giovedì 27 settembre 2007

L'ebreo nazista

Le notizie dell’arresto di un gruppo di neonazisti in Israele mi ha fatto ritornare in mente quel bellissimo film che è “The Believer”, di Henry Bean. Un film che è stato ruminato dal suo autore per vent’anni prima di essere realizzato e che gli è costato poi l’ostracismo degli ottusi uniti di tutto il mondo e anche di parte della sua comunità di nascita, quella ebraica. Un film senza paura che è forte ed oltraggioso come una sonora bestemmia.

Quando i giornali hanno parlato dei neonazi israeliani è stato un coro di “incredibile" e "non è possibile”, le varie informazioni corrette hanno detto che erano quattro gatti, che erano russi (ognuno ha i suoi rumeni) e forse nemmeno tanto ebrei, il che metterebbe a posto ogni cosa.
Invece pare che uno di loro, ex ufficiale dell’esercito Tsahal, avesse collaborato con lo Shin Bet, il servizio interno. Si divertivano a perseguitare i soliti diversi, gli “omosessuali depravati”, i “puzzolenti immigrati asiatici”, la “feccia drogata” e gli stessi ebrei ortodossi.

Perché stupirsi che anche in Israele possa allignare il razzismo? Non si rimane un poco perplessi del resto leggendo sui siti israeliani gli annunci di incontri per single “Jewish Only”, per soli ebrei?
Non è curioso che una società che dà evidentemente tanta importanza al sangue si stupisca della presenza nel suo tessuto di una neoplasia razzista? E non abbiamo nemmeno accennato alla questione con i palestinesi e il mondo arabo.

Il razzismo è una malattia dell’Essere Umano e dato che gli ebrei non sono diversi dagli altri anche loro possono esserne contagiati. E’ un ossimoro il fatto che un ebreo possa essere razzista e perfino nazista? In quel momento esprime solo un lato della sua debolezza umana e per giunta esiste anche un qualcosa che in psicoanalisi si chiama identificazione con l’aggressore ma non divaghiamo.
La Shoah non ha funzionato purtroppo come vaccino contro l’intolleranza. Come per i cristiani che furono perseguitati e uccisi ma ciò non impedì loro poi di perseguitare a loro volta altri credenti nei Secoli successivi. Veniamo tutti dallo stesso stampo difettoso e gli errori si ripetono in un loop infinito.



"The Believer è un film su uno di questi “ossimori” viventi. Il protagonista, Daniel Balint, interpretato da uno stratosferico Ryan Gosling, è un neonazista antisemita che va in giro per New York rasato e con una plateale maglietta decorata con la svastica. Si accompagna ad una bella congrega di tipiche palle-di-lardo nazipelate americane, ma è lui stesso ebreo.
In realtà la sua è una rivolta contro Dio ed il suo stesso popolo, che accusa di debolezza. Danny si propone come la bestemmia vivente. E’ troppo intelligente, lo dimostrano i flashback sui suoi battibecchi con il rabbino a scuola ed è lui stesso a denunciare la pericolosità dell’intelligenza, attribuendola alla sua origine ebraica. La sua dannazione è il non saper uscire dalla contraddizione. Il non riuscire a non sentirsi intimamente oltraggiato dallo sfregio alla sinagoga, compiuto assieme ai suoi compari.

Informazione Corretta direbbe che questo è un filmaccio su un ebreo che odia se stesso zeppo di oscenità antisemite. La cosa affascinante invece è cercare di capire i motivi di questo odio che a ben guardare è solo angosciante disperazione di vivere e, se si guarda ancora più in profondità, stando attenti a non farci guardare dall’abisso, è invece un lacerante grido d’amore.

12 commenti:

  1. Certo che tra te e cloro mi fate pensare.Mi sembrate la volpe e l'uva con questi post.. Se volete entrare nella non tanto folta schiera del popolo eletto basta convertersi.. non ci vuole molto.

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  2. @ sir percy
    e che c'entra la conversione, che tra l'altro io non concepisco? Si può passare dalla religiosità all'ateismo ma da una religione all'altra... Per me sarebbe impossibile.
    Orsù, cos'è che ti fa pensare di questo post? Cosa c'è che non va? L'hai visto il film?

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  3. Anch'io mi sono convertito :
    Sir Percy è uno sporco ebreo...
    Minchia, me sento rinato...sarà la palingenesi ?

    p.s. disperato grido d'amore..
    ti ricordo la citazione di Bukowski

    Pensatoio

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  4. Ciao Io quel film l'ho visto due volte e l'ho trovato davvero coinvolgente. La storia di sto ragazzo io l'ho letta come una metafora del popolo eletto, da un lato legato alla mistica della torah, ricchezza ereditata dal loro passato e la secolarizzazione violenta, fin dalle origini, che si nutre di razzismo e che, come dici, non ha imparato nulla dal passato, se non il risentimento.
    Alla fine il ragazzo, come secondo me faranno gli israeliani, se non cambiano "qualcosina" si fa saltare nella sinagoga, impossibilitato a far convivere in se stesso la sua doppia anima ebraica che, contaminata da questo dualismo (mistica-violenza) non puo' far altro che scegliere l'autodistruzione.
    Ciao
    ps: SPB non l'ha visto il film. Io lo so . Ma mò che è un quasi-rabbino lo dovra' vedere almeno una volta.

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  5. sono d'accordo. ho visto il film, ed è un capolavoro

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  6. Lo stato di Israele "non ha imparato nulla dal passato, se non il risentimento"... basta vedere l'accanimento con cui non vuole permettere ai palestinesi di avere una patria

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  7. Penso che già solo il fatto di creare uno stato ebraico contenga in sé il seme del razzismo. Ogni distinguo fra "noi" e "loro" se esasperato porta lì.

    A me la storia non ha stupito, magari ammetto che possa strappare un mezzo sorriso sapere di uno che si iscrive alla stessa combriccola che gli ha ammazzato dei parenti... ma ci si riflette può essere un occasione per capire che la storia dei diritti "per nascita" va considerata una cazzata, com'è. Uno non nasce ebreo e non lo diventa nemmeno se lo circoncidono.

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  8. @Meinong Sporco no (Mi LAVO)ma ebreo si.
    @Franca: chi sono i veri palestinesi? Fino al 1948 erano gli ebrei (Per tua informazione)
    @Rumenta: Capisco che la circoncisione faccia paura... comunque non e' solo questione di nascita o circonsione e' un modo di essere e di vivere.

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  9. @ cloro
    più che altro io l'ho letto come la nevrosi del popolo eletto che si ribella a Dio e quindi cade in ciò che un prete chiamerebbe "peccato di superbia" e uno psicoanalista "delirio di onnipotenza". Anche la secolarizzazione sionista, secondo certe componenti ortodosse dell'ebraismo, ha allontanato il popolo ebraico da Dio.

    Ehm, sul film hai fatto uno spoilerone! ;-)

    @ sir percy
    dai, non uscirtene con il fatto che prima del 1948 non c'erano palestinesi arabi in Palestina. Va bene che Golda Meir disse che non esistevano ma questa mi pare una bella rimozione in grande stile.

    A me risultava che se non sei figlio di madre ebrea non sei ebreo. Mater semper certa est.

    Comunque ogni tanto pensa a come ci si sente ad essere definiti goy. A me dà molto fastidio. ;-)

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  10. @ Lameduck
    Mi dispiace, ma non ho capito il senso della tua risposta

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  11. No Lame lungi da me dal dire che c'erano solo ebrei prima del 1948 ma quando ci si riferiva ai palestinesi in quell'epoca si intendevano gli ebrei.
    Per quanto riguarda la madre e' vero ma nella mia risposta precedente non e' questo il punto io intendevo dire,ma mi sembrava fosse chiaro, che l'essere ebreo significa vivere da ebreo, seguire il giudaismo in maniera piena e questo e' molto bello (ma mi spiace questo lo capisce solo un ebreo)
    Del resto chi e' cristiano non lo e' solo perche' battezzato.. se vive la religione secondo suoi canoni non e' cristiano e' altro (Il che non significa che la cosa sia negativa, a differenza del giudaismo dove l'ebreo si ritrova e comprende molte cose e trova risposte)
    Essere definiti Goym non lo trovo cosi' scandaloso.. significa Gentili.. via... meglio di "Sporco Ebreo".

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  12. Francesca15:53

    Ampliando il discorso sull'ossimoro.
    Mi ha fatto pensare la stessa cosa un film di Spyke Lee "Viaggio in bus" che parla di gente di colore che organizza questo viaggio in pullman per raggiungere una grande manifestazione, in pratica una seconda marcia come quella di M.L.King.
    Bhè come solo Spike Lee sà fare secondo il mio punto di vista, in questo bus ha creato personaggi tutti chiaramente neri ma tutti diversi.
    Nello specifico c'era un nero che ormai, visti i suoi introiti lavorativi (concessionario di auto)pensava di essere diventato bianco: ovviamente repubblicano e quello che mi ha stupito maggiormente era un nero gay che era repubblicano....
    Credo sia paragonabile come ossimoro al protagonista di "The Believer".
    Deriva tutto cmq da mancanza di amore.

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