3. Anonimo11:53

    "Lo sapevamo che c'erano dei problemi, perché UN PO' DI ECONOMIA LA SAPEVAMO TUTTI."

    Altra perla è: " Avremo qualche anno di DONDOLAMENTO"

    Sedie a dondolo a iosa! Anche le amache vanno bene!


    Zugzwuang

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  4. Sono tutti traditori per carriera e per denaro. Da Mortimer a Mortadella a Mister Bean(i), agli economisti cult di questo paese di Quisling.
    In epoche serie sarebbero stati fucilati, come Ceasescu, processo sommario, e tutti al muro; senza discussioni.

    Chi continua a dire che e' ineluttabile che NOI si debba morire merita la pena capitale. Ci vorrebbe una vera rivoluzione, con Piazze della Concordia. Quello che stanno facendo ai Greci, ai Portoghesi, agli Spagnoli, grida vendetta a cospetto di chi volete voi.

    Gente come Mortimer.....gli si legge in faccia al nipote di Mattioli lo schifo per il popolo. Padoa Schioppa dava agli altri del bamboccione; suo padre era CEO di Generali.

    La merda e' merda; abbiamo bisogno di STATISTI. Non ce ne sono? Ci vogliono le palle per scrollarci gli assassini di dosso, perche' siamo nel Castello di Kafka e gli Italiani continuano a comprarsi Smart e SUV e a far felici i torturatori tedeschi.

    Dobbiamo veramente capire che il problema e' la nostra TOTALE mancanza di palle.

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  5. Anonimo14:11

    Mah, non c'è due senza tre.

    La Germagna (non è un errore di battitura, come non è lo è Itaglia scritto dai soliti autorazzisti venduti, precisiamo) già ha preso due sveglie nel secolo scorso, aspettiamo fiduciosi la terza.

    Et de hoc satis, come dicevano i nostri padri romani.
    Cornelia.

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  6. Anonimo09:12

    leggete:

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=76492

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  7. Hai capito, uno stato ha solo due pilastri, la moneta e l'esercito. E il POPOLO ? Giusto conta un caz....o. MA Vaffanc....lo

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  8. Anonimo16:20

    Rammento,così,a scanso di equivoci,che l'ometto dal forte accento emiliano che con fare bonario pontifica ecumenicamente sulla "modernità"dell'euro,ha ottenuto non più tardi di qualche anno fa,in pieno clima "anticaimano",sintetizzato dallo slogan "Prodi per tutti,tutti per Prodi",titolo di una rubrica fissa,ospitata in un noto foglio "de sinistra",qualcosa come 17 (diciassette) milioni di voti,eletto a furor di popolo(pirla), da "menopeggisti"ancora" de sinistra",terrorizzati dall'indole" imperiale" del cavaliere.E' a questi,e solo a questi,che dobbiamo rinfrescare la memoria(corta),solo a loro va tutta la nostra riconoscenza per averci fatto apprezzare le virtù salvifiche dell'euro e dell'UE e che ancora li rende felici e sollevati per aver "salvato il paese dalla catastrofe"(sic).Questo è quello che pensano ancora questi beoti lobotomizzati,e solo una catarsi vera,profonda e diffusa, potrà schiodarli dalle loro idiote e pilotate convinzioni sulla bontà dell'euro e della Troika.Le loro menti saranno sempre bendisposte a partorire il Renzi di turno ed è bene non farsi troppe illusioni di un ravvedimento,sono inamovibili e impermeabili.Se un ex consulente di Goldman Sachs può permettersi di insediarsi al governo di uno stato sovrano e di spacciarsi per uomo" de sinistra",la colpa non è sua,MA DI CHI GLI HA CREDUTO.Luciano

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    1. Giuseppe08:33

      Eh Luciano, anch'io nel 2006 ho votato per Prodi (o meglio, per rifondazione che lo sosteneva - ma non cambia molto). Come ho raccontato in un altro commento ero già noeuro (lo sono da sempre), ma in quel momento ero come narcotizzato: non avevo capito quanto fosse pericolosa la moneta unica per il nostro sistema democratico. La sveglia è arrivata solo nell'autunno 2011, quando con la caduta eterodiretta di Berlusconi (che pure ho sempre detestato) ho finalmente inteso che quello non era UN problema, ma IL problema principale.
      Adesso però, a distanza di otto anni, riconosco di essere stato un cretino ma non posso certo tagliarmi la mano con cui ho l'ho votato...

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    2. Giuseppe16:44

      Uè Lameduck, scherza poco perché mi sa che la tua mano rischia di condividere lo stesso destino della mia!!!

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    3. Anonimo00:43

      Uè Giusep,scusa il milanesismo,sono di quelle parti:se fem,tucc Muzio Scevola?L'è no necesari,el bastava,alura,fa balà l'oeucc.Te saludi e, sperem,sperem......Luciano

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  9. Cara paperella, qui c'è qualcosa che non funziona. Ovvero, usando una simpatica espressione anglosassone, c'è un elefante nella stanza. Tutti ne vedono i risultati ma nessuno ne parla. Quante volte abbiamo sentito dire questa frase:

    "Ma non sarà che c'è qualcosa che non torna nel discorso che i giornalisti cialtroni, assassini della nostra democrazia e nemici del nostro paese e del nostro benessere, ci ripetono dai loro giornali?"

    L'autore della frase è una persona, il prof. Alberto Bagnai, che personalmente gode di tutta la mia stima ma sono sicuro che espressioni come questa, negli ultimi anni, ne abbiamo sentite dire a iosa. E proprio perchè è una persona che stimo a dismisura che mi fa riflettere. Possibile che nessuno veda l'elefante?
    In campo economico sono una nullità ma dopo 15 anni passati a studiare i due principali totalitarismi, quello italiano e quello tedesco, diciamo che qualcosina ho imparato.
    E c'è qualcosa, nella frase sopracitata ed in quelle simili, che non mi quadra affatto (spero che il crotalo fiorentin-pescarese non si incazzi :)

    Una delle caratteristiche principali di entrambi i totalitarismi è stato l'uso della propaganda per la creazione ed il mantenimento del consenso. Il primo nome che ci viene in mente è Joseph Goebbels ma posso assicurarti che anche un Achille Starace il suo sporco lavoro lo ha fatto bene.
    Quello che ci dimentichiamo è che, sempre all'interno di un totalitarismo, la propaganda rappresenta un braccio: l'altro braccio, sempre presente, è la repressione fisica: il Konzentrationslager in Germania oppure il carcere o il confino in Italia.
    La propaganda è effettivamente uno strumento "meraviglioso": è impossibile convincere una persona a bere un litro di benzina (ci ho provato) ma è possibile convincere 1 milione di persone a farlo (non ci ho provato ma sono convinto che sia possibile).
    L'euro, da questo punto di vista, è davvero interessante perchè riuscire a combinare un disastro simile ma addirittura convincere milioni di persone che è una cosa buona e giusta, supera di gran le più rosee previsioni di un Goebbels.
    Naturalmente c'è sempre qualcuno che non si lascia convincere ed è qui che entra in ballo il braccio repressivo: puoi pure pensare che sia sbagliato ma finché te ne stai zitto, al Regime va bene; se parli, ti piallo fisicamente.
    E' evidente che un SISTEMA simile, un Mussolini può presentarsi al balcone e dire delle boiate: chi lo contesta? Nessuno ovviamente.
    Per concludere: il sistema "totalitario" funziona e come funziona l'ho capito bene.
    Adesso passiamo al presente.

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  10. 2

    Renzi va in televisione e dice: "abbasseremo le tasse."
    In realtà le sta aumentando ma le reazioni dei media sono quelle tipiche del totalitarismo: critiche zero, acclamazioni a iosa. E di esempi del genere se ne possono fare quanti ne vogliamo.
    C'è solo un piccolo dettaglio: ma non eravamo una democrazia?

    (Apro subito una parentesi a scanso di equivoci: l'Italia sta combinata male ma non è che all'estero vada poi meglio, anzi. L'esempio della Germania, terra di virtuosi e preparatissimi cittadini teutonici, è spettacolare.
    Come ci ha spiegato e dimostrato bene il prof., in Germania i salari ad un certo punto sono "slitatti" verso il basso.
    Posso convincere una persona a ridursi il salario? Molto difficile. Posso ridurlo a quasi tutti? Abbastanza facile sembrerebbe. Ma serve il braccio repressivo per funzionare e quindi: o accettate una riduzione del salario oppure noi trasferiamo gli stabilimenti all'Est.)

    Detto questo, torniamo all'Italia.
    Quel che non mi quadra nello scrivere "gionalista cialtrone" oppure "giornalista incompetente" è che facendolo non si vede l'elefante nella stanza: IL REGIME. Questo è l'elefante che ci ostiniamo a non vedere.
    Ne vediamo gli effetti cioè la catastrofe economica che precede quella sociale ma non vediamo e soprattutto non discutiamo della CAUSA.
    C'è un Regime, di quelli con la R maiuscola, di quelli che sono tranquillamente in grado di sfasciare una nazione eppure non se accorge quasi nessuno. Forse perchè è un "nuovo" tipo di Regime e non abbiamo ancora avuto un Franz Neumann che sia in grado di spiegare come funziona ma resta il fatto che c'è. E funziona.
    C'è un Regime perchè c'è un serio problema di democrazia, molto serio a parer mio, eppure... non se ne parla.
    Se tutti i media italiani osannano e incensano uno come Monti, non c'è qualcosa che non va nei giornalisti, c'è qualcosa che non va nel SISTEMA.
    E se è in grado di andare in televisione e dire: "il successo dell'Euro è la Grecia", non mi fa schifo lui. Mi fa PAURA il sistema che gli permette di farlo (Mussolini mica aveva tolto la libertà di applaudire: aveva tolto quella di critica!).
    Ed evidentemente questo sistema ha un braccio repressivo, anche se di nuova natura; forse proprio perchè è nuovo non ne afferriamo tutte le implicazioni... ma braccio repressivo resta. O lo identifichiamo e studiamo come eliminarlo oppure continua allegramente a funzionare e far danni.

    Adesso massacratemi pure :)

    Chinacat

    PS

    A Londra c'è un posto chiamato Free Speech Corner dove un giorno un tizio mi ha impartito una vera lezione di democrazia. Per chi non lo sapesse, il Free Speech Croner è una angolo di Hyde Park dove chiunque può salire sopra una seggiola e fare un comizio. Le reazioni e le interazioni tra chi parla e la folla che si ferma ad ascoltare sono estremamente interessanti.
    Ebbene, un giorno c'era un comiziante che cercava di convincere la folla che dietro la luna c'è una nave spaziale aliena: ovviamente la folla si era radunata perchè c'era da sganasciarsi dal ridere. Commentando la cosa ho detto: "non mi fa paura lui, la paura mi viene quando qualcuno inizia a credergli!".
    Il tizio di fianco a me, un inglese, si volta verso di me e dice: "oh no, a me non fa paura nemmeno quello: a me fa paura QUANDO I GIORNALI GLI DANNO RAGIONE.".

    Ecco, lì sono andato molto ma molto vicino al satori... e senza nemmeno l'uso del peyote.

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    1. Penso che tu abbia dannatamente ragione e non credo ci sia nessuno che voglia massacrarti, però al momento l'unico sfogo che ci viene concesso è quello di esprimere rabbia verso quella parte di giornalismo che, secondo il pensiero comune, avrebbe dovuto accorgersi della situazione e non ha fatto nulla. Penso sopratutto a quella stampa di sinistra che dell'antifascismo prima e dell'antiberlusconismo poi ne ha fatto la sua bandiera.
      Saluti.

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  11. Anonimo00:28

    leggete(!!): Quando un regime può essere definito autoritario?
    su : governieregimiblogspot.it

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  12. Ciao, ti consiglio di guardare la puntata di ieri (domenica 1 marzo) di Presa Diretta sull'austerità che fa luce sul mito della prosperità tedesca. Anche lì sono stati aboliti i diritti sul lavoro, a partire dal governo Schroeder.
    In pratica abbiamo un divide et impera all'interno dell'Europa, una sinergia tra il potere finanziario privato che dà prestiti allo stato e controlla in maniera interessata il tasso di interesse e quello pubblico della Troika, che decide le condizioni per gli aiuti ai paesi indebitati, queste condizioni, come dimostra l'opposizione strenua alle proposte di Tsipras, sono privatizzazioni e liberismo sfrenato, in pratica la svendita del paese. Olli Rehn si è opposto all'idea di scorporare gli investimenti dal debito, per lui per esempio la scuola non è un investimento! E dice che il rischio è farci rientrare qualunque spesa corrente e fare i propri comodi (il solito discorso che se smetto di frustarti alzi troppo la testa?). E' evidente che tutto ciò crea le condizioni per il mantenimento del debito.
    Serve un'azione comune dal basso, la creazione di una comunità internazionale solidale mossa dalla comune necessità di togliere risorse alla finanza ed impedire che tramite i soldi riesca a manovrarle a proprio favore.

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