venerdì 29 febbraio 2008

Il principe sul nostro pisello

E' già finita la partecipazione del principino Harry alla "Guerra dei Famosi". Quelle linguacce degli americani si sono lasciati sfuggire la notizia che il secondogenito di Diana coscialunga era a combattere in Afghanistan "per sfuggire ai paparazzi" (parole sue) ed è scattata l'operazione "salvate il soldato Harry". Lui aveva già fatto le sue amicizie là, che peccato.

Forse è meglio così, le guerre dei nostri tempi sono fatte per i poveracci, non sono adatte per i figli di sangue blu. Passò il tempo di Re Artù e Riccardo Cuor di Leone.
Oggi la più pregiata carne da macello è quella nera o ispanica, comunque proletaria.
Carnaccia dura che si fa ammazzare senza tante storie e che se ha la disgrazia di sopravvivere conciata per le feste in qualche ospedale per reduci, forse troverà qualche giornalista che dedicherà alla sua tragedia una manciata di foto scioccanti e un articolo da pubblicare su un rotocalco. Tra una star del cinema che entra in riabilitazione e un presidente puttaniere che va in vacanza tra le Alpi e le piramidi che comunque gli ruberanno la scena.

Torna a casa Harry, va, che è meglio. Un altro funerale con la nonna Liz che con l'espressione da poker saluta con la manina ed Elton John che canta in cattedrale non l'avremmo proprio retto.


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giovedì 28 febbraio 2008

Un titolo travagliato

Oplà! Grazie alla pronta soffiata di un lettore, apprendo che sono stata onorata di una citazione, non si sa se volontaria, inconscia o casuale (in fondo la battuta era facile), di Marco Travaglio che mi ha, ma disciamolo, rubato con destrezza il titolo per l'Uliwood Party di oggi che si intitola proprio come il mio post di domenica: "P2dl".

Dopo la citazione sul "Manifesto" per le figurine comuniste, finisco anche, indirettamente e in puro spirito, anche sull'"Unità". Sono soddisfazioni.
Vediamo, se fossimo in America si griderebbe alla violazione del copyright. Siamo in Italia e vorrà dire che la prossima volta che verrà a Faenza, Marco mi deve una copia dell'ultimo libro, come minimo.

Per l'occasione ripropongo una vignetta che realizzai tempo fa. Bisogna leggerla, guardate, pacatamente e serenamente come un omaggio all'arte antica, maanche con lo spirito del 'a Marco, nun ce prova' più!


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mercoledì 27 febbraio 2008

Lui vuole porre il diritto di feto sulle nostre vite

Minchia santissima, tocca parlare ancora di Big Giuliano e della sua Lista.
I partiti, in questi giorni, sono tutti in preda alla sindrome mosaica delle tavole della legge. Chi propone undici, chi dodici punti irrinunciabili; dieci no, sarebbe forse troppo, nessuno osa tentare il divino accostamento.
Ad ogni modo la "Lista per la Vita" di Ferrara propone dodici punti monomaniacali. Anche se non ci sarebbero parole, mi va di commentarli assieme a voi. Notate il primo punto, un capolavoro di sadismo:
1. Promuovere legislativamente il dovere di seppellire tutti i bambini abortiti nel territorio nazionale, in qualunque fase della gestazione e per qualunque motivo. Le spese sono a carico del pubblico erario.
Un trip di necrofilia pura, direbbe il vecchio Von Kraft-Ebing. Mi dica dotto', sarà obbligatorio celebrare le esequie con tanto di messa e preghiera "pro perfida mater", trasporto con carro funebre a norma e cassa zincata a misura di embrione, sui 205x67 millimetri? E per la sepoltura? Pensiamo ad una sezione speciale da predisporre in ogni cimitero comunale, o toccherà aprire i tombini dei nonni per alloggiarci le barettine con i feti e gli embrioni?
A parte l'umorismo macabro, si rende conto l'estensore di questa galattica enormità, di che cosa significa normalmente il lutto per la morte di un figlio? E' l'unico lutto del quale, passassero mille anni, nessun genitore può mai guarire. E' il dolore morale più acuto e disumano che si possa provare.
E questi stanno a fantasticare di funeralini da imporre a madri che stanno già soffrendo abbastanza.
Sentiamo: quando il senso di colpa della madre si tramuterà in depressione, che fa il falso magro, gli passa gli antidepressivi e la psicoterapia a spese del contribuente o la lascia soffrire ricordandole ogni giorno il suo ruolo di assassina?

Proseguiamo, punto secondo:
2. Vietare per decreto legge l’introduzione in Italia della pillola abortiva Ru486 e simili veleni capaci di reintrodurre la convenzione dell’aborto solitario e clandestino contro lo spirito e la lettera della legge 194 di tutela sociale della maternità.
La pillola Ru486, che oggi ha ricevuto il via libera dall'Agenzia del Farmaco, se definitivamente approvata anche in Italia, sarà comunque un farmaco di classe H, quindi somministrabile solo in ospedale. E' commovente la preoccupazione per la salute e la solitudine delle fattrici, lasciate a muggire di dolore nelle stalle domestiche ma l'aborto chimico continuerà ad essere regolamentato come quello chirurgico, non ci sarà alcun fai-da-te. Peccato che altrettanta solerzia non vi sia quando vengono commercializzati altri farmaci molto più dannosi per la salute delle donne e non solo, magari gabellati come dimagranti o "pillole della felicità".
3. Stabilire per via di legge che accoglienza, rianimazione e cura dei neonati sono un compito deontologico dei medici a prescindere da qualunque autorizzazione di terzi.
Che tautologica cazzata. Qualunque medico sa che è obbligato a fare tutto il possibile per salvare la vita del paziente., compresi i neonati, ovviamente.
4. Emendare l’articolo 3 della Costituzione, comma 1. Dove è scritto “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge” aggiungere una virgola e la frase “dal concepimento fino alla morte naturale”.

5. Impegnare il governo della Repubblica a costruire un’alleanza capace di emendare la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite all’articolo 3. Dove è scritto “ogni individuo ha diritto alla vita” aggiungere una virgola e la frase “dal concepimento fino alla morte naturale”.
Pura mania di grandezza. Siamo all'obesità dell'Ego.
6. Difendere la legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita, escludendo per via di legge e linee guida interpretative ogni possibilità, adombrata in recenti sentenze giudiziarie, di introdurre la pratica eugenetica della selezione per annientamento dell’embrione umano al posto della cura e della relativa diagnostica terapeutica. Introdurre nei primi cento giorni una moratoria per la ricerca sulle cellule staminali embrionali, sulla falsariga di quella europea abbandonata dal governo Prodi, e rafforzare la ricerca sulle staminali adulte o etiche.
Gli enti per il turismo di Slovenia e Croazia ringraziano perchè le coppie italiane, impedite in un loro diritto sacrosanto, quello della riproduzione, dalla legge del Cavalier Berlusconi, continueranno ad effettuare viaggi della speranza oltre confine. Notare l'uso strumentale della parola eugenetica.
7. Fondare in ogni regione italiana una Agenzia per le adozioni il cui compito specifico sia quello di favorire l’adozione, con procedura riservata e urgente, di quei bambini che possono essere sottratti a una decisione abortiva di qualunque tipo.

8. Adottare le modalità del “Progetto Gemma” sul sostegno materiale alle gestanti in difficoltà e alle giovani madri di ogni nazionalità e status giuridico per la prima accoglienza e educazione dei bambini, con l’erogazione di consistenti somme per i primi trentasei mesi di vita dei figli.
Consistenti quanto? Quanto il contratto di Pato al Milan o quanto una pensione sociale da 300 euro? E dopo i trentasei mesi? Cazzi loro?
9. Applicare la parte preventiva e di tutela della maternità della legge 194. Potenziare in termini di risorse disponibili e di formazione del personale pubblico, valorizzando il volontariato pro vita, la rete insufficiente dei consultori e dei Centri di aiuto alla vita in ogni regione e provincia italiana.
Dire magari la parolaccia "contraccezione" non sarebbe stato male. Si potrebbero distribuire gondoni nelle scuole, smetterla di dire che la pillola fa ingrassare e provoca ogni male possibile e magari battersi perchè possa rientrare nei farmaci di classe B. Tutte le pillole contraccettive più moderne sono in fascia C, a pagamento. Perchè?
10. Triplicare i fondi per la ricerca sulle disabilità e istituire una Agenzia di tutela e integrazione del disabile in ogni regione italiana.

11. Sostenere con sovvenzioni pubbliche adeguate l’attività dell’associazione di promozione sociale denominata Movimento per la vita.
Morto un Casini se ne fa un altro. Ci sfugge la quantificazione del termine adeguate. Preoccupa, sentendolo dalle labbra di un forsennato liberista ammericano, questo continuo ricorrere alle finanze pubbliche. Per la serie, che i pensionati crepino di fame, l'importante è figliare. Lo Stato Gran Coniglio.
12. Le risorse per il programma elettorale sono da fissare nella misura di mezzo punto calcolato sul prodotto interno lordo e verranno rese disponibili attraverso lo stanziamento di 7 miliardi di euro attualmente giacenti presso i conti correnti dormienti in via di smobilitazione e altri cespiti di entrata.
Eccola, la supercazzola prematurata finale con lo scappellamento sul finanziamento: 7 miliardi di euro. Mica male. Sottratti a cose ben più importanti come, ad esempio, la sopravvivenza degli embrioni cresciuti a contratto precario o i feti stravecchi con le pensioni da fame.

I miei lettori lo hanno già detto più volte. Questa campagna contro l'aborto e i diritti delle donne serve solo a confondere le acque e nascondere emergenze ben più gravi. Ne sono sempre più convinta anch'io. Però non sottovalutiamo queste spinte oltranziste. La legge 40 purtroppo è una realtà.


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lunedì 25 febbraio 2008

Il punto L

Ormai ne hanno su tutto e per tutti, ogni giorno, prima e dopo i pasti.
Dal cinema "imbegnato" e le scene di sesso, alla sempre più insopportabile voglia di infilarsi nei nostri letti.
L'ingerenza reiterata e continuata della Chiesa cattolica in tutte le sue forme nei fatti politici di un paese che è formato anche da valdesi, protestanti, ebrei, musulmani, buddisti, scintoisti, devoti della dea Kali, agnostici e atei e che quindi dovrebbe essere rispettato nella sua laicità sta diventando francamente insostenibile.

Negli ultimi giorni è stato un martellamento continuo.
I radicali si alleano con il PD? Giunge la scomunica da "Famiglia Cristiana". Sai che paura ma intanto si intromettono.
Veronesi, il barone rampante, si candida con il PD? Preoccupazione di Ferrara, il crociatone, e di "Famiglia Cristiana", di nuovo.
Benedetto 16° ormai parla a targhe alterne: oggi di aborto, domani di eutanasia, dopodomani ancora di aborto.
L'ordine dei medici ci prova a firmare un documento in difesa della legge 194 e della contraccezione e salta su "Avvenire". E' un falso, dicono, i medici non possono difendere una legge dello Stato. La protervia è senza freni. Mi immagino gli attacchi che verranno nei prossimi giorni dall'Osservatore Romano, dal Calendario di Frate Indovino e dall'Agenda di Suor Germana.

Non ci vengano, per favore, a dire che hanno tutto il diritto di parlare. Certo, dai pulpiti e negli oratori fin che gli si secchi la gola ma se lo fanno tramite i media, in maniera martellante e solo per criticare le scelte politiche di uno stato, perdìo laico, il sospetto che vogliano imporre il loro punto di vista anche a chi la pensa diversamente è forte e questo è inaccettabile.

Il vizio del Vaticano di intromettersi nei fatti italiani è antico. Chiunque in Italia abbia cercato di innovare, aprire ai diritti dei lavoratori, ai diritti delle minoranze, delle donne, degli omosessuali, in favore della scienza e della laicità, si è ritrovato con i bastoni pastorali tra le ruote.
Sentite cosa accadde in occasione dell'introduzione del divorzio, al povero Aldo Moro, allora Ministro degli Esteri del governo Rumor. E' il 25 giugno 1970:
L'ambasciatore italiano in Vaticano, Gianfranco Pompei, indirizza al ministro degli Esteri Aldo Moro un dispaccio nel quale riferisce che Paolo VI, a causa dell'introduzione del divorzio in Italia, "deduce la previsione di conseguenze dannose non limitate alla materia in discussione, ma assai più vaste, estendentesi a tutto l'insieme dei rapporti tra la S. Sede e l'Italia. Egli è profondamente preoccupato per il grave danno morale e sociale, che vede e prevede non solo immediato, ma persistente e progressivo. Con vivo dolore prevede una netta posizione di contrasto che i cattolici, clero e fedeli, saranno ormai obbligati a prendere ed in maniera permanente. Divenuta ormai palese la reale incapacità di far prevalere la propria tesi, la S. Sede non potrà che lasciare i cattolici italiani liberi di agire sul piano interno secondo la loro coscienza religiosa e con i mezzi dei quali dispongono.
E' superfluo, conclude Pompei, mettere in evidenza la gravità di tali dichiarazioni."
Il 6 luglio il governo va in crisi e Rumor si dimette. Il 29 luglio, sempre l'ambasciatore Pompei, annota:
"Moro mi dice, in gran segreto, che la crisi è stata direttamente determinata dal Vaticano. Casaroli ha convocato Rumor e Forlani e chiesto le dimissioni del governo come unico modo di impedire o allontanare il divorzio.
Rumor incapace e già depresso ha accettato e, ciò che è molto più grave, Forlani ha accettato di non lasciar formare nessun governo che non ottenga qualche emendamento alla legge. La crisi, oltre che materialmente sospendere l'attività legislativa delle Camere, avrebbe dato alla Dc maggior forza contrattuale. Lo credo abbastanza ma non così Moro il quale pensa che mai questa materia potrebbe rientrare negli accordi di governo".
(Note tratte dal sito della Fondazione Cipriani.)
Stiamo in guardia quindi, perchè la storia insegna. Ne proporrò altre di scosse storiche come queste, sperando di risvegliare la laicità di chi mi legge. La campagna è qui, per chi volesse aderire.

Devo dire la verità, però. Ogni volta che vedo immagini come queste, leggo scomuniche e sento il paparatzi dimenticarsi del Darfur e di Gaza per parlare di massimi sistemi e di prolungare sadicamente le sofferenze ai malati terminali, io ho un'orgasmo. Il mio punto L, il punto della laicità non sono ancora riuscita a fotografarlo ma è lì, pronto a scoppiare.


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domenica 24 febbraio 2008

P2dl

Che strano, il programma di Berlusconi e del Pdl, appena presentato, contiene, tra i soli undici punti principali e come fosse una cosa irrinunciabile, l'abolizione della validità legale del titolo di studio.
Una cosa che mi pareva di aver già letto da qualche parte tanto tempo fa.
Ma certo, nel solito "Piano di Rinascita Democratica" di nonno Licio, che diceva:
"b1) abolizione della validita' legale dei titoli di studio (per sfollare le universita' e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione)"
Il Piano era un ambizioso progetto politico che auspicava un sistema partitico bipolare con l'esclusione della sinistra radicale e i partiti organizzati in clubs dove si affermava, tra l'altro:
c) [...] Cosi' e' evidente che le forze dell'ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facolta' di interrogatorio d'urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell'ordinamento, nonche' di violenza e resistenza alle forze dell'ordine, di violazione della legge sull'ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.
E più avanti:
d) Altro punto chiave e' l'immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese. E' inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso, Europeo sulla formula viva "Settimanale".
Va bene, cosa c'entra, l'abolizione della validità legale del titolo di studio è una cosa che chiedono da tempo anche i Radicali e, se vogliamo essere pignoli, anche Tonino Di Pietro che chiede l'abolizione delle province potrebbe allora essere accusato di aver copiato dal Piano di Gelli.
Il fatto è che qui non è una rondine che non fa primavera. Le coincidenze tra il Piano di Rinascita Democratica e i programmi di FI sono talmente tante e stranote che, chi vuole, le può scoprire o riscoprire in questo interessante articolo.

Giusto per tenere a mente che ricorre quest'anno il trentesimo anniversario dell'iscrizione di Silvio Berlusconi alla loggia (26 gennaio 1978), tessera n° 1816. E' solo una coincidenza o, a volte, ritornano?



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sabato 23 febbraio 2008

Sorella Morte

Anche se te l’aspettavi perché c’era stato quell’episodio precedente, un cuore che si ferma per interminabili minuti e poi riprende per un miracolo e lo sai che i miracoli avvengono solo una volta nella vita, quando perdi qualcuno che ti è caro è sempre una sorpresa, una scossa di terremoto, uno squarcio nell’ordine naturale delle cose dove si affaccia chiassoso ed invadente il caos. E’ il non saper cosa fare adesso, la terra che ti manca sotto i piedi, la vertigine. Non può essere, ti ripeti, ho capito male.

Invece l’hai capito quando la dottoressina giovane giovane – che potrebbe essere tua figlia, ti è venuta incontro con quell’espressione negli occhi che diceva “non ho potuto far nulla” e ha sussurrato “mi dispiace”.
Questa volta i buoni miracolo sono terminati. Tu l’hai abbracciata perché l’hai vista fare tutto il possibile, quando è rimasta in ginocchio china per più di tre quarti d’ora su tua madre, cacciandole un tubo in gola, martellandole il petto ormai esausto, con te che reggevi una inutile e coreografica flebo. L’hai ringraziata per averci provato ad essere Dio invece che un semplice medico.

La botta dritta al cervello l’hai ricevuta ma tuo padre come reagirà? Cominci come al solito a preoccuparti più degli altri che di te stessa. E’ vecchio, sono stati assieme per cinquantanni, è diverso rimanere solo, per un vecchio.
Oh no, devi dirlo agli altri, ai parenti ed ai serpenti e sai già che nelle prossime ore sarà un disco rotto al telefono: “purtroppo devo darti una brutta notizia, questa volta se n’è andata davvero”. Ti stupirai di come tu rimarrai forte e lucida mentre i tuoi interlocutori scoppieranno a piangere al telefono. Tu sei forte, oppure ancora non te ne stai rendendo conto. Dicono che il peggio viene dopo qualche mese, o dopo un anno.

Sei privilegiata in fondo, potrai occuparti tu di tutto, nel settore li conosci tutti. Già, c’è da organizzare il funerale. Fai la telefonata: “sono io, sai la mamma…”, dall’altro lato una bestemmia, la solita reazione rabbiosa alla crudeltà di un Dio che non è in grado di evitare la morte, poi il conforto: “fai tutto tu, non ti preoccupare, pensa solo a mamma adesso”. Sei esausta, per stasera ne sono successe abbastanza di cose. Riesci a dormire, nonostante tutto, con il tuo compagno che nel letto ti abbraccia ancora più forte del solito, senza parlare.

Ti risvegli e, certo, è successo davvero, non era un incubo. Non c’è tempo per la disperazione, il gioco si fa duro adesso. Entri nella sua camera dove tutto è rimasto congelato in un assurdo fermo immagine, con la pillola da prendere prima di andare a dormire ancora lì sul comodino. Devi scegliere gli abiti per vestirla e ti senti una ladra che rovista nel suo armadio. Ci vuole un cambio completo. Anche se è inverno scegli un bell’abito di seta. Sembra impossibile crederlo ma al funerale ci sarà, tra i parenti, chi noterà se il colore dell’abito si intona con le scarpe.

La tua amica dell'obitorio l’ha vestita e pettinata e ti ha telefonato a fine turno chiedendoti di andare a vedere se andava tutto bene, perché altrimenti sarebbe tornata indietro apposta per qualunque cosa tu desiderassi cambiare.
Ti solleva vederla ora così serena, incredibilmente bella. Non avresti potuto rimanere con il ricordo di come l’hai vista ieri sera, con la sofferenza della vita che appariva ancora disperatamente aggrappata al suo volto.
Sono gli ultimi momenti che passi a fianco del suo corpo e cominci a sentirti mutilata. Ieri sera quando ti hanno detto che era morta hai pensato in un flash al cordone ombelicale, e ti eri resa conto che era veramente tagliato per sempre. Oggi è una gamba che ti manca, un braccio. Lei è già in un’altra dimensione e devi solo abituarti a pensarla in forma diversa e a sentirtela accanto comunque. Lei è lì in ogni caso, ed è più forte di prima. Siete solo voi due e puoi piangere quanto ti pare. E’ domani che dovrai essere forte.

Una cosa è certa, non la lascerai sola. L’accompagnerai fino all’ultimo, rimarrai lì con lei quando conterai per ventiquattro volte il suono dell’avvitatore, quando quel prete malandrino e anticonvenzionale ti farà leggere proprio accanto all’altare, anche se sei una peccatrice che non può ricevere la comunione, quel salmo così bello che si sente nei film americani: "il Signore è il mio pastore..."
Andrai tu a prenderla quando sarà pronta l'urna con le sue ceneri e la riporterai a casa.

La morte è burocrazia, lo sai: scartoffie, firme di parenti, fax, domande al Comune, moduli da compilare, marche da bollo. In questo caso, paradossalmente, tutta questa cartaccia ti ha aiutato a non pensare.
Sorella morte ti ha fatto visita, ti ha messa alla prova, tu che la bazzichi tutti i giorni e ha voluto vedere se eri tosta abbastanza come dicevi, se mantenevi il tuo professionale distacco. Tu l’hai guardata dritto negli occhi, le hai riso in faccia e l'hai mandata in culo, anche se avevi il cuore spezzato.

(già pubblicato su Mentecritica, novembre 2007)

***
E' passato un anno e, avevano ragione, è peggio adesso di allora.
Se nei mesi scorsi c'era come un'assurda convinzione che le cose potessero essere riavvolte all'indietro come un vecchio nastro vhs e che vi fosse spazio per la negazione, meraviglioso meccanismo di difesa che ti fa sopportare tutte le cose peggiori dei primi tempi, ora il velo è tolto e la realtà parla chiaro: chi hai perduto non tornerà mai più.
Scusatemi, il mio stato d'animo in questi giorni di anniversario è di assoluta e cupa tristezza. Un senso terribile di perdita, aggravato oltretutto dalla recentissima scomparsa di una dolcissima signora che avevo conosciuto da poco e che è passata come una meteora d'amicizia nella mia vita, riempiendo per un attimo il vuoto lasciato da mia madre.

Dopo questo senso di perdita, dicono, verrà l'accettazione e la rassegnazione e forse un giorno il ricordo di me bambina per le strade di Genova mano nella mano con la mia mamma non vorrà più dire il riaccendersi del fuoco del dolore che le lacrime non riescono a spegnere, ma resterà solo un dolcissimo ricordo.

Per mamma e per Rosy, buona notte, dolci principesse.


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venerdì 22 febbraio 2008

Quello che i candidati non dicono

Mentre Ralph Nader, candidato alle presidenziali americane nel 2000 per i Verdi e nel 2004 come indipendente, sta valutando l'opportunità di correre anche stavolta in alternativa ai due somarelli Hillary e Obama e all'elefantino McCain, candidati dei due partiti maggiori, colgo e traduco dal suo sito questo elenco di argomenti che lui definisce “i tabu dei candidati”, ovvero ciò di cui non si parla mai nei programmi elettorali. Nader si riferisce alla realtà americana ma il discorso è adattabilissimo, secondo me, anche alla competizione elettorale italiana di questi giorni. Se no che globalizzazione sarebbe?

Se cercherete su Wikipedia la biografia di Nader, il candidato più a sinistra d'America, già paladino dei consumatori, leggerete con stupore che è considerato colui che fece perdere Al Gore contro Bush nel 2000. In pratica, per la regola aurea che sostiene che votando per i candidati minori si diperdono voti, come dice Berlusconi, le preferenze a Nader in Florida avrebbero permesso la vittoria di Bush (muhahaha!). Mi sa invece che furono i brogli con le migliaia di elettori di colore cancellati preventivamente dalle liste e le macchinette della Diebold a fare il miracolo. Cosa che si ripeté quattro anni più tardi nello stato dell'Ohio, anch'esso decisivo per la seconda vittoria di Bush. Leggere il documentatissimo libro "Democrazia in vendita" di Greg Palast se la cosa non vi sembra possibile.

Il povero Nader, allora come forse alle prossime elezioni, cerca solo di essere un candidato presidente diverso, sicuramente più dalla parte della gente dei candidati ufficiali che, in fin dei conti, non sono poi così diversi l'uno dall'altro. E' il solito discorso dei due partiti, uno di destra e l'altro di estrema destra. Leggendo le interessanti argomentazioni di Ralph Nader qui di seguito e notando come siano molto più a sinistra non solo di Veltroni ma anche di Bertinotti, non vi cascano un poco le braccia pensando al nostro paese?
What the Candidates Avoid - Quello che i candidati non dicono

1) Non li sentirete parlare di una seria lotta contro il crimine organizzato, contro le frodi e gli abusi che hanno derubato miliardi di dollari dei lavoratori, degli investitori, di pensionati, contribuenti e consumatori.
Tra le riforme che non saranno mai da loro suggerite; fornire maggiori risorse per perseguire penalmente i truffatori e fare leggi per democratizzare il governo delle aziende, in modo da dare vero potere agli azionisti. Non sentirete i candidati chiedere a gran voce la restituzione dei guadagni illecitamente ottenuti e nemmeno leggi di trasparenza sul mercato.

2) Non li sentirete chiedere per i lavoratori un salario adeguato al costo della vita, invece di un salario minimo sindacale. Non supporteranno la richiesta di abrogare la legge antisindacato Taft-Hartley nel 1947, che ha impedito a più di 40 milioni di lavoratori di unirsi in sindacato per migliorare i salari e i diritti al di sopra dei livelli di McDonald’s o Walmart.

3) Non li sentirete richiedere il ritiro dal WTO e dal NAFTA. La negoziazione degli accordi economici dovrebbe rimanere separata da quella dei diritti dei lavoratori, dei consumatori e dell’ambiente, senza che essi siano subordinati ai diktat del commercio internazionale.

4) Non sentirete parlare di una riforma del sistema fiscale che lasci più soldi nelle tasche dei lavoratori e vada a tassare le cose che meno ci piacciono: l’inquinamento, la speculazione finanziaria e le tecnologie ad alto consume di energia. Non li sentirete nemmeno accennare ad un aumento del contributo fiscale per le aziende, le cui tasse sono andate sempre diminuendo negli ultimi 50 anni.

5) Non li sentirete parlare di sanità pubblica. Quasi sessant’anni dopo la prima proposta fatta dal presidente Truman, non abbiamo ancora un sistema sanitario per tutti, un programma che controlli qualità e costi e si focalizzi sulla prevenzione. Un’assistenza sanitaria completa salverebbe migliaia di vite all’anno e non eliminerebbe la competizione con un sistema di sanità privata.

6) Non c’è motivo di credere che i candidati si opporranno agli interessi commerciali che derivano dall’attuale sistema energetico. Abbiamo bisogno invece di un grande progetto per la salvaguardia dell’ambiente che contrasti tali interessi e punti sull’energia solare, sulle auto a minore consumo e sulle tecnologie pulite. Non riconosceranno che l’attuale sistema energetico basato sul petrolio ed i suoi derivati, provoca non solo il riscaldamento globale ma cancro, malattie respiratorie e problemi a livello geopolitico. Infine non chiederanno la fine del razzismo ambientale che rende le periferie degradate più soggette all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e dei rifiuti tossici.

7) I candidati non chiederanno una diminuzione delle spese militari che divorano metà del gettito federale senza che vi sia più un'Unione Sovietica o altre grandi potenze nemiche nel mondo. Studi provenienti perfino da ambienti del Pentagono riportano le opinioni di ammiragli e generali in pensione che sostengono che una eccessiva spesa militare paradossalmente indebolisce la nazione e distorce le priorità della politica interna.

8) Non li sentirete parlare di una seria riforma elettorale. Entrambi i partiti, Repubblicano e Democratico, si sono spartiti l’elettorato grazie al meccanismo dei distretti elettorali, un espediente che garantisce la rielezione dei loro candidati alla spese dei votanti. Non vi sarà nemmeno una seria proposta per riammettere al diritto di voto i pregiudicati che abbiano scontato la pena e siano tornati ad essere buoni cittadini.
Altre riforme elettorali dovrebbero includere, tra l’altro, una controprova cartacea del voto elettronico e il completo finanziamento pubblico delle elezioni per garantirne la regolarità.

9) Non sentirete molto parlare della fallimentare lotta alla droga che costa 50 miliardi di dollari all’anno e nemmeno del fatto che i tossicodipendenti dovrebbero essere curati piuttosto che incarcerati.

10) I candidati non daranno spazio ai movimenti pacifisti israeliani i cui membri hanno fatto accordi per una soluzione "due popoli, due stati" con le controparti palestinese e americana. E’ tempo di rimpiazzare il teatrino di Washington con un vero teatro di pace per la sicurezza dei popoli americano, palestinese ed israeliano.

11) Non sentirete i candidati opporsi agli interessi aziendali che hanno imposto modifiche al nostro sistema giudiziario tali da impedire che le persone danneggiate o raggirate dalle corporations ottengano giustizia. Dove sono le campagne contro le frodi e i danni a pazienti, consumatori e lavoratori? Dovremmo favorire ulteriormente le class-actions affinché i cittadini possano difendersi più facilmente contro gli abusi del mercato.

Gli elettori dovrebbero visitare I siti dei principali candidati, vedere cosa dicono e non dicono e poi mandare email o lettere per chiedere loro perché evitano questi argomenti. Forse rompere il tabu non partirà dalla parte dei candidati ma possiamo cominciare dagli elettori.
A parte la sanità pubblica, che da noi è un caposaldo del welfare da decenni e il cui malfunzionamento non è questione di sostanza ma di organizzazione, abbiamo molti punti in comune con la situazione descritta, tanto che questo programma potrebbe benissimo essere quello di una qualunque compagine di sinistra.
Se si parla di crimine, in quanto a Mafia, Sistema, N’drangheta e mafie importate non siamo secondi a nessuno. Anche per le frodi finanziarie non abbiamo niente da imparare: Cirio, Parmalat, bond argentini, derivati. La trasparenza del mercato, le class-actions e la difesa dell'ambiente riguardano anche noi.
Se siamo un poco più fortunati in Italia con la difesa sindacale dei diritti dei lavoratori, la precarizzazione del lavoro ci ha americanizzato fin troppo.
Insomma, questo Nader non ha alcuna possibilità di diventare presidente degli Stati Uniti ma è stato bello sognare che ci potesse essere qualcuno alla Casa Bianca che tagliasse le spese militari, si adoperasse per una vera pace in Palestina e pensasse soprattutto al bene degli americani e non dei kossovari albanesi.
Teniamoci i nostri sogni e pensiamo che tanto, chiunque venga eletto, ben poco cambierà.
Se poi Nader volesse fare cambio con Veltroni, io ci sto.


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mercoledì 20 febbraio 2008

Paris, ma non certo Hilton

Dato che Frankie Hi-NRG mi sta dando un dispiacere con la decisione di andare a Sanremo (auch!) e preferisco ricordarlo così, mi consolo con quello che è quasi sicuramente il rapper più arrabbiato ed antisistema che io conosca, Paris.

Nel 2003, in piena guerra in Iraq, molti artisti del circuito musicale alternativo scrissero canzoni di impegno contro Bush & His Brunch Companions ed io passai molte serate navigando nei loro siti e scaricandone le canzoni (downloads perfettamente legali ed anzi incoraggiati). Riempii due CD e scoprii gente assolutamente sconosciuta a chi frequenta solo 105 o MTV, come Ani DiFranco, David Rovics e Paris, appunto.

Paris inizia la sua carriera di rapper nei primi anni novanta a San Francisco, ma passa praticamente un decennio senza ottenere il successo che merita. E' nel 2003 che riesce a sfondare con un album, Sonic Jihad, dalla sorprendente e contestata copertina. Fonda la casa discografica Guerrilla Funk, che pubblica anche Dead Prez e i Public Enemy, autori di un pezzuccio quasi melodico: Son of a Bush.

Anche Paris dedica una canzone a Bush, "Bush Killa", quella che me l'ha fatto conoscere.




L'hip hop non è solo puttane scosciate e papponi ingioiellati, come vorrebbe farci credere l'industria discografica mainstream ma impegno, coscienza politica e denuncia del perdurante razzismo, alla faccia dei neri delavé alla Obama che forse ben poco potranno cambiare dello status quo.
Nelle pagine di Guerrilla Funk ci sono anche articoli di controinformazione e filmati sulle malefatte dell'impero, con una larga sezione dedicata all'indagine alternativa sull'11 settembre. Insomma c'è da perderci volentieri una serata o più. Per chi non vorrà vedersi Sanremo è l'ideale.



Qui altre canzoni di Paris da vedere e che potrete anche scaricare in mp3 ed ascoltare in anteprima, assieme ad altri interi album, sul sito di Guerrilla Funk:
Break the Grip of Shame
Assata's Song
The Days of Old


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martedì 19 febbraio 2008

Castronerie

Fidel lascia per motivi di salute e va in onda nei TG lo show di coloro che se ne rallegrano, non potendone celebrare ancora le esequie con lo stappo dello spumante. Meglio che niente, vengono sparate cazzate.
I più gettonati per le interviste, essendo indisponibile per anzianità tutto il cucuzzaro di Miami e dell'operazione Mangusta o gli anticastristi impresentabili alla Orlando Bosh, sono i dissidenti storici come Carlos Franqui.
Alla domanda finale se Castro abbia fatto almeno qualcosa di buono per Cuba, l'ex rivoluzionario risponde sicuro "no".
Considerando che, indubbiamente, perfino Mussolini faceva arrivare i treni in orario e Hitler ci ha donato il Maggiolino Volkswagen, la risposta sembra più un vecchio rancore che altro. Possibile che Fidel non abbia fatto proprio nulla nulla, tra un embargo e l'altro, magari qualcosina per la sanità pubblica? Oltretutto pensando a cos'era Cuba prima, la discarica caraibica di tutto il malaffare mafioso.

In pieno trip revisionista, parlando dei numerosi attentati (ne sono stati calcolati più di 600) subiti da Castro durante la cinquantennale lotta contro la CIA, ci viene detto, sempre dal TG, che la maggior parte Fidel se li organizzava da solo, per smascherare i traditori. Gira roba tagliata male, in redazione.

Ieri invece, ricostruendone il percorso rivoluzionario, si è affermato che, quando arrivò al potere all'Avana, nel capodanno del 1959, non era ancora comunista. Si attende di conoscere quando, chi o che cosa abbia condotto il rivoluzionario (democratico, democristiano, demoplutogesuitamassonico?) sulla via della perdizione. Io avevo sempre creduto che, a parte i gesuiti, Fidel fosse sempre stato marxista, anche sentendolo parlare delle sue origini nelle interviste. Mah.
Del resto dicono che una volta Veltroni fosse perfino comunista.


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domenica 17 febbraio 2008

Quelli che Malpensano

Con un senso pratico ed un attaccamento al liberismo economico che li rende perfetti alleati del campione del liberismo Cavalier Antenna, i leghisti hanno trovato nell'aeroporto della Malpensa, quello dove gli aerei per andare in hangar devono attraversare la pista di decollo, un emblema della loro campagna elettorale.

Giova dire che, in previsione della cessione di Alitalia al miglior offerente per evitarne il fallimento, sarebbe bastato trovare un po' di imprenditori del nord per fare una cordata per acquisirne il controllo e farla restare italiana, anzi padana, ma nessun Alberto da Giussano con i dané si è fatto avanti o meglio ha avuto finora il coraggio di rischiare. Non sembra esserci alcun "Air Carroccio" che si possa mettere in piedi per ricacciare Marianna al di là delle Alpi. I francesi hanno congelato le trattative, così la situazione è in uno stand-by piuttosto costoso per lo Stato italiano: un milione di euro al giorno.

Se nessuno dei baldi imprenditori padani si farà avanti i francesi di Air France avranno campo libero, come è ovvio in economia.
Taglieranno i rami secchi, hanno preannunciato guardando in direzione Malpensa, come si conviene a gente che sa fare i suoi affari e se ne fotte della polenta taragna e dell'acqua del Sacro fiume Po, figuriamoci dei posti di lavoro padani. C'est l'argent qui fait la guerre.

Malpensa è stata una cattedrale nel deserto. La Lega difende un feudo conquistato in passato con la presidenza di Alitalia e la gestione della società SEA.
Umberto Bossi, in fase di rilancio delle sue personali azioni di alleato indispensabile di Berlusconi, sta alzando la posta sventolando il morituro aeroporto come una bandiera di resistenza padana. Al di là della difesa di posti di lavoro, è un puro gioco di potere.

Se il centrodestra dovesse vincere le elezioni, il Cavalier Silvio si troverebbe con questa bella gatta da pelare: mandare avanti gli economisti che, vestiti da Brunette dei ricchi e poveri, racconteranno di liberalizzazioni, liberismo e libertinaggio economico e dall'altra raschiare il fondo del barile statale per realizzare l'inutile Ponte sullo Stretto promesso agli amici degli amici e non più procrastinabile ed accanirsi terapeuticamente sull'aeroporto padano, promesso ai leghisti, dando fondo ai soldi pubblici. Tanto, paga Pantalone.
Non vorrei essere nei suoi panni.

Frankie Hi-NRG - "Quelli che ben pensano"


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sabato 16 febbraio 2008

Impara l'inglese dormendo

"Where is the cat?"

L'amico Giuseppe Norma, autore di fenomenali recensioni cinematografiche sul blog di Cima, firmati con lo pseudonimo Merderetti, mi ha inviato questo testo per email ed io non resisto a non riproporlo qui.
English is good for you - 3 moduli facili facili per apprendere l'inglese
Chi dice che l'inglese è facile... legga questo a voce alta....

Ci sono Tre Moduli.
1 - Modulo principianti:

Tre Streghe guardano tre orologi Swatch. Quale strega guarda quale Orologio Swatch?

In inglese:

Three witches watch three Swatch watches. Which witch watches which Swatch watch?

2 - Modulo avanzato:

Tre streghe 'trans' guardano I cinturini di tre orologi Swatch. Quale strega trans guarda i cinturini di quale orologio Swatch?

In inglese:

Three switched Witches watch three Swatch watches' switches. Which switched Witch watches which Swatch watch's switch?

3 - Modulo per masters:

Tre Streghe svedesi transessuali guardano I cinturini di tre orologi 'Swatch' svizzeri. Quale strega svedese transessuale guarda quale Cinturino di quale orologio 'Swatch' svizzero?

In inglese:

Three Swedish switched witches watch three Swiss Swatch watch's switches. Which Swedish switched witch watches which Swiss Swatch watch's switch?

..... fanc..., meglio 'o napulitano !!!
Ecco, dedicato a coloro che dicono che basta mandare il figlio in Inghilterra un'estate e ti padroneggia la lingua. O che basta mettersi le cuffiette la sera prima di andare a letto.
Ma anche a coloro come me che hanno studiato per oltre vent'anni l'inglese prendendo diplomi su diplomi, corrispondendo con decine e decine di pen-pals e che, parlando con dei madrelingua, sono riusciti a passare più volte per americani. Ho provato il test di Beppe ma ho rischiato seriamente di mozzarmi da sola la lingua tra i denti.
Vi sono certi scilinguagnoli che solo chi è nato ai piedi della Statua della Libertà o del Big Ben può padroneggiare. E' un fatto genetico, diciamolo.

Se volete veramente sperimentare il senso di impotenza che ti dà il non saper pronunciare l'inglese provate a cantare questa nota canzone country, "The Auctioneer" (il banditore d'asta).
Pare che la CIA la utilizzi come test per smascherare gli agenti stranieri infiltrati, facendogliela cantare.





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venerdì 15 febbraio 2008

La crociata dell'Uomo Elefantino

Non è stato facile cercare di capire come sono andate veramente le cose a Napoli. Le versioni riportate dai giornali erano talmente diverse l'una dall'altra che ho dovuto districarmi tra racconti dell'orrore di donne poliziotto che riferiscono di bambini paffuti espulsi nella tazza del water, gravidanze alla 6a, anzi no alla 21a settimana, macchè, oltre; aborti in sala operatoria, anzi nel bagno, telefonate che parlano di infanticidio poi di feticidio, insomma una confusione che assomiglia pericolosamente alla disinformazione. Anche la stessa telefonata che ha dato origine al blitz della polizia sembra più la denuncia di un caso di malasanità ed incuria che una denuncia di "feticidio". Qualcuno, secondo me, ci ha pucciato abbondantemente il biscotto.

Secondo un'Ansa che riporta le dichiarazioni del primario dell'ospedale, si trattava di aborto terapeutico, cioè eseguito al limite consentito dalla legge, la 21a settimana di gestazione. La decisione sofferta della madre era giunta a seguito della diagnosi di anomalie cromosomiche nel feto riscontrate all'amniocentesi. La signora non se l'è sentita, a 39 anni, di mettere al mondo un figlio che poteva presentare problemi fisici e psichici. La diagnosi precisa era Sindrome di Klinefelter, un'alterazione genetica che fornisce ai maschi che ne sono affetti un cromosoma X in più, il quarantasettesimo. Al di là dell'aspetto eunucoide che dà ai soggetti che ne sono affetti, la sindrome, come la trisomia 21, predispone all'insorgenza di molte malattie: cardiache e leucemiche.

Il crociatone Ferrara, da perfetto Uomo Elefantino, ha dichiarato e scritto sul Foglio che si è trattato di eugenetica, di uccisione di un bambino malato e, per identificazione con l'aggredito, ha detto che anche lui è un essere umano e che si sente tanto eunuco. Per provarlo è pronto a pubblicare sul giornale della povera Veronica, dopo le famose teste mozzate dai perfidi islamici, la foto dei suoi testicoli. Ha anche rivelato di avere grandi tette ma su questo preferisco non esprimermi. C'è un limite a tutto.

Continuo a pensare che su cose tipo mestruazioni, gravidanze e aborti, gli uomini non siano in grado di capire fino in fondo di cosa si tratti e che quindi dovrebbero astenersi dal disquisirne, soprattutto quando credono di saperne più di noi. L'invidia dell'utero fa straparlare ma è già stato detto, mi pare Luttazzi, che se gli uomini restassero incinti l'aborto si potrebbe fare dal barbiere. E' facile che in questo campo l'uomo predichi bene e razzoli mali.

La retorica del feto richiederebbe un briciolo di coerenza in più, l'ho già detto, beccandomi per altro della "benaltrista".
Il mondo è pieno di bambini malati che soffrono e che vengono uccisi, per esempio dalla fame, a milioni, coperti di mosche, nell'indifferenza generale. Darfur? E che è? Una compagnia turistica?
Ci sono bambini malati, talmente deformi che non sai da che parte guardarli, in Iraq a causa dell'uranio impoverito sparso a tonnellate dai suggeritori di big Giuliano; bambini malati a Gaza che rischiano di morire quando qualcuno dall'altra parte del muro spegne l'interruttore dell'energia elettrica. Altri bambini che nel 2001 in Argentina, all'epoca delle grandi imprese del Fondo Monetario internazionale, morivano di denutrizione e stenti, divorati dai vermi da vivi.

Faccia una cosa, Giuliano. Si occupi di questi bambini che nati lo sono già e ci terrebbero ad arrivare, non dico alla maggiore età ma alla prima comunione. Non faccia come quelle vecchie signore che si sdilinquiscono per il bassotto inappetente che non gli mangia la soglioletta alla mugnaia e poi vorrebbero gasare gli zingari.
Lasci stare le donne che scelgono, benedettoiddio, di non vedere la propria vita e quella del figlio rovinata da malattie incurabili.
La lotta contro l'aborto, se lo lasci dire, è un'americanata come il contratto con gli italiani, scopiazzato da un documento analogo, il "contratto con l'America" scritto dai Repubblicani nel 1994. Se ogni tanto prendessimo anche le cose buone dagli Stati Uniti, oltre alle sparate dei nazisti dell'Illinois, non sarebbe male.

Ho il sospetto che, per fortuna, i cattolici di tutti i giorni siano meno fondamentalisti di quanto vogliano farci credere i crociati neocon, se perfino la Binetti ha stigmatizzato il blitz di Napoli.

Ho il sospetto, inoltre, che dietro al blitz di Napoli contro l'aborto, al di là delle moratorie elettoralistiche, vi sia il tentativo da parte del potere clericale di impedire la prossima approvazione (dovrebbe arrivare il 19 febbraio) della commercializzazione anche in Italia della RU486, il mifepristone, farmaco utilizzato per provocare l'aborto medico, in alcuni casi alternativo a quello chirugico. La coincidenza di date è impressionante.
Se ciò fosse vero, sarà ancora più interessante vedere chi la spunterà, se la Chiesa o BigPharma. Bello scontro di titani, comunque.

La RU486 è utilizzata in tutta Europa tranne Italia (se non finora a livello sperimentale in alcuni ospedali), Irlanda e Portogallo. Il suo utilizzo è limitato, secondo direttive approvate dall'Agenzia Europea per il farmaco, alle gravidanze tra la 6a e la 9a settimana al massimo, quando cioè l'embrione è lungo circa 2 cm e pesa un grammo.
Nell'immaginazione degli antiabortisti, questa pillola renderebbe l'aborto una passeggiata e quindi equivalente per la donna a ingoiare un TicTac.
Non è così. Il processo espulsivo richiede l'effetto sia del mifepristone, che inibisce il progesterone, sia l'utilizzo successivo delle prostaglandine che inducono le contrazioni uterine. Il dolore può richiedere l'assunzione di analgesici e il sanguinamento può essere importante e protrarsi per diversi giorni. Giusto per ricordare che l'aborto è sempre un trauma anche per il corpo della donna.
Rispetto all'aborto chirurgico, che può essere effettuato, secondo i dettami della legge 194, entro la 21a settimana per quanto riguarda l'aborto terapeutico, l'uso della RU486 dovrebbe ridurre i rischi relativi all'anestesia e all'invasività dell'intervento in sala operatoria.

Perchè opporsi ad un farmaco che rende l'aborto possibile più precocemente e diminuendo i rischi per la madre? Per puro principio, perchè la cultura che si vuole imporre è quella della sofferenza, della mamma martire che si lascia morire, dell' "uccidi una donna, salverai un feto." Sofferenza non liberamente scelta ma possibilmente imposta, in nome dell'ideologia religiosa. Le elezioni si avvicinano, facciamogli capire che, soprattutto noi donne, non ci stiamo.

Intanto continuiamo a liberare e a dare scariche ai laici. Ripropongo il banner della campagna, con relativo codice. Qui le adesioni già pervenute.





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giovedì 14 febbraio 2008

Marco Pantani, un caso ancora aperto

C'è su Linea Gotica un bellissimo post che ricorda Marco Pantani, a quattro anni dalla tragica morte. Forse è proprio questo anniversario, assieme ad un altro che dolorosamente si avvicina, a rendermi oggi incapace di scrollarmi la tristezza di dosso.

Che Marco sia stato un mito per tutti, perfino per i francesi che "guai a chi ci tocca Pantanì " è noto ma per noi romagnoli è stato qualcosa di più e quando è morto è stato un dolore tremendo. Lo si capisce ogni anno che passa, il giorno di San Valentino, quando il pensiero corre a lui, tra baciperugina, peluches e roserosseperte.
Un dolore come se un pezzo di montagna ci si fosse staccato dal cuore, quella montagna che lui rendeva mitologica con le sue imprese.

Sono stata sulla sua tomba l'anno scorso. E' fatta a montagna anche quella ma è più una ziqqurat che porta al Cielo, con una ruota di bicicletta e una croce unite sulla vetta. Il suo Monte Calvario si chiamava Mortirolo. A chi gli chiedeva "Marco, perché vai così forte in salita anche quando non serve?" lui rispondeva "Per abbreviare la mia agonia", perchè fosse chiaro che quelle vittorie erano frutto di una fatica disumana, che poteva voler dire farsi 200 chilometri in un giorno in bicicletta, fin da bambino si può dire, per allenamento.
Dopo hanno detto che era tutto merito della droga, criminalizzando solo lui, dimenticando che il ciclismo è uno degli sport più contaminati dalla piaga del doping da sempre. Fausto Coppi diceva: "Tutti prendiamo qualcosa, ma io arrivo mezz'ora prima degli altri".

Ci sono molti misteri nella vicenda che ha portato alla morte Marco Pantani e sono dati di fatto che meriterebbero di essere ulteriormente indagati.
Quella mattina del 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio, già alle sette di mattina, c'era tutta la stampa schierata come in attesa di qualcosa di grosso che sarebbe accaduto di lì a poco.
E' importante dire che le analisi erano preannunciate, non era nemmeno un controllo antidoping ma i prelievi servivano per una campagna di tutela dei ciclisti.
Infatti ci si preoccupa per l'ematocrito alto dei corridori perchè la loro salute potrebbe risentirne, perchè la stimolazione dell'eritropoiesi potrebbe scatenare malattie ematiche, non perchè sia indice matematico di uso di droghe. Chi sarebbe stato così idiota da farsi trovare con valori alterati, nel bel mezzo del Giro D'Italia, sapendo che sarebbero state fatte le analisi proprio quel giorno?

I giornali bianchi e rosa, nei giorni seguenti, distrussero Pantani, dissero che era una vergogna per lo sport senza nemmeno attendere le controanalisi. Furono loro a parlare di doping confondendo ematocrito alto con droga, lo bollarono come drogato e lui poi lo divenne veramente.
Anni dopo, il medico patologo che eseguì l'autopsia ci tenne a dichiarare, e lo mise per iscritto, che il midollo di Pantani non era danneggiato, come avrebbe dovuto essere se egli avesse abusato negli anni precedenti di eritropoietina.
La droga, la cocaina, venne dopo. Distrutto moralmente com'era, è facile che abbia creduto di trovarvi conforto. Poi fu solo una lunga discesa senza freni, con la cocaina che ti rende depresso e paranoico ogni giorno di più.

Quel giorno di San Valentino del 2004, a Rimini, altri misteri. La stanza d'albergo messa letteralmente a soqquadro, i mobili sfasciati, distrutti, come se qualcuno si fosse accanito su di loro con furia disumana. Era stato Marco, dissero, ma ancora, dall'autopsia, le mani di Pantani risultarono intatte, non vi erano nè lesioni né schegge sotto le unghie.
Ricordo anche le prime notizie che parlavano di una pipa per crack sul comodino. Notizia poi risultata falsa.
La sua mamma ha detto di recente che ha scoperto che è sparito il cuore di Marco. Dove è finito?

Vicino alla stazione di Cesenatico c'è un piccolo museo Pantani, con le sue biciclette, i suoi trofei, le foto e i suoi quadri. C'è una grande foto di lui e Lance Armstrong, colui che lo sostituì sul podio negli anni della caduta e del ritiro. Il prima e il dopo.

Circolano teorie strane sulla fine di Pantani, la più estrema delle quali è firmata dal fantomatico giornalista John Kleeves.
Difficile giudicarne la veridicità, dato che a volte una teoria della cospirazione può essere creata ad arte proprio per far si che tutti dicano "E' impossibile che l'abbiano fatto" ed in tal modo si trova il modo migliore per mettere una pietra tombale su qualunque tipo di indagine ulteriore.

La teoria individua come causa (inconsapevole) della fine di Pantani, Lance Armstrong, l'eroico texano che tornò in sella dopo aver sconfitto il cancro. Il ciclista che i francesi hanno accusato ripetutamente di aver vinto una manciata di Tour de France con l'aiuto del doping, sempre la famigerata epo, ma le cui inchieste sono finite nel nulla. Armstrong si è ritirato da eroe e le voci sono state bollate come calunnie.
Perchè lui? Perchè Armstrong era sponsorizzato niente meno che da US Postal, ovvero il servizio postale degli Stati Uniti, un ente governativo. La conclusione è che, per far vincere a tutti i costi il proprio beniamino, vera gloria nazionale e fenomenale testimonial per investimenti miliardari, qualcuno di molto potente possa aver truccato le carte fino alle estreme conseguenze.

In un libro recente su Pantani, ancora un francese, Philippe Brunel, un giornalista dell'"Equipe" (quelli che hanno accusato Armstrong di doping) raccoglie tutti i misteri di un caso che è lungi dall'essere stato risolto ma nega di voler suggerire che Marco sia stato assassinato.

Cospirazione o meno, e basandoci solo sui fatti acclarati, la sensazione che Pantani sia stato comunque incastrato, è forte. Ucciso, chi può dirlo? Se fosse stata una cospirazione ad alto livello non ne sapremo mai nulla. Diventerà un altro mistero tra i tanti, con la tristezza che ogni anno ci ricorda che colui che abbiamo perduto era probabilmente il più grande.




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mercoledì 13 febbraio 2008

Sodomie in corpore vili

La CEI condanna la scena di sesso non riproduttivo di "Caos Calmo". Questa non è una notizia e quello non è un film scandalo.
State tranquilli, nessuno brucerà il film perchè Moretti non è Brando, la Ferrari non è la Schneider e soprattutto Grimaldi non è Bertolucci.
Ma davvero dovrebbe interessarmi andare a vedere Nanni Moretti che, dopo essersi scolato due birre, simula un atto sessuale con un'attrice che, per farsi forza, si era prima bevuta una vodka? Che tristezza!
Il problema, monsignore, non è la scena di sesso, è che il sesso mimato da non professionisti è sempre imbarazzante e ridicolo. Non a caso quando una scena del genere viene bene si vocifera sempre che lo stessero facendo veramente. Se deve essere sesso, allora meglio l'hard.

A pensarci bene, non so se sia più imbarazzante vedere Nanni fare sesso o pensare che, per voler dire qualcosa di sinistra, tra tanti simboli dell'immaginario progressista, abbia finito per interpretare la parte dell'ombrello altaniano.
Non mi sembra di buon auspicio, in prossimità della tornata elettorale. Non vorrei fosse una prova generale per i tanti cipputi che lo prenderanno in quel posto, come al solito.

Grazie a Mauro Biani per il remake della mitica vignetta di Altan.

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martedì 12 febbraio 2008

La Madonna appare al TG

Siamo talmente distratti e sovrapensiero, nella vita di tutti i giorni, che le parole, le proposizioni logiche e i discorsi che arrivano a noi dai media, ci scorrono addosso come l'acqua della doccia.
Le notizie che ci vengono date, spesso vere e proprie fallacie, appaiono tali solo se ci soffermiamo ad analizzarle logicamente. Ad una prima passata veloce, qualunque proposizione può passare per vera.

La logica insegna che dire "gli italiani" è come dire "tutti gli italiani, nessuno escluso" ed è diverso da dire "alcuni italiani". Cosa dicono i politici, parlando del consenso nei propri confronti? "Gli italiani voteranno per noi". E' solo un banalissimo esempio di uso distorto del linguaggio.

Siccome amo smascherare la propaganda e ho il vizio di analizzare la struttura della comunicazione, travestendomi da Noam Chomsky, farò un noiosissimo discorso sul linguaggio che si potrebbe sintetizzare con la seguente domanda:

Secondo voi, è normale che in un paese del Primo Mondo, appartenente al G8, industrializzato, patria di vagonate di scienziati e premi Nobel, in uno stato in teoria laico, i telegiornali possano fare, di fronte a milioni di telespettatori, affermazioni come queste:

"Questa sera Bruno Vespa si collegherà in diretta da Lourdes per il 150° anniversario della prima apparizione della Vergine Maria." (TG1, 11 febbraio 2008) ?

Cosa c'è di strano? In questi termini, la proposizione afferma che non vi è alcun dubbio che un'entità di nome Vergine Maria apparve veramente in quel di Lourdes l' 11 settembre* (ahia) del 1858 e non fu che la prima di tante apparizioni, date per certe e dimostrate. Bastava aggiungere un "presunta" prima di apparizione e il beneficio del dubbio sarebbe stato preservato.
Da agnostica, rimango nel dubbio dell'esistenza della divinità, non potendone confermare l'esistenza ma nemmeno negandola a priori come fanno gli atei.
Quella di cui sopra mi sembra un'affermazione sorprendente, che mi ricorda l'incipit del mio testo di storia di prima media, che diceva più o meno: "In sette giorni Dio creò il mondo, quindi ebbe inizio la storia dell'uomo". Alla faccia di Darwin e di tutto il cucuzzaro scientifico.

* Su OKNOtizie un solerte amico mi fa notare che le apparizioni avvennero a partire dall'11 febbraio e non dall'11 settembre. Colpa del TG2, questa volta, che nel servizio commemorativo (notare il titolo: "150 anni fa appariva la Madonna") ha detto proprio 11 settembre, cliccare qui per ascoltare con le proprie orecchie. Vatti a fidare del telegiornale!

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lunedì 11 febbraio 2008

Gallo Veltrone

Sfondo veltroniano similGerusalemme, come dice un lettore di Cloro?
E' andato nella ridente cittadina umbra affinchè (scusate l'ignobile gioco di parole) si "spellassero" le mani ad applaudirlo?

Io, quando ho visto la scena di Uolter con le casette del presepio sullo sfondo, guardate, ho fatto subito due associazioni.
La prima, a quello spot dove lei, dovendo fotografare lui, dice: "vai un po' più indietro... più indietro... ancora... ancora..."
La seconda, con questa scena di "Gallo Cedrone" di Carlo Verdone. Cosa c'è di meglio di una citazione cinematografica per il nostro candidato "yes I can, because I am what I am and you are fucking dick"*?



* Io posso perchè io so' io e voi nun siete un cazzo (altra citazione cinematografica, perchè qui si sprecano).



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sabato 9 febbraio 2008

N'hommemmerde

La fonte è il settimanale francese Nouvel Observateur e, come accade sempre in questi casi, ci si chiede quanto di vero ci sia in ciò che si legge. Che la notizia sia riportata in tutti i giornali e le portinerie d'Italia non rappresenta certo garanzia di autenticità, anzi. Probabilmente si prende qualcosa di vero e ci si ricama un po' sopra, giusto per non dare le altre notizie importanti, ecco tutto.

Che Sarkozy fosse un ometto, ne avevamo avuto il sospetto. Che fosse affetto da serialità amorosa ossessiva, nel senso che si fa solo le fotocopie della ex amata Cecilià, lo avevano notato non solo i colleghi psicoanalisti ma anche le parrucchiere.
Non bastasse la faccenda, sicuramente vera perchè ci sono le foto, dell'anello a Carlà uguale a quello di Cecilià (speriamo non ne avesse fatto la scorta a suo tempo, con il prendi-due-paghi-uno), ora 'sto gran blagueur si sarebbe fatto beccare a mandare un SMS alla ex moglie a otto ore dal matrimonio con la famosa oui-je-suis-Carla-ce-l'ho-solo-moi. Messaggino che recitava "Se torni, annullo tutto". Sembra il seguito di "Se mi lasci ti cancello".

Se il fatto fosse vero, mi chiedo: chi può avere divulgato l'SMS alla stampa? Forse i servizi francesi, i colleghi inglesi dell'MI6, la CIA, Al Qaeda? Non ho dubbi, in questo caso, potrebbe essere stata solo Cecilià.
Questa storiella, vera o falsa che sia, ha una sola morale. Gli uomini sono talmente ingenui, perfino i capi di stato, da scrivere stronzate da ragazzini sugli SMS pensando che nessun altro le leggerà. Gli uomini non sopportano di non essere più idolatrati dalle donne che li hanno amati, figuriamoci piantati, per questo tanti "Ne me quitte pas, Carmen" finiscono a coltellate.
Le donne, dal canto loro, quando sono fuori da una storia d'amore non ci sono cristi che tengano e sono capacissime di smerdare gli ex con i mezzi più sadici, tra i quali il pubblico ludibrio dell'ometto di turno è il preferito in assoluto. "Je ne t'aime plus". Lo stesso quando vengono cornificate.

Ricordate la lettera indignata di Veronica a giornali unificati, dopo la frase "ti sposerei se non fossi già sposato" di Berlusconi alla Carfagna? Il fatto di affidare la vendetta per prime alle pagine dell'odiata (dal marito) Repubblica e non per esempio al "Giornale" di famiglia, fu una mossa di rara raffinatezza sadica.
L'amor proprio femminile ferito dal confronto con una rivale e dalla meschinità di lui si lavano solo con il sangue metaforico del "che tutti sappiano".
Possiamo benissimo immaginare quindi la crudele Cecilià leggere l'SMS di Sarko, riderne beffarda e con il pollice veloce forwardarlo all'amico giornalista affinchè il mondo venga a sapere quanto è ometto l'ometto all'Eliseo.

Più feroce di Veronica, senza dubbio, ma devo ammettere che rispetto alla cafonata galattica di Sarkozy quella di Silvio appare, al confronto, quasi commovente, un momento poetico.
Ecco perchè mi dedico oggi al gossip. L'occasione di poter spezzare una lancia in favore di Berlusconi (nonostante la quasi camicia nera di oggi) è rara come un'eclisse totale di sole e quindi non potevo farmela sfuggire.


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venerdì 8 febbraio 2008

Beautiful country

Se invece di fare tanto i superiori e gli intellettuali faceste come faccio io e guardaste "Beautiful" sapreste che la politica italiana ormai segue in parallelo le vicende della famiglia Forrester.

Per riassumere solo le ultime 2000 puntate: Brooke ha sposato Nick (che è fratellastro di Ridge) ma poi l'ha lasciato per mettersi di nuovo con Ridge. Taylor allora (ex moglie di Ridge ed ex defunta, non chiedete com'è possibile) , si mette con Nick e stanno per sposarsi. Anche Ridge e Brooke stanno per sposarsi per la 186a volta. Mentre sono in Australia però, Ridge dà un rullo di botte a Rick, figlio di Brooke (da lei avuto dal padre di Ridge, nonché suocero) perchè vuole zomparsi sua figlia Phoebe (avuta da Taylor).
Brooke lascia Ridge e, tornata a Los Angeles, si fionda da Nick per strapparlo a Taylor. Nick fa come Ulisse con le sirene, si riempie di pizzicotti ma resiste e la rifiuta. Una Brooke scorbacchiata assiste in lacrime alle nozze di Nick e Taylor.
Nel frattempo uno sciroccato molesta Phoebe e una sera minaccia Ridge con una pistola, prima di puntarsela alla tempia. Collutazione e colpo che parte. Lo sciroccato muore e Ridge, non sapendo che fare, prende una custodia da abiti con su scritto "Forrester", ci mette dentro il cadavere, va al porto, prende la barca di Nick e una volta al largo getta il morto in acqua.
Per farla breve, del delitto viene prima accusato Nick, in seguito scagionato, quindi Ridge confessa ma a quel punto, siccome si era autoaccusato anni prima di aver sparato ad un tizio e invece a sparare era stato Rick, Brooke convince il figlio a dichiarare in aula che a sparare allora fu lui. Il ragazzo non ricorda una cippa ma sta al gioco (quindi dichiara il falso sotto giuramento) e incredibilmente Ridge viene assolto, nonostante l'occultamento di cadavere. Già, ma non sono mica neri.
Sotto a tutti questi avvenimenti c'è la regia occulta di Stephanie Forrester, la madre di Ridge, la LicioGelli delle soap operas, che trama, corrompe e si incazza se il giudice si permette di mettere in galera suo figlio. In fondo è una perfetta mafiosa, che per "la famiglia" sarebbe disposta a qualunque cosa. Don Corleone (Michael, il figlio cattivo, non Marlon) gli fa una pippa.
Nelle ultime puntate i Forrester, come altri personaggi noti, hanno dovuto difendersi da inquirenti prevenuti contro questi ricchi viziosi, giudici che si sono beccati insulti per avere osato arrestato il coccodimamma. "Ma non può andare in prigione!" Insomma, la soap opera perfetta per Canale 5, grazie anche all'aiuto di un doppiaggio, diciamo, adattato alle esigenze italiane.

Detto ciò, che ci azzecca "Beautiful" con la politica italiana? Fate una prova, andate su Repubblica Online e, nella ricerca interna per il sito, digitate "Fini Berlusconi". Provate a leggere in sequenza i titoli delle notizie che risultano:

"Cdl, Berlusconi rilancia il partito unico ma Casini frena: "Insieme solo nel Ppe" (27-10-2007)
Riforme, Fini e Casini si smarcano da Fi "Inutile invocare voto se c'è maggioranza"(10-11-2007)
Santanchè lascia An per la Destra e Berlusconi "battezza" Storace. (10-11-2007)
Fini irato per Storace e Mediaset "Silvio basta, ora la legge elettorale" (16-11-2007)
Fini e Casini: "Cambiamo o aiutiamo Prodi" ma Berlusconi ribatte: "Li ho fatti implodere" (17-11-2007)
"Fini: Cambio di strategia entro gennaio o ognuno andrà per la sua strada" (18-11-2007)
"Contro Silvio non andate da nessuna parte". Cicchitto fischiato al convegno di An (18-11-2007)
Berlusconi lancia una nuova sfida "Nasce il Partito del popolo delle libertà"(18-11-2007)
L'ira del Cavaliere: "Vado da solo non mi farò oscurare dagli alleati" (19-11-2007)
Fini ribadisce: "No al nuovo partito" Con Silvio lo scontro è sul bipolarismo (19-11-2007)
Berlusconi sempre più lontano da Fini "Mi ha offeso, ora il referente è Veltroni" (20-11-2007)
Fini studia la mossa del cavallo "Andiamo al centro con l'Udc" (22-11-2007)
Nel centrodestra si scatena la rissa Fini e Casini: "Berlusconi populista" (23-11-2007)
Berlusconi: "Cdl ormai era ectoplasma. Gli ex alleati mi hanno fatto perdere" (25-11-2007)
Berlusconi: "Leader scelto con le primarie" L'ira di Fini: "Nessuno ci ha sdoganati" (01-12-2007)
Scontro aperto Fini-FI: "Vassallum truffa. Con Berlusconi siamo alle comiche finali" (09-12-2007)
Fini: "Centrodestra può stare senza Silvio" Dura replica di Forza Italia: "Mistifica la realtà" (16-12-2007)
La sfida di Berlusconi: voglio correre da solo (07-02-2008)
E Fini disse: "Io non cambio idea" Il dietrofront elettorale di Gianfranco (08-02-2008)
Berlusconi e Fini: 'Pronti alla lista unica' (08-02-2008)
13:36
Fini: "D'accordo con Berlusconi" Gianfranco Fini dice di condividere "la proposta di Berlusconi di dare al Pdl un'unica voce in Parlamento" e si augura che "anche gli amici dell'Udc vogliano contribuire a scrivere quest'importante pagina della storia politica italiana".


Non sembra "Beautiful"? Non che gli altri dall'altra parte siano messi meglio ma questi sbandierano ai quattro venti che sono sempre uniti e compatti. I casi sono due: o non è vero che sono uniti e quindi mentono quando lo millantano, oppure fanno finta di litigare ma in realtà sono uniti, e quindi sono bugiardi lo stesso.

Dice, ma perchè guardi quella cagata di Beautiful e ti perdi con le vicende del centrodestra?
Sapete, è come nel famoso sketch di Totò Pasquale maledetto, dove lui stava lì a prendere gli schiaffi "per vedere quello stupido dove voleva arrivare".


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