sabato 17 gennaio 2015

Franco forte vs. Francoforte. Ovvero, gli effetti allucinogeni del Chrüterchraft


A leggere i giornali, in Svizzera deve essere accaduto uno spiacevolissimo incidente chimico. Nelle innocenti caramelle balsamiche, al posto del misterioso  "Chrüterchraft", deve esserci finita  la vecchia LSD, visto che la Svizzera, da un giorno all'altro, ha mollato l'euro al suo triste destino, sganciandosene mentre stava rischiando di precipitare nell'abisso assieme a lui. Una cosa folle, che solo persone in preda alle allucinazioni potevano compiere. Una tragedia. Infatti stanno ancora studiando come dirlo con delicatezza alla marmotta che incarta la cioccolata.

Torno seria, anche se è difficile, leggendo delle code agli sportelli a Como Brogeda e dell'aumento delle tariffe delle mignotte
Specifichiamo, perché qualcuno potrebbe capire lucciole per lanterne, che la Svizzera non è uscita dall'euro, ripeto LA SVIZZERA NON E' USCITA DALL'EURO, ma tuttavia questa era un'esercitazione. La Svizzera non è mai entrata nell'euro, ma era stata costretta paradossalmente  a difendersene. Ovvero a difendersi da quel cancro che è il vincolismo, l'unione artificiale ed artificiosa tra economie diverse al servizio della shock economy, di cui l'euro è attualmente il sicario in terra europea. Vincolismo che è capace, come ormai ha capito perfino Confindustria ma non la sinistra, di mettere in pericolo l'intero sistema economico e finanziario a livello planetario.

Chissà perché quando ce n'è bisogno e quando non fa comodo a qualcuno che si trovi, il rasoio di Occam non si trova mai. Perché la spiegazione di ciò che è accaduto è semplice. 
La Banca centrale Svizzera ha deciso autonomamente - e potendolo fare in quanto libera di prendere qualsiasi decisione ritenga opportuna per il proprio bene e per quello della Confederazione - di saltare da un treno lanciato a bomba contro la giustizia e la logica del mercato, rompendosi le gambe e le clavicole ma evitando di lasciarci tutte le penne. 
Perché lo ha fatto? Perché se la tua valuta è molto richiesta - e il franco, che è sempre stato un tradizionale bene rifugio, lo è diventato ancor di più dal 2008 in poi - il suo prezzo deve aumentare, e quindi non puoi tirarti appresso un cadavere che comincia a puzzare come quello dell'euro che sta perdendo valore e tutto il vantaggio che aveva accumulato sul dollaro, mostrando ogni giorno di più il suo vero volto, quello di un golem di fango che va sgretolandosi. 
D'altra parte, una valuta troppo forte, oltretutto gonfiata da una vera e propria bolla speculativa, penalizza le esportazioni ovvero rende i tuoi prodotti più cari da vendere all'estero - mentre sul mercato interno i prezzi rimangono invariati - e quindi la BNS, per proteggere le esportazioni delle aziende svizzere, aveva stabilito un tetto oltre al quale un franco non avrebbe dovuto essere cambiato a più di 0.80 euro. Inoltre, per mantenere la stabilità del cambio, la Banca Centrale era stata costretta ad imbottirsi di dollari ed euro, non potendo certo accettare franchi in cambio di franchi. Secondo voi, a parte i bigliettoni verdi, non essere contenti di avere la pancia piena di euro cosa può significare? Forse che l'euro da un giorno all'altro potrebbe saltare o scindersi in due monconi dai quali non si sa se nasceranno altri due mostriciattoli o creperà per sempre?
Senza contare che il fin troppo annunciato QE di Draghi potrebbe significare un ulteriore deprezzamento dell'euro.
Riassumendo in un solo concetto: la Svizzera ha deciso di tornare alla tradizione della libertà di cambio, in pratica di "lasciar fare ai mercati" e di poter vedere ristabilito, dopo le inevitabili scosse di assestamento, il giusto valore della propria valuta. Se è vero che il valore di una moneta è espressione dei fondamentali di un paese, dopo un iniziale rivalutazione, il franco dovrebbe tornare ai livelli precedenti l'aggancio forzoso con l'euro.
Queste non sono passeggiate al chiaro di luna, sono decisioni che causano problemi, sofferenze e perdite ma ciò dovrebbe far capire ancora una volta come con certe leggi dell'economia sarebbe meglio non scherzare e pensarci non una ma due volte prima di fare gli stronzi con le monete uniche e i vincolismi.

Ovviamente, io ve l'ho raccontata da beata, ma se volete capire meglio cosa è successo, le spiegazioni tecniche e ben più competenti della decisione svizzera le trovate qui, qui, quiquo e qua

Ora però torniamo al nuovo soma ovvero al Chrüterchraft ed aprendo un wormhole in questo ipertesto proiettiamoci nell'universo parallelo dove il mercato si autoregola ma non rispetta le sue leggi, la rigidità del cambio è espressione della rigidità di pensiero, la Confindustria scopre oggi che la Germania ha abbassato il benessere dell'Eurozona e questo articolo de "la Stampa" è stato scritto dal caporedattore finanziario del Wall Street Journal.  

Un Wikiquote massivo ad honorem è doveroso.
"Fino a questa settimana la Svizzera era nota per la cioccolata, gli orologi e i segreti bancari. Ma da giovedì, la confederazione elvetica è diventata famosa per aver innescato una reazione a catena che sta avendo gravi conseguenze per economie, investitori e risparmiatori." 
"la decisione di Thomas Jordan, il capo riservato e un po’ grigio della Schweizerische Nationalbank aveva la caratteristica che i mercati più aborrono: la sorpresa. L’effetto è stato immediato: il franco è salito di quasi il 30% nei confronti dell’euro nell’arco di pochi minuti – un’ascesa così violenta (le monete raramente si muovono più dell’1% al giorno) che non ha permesso a banche e investitori di proteggersi e ha scatenato un putiferio nei mercati internazionali. Quando si toglie un pavimento, l’edificio traballa.
"Nessuno e dico nessuno, si aspettava che gli svizzeri si muovessero in questo momento e senza preavviso. Non i mercati, non le banche e non certo i piccoli risparmiatori che scommettono sulle monete come alternativa alla borsa. Persino una delle banche svizzere storiche, la Julius Baer, ha dovuto interrompere il proprio consiglio di amministrazione per controllare che la notizia non fosse uno scherzo." 
"Ci sono già state delle vittime. Giovedì notte, la società americana Fxcm, uno dei più grandi broker di monete per piccoli investitori, ha ammesso di aver perso 225 milioni di dollari e di non essere in grado di continuare a operare senza nuovi capitali. Piccoli brokers in Gran Bretagna e Nuova Zelanda sono andati in bancarotta. Altri li seguiranno. [...] Per ora, si tratta solo di congetture, pensieri ansiosi e paranoici di traders che non hanno dormito molto nelle ultime 48 ore. Ma le memorie di Lehman Brothers e Aig sono ancora molto vive nella psiche collettiva di Wall Street. E i più anziani si ricordano ancora di Ltcm, l’hedge fund che crollò negli Anni 90 durante un’altra crisi inaspettata, in quel caso in Russia." 
«Ma che cavolo gli è venuto in mente agli svizzeri?» è stato il commento, non raffinato ma sincero, di un capo di una banca di Wall Street quando gli ho chiesto se avesse una spiegazione. Già, che cosa stavano pensando Thomas Jordan e i suoi quando si sono trasformati nei grandi destabilizzatori dei mercati internazionali? Ai propri interessi e alla propria politica monetaria."  
"C’era una ragione validissima per smettere di tenere il franco legato all’euro: la Banca Centrale Europea sta per lanciare una serie di misure di stimolo che quasi sicuramente indeboliranno la moneta unica. [...]  L’errore, clamoroso, è stato sottovalutare la reazione degli investitori e non pensare che sarebbe stato meglio parlarne con altre banche centrali quali la Bce e la Federal Reserve."
"La Svizzera pagherà un prezzo salato per la brutta sorpresa che ha fatto ai mercati. Una moneta forte distrugge le esportazioni: quella cioccolata e quegli orologi, per non parlare del turismo, oggi costano agli stranieri un terzo di più della settimana scorsa. La banca centrale ha perso credibilità nei confronti dei mercati, che ormai non si fideranno più delle sue parole. E la Bce e la Fed ci penseranno due volte prima di coordinare azioni future con i colleghi svizzeri." 
"Ma le azioni un po’ inconsulte della Svizzera e le convulsioni dei mercati dimostrano la fragilità di un sistema economico-finanziario che non si è ancora completamente ripreso dalle crisi degli ultimi anni. Il fatto che la piccola Svizzera possa creare un incubo così grande vuol dire che nessuno di noi può dormire sonni tranquilli."

Il dottor Guerrera forse ignora che, oltre la cioccolata, gli orologi, il segreto bancario e, aggiungerei, Roger Federer, la Svizzera ha dato all'umanità l'assenzio (inventato nel canton Neuchâtel da un medico francese, Pierre Ordinaire, nel 1792) e la dietilammide-25 dell'acido lisergico (per gli amici LSD), sintetizzata dal Dott. Albert Hofmann nei laboratori della Sandoz di Basilea nel 1938. 
La Confederazione ha cioè un curioso rapporto con le porte della percezione e l'accettazione del rischio del camminare al confine tra sanità e follia.
Che sia il Chrüterchraft?

La pubblicità curiosamente allusiva del misterioso Chrüterchraft. 



4 commenti:

  1. Mi fa comodo questo post di riepilogo. Non avevo seguito durante la lezione.
    Non credo l'abbiano fatto temendo l'inflazione da QE uem. Quindi...

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  2. Anonimo14:02

    OT...ma non si può non vedere, "Ah l' Italie et les italiens..."
    http://www.beppegrillo.it/videos/0_7xs2uehm.php

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  3. Se avete voglia frugate qui dentro, questo è l'ufficio federale di statistica svizzero:
    http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/it/index/infothek/lexikon/lex/0.topic.1.html
    e date un occhio a quali sono i settori trainanti della loro economia, quali sono i mercati di sbocco dei loro prodotti e ricordatevi che quello che conta quando si deve decidere da chi si vuol comprare è sempre il rapporto qualità/prezzo, raramente è il prezzo da solo o la qualità da sola che orientano la scelta.
    Vediamo dentro al database... Oh... sorpresa... Farmaceutica, Elettronica, Elettrotecnica, Meccanica di precisione, Orologeria di lusso, Agroalimentare sono il core del loro export, (pari a 212 mld di CHF) e la qualità nei loro settori ad alta tecnologia è considerata dal resto del mondo assai elevata.
    Morale, forse potrà avere problemi la Swatch, che fabbrica orologi di fascia economica, (50 - 200 euro) anche se, essendo il loro un fenomeno legato alla moda, è probabile che uno Swatch lo si compri comunque, anche se costa di più... e poi, senza i vincoli di una UE, gli possono benissimo dare degli aiuti di stato per fargli superare il momento difficile, senza neppure mascherarli.
    Ma chi invece può spendere 50.000 o 100.000 dollari per comprare un Audemars Piguet, un Baume et Mercier, un Cartier o un Piaget, solo per dire qualche marca, se lo comprerà lo stesso, anche se gli dovesse costare il 20% in più.
    ALessandro Fabbrucci


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  4. Un trattato di economia spicciola in sintesi! condivido tutta la linea.

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