lunedì 12 gennaio 2015

Il quarto stato dei potenti


Il povero Pellizza da Volpedo si rivolterà nella tomba. Ecco "Il quarto stato" versione padronale, anzi del potere di facciata, dei legali e spesso illegali rappresentanti del Potere che conta veramente e muove il sole e le altre stelle. 
La marcia degli esecutori del più Europa, della polizia unica, della moneta unica,  dell'unico pensiero economico e dell'inno alla libertà suonata al contrario, tenutasi ieri 11 gennaio e celebrata dai migliori aedi del pride collaborazionista mediatico. Marcia repubblicana, cosiddetta, ma composta da neoaristocratici fautori di un nuovo oscurantismo medioevale e di un anticapitalismo reazionario al servizio di sempre meno numerosi (non)eletti. La sfilata dei controiniziati nel cuore della città del Liberté, Egalité e Fraternité, dei politicamente graziati e risorti come Sarkozy da utilizzare in versione antipopulista alle prossime elezioni e far sfilare accanto a Hollande, presidente dal consenso in picchiata e bisognoso di restyling; di qualche utile volonteroso carnefice del proprio popolo dalle province dell'impero, debitamente tenuto a distanza, di aspiranti maggiordomi e abili venditori di prossimi indispensabili servizi di sicurezza in un'Europa sempre più minacciata dalla creatura malvagia sfuggita al controllo ed autrice dell'ennesimo evento catalizzatore.




Non c'era Putin ma Poroshenko. Je suis Donbass. C'era Abu Mazen presidente di uno stato che non c'è accanto a chi vuole continuare a far sì che non esista mai. Je suis Gaza. 
C'era Renzi, nel giorno del suo compleanno - ma non era per lui l'occasione mondana - impegnato ad importunare una Angela Merkel un po' troppo soddisfatta di sfilare a Parigi, tanto da salutare con la manina i parigini alle finestre (o gli snipers della sicurezza, chissà). C'era perfino Monti, chissà in virtù di quale delle sue numerose cariche. Non c'era Obama, che però li aspetta tutti il 18 febbraio alla Casa Bianca ad una bella riunione per affrontare la minaccia degli estremismi. Plurale. 

Ciò che la giornata di ieri ci ha lasciato è, almeno per me, un'immagine lugubre, trista, oscura ed inquietante di donne e uomini goffi nei loro inevitabili giubbotti antiproiettile, catena disumana in marcia per pochi minuti, giusto per la foto di questa spavalda camminata sulla spianata dei diritti dell'Uomo prima di ritornare alle loro torri d'avorio, che il tono trionfante dei media di regime ha reso ancor più grottesca e che invece, ripresa da una diversa angolatura, mostra la distanza reale di questi individui intabarrati di nero dai popoli che dicono di rappresentare.



14 commenti:

  1. leaders di un mondo sempre piu blindato, davvero... nessun elemento di dissenso, nessuna domanda scomoda circa la versione ufficiale dei fatti..

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  2. Molto subliminale questa cosa, persino il cappello come quelli del quadro di <Pellizza da Volpedo. Restaurazione pura. Manipolazione delle coscienze, che brivido in negativo.

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  3. erano tutti lì riuniti... se esistesse veramente un disegno terroristico, si sarebbero persi un'occasione.

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  4. Anonimo14:56

    "...quelli che creano un nemico per evitare di essere riconosciuti come nemici."
    https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/01/12/senza-vergogna/

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  5. Mauturchese15:49

    Ho avuto dissonanze temporali...come se la sfilata di ieri fosse già avvenuta in tempi lontani, una riedizione di un avvenimento svoltosi chissà, forse negli anni che precedettero la rivoluzione francese.
    Nobili in parata, ambigui e vanitosi, lontani dagli altri individui che asseriscono di rappresentare...maschere senza anima e senza umanità.
    Grazie cara per ciò che esprimi senza veli.

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  6. Anonimo16:21

    Davvero, grazie Tampieri.
    Andy

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  7. Mmmmmm...."neoaristocratici"..."controiniziati" adesso mi preoccupo davvero ;-)

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  8. Anche per me quella di ieri è stata una cosa allucinante.
    Una farsa vera e propri.
    Gente che dietro la bandiera della libertà e della democrazia ha escluso la Lepen ed ha sulle coscienze crimini contro l'umanità e guerre.
    La storia un giorno li ricorderà così, con quella triste foto, ma non credo per qualcosa di positivo.

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  9. "Io sento con voi tutto il dolore per il modo come si sono svolte queste giornate; sento l'offesa che si è recata e si reca alla libertà, la quale non sarà così presto sanata. Ma mi domando se voi non vi sentiate abbastanza responsabili di tutto ciò, per non aver a tempo levata la voce contro le illegalità, gli abusi, le brutalità che si stavano commettendo. (...) Se ciò è accaduto, si deve perchè in tutti gli italiani, e persino in voi, che siete i migliori per carattere, per indipendenza e per intelligenza della libertà, l'amore per questa e per le sue istituzioni è purtroppo assai caduto. La gran massa degli italiani, comprese le classi dirigenti nella quasi totalità, ha mostrato di poter perdere tutte le sue libertà civili senza una potesta. Siamo tutti un pò consapevoli di esserci illusi che le libertà erano acquisite, che non si potevano più perdere; e le abbiamo trascurate, messe in disparte, lasciando che qualcuno cominciasse a pestarle; e quel tale ha finito per buttarle dalla finestra. E' colpa sua o nostra? Io credo più nostra, che sua."

    (Estratto di una lettera scritta da G. Prezzolini il 3 novembre 1922, all'indomani della Marcia su Roma, indirizzata al direttore del Corriere della Sera, Albertini. Citata in "E fu subito Regime" del prof. Emilio Gentile, pag. 234)

    Chinacat

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  10. Anonimo17:18

    Al momento di marciare molti non sanno
    che alla loro testa marcia il nemico.
    La voce che li comanda
    è la voce del loro nemico.
    E chi parla del nemico è lui stesso il nemico.

    -Bertolt Brecht-

    Macchia

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  11. Anonimo18:33

    Per fortuna non l'ho guardata questa marcia. Me la sono voluta risparmiare. E poi guardateli, erano soli. Lontani. Si sono tenuti ben distanti dal popolo, che disprezzano e odiano.

    Quel gruppo elitario senza nessuno dietro è l'immagine di una sconfitta!

    Zugzwuang

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  12. Barbara, premesso che condivido molte delle tesi antimondialiste e anti-atlantiste che porti avanti nei tuoi articoli degli ultimi anni, e pur essendo anche io convinto che i terroristi "pedissequi applicatori del noto libro sacro" ("con tutto questo politicamente corretto non si capisce più un organo di riproduzione maschile", cit.) siano in fondo pedine che fanno un certo comodo a quel potere che le combatte su alcuni fronti e non su altri, in un passaggio storico che alla fine si porterà via anche loro, mi sono fatto la domanda che mi sembra tu stia accuratamente evitando di porti: cosa ci riserva il migliore dei futuri auspicabili, quello in cui tutto questo "eccezionalismo americano" cessa di esistere? In cui, per capirci, non c'è una NATO che fa quello che pare a Obama e nessuno esporta democrazia in casa degli altri? Qualche ragionamento e la lettura di un'intervista a Sapelli in cui si tocca incidentalmente questo tema mi hanno portato a capire che un mondo in cui ogni popolo è sovrano a casa sua e i governi sono frutto di elezioni democratiche è un mondo assolutamente utopico e irreale. La volontà di potenza di Nietzsche è la forza vitale che muove il Mondo. Per farla breve, temo che ci toccherebbe e ci toccherà l'eccezionalismo Cinese, che poi ha poco di eccezionale visto che quelli, non essendo una democrazia, non avrebbero altro da esportare che una dittatura dichiarata. Il futuro che ci si prospetta è così grigio che che quasi quasi converrebbe ingoiare il boccone amarissimo di NSA, governi rovesciati con una telefonata (Berlusconi) o con le finte rivolte di piazza (Yanukovych), e la guerra supportata da menzogne (Libia, Iraq, ecc) di chi ora possiede il Pianeta. O forse no?

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  13. purtroppo il revisionismo sulla seconda guerra mondiale è già iniziato . il governo ucraino è convinto che "i russi hanno invaso l'ucraina e la Germania"e lo dice Yatseniuk, il primo ministro ucraino alla TV tedesca, non su Marte., mentre il ministro degli Esteri polacco ha argomentato la sua deciso di non Invitare Putin e i rappresentati della Russia ad Auschwitz, per via del fatto che "gli ucraini hanno liberato la Polonia".
    Viviamo in tempi interessanti.
    La mia bimba è venuta a casa e mi ha detto che gli hanno insegnato che "gli americani hanno vinto da soli la seconda guerra mondiale".
    Ho notato nella storia un immenso buco a forma di Russia e gli ho spiegato che i suoi bisnonni erano dentro quel buco, uno era partigiano in Bielorussia, ci sono strade e piazze ancora a suo nome, e combatte per anni a capo di un gruppo di rsistenti, contro i tedeschi. Poi tornò nella'armata Rosa e fu il primo ad entrare a kalinkigrad, allora Kenisberg.
    L'altro bisnonno era quel pilota d'areo russo che venne abbattuto , si "travestì" da prigioniero comune, venne mandato a lavorare in una aeroporto e rubò un aereo tedesco per torneare in territorio Russo. Film e libri sull'argomento.

    Boh?

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