lunedì 3 settembre 2007

Per le Nike i soldi ci sono, per i libri no

Mi sbaglio io, ho le traveggole, o per gli italiani tirare fuori i soldi per i libri è quasi doloroso come pagare le tasse? Com’è che di fronte alla cultura, soprattutto quella formativa per i figli, diventiamo tutti di braccino corto mentre invece siamo pronti a sborsare € 75,00 per una cenetta per due dove esci con la fame perché una delle portate era un’oliva ripiena?

I libri sono cari tutti, è vero, ma perdinci, costano anche fatica a pensarli, scriverli e stamparli! Io che sono stata una delle più grosse lettrici compulsive e poi sono riuscita a smettere quasi del tutto, quando mi aggiro per la libreria ad annusarne l’odore e a sfogliarne ancora qualcuno con lussuria residua, noto che dopotutto e nonostante il cambio dell’euro il prezzo dei libri è rimasto più o meno uguale. Alto rispetto alle medie europee e americane, ma uguale.

Probabilmente vi sono case editrici scolastiche che fanno le furbe, approfittando del fatto che a scuola i figli bisogna mandarceli per forza ma le lamentazioni che sentiamo in questi giorni vanno al di là del fatto economico domestico.

Da giorni ormai si intervistano madri, padri e figlioli angosciati per il rincaro dei libri scolastici ma non altrettanto per quello degli zaini firmati con la Barbie e i divi del Wrestling.
I tiggì ci stringono il cuore con le tristi immagini di mercatini della speranza dove i tapini si aggirano per trovare magari l’edizione 1987, tutta sottolineata e ricoperta di cuoricini a pennarello rosso e senza copertina del testo di scienze di prima media per la pischella. Tanto, finito l’anno il libro o si butta nella monnezza o si tenta di rivenderlo nel prossimo mercatino.

Non solo, ma iniziano i doverosi test di ammissione alle Facoltà universitarie e il TG2 si inventa un servizio dove viene detto che la tassa da pagare per l’iscrizione ai test, decisa dalle varie facoltà in liberale autonomia, è troppo cara.
Si parla di 70-100 euro (una mangiatina di pesce per due in una modesta trattoria al mare) per tentare la fortuna al gratta-e-vinci accademico, si spera una sola volta nella vita. Il servizio termina lamentando l’ennesima estorsione ai danni degli italiani. Il TG2, meglio ricordarlo, è il telegiornale dei giapponesi rimasti a difendere il fortino del centrodestra nella RAI assediata dai comunisti. Quello dove, qualunque cosa rincari e qualunque meteorite piova giù dal cielo, è colpa del governo Prodi.
Il problema del costo dei test, dicevano inoltre, è per chi deve ripetere la prova magari più volte, poverino.
Per questo ci sarebbe un facile rimedio: studiare per evitare di farsi bocciare ma studiare è fatica, lo so. Meglio andare a zonzo a fare shopping e farsi comperare da mamma quelle fighissime scarpe della Nike. Prezzo € 149,00 (quasi duecentonovantamila del vecchio conio, che fa più impressione). Tanto per quella spesa la mamma non si lamenterà. Non vuole un figlio traumatizzato dal rifiuto della scarpa con la virgola che poi gli costerebbe di più in psicoanalista.

E’ curioso come, nonostante vi sia in Italia tanta gente che legge, che si fa una cultura da autodidatta o è studiosa per mestiere e vocazione, secondo la televisione e i giornali il nostro paese è e dovrebbe rimanere un paese dei balocchi di ignoranti somari dove i ragazzini è giusto che spappolino i maroni ai genitori perché comprino loro le 100.000 cose che desiderano, casualmente tutte firmate e di alto costo ma i libri no, perchè sono troppo cari.

In “Miseria e Nobiltà” il grande Totò, che si guadagna da vivere come scrivano, consiglia il villano analfabeta che è venuto a farsi scrivere una lettera da lui: “Se avete dei figli non li mandate a scuola, per carità. Lasciateli sguazzare nell’ignoranza!”.
Leggere fa pensare, si può venire informati di tante cose, magari di quelle che non dovremmo venire a sapere. Pensando si possono fare ragionamenti. Meglio rimanere somari.



26 commenti:

  1. E' triste vedere che si spendono (legittimimamente) senza battere ciglio centinaia di euro in cellulari, abbonamenti a Sky, vestiti, scarpe, ecc...
    e si brontola immediatamente per il caro libri. E' vero che l'istruzione è un diritto, ma è anche vero che siamo un paese che legge molto meno della media europea.

    Un sorriso lettore
    Mister X di Comicomix

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  2. Alessandro18:27

    A parte il fatto che ci metti sempre dentro la politica, sono con te pienamente d'accordo

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  3. Leggere è pericoloso. Si potrebbe arrivare a leggere cose tipo No Logo, Gomorra, .....

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  4. Lame, non condivido la tua analisi, per un semplice motivo. Il costo dei libri scolastici è una cosa, il costo dei libri in generale è un'altra.

    Non tutti i genitori comprano la Barbie e le Nike ai figli, anche perché sono molti coloro che non hanno questa possibilità. I libri scolastici invece sono un costo che tutte le famiglie devono sobbarcarsi obbligatoriamente, è vero che lo Stato fornisce i libri di testo alle famiglie più indigenti, ma c'è una soglia oltre la quale le famiglie non sono più considerate "indigenti" pur non avendo lo stesso i soldi per acquistare i libri scolastici al proprio figlio/i.

    Il costo dei libri scolastici incide pesantemente sulla voce "diritto allo studio", così come le tasse universitarie, mantenere un figlio all'Università, soprattutto se è un'Università lontana da casa, comporta sacrifici enormi per un gran numero di famiglie. Molti semplicemente sono costretti a rinunciarvi, ed è veramente triste pensare che esistono persone costrette a rinunciare ad un loro "diritto" solo perché lo Stato non è in grado di fornir loro un aiuto economico.

    Concludo questo mio intervento segnalando questa bella iniziativa:

    libri aperti

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  5. D'accordo che in Italia si legge molto poco, d'accordo che molta gente (non tutta) è fissata per la firma su qualunque cosa, anche sulle mutande (d'altronde oggi si portano in bella vista), ma i libri per la scuola dell'obbligo non dovrebbero costare così caro.
    Per quanto riguarda l'università, io sono contraria al numero chiuso, figurarsi a far pagare i test d'ammissione.
    Diamo a tutti la possibilità di accedere all'università; la selezione si può fare dopo, cacciando quelli che gli esami non li danno

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  6. @ alessandro
    Non so, a me viene spontaneo. Non è che mi metto lì e dico "adesso ci metto dentro la politica". ;-)

    @ doxaliber
    evidentemente oggi non ne azzecco una.
    L'Università costa? Ok, ti parlerò della mia esperienza personale. E' possibile l'esenzione dalle tasse universitarie non solo per reddito ma anche per merito. Io ne usufruii nel senso che mi arrivò un rimborso sostanzioso una volta che mi laureai nel cinque anni previsti e con il massimo dei voti. Visto che abitavo ad appena 50 chilometri da Bologna andavo su e giù con il treno invece di prendere il salatissimo appartamento in coabitazione con altri studenti. I libri erano per la massima parte fotocopiati (e ai professori non faceva né caldo né freddo tranne quando si trattava dei loro testi). C'erano i buoni mensa con i quali potevi avere un pasto completo per 4.500 lire di allora. Insomma, se uno vuole può risparmiare anche nelle spese scolastiche, in questo caso universitarie.
    Io però volevo sottolineare un'altra cosa: il senso di dolore che l'italiano proverebbe (secondo i media) nello spendere soldi in cultura rispetto che in divertimento o abbigliamento.
    Non tutti i genitori comprano le Nike, certo. Io non ho mai avuto il motorino, che ai miei tempi era il mito assoluto. Però non confondiamo l'indigenza vera con l'ignoranza. Anche chi ha molti mezzi soffre di più a spendere 18 euro in un libro che in qualunque altra cosa. Il mio era un discorso non strettamente economico ma sociologico, se si è capito.

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  7. @ franca
    a me preoccupa il fatto che, se anche i libri glieli regalassero, alla fine dell'anno certuni i libri li butterebbero nella monnezza lo stesso. Il libro scolastico non è un mezzo per imparare qualcosa ma una tassa da pagare. Non è triste questo, al di là che l'istruzione dovrebbe essere veramente alla portata di tutti, e qui non ci piove?
    Esiste veramente questa fascia di italiani, che considera la spesa per la cultura un buttare via i soldi e ho l'impressione che i media favoriscano l'ampliamento di questa sacca di ignoranza. Per i motivi che fa intuire Totò.
    Se rimaniamo ignoranti abbiamo bisogno dello scrivano.

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  8. @Lame

    Il tuo esempio sull'università non è adatto, se ne dedurrebbe che una persona povera può fare l'Università solo se è davvero bravissimo nello studio, dotato di una mente brillante che gli consente di ottenere una media voti alta ed una laurea nei tempi stabiliti, mentre una persona ricca, o comunque con un buon reddito alle spalle, può studiare all'università a prescindere dalla sua bravura, e laureandosi anche dopo 10 anni. Invece anche un povero mulo ha diritto allo studio ed alla realizzazione professione. Io ho visto e vissuto realtà molto più complesse di questa. Ho visto ragazzi brillanti costretti ad abbandonare gli studi per poter mantenere la famiglia, ho visto figli di papà esentati dalle tasse perché i genitori dichiaravano cifre irrisorie al fisco, ed ho visto ragazzi fare fatica, sbattere la testa, traballare più volte, per arrivare comunque a laurearsi nonostante tanti sacrifici.
    Io credo che per una famiglia con un reddito basso dover pagare anche la tassa per il concorso di ammissione sia un'ulteriore spesa inutile che si potrebbe evitare. Le prove selettive a volte vanno male anche se uno è preparato, proprio per questo a volte i ragazzi si iscrivono contemporaneamente a più corsi di laurea, nella speranza di riuscire ad accedere ad uno di essi. Ogni concorso costa 50-60 euro, moltiplicato per 3-4 diventano 200 euro, poi non tutti abitano a 50km dall'Università in cui vorrebbero iscriversi, a volte di chilometri bisogna farne 500-600-1000, con tutti i costi annessi e connessi.

    Mantenere un figlio oggigiorno non è uno scherzo, mantenere un figlio all'Università lo è ancora di meno.
    Lo stesso vale per la scuola, i libri di testo hanno costi vergognosi, spesso ogni anno vengono ristampati, ancora più spesso le ristampe non fanno altro che spostare la posizione dei capitoli e delle pagine con il solo intento di rendere inutile il testo scolastico dell'anno precedente. Io lo so perché ho un fratello ed una sorella minori, le famiglie che hanno figli più piccoli hanno il diritto di mandare i figli nella stessa sezione frequentata dal fratello più grande, questo proprio per risparmiare sul costo dei libri di testo, che possono essere riutilizzati da un figlio all'altro. I miei fratelli erano in difficoltà ad utilizzare i miei testi perché le pagine erano spostate o cambiate, tanto più perché alcuni miei libri erano a loro volta usati. Questo è un vero e proprio furto, un'ingiustizia che si perpreta da anni, anche i giornali riportano questi fatti da anni, ma poi, come al solito, non succede niente.

    Infine, guarda, la mia visione del mondo è pessimista, ma ancora preferisco non generalizzare: ci sono famiglie che amano leggere, che investono in cultura, che non piangono per i costi di un libro, che custodiscono gelosamente i libri di testo scolastici, anche anni dopo aver finito le scuole. Alcune di loro sono ricche, altre povere. Poi è vero, c'è tanta ignoranza, tanta mediocrità, tanta gente che, come dici tu, è disposta a spendere 120 euro per un paio di scarpe ma poi rimpiange i 18 euro spesi per un libro, tuttavia non possiamo dimenticare che non è così solo perché la maggior parte degli italiani è gretta.

    Insomma, per farla breve (scusami per i miei commenti lunghissimi.. :-) ), per me il costo dell'istruzione è un problema serio, preferirei che non fosse semplificato dicendo che gli italiani si lamentano del costo della cultura perché sono ignoranti, perché non è affatto vero, non sempre. Inoltre la cultura non deve avere necessariamente un costo, il diritto alla scolarizzazione è un diritto fondamentale di ogni individuo, ove necessario dovrebbe e potrebbe essere fornita del tutto gratuitamente. Invece, purtroppo, spesso si predilige il guadagno delle case editrici al diritto allo studio. Questo non va bene.

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  9. OT Scusate per i vari errori che ho disseminato nei commenti, purtroppo ho il brutto difetto di scrivere frettolosamente e senza rileggere. Ed i risultati purtroppo si vedono.. :-(

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  10. @ doxaliber
    Scusami, ma quanto si spende per prendere la patente? Eppure tutti frequentano le autoscuole senza che i telegiornali lamentino il costo spesso scandaloso dei corsi.
    Evidentemente non sono riuscita a trasmettere il concetto chiave di questo pezzo.
    Io facevo un discorso sui media che hanno interesse ad esaltare la parte di italiani che alla fine dell'anno butta i libri scolastici nella monnezza perchè il libro scolastico non è percepito come valore culturale ma come tassa da pagare. E' un altro punto di osservazione del problema, mi pare. Ed è questo il tema di discussione.
    Sul diritto allo studio siamo tutti d'accordo anche se io, mi dispiace, introdurrei più meritocrazia per premiare chi veramente vale, a prescindere (come direbbe Totò) dalla famiglia ricca che può mantenere il figlio all'Università per dieci anni (uno scandalo solo italiano).

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  11. Ciao. Guarda...sono così solidale con le tesi da te espresse, che è come se queso post l'avessi scritto io. Certo, condito da qualche bestemmia, magari, ma sottoscrivo finanche le virgole.
    Ciao
    Cloro

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  12. Alfry08:14

    Non tutti i genitori comprano zainetti e nike ai propri figli, al ristorante non ci vanno dalla notte dei tempi. Magari i vestiti e le scarpe le prendono in chiesa, usati.

    E se non hanno i soldi per acquistare i libri o il materiale scolastico, magari i figli a scuola non ce li mandano, preferendo i quattro soldi di un lavoro in nero.

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  13. cazzo, ci sono diari scolastici da 18 euri. Cartelle da 50 euri. certi zaini firmati che si arriva pure sugli 80 euri.

    e le mamme che dicono uuuuuuu poooveriiiinaa è cosi un traaaauma
    che cosi almeeeno ci va volentieeeeri.

    Vogliamo vedere quanto spendono gli italiani per i cellulari dei figli, dico, solo per le ricariche?

    e della macchinina a 18 anni, ne volgiamo parlare? e degli scooter, che costano milioni e poi spesso portano i ragazzi ad impastarsi?

    A volte penso che fanno i debiti, per far uscire il figliolo impeccabile da questa follia della pubblicità...perchè "tutti i suoi amici ennò ce l'hanno, e lui no.

    Ma i libri sono sempre qualcosa che, nelle menti forgiate da mezzo secolo di democristianeria appaiono come superflui .

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  14. ...discussione notevole sull'argomento libri scolastici (il mio animo di blogger avrebbe voluto pensarci per primo...sigh...).

    Dico subito che ho sempre letto poco, di mia volontà ho forse letto un paio di titoli, poi obbligato dalla scuola ne ho letti almeno una decina...adesso ho smesso del tutto con i volumi superiori alle 25/30 pagine (diciamo che leggo solo Focus e Il Giorno).

    Quindi sono poco aggiornato sui prezzi, ma se faccio un rapido calcolo dei prezzi in etichetta della caterva di libri scolastici che ho in cantina, mi saltano fuori diverse rate di mutuo...lire e euro non cambia, infatti il costo non è poi cambiato di tanto (brava Lame).

    Ora, il problema secondo me sta nella percentuale di libro che viene realmente usata a scuola, che si scontra contro quella che non viene nemmeno sfogliata. Per fare un esempio, in cinque anni di ragioneria ho comprato ogni anno 5/6 volumi che andavano a comporre la suite per economia aziendale.

    Dico solo che di questi 30 libri, ne avrò realmente usati il 50%, vuoi per decisione dell'insegnante, vuoi per mancanza di tempo (i programmi non si finivano mai).

    Volumi più snelli riducono sia il costo della spesa scolastica, sia il costo del fisioterapista per i figli...e questo ve lo dice uno che soffre di scogliosi dovuta al binomio "banco & cartella..."

    ...e che i professori la smettano di arrivare in classe con mazzi di fotocopie dicendo: "oggi non usiamo il libro di testo, quello che vi spiegherò non è stato incluso"...

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  15. D'accordo in massima parte con il post.
    C'è un aspetto, però, che non è stato preso in considerazione: le "speculazioni" sui testi scolastici.
    Mi spiego.
    Vi sembra normale che alcuni libri, tipo quelli di sintassi latina e greca cambino di anno in anno? Cazzo io col Tantucci di latino ci ho fatto 5 anni!! Viene da pensare che qualche professore ottenga piccoli regali dai rappresentanti delle case editrici, le quale spingono affinchè ci sia un ricambio costante dei vari volumi adottati. In questo modo si scoraggia il mercato dei libri usati e si impedisce di riusare i libri del fratello o parente o amico che ha già frequentato la stessa classe.

    Quanto all'università, sono convinto che si possa persino avere il diritto ad essere somari, ma non lo si deve avere gratis.
    Io mi sono laureato a Pisa, in quattro anni, col massimo dei voti. In questo modo i miei non hanno cacciato una lira: vitto, alloggio, e libri li avevo gratis.
    Non sono un genio ma solo uno che si è fatto il culo.

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  16. Non ci si può lamentare delle multinazionali (vedi nike) che con la pubblicità ti mantengono la baracca (vedi media)...
    Resta il fatto che il numero chiuso sia qualcosa di assurdo... Negli ultimi anni hanno aumentato le facoltà a numero chiuso ma hanno anche facilitato i programmi. Non sarebbe meglio fare un corso di laurea con i controcazzi e ammettere tutti? Se ce la fai bene, altrimenti pazienza...

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  17. @ cloro
    "Ma i libri sono sempre qualcosa che, nelle menti forgiate da mezzo secolo di democristianeria appaiono come superflui."
    Ecco, è proprio questo il concetto che volevo passasse. Grazie, Cloro.

    @ alfry
    Hai descritto una parte di società che purtroppo esiste ma alla quale non è certo rivolto il messaggio della pubblicità e della propaganda che io ho denunciato. Quelli sono degli esclusi comunque.
    L'analfabetismo di ritorno e l'ignoranza sparsa come neo-oppio dei popoli riguarda una certa classe, per esempio quella descritta da Galatea in questo mirabile post (e in questo)
    che è la fantomatica "classe operaia" di una volta.
    I poveri oggigiorno sono magari i laureati, le persone più colte che devono adattarsi a fare i panettieri perchè guadagnano di più che a praticare la professione.

    @ hinoki84
    grazie per aver radiografato una realtà che completa benissimo il mio discorso.

    @ dottortroy
    Quanto all'università, sono convinto che si possa persino avere il diritto ad essere somari, ma non lo si deve avere gratis.
    Io mi sono laureato a Pisa, in quattro anni, col massimo dei voti. In questo modo i miei non hanno cacciato una lira: vitto, alloggio, e libri li avevo gratis.
    Non sono un genio ma solo uno che si è fatto il culo.


    Tra l'altro esistono anche le borse di studio.

    @ luposordo
    il test d'ammissione, se fosse fatto con la testa invece che con i piedi, potrebbe evitare a qualcuno di perdere tempo in una facoltà che non gli è congeniale, con conseguente dispendio di denaro e risorse.
    Se noi psicologi, invece di marcire solo nei SERT, fossimo impiegati per questi scopi, creare dei veri test attitudinali che aiutassero nella scelta del percorso universitario, non sarebbe meglio? Magari somministrandoli nel corso dell'ultimo anno di superiori?
    Il numero chiuso è anche una forma di risparmio, non lo demonizzerei. Avere migliaia di iscritti quando si sa che solo pochi arriveranno in fondo non è peggio? E quanti soldi costa?

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  18. Cachorro Quente17:35

    "Alto rispetto alle medie europee e americane"

    Sì? Vabbè il mercato anglosassone che è norme (per forza che i libri in inglese costano di meno, ma neanche poi così tanto), ma ad esempio in Spagna costavano nettamente di più.

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  19. Tranne che negli ultimi mesi, ho sempre letto moltissimo, in media un romanzo a settimana, e nonostante ciò compravo libri con frequenza superiore alla mia capacità di divorare volumi..
    Sarò strana, ma ho sempre pensato e continuo a pensare che tutti i soldi che ho speso per i miei libri (da cui non mi separerei mai, neppure dopo averli letti) siano quelli spesi nel migliore dei modi. e questo vale anche per quei libri che non mi sono piaciuti...

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  20. Anonimo23:57

    Lo Stato della Menzogna

    03/09/2007

    E’ uno stato che affonda nella PURA MENZOGNA l’italia terminale.
    Nella paranoia e MALATTIA MENTALE comunista e unitarista.
    MENZOGNA SCIENTIFICA IN OGNI CANTO; sull’immigrazione. sulla criminalità, sulla democrazia. L’informazione è interamente artefatta.
    Evidentissimo, i comunisti vogliono DESTRUTTURARE le città, l’identità locale. Il sistema capitalista ritenuto congenito della società occidentale. Onde creare il “nuovo mondo” privo di ingiustizia sociale, disparità economiche e razze definite, unico sistema, secondo loro, per “combattere il razzismo”. E, non scordiamolo, per “salvare l’unità nazionale”.
    Ogni malizia, ogni espediente tautologico è escogitato per giustificare, incrementare l’immigrazione a creare la “società perfetta” sognato fa Marx e del compagnuccio Engels. Perché “gli immigrati servono”, “ i paesi civili sono multietnici”, “fuggono dalla miseria”, “fuggono dalla guerra”, “sono profughi” e “ormai sono qua”.
    A questo punto le città del Centro-Nord, lo vedete, sono in preda alla criminalità forestiera, alla prostituzione manifesta, ai lavavetri, all’accattonaggio ubiquitario e niente e nessuno riesce a fermare il degrado.
    Ogniqualvolta che un’amministrazione di qualsiasi colore politico accenna ad una reazione ecco che la stampa, sindacati e la magistratura SOTTO IL TOTALE CONTROLLO COMUNISTA aprono un fuoco di sbarramento contro ogni tentativo di tenere un minimo di decenza.
    Citiamo ad esempio il caso della prostituzione come prototipo del sistema utilizzato.
    All’inizio dissero che bisognava “colpire i clienti”, non le puttane, unico stato forse al mondo dove le prostitute non sono mai colpevoli. Poi la magistratua ha sancito che i comuni non potevano nemmeno prendere le targhe delle auto dei clienti poicheè violava la “privacy”. Di fatto lasciando impunta e incontrollato il più antico mestiere del mondo SEBBENE VIETATO dalla legge.
    Simili trame sono inventate ogni giorno per rendere inviolabili i vucunpra, lavavetri, spacciatori, occupanti abusivi case popolari e accattoni di ogni sorta.
    I telegiornali italiani sono uguali a quelli dell’ Unione Sovietica: false statistiche, previsioni del tempo, sport (in URSS tutti, da noi solo il calcio) e soprattutto abbondanti giaculatorie nel descrivere le epiche gesta del Partito (Democratico). Non uno parla più di “par condicio”, evidentemente valeva solo con il Cavaliere al governo. In questi giorni i media ci stanno saturando le meningi col PD ed il suo “leader”, Veltroni, “la meglio gioventù” della sinistra-burletta. Marginalizzato il resto dello schieramento politico. Raramente della CdL appaiono solo le macchiette come La Russa, “il lombardo”, o la Brambilla. Una che, a spanne, sembra più adatta a battere un marciapiede di alto bordo piuttosto che a esprimere una politica di altro profilo.
    Qualcuno IPOCRITAMENTE nota che un omicida sta in galera 5 anni (meno dei Serenissimi) mentre agli incendiari li vorrebbero all’ergastolo. Il motivo è che gli omicidi sono quasi tutti meridionali e immigrati, i vecchi e nuovi italiani da coccolare, mentre se i piromani fossero “leoncavallini” o Rom subito si scatenerebbe la melassa mediatica sulla “tolleranza”, l’”inutilità della pena”, l’affidamento ai servizi sociali ed il bla bla bla dei media marocchini (caso Sofri docet).
    Il problema della criminalità meridionale ed extracomunitaria al Nord l’hanno brillantemente risolto con la “legge sulla privacy” per cui i giornali non devono scrivere né la nazionalità né la provenienza geografica dei criminali quando i carmini avvengono in Padania. Bisogna che il cittadino faccia ragionamenti “indiretti” per arguire la provenienza dei delinquenti. Se menzionano nome e cognome dei criminali, vuol dire che sono del Nord (e del caso se ne occupano per mesi e anni), se fanno trapelare che sono “italianissimi” vuol significa che sono meridionali, se non danno dati ne anagrafici ne di origine o nazionalità significa che sono immigrati. Così i vecchietti rimbambiti ma ossequiosi delle direttive del Partito dentro i circoli Arci possono fieramente dibattere che “Non risulta che gli immigrati delinquono, anzi sono i più bravi perché di loro non se ne parla mai nelle cronache dei giornali”.
    Che dire della questione musulmana?
    I comunisti non credono in Dio ma in Allah invece sì!
    Bramano promulgare una legge sulla “libertà di religione” per cui COSTRINGERE gli enti locali ad accettare moschee (ma poi cimiteri, quartieri etnici, vere e propie enclave) anche contro la volontà degli abitanti. Notate la menzogna nella menzogna: l’uso della parola “libertà”. Al solito la libertà è solamente per chi DECIDONO LORO. Il cittadino onesto non ha alcuna emancipazione ma sempre acrresciuti obblighi e vessazioni perche “tutti devono pagare le tasse”, “tutti” quelli che LORO decretano meritevoli del supplizio fiscale.
    Chiarissimo il progetto di alleanza prefetti – centri sociali - imam per controllare lo stato allo scopo di sottomettere le zone riottose al tricolore della penisola usando, se necessario, la violenza immigrata in cambio di ogni regalia e beneficio.
    PER QUESTO MOTIVO lo stato italiano favorisce in ogni modo spaccio, prostituzione, lavavetri, microcriminalità; perché sono le attività preferite dai NUOVI ITALIANI!
    Le STATISTICHE sono usate per falsificare tutto, identicamente agli altri regimi comunisti. Avrete capito che per qualsivoglia statistica ai primi tre posti della classifica vi sono sempre una città (o provincia o regione) del Nord, Centro e Sud variamente assortite. Solo quando bisogna giustificare i soldi dati alla mafia ecco apparire i piagnistei corroborati dalle statistiche farlocche sulla “arretratezza del meridione” bisognoso delle amorevoli cure pecuniarie di Roma capitale.
    La DEMONIZZAZIONE e la FALSIFICAZIONE sistematica della realtà sono la sigla indelebile della MENZOGNA COMUNISTA.
    Il caso della mafia, appunto. Per i comunisti la mafia esiste solo in Sicilia e Lombardia, regioni governate dal centrodestra. Sui media nulla trapela del controllo TOTALE e VIOLENTO degli appalti pubblici e privati a Reggio Emilia e Modena da parte delle feroci famiglie cutresi. Roma veltroniana stessa è da anni sotto scacco da parte della camorra campana (clan dei Casalesi su tutti) il cui “espansionismo“ ha raggiunto l’Urbe dal sud del Lazio.
    I marxisti non amano la DEMOCRAZIA, ma non possono farlo scoprire troppo platealmente. Inscenano la FINTA contrapposizione coi sindacati aguzzini, per meglio abbindolare gli operai e fregargli i soldi. Ricorderete la SCHIFOSA sceneggiata delle trasmissioni Rai-Mediaset-La7 in onda DA ROMA a reti unificate a spiegare l’infinita bontà dei fondi pensione, riforma valida solo per i dipendenti privati, dopo avere fatto malvagiamente credere che l’avrebbero estesa anche agli “statali”. Se volte questa, l’abbiamo già scritto, è la prova INCONTROVERTIBILE che la riforma del TFR è una TRUFFA. Altrimenti, siatene certi, l’avrebbero applicata “in primis” all’impiego pubblico, “feudo” comunista.
    In italia si svolgono solo i referendum che i progressisti ammettono, gli altri sono fatti dichiarare “incostituzionali” (nota 1). Non si possono fare referendum sulle tasse, sugli immigrati, sulle moschee, sui gay. Come mai, la “democratica” sinistra fiorentina, non propone referendum consultivo a livello comunale sulla questione lavavetri?
    Il governo Prodi, l’altro, aveva eliminato il turno elettorale autunnale; l’attuale si appresta ad eliinare comunità montane, piccoli comuni e perfino le province col pretesto della “razionalizzazione”. Cercherà di trasformare ogni tipo di elezione come le “primarie” del PD , consultazione ridicolmente “bulgara” sicché si sa già risultato e vincitore a mesi dalle “primarie”. Poiché la magistratura, braccio armato dei “trinariciuti” dell’URSS e dell’italia terminale, dichiarerà ineleggibili per “razzismo” o “mafia” qualunque avversario politico del Partito “democratico”. Nessun appellativo fu più indegno per un movimento politico. Ma, anche questa l’avete capito, è una caratteristica dei “democratici”; fare credere al popolino teledipendente l’esatto OPPOSTO delle loro intenzioni.
    E incredibile pensare come a destra vi sia ancora qualche imbecille che ritiene che la “democrazia non funziona, era meglio quando c’era Lui”. Possibilmente, per certi versi, il Fascismo era più democratico di questa fasulla democrazia “bulgara” di cui siamo sempre più schiavi. La sedicente “seconda repubblica” nacque da un’operazione, chiamata “tangentopoli”, epurazione in perfetto stile stalinista, usando la magistratura per spazzare via gli avversari politici dei “democratici”. Ma non andò a buon fine, momentaneamente, poiché Bossi e Berlusconi li gabbarono con l’alleanza del ‘94.
    Adesso il PIANO COMUNISTA sta riuscendo, ma non durerà, come non durò l’URSS.
    La MALATTIA MENTALE sta dilagando (nota 2), non risparmierà alcunchè. Nemmeno una delle capitali culturali dell’Occidente come Firenze. Forse proprio per questo.
    Si attaccheranno a tutto, daranno il voto a immigrati dopo un mese di residenza, concederanno il voto perfino ai dodicenni, regaleranno diplomi e case popolari a chiunque; i fankazzisti ministeriali ci faranno diventare una repubblica islamica pur di sopravvivere nell’ozio e nei privilegi.
    Uno stato in cui invece di parlare di infrastrutture CHE SERVONO, università di punta, ricerca scientifica, si parla solo di “solidarietà” verso spiantati analfabeti provenienti dal terzo mando fatti arrivare APPOSTA per dibattere unicamente di quello.
    Nell’economia globalizzata che fine può fare uno stato del genere, secondo voi?
    Il traboccare della criminalità e dello sfascio sta intaccando l’economia tutta. I giovani precarizzati e col cervello spappolato dalle droghe, i pensionati impoveriti e terrorizzati dalla microcriminalità. I cittadini onesti oberati da sempre più esosi e bizantini adempimenti fiscali.
    Come per TUTTI i regimi comunisti il crollo sarà tragicamente finanziario poiché l’ECONOMIA ha SEMPRE il sopravvento sulla IDEOLOGIA MENZOGNERA. Dalle macerie tricolori sorgerà un altro Kossovo, un’altra Bosnia nel cuore dell’Europa. Perché gli stranieri, al collasso, edificheranno enclavi, piccole patrie, a simulacro della LORO patria lontana. Nel Sud le mafie assumeranno il potere e la Magna Grecia ritornerà a una situazione geopolitica preunitaria.
    Sempre SFIDIAMO chicchessia a dare prova che le cose non staranno così.

    di Domenico Gatti del Canna-Power Team
    Mota 1: Fu il caso del referendum leghista contro la legge Turco-Napolitano.
    Nota 2: Leggi intervista di Tornatore al Corriere. Oppure questa dichiarazione del sindaco di Padova Zanonato: "La «ricetta» di Zanonato, in sintesi? Sono per il rispetto della legalità, da sempre. Ma la repressione è sintomatica. Poi occorre aggredire le radici dei fenomeni. Ci sono due supporti: la risposta sul versante della legge e quella sociale, culturale, valoriale. C'è la repressione, ma anche l'inclusione. "

    da
    www.fottilitalia.com

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  21. Anonimo08:31

    Ma perchè mischi i libri di testocon i libri in generale? Non c'entrano nulla, il problema è su i libri di testo scolastici. Ora, ma se la cultura è un diritto di tutti allora perchè tutto il materiale scolastico (dai testi a i quaderni agli zaini) subisce ogni volta pesanti e NON GIUSTIFICATI (è questo lo scandalo non il prezzo in se) rincari??? ma tu lo sai che la vita media di un testo scolastico italiano è di 2 anni?? dopo di che la casa editrice emette una nuova edizione, ovvero impagina in modo diverso il testo e aggiunge qualche figura e qualche commento nuovo cosatringendo a ricomprarlo nuovo se si vuole essere in grado di seguire le lezioni..... ti sembra una cosa normale?!?! Prova a confrontare due libri di storia di sue edizioni diverse delle scuole superiori: la storia non cambia più e i libri hanno delle piccole ed inutili differenze marginali che costringono a comprare l'edizione nuova.... secondo te come camperebbero le case editrici se non facessero questo giochetto? se i testi avesse una vita di 10 anni e passassero di bambino in bambino senza necessita di comprarne uno nuovo?? Svegliati!

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  22. 1)Vero è che la gente per i libri non è disposta a spendere
    2)vero è che il test per l'ammissione dovrebbe essere gratuito
    3)vero è che il costo dei libri scolastici dovrebbe essere monitorato

    Pensatoio

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  23. E' vero che molte persone spendono i soldi in malo modo, ma se son soldi loro facciano pure.
    Credo anch'io che siano tanti 150 Euro per un paio di Nike, o 120 Euro per un paio di Jens, così come 80 Euro per una cena per due.

    Però è anche vero che non si può chiedere ad una famiglia di spendere 600 Euro l'anno solo di libri di testo, metà dei quali spesso e volentieri vengono utilizzati solo in parte. Perchè se poi oltre al costo dei libri ci metti la cancelleria, il mezzo di trasporto e così via va a finire che per un anno di scuola superiore (scuola dell'obbligo) ad una famiglia partono 1000 Euro. E secondo me è una cifra folle!

    Sui test di ammissione a pagamento, credo che anche in questo caso sia una forzatura. Cerchiamo di migliorare le strutture universitarie, cerchiamo di migliorare i corsi, ma facciomolo eliminando gli sprechi, non facendo pagare gli studenti anche per i test di ammissione.

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  24. @ vax
    sai, mi turba un poco pensare che un libro venga considerato una spesa inutile se ne viene usata solo una parte. Allora anche l'Enciclopedia non la leggiamo tutta. Un libro è sempre portatore di qualcosa. Anche un povero libro di testo fa cultura.

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  25. Anonimo07:58

    Lo dice la Costituzione...sì, quell'altra cartaccia che oggi si mette sotto le scrivanie che traballano.

    "L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

    I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

    La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso."

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