giovedì 22 gennaio 2015

French Sniper



Se avete assistito al faccia a faccia a "Di martedì" tra Massimo D'Alema e Marine Le Pen sapete già chi lo ha vinto senza partita. Se non lo avete visto, giudicate voi. Mentre guardavo la leader del Front National menare abbestia l'eterno quirinabile (ma da ieri...) con l'infallibile forza della verità autoevidente dei fatti, pensavo a quanto sarebbe stato bello vederla riservare lo stesso trattamento al boy scout. Non credo avremo presto questa gioia ma non disperiamo. Intanto, Marine, merci pour ce moment.
Ho avuto anche la leggerissima impressione che D'Alema sia stato mandato al massacro (anche se lui sarà senz'altro convinto di aver stracciato la Le Pen, mi dicono e ci credo). Offerto in sacrificio ad un pubblico che in studio ha finito per applaudire più sonoramente le risposte di Marine delle sue e a casa ha avuto l'impressione sgradevolissima di ascoltare un Grima Vermilinguo. Non so, forse una sottile vendetta per quei famosi 101 cecchini? Vediamo chi sarà il prossimo presidente della Repubblica. Chi di cecchino ferisce, di cecchino perisce. Ieri sera intanto la French Sniper ne ha fatti fuori due con un colpo solo: lui e la Pinotti con "gli amichetti marocchini" della figlia usati come scudi umani.

Tornando al dibattito, chiunque conosca i motivi profondi della crisi concorderà con me che abbiamo assistito allo spettacolo indegno dell'ennesimo atto di sottomissione dell'entità proteiforme chiamata sinistra ai suoi innominati padroni, attraverso la recita del rosario delle verità assolute dal catechismo del Nuovo Ordine Mondiale.
Soprattutto credo che D'Alema ieri sera abbia battuto il record della percezione di falsità di un politico durante un confronto televisivo con un avversario. Era talmente invischiato nel frame di pensiero unico preconfezionato fatto di slogan, dal quale emanava solo menzogna, distacco (neo)aristocratico dal proprio popolo, assieme all'odiosetta supponenza di chi si sente ontologicamente superiore perfino a sé stesso, che ad un certo punto si è verificato implacabile l'effetto Nixon 1960. Marine ha potuto quindi sezionarlo come voleva e metterlo sotto formalina prima di consegnarlo al museo di storia naturale, sezione reperti teratologici. Toh, guarda, una sinistra con due teste e senza palle.

Alla domanda introduttiva sull'euro, D'Alema ha esordito con: "Vorrei rivolgermi ai cittadini italiani", guardando nella telecamera più per rassicurare i suoi referenti della propria fedeltà, ma i cittadini italiani purtroppo si sono resi conto delle enormità che proferiva, a cominciare da quel clamoroso "se i risparmi degli italiani fossero stati in lire ora sarebbero dimezzati e i prestiti in lire avrebbero tassi altissimi". E perché? Perché se guardano ai loro risparmi li vedono già dimezzati e i prestiti non li vedono proprio.
Ha ripetuto non si sa quante volte che la causa dei nostri mali "non è l'euro", "non è l'euro", "non è l'euro, non c'è il minimo dubbio", come un mantra, tanto da farsi riprendere da Madame Le Pen con la giusta osservazione che "lei difende l'euro religiosamente, l'euro è diventato una religione". Una religione, un feticcio, l'unico anello. 
Ha dato la colpa della recessione a non ben identificate politiche conservatrici ed al capitalismo finanziario selvaggio  - oltretutto nei giorni in cui il governo a cui appartiene vuole eliminare il voto capitario nelle maggiori banche popolari italiane e costringerle a diventare società per azioni, per magari farle fagocitare da grandi gruppi finanziari internazionali e dare ancora una bottarella al sistema creditizio italiano.
Le politiche conservatrici ovviamente per lui sono i nazionalismi, gli stati nazionali che ancora resistono nonostante la globalizzazione e che, riferendosi a quelli europei, senza l'Europa non conterebbero nulla. Stava parlando anche del suo paese, lo ricordo. Del vostro paese. Governi nazionali che sono i responsabili dell'austerità perché si oppongono al più Europa ed alla cessione di sovranità, ma per fortuna che in Grecia vincerà la Sinistra così vedranno. Grecia che gli provoca per altro un fastidioso prurito intimo e un'espressione scocciata, quando Le Pen la cita ad esempio di disastro provocato dall'austerità shockeconomica europea.
Non è mancata la solita pace che l'Europa avrebbe garantito per settant'anni, l'assenza delle frontiere come grande conquista di civiltà. Come ha commentato qualcuno su Twitter: "Abbiamo distrutto le economie continentali per poter viaggiare senza passaporto". Per non parlare del rinfaccio alla Francia del colonialismo. 
Quando Floris l'ha buttata sul migrante, credendo di riuscire a portare Marine sul terreno del razzismo (riguardarsi la situazione Parenzo, per capire con chi abbiamo a che fare, poveri giucchi illusi), D'Alema ha potuto ergersi ad aedo della Paneuropa, a propugnatore del meticciato kalergico che, riempiendo di giovani africani il continente, ovvierà al calo delle nascite, ONU docet. Quando Marine ha suggerito, come avrebbe fatto chiunque di noi, di far invece aumentare la natalità dei nostri, lo sciagurato rispose: "Ah, come Mussolini!" Peccato che abbiamo tutti capito chi era ieri sera il vero reazionario.

La cosa più involontariamente comica e cosmicamente contraddittoria detta però da D'Alema è stata quando, volendo portare un esempio di perfetta società meticcia da contrapporre al bieco nazionalismo, ha nominato gli Stati Uniti d'America. Stati Uniti che sono forse il paese più nazionalista e patriottico al mondo, nel bene e nel male, e i cui abitanti, se D'Alema fosse un politico americano, ascoltandone la perorazione in favore del Re di Prussia, lo considererebbero un traditore da assicurare subito alle federali galere, se non addirittura un terrorista da inviare a Guantanamo.
Sarà stata la precisione micidiale di Marine Le Pen nell'impallinare D'Alema centrandolo con micidiali colpi di buon senso ad ogni pull - esemplare quando gli ha detto: "Ma uno come lei perché fa politica se tutto ciò che racconta è così inevitabile?" - o forse l'accenno agli Stati Uniti ma mi è venuto in mente "American Sniper", che ho giusto visto domenica scorsa.
Immagino che D'Alema non si riferisse a quegli Stati Uniti, a quel senso di patriottismo dell'americano medio,  nel caso del navy seal texano di Eastwood fiducioso fino alla coglioneria nella bontà delle guerre scatenate dal proprio governo. Patriottismo che per noi è quasi inconcepibile e nel quale facciamo fatica ad immedesimarci, per non parlare del  senso di appartenenza e dell'istinto di protezione verso i propri simili.
Per noi è difficile capire il patriottismo perché siamo stati allenati a disconoscere e disprezzare come fascista qualsiasi valore identitario, a sputare sul concetto di patria per adorare invece uno straccio stellato alieno e una moneta senza senso,  in nome dell'indifferenziazione internazionalista che alla fine rischia di consegnare le classi subalterne in catene ad una definitiva subalternità, in nome dell'uguaglianza verso il basso voluta dall'alto. Gli scherani che usurpano il termine di progressisti ci dicono che non bisogna amare i nostri simili o cercare di difenderci dall'ineluttabile e ormai abbiamo capito che lo dicono solo per difendere i loro mandanti dalle nostre eventuali ghigliottine. D'Alema non ci difenderà di certo dall'ineluttabile dittatura del capitale senza frontiere e ce lo sta dicendo chiaramente. Pare addirittura vantarsene. Grazie a Marine Le Pen che è riuscita a far spurgare tutto il peggio da questo comunista neoaristocratico in pochi indimenticabili minuti.
Farci sentire in colpa per il fatto di amare la propria gente e il proprio paese. E' una cosa che non perdonerò mai a questa sinistra infame e traditrice.


17 commenti:

  1. Un abbraccio e un BRAVA!

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  2. Anonimo00:48

    "Farci sentire in colpa per il fatto di amare la propria gente e il proprio paese. E' una cosa che non perdonerò mai a questa sinistra infame e traditrice"

    Aggiungerei: "Farci sentire in colpa per QUELLO CHE SIAMO", perché "noi italiani" siamo brutti e cattivi e pigri, ignoranti, corrotti ed evasori.
    L'autorazzismo che ci hanno inculcato, è questa la cosa che non gli perdonerò mai.

    Teresa

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  3. "L'euro non c'entra, la colpa della crisi è delle politiche neoliberiste" detto da colui che quando era premier scelse come consiglieri economici Nicola Rossi e Pietro Ichino, e che a livello internazionale condivise le politiche di Blair e Clinton... Credo anch'io che Baffino sia stato mandato al massacro (evidentemente ai rottamati viene tolto lo spin doctor competente)

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  4. Tra l'altro D'Alemone evidentemente non va mai in vacanza sul lago di Como, perché se allungasse un attimo verso Chiasso si accorgerebbe che prendendo l'autostrada nessuno lo fermerebbe e che proprio non c'é la frontiera. Ma come la Svizzera non ha l'euro (adesso neanche il peg) e non fa parte della EU! Ho vissuto per un anno a Zurigo ed ho preso varie volte il treno transalpino per Milano (detto anche cesso-alpino per la quantità di ritardi che accumula) e mi hanno chiesto sempre di esibire il biglietto ma mai il passaporto, vuoi vedere che i ligi controllori svisseri se ne siano sempre dimenticati? Ah ogni tanto andavo anche a far spesa in Germania e neanche sulla frontiera con la Germania mi hanno mai fermato; quelli che si fermavano lo facevano volontariamente per chiedere il rimborso dell'IVA (ai cittadini e residenti svisseri già conveniva molto prima andare a fare la spesa oltre confine, adesso é una pacchia). Stesso vale per la Francia. Vuoi vedere che per i giochi senza frontiere la EU e l'euro non servono?

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  5. Finalmente si affacciano donne che ci fanno stendere un velo pietoso sulle oche complici. Non anatre, beninteso!

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  6. Sono convinto che per una larga parte di pubblico è ancora sufficiente nominare le hot words "fascista", "mussolini", "nazionalista" e "liberista" (o abberluscone) per andare in sollucchero. In mezzo ci si metta quel che si vuole, anche insulti ai parenti stretti, non importa. Comunque sono contento di leggere le tue parole.

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  7. Vangelo.
    Un amico semipiddino ha detto: "Cazzo! Mi sono perso D'Alema? Ah quanto mi piaceva da vivo quell'uomo...! Una grande perdita!"

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  8. E' un piacere leggere i suoi post!
    Marine Le Pen è la vera europea molti più del più europeista dei politici italiani.
    Da rappresentante di un' altra nazione è riuscita con le sue idee a difendere oltre al suo popolo anche il popolo italiano.

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  9. Standing ovation :)

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  10. Anonimo19:44

    brava!!!

    david hume

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  11. A costo di andare controcorrente, dal punto di vista di Goebbels la performance di D'Alema è stata pressoché perfetta. Per quanto mi duole dirlo, ha funzionato.

    "The propaganda which produces the desired results is good, and all other propaganda is bad…Therefore it is meaningless to say your propaganda is too crude, too cruel, too brutal, or too unfair for none of those terms matter… Propaganda is always a means to an end."

    "La propaganda che produce i risultati desiderati è buona, tutta l'altra propaganda è cattiva. Per cui non ha senso dire che la tua propaganda è troppo grezza, troppo crudele, troppo brutale o troppo faziosa perchè nessuno di questo termini è importante. La propaganda è sempre è un mezzo per un fine."

    D'Alema ha applicato per filo e per segno tutti i principi della propaganda, già teorizzati qui: "Principles of Propaganda" di Leonard W. Doob.

    D'altronde, se non funzionasse, non saremmo qui.

    Chinacat

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    1. Ho trovato anch'io efficace l'intervento di D'Alema: ha riassunto i luoghi comuni euristi (a parte castacriccacorruzione->vincolo esterno) con efficacia propagandistica perfetta per un talk show.
      Ce la possono fare a portarci in Grecia: nel nostro caso la cottura deve essere più lenta (siamo più grossi) ma, rimbecilliti da 30 anni di berlusconismo (prima culturale e poi politico), siamo pronti a tutto.

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    2. Non credo che il "berlusconismo" abbia rimbecillito gli italiani dato che il "berlusconismo", sin dalle origini, era funzionale per la creazione di una Propaganda che fosse utile al mantenimento del Regime.

      "la propaganda di un mito politico devi rivolgersi ad un pubblico che sia, in qualche misura, preparato a ricevere il mito, e con il suo atteggiamento ne favorisca la nascita ed il successo in quanto lo considera necessario alla propria esistenza. Per avere successo, il mito politico deve essere conforme a desideri e aspirazioni collettive." (E.Gentile, Fascimo. Storia e interpretazione, pag. 114/115)

      Da un lato il mito politico che soddisfa l'elettorato di centro-destra (l'impreditore di successo); dall'altro lato il mito politico del centro-sinistra che soddisfa l'elettorato di centro-sinistra (la difesa dei ceti deboli contro il rampante imprenditore di successo).
      La creazione artificiale del nuovo mito politico, l'Euro(pa), ha riunito questa diarchia e se ci pensi bene, il discorso di D'Alema è un tipo di propaganda che va bene per entrambi gli elettori:
      "se i risparmi degli italiani fossero stati in lire ora sarebbero dimezzati "
      Questa frase terrorizza tutti, indipendentemente dal credo politico. La creazione di uno stato di paura e di ansia è essenziale nel meccanismo della Propaganda, in quanto non solo elimina del tutto la razionalità ma permette di creare l'aspettativa della "salvezza": l'Europa. Ovvero il mito politico sovranazionale che unisce in maniera simbiotica l'elettorato di "destra" e di "sinistra".

      Ci sarebbe da scrivere un trattato sull'utilizzo della Propaganda in questi ultimi 20 anni.

      Chinacat

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    3. Come sempre la propaganda eurista volta a indurre terrore in base alle pretese conseguenze del mantenimento della, o del ritorno alla, moneta sovrana, non fa altro che riassumere, oltretutto parzialmente, i disastri causati dalla moneta unica Paradosso che, non ho visto la trasmissione, stando alle cronache sembra non sia stato rilevato dalla Le Pen, Forse allora non è stata un cecchino così efficace, dato che non ha sparato il colpo che avrebbe steso definitivamente il suo antagonista.
      Sulla base dell'esperienza fatta con le interminabili diatribe dello scorso decennio, centrate immancabilmente sul pro e contro Berlusconi, nelle quali i sostenitori del contro mancavano regolarmente il bersaglio per motivi che oggi sono ovvi nella loro evidenza, è inevitabile chiedersi se la Le Pen non abbia inferto il colpo del K.O. definitivo volontariamente o meno.

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  12. Fa comunque impressione sentirci fare la predica ( anzi il "sermone" citando la Le Pen ) da uno che dopo aver costruito la propria invidiabile carriera politica ( e di riflesso posizione economica ) in un partito comunista filosovietico, è finito a commentare le regate dell'America's Cup, epitome del più conclamato capitalismo americano e anglo-sassone, e a passare i propri weekend e vacanze sullo yacht di proprietà. Ora difende l'ordoliberismo europeista...io mi chiedo e vi chiedo : ma la gente, per dare ascolto a un personaggio simile, ha per caso gettato il cervello nel tritarifiuti ? Capisco che 20 anni di berlusconismo abbiano ridotto al minimo, per molti, gli attrezzi culturali e analitici per giudicare il mondo, ma il caso D'Alema è sincermente chiaro da decifrare, senza possibilità di dubbi.

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  13. Anonimo18:50

    caro Antonio,
    non credo siano i venti anni di berlusconismo la causa primaria di questa cecità... credo che la radice sia molto più profonda e vada ricercata nella vecchia abitudine del vecchio elettorato pci, poi pds e poi pd ad obbedire ai "capi", qualunque cosa essi dicano... è una vecchia abitudine che tradisce la sfiducia e la mancanza di rispetto che queste persone nel profondo nutrono per sè stesse.... è una vecchia abitudine che si trasferisce di generazione in generazione innanzitutto nelle famiglie (ma anche nelle scuole e nella società generale) e che risulta maledettamente funzionale ai nuovi (si fa per dire) padroni del vapore..... mi auguro sinceramente di sbagliarmi, ma temo che sdradicarla sarà molto, molto difficile....

    david hume

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  14. Il problema è che alla resa dei conti Marine farà gli interessi dei francesi che non coincidono con quegli italiani... qui ci dobbiamo difendere da soli ma il popolo è vecchio ignorante e stanco!

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