martedì 19 maggio 2015

Parla Craxi


Quelle che seguono sono alcune citazioni che ho estratto dal volume "Io parlo e continuerò a parlare", una raccolta di note e appunti di Bettino Craxi dall'esilio, redatti negli anni novanta fino alla morte avvenuta nel 2000. Sono a metà della lettura del libro e questi sono i passaggi che ho trovato finora particolarmente significativi ed in alcuni casi sorprendenti, agghiaccianti, al limite della preveggenza. 
I  pericoli che Craxi vede, vent'anni fa,  per il futuro dell'Italia, sono ora qui davanti a noi in tutta la loro crudezza. Coloro che "si sono salvati" a differenza di chi, come lui,  è finito tra i sommersi, ora sono i protagonisti assoluti di quella che il leader socialista chiamò allora violenta normalizzazione
Craxi è uno sconfitto e ne ha per tutti: per Prodi, per D'Alema, per l'adesso doppiamente emerito Napolitano che, dice Craxi, essendo stato il responsabile delle relazioni internazionali del PCI, potrebbe finalmente raccontare come funzionava veramente il meccanismo - assolutamente bipartizan - di finanziamento occulto dei partiti.  Sembrano giudizi scaturiti dal mero rancore personale ma la Storia ormai sta dando ragione al leader socialista di tanta severità di giudizio.
Soprattutto, al di là della semplificazione comune che vorrebbe Craxi come corresponsabile dello sfacelo attuale e quindi indegno di parlare, questi appunti ci riconsegnano un uomo politico che, a confronto dei figuri attuali, dei monumenti all'incompetenza, delle azdore, degli antistatisti sociopatici fautori del patricidio, risulta un assoluto gigante della politica.

Vediamo assieme questi passaggi salienti di una testimonianza storica interessantissima e della quale consiglio vivamente la lettura.

Craxi si è fatto un'idea assai realistica dei veri scopi della globalizzazione, a differenza di certi progressisti in ecopellaccia che conosciamo.
"La pace [che] si organizza con la cooperazione, la collaborazione, il negoziato e non con la spericolata globalizzazione forzata. Ogni Nazione ha una sua identità, una sua storia, un ruolo geopolitico cui non può rinunciare. Più Nazioni possono associarsi, mediante trattati per perseguire fini comuni, economici, sociali, culturali, politici, ambientali.  Cancellare il ruolo delle Nazioni significa offendere un diritto dei popoli e creare le basi per lo svuotamento, la disintegrazione, secondo processi imprevedibili, delle più ampie unità che si vogliono costruire. Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente  finanziaria e militare." (pag. 6, "Incipit")
Identità nazionale? Nazione in maiuscolo? Ohibò! Nel nuovo secolo del "patriottismo sovranazionale" dei lottacontinuisti, del multisubculturalismo e del razzismo al contrario, ovvero di quello contro i propri simili, propugnati dalla vera sinistra (secondo la definizione data del PD dell'on. Serracchiani)  queste parole sembra impossibile provengano da un leader socialista.
Eppure Craxi intuisce che dietro all'attacco alla partitocrazia potrebbe celarsi un progetto di delegittimazione della politica intesa come strumento di democrazia, mirante a costruire un futuro di alzamanos senza alcun vero potere rappresentativo popolare ma solo la delega ad "eseguire gli ordini" delle élite secondo il classico schema della banalità del male.

"I partiti dipinti come congreghe parassitarie divoratrici del danaro pubblico, sono una caricatura falsa e spregevole di chi ha della democrazia un'idea tutta sua, fatta di sé, del suo clan, dei suoi interessi e della sua ideologia illiberale." (pag. 12, "Era un sistema")
"Fa meraviglia, invece, come negli anni più recenti ci siano state grandi ruberie sulle quali nessuno ha indagato. Basti pensare che solo in occasione di una svalutazione della lira, dopo una dissennata difesa del livello di cambio compiuta con uno sperpero di risorse enorme ed assurdo dalle autorità competenti, gruppi finanziari collegati alla finanza internazionale, diversi gruppi, speculando sulla lira evidentemente sulla base di informazioni certe, che un'indagine tempestiva e penetrante avrebbe potuto facilmente individuare, hanno guadagnato in pochi giorni un numero di miliardi pari alle entrate straordinarie della politica di alcuni anni.
Per non dire di tante inchieste finite letteralmente nel nulla." (pag. 17)
"Me lo dissero, anzi me lo scrissero, nel mese di luglio. Il mese dei veleni della politica, il mese in cui cadono i regimi, si fanno o si preparano le crisi, si ordiscono congiure prima di andare in vacanza." (pag. 60 "Una nota di luglio", 1994)

Già, il mese di luglio che ritornerà prepotentemente d'attualità nel 2011, quando, tra scambi di lettere e trame sotterranee, proprio nella mezza estate, si preparerà il golpe della Troika e l'arrivo dei "supertecnici" per l'autunno.
"Il regime avanza inesorabilmente. Lo fa passo dopo passo, facendosi precedere dalle spedizioni militari del braccio armato. La giustizia politica è sopra ogni altra l'arma preferita. Il resto è affidato all'informazione, in gran parte controllata e condizionata, alla tattica ed alla conquista di aree di influenza.
Il regime avanza con la conquista sistematica di cariche, sottocariche, minicariche, e con una invasione nel mondo della informazione, dello spettacolo, della cultura e della sottocultura che è ormai straripante." (pagg. 75-76, "Il ventennio", 1997)
L'informazione, la propaganda, l'infiltrazione del pensiero unico in ogni ganglio della repubblica. Le riforme...
"Non contenti dei risultati disastrosi provocati dal maggioritario, si vorrebbe da qualche parte dare un ulteriore giro di vite, sopprimendo la quota proporzionale per giungere finalmente alla agognata meta di due blocchi disomogenei, multicolorati, forzati ed imposti. Partiti che sono ben lontani dalla maggioranza assoluta pensano in questo modo di potersi imporre con una sorta di violenta normalizzazione." (pag. 81, "I più puri che epurano")
Ancora sulla globalizzazione e il ruolo sempre più subalterno dell'Italia.
"Sono oggi evidentissime le influenze determinanti di alcune lobbies economiche e finanziarie e di gruppi di potere oligarchici.
A ciò si aggiunga la presenza sempre più pressante della finanza internazionale, il pericolo della svendita del patrimonio pubblico, mentre peraltro continua la quotidiana, demagogica esaltazione della privatizzazione.
La privatizzazione è presentata come una sorta di liberazione dal male, come un passaggio da una sfera infernale ad una sfera paradisiaca. Una falsità che i fatti si sono già incaricati di illustrare, mettendo in luce il contrasto che talvolta si apre non solo con gli interessi del mondo del lavoro ma anche con i più generali interessi della collettività nazionale.
La "globalizzazione" non viene affrontata dall'Italia con la forza, la consapevolezza, l'autorità di una vera e grande Nazione, ma piuttosto viene subìta in forma subalterna in un contesto di cui è sempre più difficile intravedere un avvenire, che non sia quello di un degrado continuo, di un impoverimento della società, di una sostanziale perdita di indipendenza." (pag. 88-89, "Globalizzazione")
I salvati e come si salvarono.
"D'Alema ha detto che con la caduta del muro di Berlino si aprirono le porte ad un nuovo sistema politico. Noi non abbiamo la memoria corta. Nell'anno della caduta del muro, nel 1989, venne varata dal Parlamento italiano una amnistia con la quale si cancellavano i reati di finanziamento illegale commessi sino ad allora.
La legge venne approvata in tutta fretta e alla chetichella. Non fu neppure richiesta la discussione in aula. Le Commissioni, in sede legislativa, evidentemente senza opposizioni o comunque senza opposizioni rumorose, diedero vita, maggioranza e comunisti d'amore e d'accordo, a un vero e proprio colpo di spugna.
La caduta del muro di Berlino aveva posto l'esigenza di un urgente "colpo di spugna".
Sul sistema di finanziamento illegale dei partiti e delle attività politiche, in funzione dal dopoguerra, e adottato da tutti anche in violazione della legge sul finanziamento dei partiti entrata in vigore nel 1974, veniva posto un coperchio." ( pag. 124 "Il colpo di spugna")
"La montagna ha partorito il topolino. Anzi il topaccio. Se la Prima Repubblica era una fogna, è in questa fogna che, come amministratore pubblico, il signor Prodi si è fatto le ossa." Pag. 135. "L'uomo nuovo")
Quelle sull'Europa ed i suoi parametri, infine, sono tra le pagine più profetiche delle memorie craxiane. E' inevitabile confrontare queste parole con le appassionate difese dell'euro dei vari giannizzeri, sindacalisti, economisti embedded e ministri per caso.
"I parametri di Maastricht non si compongono di regole divine. Non stanno scritti nella Bibbia. Non sono un'appendice ai dieci comandamenti.
I criteri con i quali si è oggi alle prese furono adottati in una situazione data, con calcoli e previsioni date. L'andamento di questi anni non ha corrisposto alle previsioni dei sottoscrittori. La situazione odierna è diversa da quella sperata.
Più complessa, più spinosa, più difficile da inquadrare se si vogliono evitare fratture e inaccettabili scompensi sociali. Poiché si tratta di un Trattato, la cui applicazione e portata è di grande importanza per il futuro dell'Europa Comunitaria, come tutti i Trattati può essere rinegoziato, aggiornato, adattato alle condizioni reali ed alle nuove esigenze di un gran numero ormai di paesi aderenti.
Questa è la regola del buon senso, dell'equilibrio politico, della gestione concreta e pratica della realtà.
Su di un altro piano stanno i declamatori retorici dell'Europa, il delirio europeistico che non tiene contro della realtà, la scelta della crisi, della stagnazione e della conseguente disoccupazione [...].
Affidare effetti taumaturgici e miracolose resurrezioni alla moneta unica europea, dopo aver provveduto a isterilire, rinunciare, accrescere i conflitti sociali, è una fantastica illusione che i fatti e le realtà economiche e finanziarie del mondo non tarderanno a mettere in chiaro [...]. (pagg. 152-153, "Comandamenti e parametri", 1997.)


40 commenti:

  1. diciamo che il buon Bettino avrebbe anche potuto parlare PRIMA di essere sconfitto.

    questo non significa che non potesse parlare dopo. perchè la verità è tale indipendentemente da chi la espone.

    però, sebbene non si possa considerare come uno dei padri dell'europa attuale....dobbiamo ammettere che Craxi ebbe il potere in Italia per circa 10 anni e non fece poi chissà che sforzi per evitare il processo di convergenza verso la futura UE.

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    1. Ecco, dobbiamo ammettere che questo commento vince il premio della "Banalità del giorno".

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    2. Anonimo09:57

      Banale è anche dire che chi ieri non lo amava ora lo rimpiange?

      Gordon Gekko

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    3. @Luca Tonelli: qualche sforzo l'ha fatto sicuramente, altrimenti non sarebbe stato defenestrato.

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    4. Anonimo17:24

      mi si permetta di irridere sul " qualche sforzo" , perche' allora anche Berlusca "qualche sforzo l'ha fatto sicuramente, altrimenti non sarebbe stato defenestrato." e sono sicuro che una volta definitivamente spogliato del suo ( cosa che potrebbe anche non succedere perche' berlu' e' nello stesso tempo piu' furbo e piu' vile ) anche l' altrettanto esecrato berlu' potra' affidare al ricordo le buone ragioni del suo " qualche sforzo".

      Purtroppo in politica conta solo la vittoria e illudersi di poter vincere Mammona ballando con "isso" ( e pure mangiando alla sua tavola :-) ) non e' vincente ; montagne di cadaveri politici sono li a dimostrarlo.
      Invero qualcuno nel passato , avrebbe potuto anche credere in vita di avercela fatta ,sebbene la sua costruzione politica poi non abbia mai retto. Purtroppo non e' con la "politica tradizionale" che il sistema potra ' mai essere vinto .
      ws

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    5. Anonimo08:19

      Personalmente, la campagna anti-Craxi con lancio di monetine, non mi aveva convinto nemmeno allora che non ero certo un suo fan. Non per qualche profonda rflessione, ma a pelle. Le interviste ad Hammamet, poi, le ho trovate strazianti. Comunque, piu' che l'euro-scetticismo, pote' Sigonella. Eravamo a sovranita' limitata, oggi siamo a sovranita' azzerata. Quando eravamo la quarta potenza industriale al mondo, si profilava la possibilita' di migliorare l'assetto militare e, addirittura, di acquisire una piccola deterrenza nucleare: unica e vera garanzia di liberta' e indipendenza in un mondo di lupi. Ed ecco che la campagna ecologista ci ha levato anche questa tenue speranza. Del resto, con oltre 119 installazioni militari USA ancora presenti in Italia, non poteva che essere un illusione. Comunque, gli equilibri si sono consolidati a Yalta, non ai tempi di Bettino. Per scontare il Fascismo siamo stati liberati dall'incombenza di avere un vero governo nazionale. Se non si revisiona questa parte della nostra storia non c'e' alcuna speranza di recuperare la liberta' perduta. Bisogna accettare anche l'eredita' fascista, cosi' come in Russia hanno fatto con quella comunista, senza rimuoverla a causa delle sue ombre. In ogni regime ci sono sempre anche le luci e il passato non lo si puo' scegliere. Altrimenti il rischio e' il ritorno del rimosso.

      G.Stallman

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    6. Anonimo19:47

      Stallman scrisse
      "Ed ecco che la campagna ecologista ..."
      a quella campagna parteciparano TUTTI perche' TUTTI avevano i loro affaracci sporchi ( tangenti estere ) minacciati dall' energia nucleare. Io allora ero appunto nel "ramo nucleare" e come dioceva un mio superiore che la sapeva lunga "purtroppo in italia la DC va a petrolio ( arabo), il PC a carbone (russo) e il PSI a metano (algerino).
      Ma anche in quella campagna "antinucleare" fu il PSI di craxi a distinguersi per virulenza ; un' altra colpa politica che a craxi non puo' essere perdonata.
      ws

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  2. Eppure Craxi intuisce che dietro all'attacco alla partitocrazia potrebbe celarsi un progetto di delegittimazione della politica intesa come strumento di democrazia, mirante a costruire un futuro di alzamanos senza alcun vero potere rappresentativo popolare ma solo la delega ad "eseguire gli ordini" delle élite secondo il classico schema della banalità del male.[Cit.]

    E infatti è quel che sta succedendo, a quello mirano probabilmente. Basti vedere l'iter che ha portato all'approvazione dell'Italicum, tramite la fiducia o i ricatti, impedendone discussione e la modifica dal Parlamento.
    Renzi sta proseguendo il lavoro di Monti per favorire le banche europee, in Europa non vogliono che la gente elegga i propri rappresentanti, loro vorrebbero un elite che sta al di sopra del popolo che non deve essere soggetta al giudizio popolare, che possa imporre le misure che vuole. Il governo adesso ha potere leglislativo, cosa assurda.

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  3. Le cose dette da Craxi hanno lo stesso valore del discorso di Napolitano, tenuto alla camera nel 1978, contro l'ingressso dell'Italia nello SME in cui egli sottolineava i costi di una tale operazione per i lavoratori e le imprese italiane, ma Napolitano dopo pochi anni, folgorato dal signore, cambiò idea e divenne un forte europeista del Ce lo chiede l'Europa; anche Craxi avrebbe potuto avere una storia simile se non fosse stato incastrato dagli stessi promotori dell'europa unita, del resto aveva un peso politico non indifferente ; forse l'errore di Craxi fu quello di capire in ritardo che cosa stava accadendo pur avendo partecipato,nel 1985, al vertice di Roma con tutti i Capi europei per definire il trattato, Probabilmente egli fece un grosso errore di valutazione politica , in pratica non si accorse che non si può lavorare al soldo delle elites e poi improvvisamente cambiare idea, e questo aspetto caratterizza il suo limitato spessore politico, comunque quello che scrisse dopo è una testimonianza valida di come sarebbero andate le cose, ma non ne comporta la riabilitazione dato che non si può affamare un popolo e poi pentirsene quando si cade in disgrazia.

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    1. Guarda che chi sta affamando il popolo è chi lo incastrò allora su mandato delle élite di cui tu parli.

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    2. Già nel 1978, dalla lettura del discorso di Napolitano, si sapeva come sarebbe andata a finire l'esperienza europea della moneta unica, e se lo aveva capito Napolitano lo aveva capito anche Craxi, quindi egli è stato un collaborazionista che una volta ostracizzato ha vuotato il sacco, un vero gigante del pensiero.

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  4. La sinistra italiana semplicemente dopo mani pulite non esiste più.
    Secondo mè il PD è uno dei partiti più neoliberali del eurozona.

    Sè il governo italiano fosse statto così esatto a fare gli interessi italiani, come ha eseguito gli ordini demenziali di Bruxelles, l'italia non sarebbe in questo casino. La Cosa più preocupante è che il governo italiano continua sulla stessa strada fallimentare, anche se i numeri parlano chiaro, niente da fare la colpa è della corruzzione è dei evasori fiscali, Nessun governo di Berlusconi ha avuto Numeri economici cosi devastanti come da monti in poi, allora si secondo logica PD si puo dire che durante i governi Berlusconi non c'era corruzzione è evasione fiscale.

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    1. Se il governo italiano... no, zero, perche' nonostante la solidita' ed il consenso del CAF e compagnia, se li sono asfaltati tutti. Da Mattei ad Olivetti, le storie degli italiani veri sono finite in tragedia. Silicon Valley sarebbe tranquillamente stata fra Piemonte e Lombardia, ma ovviamente non stava bene. Che poi il nostro Paese abbia delle fragilita' e' chiaro, pero' per far crollare il castello di carte qualcuno deve pur soffiare.

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  5. Già che ci siamo diciamo pure che chi lo punì così duramente sono gli Usa e Israele. Nota è la faccenda con Michael Ledeen (un noto destabilizzatore di professione, già piduista) che allora era il referente tra Craxi e Reagan sull'affaire di Sigonella. Pare che gli Americani non avessero gradito il suo stare con la schiena dritta. E nemmeno gli Israeliani gradirono la faccenduola dell'Achille Lauro .

    Se poi a questo aggiungiamo che il Bettino non era così euro-entusiasta sull'Europa di Maastricht, ecco che allora tutto torna al pezzo.

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    1. Lo stesso Michael Leeden che risulta essere un consigliere politico di Renzi pur essendo stato dichiarato persona non gradita all'Italia dopo il fatto di Sigonella?

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    2. Sì, è proprio quello. Ed è uno degli uomini importanti che attualmente sussurano alle orecchie di Renzi. Come Yoram Gutgeld della multinazionale Mc Kinsey, come Marco Carrai, come il finanziere Davide Serra, detto il "bandito delle Cayman".

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  6. Anonimo11:13

    Sarà anche un commento banale, ma parlar dopo è troppo facile. Anzi, è la confessione che, pur sapendo, non si è voluto far nulla per impedire. Di chi si pente DOPO, francamente, non ho mai avuto gran rispetto. Se Prodi, di qui a qualche anno, pubblicasse un diario in cui ammette quel che sappiamo, che facciamo, lo perdoniamo? Io no.
    Di Craxi non posso non ricordare, ad esempio, il decreto di San Valentino sulla scala mobile o l'aver permesso l'apparizione sulla scena politica di quegli squallidi personaggi alla De Michelis che rappresentano i fratelli maggiori dei Renzi di oggi.
    L'unica cosa positiva che ricordo è la vicenda di Sigonella.
    Non era lui il solo responsabile? Certo, chi lo nega? Ma ripeto: troppo facile pentirsi DOPO.
    Saverio

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    1. Ti sfugge un dettaglio. Che Craxi racconta ciò che sarebbe accaduto con la moneta unica e l'Europa alla fine degli anni novanta, cioè dopo che fu politicamente fatto fuori e prima che l'Italia entrasse nell'euro (2002). Per te dover aver parlato prima cosa significa? Che doveva pronunciarsi quando era in culla?

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    2. Carmelo Male12:12

      Saverio, lascia perdere.
      Fino al 2011 se parlavi bene di Craxi rischiavi di prenderti le pernacchie. Ora tutti lo osannano.
      Mah.

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    3. Non metto in dubbio lo spessore umano e politico di Craxi, ma devo approfondire la sua posizione alla sciagurata entrata nello SME credibile (era Presidente del Consiglio), che comportò gli accadimenti del '92.Sulla scala mobile i fatti sono noti.

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  7. "[...]una raccolta di note e appunti di Bettino Craxi dall'esilio, [...]". Macchè, non le scrisse dall'esilio ma dalla latitanza, che è cosa diversa.

    Ciao dal Guargua, lettore silente ma assiduo.

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    1. Troppo Travaglio nuoce gravemente alla salute.

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    2. Anonimo18:23

      Firmato In vino veritas

      Eh già. E solo chi c'è passato può capirlo ;-)

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  8. Amichetta16:17

    Aspetta, anch'io mi sono sempre chiesta perché non abbia parlato.
    Ho ricordi vaghi delle sue affermazioni e velate minacce quando era ormai alla fine: ti ricordi il "fumus persecutionis"? E ti ricordi i famosi "quattro assi" che sventolò in lungo e in largo sui giornali?
    Era alla fine, ma ancora importante, e il Vespa dell'epoca non gli avrebbe certo negato una prima serata che lui avrebbe potuto usare per vuotare il sacco davanti a 12 milioni di italiani in poltrona (avrebbe fatto numeri da finale dei mondiali).

    Invece, ha preferito continuare ad usare metodi da politica, mandare messaggi trasversali, far capire di avere in mano chissà che assi per intimorire gli avversari. Non è servito a nulla, l'hanno costretto alla fuga, e nessuno si è spaventato (forse perché c'era qualcun altro più spaventoso di lui).
    Non so se non ha avuto coraggio, o ha semplicemente cannato strategia.

    In ogni caso, onore al merito per la visione anticipatrice e per ricordarci, in questi giorni bui, che il Socialismo scriveva Nazione in maiuscolo con tutto quel che ne consegue.
    Peccato invece essersi risolto a queste parole quando era ormai completamente screditato presso l'opinione pubblica.

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    1. Il gossip è che gli abbiano pesantemente minacciato i figli. Un argomento sempre infallibile.

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    2. @Amichetta: Vespa gli avrebbe concesso la prima serata su RaiUno? Il Razzi crozzesco ti risponderebbe "questo non creto"... Per Andreotti o Forlani lo avrebbe fatto, per Craxi no.

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    3. Amichetta16:30

      Per Vespa intendo un qualsiasi anchorman, credo ci fosse già anche Santoro. Figuriamoci se gli avrebbe detto di no...
      Si, probabilmente gli hanno minacciato i figli e garantito in cambio il buen retiro ad Hammamet senza disturbo.

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    4. Forse gli avrebbero fatto fare la fine di Moro, se avesse parlato prima. Questo era un GIGANTE al confronto dei Quisling che hanno tradito la loro Nazione; e che stanno facendo entrare milioni di africani per rimpiazzare i lavoratori Italiani, scatenando caos e futura repressione.
      Craxi aveva intuito il furto di sovranita', ma ha capito che era un rischio mortale mettersi contro la nascente dittatura UE e contro gli yankees.
      Rimane per me, che non l'ho mai votato per antipatia personale, l'ultimo Statista Italiano.

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  9. La triste realtà è che chi ha accennato a mettersi anche solo lievemente di traverso ( Baffi, Moro, Craxi, Berlusconi et.al.) a chi coleva fare carne di poroc del nostro paese ( e c'è riuscito ! ) ha fatto una brutta fine. Berlusconi si è mezzo salvato perchè in realta si faceva solo i caxxi suoi e "loro" lo sapevano ;-))

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  10. "...voleva fare carne di porco del nostro paese " sorry

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  11. Ciao Barbara, non posso emettere un giudizio su Bettino Craxi, perchè negli anni in cui governava io ero poco più di una bambina. Quello che so di quegli anni riguarda solo la possibilità per tutti, bastava volerlo e pensare a cosa fare, di avere un futuro prospero, l'equazione più mi impegno/investo più ottengo aveva comunque una validità, al di là dei clientelismi, sperperi corruzione e risentimento verso la pubblica amministrazione, tutt'ora vigenti e nel caso della PA non sempre a torto, ma non mi risulta che in Germania la PA sia più amata che qui! Vorrei poter essere nata nel 1943, aver lavorato senza l'IVA e con i contributi al 10%/15% Irpef quasi inesistente e Finanza al caffè Grande. Il risentimento di buona parte della popolazione verso chi ci ha preceduto è frutto della perdita di potere nel decidere il proprio destino e assenza o enorme difficoltà nel pianificare un progetto di vita e un lavoro dignitoso. Non siamo nati Hippies dediti alla vita secondo natura, abbiamo bisogno di certezze. E dell'incolpare chi ci ha preceduto non essere stato incisivo nel guardare e al futuro, fa parte delal cultura italiana? Non lo so. Personalmente i vari "Lui l'aveva detto" non mi sono di nessun aiuto ora, sarebbero stati più utili allora. Sarà utile alla storia, forse, ci sono sempre personaggi che vengono riabilitati, ma ad oggi parlare di Craxi può solo far innervosire quanti non possono godere delle condizioni economiche / fiscali di quegli anni.
    Per intenderci quanti hanno votato la riforma Fornero (Berlusconi in primis) ora la disprezzano, il dire che sono stati costretti non è qualcosa alla quale posso credere. Chi può fargli credere che anche allora non fosse così? La politica non sarà mai una cosa trasparente e onesta, come per tanti non lo saranno mai Craxi & CO.

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    1. Anonimo17:49

      cara enrica devi capire che la mitica "italia anni '80" si basava sul tradimento di ciampi e andreatta del 1981. l' indebitamente del paese e' avvenuto allora e tutti ci hanno guadagnato , chi lavorava e soprattutto chi rubava e chi faceva "politica" . TUTTI uniti DC -PCI-PSI e le altre "frattaglie "

      Ma allora craxi non ha detto nulla altrimenti non avrebbe avuto strumenti per far "politica" insieme agli altri. Anzi PIU' degli altri , visto che contro di loro doveva sgomitare e per "per farsi il partito" imbarcava gli scarti degli altri .

      Quindi craxi , fosse anche stato un "lenin redivivo" era politicamente fottuto in partenza ( oltre che essere un gran presuntuoso). Quando nel 1991 quindi avvenne il ricatto di mastrict, cioe' la spartizione del paese tra caste italiane e finanza estera , non pote' anche volendolo ne opporsi ne parlare, e non parlo' nemmeno in parlamento nel 1993 convinto ancora di " poter trattare".
      Ha parlato solo alla fine quando non faceva piu' nessuna differenza, cioe' in sostanza e' stato uno " scarico di colpa" di cui non ho problemi a dargli merito . " L' anima" quindi l' ha salvata si ma la " colpa" politica e' rimasta tutta.

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  12. Io dico solo che leggere queste parole oggi è agghiacciante per la loro profeticità. Siccome lo odiavo anche io, ai suoi tempi, ne ricavo due conclusioni: è estremamente difficile capire in corso d'opera chi sta fottendo chi e prendere posizione (ed agire) a causa della ridondante forza dei media e della diffusa ignoranza. Ma mi chiedo, Craxi aveva una testa tanta o latitavano alla grande tutti quelli che, dotati di mezzi scientifici e culturali, potevano sostenerne le ragioni? E se tuttora vivono, quale apprezzamento meritano da noi?

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  13. Craxi non era un santo, Berlusconi men che meno, Moro così così, Baffi non lo so, Mattei era un gran filibustiere. Tutti hanno avuto il tremendo difetto di anteporre l'interesse nazionale ad altri interessi, tutti avevano a cuore l'autonomia del paese difronte agli enormi appetiti stranieri. Tutti hanno fatto una pessima fine. Berlusconi, l'ultimo cronologicamente della serie, è sopravvissuto fisicamente perchè molto potente personalmente dal punto di vista economico e perchè poi alla fine qualcuno sapeva che al momento di decidere tra i propri interessi e quelli dal paese, avrebbe tranquillamente scelto ( cosa che accadeva regolarmente ) i primi.

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  14. Anonimo19:06

    Anonimo2(?)

    Acute valutazioni di Craxi.
    Peccato che anni prima, mentre governava, egli fosse parte integrante del meccanismo infernale che ci ha regalato l'attuale debito pubblico: anni di bilanci in deficit (e ci potremmo stare) "coperti" da debiti mostruosi grazie alla pensata di Ciampi e Andreatta di prendere in prestito soldi a tassi usurari. Mi sembra che, regnante Craxi, il debito sia passato da 300.000 a 800.000 miliardi di lire. Eppure il nostro, circa 1986, parlava di "economia risanata" e di passaggio a una fantomatica "lira pesante", che a me ricorda molto l'Euro se non addirittura quota 90. E proprio nel 1987 l'Italia aderì al cosiddetto SME credibile, di fatto un catastrofico regime di cambi fissi precursore dell'Euro. Governava il pentapartito.
    Quindi, separiamo ben bene la doverosa cancellazione della presunta superiorità morale della sinistra dalla rivalutazione di questo personaggio.

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  15. Anonimo20:47

    Toh si riparla del famoso pregiudicato morto in latitanza.

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  16. R°#21:53

    ti ringrazio per la citazione che mi conferma ci fosse
    consapevolezza dell' operato della BdI
    ( poi il presidente del consiglio era amato )
    ti consiglio sull' argomento i libri di cirino pomicino
    ( fuori stampa) ma se lo cerchi su twitter forse
    te li spedisce
    Da un altro punto di vista dice tantissime cose...
    ( ed e' possibile discernere fra quello che era
    un progetto politico e l' opportunismo di chi ha usato
    l' apertura del paese alla globalizzazione per fare i suoi
    interessi..)

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  17. debito da 300 mila a 800mila ? che problemone signora mia
    il giappone sta al 228% debito/pil e non credo abbia problemi. http://www.usdebtclock.org/world-debt-clock.html

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  18. Ma citare anche il nome di chi il libro l'ha realizzato, e cioè uno dei giovani storici più competenti sulle vicende del socialismo, proprio no eh ? Lo faccio io al posto della signora Tambieri: si chiama Andrea Spiri !

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  19. Bravo Mario...in ogni caso un libro interessantissimo,con comenti altrettanto interessanti..complimenti a chi ha creato questo...vorrei pero sapere se questo libro è ancora in commercio...

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