martedì 28 aprile 2009

Big Pharma maiala

Se, come abbiamo visto ieri, esistono epidemie che decimano popolazioni ma delle quali non si parla perchè non è conveniente per i potentati industriali, nucleari, chimici e militari, dobbiamo invece confrontarci periodicamente con epidemie, anzi pandemie, che suona ancor più sinistro, che servono al contrario a portare profitti nelle casse degli stessi potentati.

E' il caso delle epidemie ricorrenti che improvvisamente riempiono le pagine dei giornali e telegiornali. E' facile capire quando la propaganda si impossessa della notizia di cronaca. Se vi sono ambiguità e contraddittorietà nel messaggio, se si parla di vaccini, se l'inviata ci parla di rischio concreto ma, lei sola in mezzo alla folla, non indossa la mascherina e alla fine si nomina un farmaco miracoloso che potrebbe risolvere il problema, mostrandoci immagini di repertorio di una linea di produzione di capsule colorate dello stesso, possiamo essere quasi certi che si tratti di Big Pharma che batte cassa. I metodi sono terroristici ma milioni di dollari di profitti valgono bene un po' di ansia in più nella popolazione, così oltretutto si vende dell'altro Tavor.

Riguardo all'ultima epidemia di influenza suina, il messaggio dice che potrebbe diventare pandemia ma la situazione è sotto controllo, è una nuova combinazione di virus aviari, suini ed umani, quindi potenzialmente micidiale come il famigerato virus della "Spagnola", non c'è ancora il vaccino e probabilmente è troppo tardi per fabbricarlo, però abbiamo scorte imponenti di farmaci antivirali, ovvero gli inibitori della neuraminidasi. Conservano ancora il pudore di non chiamare l'antivirale con il suo nome, Tamiflu, ma è un cache-sex da Carnevale di Rio, esiguo. Presto cadrà anche quello.
La cosa incredibile è che non parlano di come è nato il focolaio di infezione, dello stato spaventoso in cui versano certi allevamenti messicani di suini, le cui carni finiscono negli insaccati dei gringos. Ciò che interessa è globalizzare la notizia, per globalizzare il profitto.

Ogni volta che si parla di influenza e relativa pandemia ricompare lo spettro della "Spagnola", la più terribile del secolo scorso, che causò un minimo di 20 milioni di morti. Per nostra fortuna, pandemie di quel genere, provocate da una concatenazione di eventi straordinari, sono molto rare. Lo spettro di un evento traumatico che potrebbe ripetersi è però un fenomenale piede di porco propagandistico, in grado di scatenare ataviche paure risalenti ai secoli della Morte Nera, la Peste.

Per stimare il rischio concreto pandemico e distinguerlo dalla propaganda di Big Pharma è utile leggere i dati epidemiologici. Leggevo oggi un articolo della Stampa con la casistica delle ultime terribili malattie che, secondo i media, avrebbero dovuto dipingere scenari postapocalittici per l'umanità: encefalite spongiforme bovina ("mucca pazza") 139 casi nel mondo, SARS 890, influenza aviaria 369 casi. Tutte definite, a suo tempo, pandemie.
Se pensiamo ai miliardi di esseri umani abitanti il pianeta Terra si tratta di cifre risibili, con tutto il rispetto per chi ci ha lasciato le penne, compresi i milioni di volatili sacrificati nel 2005 in occasione dell'ultimo spauracchio dell'aviaria.
I dati epidemiologici vanno sempre riportati all'entità della popolazione generale. In questi giorni stiamo parlando di poche decine di casi in città di decine di milioni di abitanti: Città del Messico e New York.

La combinazione di virus provenienti da vari animali di cui parla il terrorismo psicologico dei media, riesumando il mito della Chimera, offusca il fatto che normalmente certi tipi di virus come quelli influenzali di tipo A passano da un ospite appartenente ad una specie ad un'altra; in questo caso, dai volatili ai suini e poi all'uomo.
Il virus influenzale di tipo B è invece esclusivamente umano.
A volte un virus passa da una specie all'altra per colpa dell'intervento dell'uomo, con conseguenze che possono essere imprevedibili. Nei primi anni di produzione dei vaccini antipolio, alcune partite furono contaminate da virus animali SV-40 provenienti dai reni di scimmia nei quali venivano coltivati i ceppi vaccinali. Successivamente compare l'HIV che sembra una variante umana di quello stesso virus animale. In questi casi si può parlare di possibile ibridazione.

I virus sono tra le peggiori bestiacce che vivono sulla Terra. Sono parassiti che sfruttano il materiale genetico delle cellule ospiti per replicarsi, dopodiché la cellula parassitata muore. Di solito, i virus più adatti alla sopravvivenza sono quelli che non uccidono l'intero organismo ospite, come fa il devastante Ebola, ma quelli che lo risparmiano. Infatti, un virus troppo letale in breve tempo, assieme all'ospite, eliminerebbe anche se stesso. Il virus probabilmente più bastardo e tenace è quello che provoca il banalissimo raffreddore.

L'unico modo per combattere i virus è possedere la chiave d'accesso alla loro struttura, cosa che il nostro sistema immunitario è in grado di fare ogni volta che contraiamo una malattia. Il motivo per cui da piccoli, almeno una volta era così, ci facevamo tutta la sfilza di malattie virali: rosolia, morbillo, varicella ecc. era per programmare il sistema immunitario con gli anticorpi verso quelle malattie. Una volta contratte, infatti, non ci ammalavamo più.

Naturalmente ciò vale anche per l'influenza. Se almeno una volta nella vita ci siamo ammalati di quella vera, come la Hong Kong del 1968, potremmo notare che da allora non l'abbiamo più contratta.
I nostri ultranovantenni sono tutti sopravvissuti alla "Spagnola" e anche coloro che contrassero l'Asiatica del 1957 sembrano immuni ad ulteriori contagi.
Per questo, vaccinare i vecchi, ovverosia persone che hanno già un'immunità verso i virus influenzali più importanti dell'ultimo secolo ha poco senso. Per lo meno ha poco senso dal punto di vista immunitario.
La risposta di Big Pharma è pronta: ma questi sono virus mutanti. Sbagliato, tutti i virus mutano. Lo fanno per adattarsi al nuovo ospite e per sopravvivere alla selezione naturale.
L'immunità naturale è potente. Se il ceppo principale è antigeneticamente noto, anche i sottotipi e le varianti vengono riconosciute. Magari ci viene una febbricola e soffriamo per qualche ora o giorno ma non ci ammaliamo in maniera grave.

I vaccini, tanto amati da Big Pharma da proporli per qualsiasi cosa, dall'influenza al piede d'atleta, sono un tentativo di riprodurre l'immunità naturale artificialmente. Siccome ricorrono a virus attenuati od uccisi, l'effetto immunitario a volte è imperfetto e per questo occorrono i "richiami". Se vacciniamo una bambina contro la rosolia è probabile che a vent'anni, quando è pronta per fare un figlio, non sia più coperta dall'immunità vaccinale. Se invece la stessa bambina contrae la rosolia per via naturale sarà immune per sempre.
I vaccini, oltre ad essere potenzialmente contaminati da agenti inquinanti chimici o biologici, presentano spesso neurotossicità. E' tristemente famoso il caso dell'epidemia iatrogena (provocata da interventi sanitari) di Sindrome di Guillain-Barré, a seguito della vaccinazione di massa contro un'epidemia di influenza suina nel 1976.

C'è da dire un'altra cosa. L'incidenza di molte malattie epidemiche è in calo naturale da decenni. Se contiamo le principali pandemie influenzali del Novecento vediamo che sono comparse nel 1918, 1957 e 1968. Sono passati quarant'anni dall'ultima.
Eppure tutti gli anni partono campagne di vaccinazione di massa, rivolte a bambini e anziani, che invitano a vaccinarsi contro l'influenza che "quest'anno sarà particolarmente virulenta". Non è così, per fortuna. Secondo i dati ufficiali del Ministero della Sanità (quando ancora ne avevamo uno), durante la seconda settimana del 2006, vi fu un'incidenza totale pari a 1,52 casi ogni 1000 assistiti dai medici sentinella, ossia quelli incaricati di raccogliere i dati epidemiologici.
L'influenza vera sembra non esistere più ma i vaccini antinfluenzali continuano ad essere prodotti e ogni tanto, per terrorizzare un po' la gente, si pigia il pedale del gas su notizie di epidemie lontane che potrebbero arrivare da noi.
Oppure si gioca la carta del farmaco antivirale miracoloso.

Gli antivirali sono pochi perchè i virus sono bastardi e non è facile averne ragione, se non ci chiamiamo Sistema Immunitario. L'Aciclovir contro i virus erpetici è utile per limitare il danno ed abbreviare il decorso della malattia. L'AZT, zidovudina, serve nella terapia dell'AIDS ma presenta effetti collaterali pesanti.

L'ultimo divo è l'Oseltamivir fosfato, TAMIFLU, le cui capsule bianco-gialle, così vaticane, vengono propagandate subdolamente al TG1 in questi giorni di influenza maiala.
L'effetto miracoloso di questo farmaco si limita al fatto di abbreviare la durata della malattia. Invece di cinque giorni, ne stai a letto quattro. Ogni altro effetto curativo sull'influenza non è minimamente dimostrato. E' dimostrato invece che il Tamiflu, oggi distribuito da Roche, fu messo a punto dalla Gilead, il cui Presidente nel 1997 era Donald Rumsfeld. Oplà!

Una confezione di Tamiflu in Italia costa 36,80 euro ed è in classe C, ossia a totale carico del paziente.
In caso di allarme pandemia, abbiamo già sentito dire che gli stati sarebbero costretti a rifornirsi di enormi scorte di questo "miracoloso" antivirale, già gabellato in precedenza come panacea contro l'aviaria e risultato assolutamente inutile anche in quel caso.
Le ultime notizie sono che le azioni dei produttori di Tamiflu sono schizzate alle stelle e quindi anche i profitti di chi detiene tali azioni.

A volte ritornano. Le influenze, le oche, gli aerei che sorvolano minacciosamente New York, i maiali, Donald Rumsfeld.

Update. Grazie al nostro agente a Napoli che l'ha scovato, ecco il comunicato del 9 marzo scorso con il quale la francese Sanofi-Aventis annuncia l'investimento di 100 milioni di dollari per uno stabilimento di produzione di vaccini contro l'influenza... in Messico. Gli uomini giusti al posto giusto. Che culo!

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lunedì 27 aprile 2009

Danni nucleari di ventesima generazione

Chernobyl, 26 - 4 - 1986
Vittime di cancro alla tiroide da radiazioni ionizzanti.

L'OMS non ha mai voluto rendere pubblico uno studio sugli effetti dell'incidente di Chernobyl sul genoma umano, secondo il quale i danni genetici provocati dall'anomala irradiazione del 1986, coinvolgeranno le prossime venti generazioni umane. Lo studio esiste ma la popolazione mondiale non ha il diritto di conoscerne il contenuto.

L'OMS, per quanto riguarda gli studi sui danni da radiazioni sulla popolazione mondiale, dipende dall'AIEA, ovvero dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. In pratica, chi promuove e si suppone abbia interessi economici nel settore nucleare o difenda gli interessi di altri, dovrebbe finanziare ricerche sui danni provocati alla salute dell'Uomo e dell'ambiente dai prodotti della stessa industria nucleare.
Ovviamente non lo fa e se lo fa, minimizza, parlando di "livelli accettabili di rischio".
Attorno alle centrali nucleari crescono i tumori e le malformazioni, ma un'opportuna cortina di silenzio mediatico impedisce che l'opinione pubblica possa preoccuparsene. Così i politici che hanno appena firmato contratti milionari con i boss dell'industria nucleare, possono parlare senza pudore di centrali prive di rischio, di impianti di terza generazione e mezza, di "ritorno al nucleare" perché il nucleare è sicuro e la barretta d'uranio la potete dare da ciucciare anche ai vostri figli.
Le radiazioni non si sentono e non si vedono se non quando i loro effetti si manifestano facendo nascere pecore senza occhi e bimbi senza braccia.

Non parliamo del nucleare militare dei danni da nanoparticelle. Sappiamo tutti che le autorità negano decisamente l'esistenza di una Sindrome da Uranio Impoverito, nonostante l'evidenza clinica e l'incidenza oltre la norma di malattie come le leucemie nei reduci dai teatri di guerra dove si utilizzano le armi ad Uranio Impoverito.
Vicino al poligono militare di Salto di Quirra in Sardegna, luogo di sperimentazione di nuove armi, nel paese di Escalaplano, comune di 2500 abitanti, con una natalità annua di circa 20 nuovi nati, nel 1988 ben 6 bambini, il 30%, presentavano malformazioni che normalmente hanno un'incidenza bassissima sulla popolazione generale.
Difficile pensare ad un caso, quando oltretutto, sempre nello stesso territorio, il 30% della popolazione adulta è affetta da forme di leucemia ed altre neoplasie , dieci volte più della norma.
Ufficialmente però, non esiste alcun problema Salto di Quirra. Per chi vuole informarsi, qui c'è un'interessante inchiesta (prima, seconda , terza parte).

Esistono epidemie conclamate, ad eziologia praticamente nota, che però vengono minimizzate o addirittura negate per coprire gli interessi ad esse legati.
Altre epidemie o pandemie, più o meno immaginarie, vengono invece utilizzate per terrorizzare la gente e spingerla a comportamenti sanitari motivati dagli stessi interessi.
E' il caso di Big Pharma e delle periodiche campagne terroristiche mediatiche messe in atto ogniqualvolta si devono vendere vaccini e svuotare i magazzini di farmaci inutili ma costosissimi.
Di questo, agganciandomi all'attualità dell'influenza suina, parlerò domani.

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sabato 25 aprile 2009

Lancillotto al G8

Il sottosegretario Bertolaso era triste. Distratto dalle macerie dell'Abruzzo squassato dal terremoto non poteva seguire più come prima i lavori di preparazione del gran circo del GiOtto in tournée alla Maddalena.
Perchè tra i compiti della Protezione Civile, che stranamente qualcuno insiste nel voler considerare un organismo esclusivamente al servizio dei cittadini che si trovino in condizioni di emergenza, c'è anche questo: accogliere i padroni della terra nel salotto buono, cercando di nascondere la polvere sotto il tappeto, di rimuovere i soprammobili di cattivo gusto, far sparire i giornaletti porno e coprire le macchie lasciate da equivoci bagordi sul divano. Ecco, se vi accontentate, potete accomodarvi.

Bertolaso era così impegnato a far fare bella figura al Governo di Ghepensimì, predisponendo tutto da brava massaia, ed ecco che arriva quello stronzo del terremoto e mica in Sardegna ma in Abruzzo, da tutt'altra parte. Un casino: sessantamila sfollati, castelli di sabbia distrutti, per non parlare delle vittime, delle quali però, appassiti ormai i fiori al cimitero, non si parla più.

Bertolaso era triste perchè il GiOtto era ormai alle porte e non si poteva far brutta figura con i padroni del mondo. Così, con appena lo sforzo di un paio di sinapsi in azione, il Ghepensimì tascabile ha trovato la soluzione. Se Bertolaso non va al G8, il G8 va a Bertolaso. Portiamo il G8 all'Aquila.

Abbiamo capito bene? Come spostare le olimpiadi a New Orleans dopo Katrina e i Mondiali di calcio sulle spiagge spazzate dallo tsunami. Sembra proprio quella SHOCK ECONOMY teorizzata da Naomi Klein, cioè l'economia che sfrutta le catastrofi naturali per scopi di predazione e sfruttamento dei territori colpiti.

All'inizio mi sono meravigliata dell'adesione delle altre nazioni del G8 a questa minchiata ma se la leggiamo appunto in chiave di Shock Economy la minchiata acquista senso. Inutile dire che l'opposizione, tranne i soliti incontentabili, ha detto che per lei non ci sono problemi. Ho il dubbio che non abbiano capito bene di cosa si tratti. Ma sull'opposizione ci torno tra un attimo.

Se fossimo governati da persone che hanno a cuore le nostre sorti, costoro avrebbero detto: "Ma che G8 e G8, c'è la crisi, cosa andiamo a fare gli stronzi sulle navi a strafogarci di caviale e a cianciare tra di noi, cosa che potremmo benissimo fare in videoconferenza da casa nostra con quattro euro di connessione Internet". Rinunciamo e i soldi che si sarebbero spesi dateli alle popolazioni terremotate. Anzi, già che ci siamo, avrebbero detto USA, Francia, Germania e le altre nazioni partecipanti, mettendo mano al portafogli, vogliamo dare un contributo anche noi.
No, invece non rinunciano a pavoneggiarsi, a portarsi dietro le delegazioni, i giornalisti da trifola, le escort a 500 euro per notte, nel Gran Circo del Basso Impero che ogni anno ci costa come dieci case reali inglesi.

C'è un altro elemento disgustoso dello spostamento del G8 all'Aquila. La scusa accampata dal Ghepensimì che per i No Global raggiungere i monti abruzzesi sarebbe stato più difficile e comunque non avrebbero osato andare a distruggere luoghi già distrutti e colpire persone già colpite. Già, non come loro che si fanno scudo delle popolazioni terremotate per impedire di essere legittimamente contestati nelle loro porcate. Gli scudi umani organizzati in tendopoli ci mancavano.
Che coda di paglia, hanno il mondo in tasca ma hanno paura di quattro ragazzotti che li contestano.

Piuttosto, come l'hanno presa i sardi, freschi sposini del Ghepensimì e già abbandonati sulla soglia del nido d'amore con il pancione? Malissimo. Ne hanno intervistati alcuni della Maddalena, su SkyTG24, mica sul TG1, che raccontavano di alberghi che si ritroveranno vuoti in luglio e di promesse che non verranno mantenute.

C'è un'altra ipotesi sullo spostamento del G8 e vale la pena di riportare stralci di un interessante articolo pubblicato sul giornale online Inviatospeciale:
"A luglio del 2008 anno erano partiti sull’isola sarda i lavori per la costruzione dell’albergo, del media center e del centro congressi. L’autorevole agenzia britannica ‘Reuters’, il 14 luglio aveva rilanciato: “Non è certo che sia possibile completare i lavori necessari all’isola della Maddalena per ospitare il prossimo G8 nel luglio del 2009. Il governo valuterà quindi possibili soluzioni alternative, di “emergenza”, che al momento non sono ancora state individuate. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa al termine dei lavori del G8 giapponese. “Ci prepariamo ad una soluzione di emergenza se non saranno pronti i lavori necessari alla Maddalena in tempo”, ha detto Berlusconi nel corso della sua introduzione alla conferenza stampa”.
Dell'organizzazione dell'evento, come è noto, si occupava la Protezione Civile, non senza difficoltà:
"Gli ospiti previsti dovrebbero essere circa quattromila, tra capi di stato e di governo, oltre alle delegazioni. Dovevano essere sistemati su una nave gigantesca, la MSC Fantasia, lunga 333 metri, ormeggiata nel porto di Olbia, al molo ‘Cocciani’ e negli alberghi in costruzione. Tra di loro, però, non ci sarebbe stato il presidente Obama, che è sottoposto a rigidissimi controlli di sicurezza, ed al momento non era stata trovata una soluzione al problema".
Ed ancora:
"All’esercito di personale politico e diplomatico, infine, andavano aggiunti almeno 4500 giornalisti. Per loro Bertolaso aveva pubblicato un primo bando nel 2008 col quale si cercavano navi per poterli ospitare, ma non vi erano state risposte, così il Commissario straordinario (multiplo) ha ripetuto il tentativo anche quest’anno con scadenza 7 aprile scorso."
Per non parlare delle forze dell'ordine, insomma un totale di più di 25 mila persone da alloggiare.
Ora, pare che la causa delle difficoltà organizzative fossero come al solito i soldi. Il 3 aprile, tre giorni prima del terremoto in Abruzzo, il deputato Calvisi del PD aveva presentato un'interrogazione ai ministri Scajola e Tremonti. Come scrive inviatospeciale:
"Calvisi avava scritto: “Fino ad ora come opposizione, abbiamo denunciato con una serie di atti parlamentari, prima il rischio e poi l’avvenuta sottrazione da parte del Governo delle risorse ( 522 milioni di euro ) che il Governo Prodi e la Giunta Soru avevano messo a disposizione per le cosidette opere collaterali al G8″.
Gli interventi riguardano la strada Olbia Sassari, l’allungamento della pista dell’aeroporto di Olbia, lo svincolo di Rio Padrongianus, lo spostamento della stazione ferroviaria di Olbia, la realizzazione del molo di levante a Porto Torres.
Il parlamentare aveva aggiunto di “non aver ancora ricevuto smentite sullo scippo delle risorse” e aggiunto che “oggi ci sono a rischio anche i finanziamenti considerati sempre sicuri, (233 milioni di euro) per i lavori dell’isola di La Maddalena”.

Il motivo? “A 60 giorni dall’ipotizzato completamento lavori per il G8 quei soldi non sono stati trasferiti alla struttura di missione. Un’ordinanza del presidente del Consiglio del 18 febbraio 2009 dispone che debba essere il ministro dello Sviluppo economico a trasferirli sulla contabilità speciale della struttura di missione. Questo trasferimento non è ancora stato disposto”.

Per Calvisi la situazione era paradossale perchè “si ha la disponbilità contabile delle risorse ma non di cassa”. Il risultato? “I soldi non possono essere spesi, con il risultato che le imprese non sono state pagate. Fino ad ora ha provveduto la Protezione civile con anticipazioni di cassa, ma le cifre sono appena sufficienti ad alleviare i disagi. A fronte del 60 per cento dei lavori eseguiti le imprese hanno ricevuto pagamenti non superiori al 25″.

Il parlamentare aveva concluso: “Gli effetti di questa situazione sono quindi devastanti sia sulle imprese appaltatrici, sia sui subappaltatori e sia sui fornitori. E’ evidente che il perdurare di questo stato di confusione e di incertezze porterà al blocco dei lavori”.
Da questi dati emerge un quadro desolante e nessuna ipotesi di ‘risparmio’. Infatti, i lavori in corso dovranno essere completati in ogni caso e quelli già eseguiti hanno avuto un costo che non è stato ancora totalmente coperto."
Una curiosità: il governo annuncia lo spostamento del G8 dalla Sardegna all'Abruzzo e il PD ora non ha più nulla da dire, anzi approva? Mah.
Se lo chiedono gli amici di inviatospeciale e me lo chiedo anch'io. Come riuscirà la grande macchina organizzatrice di Bertolaso a fare ciò che non è stato fatto alla Maddalena, con in più l'handicap del terremoto?

Giusto per puntualizzare la differenza tra promesse, sparate da campagna elettorale, affermazioni da diva in passerella e concretezza dei problemi da risolvere.


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venerdì 24 aprile 2009

Una giornata particolarmente antifascista

Probabilmente è vero che esiste una certa stucchevole retorica della Resistenza. Sicuramente è vero che i partigiani non sono stati sempre personcine ammodo. Lo dimostra il fatto che tra i partigiani bianchi dell'epoca si ritrovano futuri golpisti e personaggi collusi con i più oscuri misteri d'Italia.

Possiamo discutere se con il 25 aprile fummo veramente liberati, oltre che dal fascismo, dai fascisti, vista la quantità che ancora ne circola a distanza di più di sessant'anni e visto il potere che molti di essi continuarono ad avere nel dopoguerra, arruolati come furono nella Grande Guerra al Comunismo. Comunismo che, per i delicati stomaci atlantici, poteva essere rappresentato anche solo da una pallida socialdemocrazia al burro.

Detto tutto ciò, una cosa però è certa. Domani è la ricorrenza della liberazione dell'Italia dal FASCISMO. Non è e non potrà mai essere contemporaneamente la festa di chi ha liberato e di chi è stato sconfitto. Non è un calderone in cui tutto viene mescolato, le coscienze ripulite, le verginità ricostruite e la partita finisce pari e patta.

Non può diventare in alcun modo la festa dei militanti di Salò e, prima ancora, dei bastonatori somministratori di olio di ricino. Chi è stato fascista, seppure sul seggiolone, domani per favore taccia. Porti pazienza, si distragga, si guardi un dvd, vada in palestra ma non tiri fuori i ragazzi che credevano in un ideale.

Domani è la festa della Liberazione da una dittatura. La Festa del ritorno alla Libertà di associazione, pensiero ed espressione, della conquista per le donne del diritto di voto e dei lavoratori di essere difesi sindacalmente. Se tutto sommato abbiamo ancora la parvenza di un paese europeo e democratico lo dobbiamo a quella data, che piaccia o meno ai governanti che domani, ob torto collo dovranno riconoscerlo pubblicamente.

Il 25 aprile è una giornata antifascista. Non è assolutamente e non potrà mai essere altro che quello.


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giovedì 23 aprile 2009

Vota la topa

Una volta la frase del titolo, vergata in fretta e furia con la bomboletta, la si sarebbe potuta facilmente trovare accanto ai manifesti elettorali o ai seggi. "Vota la topa", come dire: invece di pensare a cose serie come la politica, distriamoci con il triangolino che ci esalta. La topa invece della politica, come separazione netta ed inequivocabile tra le due. Se pensi alla topa non puoi pensare alla politica, si diceva.

Pensate quindi quando arrivò Cicciolina, eletta parlamentare per il Partito Radicale e fu, non ci crederete, uno scandalo. Nonostante si fosse presentata in foggia quasi virginale al debutto a Montecitorio e fosse portatrice di idee molto avanzate in campo di regolamentazione della prostituzione, la gran pornotopa fu oggetto di vibrata riprovazione da parte dei soliti moralisti. Eppure le pornostar sono le persone più sincere che esistano, perchè non fingono mai, al massimo un orgasmo al quindicesimo coito anale, e ci mettono sempre del proprio, rischiando perfino la pelle.
Di nuovo, quando Moana, la grande Moana, si candidò sindaco di Roma, tutti giù a ridere, e a farsi venire il raschino in gola, compreso l'Andrea Ronchi, allora giornalista della RAI e tenutario di tribune politiche, turbatissimo del fatto che la Signora delle Tope mescolasse ancora una volta la politica e il sesso in maniera impropria.

Siamo ora nel nuovo pietoso millennio e il partito in PVC del presidente del consiglio, schiera alle eRezioni europee uno stuolo di tope corazzate da aviotrasportare a Strasburgo. Requisito fondamentale delle candidate il non saper fare un cazzo: né ballare, né cantare né tanto meno recitare ma essere tutte piazzate nel mondo dello spettacolo.
Tutte rigorosamente raccomandate, dicono i maligni, revisionate e bollinate con il collaudo personale di qualche pezzo da novanta, forse il duce in persona, sprezzante del pericolo rappresentato dall'età.
Alla faccia di Moana e Cicciolina, la topa in politica ormai è imprescindibile e se la politica è spettacolo, il cerchio si chiude.

Ovviamente le tope sono arrivate lì perchè sono laureate in Scienza delle Costruzioni, Fisica delle Particelle (di Sodio) e suonano il clavicembalo e l'ottavino, come recitano inevitabilmente i loro pomposi curricula.
E' curiosa questa mania di mostrare la laurea tenendola aperta con le ditine e il diploma ben depilato e dilatato. Quanto sarebbe più sincero parlare di settime naturali, predilezione del secondo canale (non quello RAI) e rivendicare doti da gole profonde certificate da apposito attestato, come le care pornostar di una volta.

Cicciolina e Moana erano delle rivoluzionarie, a loro modo, ma non funzionarono in politica perchè erano sincere ed oneste e lo prendevano veramente.
Le Bondi-girls, le deputate per caso, forse funzioneranno benissimo perchè non fanno sul serio, simulano, soprattutto la preparazione politica. E probabilmente, nel momento della verità, usano una controfigura, una body double.


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mercoledì 22 aprile 2009

Israele non è un paese razzista

Non lo è, non lo dovete né pensare né dire, nemmeno se Haaretz, lo scorso 11 marzo, intitolava un suo editoriale proprio "Uno stato ebraico razzista", commentando la legge approvata dalla Knesset che discrimina pesantemente i cittadini israeliani non ebrei nell'ambito dell'assegnazione delle terre demaniali.
Un principio, quello della discriminazione tra cittadini israeliani ebrei e non, che è stato diverse volte respinto dalle più alte autorità giuridiche israeliane ma che viene sempre riproposto a livello politico non appena la maggioranza di governo è abbastanza di destra per farlo.
Una questione ripresentata regolarmente quasi fosse un principio fondante del sionismo e non qualcosa di bizzarro come i vari Meetic israeliani che ti chiedono di dimostrare di essere ebreo per poter rimorchiare un po' di Jewish love. Ma se io amo il Jewish love ma non sono Jewish posso rimorchiare lo stesso su Jewish Love? No, e allora lo vedete che siete razzisti ed io non vi amo più? Non ci ami? Razzisti noi?! Allora sei antisemita.

Quindi Haaretz può fare le pulci al suo paese e ravvisare un comportamento razzista nei suoi politicanti e noi no.
Figuriamoci se può farlo un Ahmadinejad raffigurato con tratti scimmieschi dai vari liberaliperisraele. Il novello Hitler, il male assoluto che quando parla di eccesso di violenza messa in atto a Gaza ed accusa lo stato ebraico di essere assai poco Human Friendly, si avvicina pericolosamente alla verità.

E' una forma sottile di sadismo. Comportiamoci da stronzi ma obblighiamo il mondo intero ad adorarci. E chi non ci adora è uno scimmione inferiore puzzolente e malvagio.

Israele non è un paese razzista, quindi. Almeno prepotente, possiamo dirlo?

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martedì 21 aprile 2009

Prossima casa il Colosseo?

Con la conclusione del reality concentrazionario più amato dagli itagliani e la smobilitazione della casa chiusa del Grande Fratello, se dobbiamo attribuire a ciò che accade in televisione una valenza culturale ed educativa, nonché un'espressione dello Zeitgeist, dobbiamo registrare un'altra conquista del regime.

Cosa volete che sia far giungere i treni in orario, questi sono riusciti a far stare sotto lo stesso tetto un panettiere bergamasco e un napoletano; tre uomini e un paio di tette parlanti a vanvera senza che la portatrice di tette venisse strangolata e soprattutto sono riusciti a tenere chiuso in casa un rom per 99 giorni. Quest'ultima era la sfida più difficile, dimostrare cioè che il nomadismo dei nomadi non esiste ed è un vizio facilmente estirpabile e giustamente è stata consacrata con la vittoria del rom montenegrino.
Questi si che sono zingari che ci piacciono, come quelli che segnano alla Ibrahimovic.

Si, è vero che c'è voluto il classico vecchio trucco dell'incentivo in denaro, che le cavie lo hanno fatto per la prospettiva di vincere appena 300 mila euro, cifra che farebbe salivare chiunque, ma l'esperimento alla Zimbardo è pienamente riuscito.
Questo è il tipo di sperimentazione scientifica che è rimasto possibile fare in Italia. Ripetere vecchi catenacci arrugginiti di psicologia sociale per dimostrare alla plebe stravaccata sul divano che degli individui chiusi nella stessa gabbia dopo un pò o trombano o sclerano o entrambe le cose.

Nel mondo animale, l'affollamento delle gabbie provoca prima o poi lo scannamento reciproco degli esemplari rinchiusi ma finora, per i reality show, ci si è per fortuna limitati allo sbudellamento verbale.
Pare che la gente si diverta a vedere pianti e cazziatoni, perfino vere sofferenze in diretta dei porcellini e porcellone d'India. In fondo è il vecchio sogno di rendere trasparenti le mura di casa per assistere ai fattacci privati dei vicini di casa. Vista la bramosia di sangue ed efferratezze che fa schizzare in alto gli ascolti delle trasmissioni che grufolano nei più atroci delitti di cronaca nera, non mi meraviglierei che il prossimo Grande Fratello non fosse altro che una riedizione dei giochi dei gladiatori. Con il televoto al posto del pollice verso. Potrebbero chiamarlo il Grande Colosseo.

Quando realizzò il suo film più discusso, Pasolini disse:
"So di aver fatto un'opera volutamente inguardabile. Il giorno in cui il pubblico potrà vedere "Salò'" senza provare un brivido di disgusto, vorrà dire che il senso di dignità dell'uomo si è spento del tutto".
Ci siamo quasi?

A proposito di Salò. Per la serie "Ci ho un rigurgito fascista", Ignazio Benito Maria dice che i partigiani rossi non possono essere chiamati liberatori. Non agitatevi, sono solo prove microfono in previsione dei festeggiamenti del 25 aprile dove, prevedo, sarà molto di moda andarci in nero.


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domenica 19 aprile 2009

La croce di Lorena


Se quando ero piccola mi avessero preso sulle ginocchia per darmi la pappa e detto: "Lo vedi quel signore lì alla tivù, il Mago Silvan? Un giorno diventerà un pericoloso sovversivo e un emblema della Resistenza", penso che avrei tirato in faccia al malcapitato una cucchiaiata di stelline con il formaggino a mo' di fionda. Ai bambini non piace essere presi in giro.

Eppure, quella che una volta si chiamava la realtà romanzesca ha colpito ancora.
Il Mago Silvan, uno dei muri portanti della televisione italiana, di età sconosciuta, probabilmente mummificato già all'età di vent'anni e conservatosi quindi meglio dell'uomo di Similaun, (visto che io ho quasi mezzo secolo e lui faceva già i prestigi quando andavo ancora in triciclo), è il protagonista dell'ennesimo episodio di censura, in questo caso preventiva antifurto e antincendio, responsabilità civile verso terzi, accaduto nella trasmissione soporifera di mezzo pomeriggio "Domenica In(guardabile)".

Come si vede nel filmato, Aldo Savoldello è intento ad compiere il solito prestigio settimanale come da contratto e sguaina una bacchetta magica all'uopo.
Osservate l'espressione di Lorena Bianchetti (che d'ora in poi sarà Gianchetti in omaggio alle mie origini genovesi).
All'inizio osserva il fazzoletto con un'espressione rilassata e sorridente ma appena Silvan nomina, associandolo alla sparizione di un anello sotto il fazzoletto, il nome dello statista joker (oddìomamma), affermando che farà dono a costui della stessa bacchetta magica, si suppone per risolvere i tanti problemi di questo paese, Lorena Sbianchetta. La vediamo osservare schifata lo stesso fazzoletto come fosse un kleenex che qualcuno ha appena usato dopo essere venuto.

Silvan non solo insiste con la bacchetta e si fa decisamente inquietante quando invita i bambini a "strofinarla bene nella tasca se no non si alza" (Gianchetti è ormai in Defcon 2) ma se ne esce con una delle più geniali espressioni della comicità classica: la supercazzola. Che cos'è altrimenti quel "ecco, ecco, guarda la bacchetta che si alza da sola" e, si potrebbe aggiungere, stuzzica e prematura?

Involontario o meno, si è trattato di un momento di satira politica geniale, da far impallidire il miglior Luttazzi coprofilo ma ovviamente oggi si parla, più che dell'inedito Silvan satirico, della reazione avuta dalla conducatrice cara alle Curie, la Lorena Gianchetti, scattata come un salvavita nel momento in cui è stato nominato Berlusconi e prodottasi, finita la supercazzola magica, in una accorata arringa a difesa delle "istituzioni" che così tanto stanno facendo per i terremotati ed i bisognosi. Una vera Giovanna d'Arcore in difesa dell'Impegno Concreto, con tanto di mani giunte e sudorazione profusa.

Si ignora se Silvan sia stato in seguito tradotto in qualche prigione segreta della CIA e torturato con la visione di ore ed ore di numeri del Mago Binarelli, ma intanto la Lorena la sua croce al merito se l'è proprio meritata. Una excusatio in piena regola e proprio non petita.

Pare intanto che la bacchetta, terrorizzata di dover cadere in mano al mago Silvion, si rifiuti da allora di alzarsi, per quanto la si strofini, fuori o dentro i pantaloni. Come si conviene in questi casi, siete invitati a non ridere di lei.

Anche Gramellini, sull'argomento, non è male.

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sabato 18 aprile 2009

Il tè a casa del cappellaio matto

Ricordate la fiaba lisergica di "Alice nel paese delle meraviglie", quando tra funghi magici, biscotti dopati, narghilè caricati oltre la dose minima consentita e profumo di ganja ed assenzio in ogni pagina, la bambina si ritrova per un tè con il Cappellaio Matto, la Lepre Marzolina e il Ghiro? E' una situazione curiosa perchè, pur essendo solo in quattro, siedono ad una lunghissima tavola imbandita per molti. Quando hanno finito una tazza si spostano di una sedia e ricominciano il rito, con una tazza pulita. Questa versione allucinogena della cerimonia del tè avrà fine solo quando tutte le tazze saranno sporche.

Non so perchè ma questa immagine mi è tornata in mente dai ricordi infantili pensando al girotondo delle nomine RAI e a quelle conseguenti dei vari direttori di giornali, posizionati con cura affinchè Sua Maestà Silvio IV non si ritrovi danneggiato da una stampa interamente in mano ai comunisti.
Il descamisado Gianni Riotta che si alza dalla poltrona del TG1 (temo che lo rimpiangeremo quando torneranno i panini di Mimun), e va a sedersi davanti alla tazza del Sole 24 Ore. Mimun che, avendo completato il giro, ritorna al TG1 dopo aver sporcato la tazza del TG5. De Bortoli che, dopo essersi vista togliere la sedia da sotto il culo al Corriere della Sera, ci torna non si sa se da figliol prodigo o no.

La vera follia, in questo caso, più di quella della scenetta del tè, è quella di un'opposizione che, dopo aver difeso in ogni modo il conflitto di interessi del Cappellaio ed aver partecipato da sempre alla spartizione non solo delle poltrone e delle tazze ma dei cucchiaini, dei piattini e delle fettine di limone, decide oggi che è uno scandalo che il cappellaio decida i posti a tavola in casa sua.

Berlusconi ormai non ha più ritegno nell'occupare tutti gli spazi possibili della comunicazione, lo sappiamo, non finge più da tempo di essere democratico. E' in pieno delirio da Kim Il Sung, come dice Paolo Guzzanti.
Ma l'opposizione potrebbe solo provare a vergognarsi, se le riesce, perchè è totalmente responsabile di un'informazione che sarà in mano interamente alle piccole forzitaliane ed ai balilla con la voce bianca, ai volonterosi ArLecchini servitori del padrone ed ai vari difensori del potere assoluto.
Pare che Belpietro se lo terranno al TG5, forse lasceranno stare l'enclave La7 e il gran cuore a pagamento di Murdoch ci concederà la visione di "Shooting Silvio" su Sky (anzi no, lo hanno già tolto). Così lo statista che va in giro con la maschera di gomma di sè stesso potrà piangere che ha tutti i media contro.

Per non dimenticare l'opposizione che abbiamo: l'emaciato Fassino promette che farà la legge sul conflitto di interessi a Piero Ricca che lo contesta e l'on. Violante ricorda il giuramento a Silvio di non toccargli le televisioni. "L'ira del PD". Ma andate a nascondervi.



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giovedì 16 aprile 2009

Berluskassa

La frase l'ho ascoltata distrattamente da un'autoradio, oggi pomeriggio, e diceva più o meno così: "Non potevamo accorpare le elezioni e il referendum, perchè la Lega avrebbe fatto cadere il governo".
Ah, ecco, la priorità del nostro paese è che il governo del premier terremotato non cada.

Stiamo parlando di un governo che passava per il più solido della storia ma che, essendosi evidentemente autoapplicato gli alleggerimenti antisismici del Piano Casa (original Fitto version), abbiamo il sospetto si ritrovi con le fondamenta impastate con la sabbia di mare. E che, per giunta, un colpo d'anca di Calderoli potrebbe far sbriciolare come un Loacker.
Risparmiare soldi del gran varietà elettorale il quale ormai va in scena quasi sempre a sala semivuota? No, la Lega minacciava di far cadere il terremotato e il Circo rischiava di dover smobilitare il barraccone con i nani, gli acrobati della democrazia, gli avvocati, le soubrettine, i freaks dalla voce bianca.

Il governo del cannibale della democrazia Berluskassa, lo sappiano gli italiani che l'hanno votato e che soprattutto dovranno ringraziare il Dio Po perchè pagheranno pegno di tasca propria, è una grande opera costata, in appena un battito d'ali di farfalla, 400 milioni, euro più, euro meno.

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mercoledì 15 aprile 2009

Purghe berlusconiane

Non esiste, semplicemente non esiste che si censuri una trasmissione televisiva di informazione solo perchè ha parlato di interessi mafiosi negli appalti delle costruzioni e si prenda ipocritamente a pretesto una vignetta per farlo.

Non esiste che il servizio pubblico radiotelevisivo di un paese che non sia la Corea del Nord o la Russia dei figli di Putin sia totalmente prono ai voleri di un governo, oltretutto guidato da qualcuno che lavora nel ramo "mezzi di informazione" e che li controlla quasi interamente nel settore privato.

Non esiste che, per eliminare il dissenso ad un governo mediocre retto solo da qualche tonnellata di fuffa, da una fenomenale propaganda mediatica e la complicità di un'opposizione all'80% infame e connivente, la dirigenza del servizio pubblico radiotelevisivo venga nominata dal governo, mettendo persone loro ai vertici della dirigenza che, alla bisogna, possano parlare di "riequilibri".

Strano, quando vanno in onda i servizietti filogovernativi dai raccordi anulari delle trasmissioni di intrattenimento o dai vespasiani notturni nessuno dei direttori generali si sente in dovere di riequilibrare alcunchè. Nemmeno se si parla addirittura di miracoli fatti dai nani in bilocazione.
Questo ruolo di Activia viventi, di lactobacilli vulgaris, i volonterosi esecutori materiali degli ordini del governo se lo riservano solo per le trasmissioni che, guarda caso, raccontano dei fatti, delle cose spiacevoli da ricordare, come l'esistenza della criminalità organizzata, della mafia e del Sistema e le infiltrazioni di questi nel tessuto sano del paese. A quel punto invitano a riequilibrare.
Come se ad un congresso di oncologia qualcuno si lamentasse del fatto che non viene ascoltato il punto di vista del tumore.

E' la naturale regolarità del regime del "tutto va ben madama la marchesa", dove ogni cosa spiacevole che sfugge al controllo dell'ottimismo di patata del duce deve essere riequilibrata da un salutare cerchiobottismo e dalla famosa par condicio. Una cosa che, nel giornalismo, non esiste in nessuna parte del mondo, tranne nei paesi ricordati prima e forse nel Kazakistan di Borat.

Non esiste tutto questo ma purtroppo esiste. Accade in questo paese. Si sospende Vauro dalla TV quando i bimbi d'Italia dovrebbero studiare a scuola il Vernacoliere.

Cara Tiziana Ferrario, tu che ti ribellasti e fosti così coraggiosa da affermare che in Afghanistan non era vero che le donne erano state liberate dal burka nella gloriosa invasione occidentale del 2001, non ti sei un po' vergognata stasera di leggere l'ukase della dirigenza della RAI che censurava "Annozero", trasmissione del tuo collega Santoro perchè non abbastanza asservita al capocomico d'Italia?
No, io davvero preferirei farmi venire il gomito da seghista che farmi portavoce di certe bassezze di regime.


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lunedì 13 aprile 2009

Indecenza

“Il giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda.”
Horacio Verbitsky

Che cosa identifica in Italia oggi il concetto di indecenza?
Dopo aver visionato il seguente filmato, indecente potrebbe essere un clown (non quello con il naso rosso) che, durante uno spettacolino davanti alle telecamere, ordina ad una signora che ha perso la casa nel terremoto dell'Aquila di "curarsi di più", di andare dal parrucchiere (mettete tutto sul mio conto) e dice ai suoi giannizzeri di pagare un paio di tailleur neri alla medesima signora perchè deve essere un "figurino" (come avrebbe detto, un secolo fa, la dannunziana scrittrice Liala, parlando dell'incontro dell'eroina con il suo aviatore).
Indecente potrebbe essere il ruolo dell'altro clown, stavolta quello con il naso rosso, che invece di allietare i bimbi malati, come auspicato da Evita l'altro giorno, si presta a fare la spalla al capocomico d'Italia.

Indecente invece, secondo il TG2 delle 13:00, per bocca della intera dirigenza RAI ovvero Garimberti e Masi, di Capezzone, Gasparri, Cicchitto e per ultimo anche di un mesto rappresentante del PD, che più che un partito di sinistra ormai è l'abbreviazione di una nota bestemmia, indecente, dicevo, è stata la puntata di Annozero "Resurrezione" di Santoro. Vediamo perchè.

La risposta più facile, per i bambini piccoli, è: per le vignette di Vauro. Io, personalmente, fossi stata in lui, l'altra sera avrei mostrato solo quella pubblicata sul Manifesto, "Pietà 2009" in assoluto silenzio, e basta. Invece, come sempre, Vauro ha voluto fare il comico che non fa ridere (perchè le vignette devono poter parlare da sole e non si devono leggere ad alta voce) e si è sentito il solito stridore di unghie sullo specchio, con il direttore del Giornaletto a cui non pareva vero di poter fare la faccia scandalizzata e mormorare indignazione. Apro una parentesi: Indro, per fortuna che non ci puoi più vedere.

La risposta meno facile, per i bambini più grandicelli, è che l'indignazione è stata provocata dagli attacchi alla Protezione Civile.
In realtà per tutta la puntata si è detto solo che non c'era uno stato di preallarme, come avrebbe dovuto esserci viste le centinaia di scosse registrate in zona fino a quel momento, che i segni inequivocabili che poteva succedere qualcosa di grosso, come il crollo della Casa dello Studente, sono stati ignorati. Insomma, che la Protezione Civile poteva prepararsi prima, se non altro per scaramanzia. Non stiamo parlando di un nono della scala Richter capitato per caso, all'improvviso, in una zona a bassa attività sismica. Stiamo parlando dell'ultima di centinaia di scosse premonitorici di un disastro. Frega un cappero che Bertolaso sia tanto bravo. Non spetterebbe alla Protezione Civile in questi casi dove la natura fa di tutto per farci capire le sue intenzioni, cercare di muoversi preventivamente per non farsi cogliere impreparata? Già, siamo il paese delle Tine Merlin e deil Vajont.

Nessuno ha criticato i volontari, gli angeli che si sono prodigati come pochi di noi avrebbero le palle di fare veramente. Chi lo afferma è solo maestro nell'arte di rivoltare propagandisticamente a frittata, e in questo i seguaci dell'uomo (di)strutto sono imbattibili.
Si è solo detto che la gioiosa macchina da emergenza della Protezione Civile ha avuto qualche pecca, ma di qui ad inserire nel Codice Penale il reato di leso Bertolaso, ce ne corre.
Fateci caso, come per l'episodio della Lucia Dannunziana, aspettano solo un piccolo appiglio al quale aggrapparsi con tutte le loro forze. "Siete antisemiti!", "State attaccando la Protezione Civile!" "Insultate i volontari!".
Non è vero niente, ma se hai sei telegiornali e una mappata di giornali che il giorno dopo riportano la bufala, il gioco è fatto.

La terza risposta, la più difficile, solo per i dottorandi alla Normale di Pisa, è: si sono indignati per i fatti riportati in trasmissione, per le informazioni date, per le notizie. Notizie e fatti ai quali non sono più abituati.
Travaglio ha raccontato qualche fatterello di appalti, di interessi delle mafie nelle grandi opere edilizie, di imbrogli, gente intercettata che al telefono discute di percentuali di sabbia nel calcestruzzo e che dice: "Ma si, facciamolo al 15% che si risparmia".

Claudio Fava ha fatto presente che, tra i compiti della Protezione Civile, vi è anche la gestione dei GRANDI EVENTI, come il prossimo G8 e addirittura i mondiali di ciclismo. Non sarà che questo sant'uomo di Bertolaso ha troppe cose da pensare? E non sarà che i fondi e le risorse, invece che essere dislocati preventivamente in zone in piena attitvità sismica, vengono dirottati alla Maddalena per mettere su il salotto buono per gli squali del NWO?

Luigi De Magistris si è chiesto, nella sua ingenuità: perchè non accantonare il progetto del Ponte sullo Stretto e destinare i fondi già preventivati alla ricostruzione dell'Aquila e magari messa in sicurezza delle scuole pericolanti d'Italia? Non sa, il giudice, che nel nostro Paese si conserva la terza tavola della Legge, dove sta scritto: "Non nominare Impregilo invano" e "Non avrai altra opera pubblica che il Ponte sullo Stretto".

Perfino il prode Boschi, dopo aver esordito con la supercazzola del terremoto che non si può prematurare ha convenuto, alla fine, che in altre regioni la Protezione Civile funziona meglio e ha fatto l'esempio dell'Emilia Romagna (famme dà na toccatina) dove pare siano già tutti pronti con le tende, i pasti caldi, i cani e le ruspe, in caso di calamità.
Quindi è un problema di organizzazione locale? Può darsi ma se il sindaco Cialente afferma che la Protezione Civile non faceva che ripetergli: "Sta tutto apposto, non vi preoccupate", qualcuno dovrà indagare sull'eventuale sottovalutazione del problema a livello di coordinazione nazionale e qui, dispiace per i suoi fans, c'entra eventualmente Bertolaso.

Ecco i fatti scandalosi che hanno tanto indignato le demi-vierges del centrodestra ed i loro giornalisti da riporto. Fatti, appunto, non pugnette propagandistiche da saltimbanchi e domatori.
Se si considera Santoro indecente perchè fa informazione allora non avete mai visto una puntata di "60 minutes", un editoriale di Keith Olbermann o perfino un monologo di Jay Leno, (che vanno in onda tutti regolarmente senza contraddittorio) in quella televisione americana che tanto piace a Garimberti e che lui dice di guardare.

Ma non parliamo di giornalismo americano, che mi viene da piangere. In Italia, nel campo informazione siamo alle solite scene di ordinaria pornografia. Tanto per non far capire da che parte sta, il servizio pubblico televisivo "che userebbe i nostri soldi per fare propaganda indecente", ritiene una notizia il fatto che l'uomo designato dal governo a dirigere la RAI omaggi pubblicamente un altro uomo designato al suo compito dal governo.
Ecco il lancio del TG1 del 10 aprile, edizione postprandiale.

Ai funerali solenni ha partecipato anche Il Direttore Generale della Rai Mauro Masi*.
"La Protezione Civile ha svolto e sta svolgendo in Abruzzo un lavoro straordinario ed encomiabile" - ha detto Masi - da Segretario Generale della Presidenza del Consiglio ho lavorato a lungo a fianco di Guido Bertolaso* e so bene quanto l'opera sua e dei suoi uomini sia sempre stata svolta con efficienza, competenza e professionalita' riconosciute e invidiate nel mondo."

Dopo questo soixante-neuf, la prossima mossa dell'informazione governativa sarà fare tutto da sola e farsi asportare all'uopo le ultime due costole.

Good night and good luck.


* Autore, tra l'altro, dell'articolo: "La pirateria, peccato veniale? No, un crimine " sul Sole 24 ore 8 febbraio 2007
* stralci dalle intercettazioni dell'inchiesta sui rifiuti in Campania.

Aggiornamento. Per la serie "lo stiamo perdendo", ecco un ragionamento su giornalismo, inchiesta e informazione di Sergio Zavoli:
"So che Michele Santoro al dibattito vero e proprio, con la sua preminente ritualità - preferisce la forma dell'inchiesta costruita sui servizi degli inviati e le testimonianze raccolte sui set (??) qua e là allestiti. Con questa modalità è più facile venir meno al principio della completezza, una carenza non sempre emendabile dallo studio. Cruciale, in ogni caso, è dar voce a istanze diverse, specie in un contesto che lasci spazio a critiche anche gravi, rivelatesi poi fondate, ma che abbia visto il Paese chinato su una tragedia in un sollecito, diffuso e responsabile atteggiamento di solidarietà".

Immaginate Woodward e Bernstein che, prima di pubblicare l'inchiesta sul Watergate, sul Washington Post, si fanno correggere le bozze dal portavoce di Nixon.


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sabato 11 aprile 2009

Kilombrigatisti

Comunicazione di servizio - Basta. Da lunedì, quei dieci-dodici che mi leggono su Kilombo non vi troveranno più i miei post. Sono fuori dall'aggregatore che fu delle sinistre e che ora è in mano a pochi che giocano a Second Revolution con la playstation.

E' da tanto tempo che Kilombo mette a dura prova la resistenza degli zebedei, credo non solo miei ma di molti che lo fequentano, con le innumerevoli ed estenuanti lotte intestine, le rivalità, i litigi, i continui test del DNA per vedere chi è veramente un compagno e chi no, le censure, le smanie, gli svenimenti, gli insulti e le continue elezioni che ormai hanno rotto il cazzo.

Da mesi ormai avevo rinunciato a capire chi stesse in porta nei Ghibellini e chi facesse il terzino fluidificante nei Guelfi. Ho visto censurare bloggers e dare eccessiva importanza ad uno come Pieroni, che andava solo preso per quello che è, un teoblogger. Stesso dicasi per Spartacus Quirinus che, per paura di sembrare ancora comunista è solo caduto un pò troppo dalle parti della socialdemocrazia (come si sarebbe detto una volta).
Io che sono di sinistra per caso e per vendetta ma senza l'ossessione del DNA e, se mi girano, la sinistra la mando pure affanculo, devo però esprimere il disagio estremo per quella specie di falso comunicato delle BR che ha sancito la cacciata di Spartacus e Pieroni.

Nei giorni scorsi, infatti, si accorgono che un aggregatore di blog non può essere un "collettivo", che una "redazione" non può essere formata da gente che manco si è mai vista in faccia reciprocamente e il padrone del pallone, tale Jaco, fa colui che lo requisisce e se lo porta via e caccia i due blogger piddini, rei di gestire il "collettivo" con eccessivo puzzo di incenso e veltronismo di maniera, Pieroni e Spartacus, appunto.

Peccato che ciò sia esattamente il contrario di ciò che ci si aspetterebbe da un aggregatore "delle sinistre", ovvero di aspetti diversi dell'essere non di destra. Ma tant'è, le sinistre non sanno stare assieme e anche stavolta ne abbiamo avuto conferma.

Non è però accettabile, e qui c'è la goccia che almeno personalmente ha fatto traboccare il vaso, che, per ristabilire il primato della sinistra comunista, si assumino i toni del peggiore brigatismo, pubblicando un volantino come questo e nemmeno per scherzo.
Inaccettabile lo è sicuramente per chi, come me, ricorda quegli anni e quelle tragedie con la consapevolezza che il terrorismo rosso era pesantemente infiltrato dai peggiori settori della reazione e che forse non a caso se la prese con un operaio come Guido Rossa e con il più moderato e filopalestinese dei premier italiani, Aldo Moro.
Quindi attenzione a dare degli infiltrati e dei fascisti agli altri. Con addosso i baffoni di Moretti fa un po' ridere. Gli infiltrati nella blogosfera di sinistra ci sono, chi dice di no, sono lì apposta e riescono sempre a distruggere ciò che toccano. Però quasi sempre non sono coloro che pensiamo.
Di solito sono coloro che riescono a farci litigare prima con Tizio, poi con Caio e alla fine ci hanno fatto litigare con tutti.
Tutto per colpa della cazzata del "collettivo". Un aggregatore è fatto per aggregarci i post. Punto.
Regola fondamentale: libertà di espressione e senso di responsabilità. Non serve una redazione, serve un webmaster che cancelli i post doppi. Nel collettivo litigarello tra le varie anime de li mortacci della sinistra, l'infiltrato ci sguazza. Ma questo non lo capiranno mai, i kompagni.

Quel volantino quindi, sarò una vecchia fissata, mi ha turbato profondamente. E se Kilombo rappresenta l'ignoranza colpevole di chi gioca con i falsi comunicati, non mi rappresenta affatto.

Un altro motivo per il quale non posso più stare in Kilombo è l'atmosfera di pesante linciaggio che ultimamente ha preso di mira, con comportamenti veramente miserandi, Tisbe.
Che due blogger litighino dopo essere stati amici può starci, che si discuta di minimi e massimi sistemi va bene, che ci si prenda a borsettate è ok, ma l'insinuazione che si possa fingere una gravissima malattia per mero protagonismo, come ho letto in alcuni commenti, mi pare solo il frutto di scemenza conclamata, aggravata e continuata.

Sicuramente il fatto che io non scriva più su Kilombo non potrà fregare a nessuno, visto poi che in Kilombo ognuno tende a brillare di luce propria e ci si riesce ad ignorare per anni pure abitando nello stesso condominio, però ci tenevo a farlo sapere a chi segue a puntate le mi(ni)serie di quell' aggregatore appassionandocisi più di Beautiful.

venerdì 10 aprile 2009

Cemento disarmato

"Non credo che ci siano state delle situazioni tali da far presumere responsabilità nelle costruzioni degli edifici". Silvio Berlusconi, l'Aquila, 9 aprile 2009.

290 sono le vittime ufficiali. C'è chi sospetta vi siano altre persone sepolte sotto le macerie. Quelle che, magari straniere e clandestine o affittuarie in nero, nessuno va a cercare.

La tentazione di limitare il commento di questa giornata all'immagine qui sopra era forte. Però non si possono tacere alcune cose, in margine alla tragedia del terremoto e a questa giornata di lutto nazionale, e sono proprio le cose che dovranno farci discutere e lottare nei prossimi mesi, quando il ricordo di questi terribili giorni andrà affievolendosi e questa generosa e fatalista gente d'Abruzzo rischierà di essere dimenticata.

Ho dovuto spegnere il televisore, stasera. Ho troppa dimestichezza con la morte ed il lutto quotidiani per sopportare la vista di quelle centinaia di bare allineate, di quelle bianche dei bimbi appoggiate sopra quelle dei genitori. Davvero, chi conosce veramente il volto della morte sa che non si può reggere un lutto moltiplicato per 290 senza sentirsene sopraffare. Chi finge di poterlo fare, finge, appunto. Davvero, ammiro chi riesce a reggere per più di cinque minuti lo strazio di una madre che ha perso un figlio guardando il tutto in televisione come fosse il più macabro dei reality.
Non ci sono stati risparmiati i commenti degli inevitabili cannibali necrofili deamicisiani e astuti giornalisti, quelli stessi che il giorno dopo il terremoto, sullo sfondo delle macerie ancora calde giuravano che quelli sotto "erano sicuramente già tutti morti e non c'era più speranza di ritrovarli in vita", nonostante in ogni catastrofe del genere vi sia sempre chi viene salvato dopo giorni e giorni.

I funerali non andrebbero mai spettacolarizzati e qui si è rischiato il gran varietà necrofilo, con la parata dei soliti politici in prima fila e le varie bocche di rosa poco lontano; un Papa che brillava per la sua assenza nonostante si sia compiaciuto di offrirci padre Georg in sostituzione, e un capo del governo nella parte dell'uomo distrutto.
Uomo distrutto e in lacrime che anche oggi ha fatto tante promesse e giuramenti, addirittura sulle bare, pur se nel farlo pesare nell'immancabile conferenza stampa, ha comprendibilmente avuto un attimo di timor di Dio.
Ha promesso addirittura di mettere a disposizione dei terremotati le proprie case, quelle sue di lui. Ne ha così tante da ospitare tutti o estrarrà a sorte i fortunati nominativi di alcuni eletti, e tutti gli altri fuori? Scusate l'ironia fuori posto ma davvero si può credere a sparate del genere quando poi, di fronte ai palazzi in cosiddetto cemento sbriciolatisi come crackers ci si affretta a dire, come direbbe un palazzinaro qualsiasi, che "non credo vi siano responsabilità dei costruttori", vedi citazione iniziale?

Vogliamo parlare del meccanismo perverso degli appalti al ribasso, delle conclamate infiltrazioni del Sistema (mafia e camorra) negli appalti e dell'immenso problema della corruzione che permette alle ditte appaltatrici disoneste di risparmiare un 15% sui costi del cemento, facendolo con sabbia di mare? Un 15 % che, sui grandi numeri di un mega-appalto, può significare milioni di euro?
Volete sapere perchè l'ospedale dell'Aquila è inagibile? Un ingegnere ne spiega i motivi qui e qui.
A proposito, Impregilo avrà solo dato una mano di bianco agli infissi ed attaccato i fili della luce, però, se abbiamo pensato male è solo per colpa della vaghezza dei termini usati sul suo sito. La frase "realizzato ospedali a l'Aquila" non trae in inganno, obiettivamente? Realizzare fa pensare ad un percorso dal progetto su carta al nastro tagliato dell'inaugurazione. In ogni caso, se metti giù dei fili dentro dei muri di pasta frolla qualcuno dovrebbe accorgersene lo stesso che la struttura non è a norma.

La magistratura indaga, giustamente, e speriamo individui ed eventualmente punisca i responsabili dei crolli colposi. Un'idea sicuramente popolare per un governo sarebbe quella di cogliere questa tristissima occasione per lanciare una campagna di controlli severi sul rispetto delle norme antisismiche a livello nazionale. Magari finanziando progetti come questo. Sempre che l'uomo distrutto voglia colpire veramente qualche palazzinaro troppo amante dei litorali sabbiosi. Perchè non ci dà modo di ricrederci sul suo conto?

Per nostra parte, nei prossimi mesi bisognerà vigilare sulla messa in concreto delle tante, troppe promesse fatte in questi giorni: ricostruzioni a tempo di record, new towns, giardini per tutti con tanto di nanetti. Basterebbe che chi vive ora nel gioioso camping di concentramento berlusconiano, possa presto riavere una casa vera e non le villette prefabbricate di legno, tanto belline ma soltanto come rimesse per gli attrezzi.

Questa sera però, a parte tutto, voglio rivolgere un pensiero affettuoso ad Anna, ovvero MissKappa, blogger aquilana che ci sta raccontando il suo dopo terremoto con parole come queste:
"Eccomi, amici. E' la vostra campeggiatrice che vi parla. Carina come esperienza, ti fa tornare giovane. Divertente vivere fra le macerie. Da' quel tocco di originalità. E poi ogni tanto, spesso, si balla. Senza muovere le gambe. Non fai neanche fatica. E la colonna sonora sono le urla ed i pianti degli altri campeggiatori. Le facce attonite e terrificate di alcuni sono l'inusuale coreografia.E poi non hai neanche l'incubo di pensare che, finito il campeggio, dovrai tornare alla routine casalinga. Niente letti da rifare, lavatrici da avviare, piatti da lavare. Nessun pensiero. Abbiamo eliminato il problema alla radice. Radice compresa. Ovviamente l'ottimismo nasce dalla consapevolezza che la vacanza in campeggio sarà molto lunga. Lunghissima. Vacanza di anni. E vi sembra poco non avere più un lavoro? Finalmente liberi. Potremo dormire fino a mattina inoltrata. E il pomeriggio si potranno fare passeggiate fra i campi. Campi di sfollati, naturalmente..."
Il resto sul suo blog, che invito tutti a visitare, per farle sentire che ci siamo.

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mercoledì 8 aprile 2009

Pronto, Silvio?

L'amico Davide, il Cornacchione ufficiale di questo blog, in un commento al post precedente, mi rimprovera di fare inutili polemiche antigovernative quando "mai come questa volta la macchina dei soccorsi ha funzionato così bene".
Ecco cosa succede a guardare troppa televisione, a fidarsi dei TG a veline unificate e dei discorsi che si fanno nel Vespasiano in seconda serata.

Guarda, Davide, sono disposta stasera a dirti che Silvio non ha colpa se, intervistato dalla tedesca RTL ha paragonato la vita in tendopoli ad un camping e per questo ci sbeffeggiano anche in Brasile. Si, non fraintendetelo, lui si riferiva solo a questo fine settimana e poi ha detto che per i terremotati vi saranno ben altre sistemazioni: gli alberghi.
Vedi Cornacchio', quest'uomo è il contrario dei terremoti, è prevedibilissimo. Sai esattamente a che ora e a che minuto secondo sparerà la prossima cazzata, senza nemmeno bisogno che emetta radon con gli isotopi di bismuto-214.

Non è colpa sua. Dopo decenni di schiumatura del peggiore populismo itagliano, lui è ciò che rimane sul fondo del barile. E' il prodotto finale della bollitura del buonismo iperglicemico di Portobello, dei fagioli della Carrà, delle lacrime dei fratelli d'America ritrovati, dei centrini dei carcerati, delle Telethon, della retorica del volemose bene, dell'itagliano brava gente e, in quest'ultima versione padana, del milanés dal coeur en man.
Cos'ha detto lui nell'intervista, e non è un caso che la valkiria microfonata non abbia afferrato, che i terremotati sono "circondati dall'amore dei volontari, hanno maccheroni al sugo e la coperta di pile, poi andranno al mare in albergo", cosa potrebbero desiderare di più?
L'unica cosa che differenzia Silviobello da Raffaella è che non è un'icona gay ma forse, applicandosi, potrebbe un giorno eguagliare la mitica di Bellaria.

Quando io "faccio inutili polemiche", me la prendo solo marginalmente con Berlusconi. E' questa mentalità emergenziale itagliana che non è in grado di prevenire i disastri ma è solo capace di sfoderare i volontari e lo sforzo di generosità tramite l'SMS da un euro, che mi fa violentemente incazzare.

Non è vero che solo questa volta la macchina dei soccorsi ha funzionato bene. Noi funzioniamo sempre bene nelle emergenze, è la nostra specialità, nessuno al mondo ci batte. Sono la quotidianità e la normalità che siamo incapaci di gestire.
Non so quanti anni hai ma io ne avevo sei quando venne l'alluvione a Firenze e ciò che ricordo meglio, come tutti del resto, sono gli angeli studenti che ravanano nel fango per salvare i codici miniati e le tele del Pinturicchio. Abbiamo volontari meravigliosi che ogni volta danno il massimo per salvare gli altri, nessuno lo nega.

Però, e qui siamo al nocciolo della questione, se mettiamo in moto la parte razionale del cervello, dovremmo sapere che in un paese ad alto rischio sismico come il nostro, il terremoto E' SEMPRE PREVEDIBILE. Nel senso che non si può vivere come se non dovesse mai venire.
Prevedere i terremoti significa fare prevenzione, come nei paesi civili, due a caso: Stati Uniti e Giappone.
Lo Stato di un paese ad alto rischio sismico impiega la protezione civile non solo in situazioni d'emergenza ma per fare esercitazioni periodiche ed educazione della popolazione alla reazione all'evento sismico.
Torno noiosamente sull'autobiografico ma serve per spiegare meglio. Durante lo sciame sismico a Faenza del 2000 nessuno ci disse, ed ebbero un mese di tempo per farlo, cosa avremmo dovuto fare in caso di ulteriori scosse e, Dio non voglia, in caso di disastro. Non fu affisso uno straccio di manifesto in piazza, non girò per le strade un auto che desse informazioni utili, non si organizzarono punti di raccolta, niente. I giornali e telegiornali ci ignorarono. Per fortuna non successe nulla, lo ripeto, ma non è così che si gestisce un evento come il terremoto, con un parente che a Milano non sa che ti svegli ogni notte con il letto che trema dato che nessuna gazzetta mediatica l'ha informato.

Uno Stato serio, prevede il terremoto occupandosi della messa a norma di edifici pubblici e di applicare incentivi e detassazioni per quella destinata ad edifici privati; controlla l'applicazione delle norme antisismiche nelle nuove costruzioni, concentra risorse d'emergenza in punti strategici dai quali raggiungere i luoghi maggiormente a rischio, studia e sviluppa i più moderni sistemi di previsione, che siano le radiazioni o i lombrichi. Se non possiamo fare nulla per impedire il terremoto tanto vale studiarle tutte. Non è questione di indovinare quando e a che ora, queste sono cazzate, si tratta di non farsi cogliere impreparati.

Affermare che i terremoti non sono prevedibili rappresenta l’alibi delle istituzioni per la loro impreparazione e per il menefreghismo riguardo la prevenzione e riduzione del danno. Se costoro affermano, e i loro servi “scienziati” che vanno in TV e fanno si si con la testolina, che “i terremoti non si possono prevedere”, come si fa ad accusarli poi di impreparazione, quando tira veramente il terremoto? Mica potevano essere indovini.

Se avessero ascoltato Giuliani, invece che i Geppetti delle università, avrebbero semplicemente concentrato mezzi di soccorso e materiali in Abruzzo, in modo da averli subito pronti. Come scusa avevano anche le più di 200 scosse registrate in zona fin da ottobre. Chi parla di evacuazioni dice stronzate. Nessuno pensa di evacuare Los Angeles in caso di BigOne, però la popolazione di L.A. sa come ci si deve comportare in caso di terremoto. Altrettanto in Giappone. Ogni scolaro delle elementari ha il suo elmetto sotto il banco da indossare in caso di sisma. Da noi si vive alla giornata ma quando c'è l'emergenza, dio quanto siamo buoni, generosi, altruisti, volontari e meravigliosi.

Mi dà un fastidio enorme la retorica dell'eroismo dei volontari, dello slancio di generosità delle raccolte di fondi (occhio a dove andranno a finire i soldi, nel solito posto), i servizi sui bambini con la musica stracciabudella in sottofondo, i clown di Evita Carfagna, la mistica dei cani, della solidarietà, della beneficenza, come se chi perde la casa in un terremoto fosse sempre obbligatoriamente un poveraccio che ha bisogno dell'elemosina. Mi sta sulle balle la discesa del Deus Ex-Elicottero che va a benedire gli sfollati ( nei TG viene raccontata con toni da battaglia del grano ma nel filmato tedesco si sente un'anziana mandarlo cordialmente affanculo).

Mi dà fastidio perchè nessun giornalista pensa, ad esempio, di andare a chiedere alla Impregilo come mai quell'ospedale costruito da loro a L'Aquila è venuto giù come un castello di carte. Giusto per curiosità. Se permettete, visto che si occuperanno di ponti a minchiata unica sullo Stretto io tanticchia mi preoccupo, preventivamente.

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martedì 7 aprile 2009

Pagliaccioterapia

Le mie preghiere non sono state ascoltate. Non c'è niente da fare, è più forte di lui. La sindrome di Maria Antonietta assieme ad una superficialità da sciuretta che fa shopping in Montenapo, noto effetto collaterale da eccesso di zeri in banca, ed al proverbiale "ottimismo di patata", hanno sempre effetti devastanti su di lui:
Il premier Silvio Berlusconi ha visitato nel pomeriggio di martedì la tendopoli di San Demetrio, un piccolo centro vicino L’Aquila dove sono presenti diverse centinaia di sfollati a causa del sisma. Il Cavaliere ha più volte rivolto un invito alla popolazione: «Noi stiamo facendo l’inventario delle case, voi intanto prendetevi un periodo, è quasi Pasqua ed è la bella stagione, andate sulla costa, al mare: paghiamo tutto noi». «Una volta che lo Stato è vicino - ha esortato Berlusconi - fate così, andate al mare, sarete serviti e riveriti fidatevi: avete l’assistenza di tutti gli italiani». Berlusconi ha dunque insistito a non restare nelle tende, ma a spostarsi «sulla costa, è a un’ora di autobus, facciamo tutto noi». A dei bambini che lo salutavano, Berlusconi ha detto: «Fate i bravi, voi, dite alle mamme di portarvi al mare che ci sono degli alberghi che vi aspettano». Poi, rivolgendosi a una signora sulla quale erano visibili i segni di una lunga permanenza al sole, il Cavaliere ha detto: «Mi raccomando, mettete la crema solare».
Prima di pensar male, che questa uscita facesse parte della clownterapia di cui parlava Evita Carfagna in visita anche lei alla tendopoli ed in piena foga da baby kissing?

Sono cattiva, lo so, ma voi mettetevi nei panni di chi ha perso tutto: persone care, la casa, tutti i suoi averi, i ricordi, le proprie cose, è ancora terrorizzato, affamato ed infreddolito e si sente suggerire 'ste minchiate, come la proposta Schifani ai senatori di devolvere ben 1000 euro dalla loro diaria mensile a favore dei bambini (agli adulti, come sempre, niente).
Cazzo, gliene restano almeno altri 12.000 in saccoccia! Se po ffà. Oppure il nano che fa l'orgoglione con Obama e dice "No grazie, facciamo da soli, caso mai rifateci le chiese."
L'unica cosa adatta da diffondere con gli altoparlanti in questi casi, per placare gli animi, sarebbe il Corso Avanzato di Bestemmie.


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