venerdì 9 gennaio 2015

Come si fa a non essere Charlie?


Di fronte ad un fatto come quello accaduto ieri a Parigi, il primo assalto terroristico di questo genere ad un giornale che io ricordi, è veramente difficile mantenere la lucidità necessaria per interpretarne il significato, tra lo stato di shock inevitabile e le varie gradazioni emotive tra rabbia, indignazione e paura che rischiano di farcela perdere del tutto. E' tuttavia paradossalmente proprio in quei primissimi momenti che, riuscendo a chiedersi semplicemente quale effetto è stato ottenuto, chi stiamo odiando di conseguenza e pensando a come ci sentiremo domani, si può sperare di non farci coinvolgere nel gioco del terrorismo e capirne le motivazioni e gli scopi.

I fatti. 

Un commando di tre terroristi fa irruzione nella sede del giornale satirico "Charlie Hebdo" mentre è in corso una riunione di redazione e apre il fuoco uccidendo almeno 12 persone e ferendone altre. Poi, durante la fuga, gli assassini uccidono a sangue freddo un altro poliziotto. 
A queste prime scarne informazioni si aggiunge presto, da parte dei media, una vera e propria trama affabulatoria dai contorni sospetti e che ricorda assai qualcosa di familiare.

Il frame. 

Innanzitutto ci viene detto che i terroristi erano islamici; lo si deduce dal fatto che abbiano gridato "Allah è grande!" durante l'assalto e abbiano dichiarato di voler vendicare l'onore del Profeta, irriso a sentir loro in alcune vignette pubblicate proprio su quel giornale.
Tutto ciò è credibile ma ciò che segue lo sarà sempre di meno. 
Non sono trascorse che poche ore dall'attentato e, nonostante i suoi autori abbiano agito a volto coperto, già emergono i nomi degli indiziati, ma bisognerebbe dire colpevoli, vista la sicurezza con la quale vengono additati all'opinione pubblica come tali. Addirittura, un sito israeliano, JSS, su imbeccata di un agente dei servizi francesi, dicono, pubblica nomi, cognomi, indirizzi, e mancano solo codici fiscali e gruppi sanguigni dei terroristi.
Viene pubblicata la fotografia del documento di identità di uno dei sospetti, dimenticato incredibilmente sul luogo del crimine. Chi è che non si porta dietro i propri documenti  - giammai quelli falsi - andando a fare un attentato? Ritorna in mente il miracoloso ritrovamento del documento intatto di Mohamed Atta tra le macerie delle due torri gemelle.
Insomma, questi erano noti a tutti i servizi, francesi e stranieri, attenzionati in tutti i modi, e nessuno è riuscito a fermarli in tempo. Come sempre. Addirittura oggi ci hanno raccontato che per tutta la giornata si sono susseguiti avvistamenti dei fuggiaschi, regolarmente riconosciuti da numerosi testimoni per il fatto di andare in giro "armati di tutto punto". Forse abbiamo visto troppi film, nei quali invece la prima cosa che fanno è gettare l'arma servita a compiere un delitto. La caccia all'uomo continua e la Francia intanto si è riempita di 88.000 agenti superaccessoriati, in una grande esercitazione di controllo poliziesco del territorio alla ricerca di tre assassini che, allo stesso tempo, compiono un'operazione militare impeccabile, alla Via Fani, per intenderci, e poi seminano documenti, impronte come dei pirla. Insomma lasciano troppe tracce, come ha fatto notare in un post il sempre acuto Gilad Atzmon, che ricorda anche ai francesi, ora piangenti sopra il cadavere della libertà di satira, il doppiopesismo riservato a quella del comico Dieudonné, marchiato invece come antisemita.

Naturalmente tutto questo, per i fautori dello sciacallettismo, è fantasia, visto che i complotti non esistono.
Permettetemi una interessante citazione dal noto testo massonico
"Perché definire "complotto" una razionale e cinica azione di potere volta a eliminare e talvolta a sterminare anche fisicamente i propri avversari? Con questo criterio, quante lotte umane per l'egemonia caratterizzate da doppio-triplogiochismi, occultamenti e dissimulazioni, dall'antichità fino ai nostri giorni, dovrebbero essere definite "cospirazioni"? Si potrà anche considerare ripugnante un simile modo di agire, ma esso rientra nella categoria ordinaria dei progetti umani a uso di chi fa parte di élite nazionali o sovranazionali, non in quella straordinaria e borderline dei complotti di cui vaneggiano e favoleggiano la gran parte dei dietrologisti." (pag. 172)

L'effetto.

Intanto sono riusciti a far spegnere la Tour Eiffel ed è una cosa clamorosa, visto che i vignettisti assassinati avevano affermato in passato che nessuna minaccia li avrebbe fatti desistere dal cessare di esprimere liberamente le loro opinioni. 
Appena dopo l'attentato abbiamo assistito alla reazione scomposta di politici che, reagendo pavlovianamente allo stimolo, si sono lasciati condurre docilmente nella trappola del razzismo, ovvero del tabu più fenomenale del politicamente corretto, per farvisi delegittimare meglio. Chi costruisce il frame attorno ad un atto terroristico sa benissimo che ci saranno politici che reagiranno nel modo esattamente previsto. Come Marine Le Pen - che almeno ha chiarito che la condanna dell'attentato deve essere diretta al fondamentalismo islamico e non all'Islam in generale - invocando però la pena di morte e in Italia Salvini, che continua imperterrito ad inveire, interpretando il ruolo assegnatogli del "leghista razzista". Dal manuale: "Come stanare gli xenofobi che si oppongono al progetto di ripopolamento kalergico dell'Europa auspicato dall'ONU". Nemmeno Farage è riuscito ad evitare il trappolone. Una tonnara, insomma.
Si dà però il caso che questi politici, oltre alla xenofobia, siano gli unici che si oppongono alla versione euro della shock economy. Come effetto collaterale dell'attentato, l'argomento euro ma soprattutto quello della deflazione in tutta l'eurozona, è finito nei trafiletti delle pagine interne e parecchi scroll in basso nelle versioni online.
Il terrorismo islamico è sempre un fenomenale specchio da puntare sugli occhi dell'opinione pubblica ed accecarla.

"Chi sto odiando adesso".

Sono stati gli islamici, dicono, ed io odio gli islamici per quello che hanno fatto. Oh, quanto li odio, cazzo! Chi non ha fatto la fantasia di sganciare, come ritorsione, un'atomica sulla Mecca ieri, alzi la mano. L'odio e la rabbia scorrono potenti in noi. L'ira, ma soprattutto la paura e lo shock ci farebbero quasi accettare quelle misure restrittive della libertà che sotto sotto stanno già pensando di imporci.  Come accadde dopo l'undici settembre quando, con una spolverata di antrace negli uffici dell'opposizione, i congressmen approvarono in tutta fretta il Patriot Act e gli americani furono meno liberi.

Che c'entra? Leggete la prosa del nostro fateprestista preferito:
"L'Occidente non si illuda che le libertà conquistate siano eterne e si ricordi che vanno riconquistate ogni giorno, senza cadere nella tentazione rozza di dividere il campo dei musulmani tra buoni e cattivi e senza solleticare e ingrassare populismi e spinte xenofobe vecchie e nuove. Risponda piuttosto con la ragione dell'Europa della sicurezza e dell'intelligence, l'allarme deve scattare in casa nostra e negli altri Paesi recidendo i ponti con le anime radicali e i loro sponsor arabi e musulmani. Risponda con gli Stati Uniti d'Europa e la forza politica del più grande mercato di consumo al mondo che decide finalmente di dire la sua non solo con la moneta unica ma anche con un esercito unico. Non si possono fare sconti e non vanno sottovalutati gli effetti di emulazione quando il metodo è sanguinario e il bersaglio diventa l'informazione, la libertà. (Roberto Napoletano - Il Sole 24 Ore
Propaganda élitista o etilista? Capito dove vogliono arrivare? Ormai sapete che gli Stati Uniti d'Europa sono un progetto di sottomissione di interi popoli ad un pensiero e ad un progetto imperialista ultranazionale che deve essere portato a termine nonostante gli scricchiolii dell'odiosa moneta unica, e proprio a causa di questi.
L'opzione salvataggio in extremis dell'euro potrebbe non escludere la violenza, anche in subappalto, a quanto pare.

Come ci sentiamo oggi.

Meno sicuri, timorosi che arrivino altri attentati nei punti chiave d'Europa, anche da noi in Italia, soprattutto quindi dove il sogno sta sgretolandosi più velocemente - e Parigi è un buon inizio - e cresce la critica ad un sistema criminale di gestione dell'economia che sta distruggendo la vita di intere generazioni. 
Tra le vittime dell'eccidio di Charlie Hebdo si è aggiunto oggi Bernard Maris, economista duramente critico dell'idolatria neoliberista, che scriveva sul giornale e a cui  Jacques Sapir dedica questo commovente ricordo
Non è un caso che tanti disegnatori, tra cui Ruben Oppenheimer e Philippe Geluck, abbiano usato oggi, per le loro vignette dedicate alla strage di Charlie, riferimenti all'11 settembre. In fondo questa guerra è iniziata allora, preceduta solo di un anno dalla dichiarazione affidata a quel manifesto "Rebuilding America's Defense" che auspicava un "evento catalizzatore" che potesse accelerare la costruzione di una perfetta macchina imperiale militare di dominio mondiale, oltre e forse perfino contro il Pentagono e le istituzioni militari convenzionali.
[…] il processo di trasformazione, anche se porterà ad un cambiamento rivoluzionario, sara’ verosimilmente un processo lungo, senza un qualche evento catastrofico e catalizzatore, come una nuova Pearl Harbour. […] (“Rebuilding America’s Defenses", 2000, pag. 51)
Macchina che, a quanto pare, dev'essere costruita anche in Europa, visto che, come scrive orizzonte48, uno studio della TNO “Sviluppo di una base tecnologica e industriale della Difesa europea”- finanziato dalla Commissione Europea  afferma: 
"Nel paragrafo 3.5.4 (pagg. 76-77) lo studio olandese ci ragguaglia sulle strategie comunicative per ottenere “l'accettazione sociale alle operazioni militari”(nell'originale viene pervicacemente usato “defence”) ; sembra che l'ossessivo progetto occidentale di creare pericoli a ogni piè sospinto sia quello che garantisca i risultati migliori.
Vi si legge, infatti, che l'accettazione sociale a operazioni di difesa potrebbe aumentare dall'accresciuta percezione di insicurezza o dalla retorica di una approvazione generale riguardo a successi in ambito militare; questi fattori porterebbero a un clima favorevole per un ulteriore rafforzamento del settore che consentirebbe budget più alti.
Viceversa se l'attuale giudizio critico dovesse aumentare, i politici potrebbero sentirsi sotto pressione e attenuare il loro impegno per le operazioni di difesa, riducendo così i bilanci e spostando l'attenzione alle operazioni umanitarie.
Assai inquietante è quello che si trova scritto poco più sotto, cito testualmente: “Se i cittadini sono scettici sulle operazioni di difesa, i bilanci sono destinati a contrarsi e il reclutamento di risorse umane diventerà più difficile. Comunque è chiaro che un nuovo attacco terroristico influenzerà fortemente l'approvazione dell'opinione pubblica per operazioni di sicurezza e difesa”.

A me pare lo stesso principio scritto dalla stessa manina. Attenti a coloro che domani si proporranno, trattati capestro alla mano, come nostri difensori dai cattivi islamici, per non dire cattivi russi e cinesi, offrendoci la privatizzazione della guerra a caro prezzo. Soprattutto a prezzo della libertà.



23 commenti:

  1. CUI PRODEST? Come dicevano quegli sporchi complottisti antisemiti degli antichi romani. (Per tacere degli antichi greci, reazionari della più bell'acqua con i loro principi di identità e di non contraddizione).

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  2. Il paradosso è che la protesta è stata deviata dall'iniziale e giusta, secondo me, difesa della libertà di espressione e di stampa, verso una protesta contro l'islam in generale degli sporchi brutti e cattivi mussulmani, deviata dalla stampa stessa ovviamente.

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  3. ma la libertà vera di cui abbiamo bisogno è insultare ciò che di sacro e prezioso hanno altre persone?
    noi cristiani ultimamente siamo talmente pavidi e ci vergognamo della nostra religione che abbiamo accettato di tutto, gli ebrei dopo l'olocausto non accettano alcuna critica o ti danno del nazista, i mussulmani si incazzano ancora e alcuni estremisti reagiscono anche fisicamente..

    mi ritrovo in quel che ha scritto Saker, quel che faceva a volte Charlie era "Spitting in people's souls" , sfociando in violenza non fisica ma comunicativa, senza alcun rispetto, andando molto oltre la satira.

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  4. Io ti leggo sempre volentieri, ma questa volta sei veramente più delirante della tua media (che è già alta)!

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    1. E argomentare perché, no? Troppa fatica?

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  5. M'Bala M'Bala è seguito da un pubblico composto da persone che non vogliono tanto ridere quanto vedere validate le loro più profonde convinzioni, insomma più che un comico è un guru politico. Che piaccia o no, nega l'olocausto e detesta gli ebrei per sua non troppo velata ammissione, e questa sua opinione ha un nome.
    Sul resto sospendo il giudizio, o meglio mi fermo là dove terminano i punti in comune con l'articolo apparso ieri sul blog di Marcello Foa, che condivido per intero.
    Credo sia poi una questione di onestà intellettuale, in un'analisi che in altre sue parti è così ben supportata da fonti varie e autorevoli, motivare la difesa incondizionata dei fondamenti del culto islamico così prontamente data per dovuta. In proposito invito a leggere e rileggere il Corano e confrontarlo con testi fondanti o fondati nella cultura in cui bene o male siamo immersi da tempo. Testi quali, se proprio i Vangeli non piacciono, almeno le costituzioni democratiche delle nazioni del vecchio continente (perché il Corano, oltre che essere un testo sacro, contiene per i suoi adoratori l'unica legislazione veramente degna di essere applicata).

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  6. Giuseppe14:20

    Essenzialmente concordo con l'articolo: è triste da dire, ma simili tragedie sono spesso strumentali al Potere, come scusa per restringere le libertà dei propri cittadini; e con tutti i pazzi e gli integralisti che ci sono in giro, non è neppure più necessario organizzarle, le stragi, ma basta "dimenticarsi" di sorvegliare gli obiettivi sensibili e, prima o poi, qualcosa accadrà.

    Una sola precisazione su Marine Le Pen: purtroppo l'invocazione della pena di morte non è affatto un caso isolato, visto che è nello stesso programma del Front Nazional (anche se, per essere più precisi, si parla di un referendum tra la popolazione francese per scegliere tra la reintroduzione della pena di morte e una reclusione perpetua "reale" e irreversibile - vedere: http://www.frontnational.com/le-projet-de-marine-le-pen/autorite-de-letat/securite/ )

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    1. Luigi15:14

      Che le stragi siano funzionali al potere è verissimo, ma una cosa è dissertarne sulla funzionalità una cosa è dire che vengono fatte apposta dagli stessi governi. Secondo questa teoria sussisterebbe quindi un'infallibilità del potere che al momento controlla lo stato. Verrebbe da pensare andando indietro nella storia: "ma allora gli attentati compiuti dagli anarchici contro i re gli organizzavano i re stessi". Perchè non possiamo pensare ad esempio che Sarajevo non sia stato un autoattentato? Ci sono prove per dire il contrario?

      Ma occhio, le teorie complottistiche (che ovviamente non c'entrano nulla con questo post, sia chiaro), rischiano di distogliere l'attenzione su tematiche che spesso si sentono sui cittadini e che oggi sono molto affrontate soprattutto da partiti come Lega in Italia e FN in Francia. Perchè dire semplicmente che è stato un autoattentato perchè l'islamismo non esiste, addirittura sostenendo che sia un invenzione americana o ebraica, potrebbe far credere che in fondo gli sbarchi non sono poi un problema, quindi possiamo accogliere chi ci pare, tanto mica sono loro che commissionano gli attentati, ma il governo stesso, tanto mica è la mafia che organizza il traffico di immigrati, sono i sionisti.
      Ecco perchè molte teorie del genere prendono piede soprattutto tra la sinistra radicale (poi uno dice perchè Salvini prende voti, perfino al Sud)
      http://www.keinpfusch.net/2015/01/doveva-succedere.html

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    2. Giuseppe16:23

      Giusta precisazione, Luigi, sulle teorie complottistiche, che hanno il difetto di presentare una storia troppo "semplice", intesa come il dispiegarsi costante della volontà di élite non meglio specificate, negando il ruolo di tutti gli altri attori che sono sempre presenti nelle società umane.

      Attenzione però a non cadere nel "vizio" opposto, cioè nel considerare sempre come esauriente la storia "ufficiale", quella basata su carte e documenti scritti: sia perché non sempre tutti questi sono accessibili, soprattutto nel breve-medio periodo, sia perché molte decisioni sono frutto di rapporti interpersonali, e come tali non scritti e quindi non documentabili (se non attraverso la testimonianza di una parte in causa, che come tale, però, è sempre sospetta di manipolare la verità pro domo sua).

      Sul caso in questione, a me sembra incredibile che la sede di Charlie Hebdo, che anche le pietre sapevano essere a rischio attentati da anni, sia stato lasciata incustodita, al punto che gli attentatori sono riusciti a entrare, uccidere e scappare senza trovare (quasi) nessuna resistenza. Il mio sospetto non è certo che l'attentato sia stato commissionato da governo-servizi segreti-massoneria o quello che si vuole, ma che non si sia fatto nulla per proteggerlo accettando che potesse, un giorno, essere colpito... con tutte le conseguenze di cui parla benissimo il post di Barbara, e che non vanno certo a svantaggio di chi detiene il potere, anzi. E' un sospetto fondato? Non lo so; e in ogni caso, non ho le prove.

      (ovviamente "strumentali" del mio primo commento deve essere letto come "funzionali": quando non si rilegge il commento prima di pubblicarlo, si scrive spesso qualche idiozia... scusate)

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    3. Luigi, il tuo commento è zeppo di fallacie (non c'entrano con Oriana) ma non te ne faccio una colpa. Se uno legge un testo senza cercare di capirne i concetti ma adattandoli alla propria mentalità, continua a pensarla esattamente come prima. Da quale pianeta delle assurdità antilogiche proviene il ragionamento (fallacia) "se è stato un autoattentato allora l'islamismo non esiste"? Forse intendevi l'estremismo islamico. Certo che esiste, ma questo non vieta a qualcuno di strumentalizzarlo, di sfruttarlo a proprio vantaggio, o di attribuirgli colpe che magari in una certa circostanza non ha avuto.
      Ah, ti prego, se linki il post del tedesco, poi raccoglila, ti prego.

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    4. Anonimo08:34

      Per islamismo intendevo proprio l'estremismo islamico, e che venga sfruttato lo so bene. Inoltre ho specificato che quello che contestavo io non c'entrava nulla con questo post.
      "Da quale pianeta delle assurdità antilogiche viene il ragionamento "se è stato un auto-attentato allora l'islamismo non esiste"?" Dal pianeta dei centri sociali, facebook, twitter e fogname vario. Non ho mai detto che in questo articolo si faccia un ragionamento del genere.
      Riguardo al tedesco, in questo caso scrive una cosa che personalmente è condivisibile, cioè che la sinistra ormai ha perso la bussola della democrazia e la destra ha superato la sinistra proprio su questo fronte.
      Come si fa a non diventare elettore di Salvini o della Le Pen dopo aver letto e sentito certe amenità dai sinistri nichilisti che parlano e parlano di amenità dell'occidente (dove loro vivono e mangiano tra l'altro), accusano di razzismo Houllebecq per il suo romanzo, Ken Loach perchè nel 2009 si schierò dalla parte dei minatori inglesi che protestavano per l'emigrazione dei minatori italiani, e ormai cianciano solo di veganesimo, animalismo, cordoglio per le popolazioni africane (che loro fanno sì, ma solo quando muore un occidentale, se davvero ci tengono a queste persone perchè non cordogliano sempre, invece di fare gli ALDERNADIVI?)
      Eh, no, scusa, ma io non raccolgo.

      E no, mi dispiace, non raccolgo.
      Luigi

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    5. Anonimo08:54

      Ah, tra l'altro l'islamismo non è solo estremismo islamico, ma anche "moderatismo" islamico.
      http://www.analisidifesa.it/2015/01/piccoli-kaouchi-crescono-gli-usa-addestrano-altri-ribelli-siriani/

      Come mi ha bene insegnato il mio prof. di geopolitica c'è una differenza sostanziale tra islam e islamismo, i il primo è una religione, il secondo è un'ideologia politica.

      Luigi

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    6. Senti Luigi, tu vieni a dire a me cose che dico dal 2012 e che il tedesco scopre solo adesso. Fai commenti che non c'entrano con il post. Quindi??? Magari leggere un po' ciò che scrivo prima di commentare?

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  7. Barbara, ci potrebbe sicuramente essere del vero in quel che dici; i servizi segreti ci sono sempre stati, le loro oscure trame (pensiamo a Pearl Harbour) anche. Ma esiste un substrato islamico violento composto di gente, sicuramente manipolabile, frustrata e incattivita.
    Ora, se vogliamo dare tutte le colpe ai "cattivoni" della CIA o del Mossad, facciamo pure; il KGB non era composto da stinchi di santi, comunque, e i "buoni" Cinesi sono quelli che massacrano musulmani nell'Uigur e i Tibetani ..da tanto tempo.
    Nella storia dell'uomo non vedo buoni e cattivi, ma lotte per il potere.
    Se guardo all'islam oggi, vedo un magma di violenza, di repulsione per l' "altro da se' ", un razzismo che noi non praticheremmo mai. Sono stato testimone del razzismo dei Sauditi verso altri Arabi o immigrati Filippini, ecc. Un razzismo rivoltante.
    Concludo la filippica: anche se fosse stato il Mossad o la CIA, noi dell'ex Occidente, che vogliamo vivere nella liberta' e nel rispetto degli altri, dobbiamo in qualche modo difenderci. E non ci ci difende facendo quello che il PD e l'NCD stanno facendo: trasformando cioe' l'Italia in una no man's land. Gli insegnamenti antropologici di Ida Magli sono sempre piu' validi col passare del tempo.

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    1. Scusa ma chi sta parlando di "buoni e cattivi"? Ho detto che la Cina è buona? Ho parlato di Mossad? Non ti preoccupare, ci saranno polizie private efficientissime in futuro a difenderci. Peccato che dovremo pagarcele.

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    2. Anonimo20:40

      I semplici cittadini non si potranno permettere di pagare le polizie private...


      jollygreen

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    3. Anonimo08:16

      Anti-statalista

      Veramente la polizia "pubblica" (che pubblica non è visto che prende ordini dai politici) la pagate già, solo che al posto di pagarla direttamente tu, paghi il politico che poi la manda da te. Che i "semplici cittadini" non potranno mantenersi la polizia privata è tutto da dimostrare, una volta che burocrazia e tasse vengono abolite nessuno avrebbe più la scusa per non muovere le chiappe.

      "I servizi forniti dallo Stato devono entrare in concorrenza"
      (M.Rothbard, noto fascista)

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  8. A qualcuno risulta che ci sia un indice della violenza percepita (per intendersi analogo a quello sulla corruzione)

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  9. Anonimo19:43

    Sono stati i rettiliani con la complicità dei sionisti, ma con un bel cappellino di carta argentata state tranquilli.
    giovanni

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    Risposte
    1. È arrivato l'idiota delle 19:43. Ti stavamo aspettando.

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    2. Anonimo23:41

      Avevo bisogno della perizia di una paranoica prima di cena.
      Buona serata

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  10. GLI STINCHI DEI SANTI

    Tanto il plurale di tutti schierati attorno alle bandiere di JE SUI CHARLIE – e sono uno dei tanti nel nome delle verità vere delle libertà amate - che per tanti sino a ieri rappresentava la bestemmia blasfema da contrastare per quello che rappresentava, quanto la singolare modellazione del RESPONSABILE e del MANDANTE di un’inumano eccidio.

    Ma di quelli - inumani eccidi – la Storia ne racconta a migliaidi a partire dalle recenti missioni di PEACE KEEPNG mentre ritorna alla mente il discorso di comiato agli USA del dimissionario Ike Eisenhover – il generale USA liberatore dal nazismo e 2 volte presidente USA – che richiamava la cittadinanza americana sui pericoli del MILITAR-INDUSTRIAL COMPLEX
    (https://www.youtube.com/watch?v=CWiIYW_fBfY EISENHOVER FAREWELL ADDRESS)

    Parrebbe e pare la rivitazione della nota STRATEGIA DELLA TENSIONE già vissuta nel Bel Paese i cui risultati sono visibili nelle tabelle ISTAT e nel crescente globale disagio sociale mentre le milizie private del BLACKWATER WORLWIDE di E Prince – “security contractor” in Iraq – sono ora attive in Ucrania con la nuova denominazione di ACADEMI.

    In effetti ACQUE NERE richiamava troppo odor di ..

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    Risposte
    1. ovviamente aspettando il TTIP (accordo USA /UE di libero-scambismo di merci e capitali .. verso la schiavitù di von Hayek)

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